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Paularo: a chi può interessare l’ultimo albero di gelso?

di Dino Menean.

L’ultimo albero di gelso. Non interesserà a nessuno, a chi può interessare l’abbattimento di un albero. Anche se questi era l’ultimo albero di gelso del mio paese. In un mondo dove si susseguono guerre, rivoluzioni, catastrofi ecologiche, sconquassi economici. Come può un mondo sì fatto occuparsi di simili inezie. Ma era l’ultimo albero di gelso del mio paese. Io, vi avevo raccolto i bachi quando ero bambino. Li portavamo presso la vicina Villa Calice. Dove una piccola azienda tessile ne ricavava la seta. Poi avevo giocato tra i suoi rami con gli amici, con i compagni di scuola. E ancora ci salivo quando ero un giovanotto. E lassù appollaiato, contemplavo il mio bel Paularo distendersi nella valle sottostante. Ultimamente ci appendevo tra i sui rami la bandiera per la festa del lavoro, il primo maggio. L’albero era ancora imponente; ma ormai vecchio e logoro, il tronco ammuffito e corroso all’interno. Probabilmente, anzi certamente, sarebbe caduto su se stesso, afflosciato, nel tempo col tempo. Ma vederlo oggi abbattuto da una motosega mi ha creato un dolore inspiegabile nell’anima. Me ne stavo lì confuso. Vedevo il paese, le case, la parrocchia sulla collina, il monte Sernio levarsi alto dentro il cielo. Un giorno scompariranno, pensavo. Anch’io finirò un giorno e nessuno si chiederà di noi. È un mondo che corre pazzamente verso l’ignoto. Un mondo che tutto divora. Tutto dimentica. Ho raccolto un ramoscello me lo sono portato a casa. In quel ramoscello c’era la mia infanzia, la mia giovinezza, la mia vecchiaia e ancora qualcosa di più che non saprò mai.

Paularo: appello del sindaco Faleschini «Regalate le case perché il paese rinasca»

(d.v. dal MV di oggi)

Ecomuset: il sindaco Faleschini ieri, nel corso della festa, ha lanciato una proposta: «Concediamo – è stato questo l’appello – le case abbandonate a titolo gratuito a chi si vuole accollare l’onere della ristrutturazione». «C’è stato un grande degrado negli anni – ha spiegato –. Ma ciò che ci ha spinti a questa iniziativa è la scelta di alcune persone che hanno capito che a Chiaulis è possibile vivere. Lo scorso anno, infatti, c’è stata un’inversione di tendenza. Gente del Palmarino si è spinta fin quassù per ristrutturare casa, per godere della serenità del posto». L’amministrazione, di concerto con la popolazione, procederà nei prossimi mesi a un censimento delle abitazioni pericolanti. «Parleremo con i proprietari presentando la situazione – ha detto Faleschini –. Le spese di messa in sicurezza rappresentano per queste persone un onere non indifferente. Meglio quindi cedere gratuitamente le case a chi intende ristrutturarle». L’obiettivo è duplice: da un lato recuperare il patrimonio edilizio, dall’altro ripopolare Chiaulis. «Studieremo anche un apposito disciplinare – aggiunge il primo cittadino –. Chiunque intenderà beneficiare di questa concessione gratuita dovrà anche sottostare alle regole di vita del paese. La prima è quella di non lamentarsi degli odori del maiale quando c’è la macellazione, apprezzando invece il clima di festa di questo tipo di eventi che vogliamo riportare nel paese». Nel frattempo, dopo 20 anni, a Chiaulis, c’è stato anche il primo fiocco azzurro: un bel bambino di nome Leonardo, che oggi ha 8 mesi. «Mio figlio vuole restare a Chiaulis – spiega la nonna del piccolo Leonardo, Margherita Menean –. Ha anche ristrutturato il tetto della casa recentemente. Qui, nella nostra piccola frazione – racconta Margherita – si vive bene. C’è tranquillità. Siamo come una grande famiglia e ci aiutiamo a vicenda. E poi non è vero che viviamo fuori dal mondo. Io stessa mi sono trasferita con la mia famiglia da Paularo. E non tornerei mai indietro. A soli dieci minuti siamo a Tolmezzo e in mezz’ora siamo a Udine. A Chiaulis ci sono la natura, i boschi, il sole tutto il giorno, il silenzio, gli animali. È vero, ci sono pochi giovani. Ma in questi ultimi anni vedo tanti nuovi turisti che poi si sono fermati. Questo paese non è destinato a morire. Anzi, può tornare a rivivere». Mariarosa Danelon, 65 anni, di San Vito al Tagliamento, è una delle ultime arrivate, insieme al marito. «Mio nipote ha una casa che non riesce a usarla – racconta –. Inizialmente sono venuta qua per stare tre giorni. Il primo giorno è stato difficile. Ora non riesco più a staccarmi da questo posto. La gente è molto disponibile. C’è pace e tranquillità. Sto meglio che a San Vito. Non avrei mai immaginato. È stata una scoperta unica. L’unico rammarico è che questo posto è poco pubblicizzato. Ma vale la pena visitarlo. Ci s’innamora».

Paularo: se ricevere la posta è un terno al lotto

Un gruppo di cittadini Paularo.

Siamo alcuni cittadini del Comune di Paularo che vogliono esprimere il loro grande disappunto per il disagio che da alcuni mesi i servizi di Poste Italiane hanno creato all’intera collettività. Dapprima la completa chiusura dell’unico Ufficio postale del mese di luglio (dal 6 al 28) e, come non bastasse, nelle ultime settimane il recapito della posta è stato un vero terno al lotto per i fortunati che la ricevevano. L’Ufficio postale, bisogna darne atto, è stato riaperto nel rispetto delle date comunicate a suo tempo, ma vorremmo ricordare che tale chiusura ha creato non pochi disagi costringendo gli utenti a recarsi nei comuni più vicini (15 km) per effettuare alcune piccole operazioni. Ora ci domandiamo: non era possibile avere un servizio alternativo? Informandoci abbiamo saputo che poteva essere istituito l’Ufficio postale mobile (camper di Poste Italiane) magari a giorni alterni. Un tanto, se attuato, avrebbe creato meno disagi e dato un minimo di servizio alla utenza locale. Nel frattempo, sono iniziati i problemi della consegna della posta, un disservizio dovuto alla mancanza del postino titolare della zona e sostituito da un collega che non conosceva il territorio. La conseguenza è stata che la consegna della posta non era per nulla sufficiente: qualcuno, pur di avere la corrispondenza con importanti scadenze, ha dovuto recarsi personalmente a Tolmezzo per entrarne in possesso, senza contare le famiglie rimaste per parecchi giorni senza ricevere le lettere. Questo situazione ha creato la consegna di alcune lettere con pagamenti già scaduti, si possono quindi immaginare le difficoltà per questi utenti. Ora non facciamo alcun commento in merito, tuttavia ci auguriamo che responsabili e dirigenti di Poste Italiane sappiano fare in modo che tali situazioni non si ripetano in futuro.

Carnia: Paularo, proteste per la musica alta di notte, l’assessore De Toni invita alla tolleranza

 

È il grande dilemma del turismo in montagna: riposare o divertirsi. Da un lato, i giovani reclamano maggiori divertimenti, dall’altro vi è chi, valligiano o turista, intende riposare. A Paularo, durante una festa regolarmente autorizzata (si poteva far musica sino alle 2 della mattina), sono giunti i carabinieri chiamati da alcune persone che non riuscivano a dormire. La musica era già terminata, ma un folto numero di giovani si era fermato in prossimità del locale pubblico sino alle 3.30. Sulla questione è intervenuto l’assessore comunale alle attività produttive Renzo De Toni: «In montagna – afferma – mantenere aperte le attività produttive è molto difficile, in quanto i costi di gestione sono sempre più alti, la gente sempre meno e con sempre meno soldi da spendere». De Toni dice di conoscere bene quali siano le difficoltà degli esercenti per portare a casa «niente di più di un dignitoso stipendio, creando posti di lavoro e subendo critiche in quanto non offrono nulla al turista». E nel contempo De Toni lancia una frecciata anche a quanti, «concentrati su loro stessi, non tollerano di essere disturbati, nemmeno durante una serata estiva, unico periodo in cui si possono organizzare feste all’aperto». Feste che l’assessore ritiene organizzate «non per far soldi, in quanto oberate da troppe incombenze burocratiche, ma per animare i nostri paesi e dare l’opportunità ai nostri giovani di potersi divertire e stare in compagnia in loco». Per cui De Toni invita quanti si sentono infastiditi da queste, sporadiche, occasioni di festa, a essere più tolleranti verso i giovani del paese e i turisti che si divertono in qualche serata prefestiva sino a tardi.

Paularo: muore l’ultimo proprietario, palazzo Calice ora è del Comune

di Gino Grillo.
Con la scomparsa di Valesio Raimondo Calice, 93 anni, avvenuta nei giorni scorsi a Colico, in provincia di Como dove risiedeva, il Comune della valle dell’Incarojo prende possesso definitivo del Palazzo Calice a Villafuori. Un fabbricato importante, storico, del 1600, (la data sulla chiave d’arco del portale cita 1591) la cui nuda proprietà già apparteneva dal dicembre 2012 al patrimonio comunale, ma sul quale gravava l’usufrutto a favore del vecchio proprietario, erede della famiglia che dava il nome al palazzo. Il Comune aveva potuto iscrivere al patrimonio comunale il palazzo dopo essersi inserita in una compravendita fra privati, vantando un diritto di prelazione sull’immobile. Dopo una lunga disputa giuridica, il palazzo è stato destinato, per la nuda proprietà, al municipio locale e ora, con la morte di Valesio Raimondo, l’amministrazione comunale può vantare il possesso definitivo senza vincoli. «Spiace per la dipartita dell’ultimo rappresentante di questa importante famiglia della nostra valle – ha dichiarato il sindaco Ottorino Faleschini -. Ora comunque il Comune potrà entrare in definitivo possesso del fabbricato utilizzandolo per scopi di interesse pubblico». Un primo intervento di conservazione – la Regione aveva a suo tempo stanziato 312 mila euro per l’acquisto del complesso e per le prime opere di manutenzione -, era già stato effettuato dal Comune che ora punta a valorizzare tutta l’area dell’immobile, 1200 mq di superficie disposti su tre piani, oltre a un giardino che si vuole riproporre in chiave storica. L’edificio sebbene negli anni passati sia stato oggetto della visita dei ladri che hanno asportato parte delle suppellettili e altri oggetti riconducibili al XVIII secolo, conserva ancora una ricca biblioteca dalle 12 colonne con altrettanti mosaici che rappresentano i segni zodiacali, la sala del prelato, l’armeria con armi d’epoca, la drogheria dell’epoca, la stanza del capitano con strumenti e documenti risalenti al Settecento. «L’amministrazione comunale ha già avanzato un’idea sull’utilizzo di questo luogo – termina il sindaco Faleschini – consegnando questo manufatto e le sue pertinenze alla collettività locale affinchè possa utilizzarlo per le sue adunanze e riunioni, in particolare per i momenti più tradizionali, quali la “Feminate”, e di attrezzare l’edificio per poter ospitare turisti e storici, in un contesto di turismo tematico, che vogliono effettuare una full immersion nel Settecento carnico»

Paularo: telecamere all’ingresso del paese per le auto sospette, non siamo più un’isola felice

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di Gino Grillo.

Videosorveglianza e task force contro i furti. Riunione partecipata ieri pomeriggi nella sala consiliare del municipio della Valle dell’Incarojo dove l’amministrazione comunale ha convocato artigiani, commercianti e forze dell’ordine per cercare di ovviare a altre situazioni spiacevoli, come quelle accadute un paio di volte nel volgere dell’ultimo mese, quando si sono registrati alcuni furti ai danni per lo più dei negozi del paese. L’idea avanzata dal sindaco Ottorino Faleschini è semplice. Premesso che a Paularo, e relative frazioni, si può accedere da tre vie solamente, basta controllare questi accessi per avere la situazione di chi entra e chi esce dalla vallata sotto controllo. Prima via, quella principale: la strada provinciale che sale da Cedarchis di Arta Terme; un’altra è la direttrice del Duron da Ligosullo e una, meno trafficata e chiusa per lo più d’inverno, quella che attraverso Lanza porta a Pontebba. La prossima settimana il consiglio comunale delibererà, nelle variazioni del bilancio, la spesa di 25-30 mila euro, (si stanno infatti attendendo gli ultimi preventivi da ditte specializzate), per installare nelle tre vie d’accesso telecamere di ultima concezione, capaci di leggere le targhe delle autovetture in transito. Occhi sofisticati collegati direttamente ai sistemi di data base della motorizzazione nazionale, che permetteranno in maniera istantanea di conoscere se un’autovettura che entra in paese è assicurata, sospetta o rubata. Sarà creata inoltre, con la collaborazione della popolazione, una “white list” di automobili di residenti e o persone conosciute che per vari motivi visitano con assiduità la località carnica, le cui targhe non allerteranno il sistema di sorveglianza. Qualora un’auto sospetta entri in paese, il sistema di allarme prevede l’attivazione di messaggi, via email o sms i cui destinatari possono essere le forze dell’ordine e volontari. Obiettivo: alzare il livello di attenzione fra la popolazione. «Naturalmente – ha insistito il sindaco – non è necessario che la cittadinanza intervenga attivamente, potrebbe essere pericoloso in quanto i malviventi potrebbero essere armati. La gente dovrà avvertire eventualmente le forze dell’ordine e poi semplicemente accendere le luci di casa o quelle esterne, in maniera di far comprendere a eventuali malintenzionati che il paese è vigile e che è meglio desistere». Faleschini poi garantisce: l’iniziativa non lede la privacy dei proprietari di auto che entrano a Paularo. «I dati non saranno resi pubblici, il sistema segnalerà solamente una potenziale situazione di pericolo». «La polizia locale – prosegue- ha già raccolto informazioni sul tema, basterà che sulle tre entrate al paese sia affissa la scritta che la zona è soggetta a videosorveglianza».

Paularo: raffica di furti nella notte in Val Incarojo

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di Gino Grillo.

Raffica di furti la notte scorsa in Val Incarojo: “visitate” tre aziende e prese di mira anche alcune famiglie. Una fila di persone, infatti, ieri mattina si è presentata dai Carabinieri di Paularo per presentare denuncia. I ladri, con molta probabilità una vera banda, hanno fatto irruzione in una ditta edile, in una falegnameria alla periferia del capoluogo, quindi hanno colpito al campo giochi e successivamente nella frazione di Dierico. Ad accorgersi dei furti, appunto, le varie persone derubate. Dapprima i malviventi hanno raggiunto un deposito della Icos, azienda già visitata anni addietro. «Allora avevano scavalcato l’inferriata che circonda il cantiere – ricorda il titolare Emilio Zozzoli -; questa volta invece hanno divelto il cancello esterno, hanno forzato le porte e sono entrati nei magazzini asportando attrezzatura varia e un furgone cabinato Mercedes per un valore di circa 50 mila euro». I ladri, giunti a Paularo a bordo di una Ford grigia, risultata poi rubata a Mestre, hanno abbandonato la vettura e a bordo del furgone della Icos si sono recati alla segheria Tarussio, distante poche centinaia di metri. «È la seconda volta in due mesi – afferma rammaricato Marco Tarussio -; la prima avevano rovistato in ufficio, ora hanno forzato le porte del garage e del magazzino rubando attrezzatura varia per circa 30 mila euro». Sull’altra sponda del Chiarsò, la banda ha fatto irruzione nel parco giochi comunale portandosi via dal bar annesso la macchina del caffè e altri oggetti. Prima di riprendere la via del fondovalle, un’ulteriore incursione ha fruttato ai ladri l’automobile di un privato rubata a Dierico, mentre un’altra vettura è stata danneggiata nell’intento, non riuscito, di portarla via. Un raid a cui si presuppone abbiano partecipato più persone, che forse avevano già effettuato una ricognizione in loco. La maggior parte dei derubati non erano assicurati. «Non siamo più un’isola felice – commentano però ora -, occorrerà prendere provvedimenti, ma chiediamo anche un maggior controllo da parte delle forze dell’ordine, in particolare nelle zone più appetibili, fuori mano e di notte». «Molte zone del paese sono già dotate di telecamere, ma contiamo – ha detto il sindaco Ottorino Faleschini – di installarne altre anche all’ingresso delle varie frazioni, in modo di controllare chi entra e chi esce». In programma a breve pure una riunione con Carabinieri, operatori e cittadinanza, per mettere a punto un piano di sicurezza.

Paularo: Mauro Screm lascia il consiglio, al suo posto Vuerli

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di Gino Grillo.

Mauro Screm, capogruppo dell’omonima minoranza consiliare nel Comune della Valle dell’Incarojo, si è dimesso da consigliere comunale. Al suo posto è entrato in consiglio il primo dei non eletti della stessa lista, Giovanni Vuerli. Il consiglio comunale ha accettato l’altra sera le dimissioni di Screm che in una lettera ha spiegato i motivi della sua decisione. «È un passo che meditavo da tempo – ha reso noto l’ex consigliere – determinato dalla mancanza di confronto con parte della maggioranza al fine di trovare strade comuni per la risoluzione dei tanti problemi che assillano la nostra comunità». Screm si dice deluso dall’attuale sistema di amministrare il paese da parte di «una certa categoria politica che continua a tutti i livelli e in tutti i settori ad escogitare strategie e giochi di potere che non hanno come obiettivo il benessere della cittadinanza». Screm ha ringraziato quanti hanno riposto la loro fiducia in lui nell’ultima tornata elettorale e gli attuali consiglieri di minoranza esortandoli a continuare con la stessa tenacia la loro attività in seno all’amministrazione comunale. In consiglio Gino Veritti, capogruppo di un’altra minoranza, e Albano Fabiani hanno ritenuto che le dimissioni di Screm «dimostrino il fallimento della collaborazione con le minoranze consiliari e la mancata tutela da parte dell’amministrazione dei diritti di un cittadino». A sostituire il dimissionario consigliere, è stato cooptato Giovanni Vuerli, ingegnere di 47 anni residente a Tolmezzo. 

Paularo: il mistero delle lapidi corrose in cimitero

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di Gino Grillo.

Una tomba danneggiata e il sospetto fondato che i casi siano ben di più. Per ora esistono una denuncia e le dichiarazioni di chi le lapidi le costruisce e che soltanto a Paularo subiscono danneggiamenti corrosivi. In un caso, come detto, una vedova si è rivolta ai carabinieri: Elida Ferigo si è decisa dopo l’episodio avvenuto il 4 novembre sulla tomba di Romano Sgardello, deceduto nel gennaio 2011. Essa ha mostrato improvvisamente segni di degrado ritenuti non compatibile col breve lasso di tempo trascorso dalla sua posa in opera sino al momento della scoperta. La tomba presenta la figura d’un camion: il defunto faceva il camionista trasportando legname. Proprio questa figura ha iniziato a dissolversi e a far colare verso terra i colori con cui era stata dipinta. Dopo essersi rivolta alla ditta cui aveva commissionato l’opera, la De Monte Gianni di Tolmezzo, la vedova ha presentato denuncia contro ignoti ai carabinieri del paese. «La lapide – racconta la donna – era stata installata a fine ottobre, prima della Festa dei morti». Era costata quasi 3 mila euro e la figura danneggiata ne comporta un danno di un migliaio. «In famiglia – prosegue – non abbiamo mai avuto da litigare con nessuno: non capisco il gesto». La ditta De Monte incaricata dell’esecuzione del lavoro spiega, suffragata dall’azienda veneta Incitech cui da anni si rivolge per questo tipo di inserzioni su pietra, di poter escludere che i colori possano scolare sotto la pioggia incessante che ha battuto la valle dell’Incarojo nei primi giorni di novembre. «Testiamo sempre i nostri lavori: questi colori sono indelebili: possono essere danneggiati sono con diluente alla nitro, solventi o acidi di batteria». Sebbene non sussistano denunce alle forze dell’ordine riguardo ad altri danneggiamenti di tombe a Paularo, ci sono affermazioni di altri presunti casi. «Lavoro in tutta la Carnia – assicura De Monte – senza aver mai ricevuto lamentele sul nostro operato, solo a Paularo si sono verificati di questi casi. Sono a conoscenza che anche altre lapidi sarebbero state prese di mira da ignoti nello stesso cimitero, tutte posate in opera da aziende provenienti da altre zone della Carnia. Voglio sperare si tratti solo d’un atto sconsiderato isolato di uno sconosciuto, che sembra abbia lasciato anche un’impronta sulla lapide eseguita in pietra di Trani».

Paularo: motorino contro auto, muore un ragazzo di 13 anni

di Gino Grillo

Un ragazzo di 13 anni, Damiano Del Negro, è morto questa mattina in ospedale a Udine dove era giunto a seguito di un incidente stradale avvenuto a Paularo.

Il tredicenne era in sella a un motorino che si è scontrato in Via Marconi con una automobile Fiat Panda lungo la strada comunale che dal capoluogo porta a Villa Mezzo. Sul motorino c’era amche un altro ragazzo, di 16 anni, che stavano recandosi verso le rispettive abitazioni nella frazione alta di Paularo. Giunti all’altezza della latteria si sono trovati improvvisamente davanti una automobile, una Fiat Panda condotta da una donna del paese.

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