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Sella Nevea: la vita continua sotto 6 metri di neve

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di Alessandro Cesare.

Le ultime 96 ore le ha passate circondato da una coltre di neve alta più di due metri. Distante solo pochi chilometri da casa, ma impossibilitato a raggiungerla per la chiusura dei collegamenti stradali. La storia di Ivano Sabidussi è emblematica di quanto sia successo negli ultimi giorni in Alto Friuli, e a Sella Nevea in particolare. Bloccato nella località sciistica a causa della troppa neve. È accaduto a Sabidussi, direttore della scuola di sci a Sella, ma stessa sorte l’hanno avuta gli altri operatori turistici della località, che hanno tenuto duro per offrire un servizio agli oltre cento turisti rimasti negli alberghi. Situazione difficile certamente, ma nessuno è rimasto all’addiaccio senza acqua o cibo. «La quantità di neve caduta negli ultimi giorni a Sella è mostruosa – commenta Sabidussi, che dopo cinque giorni di isolamento, ieri, è riuscito a fare ritorno nella sua casa di Cave del Predil –. La situazione, nonostante tutto, è sempre stata tranquilla: abbiamo cercato di tenere pulita, per quanto possibile, la viabilità interna, e fortunatamente non è mai mancata la corrente elettrica». L’isolamento di Sella si è concluso ieri poco dopo le 13, quando il sindaco di Chiusaforte Luigi Marcon ha dato seguito alla decisione della commissione valanghe, riaprendo il tratto finale della provinciale che sale lungo la val Raccolana (determinante, a questo proposito, è stato il lavoro svolto dalla Provincia di Udine, proprietario dell’arteria, e dalla ditta Martina). Sabidussi, raccontando i giorni trascorsi in isolamento, appare tranquillo e quasi fatica a parlare di sé. «Si è cercato di dare una mano – ammette – stando vicini agli albergatori e ai turisti. Domenica siamo anche riusciti a far rientrare a valle le comitive del liceo veneto e della Repubblica Ceca. Tutti abbiamo dato il massimo per ridurre i disagi dei nostri ospiti». Turisti che sono ancora presenti nell’unico albergo di Sella disponibile, lo Sport Hotel Forte, dopo che un guasto elettrico ha costretto il Canin a chiudere i battenti. Nella struttura, ieri, erano presenti 170 ospiti: un gruppo di universitari di Budapest e una comitiva di studenti di medicina dell’Europa del Nord. «Purtroppo hanno a disposizione solamente due impianti per sciare – continua Sabidussi – ma sono comunque contenti nel vedere così tanta neve». Da buon maestro di sci, Sabidussi pensa già al proseguo della stagione sciistica: «Purtroppo il meteo non ci sta dando una mano. Nei prossimi giorni è previsto l’arrivo di nuove perturbazioni e abbiamo già avuto delle disdette, senza contare il fatto che questa situazione di emergenza non ci consente di lavorare con i pendolari. Però contiamo di recuperare da febbraio fino a primavera inoltrata». Sabidussi parla dalla sua casa di Cave ma è già pronto a fare ritorno a Sella: «Giovedì sarò di nuovo al mio posto, pronto per una nuova battaglia». In trincea, negli anni, chi ci è sempre stato è il sindaco Marcon, che dopo aver affrontato, quest’estate, “l’emergenza fuoco” si è ritrovato a gestire “l’emergenza neve”. «Ormai siamo collaudati a gestire situazioni critiche – scherza il primo cittadino –. Devo dire che ha funzionato tutto bene, soprattutto nel rapporto tra le istituzioni». Marcon è un fiume d’entusiasmo: ringrazia l’Enel, la Prefettura, gli operatori di Sella: appare ancora adrenalinico per il trasporto a valle dei turisti avvenuto domenica. «I genitori dei ragazzi del liceo Majorana ancora mi chiamano per ringraziarmi. È stata una grande emozione – ammette il sindaco – una di quelle che mi porterò dentro anche al termine del mio mandato». Un’operazione di evacuazione in grande stile, che ha coinvolto decine di mezzi i quali, sfidando una finestra di tregua dal maltempo, hanno attraversato la Val Raccolana per accompagnare a valle i 30 liceali di Mirano e i 40 turisti cechi. Tutto questo Marcon l’ha affrontato da solo, senza assessori o consiglieri comunali, solamente con il supporto della squadra di Protezione civile di Chiusaforte. «L’ho già detto durante l’emergenza del fuoco – chiude il sindaco – le persone, in queste situazioni critiche, non devono aspettare le istituzioni: devono rimboccarsi le maniche a fare da sé, come hanno sempre fatto i nostri vecchi». Eppure gestire cinque giorni di isolamento non è stato semplice. Michele de Filippo Roia dello Sport Hotel Forte, si è dovuto inventare qualcosa per tenere occupati i suoi ospiti: «Ci siamo adoperati per non far pesare alla gente la chiusura forzata degli impianti sciistici. Per nostra fortuna l’albergo è dotato di piscina, sauna, discoteca e di personale di animazione, che è riuscito a svagare i clienti. C’è stata un po’ di delusione per l’impossibilità di sciare, ma tutti sono rimasti veramente colpiti nel vedere così tanta neve». Una sorpresa che ha elettrizzato soprattutto i ragazzi di Mirano. Per loro sarà difficile scordare la settimana bianca trascorsa in Friuli, testimoni di una delle più intense nevicate degli anni decenni. Ora a Sella si spera che il maltempo passi. Ma è più probabile che gli operatori dovranno tenere duro ancora qualche giorno, con lo spettro dell’isolamento dietro l’angolo: nel fine settimana, infatti, se tornerà la neve, è probabile che la strada sia nuovamente chiusa dal versante di Chiusaforte. Troppo alto il rischio valanghe per consentire di attraversare la provinciale liberamente. E così Sella Nevea tornerà a essere sola, immersa nella neve, circondata dalla sue montagne. Protetta dai suoi operatori turistici.

Carnia: danni economici, di immagine e a rischio i tetti di molte case

di Gino Grillo.

Nella Carnia colpita dall’abbondante nevicata stamane tutte le utenze dovrebbero essere collegate al servizio elettrico. Ieri pomeriggio erano ancora al buio alcune frazioni di Ovaro, Prato Carnico, Lauco, Enemonzo, Verzegnis e una parte di Tolmezzo. Ripristinata invece la distribuzione elettrica, tra la notte di sabato e ieri, nei Comuni di Forni Avoltri, Villa Santina e Socchieve. Ma ieri anche i telefoni erano muti o a singhiozzo a Forni Avoltri e a Ovaro. E il meteo prevede per oggi e domani altra neve a bassa quota. Le preoccupazioni non riguardano la nevicata in sè, ma le ultime tre precipitazioni, anche se di lieve entità, hanno sempre determinato problemi di erogazione di energia elettrica in alcune zone. Ora, uno dei problemi da affrontare è la tenuta dei tetti. In Comune di Paularo la prima vittima è una vecchia casa disabitata a Chiaulis che ha visto sprofondare il tetto all’interno della struttura sotto il peso delle neve bagnata. Chiusa ancora la vecchia provinciale della Val Chiarsò e la strada del Duron per pericolo slavine. Il sindaco Ottorino Faleschini lamenta la poca comunicazione tra Enel e Comuni. «Esiste un filo diretto fra primi cittadini e Protezione civile regionale, che funziona e dà risultati: un simile atteggiamento dovrebbe averlo anche l’Enel specie in casi di emergenza come questi». E Lino Not, commissario della Comunità montana, ha chiesto un incontro, «sollecitato da diversi sindaci», proprio all’Enel. «Ho parlato con l’assessore regionale Sara Vito e contiamo di confrontarci con l’Enel a inizio settimana». Ma un altro grattacapo per il commissario sarà quello della raccolta rifiuti, organici in particolare. Come spiega il sindaco di Lauco, Olivo Dionisio, la mancanza di elettricità per due giorni e mezzo nelle frazioni di Trava, Buttea e Vinaio ha imposto la necessità di smaltire tutto quanto le famiglie avevano riposto in freezer e frigoriferi. «Oltre a questo spero di incontrami con la Protezione civile domani (oggi per chi legge, ndr) per verificare le condizioni delle frane già in essere sulla strada comunale per Avaglio e sulla provinciale tra Villa Santina e l’altopiano». In molti comuni ieri si è provveduto, grazie anche a mezzi messi a disposizione dalla Protezione civile regionale, a sgomberare la neve dalle vie, trasportandola in appositi siti con camion o stivandola fuori dal sedime stradale. A Ovaro i tecnici Enel ieri sono intervenuti per ridare la corrente alle frazioni di Cludinico, Ovasta e Mione, mentre a Forni Avoltri nel pomeriggio la corrente è ritornata anche a Collina, isolata per alcuni giorni dai mezzi pubblici. Remo Tamussin, presidente del Consorzio frazionale: «Siamo oramai abituati a questi inconvenienti e la gente si è attrezzata con generatori di corrente autonomi». Non toccati dal black out i residenti di Ravascletto. «Ugualmente però – dice il sindaco Flavio De Stalis – registriamo danni economici, di immagine e di morale: su quattro fine settimana, tre erano all’insegna del brutto tempo che ha allontanato vacanzieri e pendolari sulle piste da sci». Infine, per il ripristino di una linea elettrica sul lago di Verzegnis, oltre a volontari dei paesi carnici, tecnici Enel e Telecom, hanno operato elicotteri e natanti della Protezione civile regionale unitamente ai Vigili del fuoco.

Friuli: crollo degli sciatori (-35%) per colpa del maltempo, tiene lo Zoncolan

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di Alessandro Cesare.

Partenza choc per la stagione invernale. Dall’apertura degli impianti (avvenuta tra il 30 novembre e il 7 dicembre) e fino al 5 gennaio, i cinque poli Promotur registrano un calo di presenze attorno al 35%, con 59.828 sciatori in meno (da 170.820 a 110.992). A soffrire di più sono Tarvisio e Piancavallo, con lo Zoncolan che pur perdendo, tiene rispetto alle altre località. Le ragioni di questa debacle vanno cercate nelle pessime condizioni meteorologiche del periodo natalizio, che normalmente incide per il 40% sulle presenze e sui ricavi totali di una stagione. Le piogge che si sono abbattute un po’ ovunque, ma specialmente a Piancavallo e nel Tarvisiano, hanno determinato il drastico calo degli sciatori, costretti a fare i conti con impianti chiusi e piste per lo più inaccessibili. Entrando nel dettaglio dei numeri forniti ieri da Turismo Fvg e confrontandoli con quelli della passata stagione, appare evidente la flessione di sciatori in Alto Friuli. Nei poli più piccoli, e cioè Sella Nevea e Forni di Sopra, dove la Regione ha deciso di scontare il prezzo degli skipass giornalieri (32 invece che 35 euro), le presenze, in termini percentuali, calano in media del 36%. Nella località carnica si passa dai 13.870 sciatori della stagione 2012/13 ai 9.068 di quest’anno (-34%). A Sella Nevea, invece, le presenze sono scese da 8.563 a 5.198 (-39%). Come già accennato, perde meno lo Zoncolan, dove gli sciatori sono calati del 25%, da 55.043 a 41.302. Fanalini di coda per questo inizio di stagione, i poli di Piancavallo e di Tarvisio: il primo perde il 40,9%, il secondo 40,3%. Nella località della destra Tagliamento gli sciatori sono scesi da 37.874 a 22.360, mentre nel capoluogo della Valcanale da 55.470 a 33.064. Variazioni percentuali che il direttore di Promotur Manlio Petris non conferma, limitandosi a evidenziare come «nella settimana di Natale ci sia stato un crollo delle presenze rispetto allo scorso anno. Superata la fase emergenziale – aggiunge – ci stiamo riprendendo, ma si evidenzia un calo complessivo rispetto alla stagione passata. Ma c’è ancora il tempo per recuperare». Pochi sciatori sulle piste, ma alberghi comunque pieni in Alto Friuli, con gli operatori che, nonostante la pioggia, si sono dichiarati soddisfatti dalle presenze nel periodo natalizio. E tutti si sono congratulati con i tecnici di Promotur per il lavoro svolto sulle piste nonostante le avverse condizioni meteo. «I conti si fanno alla fine – commenta il sindaco di Aviano Stefano Del Cont Bernard – abbiamo ancora gran parte della stagione davanti a noi. Resto ottimista». Anche il sindaco di Tarvisio Renato Carlantoni guarda con fiducia ai prossimi mesi: «Abbiamo patito un meteo sfavorevole. Gli alberghi, però, hanno lavorato».

Venzone: il 20/05/2013 tempesta di grandine allagamenti a Venzone

di Piero Cargnelutti.

Una impetuosa grandinata ha colpito ieri pomeriggio la cittadina medievale. L’evento atmosferico è scattato verso le 15 interessando in particolare il centro del paese e le sue frazioni più vicine quali borgo Rozza e la zona della case canadesi nella parte nord lungo la Venzonassa, specie fra le vie Sottomonte, e Della Filanda. Nel dettaglio, piccoli pallini di ghiaccio (meglio conosciuti come “brusate” in friulano) hanno riempito caditoie e strutture pluviali delle case, non permettendo all’acqua di scorrere, così che quest’ultima è poi penetrata negli scantinati di diverse case. Non solo, pare che anche sui tetti, la brusate abbia impedito lo scorrere dell’acqua sui coppi così che in molti casi quest’ultima è penetrata anche da tetti, come hanno fatto sapere alcuni volontari della Protezione civile locale impegnati ieri pomeriggio a svuotare con le apposite pompe lo scantinato del vecchio edificio di piazza Dogana. Con la Protezione civile sono intervenuti anche alcuni operai del Comune che hanno liberato via Borgo Rozza e via San Giacomo con lo spazzaneve, e anche i vigili del fuoco di Gemona che hanno operato nelle case canadesi e successivamente sono stati chiamati a Bordano a liberare le caditoie e le strutture pluviali della Casa delle farfalle. Ieri, per poche ore, Venzone sembra essere ripiombata nell’inverno con le montagne imbiancate sullo sfondo e 20-30 centimetri di grandine su tutte le sue strade: «Appena partito l’allarme – dice l’assessore Fabio Di Bernardo – ci siamo riuniti in municipio con il sindaco Pascolo e il collega assessore Di Bernardo e subito abbiamo fatto partire gli interventi di prima emergenza. Riguardo alla zona della case canadesi, ho già provveduto a concordare con Carniacque un prossimo futuro intervento di sistemazione dei pozzi, che sono oggi obsoleti perché molto vecchi. Per fortuna verso il tardo pomeriggio la situazione era tornata sotto controllo, certo è che caditoie e pozzi sono rimasti pieni fin che non si è sciolto davvero il ghiaccio accumulatosi».

Carnia: disagi e incidenti per la nevicata del 18 marzo 2013

di Tanja Ariis.

Caos alla viabilità ieri mattina in Carnia: diversi camion si sono dovuti fermare per poter montare le catene da neve o perché non le avevano a bordo e non riuscivano a proseguire. Ciò ha causato più di un rallentamento alla circolazione proprio nell’ora di punta, quando moltissime persone si stavano recando al lavoro. La neve ha causato anche alcuni ritardi, di circa un quarto d’ora, per le corriere da e verso le vallate della Carnia. In genere la neve caduta su un fondo ghiacciato si è rivelata piuttosto insidiosa per gli automobilisti, causando in diversi casi uscite autonome di strada, nonostante i pneumatici da neve. Ha nevicato incessantemente tutto il giorno ieri in Carnia, accumulando decine di centimetri di manto fresco, tranne a fondovalle, dove per esempio a Tolmezzo la neve è divenuta presto pioggia. Per la neve pesante scesa in mattinata sono caduti due alberi a Illegio e a Fusea che sono stati rimossi. In città all’altezza dell’Eurodespar un furgone è uscito di strada, restando in bilico su una scarpata, da cui è stato recuperato dai vigili del fuoco. Il conducente ne è uscito fortunatamente illeso. Rallentamenti sono stati causati da alcuni camion sulla strada statale tra Tolmezzo e Amaro ed è stata chiusa al km 29 la 52 bis per il passo Monte Croce Carnico per una slavina. A Ovaro a essere interessata, verso le 8.30 e per un paio d’ore, è stata in particolare la strada sulla salita della miniera di Cludinico, di fronte al bivio di accesso alla frazione. «In questo tratto – spiega il sindaco, Romeo Rovis – ogni inverno si verifica qualche problema con la circolazione dei mezzi pesanti, come i camion carichi della Goccia di Carnia o quelli diretti in Cartiera. Su un fondo non perfettamente pulito e gelato come questo basta un attimo di disattenzione o un qualsiasi strappo e su quella pendenza non riescono ad andare avanti. Uno dei tir era senza catene e a due si sono rotte le catene. Abbiamo chiamato Fvg Strade che li ha trainati via. Stiamo procedendo a pulire tutte le strade, ma siamo anche supportati dai carabinieri per vedere di bloccare i tir a Villa Santina, perché non procedano se non sono attrezzati per transitare sulla neve». A Comeglians alcuni alberi sono caduti all’ingresso del paese, costringendo a creare una deviazione. Su queste strade in questo periodo vige infatti l’obbligo di avere mezzi dotati di pneumatici da neve o almeno le catene a bordo. Si sono verificati problemi per due auto anche al bivio per la cartiera. I disagi maggiori ieri mattina nell’ora di punta, quando tante persone scendono dalle vallate per recarsi al lavoro, si sono verificati tra Tolmezzo e Villa Santina. La circolazione pur non fermandosi mai del tutto, per un’ora è stata molto rallentata, alla Vinadia e al bivio per Invillino, da camion senza catene che avevano difficoltà a proseguire. Sul posto sono intervenuti carabinieri, Stradale e polizia municipale. Alcuni mezzi avevano le catene a bordo e si sono fermati per montarle, creando anche solo così un rallentamento del traffico, altri invece non le avevano proprio (e in quel caso è stato ovviamente sanzionato). Per spostare un camion che non riusciva a muoversi è dovuto intervenire lo spazzaneve.

Carnia: vento forte e ancora tanta acqua in Carnia, continua l’emergenza idrica

di Gino Grillo

Prosegue l’emergenza idrica relativa all’acquedotto del Fontanon. I paesi della valle del But e parte della città di Tolmezzo continuano ad utilizzare l’acqua che sgorga dai rubinetti solo previa bollitura per almeno 30minuti, come da ordinanze emesse dai sindaci dei Comuni interessati. L’ acqua non è potabile neppure all’ospedale di Tolmezzo, che assieme alle frazioni della destra orografica del torrente But, è interessato dall’emergenza. Il nosocomio ha dato fondo alle riserve idriche di acqua minerale che aveva in magazzino. «Al momento – assicura il direttore sanitario, Luca Lattuada – non ci sono problemi. Per quanto riguarda l’acqua da bere abbiamo provveduto a distribuire parte della minerale che abbiamo in deposito». «Sale operatorie, dialisi e altre zone e macchinari che necessitano anche dell’acqua – prosegue – utilizzano comunque acqua che viene filtrata più volte sino a eliminare qualsiasi insidia per la salute». A Cercivento, Comune che non si avvale del servizio dispensato dalla società consortile Carniacque, il sindaco Dario De Alti eleva la sua protesta contro le notizie, fornite da Carniacque, che vorrebbero anche il Comune della Val Calda, interessato dall’obbligo di bollitura dell’acqua per uso domestico. «Carniacque – esordisce – non è a conoscenza neppure di dove eroga i suoi servizi e segnala che anche a Cercivento l’acqua non è potabile». Il paese ha deciso di non usufruire dell’acquedotto del Fontanon, risultato inquinato, ma si avvale di sorgenti che scaturiscono dal Monte Tenchia di proprietà comunale. Intanto nelle scorse ore la pioggia è caduta su tutto il comparto montano, ma per fortuna senza causare grossi problemi. Chi è stato danneggiato maggiormente sono stati quelli che volevano prendere parte alle festività di San Martino, che si festeggiava ad Arta Terme, Ovaro e Cercivento. Vento forte nel pomeriggio di ieri nella Valle del But e conca tolmezzina, con qualche allagamento nelle campagne. Tombini intasati da foglie hanno determinato allagamenti all’uscita dell’autostrada ad Amaro, ma senza grossi inconvenienti. Allagato per l’esondazione di un rio anche il campo sportivo di Timau. Smottamento in serata nei pressi di Vico di Forni di Sotto. Subito al lavoro gli uomini di FvgStrade che hanno liberato la carreggiata ostruita dai massi.

Friuli: Carniacque avvisa altri 6 comuni, l’acqua non potabile

Carniacque ha prontamente avvertito i sindaci dei Comuni interessati: Paluzza, Cercivento, Sutrio, ArtaTerme, Zuglio e Tolmezzo, affinché vengano emesse ordinanze di non potabilità a scopo precauzionale. A causa dei forti eventi atmosferici che si sono abbattuti sulla Carnia, le acque sgorganti dalla sorgente Fontanon di Timau di Paluzza hanno subito un marcato intorbidimento, verosimilmente per il movimento di materiale litoide all’interno del sistema carsico, a sua volta all’interno del massiccio di Plocken.

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Friuli: comunicato allerta meteo della Protezione Civile (15 – 16 ottobre 2012)

Secondo quento scritto sul sito “Ilmeteo.it” la nostra regione sarà la più colpita dall’ondata di maltempo con oltre 150mm di pioggia tra Lunedì e Martedì . Questo il comunicato allerta della Protezione Civile.

Sulla base del comunicato tecnico del servizio meteo regionale emesso il giorno 14 Ottobre 2012, si evidenzia la seguente situazione dalla mattina di domani lunedi’ 15 ottobre e Per successive 36 ore:

Situazione sinottica:

Una vasta saccatura interessa l’europa centro-settentrionale. Lunedì giungerà sulla Regione un fronte atlantico accompagnato da forti correnti umide meridionali.

Previsione per lunedi’ 15 ottobre:

Su tutta la regione avremo al mattino piogge sparse da moderate a localmente abbondanti. Dal pomeriggio peggioramento con piogge da abbondanti a intense e temporali, possibili Piogge localmente molto intense. Sulla costa soffierà scirocco sostenuto. Possibili mareggiate o acqua alta specie al Mattino.

Previsione per martedi’ 16 ottobre:

Su tutta la regione avremo al mattino piogge in genere abbondanti, in attenuazione in Giornata. Soffierà bora forte, in calo nel pomeriggio. In base all’evoluzione meteorologica si provvedera’ eventualmente ad aggiornare i Soggetti in indirizzo.

 

 

 

 

 

Friuli: grosso calo produzione di mele in agricoltura, circa il 20% in meno

Gelate e siccita’ hanno inciso sulla produzione di mele in Friuli Venezia Giulia, determinando un calo del raccolto previsto di circa il 20%. Lo riferisce l’associazione produttori ‘Mela Julia’. ”In provincia di Pordenone – spiega il presidente Peter Larcher – dove molte aziende non si sono ancora dotate di impianti antibrina, la gelata di Pasqua ha causato notevoli danni, con una calo previsto della produzione del 20-40 per cento”. Il fenomeno ha inciso in maniera meno grave nella provincia di Udine, dove comunque, a causa delle intense piogge, nella fase della fioritura e del periodo siccitoso di fine primavera, il calo della produzione si attesta attorno al 10-20 per cento. Si prevede, quindi, che il raccolto regionale di quest’anno sfiorera’ i 400 mila quintali.

Friuli: meteorologia, processioni ed antichi rituali

 

di CRISTINA BURCHERI

«Se l’estate è la buona stagione per eccellenza, non manca, l’assillo dell’andamento meteorologico e di fattori imponderabili». Introduce così il periodo tra le “due Madonne” Andreina Nicoloso Ciceri nelle pagine di Tradizioni popolari in Friuli (Società Filologica Friulana, Chiandetti editore). La studiosa ricorda che il 2 luglio in Val Pesarina si teneva una processione chiamata Madonna da frascja. Era così detta perché i partecipanti raggiungevano nottetempo un maestoso noce e dall’albero strappavano ognuno una fronda che recavano processionalmente – cantando litanie e sostando di fronte ad alcune màine (cappelle di montagna) – fin a guadagnare il nuovo giorno quando questo rito si concludeva con il giro della chiesa . «La frasca così sacralizzata – spiega in una nota Nicoloso Ciceri – era usata a protezione delle folgori e portata anche nelle malghe». Processioni simili per scongiurare la siccità erano praticate in tutto il Friuli di una volta: con o senza sacerdote. Il periodo noto come delle “due Madonne” – esattamente dal 16 luglio al 15 agosto – era costantemente funestato da une rascje di sec, un’ondata di siccità. Sempre dalle pagine di Tradizioni popolari in Friuli si scopre che a Vito d’Asio i pastori, per piegare a proprio favore il tempo atmosferico, processionavano con la croce di san Michele fino alla chiesa della Santissima, nel cimitero di Pinzano. Questo oggetto sacro sembra sia opera di un eremita vissuto nel XIV secolo. A questa croce di grande formato furono aggiunte, via via, diverse reliquie provenienti da celebri santuari. «Vi furono lunghe contese tra Vito d’Asio e Pinzano che se ne attribuiva il possesso – ci informa l’autrice in un’altra nota -, contese non infrequenti quando si tratta di oggetti a cui si attribuiscono poteri particolari. Così, a esempio, quelli di Bordano, quando processionavano per i campi a bramâ la ploja, cantando Signour, mandàit la ploja…; aggiungevano un codicillo: “E vuatris da Poenas – tornàinus la Madona!”». E, quando fortunatamente pioveva a fine luglio, la pioggia era ricordata come la dote di sant’Ane. Considerato che l’agricoltura è una “fabbrica a cielo aperto”, nella quale i fattori climatici influiscono significativamente sulla quantità e qualità dei prodotti, Cirmont ha lanciato il progetto Futurbioerbe da cui traiamo anche una ricetta. Info:http://futurbioerbe.wordpress.com/