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Tolmezzo: Deltaplano 2018, la Carnia al centro del mondo

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di Simonetta D’Este
Il deltaplano ha scelto il Friuli Venezia Giulia per disputare il XXII Mondiale, che si svolgerà dal 12 al 27 luglio 2019, preceduto dal pre Mondiale dal 26 luglio al 4 agosto 2018. E sarà questa un’occasione unica per il territorio per proporsi come riferimento per questo sport, anche grazie alla collaborazione con Austria e Slovenia che hanno accettato che durante le prove di volo i deltaplani possano sconfinare senza preoccupazioni. La competizione si svolgerà nei principali siti di volo della regione e avrà come centro operativo la città di Tolmezzo, dove domani, al cinema David alle 18, sarà presentato il programma dettagliato. A fare gli onori di casa di saranno il sindaco Francesco Brollo, il vice-presidente della giunta regionale Sergio Bolzonello e il project manager del comitato organizzatore Enzo Cainero. L’evento è organizzato dall’Aeroclub d’Italia, con l’appoggio di tutti i club di volo del Fvg, e in particolare di quelli di casa, Volo Libero Carnia e Volo Libero Friuli, e con la collaborazione dei Comuni interessati. A occuparsi degli aspetti pratici ci saranno la Lega Piloti e Flyve con Bernardo Gasparini e Suan Selenati, quest’ultimo componente della squadra nazionale italiana cinque volte campione del mondo. Selenati non potrà partecipare, però, ai Mondiali friulani, perché coinvolto in veste di organizzatore. I piloti (ne sono attesi oltre 150) avranno come aree di decollo principali il Crostis, il passo Pura, il Curanan, il Valinis, ma anche secondarie come Tolmino e Nova Gorica. Gli atterraggi principali sono previsti a Cercivento, Bordano e Travesio, e quelli secondari anche a Lignano Sabbiadoro, per esempio, Greifenburg in Austria o Kobarid in Slovenia. Una gara di deltaplano segue le stesse dinamiche di una regata velica: esiste una linea immaginaria aerea che tutti i piloti devono oltrepassare dopo un orario prestabilito, ma ci sono anche boe da aggirare (cilindri virtuali con 400 metri di raggio) e una linea di arrivo. Vince il pilota che riesce a compiere tutto il percorso nel minor tempo possibile. Le singole task possono variare dai 50 ai 250 chilometri di ampiezza e il tempo necessario per concludere ogni gara varia dai 60 minuti alle 5 o 6 ore. Il deltaplano, infatti, non ha motore e sfrutta la forza del vento: la velocità media di percorso e compresa tra i 30 e i 70 chilometri per ora, mentre nelle planate discendenti tra una corrente e l’altra i moderni deltaplani possono raggiungere anche i 140 orari.

Umbria: campionati italiani di deltaplano, Suan Selenati ancora sul podio

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di Gustavo Vitali.

Anno difficile per il volo libero in deltaplano e parapendio, causa il brutto tempo che ha messo in serie difficoltà gli organizzatori delle manifestazioni.

Nell’area di volo del Monte Cucco in Umbria si sono chiusi i campionati italiani di deltaplano disputati su cinque prove tra i 75 ed i 115 km. Alla competizione erano presenti settanta piloti. La vittoria è andata per l’ennesima volta ad Alex Ploner (San Cassiano, Bolzano), pluricampione del mondo, seguito da Christian Ciech, trentino trapiantato a Varese, e da Suan Selenati di Arta Terme (Udine), protagonista lo scorso anno di un lungo cross attraverso i Balcani, dal Friuli fino al monte Olimpo in Grecia. La Icaro di Varese si conferma produttore di ali altamente competitive.

Da Kopaonik in Serbia la nazionale di parapendio è ritornata con una medaglia di bronzo faticosamente guadagnata alle spalle di Svizzera e Germania. Un Campionato Europeo sfortunato dal punto di vista meteo, con poche prove valide disputate in condizioni non ottimali. Nelle classifiche individuali vince il tedesco Torsten Siegel con Luca Donini di Molveno (Trento) migliore degli italiani in settima posizione. In campo femminile ha vinto la francese Seiko Fukuoka Naville. Gli altri componenti del team erano Davide Cassetta (Torino), i trentini Christian Biasi e Nicola Donini, gli altoatesini Franz Erlacher, Peter Gebhard e Joachim Oberhauser, Silvia Buzzi Ferraris (Milano), Nicole Fedele (Gemona del Friuli) ed il CT Alberto Castagna di Milano. Ventidue le nazioni in gara.

Sul Lago di Cavazzo (Udine) si è conclusa Acromax, tappa italiana della Coppa del Mondo di acrobazia in parapendio, organizzata dal Volo Libero Friuli nell’ambito degli eventi del progetto Gemona Città dello Sport e del Benstare. Assoluto il dominio dei francesi, a cominciare dalla classifica “solo”, cioè individuale, con Tim Alongi, seguito da Eliot Nochez e François Ragolski, tutti transalpini. Per la categoria “syncro”, cioè a coppie, al primo posto si collocano Raul Rodriguez (Spagna) e François Ragolski (Francia), seguiti da Tim Alongi e Eliot Nochez,  francesi, ed al terzo posto Rafael Goberna (Brasile) in coppia con Hernàn Pitocco (Argentina). Tra le donne primo posto all’ungherese Alexandra Grillmayer dietro la francese Leila Simonet e l’austiaca Nicole Schmidt.

Successo per il Trofeo Tre Pizzi, gara internazionale di parapendio organizzata nelle Marche dal Volo Libero Monte Gemmo. In questa estate mai sbocciata, gli organizzatori sono riusciti a pescare tre giorni di tempo favorevole per permettere ai circa 50 partecipanti giunti dall’Italia e dall’estero di affrontarsi in tre manches tra i 47 e gli 80 chilometri. L’area di volo è stata la vallata tra Fabriano e Camerino lungo la dorsale dell’Appennino Umbro-Marchigiano ed atterraggio ad Esanatoglia (Macerata) dove era posta la sede logistica dell’organizzazione. Ha vinto il bolognese Alberto Vitale, seguito da Davide Cassetta di Torino e Franz Erlacher di Bolzano.

Friuli: tutti i successi del 2013 di volo in deltaplano e parapendio

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Il 2013 come anno del volo libero in parapendio ed in deltaplano, lo dedicheremmo a Nicole Fedele, la pilota di Gemona del Friuli, già campionessa europea in carica, se non ci fossero altri successi degli atleti azzurri a riconfermare l’Italia ai vertici delle graduatorie mondiali. Si comincia a gennaio, in Colombia, dove Nicole conquista la Coppa del Mondo di parapendio femminile, mentre Aaron Durogati di Merano fa sua quella maschile. A luglio, in Bulgaria, la pilota friulana è terza ai campionati mondiali nella classifica femminile. E’ anche un successo per tutta la nazionale che vince l’argento a squadre e per il torinese Davide Cassetta che vince la medaglia di bronzo maschile. La comitiva azzurra contava in più i trentini Christian Biasi e Luca Donini, Marco Littamè (Torino), Alberto Vitale (Bologna) e il CT Alberto Castagna di Milano. Emergono anche Littamé e Donini che vincono due manches. Pochi giorni dopo un altro Donini, Nicola, figlio del precedente, vince la Coppa del Mondo di acrobazia sul Lago di Cavazzo, sempre in Friuli, regione che ha ospitato i più importanti eventi dell’anno. Ad agosto ancora Nicole Fedele ed Arduino Persello stabiliscono i record mondiali di parapendio andata e ritorno. Tra Slovenia ed Italia volano rispettivamente 280 e 312 chilometri fino a tornare da dove erano decollati. La ragazza replica in Brasile lo scorso novembre con il record mondiale di distanza libera su 381 chilometri ad una media di oltre 42 km/h, toccando 2787 metri di quota, un anno indimenticabile per la Fedele. In Australa, la nazionale di deltaplano colleziona il terzo titolo mondiale consecutivo da aggiungere ai due titoli europei ed altri tre mondiali vinti negli anni passati. Singolarmente Alessandro Ploner (San Cassiano, Bolzano), campione del mondo uscente, strappa l’argento ed a Filippo Oppici di Parma va la medaglia di bronzo. Ottime le prestazioni degli altri piloti: Christian Ciech, di Varese, vince due delle dieci manches ed il bresciano Tullio Gervasoni nell’ultima giornata di gara acquisisce punti preziosi per la vittoria azzurra. Gli altri sono Davide Guiducci di Villa Minozzo (Reggio Emilia) ed il CT Flavio Tebaldi di Venegono Inferiore (Varese). Della nazionale fa parte anche Suan Selenati, di Arta Terme (Udine), che insieme a Manuel Vezzi tra agosto e settembre sono protagonisti di un’impresa epica. Attraversano in volo i cieli d’Italia, Slovenia, Croazia, Bosnia, Montenegro, Albania, Macedonia, Bulgaria e Grecia,1600 chilometri, e posano le ali dei loro deltaplani alle porte dell’Olimpo, il monte degli dei. Erano decollati dal monte Zoncolan, in Friuli, 42 giorni prima. Gustavo Vitali

Cercivento: deltaplani carnici sull’Olimpo, Suan Selenati Manuele Vezzi ce l’hanno fatta

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di Gino Grillo.

«Caro presidente, la Grecia è conquistata, noi cominciamo a far festa e tu preparati!!!». Questo il messaggio inviato da Suan Selenati a Marzio, presidente del club di volo libero Nido delle fate cui è iscritto il deltaplanista campione del mondo che con l’amico Manuele Vezzi ha atterrato, poco prima delle 17 di ieri, sul monte Olimpo. Una sfida quella dei due deltaplanisti carnici (Suan è di Sutrio, Manuele di Verzegnis) iniziata 40 giorni or sono sullo Zoncolan. 40 giorni per attraversare in volo 8 Paesi balcanici e giungere nel regno degli dei greci. Certamente una bella esperienza per i due amanti del volo libero, non senza qualche preoccupazione, quando, durante l’impresa, hanno atterrato in prossimità di campi minati, rimasugli di quella terribile guerra di pochi decenni or sono. I due emuli di Dedalo speravano di effettuare il top landing (atterraggio sulla vetta) del monte Olimpo già venerdì, quando hanno preso il volo da 40 km dal traguardo. Meteo e vento li hanno però costretti a una ulteriore tappa, quella di ieri, che li ha visti partire da soli 15 km dal traguardo a una quota di 2 mila metri sul livello del mare. Un viaggio di 1.600 km per dare visibilità al deltaplano che si vorrebbe divenisse disciplina olimpica. L’intera avventura è documentata da mini-videocamere installate a bordo dei deltaplani e da una reporter che segue il viaggio da terra filmando paesaggi, popolazioni locali, incontri e aneddoti. Il materiale sarà raccolto in un film destinato ai festival cinematografici internazionali e alla distribuzione televisiva.

Ecco il post scritto sul profilo facebook da Suan Selenati per testimoniare l’evento:

Quando si raggiunge un obbiettivo la prima sensazione è di incredulità e disorientamento. Proprio come superare l’esame della vita, o forse (ma io non lo so) andare all’altare. Oggi il nostro sentimento è molto simile simile a questo, ma bisogna aggiungere il brivido delle aquile che ci seguono sotto alle nuvole, la forza espressa in metri al secondo che ti spingono verso l’alto e ti portano sull’Olimpo, il freddo e la sete che non contano niente rispetto a quello che si sta vedendo, la meta non è il risultato ma l’effetto di un procedimento di guerra e pace con noi stessi e con il cielo, sempre troppo alto e troppo bello. Abbiamo portato a termine il nostro viaggio, anche se il sogno non ha mai termine. Abbiamo visto più di quello che ci aspettavamo, abbiamo spinto più del previsto. Abbiamo sognato il giusto, e guadagnato il nostro. Grazie a tutti voi che siete stati parte di questa avventura, Grazie all’amicizia, che resiste anche ai momenti di rabbia e di sudore.

Grazie alla gente che abbiamo incontrato, non retoricamente buona. Grazie alla proporzionalità inversa tra velocità e pressione, che rende la nostra vita… volabile e onirica!

Friuli: in deltaplano dal monte Zoncolan al Monte Olimpo in Grecia

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di Gustavo Vitali, Ufficio Stampa FIVL – Federazione Italiana Volo Libero.

La meta è il Monte Olimpo in Grecia, la casa degli dei. Il decollo è sul Monte Zoncolan, in Friuli, precisamente dal rifugio Tamai a 1970 metri d’altezza. Il mezzo è il deltaplano, una macchina semplice, eppure magica, che fa volare sulle ali del vento, senza benzina, senza motore, sostituiti dai raggi del sole che scaldano il suolo e creano correnti d’aria ascensionali. I protagonisti sono gli udinesi Suan Selenati, classe 1984, di Sutrio, pilota della nazionale italiana campione del mondo in carica, e l’amico Manuel Vezzi, classe 1981, di Verzegnis, che dovranno sfruttare queste correnti per salire più in alto possibile, lassù nel cielo infinito, e da là avanzare in planata, sperando di trovare altre correnti per tornare ancora in quota e procedere via così lungo la rotta stabilita, sorvolando tutti i Balcani, montagne e pianure, foreste e villaggi, 1500 chilometri attraverso Italia, Slovenia, Croazia, Bosnia, Montenegro, Serbia, Bulgaria, Macedonia ed infine la Grecia. Un’impresa epica, il volo più lungo mai realizzato con un deltaplano. La data di partenza il 10 agosto. Quella d’arrivo non è dato sapere. Forse 25 giorni dopo, forse 50, se le condizioni meteo saranno avverse, tutto è incerto, vago. Di sicuro c’è la loro determinazione, il loro entusiasmo e lo scopo, quello di proporre il volo libero come sport olimpico. La coppia di piloti sarà seguita a terra da una terza persona che trasporterà i materiali necessari alla sopravvivenza ed i deltaplani tra una tappa e l’altra, da un atterraggio ad un nuovo decollo sulle montagne più sperdute. Grazie alla tecnologia Live Tracking, sarà possibile seguire i due volatori in tempo reale su Google Earth. Il materiale raccolto durante il viaggio dalle telecamere montate sui mezzi sarà utilizzato per un film di circa un’ora. Archiviata la bella impresa degli azzurri ai mondiali in Bulgaria, è iniziato a Meduno (Pordenone) il campionato italiano di parapendio organizzato dall’Associazione Sportiva Valinis. Si concluderà l’8 agosto dopo sei giornate di gara. I piloti iscritti ammontano a 130, compreso un nutrito numero di stranieri da circa venti nazioni, grazie alla formula “open” adottata. Il cuore della manifestazione è nei pressi di Meduno, località conosciuta ed apprezzata dagli appassionati di volo libero in deltaplano e parapendio per i dolci pendii erbosi e per l’aerologia che garantisce buoni voli a principianti ed esperti. I decolli dei mezzi, secondo le condizioni meteo della giornata, avverranno dal monte Valinis Monte Valinis (1.101 m) sovrastante Meduno, da Piancavallo nelle Dolomiti Friulane, oppure dal Monte Quarnan (1.180 m) sopra Gemona.

Carnia: Suan Selenati col suo deltaplano ancora sul tetto del mondo


Foto UdineToday.

di Gin

o Grillo.

Anche un lembo di Carnia con l’Italia del deltaplano sul tetto del mondo. In Australia, guidati dal commissario tecnico Flavio Tebaldi, la squadra azzurra, di cui fa parte anche Suan Selenati, vince il 19° mondiale per la terza volta consecutiva. Nelle categorie individuali argento per Alex Ploner e bronzo per Filippo Oppici. La manifestazione si è tenuta a Forbes a 400 chilometri da Sidney. Gli Azzurri, guidati dal c.t. varesino Flavio Tebaldi, hanno conquistato l’oro a squadre dopo 10 giorni di gara combattuti fino all’ultima manche contro i piloti Usa battuti per soli 70 punti su circa 26 mila. Al terzo posto la Gran Bretagna. La vittoria italiana si aggiunge ai due titoli europei, e a tre mondiali vinti in precedenza. Nella classifica individuale l’oro è per Manfred Rhumer, campione del mondo di Classe 1 per la quarta volta: con questa vittoria l’austriaco (varesino d’adozione) porta a 10 la sua collezione di titoli mondiali. Buona la prova del carnico Suan Selenati, 34° su 105 piloti, il più giovane degli azzurri, che ha dovuto adattarsi alle caratteristiche del territorio australiano. Contrariamente a quanto avviene in Carnia, a Forbes il panorama è pianeggiante, per cui il decollo sono stati effettuati, novità per Suan, mediante l’uso di un verricello che portava i piloti in quota per permettere loro di librarsi fra le correnti ascensionali, contrariamente a quanto avviene nel nostro Friuli dove ci si “butta” dalle cime dei monti. Suan ha dovuto pure adattarsi a climi più torridi di quelli carnici, con temperature (e quindi con forti escursioni di vento) sino a 45 gradi. Suan l’anno scorso ha contribuito a portare in Friuli il campionato italiano della specialità. Grande, naturalmente, la soddisfazione del club di appartenenza del pilota carnico, il Delta Club delle Fate di Cercivento.

Friuli: campionati di deltaplano costretti a cambiare le rotte, caccia Usa rovinano il volo sulla Carnia

di Gino Grillo

Il campionato italiano di deltaplano disturbato dagli aerei Usa. Un avvenimento programmato da mesi sui cieli della pedemontana e della Carnia, ma vincono gli aerei della base Nato di Aviano. Sono oltre 150 i piloti e numerosi gli ospiti provenienti dall’estero. Il teatro dei sorvoli, concordati, a detta dell’organizzazione, con tutti gli enti interessati, base militare di Aviano compresa, sin da gennaio di quest’anno, prevedeva l’effettuazione di voli dal Cuarnan e dal Crostis con atterraggi principali a Bordano e a Cercivento. Altri atterraggi, di emergenza, erano previsti nelle zone limitrofe. Purtroppo, nonostante gli organizzatori abbiano ottenuto il Notam, l’autorizzazione cioè a svolgere le gare, nella giornata di martedì vi sono stati momenti di pericolo di scontro fra aerei militari Usa, accompagnati da elicotteri, e i partecipanti alla competizione nazionale. La partenza di martedì era prevista in val Secca, in Carnia, ma le condizioni meteo hanno indotto gli organizzatori a spostarsi nella partenza sovrastante Gemona. Da qui i deltaplanisti dopo aver effettuato il loro percorso a boe, avrebbero dovuto atterrare nel Comune di Bordano. L’allarme è stato dato via radio: alcuni deltaplanisti hanno visto aerei da caccia volare attorno ai loro mezzi aerei, anche ad altezze inferiori (900 metri). «Pareva volessero giocare con noi», hanno asserito alcuni, e impedendo di fatto il normale svolgersi della manifestazione. L’incontro è avvenuto sui cieli prossimi a Tarcento, obbligando diversi amanti del volo libero, e quindi gli organizzatori, a repentini cambiamenti di programma deviando il tragitto lungo la catena dei Musi in direzione della Slovenia, evidentemente zona off-limits per gli aerei stelle e strisce. L’organizzazione ha tentato quindi di contattare la base Nato di Aviano per avere delucidazioni. «Ci hanno riferito che le esercitazioni militari hanno la precedenza». Un avvertimento che è valso anche per ieri, tanto da dirottare la manifestazione in Carnia lasciando liberi gli spazi aerei della pedemontana. Così ieri dal campo Volo libero Carnia di Cercivento, gli amanti del volo libero hanno dovuto dirottare e atterrare, non tutti ci sono riusciti, verso il campo volo di Enemonzo. Rimane l’amarezza: «Avevamo tutte la carte in regola, tutte le autorizzazioni, ma le esercitazioni militari sono state effettuate senza preavviso, sembrava che volessero giocare con i deltaplani in aria». Situazioni già vissute durante manifestazioni simili a livello internazionale negli anni Ottanta, in quella, la Carnia, che è stata la culla di questo sport in Italia.

Tolmezzo: presentata la 38esima edizione del Campionato italiano “open” Deltaplano 2012

E’ emblematico della volontà di un territorio di mettersi in rete il 38° Campionato italiano “open” Deltaplano, presentato oggi a Tolmezzo, in programma dal 14 al 22 luglio tra Gemona e il monte Zoncolan.  Lo ha affermato, nel portare il saluto del presidente della Regione Renzo Tondo, l’assessore allo Sport Elio De Anna, presente il consigliere regionale Luigi Cacitti. La trentottesima edizione del Campionato italiano “open” Deltaplano è, per l’assessore De Anna, la dimostrazione della volontà delle istituzioni locali di superare contrapposizioni e campanilismi e di costruire assieme un’importante occasione di richiamo. L’evento non sarà infatti spalmato solamente sul territorio della Carnia. I partecipanti, provenienti da diversi Paesi, anche extraeuropei (“open” significa appunto che è aperto anche ai piloti stranieri), percorreranno a volo libero i cieli dell’Alto Friuli, toccando anche la Carinzia e la Slovenia. Sport culla di valori e non solo, ha detto quindi De Anna, ed anche palestra del volontariato, che nel Friuli Venezia Giulia rappresenta un’entità molto radicata tra la gente, e che consente, come nel caso del Campionato di Deltaplano, l’ottima riuscita di manifestazioni di rilievo. Prima di De Anna, il saluto della Carnia era stato portato dal sindaco di Tolmezzo Dario Zearo anche a nome degli amministratori degli altri numerosi Comuni presenti, mentre il vicesindaco di Gemona del Friuli Roberto Revelant ha sottolineato come l’iniziativa si collochi nel progetto “Gemona città dello sport”.
Infine, Suan Selenati, responsabile del Comitato organizzatore ed uno dei pionieri del volo libero, specialità sportiva che proprio in Carnia alla fine degli anni ’70 mosse i primi passi, ha illustrato la manifestazione. L’evento si svilupperà con regole simili a quelle delle regate veliche: prevede infatti virate che contrassegnano il percorso, da effettuare attorno a boe virtuali. I concorrenti dovranno compiere in volo percorsi che si svilupperanno su varie distanze: da 60 fino a 200 chilometri senza atterraggi. Trasmettitori di tipo GPS consentiranno di seguire da un maxischermo e dal web lo svolgersi delle gare. Secondo Selenati, la Carnia rappresenta un territorio ideale per questo sport, disponendo, a breve distanza tra loro, di siti dai quali si possono effettuare i “lanci” in volo con le più disparate condizioni meteo, godendo di panorami fantastici. Sono infatti numerosi i volo-liberisti che scelgono le vette del Gemonese e della Carnia per questa attività sportiva.