Archivio tag: prato carnico

Prato Carnico: quella posta a giorni più o meno alterni

di Loris Leita.

Sono un fedele e amareggiato utente di Poste Italiane spa. Dopo aver letto, sul Messaggero Veneto, molteplici lettere di lamentele, mi sento in dovere di segnalare i continui disservizi riscontrati dal sottoscritto. Un paio di mesi fa mi è stata spedita una lettera (fortunatamente non un’utenza in scadenza come capitato ad altre persone) partita da Tolmezzo; l’annullo del francobollo è stato apposto a Padova 11 giorni dopo e, dopo una “cavalcata” di ben 400 chilometri, ha raggiunto la lontana Val Pesarina dove finalmente mi è stata recapitata dopo ben 34 giorni. Premetto che detta località dista una trentina di chilometri dal capoluogo carnico. Altro disservizio: nelle ultime due settimane (tra fine aprile e i primi dieci giorni di maggio) il  quotidiano “Messaggero Veneto” al quale sono abbonato, e che dovrebbe essere puntualmente consegnato, viene recapitato a giorni alterni assieme alla posta ordinaria. Mesi fa le eccelse menti di Poste Italiane dpa vararono il “progetto” di riorganizzazione del servizio – vedi chiusura definitiva o parziale di diversi uffici postali, recapito della corrispondenza a giorni alterni – garantendo comunque la consegna dei quotidiani dal lunedí al sabato, ma come dice un vecchio proverbio tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Potessi io prendere provvedimenti, queste persone, con poteri organizzativi e decisionali, farebbero sicuramente parte della categoria dei lavoratori in “mobilità”. Inoltre consiglio a Poste Italiane dpa di svolgere il loro lavoro offrendo un servizio continuativo agli utenti, lasciando vendere libri in libreria, le biciclette, computer eccetera agli addetti dei vari settori.

Prato Carnico: rinasce lo skilift contestato assieme a una pista campo scuola

Via alla gara di appalto per la riqualificazione della stazione sciistica di Pradibosco: è stato pubblicato dalla Comunità montana della Carnia il bando per l’intervento, molto discusso e additato da alcuni come esempio di spreco di denaro pubblico prevedendo, di questi tempi, quasi 3 milioni di euro (stanziati già nel 2008) tra progetti e lavori e con l’incognita della gestione futura.

La Comunità montana aveva chiesto al Comune un’ipotesi di gestione prima di procedere all’appalto. Il consiglio comunale ad aprile, forte anche delle sottoscrizioni di ex amministratori comunali, Sci club val Pesarina, esercenti e commercianti e dell’appoggio della Regione, aveva chiesto di andare avanti e manifestato sulla gestione la volontà di assumere la regia dell’operazione e il proposito di costituire una società cooperativa che coinvolgesse i diversi portatori di interesse.

Saranno realizzati uno skilift monoposto nuovo, un tappeto con copertura campo scuola, una pista campo scuola, la pista raccordo Lavadin, la pista Clap Piccolo, un sovrappasso stradale, un impianto di innevamento con allacciamento a quello esistente. Sarà smantellata la sciovia attuale.

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Prato Carnico: la Regione fermi le concessioni di nuove centraline idroelettriche in attesa del piano energetico

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Il Consiglio comunale di Prato carnico sulle richieste di nuove centraline idroelettriche lancia un appello alla Regione: sospenda il rilascio di concessioni nella montagna friulana fino a che non avrà approvato il Piano energetico regionale, in cui coinvolga davvero i Comuni e tenga conto anche della loro progettualità. Un progetto turistico su cui una comunità investe, ad esempio, può essere penalizzato se i corsi d’acqua sono sempre più simili a pietraie.

Per questo gli Stati generali della Montagna, si invoca, rappresentino una prima occasione per sviscerare anche questa questione, non più rinviabile. «La situazione già oggi è ipercritica – rileva il vicesindaco, Erica Gonan o- e più avanti si va con le concessioni, senza una corretta pianificazione, senza una visione d’insieme, e peggio è. Bisogna intervenire». I

l Consiglio comunale mercoledì ha approvato all’unanimità l’odg rivolto alla governatrice, Debora Serracchiani, e all’assessore regionale Sara Vito. Il sindaco, Verio Solari, lo ha trasmesso ai Comuni dell’Alto Friuli e della montagna pordenonese perché si uniscano con forza all’appello. Il proliferare di centraline idroelettriche sul territorio appare infatti sempre più fuori controllo.

Ogni progetto viene valutato a sé, senza una visione d’insieme: non c’è infatti un Piano energetico regionale che stabilisca se ci sono e dove margini per nuovi impianti. Il Consiglio comunale ricorda la direttiva europea a tutela della risorsa acqua, di un utilizzo idrico sostenibile e di una partecipazione dei cittadini a tali scelte. La montagna friulana, rammenta il Consiglio, «è già ora fortemente creditrice perché produce molta più energia di quanta ne consuma senza peraltro avere un ritorno diretto in termini di abbattimento dei costi energetici per i cittadini e le imprese ivi insediate».

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Prato Carnico: per il Tribunale delle acque la Seac può aprire il cantiere, via alla centrale idroelettrica

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A Prato Carnico arriva la centrale idroelettrica. A dare il via libera alla deviazione del rio Piccolaz e del rio Liana è il Tribunale superiore delle acque, con una sentenza depositata ad aprile che chiude il contenzioso fra la Seac (srl di Ovaro, rappresentata dagli avvocati Cesare Mainardis e Adriano Giuffré) e il Comune montano (difeso da Amina L’Abbate). Cancellata dunque la variante 19 al Piano regolatore generale entrata in vigore a metà giugno 2011, la società può aprire il cantiere.

«Se ciascun Comune potesse scegliere quali e quanti impianti insediare nel proprio territorio – scrive il presidente del Tribunale, Francesco Trifone –, c’è la concreta probabilità che non esisterebbe nessuna centrale idroelettrica per la notoria prevalenza dei localismi».

È il 9 febbraio del 2007 quando la Seac chiede al Comune il rilascio di una concessione di derivazione a uso idroelettrico del rio Piccolaz e del rio Liana. Parallelamente, inizia l’iter d’autorizzazione in Regione. Superato il giudizio di compatibilità ambientale, la Seac presenta il progetto definitivo dell’impianto idroelettrico. Ma lo stop arriva nel 2011 con la delibera 15 del 16 giugno, con cui il consiglio comunale adotta la variante 19 al Piano regolatore limitando i prelievi da fiumi, torrenti e rii.

Decisione che – secondo il Tribunale delle acque – travalica le funzioni del Comune. Prato Carnico

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Carnia: riecco la Casa del popolo e Prato Carnico fa festa

di Tanja Ariis.

É stata una giornata di grande partecipazione e di speranza nel futuro ieri a Prato Carnico che ha festeggiato la riapertura, nel suo centenario(1913), della prima Casa del Popolo della Carnia, la seconda in regione, una delle primissime in Italia. La decisione di costruirla venne presa a Dortmund in Germania da emigranti valligiani e così mentre nella terra natìa lavoratori volontari la erigevano, i fondi giunsero da ogni angolo della terra dove si trovava un pesarino, un carnico. «La Casa del Popolo-recita il manifesto inaugurale del 1913-nacque col sacrificio di oscuri lavoratori e per virtù dello spirito di fratellanza che li accomuna. Essa sarà la sede naturale delle istituzioni laiche prefiggentesi la tutela giuridica, il miglioramento economico, morale ed intellettuale dei meno abbienti. La Casa del Popolo assurge così a simbolo della solidarietà di classe ed a vessillo di tutte le rivendicazioni operaie». Oggi come ieri essa è aperta a tutti per essere punto di incontro e di confronto per cittadini di ogni età, per stare assieme, discutere e cercare soluzioni ai problemi della Carnia. Accanto alle autorità, tanta gente, compresi i bimbi delle scuole e diversi emigranti tornati dall’estero, ha partecipato alla festa, indice di quanto la Casa del popolo sia tuttora significativa per la comunità locale. Ma c’è stato anche chi, pur senza origini carniche,ha comprato casa qui ed è tornato dall’Inghilterra apposta per l’evento. Ora l’edificio, restaurato dal Comune,diventa centro sociale e culturale per cittadini e turisti, con lo splendido salone storico, la nuova sede della biblioteca comunale(intatto l’archivio storico della Casa del Popolo), zona bar con cucina, cinque camere e un appartamento. Il sindaco, Omar D’Agaro, ha incitato tutti a rivivere questa Casa e la voglia di essere comunità. «La sbornia economica del secondo dopoguerra-ha detto-ci ha solo illuso ed ora siamo qui in questa epoca difficile. Se il tunnel è buio, dobbiamo tutti, assieme, accendere la luce». D’Agaro ha ricordato come nel 1900 il suo comune, oggi con 900 abitanti, contasse poco più di 3 mila persone e di esse un terzo fosse costretto a emigrare stagionalmente all’estero. Furono loro a importare nuove idee che impressero nella comunità la riluttanza ad ogni regime. Ido Petris di Pradumbli, il professor Claudio Venza e Gianni Nassivera hanno ripercorso alcuni tratti. Per Dante Spinotti (il cui nonno fece il suo discorso inaugurale alla Casa del Popolo nel 1913) questo evento come pure il laboratorio dei fratelli Leita a Paularo è un segno straordinario della vitalità che serba ancora la gente carnica. Un plauso da Spinotti va anche al restauro della Casa del Popolo, semplice, minimalista, molto elegante.