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Friuli: Gorizia è friulana, no all’accorpamento con Trieste


di Cristian Rigo

«Gorizia e Cormons si sentono friulane e noi siamo pronti ad accoglierle». Il presidente della Provincia, Pietro Fontanini non ha dubbi: l’abolizione delle province sotto i 300 mila abitanti decisa dal decreto anti-crisi è positiva, ma non si può aspettare il 2016 quando scadrà il mandato degli enti intermedi di Gorizia e Trieste. Bisogna agire subito. Come fare? «Semplice – suggerisce Fontanini -: se Trieste diventa una città metropolitana è possibile accorpare i due enti subito e a quel punto anche Monfalcone potrebbe entrare nell’orbita triestina lasciando invece Gorizia e Cormons libere di unirsi alla provincia di Udine per dare vita a una grande provincia del Friuli». Ma mentre Udine “chiama”, Gorizia risponde con un’alleanza bipartisan per salvare l’ente intermedio isontino. Niente grande Friuli quindi. Per il presidente della Provincia Enrico Gherghetta e per il sindaco di Gorizia, Ettore Romoli infatti cancellare l’ente isontino sarebbe una sciagura. Continua a leggere

Socchieve: rabida la volpe trovata morta nel mese di marzo 2010

La zona sopra il Comune di Socchieve si sta rivelando un paradiso per gli animali: la foto dell’orso che ha deciso di stabilirsi a vivere proprio lì e altre foto sono visibili sul sito del messaggero veneto, oggi arriva la conferma che (purtroppo) la volpe rinvenuta morta qualche tempo fà era affetta da rabbia e il Sindaco ha emesso un’ordinanza in proposito. Nel continua a leggere l’articolo di Tanja Ariis

Tanja Ariis dal MV di oggi
Un’altra volpe con la rabbia in Carnia: questa volta è stata trovata vicino all’abitato di Socchieve. Epidemia dunque che appare ancora in espansione. La conferma che l’esemplare di volpe, rinvenuto morto circa una settimana fa, vicino ad alcune case di Socchieve, fosse stato effettivamente colpito dalla rabbia la si è avuta però solo ieri. In serata infatti in Comune sono arrivati i risultati delle analisi di laboratorio effettuate all’Istituto zooprofilattico di Padova sull’animale: l’esito è purtroppo positivo. Il vicesindaco di Socchieve, Albino Toson, spiega: «Questo rinvenimento ci porta a emettere domani (oggi per chi legge) un’ordinanza più restrittiva che riguarda i cani: non potranno più essere portati in giro con la museruola e con il guinzaglio. Anche se vaccinati, dovranno rimanere nei recinti. Non potranno essere liberati. Questo in via cautelativa per evitare problemi a loro ed eventualmente alle persone. Questo altro caso dimostra che la rabbia è ancora in espansione. Speriamo che il fenomeno rientri senza coinvolgere persone. Bisognerebbe agire limitando la popolazione di volpi sul territorio». Prima d’ora, dall’inizio dell’anno altri animali, risultati poi positivi alla rabbia, erano stati rinvenuti in Carnia a Sauris, a Forni di Sopra, a Prato Carnico e a Raveo. Nell’ultimo caso, verificatosi a Sauris (dove già a febbraio era stata rinvenuta la carcassa di una volpe infetta), non si era trattato di una volpe, come negli altri, ma di un cane già contagiato che aveva improvvisamente aggredito e morso una donna del posto, nel giardino di casa. Eppure poco tempo prima c’era stata la preventiva vaccinazione di tutti i cani del paese. Il fenomeno della rabbia è tornato d’attualità anche in Friuli a causa della scarsa vigilanza dei paesi dell’Est. Per questo, secondo Toson, che è veterinario, prima d’ora sarebbe stato necessario opporre un valido cordone sanitario, continuando a vaccinare le volpi, veicoli per eccellenza della rabbia silvestre, nelle zone di confine.

 

Mortegliano: volpe infetta abbattuta anche in pianura


Nelle vicende che ormai da tempo ci dicono come stiano aumentando considerevolmente i comuni coinvolti nei casi di rabbia silvestre, l’unico punto fermo sembra essere il fatto che il fenomeno non sia facilmente arginabile e che quindi possa allargarsi ancora.

La rabbia silvestre, accertata per la prima volta nell’ottobre 2008 a carico di una volpe abbattuta nel comune di Resia, si estende oggi fino al Medio Friuli. Il caso numero 30 riguarda infatti il comune di Mortegliano dove lo scorso 26 settembre è stata abbattuta una volpe che sottoposta agli accertamenti di rito è risultata affetta da rabbia silvestre.Dopo il caso di Mereto di Tomba, già indice di un allargamento dell’epidemia, quello di Mortegliano rappresenta l’ennesimo, preoccupante, campanello d’allarme. Segno che la rabbia, combattuta a suon di ordinanze e campagne vaccinali, non sta facendo un passo indietro, ma anzi si sta estendendo a zone che fino a oggi non erano ancora state interessate dal fenomeno. Il ritrovamento, della volpe in un’area verde nei pressi del Cormor ha fatto scattare le procedure di sicurezza: «Siamo in attesa dell’ordinanza da parte dell’Ass – spiega il sindaco di Mortegliano Alberto Comand – e sulla base di quanto sarà disposto adotteremo gli opportuni provvedimenti, nel frattempo, certo, è bene che quanti possiedono cani prestino la massima attenzione alla loro custodia».
Si conferma fortemente interessata dalla rabbia silvestre, con oltre dieci casi accertati nel corso degli ultimi mesi, la zona collinare, dove il 25 settembre, nella frazione di Comerzo di Majano, una volpe affetta da rabbia è stata uccisa da due cani poi trasportati al canile di Udine, in attesa dell’esito degli esami condotti sull’animale ucciso, e qui tenuti in quarantena. Dopo Resia, Majano è il comune a oggi più colpito, con ben 5 casi registrati nel corso di poche settimane, seguito a ruota da San Daniele dove i casi confermati fin qui sono complessivamente 4. Come detto, la ricomparsa della rabbia in Friuli si è registrata lo scorso mese di ottobre, ben 13 anni dopo l’ultima volpe rabida trovata all’epoca in provincia di Trieste, e a oggi conta ben 30 casi spalmati su 13 comuni della provincia di Udine, l’ultimo dei quali, ricordiamolo, ancora è quello in Comune di Mortegliano.
Nel tempo si sono susseguite diverse ordinanze, emesse dall’azienda sanitaria 4 Medio Friuli nelle quali si vieta la circolazione dei cani se non accompagnati e tenuti a guinzaglio e museruola. Viene resa obbligatoria la vaccinazione antirabbica dei cani e vietata la caccia con gli stessi (nei comuni di Majano e San Daniele). Divieto, quest’ultimo, che nei giorni scorsi ha causato qualche malumore tra i cacciatori della riserva di Majano secondo i quali tale divieto non riguarderebbe curiosamente anche paesi confinanti con quelli interessati da casi di rabbia. Polemiche a parte, i cacciatori sono stati fin qui in prima linea nel combattere il fenomeno. Anche grazie a loro è stato possibile disseminare su un vasto territorio della provincia migliaia di esche vaccinali dirette alle volpi nel corso di ben tre campagne successive, l’ultima delle quali risale allo scorso mese di settembre e dovrebbe iniziare a dispiegare i suoi effetti positivi.


Regione: al via la quarta campagna di vaccinazione orale delle volpi


Majano sembra essere la cittadina più interessata al problema rabbia silvestre, ma anche il territorio nei dintorni di Gorizia su fino a Tarvisio. Ora si muove la Regione con la quarta campagna di vaccinazione orale delle volpi

Con una massiccia campagna di vaccinazioni, la terza dall’inizio dell’anno, la Regione cercherà di dare il colpo di grazia al dilagare della rabbia i cui casi accertati, fino a oggi, ammontano a 24. Tra sabato e domenica personale del Corpo forestale, della vigilanza ittico-venatoria e cacciatori saranno infatti impegnati nella distribuzione di oltre 50 mila esche.Saranno sparpagliate sui territori della provincia di Gorizia e di ben 54 Comuni in provincia di Udine, facenti capo all’azienda sanitaria numero 4. In Alto Friuli la distribuzione delle esche è stata effettuata già la scorsa domenica e ha interessato i Comuni a sinistra dei fiumi Fella e Tagliamento, da Tarvisio passando per Venzone, Gemona e Osoppo. Questo weekend la nuova campagna di vaccinazione orale delle volpi sarà dunque completata.
Più massiccia che in precedenza – sia a gennaio che a maggio erano state utilizzate “solo” 35 mila esche – questa terza puntata non è tuttavia l’ultima. In calendario ce n’è infatti una ulteriore in programma per la primavera prossima. Attratte dall’odore delle esche, che sono costituite da un sacchetto in alluminio/pvc rivestito da un materiale appetibile con aroma naturale di pesce, le volpi saranno indotte ad ingoiarle: il liquido vaccinale a contatto con la mucosa orofaringea ne provocherà l’immunizzazione rispetto al virus. In un comunicato diramato nei giorni scorsi dal servizio veterinario della Regione si sottolinea che dalla data di distribuzione delle esche nel distretto di controllo sono vietati, per 15 giorni, sia la caccia con il cane di seguito che le gare e le prove cinofile. Vanno inoltre limitate la circolazione di cani e gatti di proprietà. Questi ultimi – come spiega il comunicato – , se trovati in circolazione, saranno catturati e portati all’azienda sanitaria di riferimento.
Quanto alle esche si raccomanda di lasciarle al loro posto e nel caso in cui inavvertitamente le si dovesse toccare di lavarsi accuratamente le mani con abbondante acqua, sapone e disinfettante. «Le esche – spiega la nota regionale – possono risultare pericolose solo se il raccoglitore si dovesse strofinare gli occhi con le mani imbrattate di vaccino o introducesse nel cavo nasale le dita intrise con questo materiale immunizzante». In tal caso è opportuno rivolgersi subito al proprio medico o al servizio di pronto soccorso.

 

 

Majano: nuovo caso di una volpe morta per rabbia


L’ennesimo caso di rabbia silvestre è stato scoperto nella frazione di Tiveriacco, a Majano, qualche giorno fa. Al civico 143 è infatti stata trovata una volpe morta sul cui corpo l’azienda sanitaria ha immediatamente disposto le analisi di rito, il cui esito ha stabilito il decesso per rabbia. Come detto, l’ennesimo. Nel corso delle ultime settimane volpi morte sono state ritrovate prima nella val del Torre, poi a Gemona, quindi a Buja per arrivare nei giorni scorsi fino a Majano.
La zona interessata dagli episodi si va dunque allargando e di conseguenza anche le campagne di vaccinazione già in atto nel Gemonese si sono ampliate alla zona collinare. A seguito di questo ennesimo caso di rabbia accertato, il direttore dell’Ass4, Giorgio Ros, ha subito firmato un’ordinanza in cui si adottano tutti i provvedimenti previsti dalla legge. In particolare, «nei 60 giorni successivi all’ordinanza (firmata il 22 giugno) sul territorio dei comuni di Majano, Buja, Colloredo, Fagagna, Rive D’Arcano, San Daniele, Ragogna e Forgaria, tutti i cani, anche se muniti di museruola, non possono circolare se non condotti al guinzaglio».
I possessori di cani dovranno poi segnalare all’autorità comunale l’eventuale fuga dei propri cani così come il manifestarsi di qualsiasi sintomo che possa far sospettare l’inizio della malattia. Cambiamento di indole, tendenza a mordere, paralisi e impossibilità nella deglutizione dovranno dunque essere dunque letti quali campanelli d’allarme nel caso in cui dovessero manifestarsi nel corso delle prossime settimane. L’ordinanza impone inoltre nei comuni di Fagagna, Rive D’Arcano, Forgaria, Ragogna e San Daniele la vaccinazione antirabbica sia per i cani che per bovini, bufalini, suini, ovini, caprini, ed equidi esposti al rischio del contagio. E’ ovviamente fatto divieto di toccare animali sospetti, vivi o morti, e di segnalare immediatamente a una qualsiasi autorità (sindaco, veterinari, stazione forestale, vigili urbani o carabinieri) l’eventuale ritrovamento di animali morti o il cui comportamento fosse contrario alle normali abitudini.