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Paularo: Malga Montasio sempre ai vertici della qualità casearia

Sfida parallela a “colpi” di formaggi tra 17 malghe italiane e 13 malghe austriache quella che si è svolta nella sede dell’Istituto comprensivo di Paularo. Organizzata dalla cooperativa Malghesi della Carnia e Valcanale assieme all’Associazione Malghesi della Valle del Gail, alla Pro loco Val d’Incarojo e dal Comune di Paularo, la 16esima edizione della premiazione del formaggio di malga (Italia – Austria) ha visto malga Montasio ancora una volta ai vertici. Le due giurie tra i formaggi di malga italiani hanno assegnato il primo premio a malga Pramosio, il secondo a malga Montasio e il terzo malga Meledis. Così gli austriaci: primi a pari merito Bischof Alm della famiglia Warmuth e Achornach Alm della famiglia Scheiber; terzo Egger Alm della famiglia Buchacher. L’obiettivo della manifestazione, che ha riscontrato grande successo, con moltissimi visitatori giunti dall’Italia e dall’Austria per assaggiare queste delizie di malga, è quello di valorizzare i prodotti lattiero-caseari e il comprensorio delle malghe che in questo caso unisce due Paesi. «Valorizzare i prodotti delle malghe e distribuirli – ha detto il presidente dell’Associazione Allevatori del Fvg Renzo Livon – come momento qualificante delle specificità dell’area montana. Per malga Montasio il 2015 si chiude quindi col botto: il premio si aggiunge al prestigioso attestato ricevuto a Milano da parte del Touring club italiano, al riconoscimento con i formaggi di malga in Veneto a Borso del Grappa e al successo all’Expo.

Friuli: premio a malga Montasio dal Touring club italiano

di Maura Delle Case.

È la più grande malga del Friuli Venezia Giulia, lanciata a livello internazionale dalle telecamere del Giro d’Italia che nel 2013 portarono fin lassù, a quota 1.550 metri, la carovana facendo per la prima volta tagliare ai ciclisti una linea d’arrivo in malga nella storia della corsa rosa. Il panorama mozzafiato, l’aria pura, vacche e marmotte disseminate tutt’intorno, assieme alla buona cucina, alle deliziose camere e sì, anche all’erta che attrae ciclo-amatori dall’Italia e dall’estero, fanno di malga Montasio una delle mete più gettonate della Regione. E premiate anche. Stavolta dal Touring club italiano – associazione non profit, che si occupa da oltre cent’anni di turismo, cultura e ambiente –, che si accinge a insignire la malga friulana del premio “Buona cucina”, che è stato ideato per dare risalto ai migliori esercizi caratterizzati al contempo dal clima famigliare e dalla proposta di una cucina genuina e di schietta impronta regionale, in un contesto curato e accogliente. Caratteristiche che il curatore della guida Luigi Cremona e la direttrice dei contenuti turistico-cartografici del Touring, Fiorenza Frigoni, hanno riconosciuto all’agriturismo malghivo, divenuto un simbolo, non ultimo perché vanta la fascetta madre, la numero zero, dell’omonimo formaggio Montasio. L’unica Dop che il Friuli Venezia Giulia vanta sul fronte lattiero-caseario. Saranno Vanni Micolini, che è il responsabile della malga, e Andrea Lugo, nel ruolo di direttore generale dell’associazione allevatori del Friuli Venezia Giulia Fvg a ricevere il riconoscimento, lunedì a Milano, alle Officine di via Tortona, in occasione della presentazione della guida “Alberghi e ristoranti d’Italia 2016” edita da Turing club. Una bella soddisfazione per il sodalizio e lo staff malghivo, che con dedizione e passione, anno dopo anno, stanno facendo crescere e conoscere il Montasio. Anche grazie a investimenti pluriennali che hanno consentito di rilanciare la malga: oggi dotata di camere, di un servizio ristorazione, di un mini caseificio e ovviamente di una stalla con centro di mungitura e spaccio per i prodotti lattiero caseari. «Il premio è una grande soddisfazione – affermano Lugo e Micolini – e un riconoscimento importante per il lavoro di tanti. Dai dipendenti dell’associazione ai pastori, dagli addetti al caseificio a quelli della cucina, ma anche dello spaccio, della sala ristorazione e delle camere». Di proprietà dell’associazione friulana Tenutari stazioni taurine, la malga è gestita dal 1960 dagli allevatori e ha di recente archiviato l’ennesima stagione positiva. Esordito il 15 giugno, l’alpeggio si è concluso il 18 settembre. Dunque dopo 96 giorni. I bovini, che provengono da 36 allevamenti di 24 diversi luoghi del Friuli Venezia Giulia, hanno trascorso quei 96 giorni padroni di ben 400 ettari, che fanno della malga Montasio, attestata come la più grande della regione. Sono duecentoventuno nel complesso – 132 vacche e 89 manze – i capi che hanno prodotto circa 12 chili al giorno di latte ognuno, produzione che ha consentito di trasformare quotidianamente nel caseificio circa mille 500 chili, per un totale di 140 mila chili prodotti nell’intera stagione. Assieme a Micolini e Lugo, in malga sono state impegnate ben 18 persone tra cucina, ristorante, camere, caseificio e spaccio. Un team di grande affiatamento, peculiarità che è diventata anche un elemento di garanzia degli apprezzabili risultati messi a segno durante questi undici mesi del 2015. Se nel caseificio in totale sono state prodotte e vendute circa due mila forme di formaggio oltre a caciotte, ricotte, burro e yogurt, il servizio di pernottamento è davvero andato a ruba. Ed è stato in grado di garantire un balzo in avanti del 55 per cento dei soggiorni nelle cinque camere a disposizione e un incremento del 30 per cento del fatturato rispetto al 2014. Risultati di tutto rispetto, che rendono il premio un successo meritato e forse anche atteso.

Friuli: riapre in anticipo Malga Montasio e ad Arta le terme funzionano a pieno regime

di Alessandro Cesare.

Apertura anticipata per malga Montasio. L’agriturismo e lo spaccio ricominceranno a funzionare il 2 giugno, due settimane prima rispetto alla stagione 2011, quando la malga aprì i battenti il 18 giugno. Gli animali invece, saranno monticati il 13 giugno, in concomitanza con la ricorrenza di Sant’Antonio Abate, tradizionale inizio dell’alpeggio. Quest’anno la “frequentazione” di malga Montasio sarà di 135 vacche in lattazione e di circa 200 fra manze e giovenche, provenienti da allevamenti friulani ubicati in 25 diversi comuni. Per poter acquistare i prodotti fatti in malga bisognerà attendere almeno una settimana dalla monticazione, quindi dopo il 20 giugno. Nel frattempo saranno disponibili i prodotti dei soci dell’associazione Allevatori, tutti assolutamente “made in Friuli Vg”. L’associazione ricorda a tutti che la malga Montasio non è raggiungibile dal versante di Chiusaforte (almeno fino alla prima settimana di giugno), a causa dell’interruzione della provinciale della Val Raccolana, ma soltanto dal versante tarvisiano (raggiungendo Sella Nevea da Cave del Predil). Malga Montasio, una delle più antiche e “alte” malghe del Fvg, che dà il nome al formaggio Montasio, è gestita dall’associazione Allevatori del Friuli Venezia Giulia. Il gruppo di malghe si trova sull’omonimo altopiano ad una alta quota media intorno ai 1500-1800 metri sul livello del mare, a circa 5 chilometri dall’insediamento turistico di Sella Nevea.

di Gino Grillo

Tutti i servizi delle Terme di Arta funzionano a pieno regime. A renderlo noto è Massimo Peresson, presidente di Carnia Welcome che gestisce lo stabilimento termale in attesa del bando europeo che il Comune, proprietario dell’impianto, esperirà a breve per la gestione definitiva. «L’apertura delle terme ha visto, sin dalla partenza del 2 maggio, un notevole successo con prenotazioni per tutta la stagione estiva. In pochi giorni sono state prenotate più di 500 visite mediche e 5000 servizi termali». Anche gli alberghi hanno potuto beneficiare per complessive 15000 presenze confermate. «Un sospiro di sollievo per l’indotto alberghiero e commerciale del polo termale, senza dimenticare che l’occupazione data dallo stabilimento e dal comparto alberghiero che gravita intorno alle terme, conta in piena stagione più di 120 maestranze».«Questi dati dissipano ogni sorta di dubbio sulla bontà dell’incarico dato a Carnia Welcome per la gestione transitoria e lo start up». Peresson auspica ora una collaborazione sinergica tra Regione, Comune ed altri enti sovraccomunali, in cui ogni attore dia l’adeguato sostegno, sia in termini economici che programmatici. «Il tutto tenendo conto che in termini di contribuzione il comparto turistico di Arta versa all’erario quasi 2 milioni di euro, di cui 6 decimi ritornano nelle casse regionali». « Inoltre – termina Peresson – va anche considerato che in termini di costi, le presenze turistiche di Arta sono le meno onerose per le casse pubbliche della montagna friulana».