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Bolzano: il “CasaClima Awards 2014” alla “Cjase dal len” di Sutrio

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E’ stato assegnato a Bolzano il prestigioso premio nazionale d’architettura CasaClima Awards 2014 alla “Cjase dal len” di Sutrio in virtù dell’alta prestazione energetica raggiunta nel ristrutturare questo grande complesso storico architettonico sviluppatosi dal XVII al XIX secolo in più corpi di fabbrica realizzati preminentemente in legno e pietra.

Facendo seguito quindi all’assegnazione di tale riconoscimento tra glioltre 1000 interventi CasaClima annualmente certificati, il Comune e la Pro Loco di Sutrio in collaborazione con l’Agenzia Regionale per l’Energia-CasaClima FVG, nell’ambito del progetto “Energie comuni: la via all’autosufficienza energetica” ed in occasione della XXV edizione della rassegna “Magia del legno”, organizzano la mostra tematica “Architetture in legno e CasaClima nella montagna friulana”, che si inaugura presso la medesima sede museale “La cjase dal len” oggi sabato 6 settembre 2014 alle ore 18.00, per poi essere visitabile per tutta la giornata successiva.

In parallelo saranno presentati anche gli interventi CasaClima in corso di realizzazione nell’alta Valle del But e specificatamente nei Comuni di Cercivento, Paluzza e Sutrio, inseriti all’interno del lungimirante ed ambizioso progetto di sviluppo locale denominato “Energie comuni: la via all’autosufficienza energetica” promosso dall’APE e sostenuto dalla Secab – Società Elettrica Cooperativa Alto But.

Tolmezzo: crolla la vendita di case, si cerca sempre più l’affitto

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di Tanja Ariis.

È stato un anno nero il 2013 per la vendita di seconde case, uffici ed immobili commerciali in Carnia. Imu e compagnia bella scoraggiano l’acquisto di seconde case, mentre sempre più immobili vengono messi in vendita. Uffici ed immobili commerciali si affittano, ma si stentano a vendere. Pure la prima casa si compra molto meno rispetto a due anni fa e ciò ha fatto calare i prezzi. Dopo il boom degli affitti del 2012, anche il 2013 conferma gli stessi numeri con tra l’altro una crescente richiesta da parte di separati, semestrali e, in genere, lavoratori a tempo determinato. É stata pesante per il mercato immobiliare specie la seconda metà del 2013, quando a giugno, ci spiega il titolare dell’agenzia cittadina Savoia, Stefano Plazzotta, in due giorni è stato imposto per legge di indicare persino nell’annuncio sulla vetrina o sul web la prestazione energetica della casa o dell’appartamento. Ciò ha costretto a ritirare tutti gli annunci non supportati dalla relativa certificazione energetica, finché non l’avessero ottenuta. E ciò, specie in tempi di crisi, non ha certo aiutato le compravendite. Poi «a fine ottobre – continua Plazzotta- si era sparsa la voce che la Regione non avrebbe più rifinanziato i bandi regionali per l’acquisto della prima casa e molte operazioni sono saltate. L’8 gennaio abbiamo saputo che la Regione ha rifinanziato i bandi e si stanno recuperando diverse trattative. Le prime battute del 2014 segnalano più movimento e interesse da parte di potenziali clienti e alcune trattative fanno ben sperare». Visto il calo di vendite negli ultimi due anni c’è chi, come Savoia, ha puntato più su abitazioni nel Tolmezzino o nei paesi vicini, zone più appetibili per chi cerca una prima casa. L’acquirente, dal canto suo, sa che ci sono tante case in vendita, che si fatica a vendere, pretende che si cali molto il prezzo e a parità di prodotto strappa un prezzo migliore. «Ci sono prezzi – osserva Plazzotta – tornati indietro ai primi anni ’90». Chi compra? Di solito coppie sui 40-45 anni di età, con doppio reddito e magari con i genitori che prestano garanzia, perché le banche oggi sono molto esigenti. Cala, invece, rispetto al passato il supporto dei risparmi dei genitori. A richiedere alloggi in affitto, oltre a nuclei di nuova formazione, oggi sono sempre più, riferisce Plazzotta, anche separati (specie donne con figli). «Ma abbiamo avuto anche – dice – qualche decina di richieste di persone con contratti di lavoro semestrali: infermiere o operai in fabbrica che vengono anche da fuori Provincia e da fuori Regione». La mancanza di nuove disdette da parte di militari del Terzo reggimento artiglieria da montagna pare, intanto, confermare il rinvio del trasferimento.

Udine: “Uno per due” si paga la metà per la mostra della Casa Moderna

La formula per invogliare le coppie a visitare la fiera della Casa Moderna è quella del “Uno per due”. Presentando alle biglietterie il depliant promozionale, infatti, due persone entreranno con un unico biglietto. Spenderanno, insomma, 8 anziché 16 euro. «Lo scorso anno abbiamo registrato una leggera flessione di pubblico» ha ammesso la presidente di Udine e Gorizia fiere, Luisa De Marco, sottolineando il fatto che il costo del biglietto, rispetto alla passata edizione, è rimasto invariato. Lo stesso vale per il prezzo degli stand che, come detto, all’interno non supera gli 80 euro al metro quadrato. L’obiettivo insomma resta quello di fare squadra per invogliare i produttori e i rivenditori a investire sulla fiera. Da qui la costituzione del tavolo per il rilancio del settore casa-arredo-abitare al quale siedono, oltre alla presidente De Marco, Roberto De Martin di Federlegno, Andrea Cumini di Federmobili, Mauro Damiani dell’Unione artigiani, il presidente dell’associazione agenzie immobiliari, Lino Domini, l’amministratore delegato del Catas, Angelo Speranza, e il presidente di Asdi sedia, Giusto Murig. Ultimo, ma non per importanza, il responsabile delle relazioni istituzionali Friuladria-Credit-Agricole, Giovanni Lessio, la banca con sede a Pordenone che sponsorizza la fiera di Udine perché auspica in una fusione con l’ente fiera della Destra Tagliamento. «Tra i due poli stanno nascendo momenti di contatti e Friuladria li aiuterà a dialogare» ha assicurato Lessio nel definire «significativa» la presenza della banca, «questo significa – ha aggiunto – che l’istituto di credito crede al mondo delle fiere» e per questo auspica che tutti gli attori di Udine e di Pordenone si trovino attorno a un tavolo per definire i termini di una possibile collaborazione.

Friuli: per superare il crollo dei mutui nasce “l’affitto a riscatto”

Affitto a riscatto oppure affitto con patto di futura vendita. Sono queste le nuove forme “atipiche” di compravendita maggiormente richieste dalle giovani coppie e che possono diventare una ricetta alla crisi del mattone. In provincia di Udine i mutui fanno registrare un crollo vicino ormai al 50% “le banche ormai chiedono all’aspirante acquirente il 30% del valore dell’immobile. Ma con la crisi in atto – spiega il presidente provinciale della Fiaip, Leonardo Piccoli – è impossibile avere da parte o in tasca quei soldi”. Ecco quindi la possibilità, studiata dalla Federazione italiana degli agenti immobiliari professionali insieme a Confedilizia e che verrà a giorni illustrata nel corso di una conferenza stampa: l’affitto a riscatto con diritto d’opzione all’acquisto in cui “sarà lo stesso proprietario della casa a fare da banca”. In sostanza le parti stipulano contemporaneamente due contratti: il primo d’affitto e il secondo di opzione con il quale l’inquilino potrà comprare la casa a un prezzo stabilito in precedenza e dopo un certo numero di anni. In caso di acquisto le mensilità versate fino a quel momento verranno detratte dal prezzo pattuito inizialmente.
“Non possiamo più attendere che termini la crisi – dice Piccoli – queste nuove forme contrattuali e negoziali che rilanciano una prassi nata con le case Fanfani negli anni ’50 possono riaccendere le numerose case vuote anche nella nostra Regione”.

Il ritratto del mercato immobiliare in provincia di Udine “piange” con un significativo – 10%. Un mercato asfittico, ormai, in cui le oltre 7 mila compravendite del 2007 sono solo un lontano ricordo, visto che ormai la situazione della città e anche e soprattutto della provincia si sta attestando su cifre ben più modeste, pari a non più di 4 mila e 800.
“Con queste nuove forme di compravendite invece il proprietario della casa farà così da banca – conclude il presidente provinciale della Fiaip – dando una risposta alla stretta creditizia”.
 

Udine: parte la sperimentazione per la casa domotica

Nella foto: Fanizza e Honsell.

Schermi touchscreen, comandi vocali, segnalazioni acustiche per avvisare di perdite d’acqua o di fuoriuscite di gas, frigoriferi che avvertono che lo sportello è aperto. Tecnologie domotiche all’avanguardia perché le case siano più sicure e permettano più autonomia anche alle persone di una certa età  o con disabilità. C’è tutto questo e molto altro negli appartamenti del progetto Re-freedom, l’iniziativa di ricerca industriale co-finanziata dalla Regione e portata avanti dal Comune di Udine, Friuli Innovazione e Rino Snaidero Foundation, insieme con le associazioni di disabili di Udine chiamate a contribuire alla fase sperimentale per una partecipazione diretta dei cittadini con deficienze acustiche, visive o cognitive.
E proprio a conclusione dei lavori di allestimento di uno dei due appartamenti interessati dal progetto, il sindaco di Udine, Furio Honsell, e l’assessore alla Pianificazione territoriale e Agenda21, Mariagrazia Santoro, hanno assistito alla presentazione degli innovativi sistemi messi a punto dai ricercatori guidati da Felice Pietro Fanizza, direttore della Rino Snaidero Foundation, e alla presenza anche di Ernestina Tam, responsabile del coordinamento delle associazioni disabili provinciale di Udinee del direttore di Friuli Innovazione, Fabio Feruglio, e del team tecnico che sta lavorando al progetto.
“Si tratta di un progetto – spiega Honsell – che ho personalmente voluto come sindaco e come membro del Comitato tecnico scientifico della Rino Snaidero Scientific Foundation. Una progettazione, dedicata alle persone più fragili, congiunta tra vari partner e che considera la diversità come opportunità e come arricchimento. È l’ambiente, infatti, che rende disabili e non viceversa. Sono quindi molto lieto della collaborazione con Friuli Innovazione e con la Regione Friuli-Venezia Giulia che ha cofinanziato al 50% con il Comune di Udine questo progetto”.
Terminata la fase di allestimento, si tratta ora di testare tutti i dispositivi installati nell’appartamento al quinto piano di via Mantova, prima di giungere alla conclusione del progetto che interesserà anche un altro appartamento al piano terra in via Colugna, sempre di proprietà del Comune. Test che verranno effettuati anche “sul campo” con l’aiuto delle associazioni dei disabili, destinatari, nonché co-protagonisti in questa fase, dell’intero intervento.
“Sono molto contenta – spiega l’assessore Santoro, che ha seguito l’iniziativa insieme agli uffici di Agenda21 – di come si sia riusciti a coniugare innovazione, nuove tecnologie e partecipazione dei cittadini. Per gli appartamenti che saranno riservati alle fasce della popolazione più debole, infatti, sono state utilizzate delle applicazioni spesso non rintracciabili in commercio. Questo per poter offrire – conclude – il meglio a tutte quelle persone che hanno bisogno di assistenza direttamente a casa in un ambiente familiare, cercando così di diminuire il più possibile i casi di istituzionalizzazione in centri per anziani o case di cura, avvicinando sempre di più i servizi ai cittadini, come quelli già esistenti come No alla SolitUdine”.
articolo dal sito della Vita Cattolica