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Tolmezzo: proiettore rotto, sospesa l’attività al cinema David; preludio alla chiusura?

La Nuova rassegna Cinema di qualità al Cinema David resta sospesa fino a data da destinarsi per un guasto al proiettore. Già l’appuntamento del 12 marzo, quando era prevista la proiezione di “Pride”, era saltata a causa del guasto tecnico all’apparecchiatura del cinema. La carrellata di appuntamenti previsti il giovedì sino al 19 marzo aveva da allora subito una battuta d’arresto. Il Comune aveva comunicato che non appena fosse stato possibile avrebbe fornito indicazioni utili circa le future proiezioni, ma il problema non è ancora risolto. La rassegna era partita il 29 gennaio e prevedeva 8 proiezioni da lì al 19 marzo. L’appuntamento era per ogni giovedì sera con ingresso a prezzo speciale di 5 euro. La rassegna, precedentemente organizzata in autonomia dal cinema, quest’anno per la prima volta è stata co-organizzata assieme al Comune. Raccoglie tutti i migliori film d’autore e d’essai di questo periodo, variando dal cinema internazionale a quello italiano e vari generi:dalla commedia, al drammatico, dal documentario al fantastico. Erano già stati proiettati “Il Sale della Terra”di Wim Wenders e Juliano Ribeiro Salgado, “La spia. A most wanted man”di Anton Corbijn, “Torneranno i prati”di Ermanno Olmi, “Trash”di Stephen Daldry, “Magic in the moonlight”di Woody Allen “Storie pazzesche”di Damian Szifron. Mancavano ” Pride”di Matthew Warchus e “Il ragazzo invisibile”di Gabriele Salvatores.
Aggiornamento del 29/03/2015

di Piero Tallandini
Tolmezzo si mobilita per salvare l’unico cinema della Carnia. «Siamo di fronte a una situazione d’emergenza e stiamo pensando a una raccolta fondi con donazioni e alla costituzione di un’associazione che coinvolga privati e realtà pubbliche, un ente che a quel punto potrebbe accedere a fondi regionali. Il cinema “David” è un servizio culturale importante per tutto il territorio carnico. Noi ci teniamo fortemente». Così il sindaco Francesco Brollo garantisce l’impegno dell’amministrazione comunale per evitare la chiusura definitiva del “David”, pericolo concreto secondo quanto sottolinea il commercialista tolmezzino Vittorino Dorotea, che cinque anni fa è stato capofila di un rilevante sforzo imprenditoriale con un investimento di 600mila euro per la ristrutturazione dei locali e l’acquisto di uno dei più moderni sistemi di proiezione digitale tridimensionale della regione. Il guasto del sistema di proiezione che nelle ultime settimane ha reso necessaria la sospensione dell’attività (bloccando la rassegna del cinema di qualità del giovedì organizzata con il Comune) ha reso ormai insostenibile una situazione già difficile dal punto di vista del rapporto costi-ricavi, a cinque anni dall’inaugurazione. I fattori che stanno compromettendo il futuro del “David” sono essenzialmente due. Anzitutto i costi spropositati dei nuovi sistemi per la proiezione digitale che vanno incontro ad una rapida obsolescenza a fronte del continuo progresso tecnologico e dei costanti aggiornamenti di software, hardware e formati dei dispositivi di lettura. Poi, c’è il numero di spettatori, che è in calo e non consente di sostenere investimenti e costi di gestione anche perché il prezzo massimo dei biglietti non supera i 7 euro. Dorotea (che nei giorni scorsi ha già avuto un incontro con Brollo) lancia un appello alle istituzioni spiegando che soltanto un supporto pubblico consentirebbe di mantenere aperto l’unico cinema della Carnia. «Nel 2010, quando abbiamo riaperto il “David”, l’impianto digitale tridimensionale era il più avanzato della regione ed era costato 150mila euro – premette Dorotea –. Nelle scorse settimane si sono verificati guasti alle schede elettroniche che renderebbero necessario un intervento di riparazione da 10mila euro. Una spesa superiore al valore residuo del macchinario. Ma soprattutto, tra un anno cambierà il sistema di caricamento dei film e quell’impianto di proiezione digitale non sarà più utilizzabile e occorrerebbe spendere altre decine di migliaia di euro per l’acquisto e l’installazione di un nuovo sistema. Non credo ci siano le condizioni per tornare ad aprire, nel breve periodo. L’auspicio è di poterlo riaprire il prossimo anno ma serve un supporto pubblico, come per i teatri. La gente va sempre meno al cinema e il ritorno economico è limitatissimo».

Tolmezzo: gli appuntamenti della nuova “Rassegna comunale di Cinema di attualità”

BROCHURE cinema 2014 b

nella colonna di sinistra del blog “Prossimi eventi” è possibile leggere per esteso la locandina.

di Marco Craighero.

Parte la Rassegna comunale di Cinema di attualità “Immagini e storie della società”. Gli appuntamenti si articoleranno su otto serate a ingresso libero, ogni mercoledì alle 20.30, a partire da mercoledì 17 Settembre. Le proiezioni si terranno nella saletta multimediale del Museo Carnico “Michele Gortani”. Le serate saranno condotte da Annalisa Bonfiglioli, che ne curerà introduzione ed eventuale dibattito. Inoltre, per chi volesse, ci saranno una pagina Facebook e una Twitter, attraverso le quali il pubblico potrà interagire direttamente, scambiando opinioni e proposte.

La rassegna nasce con la volontà di coniugare il piacere del cinema, con film di recente produzione e alta qualità, con le più importanti tematiche sociali del giorno d’oggi. L’obiettivo è, infatti, quello di offrire delle serate che possano essere sia di svago sia di riflessione e arricchimento.

La scelta dei film è stata fatta in maniera partecipata, infatti alcuni dei film indicati sono stati presi dai consigli inviati da più persone tramite un sondaggio online su Facebook.

 Si partirà con The Help, una commovente e intensa storia ambientata nel Missisipi degli anni ’60, dove una ragazza bianca sfida il razzismo dell’alta società del tempo, stringendo un’inconsueta amicizia con le governanti di colore in un progetto letterario che vuole abbattere le regole sociali pregiudiziali vigenti.

 Questo il calendario delle proiezioni e delle problematiche che verranno affrontate:

 

17 Settembre – THE HELP (discriminazione razziale)

24 Settembre – BROTHERS (conseguenze della guerra)

1 Ottobre – UNA CANZONE PER MARION (terza età)

8 Ottobre – INSIDE JOB (crisi economica)

15 Ottobre – L’ALTRA META’ DELL’AMORE (amore giovanili e omosessualità)

22 Ottobre – L’ONDA (sistemi politici autoritari)

29 Ottobre – E ORA DOVE ANDIAMO? (conflitti religiosi)

5 Novembre – PROMISED LAND (ecologia)

 

Per maggiori informazioni: www.comune.tolmezzo.ud.it – 0433 387961 (Ufficio Cultura del Comune di Tolmezzo) – Immagini e storie della società su Facebook e Twitter.

 

 

 

Gemona: un bando per la gestione del Cinema Sociale

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di Piero Cargnelutti.

Scadrà il prossimo 21 ottobre la gestione del Cinema Sociale, che era stata affidata cinque anni fa attraverso gara pubblica alla Cineteca del Friuli. A tal proposito, la giunta comunale ha già approvato gli indirizzi per la formulazione del bando di gara che verrà pubblicato nel corso delle prossime settimane. L’obiettivo dell’amministrazione comunale è far sì che la struttura possa essere operativa anche nei prossimi anni come lo è stata finora. «Cinque anni fa – ha spiegato il sindaco Paolo Urbani -, avendo avviato la gara per l’affidamento all’indomani del nostro primo insediamento non avevamo perfezionato il bando come abbiamo fatto stavolta: tra le novità, c’è certamente la durata della gestione di quattro anni subito rinnovabile per altri quattro senza necessità di avviare un altro iter. È una scelta che abbiamo fatto per permettere a chi si assumerà l’onere della gestione di avere più anni davanti per programmare la propria attività, oltre che per semplificare gli iter burocratici». Tra i punti contenuti nella delibera della giunta, l’impegno per l’affidatario di impiegare almeno 10 mila euro in attività promozionali del cinema all’anno, e la disponibilità dell’edificio anche per le necessità della stagione teatrale, mentre è stato stabilito un compenso a base di gara per la concessione del servizio di 15 mila euro, soggetto ad eventuale ribasso. «Naturalmente – aggiunge ancora il sindaco Urbani – un punteggio particolare lo avranno i proponenti che assicureranno anche posti di lavoro. Speriamo nella disponibilità della Regione per assicurare i finanziamenti necessari a risolvere il problema del comfort interno: di fronte all’attribuzione di una parte del contributo, il Comune è pronto a mettere il suo». Dal canto suo, la Cineteca, che ha gestito la struttura in questi anni avviando un progetto per cinema d’essai, sembra essere interessata a ripropors. «Avendo anche fatto degli investimenti – dice il direttore Livio Jacob – c’è la nostra volontà di proseguire, anche se oggi le difficoltà nel raccogliere l’utenza necessaria per mantenere in piedi un cinema, non sono poche. Dal parte nostra, ci rendiamo disponibili».

Friuli: “Inchiesta in Carnia (2014)” di Dante Spinotti, le date delle anteprime

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La Cineteca del Friuli – Ufficio Stampa.

Dante Spinotti, carnico di Hollywood, una carriera di successi come direttore della fotografia con due candidature all’Oscar e decine di premi raccolti in giro per il mondo, è “tornato a casa”: di nuovo regista per la sua montagna, a distanza di 34 anni da La Carnia tace, ha realizzato Inchiesta in Carnia (2014), prodotto dallo stesso Spinotti con la Cineteca del Friuli e la collaborazione di CO.S.IN.T, Fondazione CRUP, Comunità Montana della Carnia, Camera di Commercio di Udine, Eurotech.

Il documentario avrà la sua prima mondiale, alla presenza dell’autore e di molte delle persone che hanno partecipato alla lavorazione, venerdì 22 agosto alle 20.30 al Visionario di Udine (seguirà, al bar del cinema, un brindisi con Spinotti). Sabato 23 alle 21.00 sarà poi in programma al Sociale di Gemona, lunedì 25 alle 21.00 al David di Tolmezzo e giovedì 28 alle 20.30 all’Alpina di Comeglians. A presentarlo e a dialogare con il pubblico in sala ci sarà sempre Dante Spinotti.

Lo scopo dichiarato del lavoro è la valorizzazione del territorio carnico. Spinotti cattura la straordinaria bellezza del paesaggio naturale – ripreso in tutte le quattro stagioni – e dell’architettura carnica, testimonianza di comunità e culture che lì si sono insediate e stratificate nel corso di secoli. Alla bellezza dello scenario fa da contraltare il problema – comune ad altre zone alpine – dell’abbandono, soprattutto da parte dei giovani, e il conseguente costante calo della popolazione. Raccogliendo le voci di industriali che hanno scelto di localizzare la produzione in Carnia, di agricoltori, commercianti, professionisti, amministratori e di gente comune, il documentario disegna una realtà a volte difficile ma segnala anche possibilità interessanti.

La sfida lanciata è per un recupero della montagna che passi attraverso politiche adeguate – finora assenti o insufficienti – e scelte di vita personali in controtendenza rispetto ai modelli correnti. In un momento di crisi come quello che sta vivendo la nostra società, luoghi come la Carnia, ricchi di aria buona, acqua, legname e spazi verdi possono rappresentare un’opportunità e un modello esistenziale più a misura d’uomo.

Tuttavia Inchiesta in Carnia non è un film a tesi. Il regista preferisce definirlo “l’esperienza di un viandante che osserva, si incuriosisce e fa domande.” Come anticipa il titolo, il linguaggio è quello dell’inchiesta ma non mancano momenti di poesia cinematografica e di poesia del paesaggio, che fanno da trait d’union fra le molte interviste, dalle quali si vuol far emergere il carattere, le peculiarità, l’essenza delle persone ascoltate ancora prima delle loro opinioni.

Dante Spinotti cullava da tempo l’idea di girare un nuovo lavoro sulla Carnia. Mancava però un nucleo, un tema da cui partire che fosse allo stesso tempo legato al territorio e universale. “La lampadina – racconta – si è accesa riflettendo sulla questione dell’abbandono delle zone alpine, e circa tre anni fa, grazie anche all’incoraggiamento di alcuni amici, mi sono messo in moto.”

Le prime riprese le ha realizzate insieme al figlio Riccardo, studente di regia a Los Angeles: paesaggi, persone, testimonianze raccolte qua e là nel tempo libero, fra una produzione hollywoodiana e l’altra. Una volta compreso che la formula funzionava, il lavoro si è poi intensificato e alle riprese e al montaggio del documentario Spinotti ha dedicato tutti questi primi mesi del 2014. Unica distrazione, le fasi finali di post-produzione dell’ultimo film girato accanto a Brett Ratner, il kolossal epico Hercules: Il guerriero, con Dwayne Johnson, uscito da poco negli States e in programmazione proprio in questi giorni nelle sale italiane.

 

 

 

 

Friuli: “Gemonaimmagina” i palazzi della città trasformati in schermo

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di Piero Cargnelutti.

In scena la “Città delle luci e delle immagini proiettate”. Unico in tutta la regione, cominciail Festival internazionale di Multivisione “Gemonaimmagina”, curato da Claudio Tutti e Francesco Lopergolo con il supporto del Gruppo Fotografico Gemonese e realizzato grazie al contributo del Comune. Per quattro giorni consecutivi, i palazzi del centro storico faranno da schermo alle immagini proiettate da Tuti e Lopergolo, accompagnate da suoni e dissolvenze in grado di creare scenari affascinanti che trasportano la fantasia dell’osservatore. Se già nelle notti del Giro d’Italia, le multivisioni avevano donato ai visitatori grandi emozioni in piazza Garibaldi, in questi quattro giorni sarà possibile riviverle in modo ancora più allargato e in più punti. Stasera il primo appuntamento in piazzetta Fantoni, i cui palazzi che la racchiudono si dipingeranno con le opere di molti artisti raccolte dal Gruppo Fotografico Gemonese: da “Naturali incanti” di Rosamaria e Giorgio Pavan a “Nature” di Phil Ogden e tanti altri altri per una serata intitolata “Il giardino del mondo”. Il grande spettacolo continuerà alle 23 sul sagrato del duomo, la cui facciata prenderà le forme dello spettacolo di multivisione “Magnificat” di Tuti e Lopergolo (in caso di brutto tempo, le proiezioni avverranno nel centro Glemonensis). Il sagrato del duomo sarà protagonista anche domani sera e di nuovo altre opere di artisti provenienti da tutto il mondo (molti dei quali venuti a Gemona appositamente) coloreranno il piccolo borghetto condiviso dalle strutture della Parrocchia di Santa Maria Assunta e Casa Gurisatti. Venerdì sera sarà, invece, la volta di piazza Garibaldi con il grande spettacolo “Si vitam inspicias hominum” (se osservi la vita degli uomini), dove le opere di Tuti, Lopergolo, Tosi e Carboni proiettate sui palazzi della piazza saranno accompagnate dall’esibizione dal vivo dell’Orchestra Academia Symphonica, diretta da Pietrangelo Perucchi (in caso di maltempo, lo spettacolo sarà trasferito al Glemonensis). L’ultima sessione, “L’intimo respiro”, chiuderà Gemonaimmagina 2014 sabato, alle 21.30, ancora sul sagrato del duomo (in caso di brutto tempo sarà il cinema Sociale ad ospitare l’evento). In questi quattro giorni sarà possibile visitare anche la mostra fotografica “Il verde ad un passo da casa” di Valter Binotto a palazzo Scarpa.

Tolmezzo: si gira “Dark flow” un corto di fantascienza tra i boschi friulani

di Oscar d’Agostino.

C’era una volta il cinema di fantascienza italiano, in un’epoca di grandi talenti, ingegno e artigianato. I suoi pratagonisti si chiamavano Mario Bava, Antonio Margheriti e Luigi Cozzi. Personaggi unici, in un momento magico (gli anni Sessanta) per la Science fiction in Italia e nel mondo. Da allora non sono stati molti quelli che si sono cimentati nel filone, a parte le recenti esperienze dei Manetti Bros e di Varo Venturini. A cimentarsi è ora un gruppo di videomaker friulani, che in questi giorni sta realizzando provini e cercando le locations per girare un cortometraggio fantascientifico tutto ambientato in Friuli, in particolare tra le montagne friulane. A guidare l’operazione è la regista Stefania Rota, affiancata da Claudio Della Negra e dallo sceneggiatore Fabrizio Bozzetti. “Dark flow” è il titolo dell’opera, una storia incentrata su tre figure femminili che abitano in una casa isolata in un bosco compiendo azioni strane. Le tre donne vengono scambiate per streghe, sarà poi una minaccia nucleare a svelare il mistero. Fantascienza senza vampiri, astronavi e mostri, però. E con effetti artigianali, come si faceva 40 anni fa: modellini in scala, effetti ottici… «L’uso smodato del 3D ha trasformato la fantascienza in fenomeno da baraccone – evidenzia infatti la regista Stefania Rota – per alcune scene utilizzeremo invece, per esempio, effetti ottenuti con reazioni chimiche». Una ventina di persone costituiscono la troupe, formata tutta di volontari già all’opera da un mese, ma servono ancora alcuni professionisti (in particolare, una truccatrice, un designer artist). Originale la produzione: si è deciso infatti di puntare sul “crowfunding” (un finanziamento pubblico), si può contribuire anche con una piccola cifra: è stata avviata la raccolta in rete. «L’idea era nata per un concorso che aveva alcune modalità, alle quali abbiamo rinunciato scegliendo questa soluzione». Per realizzare il corto servono 3.500 euro, finora ne sono stati raccolti circa 1700. Come partecipare? Basta connetersi all’indirizzo www.indiegogo.com/projects/dark-flow/, mentre su http://www.darkflowproject.com/ è già on line il trailer del corto.

Udine: iscrizioni fino al 14 settembre par il “Concors par Tescj Cinematografics in Lenghe Furlane”

 

Par partecipâ al Concors par Tescj Cinematografics in Lenghe Furlane si à di inviâ (o di puartâ a man) i lavôrs dentri dai 14 di Setembar.

Il Concors al è dividût in 4 sezions:

– Une pes senegjaturis cuntun prin premi di 1.500 euros

– Une pes storiis par film (une storie di massime 10 cartelis), prin premi di 300 euros

– Une par articui di critiche cinematografiche, prin premi 300 euros

– Une pai saçs sul cine, prin premi 300 euros

I lavôrs a àn di jessi scrits par furlan (inte grafie uficiâl) e mandâts par pueste (al fâs fede il timbri postâl) o puartâts a man li dal:

Centro Espressioni Cinematografiche

v. Villalta, 24

33100 Udin UD

Cun di plui, i lavôrs premiâts o segnalâts a saran publicâts inte riviste di cine Segnâi di lûs.

Intal mês di Dicembar si fasarà une serade speciâl di premiazion li dal Visionario di Udin.

Il bant complet dal concors si lu cjate ancje in rêt www.mostredalcine.org

Par informazions si pues telefonâ al CEC tel. 0432-299545

Centro Espressioni Cinematografiche

v. Villalta, 24

33100 Udin

Friuli: retrospettiva del regista Marco Bellocchio, dal 7/02 al Visionario e dall’8/02/2012 a Cinemazero di Pordenone

di Gian Paolo Polesini

Sarà sguardo introspettivo e, nel contempo, totale. Più di sempre. Marco Bellocchio è, in ordine, l’ultimo dei Maestri scelti dell’arcinota rassegna di Cec, Cinemazero, Cineteca del Friuli, Teatro Miela e Cappella Underground. Degno di una schiera immortale – Bresson, Buñuel, Tati, Ophüls, Dreyer, Fellini, Bergman, Welles, Resnais, Mizoguchi, Losey, Godard e Bertolucci – per la sempre immutata forza dei suoi film, nel 1965 (I pugni in tasca) come nel 2010 (Vincere). Uno dalla «longevità creativa», sintetizza il direttore di Cinemazero Andrea Crozzoli. «E un uomo – aggiunge – che ha nella curiosità la molla per alzarsi al mattino. Un vecchio motto di Fellini quando voleva sottolineare uno dei grandi pregi per fare cinema. Se ti manca la spinta, cambia mestiere». Pare coincidenza voluta proprio nel bel mezzo del battage politico-cinematografico per La bella addormentata, opera ispirata (e il concetto “ispirata” è stato più e più volte sottolineato con la matita rossa) alla morte di Eluana Englaro, film ancora in divenire – il primo ciak è previsto per il 6 febbraio a Udine – e già preda di contestazioni. Tocca scindere gli scranni del potere dall’arte, ancora una volta. E noi ci occupiamo d’arte, se dio vuole. «In effetti – spiega Crozzoli – il tributo a Marco, guarda caso nello stesso periodo chiamiamolo udinese del regista, potrebbe sembrare un disegno ben architettato, invece proprio no. Quando decidemmo di offrire il proscenio a Bellocchio, il suo film era in fase embrionale e con poche possibilità di realizzazione». Giusto per mettere giù una data, così da rendere più chiari i contorni di una poderosa rassegna, il primo gong suonerà martedì 7 febbraio, al Visionario, con la sua folgorante pellicola d’esordio, I pugni in tasca (1965), un impatto inatteso e deflagrante che ha permesso al regista d’iscriversi a pieno titolo nella stagione del nuovo “giovane cinema italiano” degli anni Sessanta. «L’esordio più clamoroso della storia – puntualizza Crozzoli – nessuno come lui. Un manifesto anticipatore della rivoluzione sessantottina che ancora oggi gode di una forza straordinaria». Bellocchio, non lo direbbe nessuno, ha settantré anni (li compirà il 9 novembre). Esibisce l’anda di un giovanotto, «al contrario di Pupi Avati – dice sorridendo Crozzoli – che ha più o meno la stessa età, ma sembra un nonno da accompagnare con cura in stazione». E non è solamente una questione anagrafica o di esteriorità – si sa, qualcuno si conserva bene, altri sono anziani a trent’anni – il regista piacentino di Bobbio «non la smette mai d’incamerare dati, ha la meravigliosa voracità di chi continua ad avere fame di ogni cosa. Mesi fa lo andai a prendere all’aeroporto di Venezia e durante il viaggio mi tempestò di domande sulle Giornate del Muto e su Cinemazero. Oltre a essere un formidabile affabulatore, come ormai ne sono rimasti pochi. Ti sembra di sentir parlare un Pasolini, che ne so, un Tonino Guerra, ecco. I saggi, per capirci». Il vantaggio del grande schermo. Parliamone. I cinefili, be’, avranno ingollato l’intera filmografia di Bellocchio. Ma per rivederla non resta che il piccolo, di schermo. Con il rispetto per l’ormai super televisore in hd e, volendo, da 60 pollici, al cinema è diverso. Ammettiamolo. Ricorda Crozzoli: «Rividi a Berlino un Totò d’annata. Ovviamente ripassato più volte in tv. Fu stupore inaspettato. Come se fosse la mia prima volta. Abituati a sprofondare in poltrona col telecomando in mano, ci stiamo perdendo il piacere vero». Un visionario e poeta, pur restando ancorato all’attimo fuggente. Prendiamo Buongiorno, notte. Bellocchio sogna di liberare Aldo Moro. Racconta storia vera rendendola malleabile alle speranze. E Vincere? «Pare costruito da un giovane regista – ci tiene a precisare Crozzoli – tanta innovazione c’è là dentro. Uno a settant’anni, solitamente, molla e rincorre il già percorso. Lui, no».

Friuli: in Consiglio Regionale bloccati i fondi al film su Eluana, ma nessuno li aveva mai chiesti

Un’intenzione politica che diventa un autogol. I protagonisti sono 25 consiglieri regionali, su proposta dell’Udc. Con un ordine del giorno, approvato in coda alla Finanziaria 2012, i centristi, ma anche esponenti di Pdl, Pd, Lega e Misto, hanno chiesto l’impegno della Regione a non finanziare il film di Marco Bellocchio che si ispira alla storia di Eluana Englaro.

Un desiderata destinato a restare sulla carta. Perché, come spiega il presidente della Fvg Film Commission Federico Poillucci, una richiesta di contributo non c’è, il regolamento cui si riferisce l’ordine del giorno non è più in vigore e a stabilire i finanziamenti è una commissione composta da tre dirigenti della Regione. Che, per altro, seguono regole e criteri approvati dal Consiglio regionale nel 2010 e quindi dagli attuali consiglieri.

«Per il film “Bella addormentata” di Marco Bellocchio la casa di produzione Cattleya s.r.l – afferma Poillucci – non ha al momento presentato richiesta di finanziamento a Fvg Film Fund

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Udine: al via “Cinemamme”, biglietto ridotto e alle donne sarà consentito entrare col passeggino

di Domenico Pecile

Si chiama “Cinemamme”, vale a dire il piacere di andare al cinema anche durante il periodo dell’allattamento e dell’età più tenera del proprio bebè. Un’iniziativa, insomma, dedicata a mamme e papà, nonni e baby sitter che potranno recarsi al cinema con i neonati, ogni mercoledì mattina alle 10 dal prossimo 26 ottobre al 23 di novembre, al Visionario, in via Asquini. Si tratta di pellicole in prima visione scelte con un occhio di riguardo per i fruitori. Il costo del biglietto d’ingresso sarà di 4 euro. Il progetto è dell’associazione di “Città delle mamme”, di Roma, ed è stato presentato nei mesi scorsi da Angela Bigi e fatto proprio dall’assessorato ai servizio sociali del Comune di Udine. “Cinemamme” si svolgerà con il patrocinio del Comune di Udine, il sostegno finanziario della Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia, la collaborazione di Iomochi, Solidarietà insieme e Agis Triveneto. “Cinemamme” – che è già stato realizzato a Padova e Roma Continua a leggere