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Tolmezzo: permessi anche online per la raccolta dei funghi in Carnia e a Sappada

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di Tanja Ariis .
Raccolta funghi in Carnia e a Sappada: il turista ora può ottenere il permesso anche online. È la prima volta che tale servizio viene attivato in Fvg. Lo hanno reso possibile l’Uti della Carnia con la Regione. Gli operatori turistici locali lo chiedevano da anni, rappresentando una richiesta frequente e un’attrattiva importante. È così ora disponibile sul sito web dell’Uti della Carnia la piattaforma che consente il pagamento online del permesso per la raccolta dei funghi a fini turistici, valido solo per la Carnia e Sappada. L’Uti e Insiel hanno concluso pochi giorni fa gli ultimi test sul corretto funzionamento della piattaforma di pagamento online per questo permesso messo a disposizione dall’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID), tramite Regione e Insiel. Pagare è facile e veloce: con un click sul banner dedicato ai pagamenti online presente in homepage sul sito dell’Uti della Carnia viene generato un form che permette al turista di selezionare la data per cui richiedere l’autorizzazione, inserire le proprie generalità (nome, cognome, residenza, codice fiscale)e procedere al saldo della tassa di 5 euro al giorno. Il pagamento per la raccolta funghi a fini turistici può essere effettuato per un massimo di dieci giorni, anche non consecutivi, in un anno.

Ecco il link per il pagamento:
http://www.carnia.utifvg.it/index.php?id=7707

Ecco il link per la normativa:
http://www.carnia.utifvg.it/index.php?id=6865

Carnia: i vantaggi della pioggia estiva, un vero boom per la raccolta dei funghi

 

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(g.g. dal MV di oggi)

Se la pioggia rischia di rovinare le giornate ai turisti, d’altro canto rappresenta una manna per gli amanti dei funghi. Dal mese di giugno, senza interruzioni, i monti della Carnia “brulicano” di porcini, mazze di tamburo, gallinacci, finferli, orecchie di porco, colombine. I boschi ne sono pieni. Non mancano pure esemplari da record (come quello in fotografia trovato nei boschi di Tiviei di Forni di Sopra da un residente: un porcino intonso del peso, una volta pulito, di 1520 grammi) . È facile in questi gironi aggirandosi lungo i sentieri incontrare valligiani e turisti muniti di cestino che vanno alla ricerca di funghi: il ritorno non è quasi mai a mani vuote e non serve, come molti credono, conoscere il “posto” che si tramanda di generazione in generazione. L’unico fungo che ancora non è stato raccolto è l’ovulo buono, che cresce in terreni termofili, in particolare nella zona di Zuglio. La raccolta dei funghi potrebbe essere un rimedio per la crisi del turismo, richiamando gli amanti della raccolta dei funghi, o di quanti preferiscono trovarli già pronti in qualche pietanza nei ristoranti del luogo. Uniche avvertenze: raccogliere solamente i funghi che si conoscono ed eventualmente farli controllare da esperti riconosciuti o dalle aziende sanitarie e munirsi di apposito permesso, verificando le scadenze e il territorio dove il permesso è valido.