Archivio tag: cucina

Sauris: pastori saranno protagonisti alla Festa del formaggio salato

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Fra gli appuntamenti più gustosi, nel senso letterale della parola, di questo Ferragosto, da segnalare la Festa del formaggio salato e di malga che si tiene nella frazione di Lateis da domani sino a domenica. Come anteprima si avrà, alle 15 di domani, la musica itinerante eseguita dal gruppo musicale saurano Pirvleitars. I chioschi gastronomici funzioneranno nel piccolo borgo da mezzogiorno di domani; nei rimanenti giorni apriranno alle 10 sino alle 19 nei piazzali antistanti l’albergo Riglarhoau e il meublè Pa’Krhaizar, dove si effettueranno pure dimostrazioni di mungitura del latte bovino e della sua lavorazione sino a quando sarà trasformato nei vari prodotti caseari: ricotta, burro e formaggio. Dopo la serata passata in compagnia della musica da ballo, sabato la giornata si aprirà con una marcia corta attraverso gli antichi tratturi che oggi rischiano di essere dimenticati, ma un tempo molto trafficati da mandrie e pastori. La marcia, non competitiva, adatta alle famiglie anche con bimbi, partirà dalla frazione di Sauris di Sopra alle 9.30 e raggiungerà Lateis su un alto sentiero dove oggi è facile avere incontri ravvicinati con la fauna selvaggia della zona: cervi e caprioli in particolare. Domenica, oltre alle degustazioni e ai mercatini, i visitatori potranno confrontarsi nell’indovinare il peso di un maialino. Chi pronosticherà il peso edsatto, o più vicino, potrà accaparrarselo e portarselo a casa. La parte del leone di queste giornate è però riservata a loro, ai pastori delle varie malghe: a Eneo di Mione che carica casera Pieltinis, alla famiglia Petris di Malga Losa, a Mauro Piazza che pascola le sue bestie a malga Vinadia, alle donne di Arta Terme che trascorrono l’estate a Gerona, e all’azienda agricola Albert Domini che a Lateis coltiva piccoli frutti, anche questi in mostra durante la festa.

Friuli: possibili alternative allo Spriz. Ribolliamo?

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Se c’è una cosa che è entrata in modo massiccio nella vita degli italiani in questi ultimi anni è sicuramente l’appuntamento con l’aperitivo che oltre ad essere un momento di incontro vero e non virtuale con gli amici e conoscenti dà anche la possibilità di allargare la conoscenza in campo vinicolo. Al colore arancione tipico degli “Spriz” vi proponiamo oggi un aperitivo in giallo e per di più totalmente Friulano. Stiamo parlando della “Ribolla Gialla” di Gianpaolo Colutta e della figlia Elisabetta, la stessa azienda (per capirci) che produce il famosissimo “Amaro d’Udine” anche nella sua variante “Red”. Contrassegnata dallo stemma della Contessa Anna di Prampero (madre di Elisabetta Colutta), questa valida alternativa allo Spumante Italiano si fa notare immediatamente per il suo profumo intenso di acacia e tiglio, molto fine ed elegante al palato e piacevolmente acido che ben si abbina a cibi come antipasti freddi, salse agre al limone, minestre, creme e piatti a base di pesce, ma anche al prosciutto crudo di San Daniele, come ai formaggi freschi. Insomma un ottimo compagno per gli sfiziosi, appetitosi e gustosi “spuntini aperitivo” e di origini storicamente friulane.

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Ma fate attenzione a richiedere espressamente che la “Ribolla gialla” sia quella della produzione di Gianpaolo Colutta, un’azienda che adotta le più tradizionali e rigorose tecniche colturali con un grande rispetto per la tradizione e che ha recuperato alcuni vitigni autoctoni antichi molto particolari come il “Tazzelenghe” e il “Pignolo”. E quindi dal Friuli che potrebbe partire una nuova rivoluzione in quel rito collettivo tanto amato che chiamiamo “aperitivo”: basta che stasera, appena arrivati all’appuntamento tu pronunci la nuova parola magica … Ribolliamo? E l’aperitivo si tinge di giallo. Link al Produttore: http://www.coluttagianpaolo.com/vino_ita.htm

Carnia: novità e tradizione in cucina, nasce il “Premio Cosetti”

La Carnia, e la sua filiera, come un grande parco agro-alimentare: un incrocio virtuoso fra produzione, distribuzione e ristorazione, a tutto vantaggio del turismo e della promozione del territorio. Carnia Food Design, il progetto finanziato da Euroleader e ideato dalla Cooperativa Cramars nell’ambito del Psr – Programma di Sviluppo Rurale della Regione Fvg 2007 – 2013, è concepito come un volano di valorizzazione delle risorse agro-alimentari e delle tipicità della Carnia: un percorso a tappe che ruota intorno alla cucina carnica, alla sua fantasiosa stagionalità e alla sua genuina “attualità”.

Proprio per questo Carnia Food Design, realizzato su coordinamento e direzione scientifica a cura di Slow Food Fvg non poteva prescindere dall’omaggio a una figura chiave fra tradizione e innovazione del gusto: il grande chef Gianni Cosetti, “profeta” della rivisitazione dei piatti storici della Carnia, che, nel corso della lunghissima carriera, ha riletto con rispettosa consapevolezza delle loro radici, ma al tempo stesso con la capacità di evolvere in chiave moderna le ricette e le pietanze consegnate al nostro tempo.

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Carnia: per la giuria il miglior salame è di Villa Santina, per il pubblico quello di Ovaro

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di Gino Grillo.

Non vi è stata condivisione di sapori fra la giuria tecnica e quella popolare nell’assegnare il titolo di miglior salame della Carnia. Per la giuria popolare ha vinto quello di Rinaldo Beorchia di Ovaro, per quella tecnica presieduta da Beppe Pucciarelli vince quello di Franco Mainardis e Fabrizio Ariis di Villa Santina; scelti fra i 34 norcini della Carnia. Centinaia di persone hanno preso parte alla festa rallegrata dalla musica di Aristide con ballo sul brear e passeggiate in carrozza trainate da cavalli. Mentre il premio della giuria popolare è stato scelto dal palato dei visitatori, che assaggiavano i vari salumi dando loro un voto secondo il loro apprezzamento, quella tecnica, della quale facevano produttori,norcini, allevatori, macellai e consumatori, ha tenuto conto dell’aspetto visivo del prodotto, della presenza di muffe, dell’odore e dei profumi, del gusto e del retrogusto finale, premiando oltre al duo Ariis e Mainardis, Edi Fabbris di Lungis di Socchieve, al secondo posto, e Giovanni Tomat di Uerpa di Lauco al terzo. La giuria ha espresso soddisfazione per la qualità media dei salami, stabilendo che «l’affumicatura è stata rispettata e interpretata nel modo corretto della tradizione nonostante l’eccessiva piovosità della stagione che ha causato problemi nella stagionatura». Una festa dei prodotti di montagna, salami e formaggio, che ha visto la nascita di una rete d’impresa tra il formaggio frant di Elio Matiz di San Juri con i biscotti Esse di Raveo dando vita a un nuovo prodotto da assaporare con miele e un calice di vino dolce.

Tolmezzo: mensa comunale di successo, piace ed è il pesce la “miglior” pietanza

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di Tanja Ariis.

Gli utenti sono molto soddisfatti sulla qualità del servizio e dei pasti alla mensa comunale. Alcuni suggerimenti su aspetti da migliorare riguardano più che altro la struttura: qualcuno invita a sistemare il tetto e c’è chi vorrebbe più parcheggi. A frequentare la mensa comunale tolmezzina sono soprattutto lavoratori dipendenti residenti in altri comuni della Carnia o della provincia. L’amministrazione comunale ha realizzato anche quest’anno, come fa da tempo, un’indagine conoscitiva sul grado di soddisfazione degli utenti della mensa comunale. Tra il 30 settembre e il 4 ottobre sono state effettuate 120 interviste cercando di intercettare tutte le tipologie di utenza che frequentano la struttura. Dai risultati ottenuti si evince che il servizio reso dalla mensa comunale è ritenuto di alta qualità, mentre sono giunte anche alcune interessanti e utili indicazioni. Gli intervistati, per il 37,5% donne e 62,5% uomini, prevalentemente lavoratori dipendenti (il 79%), seguiti da studenti (il 21,7%), lavoratori autonomi (il 12,5%), pensionati (il 10,8%) e disoccupati (l’1,7%). Solo il 35,8% è residente a Tolmezzo, il resto risiede in un altro comune della Carnia (il 45,8%) o della provincia (il 15%) o in altri comuni (3,3%). Più dell’80% degli intervistati frequenta settimanalmente la mensa comunale (il 68,3% più volte la settimana, il 14,2% una sola volta). Il 36,8% utilizza questo servizio perché «si mangia bene», il 21% perché può «fruire di un pasto completo a prezzo agevolato», il 15,4% perché l’orario di lavoro non permette di mangiare a casa, il 10,3% perché si perde meno tempo, il 9,2% perché costa meno che da altre parti. Per quanto riguarda la soddisfazione del servizio su una scala di voto da 5 (molto soddisfatto) a 1 (per niente soddisfatto) il punteggio medio è stato un buon 4,6 (con il voto più basso, un 3,8, comunque positivo, dato alla disponibilità dei parcheggi). Sulla qualità del pasto anche qui il voto medio è 4,6 (per un’intervistata la qualità è addirittura paragonabile a un cinque stelle), e sulla valutazione complessiva dei prezzi il voto medio è 4,5. La pietanza più gradita risulta il pesce, seguito a distanza di primi piatti in generale e dalle lasagne. Cosa non piace? Per 4 intervistati c’è scomodità di tavoli o sedie, 4 invitano a sistemare il tetto, 3 a segnalare meglio il bagno delle donne, 3 chiedono più parcheggi. Rispetto a tutte le informazioni, segnalazioni e proposte sia l’amministrazione comunale che il gestore, Cignino Paolo & C., cercheranno di migliorare i vari aspetti trattati. L’amministrazione comunale ringrazia gli intervistati ed esprime il proprio compiacimento e il grande apprezzamento nei confronti dell’impresa che sta gestendo il servizio.

Tolmezzo: le promesse dell’enogastronomia carnica, 14 studenti dell’Isis Linussio si sono distinti ad “Ein Prosit”

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comunicato stampa.

Fra gli chef, i gastronomi, i sommelier e i giornalisti di fama internazionale che, dal 14 al 17 novembre, hanno dato vita a Tarvisio e Malborghetto all’edizione 2013 di “Ein Prosit”, manifestazione eno-gastronomica tra le più prestigiose del Friuli-V. G., si è ritagliata un ruolo concreto ed apprezzato anche una preparata pattuglia di studenti dell’Isis “Jacopo Linussio” di Tolmezzo.

Quattordici allievi delle classi IV e V, guidati dalle insegnanti Rita Battisti e Alessia Tambosco, hanno affiancato il personale che ha animato gli “Itinerari del gusto”, le “Degustazioni guidate” e i “Laboratori dei sapori”, tenutisi presso il Palazzo Veneziano e il ristorante “Casa Oberrichter” di Malborghetto.

«Da parte degli organizzatori dell’evento, degli chef, dei sommelier e dei giornalisti abbiamo ricevuto molti complimenti, che sono sicuramente serviti a motivare i ragazzi e a spronarli a fare del loro meglio», commenta con soddisfazione Rita Battisti. «Vedere all’opera tante personalità del mondo della gastronomia e della ristorazione – aggiunge l’insegnante dell’Isis “Linussio” – li ha sicuramente appassionati ancor di più alla loro futura professione e li spingerà a migliorarsi e a conoscere sempre meglio il loro mondo lavorativo».

Il gruppo dell’Istituto tolmezzino – composto da Michela Gerin, Ivan Mazzolini, Federica Michelotti, Francesca Murador, Davide Patat, Nataly Persico, Jessica Primus, Federica Rovere, Marianna Silverio, Alessio Varosi, Giorgia Vidale, Christian Zorino, Christian Zozzoli e Alice Zilli – ha operato nella preparazione e nella realizzazione degli appuntamenti di “Ein Prosit” dal 16 al 17 novembre, su invito dell’associazione organizzatrice “Coprotur Tarvisio”.

 

Istituto Statale di Istruzione Superiore

“Jacopo Linussio”

Via 25 Aprile – 33028 Tolmezzo (UD)

Tel: +39 0433 2914

Fax: +39 0433 44631

email: [email protected]

www.linussio.eu/

 

Illegio: al via la rassegna enogastronomica “Cucina d’Arte”

“Cucina d’Arte” è il titolo della rassegna enogastronomica che prenderà il via nel secondo weekend di luglio (domenica 14) per offrire sia agli appassionati d’arte sacra in visita a Illegio che a buongustai e gourmand un calendario di 4 degustazioni con quattro differenti chefs alla riscoperta di piatti e sapori del territorio. “Cucina d’Arte” è il secondo momento di contatto tra linguaggi differenti collegati alla straordinaria mostra “Il Cammino di Pietro”, inaugurata lo scorso 12 maggio alla Casa delle Esposizioni di Illegio (Udine), che presenta l’incantevole avventura della fede attraverso l’emblematica figura dell’apostolo Pietro. Si parte domenica 14 con i piatti di Gunter Piccolruaz, lo chef altoatesino dall’esperienza internazionale tra Amburgo e la California che, nella storica Antica Trattoria Alla Fortuna di Grado, rivisita i classici della cucina gradese. “Cucina d’Arte” proseguirà poi il 27 e 28 luglio con Lors Bearzi dell’Osteria da Nando di Mortegliano rinomata per la cucina legata alla tradizione culinaria friulana ed ai prodotti tipici della nostra terra. Successivamente, il 3 e 4 agosto sarà Daniele Cortiula, lo chef con alle spalle un’esperienza televisiva alla “Prova del Cuoco” su Rai 1 e ora al Ristorante “Alle Viole” di Gradisca d’Isonzo a preparare i piatti da degustare. Appuntamento singolo invece il 29 settembre affidaoa a una donna, lo chef “stellato” Fabrizia Meroi titolare insieme al marito Roberto del Ristorante Laite di Sappada. Info: 348/8565762 oppure 0433/66039, www.illegio.it.

Rimini: lo chef Stefano Buttazzoni (ristorante da Otto di Timau) nella Nazionale della Gelateria

 

Martedì 22 gennaio al Sigep (Salone Internazionae di Gelateria e Pasticceria artigianali) a Rimini si è svolta la gara per la selezione della Nazionale della Gelateria che parteciperà alla Coppa del Mondo della Gelateria che si svolgerà a Rimini nel gennaio 2014. Alla Coppa del Mondo (dalla cadenza biennale) partecipano squadre dei 5 continenti ed è difficilissimo potervi accedere poiché le selezioni sono molto severe. Il Campionato è a squadre e ogni squadra è composta da: un Team manager (allenatore), un capitano gelatiere, un cioccolatiere, uno scultore di ghiaccio e uno chef che si allenano insieme su un progetto comune.

In gara, tra i molti concorrenti per la scelta dello chef, c’erano due friulani: si è particolarmente distinto il cuoco carnico Stefano Buttazzoni che opera presso il ristorante da Otto di Timau di Paluzza, classificandosi al secondo posto con 253/300 a una manciata di punti dal docente e chef alla scuola di alta gastronomia CastAlimenti Marco Martinelli di Brescia con il punteggio di 261/300

Buttazzoni ha presentato un menu, “Passeggiando in Friuli”, pensato per far conoscere la cucina friulana nel mondo. I piatti tradizionali rivisitati erano i seguenti

Il frico fritto in pasta fillo

Il zuc di zucca con la pitina di cervo (pitina della ditta Grifone di Forgaria) e composta di melograno, che ha ottenuto 10/10 nella valutazione.

La trota Regina di San Daniele del Friuli (della ditta Pighin di Villanova di San Daniele) in saor di cipolle rosse della valle d Incaroio con affumicatura alla legna di faggio. Questo piatto nelle valutazioni ha ottenuto ben tre 10/10.

Il tutto era accompagnato da Sauvignon Melaria, eccezionale vino della ditta di Giavitto Paolo di Faedis.

Molto quotata la giuria composta da personaggi eccellenti del settore quali: Paolo Zoppolatti, chef molto popolare grazie anche alla sua presenza Rai alla “Prova del cuoco” e patron del ristorante Giardinetto di Cormons; Luca Landi, chef stellato toscano del ristorante Lunasia del Green Park Resort di Calambrone (PI); Giuseppe Giuliano, chef pluridecorato siciliano della Federazione italiana cuochi; Filippo Novelli, chef, pasticciere e gelatiere, Campione del mondo in carica alla Coppa del Mondo della gelateria 2012; Mauro Petrini, della direzione della Coppa del Mondo della Gelateria.

Il presentatore della gara era l’attore italoamericano e chef Andy Luotto.

Il Stefano Buttazzoni doveva presentare tre assaggini caldi abbinati al gelato al peperone, dopo una gara molto tirata ha avuto ragione sulla maggioranza degli altri concorrenti, fra cui la corregionale Micol Pisa, famosa maestra di cucina di Pozzuolo del Friuli che ha fatto, peraltro, un’ottima performance. Nella preparazione dei piatti Buttazzoni si è avvalso della collaborazione come assistente del figlio Luca, giovane speranza della gelateria regionale.

Con questo risultato Stefano Buttazzoni sarà chef-riserva (chiamato in caso di ritiro del vincitore) della Nazionale che inizierà ad allenarsi a giorni per prepararsi alla durissima gara del gennaio 2014, il cui palmares sarà conteso, in particolari modo, dalle squadre francese e spagnola.

Lo chef Stefano Buttazzoni dà appuntamento agli appassionati di cucina fan per la prossima primavera quando realizzerà, presso il ristorante da Otto a Timau, una serata in cui presenterà i piatti che tanto successo hanno avuto al Sigep.

 

Friuli: la poca pioggia di luglio 2012 al sud fa rincarare le insalate

 

di FEDERICA BARELLA

La pioggia è arrivata. Ma neanche poi tanta e sicuramente non tanta da riuscire a colmare i problemi di siccità che interessano soprattutto le colture nel Sud Italia, da sempre zona privilegiata per gli acquisti da parte dei negozi di ortofrutta anche della nostra città e provincia.

COSA PREFERIRE TRA LA VERDURA. Il perdurare di situazioni difficili legate alle alte temperature dei giorni scorsi ed alle limitate precipitazioni in molte zone di produzione di ortaggi, comporta una riduzione della disponibilità di alcuni prodotti. Pur in una situazione generale di abbondanza, si segnalano lievi rialzi dei prezzi di fagiolini, di alcune insalate, delle zucchine, dei cetrioli e di qualche altra verdura a foglia. Resta invece ottima l’offerta di melanzane, peperoni, pomodori da insalata, ma anche dei pomodori da salsa, delle verdurine da taglio come pure anche dei verzotti.

COSA ACQUISTARE TRA LA FRUTTA. Stabili i prezzi della frutta con meloni, anguria, pesche e nettarine particolarmente convenienti. Ovviamente si può trovare già anche l’uva in molte delle sue più classiche varietà. Ma c’è anche grande offerta ancora per quel che riguarda le albicocche, ma anche prugne, banane, le perette estive che si accompagnano a quelle degli altri raccolti e una gran varietà di mele.

LA CURIOSITA’ DELLA SETTIMANA: I SEGRETI DELL’ALBICOCCA. L’albicocca è ricca di vitamina B, C, PP, ma soprattutto di carotenoidi, precursori della vitamina A. Due etti di albicocche fresche forniscono il 100 per cento del fabbisogno giornaliero di vitamina A di un adulto. La vitamina A protegge le superfici dell’organismo, interne ed esterne. L’albicocca è ricca di magnesio, fosforo, ferro, calcio, potassio e questo ne fa un alimento irrinunciabile per chi è anemico, spossato, depresso, cronicamente stanco. Si raccomanda ai convalescenti, ai bambini nell’età della crescita e agli anziani, ma è sconsigliato a chi soffre di calcoli renali. Il sorbitolo invece conferisce all’albicocca leggere proprietà lassative. *(in collaborazione con il Gruppo Ortofrutta di Confcommercio Udine) 

Friuli: il gambero nella mitologia e in cucina

 

di CRISTINA BURCHERI

 Il gambero (così come il granchio) rappresenta nello zodiaco la costellazione del Cancro, il passaggio dalla stagione estiva a quella autunnale, il retrocedere, l’inizio della fine, e quindi il presagio della morte. Nella simbologia cristiana il gambero simboleggia invece la passione e morte di Gesù. “In un senso più recondito richiama l’idea dell’eresia in quanto come si sa, cammina all’indietro, va in senso contrario”… scriveva Claudio Comel in “Pietà e dissenso religioso nelle ultime cene” pubblicato in “Civis” nel 2000. Il gambero è raffigurano anche degli splendidi mosaici della Basilica patriarcale di Aquileia: qui, in particolare, un gambero rosso è posato sulle fronde di un albero (simbolo zodiacale del Cancro). Risalendo dalla costa verso la montagna, a Gemona, sulla facciata del duomo la statua di ispirazione nordica di san Cristoforo (1327), protettore dei viandanti, è raffigurata con il Bambino Gesù sulla spalla e una gambero ai suoi piedi volto ad evocare l’immagine dell’acqua del fiume attraversato dal santo. Ben noto sin dall’antichità il gambero così come il granchio d’acqua dolce questi due animali furono abbondantemente apprezzati anche nelle nobili mense friulane dove si costumava mangiarli in periodo di magro, specialmente durante la quaresima quando vigeva l’obbligo stretto d’astenersi dalla carne. Se anticamente è testimoniata la copiosa presenza di gamberi nei corsi d’acqua dolce regionale, oggi sono animali rari e protetti la cui la cattura è vietata. Giorgio De Luise, laureato in scienze della produzione animale e specializzato in idrobiologia, ittiologia, acquicoltura e ittiopatologia, ai gamberi e granchi d’acqua dolce ha dedicato un volume edito nel 2006, dalla casa editrice Leonardo. Nel libro – “Il gambero e il granchi di acqua dolce tra storie, leggende e realtà in Europa e in Friuli Venezia Giulia” – ricorda la leggenda della “rude bestie”, un mostro spaventoso che una volta terrorizzò le donne di Amaro, e valse al gambero un posto d’onore nello stemma del comune carnico. A supportare la leggenda anche una motivazione più pragmatica riportata nel 1753 dal Podestà per avvalorare la domanda di concessione all’On. Consulta Araldica del Regno: “… lo scrivente propone di ricorrere ad una specialità che lo rende rinomato, cioè l’allevamento del gambero (Astacus fluviatilis)”.