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Friuli: skipass Promotur, over 75 e bambini fino a 10 anni scieranno gratis

di Giulia Zanello.
La stagione sciistica è ai nastri di partenza e da domani, fino a fine mese, scatta la possibilità per gli appassionati della neve di acquistare in prevendita lo skipass stagionale, che permette di accedere a notevoli sconti. Le tariffe sono da ieri visibili sul sito di Promotur e spulciando tra le varie categorie ci si accorge di come, rispetto allo scorso anno, vi siano alcune variazioni, a partire dalla diversa classificazione della clientela. La data di apertura degli impianti è invece ancora da decidere. Aumenti e diminuzioni dei prezzi non mancano e, se da una parte si spende qualche euro in più, lo si risparmia in altre fasce e soprattutto in altri periodi, visto che molte agevolazioni coincidono con le settimane di alta stagione e diverse riguardano le famiglie. Novità e agevolazioni Bambini fino a 10 anni e over 75 scieranno gratis tutto l’anno. La gratuità è infatti stata estesa a tutte le tipologie di biglietti. Una buona notizia per le famiglie che potranno risparmiare sugli stagionali: pur in presenza di un componente che non paga avranno comunque la possibilità di “costruire” il nucleo familiare approfittando di sconti e agevolazioni maggiori rispetto allo scorso inverno. Oltre alla completa revisione delle fasce, le tariffe sono state allineate per tutti i poli (anche Sappada) e sono state eliminate tipologie di biglietti inutilizzate. Formule e tariffe Passando ai costi, la Cartaneve stagionale per adulti si paga in prevendita 425 euro e 500 euro nel corso della stagione, cioè dal primo dicembre in poi. Per i senior (fino a 75 anni) a 372 euro e in stagione 438, per i giovani 353 e 415 euro, per i ragazzi (15-20 anni) 225 e 255 euro e sono ovviamente previste riduzioni per i tesserati della Fisi. La Cartaneve pacchetto famiglia, per nuclei composti da almeno tre persone, prevede per l’abbonamento “adulto” in prevendita 319 euro (375 in stagione) e il coniuge rispettivamente 170 e 200 euro. Il figlio categoria “giovani” pagherà 265 euro (311 in prevendita) e quello “ragazzi” 173 o 194 euro. Nel caso di più acquisti con la formula famiglia, lo skipass scende in prevendita a 350 euro, mentre uno stagionale Alpe Adria adulti, che consente di sciare anche nei quattro poli austriaci convenzionati, potrà essere acquistato a 460 euro, contro un importo “pieno” che, esaurita la prevendita, sale a 520 euro. Tra le altre tipologie più utilizzate il giornaliero, il plurigiornaliero e l’abbonamento a ore. Variazioni Facendo un confronto con la precedente stagione, il prezzo del giornaliero per la categoria “adulto” è rimasto invariato a 35 euro per alta e media stagione, mentre sale di un euro per la bassa, passando a 25. Per le tre ore, se l’anno scorso si pagavano 25,50 euro adesso se ne spendono 25, mentre in bassa stagione la cifra rimane stabile a 18 euro. Per la settimana bianca, a Natale, un adulto pagava 196 euro, ora 186, mentre in bassa stagione 176 contro i 175 dello scorso anno; i ragazzi, sullo skipass stagionale pagano una cinquantina di euro in più rispetto al 2014. Revisione completa La filosofia della nuova direzione dell’agenzia regionale, guidata da Marco Tullio Petrangelo, che ha rivisto le tipologie e le combinazioni di abbonamenti e biglietti con l’obiettivo di portare vantaggi soprattutto alle tasche degli sciatori, ha comportato leggeri aumenti e diminuzioni. A sottolinearlo è il direttore marketing di Promotur Enzo Sima: «Abbiamo rivisto la struttura delle categorie e le tariffe per ridimensionarle e renderle più equilibrate e per una famiglia gli abbonamenti in regione sono nettamente inferiori rispetto ad altre località sciistiche».

Forni Avoltri: sciopero degli straordinari, il Comune addebita i costi del mancato spalamento ai dipendenti

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di Gino Grillo.

Per protesta contro il mancato pagamento degli straordinari non hanno sgomberato la neve sulle strade, così il Comune ha adottato un provvedimento disciplinare addebitando alle proprie maestranze il conto sostenuto da una ditta locale incaricata di svolgere il servizio. Il sindaco Clara Vidale conferma il provvedimento contro i dipendenti rifiutatisi di effettuare il lavoro notturno, ma glissa sull’ammontare addebitato ai dipendenti. «Ci sono stati due episodi di “sciopero degli straordinari”, uno nella notte fra il 26 e il 27 dicembre scorsi, quando non sono state sgomberate dalla neve le vie comunali, e uno il 4 gennaio in occasione di una gelata». A gennaio a sopperire alla bisogna è intervenuta «la Protezione civile locale e alcuni assessori che si sono prodigati a spargere il sale per la sicurezza della popolazione», mentre a dicembre Vidale ha incaricato una ditta locale a liberare, durante la notte, le strade dalla neve. Un servizio che se fosse stato effettuato con le maestranze comunali sarebbe costato un terzo». Da qui la richiesta del maggior costo sostenuto: si parla 2 mila 700 euro addebitati a uno o due dipendenti comunali. La querelle fra essi e l’amministrazione è di vecchia data: i dipendenti lamentano il mancato pagamento delle ore straordinarie pregresse. Lo scorso inverno, per situazioni simili, c’è stata la precettazione da parte del prefetto e l’intervento dei sindacati a difesa dei lavoratori. Il Comune allora spiegava che il mancato pagamento degli straordinari era addebitabile all’associazione Alta val Degano-Val Pesarina, che gestiva il servizio sgombero neve. A ingarbugliare la faccenda, però, c’è il fatto che il personale era in carico alla Comunità montana della Carnia. «La legge non permette di effettuare straordinari per questo servizio, ma pone un tetto massimo per le ore straordinarie. Se si sfora il quorum, le ore straordinarie vengono recuperate nel corso dell’anno. A inizio del mio mandato – dichiara Vidale – avevo chiesto ai dipendenti di ripartire da zero, fatto salvo che non si può lavorare gratis, ma la questione degli arretrati doveva essere risolta in altre sedi e in altre maniere». Un’intesa che evidentemente non ha avuto successo, tanto che per ben due volte i mezzi spalaneve non sono usciti durante alcune nevicate notturne. «Il Comune deve garantire la sicurezza dei cittadini e liberare le strade da neve e ghiaccio è un servizio essenziale». Rammaricata dal fatto che i dipendenti non hanno accolto l’invito, Vidale vuole elogiare i volontari della Protezione civile locale che «sono intervenuti, il 4 gennaio, oltre i loro orari di lavoro, per il bene della collettività spargendo il sale sulle strade ghiacciate».

Friuli: Energia, il “piano inverno” dell’enel per le emergenze meteo in fvg

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L’ENEL Distribuzione è pronta a fronteggiare le emergenze che riguardano la fornitura dell’energia elettrica in condizioni eccezionali di maltempo invernale: l’Azienda è preparata a schierare mezzi speciali, attrezzature specifiche, centinaia di uomini e, all’occorrenza, anche decine di gruppi elettrogeni per garantire con continuità servizi essenziali alle comunità del Friuli Venezia Giulia. Tutti questi interventi e azioni sono previsti dal “Piano Inverno 2014-2015” illustrato ieri a Trieste dall’ENEL in occasione dell’incontro di coordinamento promosso dalla Protezione civile del Friuli Venezia Giulia, alla presenza degli assessori regionali all’Ambiente e all’Energia Sara Vito e alla Protezione civile Paolo Panontin, delle Prefetture e dei principali Enti preposti alla gestione delle emergenze e dei servizi essenziali.

In seguito all’eccezionale ondata di maltempo che ha colpito la Carnia lo scorso febbraio, è emersa la necessità di un’ulteriore ottimizzazione degli interventi e di un maggior coordinamento con i gestori dell’energia elettrica.

“Come Regione, lo scorso inverno ad Amaro abbiamo preso un impegno pubblico – ha ricordato all’incontro l’assessore Vito – per cercare di mitigare il più possibile i disservizi che si verificano in situazioni eccezionali di maltempo e garantire la continuità dei servizi. La collaborazione che si è instaurata tra la Regione FVG e le società gestrici delle linee elettriche verrà a breve suggellata da un Protocollo d’intesa per il coordinamento delle attività di monitoraggio delle situazioni a rischio in presenza di fenomeni meteorologici avversi e di primo intervento di messa in sicurezza degli elettrodotti”. In tale occasione l’ENEL ha chiesto alla Regione e alla Protezione civile del FVG la disponibilità “a fare da tramite” nella comunicazione con i sindaci dei territori colpiti dal maltempo. “Sono molto soddisfatto dell’incontro – ha valutato l’assessore Panontin – nel quale si è parlato in dettaglio dei problemi riguardanti la governance e quindi il sistema di comunicazione fra tutti i soggetti attivi nell’emergenza: nelle situazioni di criticità è infatti di fondamentale importanza trovare le modalità di condivisione delle informazioni in modo efficace e fluido”.

“Di fronte ad una situazione di emergenza – ha dichiarato Luciano Cardin, responsabile dell’Esercizio Rete della Distribuzione Territoriale Triveneto di ENEL Distribuzione – il nostro obiettivo è quello di ripristinare il servizio elettrico nel minor tempo possibile, in collaborazione con tutti gli Enti coinvolti. In questi mesi abbiamo lavorato intensamente sui nostri impianti per migliorarne ulteriormente la resilienza, ovvero la loro capacità di reagire a condizioni particolarmente difficili. L’attività eseguita riduce il rischio di disservizi estesi senza, evidentemente, annullarlo del tutto, a causa dell’eccezionalità di eventi che possono sempre verificarsi. Tuttavia, grazie al nuovo Piano Inverno, che rende ancor più efficace il nostro lavoro e la sinergia con le istituzioni – ha concluso Cardin – abbiamo anche aggiornato la gestione delle situazioni di emergenza più complesse”.

Il Piano Inverno, facendo tesoro dell’esperienza dello scorso anno, prevede che le attività siano coordinate dal Centro operativo di Udine, attivo 24 ore al giorno, che provvede alla conduzione e al monitoraggio della rete elettrica del Friuli Venezia Giulia, composta da oltre 20.000 chilometri di linee, oltre 10.000 cabine di trasformazione e quasi 620.000 punti di consegna ai clienti. Sulla base delle previsioni meteo o delle indicazioni della Protezione civile, il Centro operativo udinese avrà anche il compito di attivare lo “stato di allerta” che prevede il rafforzamento del personale reperibile e la preallerta di ulteriori tecnici, mezzi speciali e di diagnostica guasti, e delle aziende esterne a supporto. Il Piano Inverno prevede inoltre la possibilità di far confluire in punti strategici decine di gruppi elettrogeni per fronteggiare situazioni estreme.

Di fondamentale importanza sarà il coordinamento assicurato dalla Protezione civile regionale e dalle Prefetture che, con l’apertura di corrispondenti Tavoli di crisi, consentiranno di ripristinare le idonee condizioni di viabilità e di accesso agli impianti dell’ENEL nonché l’individuazione di situazioni sensibili. Gli interventi potranno dunque diventare ancor più tempestivi ed incisivi.

Nei giorni scorsi sono state portate a termine dall’ENEL altre iniziative specifiche tra cui il check up delle linee, svolto utilizzando un elicottero dotato di specifiche attrezzature che ha sorvolato le linee di media tensione. Anche grazie ai riscontri ottenuti sono state eseguite operazioni di manutenzione straordinaria, di messa in sicurezza degli impianti e l’intervento di taglio delle piante che ha riguardato circa un migliaio di chilometri di linee elettriche del Friuli Venezia Giulia.

La prossima settimana, inoltre, è previsto un intensivo programma di simulazione delle emergenze che coinvolgerà la Protezione civile regionale, strutture operative di ENEL Distribuzione e aziende appaltatrici.

Alto Friuli: neve e primi disagi, quasi un metro caduto a Sella

di Giancarlo Martina e Gino Grillo.

 Prima neve di questo inverno 2014-2015 e già si segnalano i primi disagi e qualche frana. Alcune decine di centimetri di neve sono cadute nella notte fra lunedì e ieri sui rilievi della Carnia. La coltre bianca ha interessato anche i paesi sino a quote di 800 metri sul livello del mare, ma nelle zone più basse le precipitazioni durante la mattinata di ieri si sono trasformate in pioggia sciogliendo la neve. Sebbene attesa per l’imminente stagione turistica, la neve ha causato qualche disagio a Forni di Sopra. L’autobus di linea della Saf che porta quotidianamente studenti e pendolari oltre il passo della Mauria nella mattinata di ieri ha fatto registrare alcuni ritardi per piante cadute sulla sede stradale della 52 Carnica. Solo l’intervento delle maestranze comunali, munite di motoseghe, ha permesso il ripristino della viabilità. La caduta di alberi e rami hanno determinato pure alcune interruzioni nell’erogazione della corrente elettrica nella mattinata. Solo poche decine di minuti nel centro paesano, più lungo il periodo d’attesa in alcune frazioni, tanto che alcuni turisti hanno deciso di anticipare il rientro in città. Neve anche a Ravascletto e sullo Zoncolan, così come anche nella frazione di Timau di Paluzza. Non si registrano problemi per il transito verso l’Austria attraverso il passo di Monte Croce Carnico, mentre sono proseguiti i lavori per sgomberare il materiale che un rio in località Daua aveva creato un piccolo lago sull’asta del But. Innevato anche il comune di Sauris, dove risultava non agibile la strada provinciale verso il Cadore via Casera Razzo. La neve ha fatto capolino anche a Tolmezzo, dove ha imbiancato le cime dello Strabut. Segnalate piccole frane sulla statale a Forni Avoltri e sulla strada fra Somplago e Alesso di Trasaghis. A Tarvisio la neve è caduta abbondante la scorsa notte, ricoprendo il villaggio del Santuario di Monte Lussari e anche le piste del monte Florianca. Di buon auspicio visto l’avvicinarsi della stagione turistica invernale, comunque, ha interessato solo lievemente il fondovalle con una sbiancata ai campi di sci di Tarvisio e a Camporosso, come a Fusine e anche a Valbruna. Invece, a Cave del Predil la nevicata è stata più consistente. Ieri mattina all’ex centro minerario tutto era ricoperto da una coltre di 10-20 centimetri di spessore. Il record, però, spetta a Conca Prevala nel gruppo del Canin perché lassù, nell’area del rifugio Gilberti il manto nevoso ha raggiunto gli 80 centimetri, mentre a valle, a Sella Nevea ieri mattina c’era una trentina di centimetri, calati poi nell’arco della giornata a una quindicina. A Sella Nevea durante la notte sono dovuti uscire i mezzi di sgombero neve e grazie a loro anche la viabilità è fluita in sicurezza. Anche il valico con la Slovenia del passo del Predil (Statale 54) è stato sempre percorribile. Dunque, neve preziosa sul Lussari e sul Canin. Potrà servire per cominciare ad approntare le piste per un avvio della stagione dello sci che in quota potrebbe partire dal primo fine settimana di dicembre, sempre che arrivi anche il freddo con magari ulteriori nevicate. A Tarvisio si sta lavorando con lena per centrare l’obiettivo di ultimare la slittovia su binario del parco giochi della Piana dell’Angelo, anche per rendere agibile per l’apertura della stagione della pista che scende dalla collina del Combattente, indispensabile per il collegamento a valle con il Lussari. Altra novità a Tarvisio è la costituzione della nuova Scuola italiana sci & snowboard Evolution 3 Lands.

Friuli: dal 15 novembre 2014 dotazioni invernali obbligatorie, catene o gomme antineve?

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Dal 15 novembre 2014 e fino al 15 aprile 2015 sarà vigente anche sulle strade regionali del territorio montano l’obbligo per tutti gli autoveicoli di viaggiare con pneumatici invernali o di essere dotati di catene da neve o altri mezzi antisdrucciolevoli omologati e idonei a essere utilizzati prontamente in caso di necessità. In realtà, la maggior parte degli automobilisti che vivono in Friuli Venezia Giulia ha ormai preso l’abitudine di dotare i propri veicoli di pneumatici invernali il cui costo parte da circa 70 euro a salire per ogni singolo pneumatico, evitando così la seccatura di dover montare le classiche catene da neve o gli altri dispositivi più o meno semplici da installare , magari sotto un’intensa nevicata.

Le catene hanno il pregio di non costare troppo (il prezzo va dai 70 ai 150 euro a seconda della marca e delle dimensioni delle gomme da “catenare”) e di garantire una buona motricità in caso di nevicate abbondanti. Di contro ci sono la notevole macchinosità nell’installazione, che molto spesso avviene in condizioni disagevoli (se avete provato a montarle sotto una fitta nevicata, sapete a che cosa ci riferiamo) e il fatto che obblighino a una guida “spezzettata”, perché andrebbero tenute solo il tempo strettamente necessario a coprire il tratto innevato, per evitare che rovinino sia gli pneumatici sia la strada.

Friuli: Skipass 2014/15, prezzi sono on line sul sito di Promotur

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Disponibili sul sito della Promotur i prezzi degli skipass per la prossima stagione sciistica 2014/15. Una politica tariffaria, anticipata comunque lo scorso maggio nella prima riunione di coordinamento con i capiarea di Promotur, e di cui i media hanno già dato notizia – sottolinea oggi il vicepresidente della Regione ed assessore alle Attività produttive, Sergio Bolzonello – che conferma gli stessi prezzi della passata annualità e, soprattutto, ed è questa la grande novità dei poli sciistici del Friuli Venezia Giulia, la gratuità per i bambini, non più sotto gli 8 bensì sotto i 10 anni d’età, sempre se accompagnati da un adulto pagante. “Ci discostiamo in tal modo dalla maggior parte delle stazioni sciistiche dell’arco alpino, che anche quest’anno terranno il ‘limite’ degli 8 anni, andando ad incentivare quel turismo familiare che rappresenta una significativa fetta del nostro indotto”, osserva Bolzonello. Ulteriore positivo adeguamento riguarderà poi la successiva categoria d’età dei “ragazzi”, che potranno godere di una tariffa agevolata non più sino ai 14 ma ai 15 anni d’età. “Si vuole avvicinare sempre di più alla neve ed alla montagna dei nostri centri sciistici di Piancavallo, Ravascletto-Zoncolan, Tarvisio, Forni di Sopra e Sella Nevea i nuclei familiari, rivitalizzando – ha ribadito Bolzonello – il ‘mercato domestico’ quello che più è mancato nella passata stagione a causa di condizioni meteo disastrose”.
Al contempo, la Regione ha ritenuto di rafforzare le campagne di promozionali rivolte ai gruppi organizzati, agli Sci club ed ai gruppi amatoriali organizzati (i cosiddetti “master”). Gli skipass giornalieri avranno un prezzo che varierà (a seconda della località, del tesseramento alla Federsci e della classe d’età – baby, ragazzi, giovani, adulti, senior e “nonni”) dai 17 ai 35 euro. Il “6 giorni” nel periodo delle classiche Settimane bianche (dal 7 gennaio al 15 marzo) varierà dai 114 ai 150 euro (108 euro per i gruppi). La CARTAneve stagionale, invece, sempre in base all’età, all’eventuale sconto Fisi ed all’acquisto in prevendita è stato fissato dai 150 ai 440 euro. Ulteriori prezzi agevolati sono stati previsti nel caso di nuclei familiari del “Pacchetto Famiglia” e per famiglie numerose.

La prevendita sarà aperta nei cinque poli Promotur il prossimo 22 novembre (nella sede Promotur di Tavagnacco da lunedì 24 novembre solo nelle giornate feriali), per chiudersi venerdì 5 dicembre.

Tarvisio: nevicate killer, morti cervi e camosci

Le grandi nevicate continuano a presentare il conto. Sono pesanti i danni subiti dai paesi ed è pesantissimo anche quello subito dalla Foresta di Tarvisio, con migliaia di alberi schiantati e la morte di molti animali, cervi, caprioli e camosci. Da gennaio a oggi, infatti, il personale del Corpo Forestale dello Stato e della Forestale regionale ha rivenuto le carcasse di 26 cervi, 13 caprioli e 2 camosci, quasi tutti morti per la fame a causa della difficoltà di reperire cibo.

Sono questi i numeri che ha fornito il sovrintendente capo del Corpo Forestale dello Stato, Dario De Martin Topranin, responsabile della Sezione naturalistica, il quale spiega anche che nel Centro di recupero della fauna, in località Cucco di Malborghetto, sono stati ricoverati 16 tra cervi e caprioli, 7 dei quali non sono riusciti a sopravvivere, mentre gli altri nove sembra che riusciranno a superare il forte debilitamento fisico, amorevolmente assistiti dalla signora Ilse, e potranno ritornare nel loro habitat.

Preziosa, dunque, l’attività del Centro di recupero, uno dei primi a nascere in Italia e voluto dal Corpo Forestale dello Stato, che ritiene, questo – come precisa l’amministratore della Foresta Fabrizio Terlicher – un obiettivo primario per aiutare la fauna selvatica in difficoltà.

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Paluzza: Timau ancora nella morsa della neve

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di Gino Grillo.

Ancora chiusa la strada per l’Austria attraverso il Passo di Monte Croce Carnico. La statale 52 bis è percorribile sino alla Casetta in Canadà, a poca distanza dall’abitato della frazione di Timau, poi è chiusa per pericolo valanghe. A rendere necessaria la chiusura sono stati i danni che la strada ha subito in territorio austriaco, con slavine e caduta di piante tanto che nei mesi passati anche in Carinzia si ripensava a una riproposizione del tunnel bocciato dagli austriaci all’epoca di Jorge Heider. Per la riapertura nel settore oltre confine, si parla di tre, quattro settimane di tempo. La chiusura non comporta più per i pendolari di alcune aziende site in territorio straniero, che un tempo giornalmente dovevano superare il valico per andare al lavoro, fare il giro per Tarvisio. Oggi i pendolari vanno ad Amaro, dove si è trasferita una branchia dell’azienda, altri invece continuano a lavorare in Austria, ma oramai hanno deciso di risiedere al di là del passo. Chiusa, sempre a Timau, la strada interna che attraversa il paese: per passare da una parte all’altra occorre transitare lungo la nazionale. La strada comunale rimane chiusa nel tratto finale, verso l’Austria, in quanto su di essa incombe da fine gennaio una grossa slavina che ha portato diverso materiale scivolato a valle della Cima dei Camosci, la Gamspiz, sino a pochi metri dalla carreggiata, lungo un canale di sfogo che oltrepassa il terrapieno costruito a monte nei pressi del ponte sito all’uscita della frazione paluzzana. Il sindaco Elia Vezzi dice che il Comune è stato fortunato a non incorrere in problemi di black out elettrici, grazie alla Secab. «Ugualmente – spiega – devo segnalare alcuni problemi di piccoli smottamenti, che ci hanno indotto a prendere la decisione di impedire il traffico nelle zone fra Naunina e San Daniele e nei pressi del Rio Bavous. Frane costantemente monitorate dalla loale squadra di Protezione civile». Vecchi problemi acuiti dall’ondata di maltempo che persiste ormai da oltre dieci giorni. Ieri alla fine della Valle del But da registrare ancora neve, frammista a pioggia, per tutto il giorno, ma con accumulo tutto sommato lieve: solo 5 cm. Neve e pioggia anche a Forni di Sopra ha tenuto lontano il popolo dello sci, salvo quello che si era recato dalla Venezia Giulia per alcune gare di sci e gruppi di sloveni. Ancora in funzione, sin dalle prime ore dell’alba i mezzi spalaneve. Il pericolo maggiore però rimane la neve che cade dai tetti: la gente è costretta a camminare lontano dalle falde. Ma la neve in alcuni casi ha arrecato danni ai parabrezza di alcune automobili parcheggiate vicino alle case.

Sella Nevea: la vita continua sotto 6 metri di neve

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di Alessandro Cesare.

Le ultime 96 ore le ha passate circondato da una coltre di neve alta più di due metri. Distante solo pochi chilometri da casa, ma impossibilitato a raggiungerla per la chiusura dei collegamenti stradali. La storia di Ivano Sabidussi è emblematica di quanto sia successo negli ultimi giorni in Alto Friuli, e a Sella Nevea in particolare. Bloccato nella località sciistica a causa della troppa neve. È accaduto a Sabidussi, direttore della scuola di sci a Sella, ma stessa sorte l’hanno avuta gli altri operatori turistici della località, che hanno tenuto duro per offrire un servizio agli oltre cento turisti rimasti negli alberghi. Situazione difficile certamente, ma nessuno è rimasto all’addiaccio senza acqua o cibo. «La quantità di neve caduta negli ultimi giorni a Sella è mostruosa – commenta Sabidussi, che dopo cinque giorni di isolamento, ieri, è riuscito a fare ritorno nella sua casa di Cave del Predil –. La situazione, nonostante tutto, è sempre stata tranquilla: abbiamo cercato di tenere pulita, per quanto possibile, la viabilità interna, e fortunatamente non è mai mancata la corrente elettrica». L’isolamento di Sella si è concluso ieri poco dopo le 13, quando il sindaco di Chiusaforte Luigi Marcon ha dato seguito alla decisione della commissione valanghe, riaprendo il tratto finale della provinciale che sale lungo la val Raccolana (determinante, a questo proposito, è stato il lavoro svolto dalla Provincia di Udine, proprietario dell’arteria, e dalla ditta Martina). Sabidussi, raccontando i giorni trascorsi in isolamento, appare tranquillo e quasi fatica a parlare di sé. «Si è cercato di dare una mano – ammette – stando vicini agli albergatori e ai turisti. Domenica siamo anche riusciti a far rientrare a valle le comitive del liceo veneto e della Repubblica Ceca. Tutti abbiamo dato il massimo per ridurre i disagi dei nostri ospiti». Turisti che sono ancora presenti nell’unico albergo di Sella disponibile, lo Sport Hotel Forte, dopo che un guasto elettrico ha costretto il Canin a chiudere i battenti. Nella struttura, ieri, erano presenti 170 ospiti: un gruppo di universitari di Budapest e una comitiva di studenti di medicina dell’Europa del Nord. «Purtroppo hanno a disposizione solamente due impianti per sciare – continua Sabidussi – ma sono comunque contenti nel vedere così tanta neve». Da buon maestro di sci, Sabidussi pensa già al proseguo della stagione sciistica: «Purtroppo il meteo non ci sta dando una mano. Nei prossimi giorni è previsto l’arrivo di nuove perturbazioni e abbiamo già avuto delle disdette, senza contare il fatto che questa situazione di emergenza non ci consente di lavorare con i pendolari. Però contiamo di recuperare da febbraio fino a primavera inoltrata». Sabidussi parla dalla sua casa di Cave ma è già pronto a fare ritorno a Sella: «Giovedì sarò di nuovo al mio posto, pronto per una nuova battaglia». In trincea, negli anni, chi ci è sempre stato è il sindaco Marcon, che dopo aver affrontato, quest’estate, “l’emergenza fuoco” si è ritrovato a gestire “l’emergenza neve”. «Ormai siamo collaudati a gestire situazioni critiche – scherza il primo cittadino –. Devo dire che ha funzionato tutto bene, soprattutto nel rapporto tra le istituzioni». Marcon è un fiume d’entusiasmo: ringrazia l’Enel, la Prefettura, gli operatori di Sella: appare ancora adrenalinico per il trasporto a valle dei turisti avvenuto domenica. «I genitori dei ragazzi del liceo Majorana ancora mi chiamano per ringraziarmi. È stata una grande emozione – ammette il sindaco – una di quelle che mi porterò dentro anche al termine del mio mandato». Un’operazione di evacuazione in grande stile, che ha coinvolto decine di mezzi i quali, sfidando una finestra di tregua dal maltempo, hanno attraversato la Val Raccolana per accompagnare a valle i 30 liceali di Mirano e i 40 turisti cechi. Tutto questo Marcon l’ha affrontato da solo, senza assessori o consiglieri comunali, solamente con il supporto della squadra di Protezione civile di Chiusaforte. «L’ho già detto durante l’emergenza del fuoco – chiude il sindaco – le persone, in queste situazioni critiche, non devono aspettare le istituzioni: devono rimboccarsi le maniche a fare da sé, come hanno sempre fatto i nostri vecchi». Eppure gestire cinque giorni di isolamento non è stato semplice. Michele de Filippo Roia dello Sport Hotel Forte, si è dovuto inventare qualcosa per tenere occupati i suoi ospiti: «Ci siamo adoperati per non far pesare alla gente la chiusura forzata degli impianti sciistici. Per nostra fortuna l’albergo è dotato di piscina, sauna, discoteca e di personale di animazione, che è riuscito a svagare i clienti. C’è stata un po’ di delusione per l’impossibilità di sciare, ma tutti sono rimasti veramente colpiti nel vedere così tanta neve». Una sorpresa che ha elettrizzato soprattutto i ragazzi di Mirano. Per loro sarà difficile scordare la settimana bianca trascorsa in Friuli, testimoni di una delle più intense nevicate degli anni decenni. Ora a Sella si spera che il maltempo passi. Ma è più probabile che gli operatori dovranno tenere duro ancora qualche giorno, con lo spettro dell’isolamento dietro l’angolo: nel fine settimana, infatti, se tornerà la neve, è probabile che la strada sia nuovamente chiusa dal versante di Chiusaforte. Troppo alto il rischio valanghe per consentire di attraversare la provinciale liberamente. E così Sella Nevea tornerà a essere sola, immersa nella neve, circondata dalla sue montagne. Protetta dai suoi operatori turistici.

Sappada: la stagione parte con una settimana di anticipo, sarà aperta la pista “nera”

di Alessandro Cesare.

Prende il via con una settimana di anticipo la stagione dello sci. Per ora, ufficialmente, solo nella località veneta di Sappada, ma Promotur è al lavoro per garantire l’agibilità di alcuni tracciati anche in Friuli, tra Piancavallo e lo Zoncolan. L’attesa, quindi, è terminata e tra sabato 30 novembre a domenica primo dicembre, gli amanti dello sci potranno tornare a divertirsi sulla neve. A Sappada aprirà la pista Nera, storico tracciato della località. Le nevicate dello scorso week-end, sommate al freddo pungente di questi giorni (ieri mattina la colonnina di mercurio, a Sappada, è scesa fino a dieci gradi sotto lo zero) con la messa in funzione dei cannoni sparaneve, hanno permesso di preparare un fondo pista ideale. «Siamo pronti a partire – afferma Daniele Kratter, presidente della società che gestisce gli impianti a Sappada –. Questo fine settimana terremo aperta solo la pista Nera, poi, dal 7 dicembre, si potrà sciare sull’intero demanio. Da sabato sarà disponibile anche un anello per il fondo di 3 chilometri». Chi ha già acquistato lo skipass Promotur in prevendita potrà sciare a Sappada senza bisogno di ulteriori tessere. Prevendita che nei poli sciistici del Fvg prosegue fino al 6 dicembre, vigilia di inizio stagione in tutte le località. Sarà possibile comprare le tessere anche nella sede Promotur di Tavagnacco (via Palladio 90), ma fino al 29 novembre (dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18). Prezzi invariati rispetto allo scorso anno, con il giornaliero che costerà 35 euro a Piancavallo, Zoncolan e Tarvisio. La Regione ha confermato uno sconto di 3 euro per i poli maggiormente in difficoltà, Sella Nevea e Forni di Sopra, dove si potrà sciare con 32 euro. Per quanto riguarda lo stagionale, i residenti e i proprietari di seconde case in uno dei cinque poli Promotur, avranno uno sconto del 50%. Per i proprietari sarà sufficiente presentare un contratto di utenza energetica e un’autocertificazione. «La prevendita sta andando bene – chiarisce il direttore di Promotur, Manlio Petris –. Siamo solo all’inizio ma siamo in linea con la scorsa stagione. Stanno riscuotendo un particolare successo le promozioni riservate alle famiglie. Per tutte le informazioni – aggiunge – invito a visitare il sito dell’agenzia, www.promotur.org». Petris non esclude che qualche pista possa aprire anche in Fvg: «Lo decideremo domani (oggi per chi legge), sulla base di quanta neve riusciremo a produrre nell’arco della notte. È’ probabile che saranno disponibili i tracciati alle quote più alte nei poli dello Zoncolan e di Piancavallo». Una stagione che si apre con diverse incognite soprattutto a Sella Nevea, dopo il mancato funzionamento del collegamento trasfrontaliero con la Slovenia rischia di far perdere appeal alla località del Canal del Ferro. Diverso il discorso per il comprensorio di Pramollo, che alzerà il sipario sulla nuova stagione venerdì 29 all’hotel Là di Moret di Udine.