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Arta Terme: la vita, il fascino, i dipinti, la Carnia scopre Delia del Carril

di Nicola Cossar.
Pablo Neruda, che visse al suo fianco per quasi vent’anni, la definì “filo d’acciaio e miele che legò le mie mani negli anni sonori”. Amica, amante, moglie del grande poeta cileno, nata in una ricca “estancia” d’Argentina tra gauchos, pianure sterminate e quei cavalli che l’accompagneranno per sempre, Delia del Carril fu anche spagnola, francese, italiana e adesso pure carnica. Una donna minuta eppur fortissima, cittadina del mondo dell’arte e dell’impegno civile, capace di ricominciare e riscrivere più volte la propria lunghissima esistenza (morirà nel 1989 a 104 anni in quel Cile divenuto la sua seconda patria). Ripartì da capo, Delia, anche a 70 anni, quando, memore della lezione umana e artistica di Fernand Léger, decise di dedicarsi alla pittura, alle incisioni, a quelle opere grafiche che imprigionano in bianco e nero la maestosità e l’indomabilità di quei cavalli che sono il tratto distintivo della sua arte. Arte poco conosciuta in Italia e in buona parte dell’Europa, ma che ora, grazie al Comune di Arta Terme, approda nel vecchio continente con la mostra “Filo d’acciaio e miele”, che si inaugura domani, venerdì, alle 18, a palazzo Savoia, alla presenza di Antonio Arevalo, poeta e addetto culturale dell’ambasciata del Cile a Roma (che patrocina l’iniziativa culturale), di Irene Dominguez, pittrice e grande amica di Delia, e del curatore di questa esposizione, l’artista carnico Luciano Martinis, che ebbe l’onore di conoscere la del Carril negli anni Settanta del secolo scorso. Accanto a un centinaio di opera fra incisioni in rame e xilografi si potranno ammirare documenti autografi e foto in gran parte inediti e altri materiali che riguarderanno anche la figura di Pablo Neruda. Ma come nasce questo progetto di altissimo profilo, che poi farà tappa a Roma e a Parigi? Ce lo racconta l’assessore alla cultura del centro termale Guido Della Schiava: «L’idea di questa mostra è nata da un incontro con l’amico Luciano Martinis, che ho rivisto dopo tanto tempo. Parlando dell’attività culturale di Arta Terme, Luciano, un “globetrotter” della cultura a 360 gradi, si è dimostrato particolarmente interessato al concorso internazionale di poesia dedicato a Giosuè Carducci, da noi organizzato con un notevole successo. Così mi ha raccontato di un personaggio straordinario che aveva conosciuto in Cile negli anni Settanta: Delia del Carril, della quale possiede una rara e completa collezione della produzione grafica. Nelle sue parole c’era il fascino di terre lontane, di una vita straordinariamente avventurosa, delle grandi personalità che quella donna aveva conosciuto e della quale era stata amica. Mi sono venuti i brividi al solo sentir pronunciare i nomi degli straordinari personaggi che “Hormiguita” – come la chiamavano tutti – aveva frequentato: Luis Buñuel, Salvador Dalì, Igor Stravinskij, Tommaso Marinetti, Pablo Picasso, André Darrain, Amedeo Modigliani, Giorgio de Chirico, Diego Rivera, Frida Kahlo, Adrienne Monnier, Robert Capa, il Comandante Carlos, Tina Modotti, Federico García Lorca, Ernest Hemigway, Tagore, Ejzenstein, André Gide, Rafael Alberti. Insomma, il fior fiore dell’arte e del pensiero contemporanei. Inoltre i vent’anni passati come moglie a fianco del grande Pablo Neruda (la loro storia si cementerà negli anni della guerra civile spagnola, si sposarono nel 1943, divorziarono nel 1954; ndr) mi hanno incuriosito ancor di più. Approfondendo, sono rimasto definitivamente affascinato dalla storia di Delia e da quell’enorme fermento culturale sviluppatosi in un clima politico difficile e complesso, segnato dalla presa del potere di Franco in Spagna e dal golpe militare in Cile. Il materiale di Luciano, poi, mi è sembrato subito estremamente qualificante e non sono davvero riuscito a capire come mai per più di quarant’anni Martinis abbia proposto invano una mostra di quei materiali a varie blasonate organizzazioni. Ho deciso quindi di raccogliere la sfida e, sebbene assessore di un piccolo Comune della Carnia, ho pensato che fosse mio compito sfruttare l’opportunità che si presentava per far conoscere, attraverso l’opera di Delia del Carril, anche il suo affascinante mondo lontano». Un altro forte stimolo è stata sicuramente l’amicizia di Delia per la grande fotografa friulana Tina Modotti (era con lei fino agli ultimi istanti prima della sua drammatica morte) e la poesia di Pablo Neruda (incisa sulla sua tomba e ora anche sulla facciata della sua casa natale di Udine), creano un forte legame con la nostra terra, descritta così mirabilmente dal grande Poeta: «Nelle vecchie cucine della tua patria, nelle strade polverose, qualcosa viene detto e passa, qualcosa ritorna alla fiamma del tuo dorato popolo, qualcosa si sveglia e canta». «Infine – sottolinea Della Schiava – ritengo che Delia del Carril, che all’età di settant’anni ebbe il coraggio di iniziare una nuova vita e diventare una grande artista, debba essere un esempio per tutti noi. Per questo il Comune di Arta Terme ha voluto organizzare la mostra, realizzata con il sostegno della Regione e patrocinata anche dall’ambasciata cilena in Italia e dal Museo di Storia contemporanea di Santiago. La Carnia ospita, con orgoglio, la prima tappa di questo viaggio alla riscoperta di una donna e di un’artista rivoluzionaria». La mostra potrà essere visitata fino al 10 settembre tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.