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Paluzza: dopo 65 anni smantellato il distributore in piazza

Dopo 65 anni si è conclude definitivamente la gestione del distributore di carburanti di piazza San Giacomo della famiglia Muser. Sebbene l’impianto non fosse in funzione sin dalla scorsa estate, era sempre ben visibile e non si disperava che potesse ritornare a funzionare, ma venerdì scorso tutta l’infrastruttura è stata smantellata chiudendo così definitivamente un ciclo. «L’attività – commenta l’ultimo gestore, Albano Muser – era stata fondata nel dopoguerra dai miei genitori, Donato e Loredana Moroldo. Poi l’abbiamo rilevata io e mia moglie Ilda, ma ultimamente non c’erano più utili». Troppe carte e pochi soldi, anzi «gli ultimi bilanci erano in passivo, così abbiamo deciso di chiudere definitivamente onde evitare inutili altre spese». Muser ricorda come un tempo a Paluzza, il centro più popoloso dell’alta Val del But ci fossero ben cinque distributori, uno al passo di Monte Croce Carnico, un altro a Timau, uno in piazza Piccola, quello accanto alla casa di riposo e uno sul ponte di Sutrio. Ora rimangono in funzione solo gli ultimi due. Albano e Ilda comunque non hanno smesso di lavorare: rimane aperto il loro negozio di abbigliamento che è aperto sulla piazzetta dove il loro distributore ha funzionato per tredici lustri. A Paluzza, quindi, un’altra attività ha chiuso i battenti. Un commerciante vicino alla famiglia Muser parla di «una chiusura che si perpetra nel silenzio generale di tutti, ma in realtà è un altro pezzo di storia del paese che se ne va».

Paluzza: nuovi sistemi di grotte scoperti nella zona del Pal Piccolo

Il gruppo speleologico triestino “Grotta continua” nei giorni scorsi ha scoperto, nella zona del monte Pal Piccolo, «interessanti sistemi di gallerie naturali che sono stati in parte pure esplorati». Sono otto cavità, tutte ad andamento suborizzontale, che si aprono negli antichi e tormentati calcari paleozoici nei pressi dell’Alta Via Carnica e nei luoghi in cui si è aspramente combattuto nella Guerra del 1915-’18. «La principale grotta attualmente rilevata – fa osservare il gruppo speleologico triestino – è di oltre 180 metri di sviluppo ed è stata dedicata a Ruggero “Fauro” Timeus, scrittore e irredentista triestino, arruolato volontario fra gli Alpini inquadrato nel battaglione Tolmezzo, che perse la vita in battaglia il 14 settembre 1915 proprio su queste montagne». Altre due grotte, ritenute molto promettenti e ancora oggetto di esplorazione, saranno dedicate ad altri due soldati triestini tra i primi caduti nei primi giorni della grande guerra sui contrafforti del Pal Piccolo: Angelo Di Valentini, volontario negli alpini dell’esercito italiano, medaglia di bronzo al valore militare, e Cesare Bartolini, mitragliere del reggimento austro-ungarico fanteria n. 97º. Il gruppo speleologico triestino non è nuovo a queste scoperte sul monte Pal Piccolo, nel 2011 infatti fu trovata «una interessante e notevole prosecuzione tra i massi di frana nella Voragine di Piano Macchi, con numero del catasto grotte regionale 2091, portandola un chilometro di sviluppo». Alla campagna esplorativa il gruppo Grotta Continua ha dedicato un libro corredato da numerose fotografie oltre che di cenni storici e geologici.

Paluzza: il CeSFAM apre alla refezione scolastica per le scuole della zona

Il CeSFAM, Centro Servizi per le Foreste e le Attività della Montagna di Paluzza, potrà mettere a disposizione i propri locali della foresteria anche per la mensa degli alunni degli istituti scolastici della zona. Lo stabilisce una delibera della Giunta regionale, approvata su proposta del vicepresidente e assessore alle risorse agricole e forestali Sergio Bolzonello, dando così una positiva risposta ad una esigenza manifestata dall’Amministrazione comunale. Il Cesfam, che dipende dalla direzione regionale delle Foreste, è riferimento regionale e interregionale per la formazione di base, avanzata e l’aggiornamento professionale, manageriale e tecnico nei settori forestale, naturalistico, ambientale, faunistico-venatorio e dello sviluppo della montagna. La struttura si compone di diversi edifici che ospitano sale convegni, aule attrezzate, sale riunioni, laboratori meccanici e di falegnameria, xyloteca ed è dotato di una rete informatica con infrastrutture wireless. Fiore all’occhiello del complesso sono i cantieri didattici della Foresta Regionale di Pramosio, certificata PEFC, in cui vengono effettuate le esercitazioni in bosco. La delibera della giunta allarga dunque alla refezione scolastica i compiti istituzionali del centro di Paluzza, che già era a disposizione delle amministrazioni locali per convegni ed incontri. “Abbiamo ridefinito gli indirizzi operativi del CeSFAM – spiega Bolzonello – perché intendiamo favorire e sostenere in ogni modo la permanenza degli abitanti in territorio montano, offrendo ogni genere opportunità per evitare lo spopolamento. Aprirsi alle scuole, ospitando per il pranzo gli studenti che vengono non certo solo da Paluzza ma anche dai paesi vicini, ci è sembrato un atto doveroso, che va nella giusta direzione”.

Paluzza: e Sara continua l’attività di zia Ester, inaugurato il rinnovato laboratorio di ceramica

«Fa più notizia un laboratorio che apre in montagna che 180 che chiudono in pianura». Così Ester Lazzara ha accolto amici e concittadini all’inaugurazione del nuovo negozio di ceramiche in via Roma. In pensione da fine anno, Ester ha, infatti, passato il testimone alla nipote Sara Delli Zotti. «Ho chiuso i battenti a fine 2013, ma mia nipote ha voluto ripercorrere le mie orme e continuare l’attività». A Sara è bastato poco più di un mese per ammodernare i locali e riprendere il lavoro. Sì, perché da 12 anni Sara lavorava con la zia nel negozio aperto nel 1976, quando Ester, che già operava come ceramista in un’altra bottega del paese, venne licenziata per la crisi innescata dal terremoto. Ester è soddisfatta che il negozio passi alla nipote e che continua la sua attività. Con orgoglio racconta come le sue «opere impreziosite dalle rose di monte» siano andate in Australia in America e in ogni parte del mondo. Tuttavia, spiega, «ho sempre privilegiato il mercato locale, che ci dà da vivere ogni giorno, a quello turistico, importante sì, ma solo per un mese all’anno, in agosto». Ora la nipote ha allargato l’offerta merceologica, accanto alle ceramiche, vi sono la tessitura carnica, ricami eseguiti a mano e oggettistica in legno, tutti rigorosamente made in Carnia, anche se il laboratorio privilegerà la ceramica prodotta dalla nuova titolare. Alla cerimonia di apertura niente autorità e “banditi” i politici: «Abbiamo sempre fatto tutto da noi, da sole, e abbiamo voluto festeggiare con i nostri amici, clienti e paesani».

Paluzza: salta l’accordo bipartisan, destra e sinistra al voto con propri candidati

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di Gino Grillo.

Un nulla di fatto è scaturito dalla riunione tra le forze politiche del paese con i responsabili del Glp (Gruppo lavoro Paluzza) per quanto riguarda la prossima tornata amministrativa del Comune della valle del But. La richiesta di presentare un programma unico e condiviso, in dieci punti principali da perseguire, fra due liste, una di centrodestra e una di centrosinistra, che sarebbe dovuta essere gestita dal vincitore delle elezioni, mentre all’altro schieramento era demandato il compito di controllo, è naufragata. Così alle prossime elezioni destra e sinistra correranno con liste autonome, candidati propri e relativi, singoli programmi. Alla riunione oltre al Glp erano presenti Michael Plazzotta della Lega Nord, Luca Piacquadio per la Destra, il sindaco Elia Vezzi e Massimo Mentil, capogruppo Pd dell’attuale opposizione e il segretario del partito Tiziano Di Ronco. Più disponibili a un accordo in questi termini apparivano i rappresentanti di Lega Nord e Destra, mentre il centrosinistra ha ritenuto di non poter collaborare con le altre forze politiche in quanto non vi è stata collaborazione fra le attuali maggioranza e minoranza in Comune. Anche il sindaco Vezzi, pur condividendo la proposta del Glp, non avrebbe ritenuto maturi i tempi per una intesa così concepita. Ora la situazione vorrebbe che il centrosinistra presenti nuovamente Massimo Mentil quale candidato sindaco, mentre il centro destra riproporrebbe la Vezzi, ma con una compagnie rinnovata, con gente che vive e opera nel paese. L’incognita rimane la Lega Nord, che potrebbe anche correre da sola, ma verso la quale il centrodestra sarebbe disposta ad un dialogo in quanto Plazzotta attualmente è l’assessore al turismo del sindaco Vezzi.

Paluzza: Casa di riposo, il nuovo CDA chiude le porte alla politica

«Chiuderemo la porta della casa di riposo alla politica, non permetteremo favoritismi, siamo nemici dei privilegi e amici della trasparenza». In relazione ai tanti articoli e alle trasmissioni televisive riguardanti la storica residenza per anziani di Paluzza, la nuova presidenza insediata il 17 dicembre scorso ha inteso affermare questo e altro ancora. «Fin dal primo momento – scrivono il presidente Stefano Di Bello e il vice Renato Garibaldi – abbiamo percepito il clima non proprio disteso in cui si trovava la casa di riposo di Paluzza che si è sempre distinta per serenità, cortesia, dedizione e ospitalità. Siamo perfettamente consapevoli – continuano presidente e vice – delle critiche e delle difficoltà in cui le gestioni del recente passato, e alcune scelte non rivolte purtroppo al benessere degli ospiti, hanno portato la nostra struttura che era l’eccellenza della Carnia. Non ci interessano le polemiche e le dietrologie. Il presidente, il vicepresidente e il cda hanno accettato l’incarico al fine di poter tutelare il buon nome della struttura e di chi ci lavora, l’efficienza, la qualità del servizio, e in primis gli anziani ospiti che meritano dignità, rispetto, cura. Per 5 anni siamo svincolati dai mandati dei sindaci e non ci faremmo condizionare nelle scelte, di qualsiasi natura siano. È nostro obbligo morale onorare la scelta del cavalier Brunetti, esempio di filantropia e generosità. Ci proponiamo per il benessere della comunità tutta che si trova, con la crisi, ad affrontare momenti difficili, soprattutto per le famiglie a basso reddito e anziani soli». E proseguono: «Ci rivolgiamo ai tanti collaboratori affinché comportamenti virtuosi, dedizione al lavoro, spirito di reciproca collaborazione prevalgano sulle questioni e gli interessi personali. Li invitiamo a comportamenti leali e senso del dovere, necessari per evitare qualsiasi deriva esternalizzante come è già successo in altre strutture dove il costo del personale era diventato insostenibile». Al contrario di quel che si è detto finora – concludono – «è nostra intenzione assumere, non licenziare. Per esempio, un medico che garantisca una storia clinica e l’assistenza puntuale degli anziani, un animatore/ice e soprattutto un direttore che porti con la nuova “gestione” la casa di riposo a ritornare ad essere la perla dell’assistenza agli anziani della Regione a dimostrazione che in un clima di fattiva collaborazione e responsabilità tra stato maggiore e soldati, le sfide si vincono con facilità».

Paluzza: preoccupazione per la possibile “esternizzazione” dei servizi alla casa di riposo

di Gino Grillo.

«Esternizzare il servizio della Casa di riposo per operai, vecchi e inabili “Matteo Bennetti” mette a rischio il lavoro di 65 dipendenti» lo denuncia la minoranza consigliare del comune di Sutrio, che si chiede «come mai la Casa di riposo, considerata fino a due anni fa il fiore all’occhiello regionale dei servizi alla persona per la qualità del servizio fornito, per la cura e l’attenzione riservate agli ospiti, per il costo giornaliero della retta, il più basso in regione, nonché per i risultati di bilancio, fino al 31 dicembre 2012 chiusi con un avanzo d’amministrazione, venga oggi oggi descritta come una realtà in difficoltà». La minoranza, formata da Balduino Cipria, Sergio Del Negro, Ermes Straulino e Cristina Selenati, che si fa portavoce del gruppo, riporta voci che si rincorrono insistenti, soprattutto per quanto riguarda i servizi da esternizzare, e che presentano la Casa di riposo come «inefficiente, con buchi di bilancio, poco rispettosa delle esigenze degli ospiti e che individuano l’origine dei problemi nel personale amministrativo e sanitario della struttura, in esubero, assenteista e inadeguato al proprio lavoro». Sono voci che hanno determinato un clima di tensione e di malcontento tra i dipendenti della casa di riposo, ma anche tra gli ospiti e le rispettive famiglie. «Può darsi – afferma Cristina Selenati – che qualcuno non svolga propriamente il proprio lavoro, ma il personale amministrativo e sanitario che oggi viene messo sotto accusa è lo stesso che fino a due anni fa contribuiva alla comprovata ottima fama di cui godeva la struttura». Le difficoltà – riferisce la consigliera – sarebbero riconducibili al cambio di vertice dopo la gestione Cattellan «ultimo esempio di una serie di buone e disinteressate amministrazioni». A pochi mesi dal termine del periodo di commissariamento di Aldo Roberto Mazzolini, cominciato nel settembre di un anno fa, la minoranza chiede una maggiore rappresentatività nel consiglio di amministrazione dell’istituto, coinvolgendo tutti i Comuni interessati (Paluzza, Treppo Carnico, Ligosullo, Cercivento, Sutrio, Arta Terme e Paularo) alla casa di riposo. «Preoccupati – conclude Selenati – per il destino della più grande struttura del territorio, per i riflessi assistenziali, occupazionali ed economici che questo tipo di cambiamento della struttura comporterebbe chiediamo che tutte le decisioni vengano posposte e discusse quando verrà insediato del nuovo cda, per l’importanza che la Casa di riposo Bennetti ha per l’intera Carnia».

Carnia: Paluzza-Mosca, per Englaro una commessa da 400.000 € , così la crisi sta lontana

di Tanja Ariis.

Piccola impresa di Paluzza, nonostante il momento di crisi, conquista commesse importanti anche in Russia e diventa l’emblema di come anche le piccole aziende possano farcela, e pure brillantemente, anche in questo momento. Armando Englaro, imprenditore di Paluzza, ha appena fornito 49 mila mq di materiale per la realizzazione di pavimentazioni viniliche antistatiche modulari per uffici privati a Mosca per un importo di 400 mila euro. Ma non è finita qui perché se in questa prima fase Englaro ha fornito il necessario per le pavimentazioni di una delle due torri di uffici su 38 piani nella città moscovita, sono già a buon punto anche i contatti per la fornitura degli altri 20 mila mq della seconda torre già a inizio 2014. La cosa sorprendente è che l’impresa di Englaro, che qui fornisce la parte superiore a chi produce pavimentazioni modulari, ha avuto la meglio persino su una multinazionale tedesca, un gigante del settore che esce sconfitto nel confronto con la piccola impresa commerciale carnica, la “Moquettes Alto But”. Oggi nell’azienda, nata nel 1975, lavorano con Englaro il figlio, un magazziniere e due impiegate. All’inizio il responsabile dell’impresa era il fratello Beppino Englaro (padre di Eluana Englaro) che ha però poi preso altre strade. L’impresa ha iniziato la sua attività nei lavori di cantieristica nel settori scolastico ed ospedaliero (tuttora lavora all’ospedale di Udine), col tempo ha sviluppato anche il settore delle pavimentazioni in legno(nel 2011 ha anche inaugurato a Tolmezzo un negozio). L’azienda è stata capace di ritagliarsi fette importanti di mercato, in relazione alla sua dimensione, anche all’estero, operando in Austria, Germania e da oltre 25 anni anche in Russia. Ha lavorato molto e lavora tuttora anche con la Rizzani De Eccher. Ora opera bene anche con Croazia e Grecia, oltre che in Russia. L’impresa riesce ad ottenere utili annui anche di 500 mila euro, utili, sottolinea Englaro, che vengono in gran parte reinvestiti in azienda. Ma come può una piccola impresa commerciale ottenere simili risultati? Come può far fronte alle impetuose mareggiate di questa crisi che ingoia continuamente imprese? Con l’esperienza, la professionalità, i contatti assieme ad una grande attenzione per la qualità del prodotto e le nuove tecnologie, risponde Englaro, che sottolinea però anche come, in questo momento, sia importante tener d’occhio il rischio, optando per esempio nel suo caso per la fornitura del materiale, ma non per la posa in opera, a meno che non ci siano determinate garanzie o la possibilità di scindere i due momenti ed i due rischi, attraverso ad esempio, se si intravedono validi collaboratori, un’associazione temporanea d’impresa. Così il cliente ha il prodotto finale, il pavimento posato, e tu non incappi negli imprevisti che possono derivare dalla posa in opera. L’impresa di Englaro rappresenta inoltre due multinazionali nel settore dei pavimenti resilienti (gomma, pvc) e delle pavimentazioni in legno: diventa così competitivo azzerando i costi di intermediazione per la casa madre, che viene peraltro pagata subito.

Paluzza: firme per segnalare lo stato di abbandono del cimitero di Timau e Cleulis

di Gino Grillo.

Una cinquantina di abitanti delle frazioni di Timau e Cleulis denunciano lo stato di abbandono dei loro morti nel cimitero della frazione. I cittadini si sono rivolti al sindaco Elia Vezzi e al presidente della regione Debora Serracchiani spiegando come i resti dei propri cari, esumati anche solo dopo una decina di anni, non trovino una collocazione migliore che in cassette, per le quali occorre rivolgersi alla ditta incaricata dall’esumazione, «che verranno ammucchiate nel cosiddetto ossario comune» che a loro avviso «è stato ed è un luogo dove riporre gli attrezzi». Gli abitanti delle due frazioni chiedono che si intervenga a creare uno spazio adeguato dove riporre i resti mortali dei loro cari, costruendo quei loculi che mancano alla struttura cimiteriale. «Considerando – scrivono – il numero di cassettine (con i resti dissotterrati, ndr) che fanno compagnia agli attrezzi, i loculi si venderebbero sulla carta senza alcun aggravio per le casse del Comune». Replica a tal proposito il sindaco che osserva che l’ossario comune è tale e non un magazzino. Si tratta di un «manufatto destinato alla raccolta delle ossa mineralizzate provenienti dalle esumazioni ed estumulazioni, e presso il cimitero di Timau/Cleulis, e vi si accede dal locale magazzino, tramite botola. È un vano interrato e i resti sono sottratti alla vista del pubblico». Vezzi fa osservare che sebbene il turno di rotazione per le esumazioni ordinarie sia previsto dopo 10 anni dall’inumazione, il regolamento comunale di polizia mortuaria e cimiteriale prevede che sia trascorso almeno un ventennio. Pertanto da sempre il comune di Paluzza ha effettuato le operazioni di esumazione ordinaria non dopo 10 anni, bensì 20». Il Comune, vista la delicatezza dell’argomento, «da sempre inoltra ai familiari interessati la comunicazione relativa alla data in cui si procederà alle operazioni di esumazione e ai referenti ai quali rivolgersi direttamente per qualsiasi chiarimento». In tal modo i familiari sono posti nelle condizioni di poter assistere alle operazioni di esumazione e accertarsi della regolarità del collocamento dei resti delle persone esumate. Riguardo ai loculi, non presenti nel cimitero, Vezzi precisa che è stato concesso un contributo di 100 mila euro «inferiore alle effettive necessità del cimitero di Timau-Cleulis e degli altri due cimiteri comunali» che sono sufficienti a garantire solo gli interventi più urgenti. «Il Comune ravvisa la necessità della realizzazione di cellette e loculi, di cui esiste un progetto». Il patto di stabilità ha bloccato gli interventi di quanto «già illustrato alla popolazione in un incontro pubblico. Quando ci sarà una maggiore liquidità, nel rispetto dei vincoli del patto, il progetto proseguirà il suo iter. È una priorità, non solo per l’amministrazione, ma soprattutto per i cittadini».

Paluzza: bis del Casteons si aggiudica ancora il Palio das cjarogiules

di Gino Grillo.

Bis del rione di Casteons al Palio das Cjarogiules: dopo aver interrotto, l’anno scorso, un predominio durato ben 10 anni da parte della contrada Somavile e riportando a casa, dopo 21 anni l’ambito trofeo. Il palio, anche quest’anno, per un solo secondo di distacco sulla contrada Tausia, torna alla frazione a ovest del capoluogo. E’ stato un appuntamento molto atteso che ha visto competere pure le donne e che ha richiamato nel comune della Valle del But oltre 5 mila persone per applaudire i paluzzani che si sono sfidati nelle varie fasi del palio che racconta la dura vita di un tempo quando era una vera necessità saper caricare e condurre la cjarogiule, ossia la slitta con le ruote, piena di legna per le varie necessità umane dai boschi sino alle abitazioni. La gente si è riversata a Paluzza specialmente nella giornata domenicale, anche se non sono mancate visite sin dal sabato per gustarsi anche i fuochi d’artificio che sabato sera hanno illuminato la notte di san Lorenzo per quasi mezz’ora. Si è notato un minore afflusso, rispetto alle scorse edizioni, di ospiti austriaci, compensato però da un grande apprezzamento per il mercatino delle cose fatte a mano. Molti gli stand con merce e manufatti locali, non solo friulani, ma anche della Carnia, quali scarpets, oggettistica in legno e lavori di hobbisti del paese. Rifocillati nei vari ristoranti, che hanno fatto registrare il tutto esaurito,i turisti al pomeriggio hanno assistito all’esibizione degli sbandieratori della Big Band Musicisti Entusiasti seguiti dal concerto della banda di Sutrio. Le varie fasi del torneo (palio dal seon, palio de la cjame) hanno di fatto prolungato la disputa del palio principale, quello della corsa delle slitte sino in piazza . La giornata è quindi proseguita con l’elezione della Miss, il lancio das cidulines, i tamburi medievali di Cividale, il gioco dei Tarocchi con la compagnia teatrale di Faenza. Onori quindi alla squadra di Casteons, composta da Stefano Maier, Baldo Flora, Alessandro Di Bert e Michael Galassi che si è aggiudicato il palio davanti alle contrade, nell’ordine, Tausia, Somavile e Place.