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Friuli: tutti i candidati alle provinciali nei collegi di Tolmezzo, Paularo ed Ovaro

 

Alle 12 sono scaduti i termini per la presentazione delle liste e dei candidati alle elezioni amministrative del prossimo aprile.

Andranno al voto gli aventi diritto della provincia di Udine per rinnovae i vertici di Palazzo Belgrado e i cittadini di sette comuni in provincia di Pordenone e sei in quella di Udine (nessuno nell’Alto Friuli):

 

Candidato Presidente Ovaro Paularo Tolmezzo
       
Fontanini – PDL MARA BEORCHIA DANIELE DI GLERIA RENZO DE PRATO 
Fontanini – Lega Nord LORIS GALLO LORENZO LONGO ROBERTO PECOL
Fontanini – MAF MARZIO ADAMI CRISTINA FALESCHINI GIORGIO LODOLO
Fontanini – UDC MARCO REVELANT MARIO REVELANT RENATO FANELLI
Fontanini – Fratelli d’Italia CRISTINA BARITUSSIO LUIGI GONANO MARCO MAIERON
Lerussi – Scelta adesso GIANNA CIMENTI ROBERTA PESAMOSCA GIANNA CIMENTI
Lerussi – SEL PAOLO QUERINI CLAUDIO PELLIZZARI MARCO CRAIGHERO
Lerussi – PD ERICA GONANO LUCA SCRIGNARO PASQUALE D’AVOLIO
Lerussi -Sinistra MAURIZIO POLLACCI ANNARITA DE CONTI STEFANO NONINO
Brini – Un’altra Regione PETRA ZANIER PETRA ZANIER ALBERTO AGOSTINIS
Simeoni – Front Furlan ROBERTO FEDELE MIRCO ROSSI VINCENZO GIANNATTASIO
       

 

Friuli: (a volte) ritornano le sagome anti-incidente della Provincia

di Cristian Rigo dal MV di oggi.

Le sagome anti-incidente stanno per fare ritorno sulle strade del Friuli. Ottenuti i chiarimenti del Ministero, la Provincia di Udine ci riprova. E punta sulle contestatissime sagome per cercare di ridurre il numero di incidenti nei punti neri della viabilità provinciale. Le prime sagome hanno fatto la loro comparsa nel mese di ottobre del 2010, ma pochi giorni dopo sono iniziate le proteste. La più clamorosa l’ha messa in atto il Fronte friulano. Alcuni simpatizzanti del movimento avevano infatti sistemato un cartellone con la scritta “vonde monadis” su diverse sagome. Quello che per Palazzo Belgrado doveva essere il simbolo della campagna sulla sicurezza stradale Easy foot, è stato invece definito da molti come «uno spreco di denaro pubblico». E le 50 sagome sono diventate il simbolo di questo presunto spreco. Tanto che quando, dopo poco più di un anno, sono state rimosse, il Pd ha presentato anche un esposto alla Corte dei Conti chiedendo come mai la Provincia non si sia accorta prima che le sagome erano troppo vicine alla strada, al punto da poter essere, sempre secondo l’opposizione, addirittura pericolose. «In realtà – precisa l’assessore Franco Mattiussi che ha ricevuto la delega ai trasporti dopo l’elezione di Fabio Marchetti a sindaco di Codroipo e quindi ha “ereditato” la responsabilità del progetto Easy foot quando di fatto era già concluso – non c’era stato alcun errore. Tutto nasce da un eccesso di zelo della polizia provinciale che ha chiesto un chiarimento al Ministero. E da Roma hanno ritenuto che per le sagome debbano valere le stesse norme previste per i cartelloni pubblicitari che devono essere sistemati a 3 metri dal ciglio stradale». Non tutte le 50 sagome – molte delle quali erano state anche danneggiate – quindi potranno essere riposizionate. «Contiamo di ricollocare almeno la metà – dice Mattiussi – e a chi le considera uno spreco dico soltanto che, se anche dovessero servire a salvare soltanto una vita umana, sarebbe un ottimo risultato». Per le 50 sagome Palazzo Belgrado ha investito 13.607 euro, 272 per ognuna.

Friuli: spot al “Ruggito del coniglio”, scoppia la polemica in Provincia

di Renato Schinko

L’opposizione in consiglio provinciale boccia gli spot radiofonici ideati da palazzo Belgrado. Sulla popolare trasmissione il “Ruggito del coniglio”, in onda ogni mattino sulle frequenze di “Radio Due”, infatti, si promuove il progetto “La terra dei patriarchi”, ovvero il Friuli storico. L’assessore al Turismo, Franco Mattiussi, ha scelto il programma radiofonico per il suo largo seguito, investendo 40 mila euro per un pacchetto di sponsorizzazioni. Durante la trasmissione, insomma – ma anche durante il resto della programmazione giornaliera della radio -, vanno in onda frequenti richiami a Udine e al Friuli. Una simile iniziativa, però, non viene per nulla appoggiata dalla minoranza, che definisce gli spot «troppo generici e senza un obiettivo preciso». Idv e Pd bocciano senza appello la spesa decisa da Palazzo Belgrado. La prima a scagliarsi contro gli spot è il consigliere dell’Idv, Paola Schiratti, che senza mezzi termini dice: «Sono soldi buttati, servono ben altre iniziative per rilanciare dal punto di vista turistico il Friuli e il suo territorio». Secondo la Schiratti, infatti, «la città di Aquileia non riesce ormai da troppo tempo a decollare in nessun modo e non saranno certo queste trovate pubblicitarie ad accrescere il numero di visitatori». Dello stesso avviso Francesco Martines, capogruppo del Pd, che afferma: «Lo spot non spiega cos’è il Friuli. Non racconta i valori e la storia del territorio. Quindi non ha centrato il suo obiettivo». Ma c’è un altro punto che Martines contesta: «Serve una strategie più ampia. Se ogni singola porzione di territorio si promuove, non si va da nessuna parte. Per fare colpo nel mercato globale, bisogna vendere il marchio Friuli e non solo una parte di esso. E credo che questo compito spetti alla Regione». Servono altre strategie anche per Andrea Simone Lerussi (Pd), che ribadisce: «Non penso che gli spot possano avere un gran successo. Meglio sarebbe creare una rete tra poli turistici. La nostra regione, infatti, è ideale per compiere in pochi giorni un turismo molto diversificato». Pure il consigliere Arnaldo Scarabelli, vicecapogruppo Pd, parla di «spese fuori controllo politico, perché sarebbe meglio puntare su progetti di qualità maggiore, senza promuovere iniziative non collegate tra loro, dove manca un obiettivo strategico chiaro». Anche sul sito del nostro giornale abbiamo chiesto ai lettori cosa ne pensano. Se i favorevoli e i contrari all’iniziativa sono più o meno in parità e si attestano intorno al 35 %, c’è anche un buon 30 % che ritiene che «i problemi siano altri e che i soldi era meglio spenderli diversamente». Da sottolineare, però, che tra i sostenitori c’è chi definisce «vincente la scelta della trasmissione perché molto seguita dal pubblico».

 

articolo dal sito del Messaggero Veneto