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Carnia: intramontabile Giorgio Di Centa ritorna in Coppa del Mondo

di Giancarlo Martina.

Giorgio Di Centa ritorna a gareggiare in Coppa del Mondo. Domenica sarà al via della 15 km a tecnica classica che si correrà a Dobbiaco dove sabato è anche in programma una gara sprint a tecnica libera cui, però, non prenderà parte l’intramontabile carabiniere di Paluzza. A 43 anni, dunque, il bicampione olimpico di Torino 2006 (vinse gli ori della 50 km e della staffetta), sarà nuovamente protagonista in Coppa del Mondo, nonostante alla fine della stagione scorsa avesse deciso di abbandonare il circuito di gare più impegnativo, dove esordì, nella 30 km a classico di Santa Caterina Valfurva, l’11 dicembre del 1993, ben ventidue anni fa. «È stato il mio Gruppo sportivo a chiedermi di gareggiare a Dobbiaco – annuncia Di Centa -. Parteciperò, comunque, volentieri e con l’intenzione di dare il massimo di me stesso, come sempre. Sono sereno, nelle condizioni psico fisiche di fare bene, ma chiaramente non sarò in corsa per il grande risultato. Sarà una gara, per me, di quel che viene, viene, anche in considerazione che la pista di Dobbiaco non mi piace tanto». La possibilità d’essere mandato in pista nelle tappe italiane di Coppa del Mondo, Di Centa ce l’aveva anticipata di recente. Ed ora il momento è arrivato e si stanno avvicinando anche le giornate del Tour de Ski, dove il nostro campione ha sempre fatto molto bene. «In effetti, so che mi si vorrebbe al via anche di quelle gare di Coppa del Mondo, ma c’è ancora tempo per decidere. Comunque, farò tutto d’accordo con il Gs dei Carabinieri». C’è ancora tanta convinzione dei propri mezzi nel campionissimo di Paluzza che dalle prime gare di stagione ha ricevuto iniezioni corroboranti dalle due belle vittorie in Coppa Italia. Nella 15km tc di Santa Caterina il 5 dicembre e domenica scorsa nell’inseguimento di Dobbiaco. «Sono proprio contento per come stanno andando le cose in questa prima parte di stagione – afferma Di Centa -; le vittorie danno soddisfazione e sono contento anche perchè sono successi anche per il mio Gruppo Sportivo, con il quale ho svolto tutta la preparazione e dai risultati, posso anche dire che per tutta l’estate e l’autunno abbiamo proprio fatto un buon lavoro. Lavorare con questo team è stata proprio un’esperienza nuova e stimolante che mi ha dato molte soddisfazioni, consentendomi di pormi degli obiettivi da raggiungere». Del tutto dimenticati, dunque, i problemi alla schiena dopo l’operazione all’ernia del disco. «Finora va tutto bene. Sono costantemente seguito da massaggiatori e personale specializzato».

Carnia: Di Centa d’argento nella 50 km tricolore di fine carriera, sfiorato il 26º titolo

di Giancarlo Martina.

Le condizioni sfavorevoli del tempo hanno costretto gli organizzatori dello Sci Club 70 a modificare il programma dei campionati italiani assoluti di sci alpino in svolgimento fra Tarvisio e Sella Nevea. La combinata alpina maschile (supergigante valido anche per l’assegnazione del titolo nella specialità a cui si aggiunge una manche di slalom), inizialmente prevista oggi è stata posticipata a domenica 29 marzo, mentre domani è stata programmata la discesa, anticipata dalla prova ufficiale obbligatoria per regolamento. Inversione anche nelle due gare femminili rimanenti di Tarvisio: lo slalom di domenica è stato anticipato a domani, così come il gigante di domani è stato spostato a domenica. Ieri poi è stato annullato il superG del Grand Prix Italia. (g.m.)Non è stata una giornata fortuna, quella di ieri, per la talentuosa atleta Lussarina Lara Della Mea, impegnata nello slalom dei campionati italiani allievi a Santa Caterina Valfurva (Sondrio). Vinto, mercoledì l’argento del gigante, Lara Della Mea ieri era in corsa per il titolo dello slalom, purtroppo, dopo essere stata al comando a metà gara, nella manche conclusiva, è incappata in due cadute e ha chiuso al 9° posto. Uscita nella seconda manche, poi, l’altra lussarina Giulia Di Francesco ch’era quinta. Gli altri risultati dei regionali: 19esima Valentina Piccin (Sella Nevea) e nello slalom degli allievi, il migliore è risultato, 9°, Diego De Zan (Bachmann). E nel nel gigante dei ragazzi, 20a Ludovica Padulano (Lussari) e 25° Alessandro Baschiera (Fornese). (g.m.)L’ultima gara stagionale, la 50 km a tecnica classica, ha riservato la medaglia d’argento all’intramontabile campione Giorgio Di Centa, che nei campionati italiani assoluti di fondo conclusi, ieri, ad Anterselva (Bolzano) in tre gare ha conquistato altrettante medaglie. Nei giorni scorsi si era messo al collo l’argento nella 15 km tl e il bronzo nella staffetta. Ieri, solo per qualche centimetro, il carabiniere ha mancato l’oro per incorniciare alla grande quella che ha deciso sia per lui l’ultima stagione. Il bicampione olimpico di Torino 2006, infatti, nella 50 km mass start è stato superato solo in volata da Dietmar Noeckler (Fiamme oro), mancando così sul filo di lana il suo 26º titolo italiano in carriera. Di questi, ricordiamo, ben dieci li ha vinti nelle lunghe distanze. Il bronzo è, invece, andato al collo dell’altro poliziotto Mattia Pellegrin. Il titolo della 30 km tc femminile è stato conquistato dalla poliziotta trentina Giulia Sturz. Le gare sulle lunghe distanze si sono disputate sotto una leggera pioggerellina e i problemi di sciolina si sono accentuati, anche per la leggera nevicata della notte che ha costretto i tecnici dei materiali agli straordinari e a difficili scelte fra sci con il pelo e sci con sciolina di tenuta klister. Avvincente la corsa maschile, con due cambi di sci possibili che hanno ravvivato la competizione. Appena superata la boa di metà gara, si è registrato l’allungo di Noekler che si è avvantaggiato di una ventina di secondi rispetto a un ristretto numero di inseguitori. Fra questi l’irriducibile Di Centa, 43 anni a ottobre, che poco alla volta ha colmato il gap per rinviare ogni decisione sul titolo alla volata, sotto lo striscione di arrivo. Ha prevalso il più giovane dei due, appunto Noekler, 27enne di Brunico. Con la doppietta di ieri, le Fiamme oro portano a casa l’11º titolo su 12 disponibili nella stagione (solo David Hofer dei Carabinieri nello skiathlon martedì ha impedito la storica dozzina) e si impongono in classifica a squadre della coppa Italia Sportful.

Carnia: mondiali, Di Centa 22esimo al traguardo “gara durissima, me la ricorderò”

«E’ stata una gara durissima, me la ricorderò per tutta la vita. Mi sono tolto un peso, adesso comincia una nuova vita». Di solito è la prima volta che non si dimentica. Ma per Giorgio Di Centa, 42 anni (è il nonno del circuito), il campionissimo carnico di sci di fondo, resterà scolpita nella memoria la fatica boia che ha fatto per tagliare il traguardo della massacrante 50 km dei mondiali a Falun. A sentirlo al telefono, a un paio d’ore dal termine della maratona delle nevi, non sembrerebbe affaticato più tanto. Ma poi le sue parole non lasciano dubbi.

Giorgio ti aspettavi di più da questa tua ultima performance?

«Di questo risultato non sono soddisfatto, non ho mai avuto sensazioni buone. Già all’inizio ho fatto fatica, sono rimasto nel gruppone con i primi fino ai 40 km, poi mi sono staccato. Ho sofferto tanto la condizione della neve, si sprofondava a ogni metro. E ho avuto anche problemi con i materiali. Questa gara me la ricorderò per sempre, mi immaginavo un altro finale, in cuor mio avevo maggiori aspettative. Però sono contento di averla finita. E’ stato comunque bello, in quelle due ore e mezza ho rivisto tutta la mia vita di atleta, oltre 20 anni ad alti livelli. E mi sono liberato di un peso. Adesso basta competizioni a questo livello estremo».

Il vincitore Northug è davvero il migliore?

«Il norvegese è stato molto tattico, bravo nel leggere bene la gara, per come si è sviluppata. E poi nel finale ha dato la zampata decisiva».

Adesso cambi vita. Come vedi il tuo futuro?

«Intanto la prossima settimana proverò la Vasaloppet (90 km sugli sci, una competizione simbolo prestigiosissima in Svezia, ndr)

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Carnia: Di Centa, il re del fondo prova l’ultimo ruggito

 di Antonio SImeoli
Il Freikofel e il Pal Piccolo sono baciati dal sole. Sotto, la neve sulla pista dei laghetti di Timau luccica. Una signora spinge a fatica gli sci da fondo. Ci avverte: «Oltre la cunetta c’è Di Centa». Venti metri ed ecco piombare ad alta velocità il bi-campione olimpico di Torino. «Vi aspettavo prima – ci dice quasi irritato – potevate farmi le foto quando ero in pieno allenamento lanciato a grande velocità, adesso devo mettere la tuta e andrò più piano». Sa di avere 42 anni Giorgio Di Centa, di essere a quindici giorni dall’ultimo Mondiale di una straordinaria carriera in cui ha partecipato a cinque edizioni delle Olimpiandi e a nove prove iridate, ma sa di andare ancora forte. Al bar della pista gestita dalla Aldo Moro Paluzza, la squadra “di famiglia” pochi minuti dopo spiega meglio perchè. «Arrivo da un anno difficile, un anno fa ho dovuto lasciare i Giochi Olimpici di Sochi per operarmi di ernia al disco. Dopo tre mesi ho ripreso ad allenarmi, ma già dai raduni di settembre con la Nazionale capivo di non essere più al passo con i migliori. Poi a fine dicembre ho deciso di fermarmi, ho fatto degli accertamenti e i medici mi hanno trovato un batterio che andava ucciso. Dieci giorni di antibiotici e sono tornato a sentirmi bene». Alla Cortina-Dobbiaco è andato forte… «Sì, la condizione è buona, ora andrò una settimana in altura in Trentino, dormirò in un rifugio a quota 2.400 e scierò a 1.800; quindi qalche giorno in Carnia e la partenza per i Mondiali di Falun. Correrò solo la 50 km a tecnica classica dell’ultimo giorno il 1 marzo». L’obiettivo? «Entrare nei primi dieci, quello che verrà di meglio sarà tutto buono». Poi? Sta pensando di smettere? «Con le gare di Coppa del Mondo sì. Subito dopo il Mondiale andrò alla Vasaloppet, 90 km in Svezia a tecnica classica. Poi parlerò con il Gruppo sportivo carabinieri. Farò le maratone ancora per una stagione, un circuito stimolante ma con un approccio alle competizioni più distaccato, specie durante la preparazione estiva». Ma chi glielo fa fare a gareggiare ancora a 42 anni suonati? «Semplice: ho la fortuna di praticare uno sport che da oltre vent’anni è diventato il mio lavoro e in cui mi riescono ancora bene i risultati. So di avere quasi 43 anni, ma i sacrifici non mi pesano ancora quindi….». Che gara sarà a Falun? «Difficilissima. Dovrà andare tutto per il verso giusto. E i materiali avranno un’importanza fondamentale. Confido molto nei mio ski-men Giancarlo Silverio. Per fortuna, come tecnico a gettone per la Federazione, mi seguirà nella trasferta in Scandinavia prima ai Mondiali e poi anche alla Vasaloppet. Lavora nel Corpo Forestale regionale e continuerà a “mangiarsi” le sue ferie, lo fa da anni. Non finirò mai per ringraziarlo. Andrà là qualche giiorno prima e dovrà indovinare gli sci giusti, io poi ci metterò le gambre e il cuore. I tifosi friulani possono stare tranquilli, correrò anche per la nostra terra. Come sempre». Sicuro di dare addio alla Coppa del Mondo? «Sì…ma se arrivo nei primi quattro chissà…Tuttavia è bene essere realisti: la testa è come quella di un ventenne ma la “carrozzeria” comincia ad avere i suoi anni». Di Centa, ha già pensato cosa farà “da grande”? «Il brigadiere dei carabineri». Al Gruppo sportivo? «No, in una stazione della Carnia. Ho 26 anni di servizio, c’è tempo prima della pensione». Al Gruppo sportivo o in Federazione la sua esperienza sarebbe utile magari come allenatore… «No. Voglio tornare a casa, nella mia Carnia, tra i miei boschi». Dove tutto cominciò… «Sì (si gira e scruta la pista di fondo fuori dalla finestra ndr). Avevo 5 anni e mi portava qui mio padre Gaetano. Era uno che andava a prendere i bimbi casa per casa per portarli ad allenarsi se capiva che lo sci era entrato loro nell’anima. Vede? Ora Boris Maieron, il battipista utilizza il gatto delle nevi per preparare il tracciati e creare i binari per la tecnica classica, alla fine degli anni ’70 eravamo noi bimbi a lisciare la pista avanzando con gli sci di traverso. Poi arrivavano gli adulti a creare i solchi…». Un’altra epoca…La scintilla quando le è scoccata? «Beh, mia sorella Manuela è stata un punto di riferimento, lo sci è un affare di famiglia e ho coninciato a sognare di gareggiare forte per entrare in un gruppo sportivo». A scuola? «Non mi piaceva andarci, volevo stare all’aria aperta. Così dopo la seconda ragioneria sono andato a lavorare in una cooperativa agriforestale». A fianco a lui c’è l’amico del cuore. Ride mentre Giorgio parla e gli dice: «Raccontagli del contratto». L’amico del cuore ha un nome e cognome, ma nella valle del But basta chiamarlo “Vescul”. Lui assunse Di Centa in quella cooperativa. Giorgio lo scelse perchè il Vescul, suo primo tifoso, gli avrebbe consentito di allenarsi e gareggiare. Ma.. «Mio papà mi fece mettere per iscritto che era mia e solo mia la scelta di non essere più andato a scuola. Poi, dopo una settimana andai dal Vescul dicendogli che o mi avrebbe dato da maneggiare una motosega o me ne sarei andato. Mi accontentò dandomi pure una tuta antinfortunistica. Poi a 17 anni entrai nei carabinieri». Cosa fa nel tempo libero? «Mi occupo del bosco, motoseghe e trattori sono la mia passione, gli unici sfizi che mi concedo. Avevo comprato una moto dopo Torino, ma l’ho venduta assieme a quella da trial spaventato per un piccolo incidente e perchè avevo bisogno di soldi per la casa nuova…» È un bi-campione olimpico… «Sì, ma soldi nel fondo non girano…». Niente sponsor? «Guardate (mostra il cappellino e il marsupio sul tavolo ndr), tre piccoli sponsor li ho procurati fuori dal Friuli. Una ditta di Bergamo con un grande appassionato che la dirige e un’impresa che mi ha fatto gli impianti termoidraulici della casa: poche migliaia di euro. Solo il Coni ci aiuta con dei premi a seconda dei risultati conseguiti in Coppa del Mondo». Meno male che c’è la Benemerita… «È la mia casa, lì sono cresciuto come atleta, ora farà l’appuntato dei carabinieri nella mia Carnia». Ripensa mai a quelle due fantastiche domeniche di nove anni fa alle Olimpiadi? «Sì. Anche a quando, pochi giorni prima della staffetta, deluso dal quarto posto della prima gara telefonai a mia moglie dicendole che sarei tornato a casa». Poi… «Per alcuni anni ho ripensato spesso a quei trionfi preparandone altri, ora mi meraviglio quasi che mi riconoscano per strada. Voglio vivere in tranquillità, come uno tra tanti: sono fatto così». Niente trasmisisoni tv, comparsate o altro? «Mah, per la verità mi offrirono un posto all’Isola dei famosi… avrei guadagnato bene anche se avrei dovuto chiedere l’autorizzazione all’Arma. Però…». Però? «Mia moglie Rita mi disse che se avessi accettao mi avrebbe fatto trovare le valige fuori di casa». Dicono che i suoi figli vanno sorte sugli sci. «Laura va per i 18 anni e non scia, Martina ne ha 14 e va benino, Gaia e William, 10 e 8 anni, vanno forte. Ma è presto…». Lei li potrà allenare… «No. Io farò il carabiniere e taglierò il bosco, il mio hobby, un passatempo che fa sembrare un allenamento sugli sci un divertimento». Papà Gaetano che dice? «Ha 87 anni, mi ha sempre detto che si può andare forte fino a 45 anni nel fondo…» In bocca al lupo vecchio leone, ci siamo quasi.

Paluzza: Olimpiadi e stagione concluse per Giorgio di Centa

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di Bruno Tavosanis

Si è già chiusa la quinta e ultima Olimpiade di Giorgio Di Centa. Ma in più in generale è finita la sua stagione. La protusione all’ernia che l’aveva costretto a fermarsi lo scorso luglio si è rifatta viva lunedì dopo il defaticante seguito alla staffetta: «Sembrava tutto ok, poi alla sera sono salito in camera e non riuscivo nemmeno a sedermi – sospira il carabiniere -. Anche ora sono disteso con la gamba alzata e di fatto non posso muovermi. Martedì i medici del Coni mi hanno visitato, lasciando qualche speranza per la 50 km di domenica, ma oggi (ieri, ndr) il dolore è aumentato e gli antidolorifici non servono a nulla, perchè le nervature sono toste». Il paluzzano comunque ostenta serenità: «Sono contento di aver disputato due gare e di aver dato una mano alla squadra. E’ chiaro che fermarsi ai box non è piacevole, ma evidentemente dopo tanti anni la schiena si è ribellata, chiedendomi una stop per guarire completamente. Così la mia ultima gara della stagione è stata la staffetta di domenica scorsa». Ancora lontano invece il momento del ritiro dal grande sci: «Ripartirò con l’obiettivo di preparare al meglio una sola gara, la 50 km dei Mondiali 2015 di Falun. Ne parlerò con la direzione agonistica, chiedendo di rimanere a casa in estate e di aggregarmi alla squadra a partire da settembre. L’ideale sarebbe scegliere le gare di Coppa del Mondo adatte in vista delle prova iridata»

Norvegia: è ancora Di Centa il miglior azzurro al Tour de Ski

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Norvegia alla grande nel Tour de Ski 2014 con Martin Sundby vincitore solitario della scalata del Cermis come la connazionale Therese Johaug, primattrice della corsa in rosa, ma note liete anche per i colori azzurri dal veterano Giorgio Di Centa, che chiude la 9 km della dura salita a skating facendo segnare il settimo tempo parziale conquistando così buoni punti in Coppa del mondo, e, soprattutto, un ottimo 18° posto nella classifica generale finale che fa di lui, a 41 anni, il migliore azzurro di questa edizione. Era 26° alla vigilia, il campione di Paluzza, che con la sua proverbiale grinta ha saputo recuperare ancora posizioni. Erano altri tempi quelli del 3º posto da lui ottenuto nella prima edizione del Tour de Ski nel 2008, ma vederlo salire con la lena messa in mostra ieri, ben sapendo i problemi alla schiena che l’hanno afflitto durante l’estate, è di buon auspicio per i prossimi Giochi olimpici di Sochi. Già nel finale della 10 km tc di sabato Di Centa si era sbloccato,tornando a esprimersi ad alti ritmi e ieri ci ha dato dentro al massimo. «Sapevo che la condizione non è ancora al meglio – racconta l’inossidabile campione -, ma ci tenevo a fare bene questa salita e alla fine sono soddisfatto di avere chiuso 18º. Il 7° tempo nella scalata anche se non è ottimo, per me è un buon tempo. C’è ancora un mesetto per crescere di condizione e arrivare competitivo ai Giochi, per cui so che mi attendono ancora sacrifici, ma ho la giusta convinzione per affrontarli. Saranno importanti, a questo fine, anche le prossime gare di Coppa del mondo». Ritorniamo al vero dominatore dell’ottava edizione del Tour de Ski. Il norvegese Sundby, scattato da Lago di Tesero con 48″ di vantaggio su Petter Northug, ha tagliato il traguardo con 36″ sull’altro connazionale Chris Jespersen, mentre Northug ha ceduto anche alla veemente rimonta dell’austriaco Johannes Duerr, il quale ha recuperato in dirittura d’arrivo l’ultimo gradino del podio grazie al miglior tempo di giornata davanti a Jespersen (distanziato di 4″1) e Roethe, terzo tempo a 10″5. Oltre a Di Centa, tra gli azzurri, ha concluso il Tour anche Thomas Moriggl 40° con il 12esimo tempo di giornata. In campo femminile ha appassionato la rimonta della norvegese Therese Johaug che sull’Alpe del Cermis ha sorpassato la connazionale Astrid Jacobsen permettendo alla Norvegia di vincere per la prima volta anche la classifica finale femminile. Terza l’altra norvegese Hedi Weng. Migliore italiana Debora Agraiter, 25ª. Giancarlo Martina Classifica finale: 1) Martin Johnsrud Sundby (Norvegia) 3 ore 05’52”2; 2) Chris Jespersen (idem) a 36”; 3) Johannes Duerr (Austria) a 1’05”9, 4) Petter Northug (Norvegia) a 1’49”5; 5) Sjur Roethe (Idem); 18) Giorgio Di Centa (Italia) a 4’22”4; 40) Thomas Moriggl (Idem) a 9’50”4.

Carnia: Giorgio di Centa, in Italia nessuno come lui, 25 titoli italiani

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Giorgio Di Centa è il Campione italiano di sci di fondo: l’atleta friulano, portacolori dei Carabinieri, ha conquistato oggi il suo 25/o titolo (record assoluto) sulle nevi della Valle Formazza (Vco) aggiudicandosi la gara conclusiva, la 50 km a tecnica classica. “Ci tenevo tanto – ha dichiarato – e sono davvero contento. Sapevo che si sarebbe fatta differenza nel finale e ho cercato di tenere le forze per dare tutto nell’ultimo giro; grazie anche a degli sci preparati ottimamente è andato tutto bene. Adesso voglio godermi questo record; se ritroverò la giusta concentrazione allora Sochi 2014 sarà un obiettivo possibile”. In campo femminile, nella 30 km, la vittoria è andata per il secondo anno consecutivo a Debora Agreiter, di Bressanone, anche lei dei Carabinieri: l’Arma ha così centrato la doppietta nelle due gare più importanti.

Carnia: Giorgio Di Centa da record, i suoi 24 titoli italiani

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Il campione olimpico vince la 10 km tc di fondo a Riale di Formazza. 
Bronzi tricolori per Corinna Boccacini e Marina Piller 

Giorgio Di Centa da record. Il campione olimpico si è aggiudicato oggi la 10 km tc dei Campionati Italiani Assoluti di sci di fondo di Riale di Formazza, raggiungendo così Giorgio Vanzetta al primo posto dell’albo d’oro tricolore con 24 titoli. Il carabiniere di Treppo Carnico ha preceduto di 23.5 Dietmar Noeckler e di 32.2 Giovanni Gullo. 
In gara anche il giovane tarvisiano Claudio Muller, ventisettesimo. 
 
Ma anche un’altra “figlia” del Comitato FISI FVG è salita oggi sul podio: nella 5 km tc femminile, vinta da Virginia De Martin con 2.5 su Debora Agreiter, il bronzo è andato alla sappadina Marina Piller, giunta a 16.7 dalla vetta. 
 
Venerdì di nuovo in pista per le staffette. 
 
Un altro bronzo “made in Fvg” è arrivato nello snowboard grazie a Corinna Boccacini, terza nello slalom gigante dei Campionati Italiani di Valmalenco. Il giorno precedente il goriziano Michele Godino aveva ottenuto l’argento nello snowboardercross. 

Carnia: niente miracolo per Giorgio di Centa, 19simo nella 50 km a tecnica classica

 Bruno Tavosanis dal Gazzettino di oggi.

Niente miracolo per Giorgio Di Centa. Il campione di Treppo Carnico è giunto diciannovesimo nella 50 km a tecnica classica con partenza in linea che ha concluso i Mondiali della Val di Fiemme. Il carabiniere ci ha provato, facendosi vedere nelle primissime posizioni nella fase iniziale della maratona del fondo, salvo poi fare più fatica e perdere contatto dal gruppo dei migliori nel finale. Il bilancio di quelli che probabilmente sono stati i suoi ultimi Mondiali è comunque positivo. «La gara è stata durissima fin dall’inizio – commenta Di Centa – Io ho rischiato, scegliendo materiali veloci ma con minor tenuta, fattore quest’ultimo che mi ha portato a stancare molto le braccia. Insomma, ho fatto quello che potevo, anche se nelle gambe ne avevo di più di quanto dimostrato». Nessuna delusione, comunque: «Finalmente davanti a me si è classificato un giovane (Noeckler, diciottesimo, ndr) – sorride Giorgio – Sono quindi fiducioso per il futuro del nostro movimento. E poi gareggiare in casa è stata un’emozione speciale, con tante gente, anche dal Friuli, venuta a tifare per noi. Per quanto mi riguarda, spero il prossimo anno di essere ancora competitivo in vista delle Olimpiadi di Sochi». Si chiude così un Mondiale nel quale i friulani hanno tutti dato il massimo delle loro attuali possibilità. Soprattutto da Alessandro Pittin non ci si poteva aspettare di più dopo i problemi dell’ultimo anno, anche se il finanziere di Cercivento sperava di avvicinarsi di più alla zona medaglie: «Ovviamente, per i noti motivi, questa stagione non è stata positiva – dice il bronzo di Vancouver – E dubito che qualcosa possa cambiare negli ultimi appuntamenti di Coppa del Mondo. Io ci ho provato, ma di più in Val di Fiemme non potevo dare. Ora pensiamo alla prossima stagione: bisogna ripartire da zero, schiarirsi le idee e preparare al meglio le Olimpiadi. Mi consola la presenza e il calore dei miei tifosi – conclude Alessandro – E’ bello sentirli vicino quando le cose vanno bene, ma ancora di più nei momenti difficili». Sebastian Colloredo e Andrea Morassi invece sono soddisfatti del loro Mondiale, chiuso con un buon ottavo posto nella prova a squadre, quella che serve ad identificare lo stato di salute del movimento nazionale: «Sabato mi sono ispirato alla staffetta di fondo, che ha dimostrato come la grinta e la voglia possano farti arrivare lontano – afferma “Sebo” – Prima di raggiungere grandi risultati dovremo ancora lavorare molto, ma lo faremo volentieri, perché sono convinto che questo gruppo possa raggiungere livelli altissimi». Concorda Morassi: «Nella gara a squadre abbiamo dimostrato di avere cuore e di non mollare mai – interviene il forestale – E’ stato un Mondiale difficile, come tutti quelli casalinghi, ma abbiamo fatto il nostro dovere. Concordo con Sebastian sul fondo, ma personalmente, se devo trovare l’adrenalina, preferisco ripensare alla vittoria olimpica della staffetta nel 2006 e alla grande prova di Giorgio Di Centa». Giuseppe Michielli e Roberta D’Agostina sono stati in linea con le prestazioni stagionali, mentre la “friulana d’adozione” Marina Piller ha entusiasmato nella team sprint di fondo, chiusa al quinto posto.

Carnia: grande Giorgio Di Centa 4º nella 15 km del Tour de Ski a Lago di Tesero

Ottimo Giorgio Di Centa 4º nella 15 km del Tour de Ski a Lago di Tesero. Vittoria maschile del russo Poltoranin, femminile della polacca Kowalczyk.
da snowpassion.lastampa.it.

Stupenda gara di Giorgio Di Centa nella 15 km mass start in tecnica classica a Lago di Tesero. L’azzurro di Treppo Carnico è quarto in volata a soli 3 decimi da un podio che avrebbe rappresentato una favola. Di Centa ha tenuto duro e ha sciato con grande intelligenza tattica, infilandosi sulle code del kazako Alexey Poltoranin, vincitore di tappa, capendo che quello sarebbe stato il treno giusto per arrivare tra i primi al traguardo. Così è stato e allo sprint, Di Centa ha dovuto arrendersi a Poltoranin e ai due canadesi Len Valjas e Alex Harvey. Resta, la sua, una gran prova di carattere, che dà anche la dimostrazione dell’ottimo stato di forma del quarantenne carabiniere. Il tutto lascia ben sperare per un ottimo piazzamento finale nella classifica del Tour de ski. Ottima gara anche per Dietmar Noeckler, 11/o alla fine a 9″6 da Poltoranin, che ha approfittato della penalizzazione di Legkov, quinto al traguardo ma penalizzato di 15″ per una scorrettezza nel rettilineo conclusivo.

Il nuovo leader della classifica generale è lo svizzero Dario Cologna che precede per 6″5 il russo Alexander Legkov e per 11″5 secondi il norvegese Petter Northug, che oggi hanno molto faticato per conquistare gli abbuoni in vista della Final Climb di domani. Di Centa è 14/o ma il suo distacco dal sesto posto del ceco Lukas Bauer è di soli 35 secondi: l’azzurro si giocherà una buona classifica finale, con tutta probabilità, proprio con Bauer e con il tedesco Tobias Angerer, al momento nono.

Ordine d’arrivo 15 km mass start TC Val di Fiemme (Ita):

1. Alexey Poltoranin KAZ 39’01″5

2. Len Valjas CAN +0″1

3. Alex Harvey CAN +0″4

4. Giorgio Di Centa ITA +0″7

5. Alexander Legkov RUS +0″9

6. Tobias Angerer GER +0″9

7. Johan Olsson SWE +2″8

8. Ivan Babikov CAN +7″5

9. Johannes Duerr AUT +8″2

10. Alexander Bessmertnykh RUS +8″8

11. Dietmar Noeckler ITA +9″6

 

31. Thomas Moriggl ITA +39″6

41. Valerio Checchi ITA +1’21″1

44. Mattia Pellegrin ITA +1’32″5

46. Fabrizio Clementi ITA +1’37″1

58. Roland Clara ITA +2’45″9

Fulvio Scola ITA non partito

Classifica generale Tour de ski (6 tappe su 7):

1 COLOGNA Dario SUI 2:58:25.2

2 LEGKOV Alexander RUS +6.5

3 NORTHUG Petter jr. NOR +11.5

4 VYLEGZHANIN Maxim RUS +16.3

5 POLTORANIN Alexey KAZ +1:35.3

6 BAUER Lukas CZE +2:02.3

7 HELLNER Marcus SWE +2:16.2

8 HALFVARSSON Calle SWE +2:23.3

9 ANGERER Tobias GER +2:26.5

10 BESSMERTNYKH Alexander RUS +2:28.0