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Tolmezzo: i Carnici dovrebbero scegliere la ricetta per l’autogoverno della montagna

Se penso alle continue proposte di nuovi assetti istituzionali per la montagna degli ultimi anni, mi viene in mente la celebre critica di Dante a Firenze nel canto VI del Purgatorio: “Atene e Lacedemona, che fenno l’antiche leggi e furon sì civili, fecero al viver bene un picciol cenno verso di te, che fai tanto sottili provedimenti, ch’a mezzo novembre non giugne quel che tu d’ottobre fili”. Ripercorriamo brevemente la storia: subito dopo la fine della seconda guerra mondiale fu costituita la “Comunità Carnica”, libera associazione dei Comuni, per iniziativa di Gortani, Lepre e Marchetti, a cui successe nel 1974 la “Comunità montana della Carnia”, prevista dalla Legge nazionale 1102/71 e dalla L.R. 29/73, ente di diritto pubblico obbligatorio, che è rimasta in vita per più di 30 anni. Detto en passant, l’Assemblea prevedeva la presenza di Sindaci e consiglieri dei vari Comuni, tra maggioranza e opposizioni, con ben 119 delegati! Questo fino all’inizio del 2000 quando ne facevano parte solo i Sindaci o delegati dei Sindaci. Poi venne la proposta della 5° provincia della Giunta Illy, naufragata a seguito del referendum del 2004 e quattro anni dopo la Giunta Tondo propose il Circondario, che ebbe a sua volta vita breve. Così dopo anni di commissariamento si giunse all’UTI, che non comprendeva tutti i Comuni della Carnia, essendoci alcuni Comuni “ribelli”, che non aderirono. Nel frattempo qualcuno (l’ex sindaco di Tolmezzo, Piutti) lanciava la proposta dell’unico “Comune Carnico”, raccogliendo poche adesioni, a dire il vero. E siamo giunti al 2018; nuova Giunta regionale, nuova proposta, direi meglio “nuove proposte, giacchè si parla di nuovi/vecchi enti provinciali o sub-provincial, ma si è sentito addirittura parlare di una nuova provincia montana che comprenda l’intera zona montana delle due ex Province di Udine e Pordenone. Ancora Dante ci aiuta a descrivere il tutto “E se ben ti ricordi e vedi lume, vedrai te somigliante a quella inferma che non può trovar posa in su le piume, ma con dar volta suo dolore scherma.Alla fine di questa forse lunga premessa vorrei rivolgere una preghiera ai nuovi governanti regionali: perché non lasciate che siano i carnici a scegliersi la forma migliore di autogoverno per la nostra zona? Leggo proprio oggi che i comuni della Comunità collinare (Buia e contermini) ribadiscono la volontà di ricostituire il loro Consorzio che funzionava bene per le loro necessità. Perché non si potrebbe fare lo stesso ripristinando la “Comunità montana della Carnia”, rivedendo al limite qualche aspetto organizzativo: elezione diretta o meno, presenza delle minoranze e non solo dei Sindaci? Se ne potrebbe discutere senza la cappa uniformante della proposta unica regionale. Aggiungerei anche “Torniamo allo Statuto”, copiato naturalmente dal celebre motto di Sonnino del 1897, che non è naturalmente lo Statuto albertino, ma lo Statuto della Comunità montana del 1975, frutto di un lavoro unitario tra le forze politiche di allora. Rileggerlo ora sarebbe di grande aiuto agli attuali amministratori e ai consiglieri regionali della zona!

Tolmezzo: la Comunità montana costruirà un nuovo gattile e ammodernerà il canile

(t.a. dal mv di oggi)

È stato approvato dalla Comunità montana il progetto esecutivo per l’ammodernamento del canile comprensoriale con realizzazione di un gattile per 100 mila euro. Ora sarà indetta la gara di appalto. La stessa Comunità ha anche appaltato i lavori su una centrale idroelettrica a Forni Avoltri e su due strade forestali a Rigolato e Sauris. La Comunità montana della Carnia ha aggiudicato l’appalto per il revamping dell’impianto sul torrente Degano a Forni Avoltri, intervento da un milione 100 mila euro, di cui 894 mila 430 euro per lavori. Si tratta di rifare tutta la parte interna della centrale. «Fra un mese e mezzo – spiega il commissario, Lino Not – potranno partire i lavori. L’impianto risale agli anni Ottanta e ormai necessita di un intervento risolutivo: vanno sostituiti interamente i gruppi turbine per una sua maggiore efficienza e resa». Sono stati appaltati anche i lavori su due strade forestali. Il primo intervento riguarda l’adeguamento funzionale e strutturale nonché la realizzazione ex novo della strada forestale Casadorno -Dal Berg a Rigolato per 123 mila euro,di cui 92 mila per lavori. Le opere consistono nello scavo di sbancamento per realizzazione ex novo e per l’adeguamento funzionale del tracciato stradale esistente, nell’esecuzione di ricarica e stabilizzazione del fondo stradale, nella finitura del piano viario, nella realizzazione di scogliera di sostegno a valle e di inerbimenti potenziati. I lavori per l’adeguamento funzionale e strutturale della strada forestale del Monte Ruche a Sauris per 70 mila euro consistono invece nello scavo di sbancamento per adeguamento funzionale del tracciato stradale esistente, nella realizzazione di palificate e di scogliera di sostegno e di parziale fresatura a freddo di superfici di pavimentazione .