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La Carnia è pronta per una scuola innovativa

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di Stefano Stefanel
Quest’anno, attraverso una nomina d’ufficio, sono stato nominato Dirigente scolastico reggente dell’istituto comprensivo di Arta & Palaro. La dirigenza nella scuola carnica si è sommata alla mia dirigenza di titolarità (Liceo Marinelli di Udine) e all’altra reggenza che ho ormai da quattro anni (istituto comprensivo di Pagnacco).Anche se in una situazione lavorativa piuttosto complessa ho potuto conoscere da vicino potenzialità e problemi delle scuole della Carnia e farmi un’idea in merito.Ho, perciò, maturato la convinzione che la situazione scolastica della Carnia non si posso affrontare con i sistemi ordinari previsti dal sistema scolastico nazionale e neppure con interventi regionali di supporto, per tamponare la mancanza di dirigenti, di docenti di ruolo, ma anche di alunni e di opportunità. C’è un problema generale in Carnia che lega lo spopolamento alla debole offerta lavorativa, che passa da un sistema turistico che ha bisogno di potenziarsi a un’idea di sviluppo frazionata in troppi piccoli comuni.Pensare di applicare i parametri nazionali, sai pure in deroga, a questa realtà porta solo a soluzioni in cui i problemi si sommano per la mancanza di dirigenti, direttori, docenti di ruolo e tutto questo in una triste progressione.Da quello che ho potuto vedere la Carnia ha molti ottimi docenti, ha bambini e ragazzi svegli e motivati e comunità che tengono molto a se stesse e alla propria storia. Per questo ritengo che il modello scolastico adatto alla Carnia di oggi (molto diversa da quella di 35 anni fa in cui da giovane ho insegnato) sia quello delle “Charter School”.Le Charter School sono un modello di scuola “di scopo” nato in America e che prevede un obiettivo da raggiungere definito e centralizzato attraverso finanziamenti quinquennali per il raggiungimento dell’obiettivo definito, piena libertà della scuole sulle metodologie per raggiungere l’obiettivo e verifica finale sul raggiungimento o meno di quanto progettato.Io credo che questo metodo sarebbe di grande aiuto per la Carnia: organici di ruolo stabili per cinque anni di dirigenti, direttori, docenti e personale ata (incrementabili se aumentano gli studenti, ma intatti anche se diminuiscono), autonomia nella gestione dei curricoli didattici legati al territorio, obiettivi chiari e pubblici da raggiungere.Me ne vengono, a caldo, in mente due: miglioramento delle competenze in italiano, matematica e inglese e aumento di diplomati e laureati carnici; raccordo tra il territorio e i programmi e i progetti scolastici (ecologia, ecosistema, turismo, storia, cultura).Attraverso un sistema a “Charter School” la Carnia potrebbe essere monitorata nei suoi percorsi, potrebbe avere risorse certe e stabili, potrebbe agire su progetti di lungo periodo, potrebbe verticalizzare i suoi interventi (rendendo armonico il passaggio dal primo al secondo ciclo dell’istruzione), potrebbe collegare la sua scuola alla valorizzazione del territorio e del turismo.La Regione Friuli Venezia Giulia potrebbe legiferare per una scuola carnica di progetto che, con l’accordo e il concorso di tutti, permetta alla Carnia di ripartire dalla sua scuola. La Carnia ha le forze per attuare un sistema di “Charter School”, ma deve credere in sé stessa e avere un aiuto da tutti quelli che credono in quella terra.Io non sono carnico e sono stato lì solo di passaggio, ma sono certo che serve tanta innovazione e tanto progetto per aiutare la crescita della la gioventù carnica, un diamante raro che deve trovare un sistema scolastico fatto per le sue esigenze, le sue passioni, il suo futuro e non per standard nazionali e punitivi per questa terra di montagna. —

Forni di Sopra: si simula un’attività turistica, Studenti del Percoto a scuola d’impresa


di Gino Grillo.

Il liceo Caterina Percoto di Udine affitta un’azienda in montagna per permettere agli studenti delle classi terze di simulare l’avviamento e la gestione di una attività come veri e propri “piccoli imprenditori”. In questi giorni 21 allievi della classe terza Cu di Scienze umane si trovano a Forni di Sopra a gestire un ristorante con alloggio denominato, dal nome di un celebre folletto locale, Masaroul. Ad accompagnarli le docenti Monica Lucchini ed Emanuela Surza nonché Alice Michelutti, giovane veterinaria che ha proposto il progetto Sbilfpopoli Ja adottato dalla scuola. I ragazzi, come ha illustrato la rappresentante degli studenti Federica Boccongelli, si sono sottoposti a un corso di formazione, dividendosi in gruppi e improvvisandosi imprenditori nel campo gastronomico, dei servizi, di marketing e di gestione economica per offrire al potenziale cliente un soggiorno piacevole. Sono stati così predisposti percorsi tematici, studiati appositamente per attirare i potenziali clienti, i turisti, in campo floristico, faunistico, culturale e gastronomico. Il giorno successivo sono arrivati i primi clienti, una cinquantina di ragazzi della loro stessa scuola delle classi seconde che sono stati accuditi dai neo imprenditori in maniera impeccabile. Non sono mancate le interazioni con la popolazione locale: gli studenti hanno contattato alcune persone del posto che volontariamente si sono messe a disposizione , così come pure il corpo forestale regionale che ha accompagnato gli studenti, prima gli “imprenditori”, poi anche i “turisti”, in escursioni nella natura e con la partecipazione dell’Associazione protezione ecosistemi. Oggi l’ultima prova vedrà ospiti del Masaroul i genitori degli stessi studenti che saranno trattati come clienti della struttura. Un’iniziativa questa che ha ricevuto segnali incoraggianti, tanto che sono già giunte prenotazioni per ripetere l’esperienza con altre classi durante il mese di giugno. Al momento si tratta di studenti dello stesso Liceo, ma si conta di proporre il progetto anche ad altre scuole nazionali e internazionali che fungeranno da cassa di risonanza sia per il liceo Percoto che per la località dolomitica.

Tolmezzo: “Scambio” di alunni per salvare le scuole di Imponzo e Zuglio

di Tanja Ariis.

Si organizzano i servizi di trasporto scolastico e mensa in vista dell’accorpamento tra le scuole di Imponzo e Zuglio: la relativa convenzione sarà firmata tra i Comuni di Tolmezzo e Zuglio in questi mesi. Con l’anno scolastico 2016-2017 infatti chiuderanno la scuola dell’infanzia di Imponzo e quella primaria di Zuglio ma, in virtù di un’alleanza sancita tra i due Comuni in merito, da allora la scuola dell’infanzia di Formeaso accoglierà anche i bimbi residenti a Imponzo e a Cadunea, viceversa, la primaria di Imponzo anche i bambini di Zuglio. Senza tale soluzione le scuole interessate dalla chiusura nei due Comuni entro l’anno scolastico 2017/18 sarebbero ben quattro (due scuole primarie e due dell’infanzia) di fronte a numeri degli iscritti sempre più in calo e che rendono i singoli plessi sempre più sottodimensionati. Se ne parlava da anni e già a fine 2010 il tavolo di lavoro organizzato dalla Provincia di Udine sul dimensionamento scolastico si orientava verso tale ipotesi. La giunta comunale tolmezzina, come pure quella di Zuglio, hanno deliberato nei mesi scorsi in questa direzione, dopo alcuni incontri sul territorio, e ora i due Comuni si stanno confrontando, spiega l’assessore all’istruzione del Comune di Tolmezzo, Alessia Benedetti, sull’organizzazione futura dei servizi: lo scuolabus sarà garantito sia per i bimbi di Zuglio sia per quelli di Imponzo con il servizio che sarà fornito dal Comune di Zuglio e pure per la mensa ci si sta orientando verso una gestione unica del servizio tra i due Comuni e che garantisca di non andare a incidere sui costi per le famiglie. La relativa convenzione sarà firmata prima della fine di questo anno scolastico. Per quanto riguarda le iscrizioni ai due plessi Benedetti spiega che alla scuola primaria di Imponzo vi saranno nell’anno scolastico 2017-2018, contando tutte le classi e gli alunni, 18 bambini: in questo caso da Zuglio provengono soprattutto bimbi iscritti alla prima classe. Alla scuola dell’infanzia di Zuglio invece per il 2017-2018 vi saranno in tutto 23 bimbi: la risposta dei genitori di Imponzo e Cadunea è stata molto buona, in quanto tutti hanno scelto Zuglio. Della convenzione (durerà quattro anni) per mantenere attivi i plessi scolastici di entrambi i territori ha parlato anche il sindaco, Francesco Brollo, alla Consulta frazionale di Imponzo nell’ultima assemblea, in cui si è dibattuto anche di come rendere più sicura la viabilità e della creazione di un parcheggi in località Fornaz.

Paluzza: 5 ragazzi carnici rappresenteranno l’Italia ai Campionati mondiali studenteschi di sci

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Dopo la consegna dei materiali e le raccomandazioni di rito del Presidente Luciano Bulliano sono partiti questa mattina alla volta de L’Aquila, sotto la guida della professoressa Paola Della Pietra, i cinque ragazzi, della Scuola Media Matiz di Paluzza, che rappresenteranno l’Italia ai Campionati mondiali studenteschi di Sci. I nostri fondisti dovranno far onore al titolo tricolore conquistato lo scorso anno da Luca Sclisizzo, Davide Di Bert e Christian Puntel, primato che è valso da lasciapassare per la fase finale dei mondiali.

I Campionati si svolgeranno nelle stazioni di Campo Felice, Ovindoli e Centomonti Lucoli (sci nordico), organizzati dall’Isf (International school sports federation) dal Miur e dall’Ufficio scolastico regionale per L’Abruzzo, dal 22 al 27 febbraio. In questi giorni L’Aquila e i paesi del comprensorio ospiteranno 550 atleti e circa 150 accompagnatori provenienti da 17 differenti nazioni. Le gare, che vedranno gli atleti misurarsi nelle specialità di sci alpino e sci nordico, si disputeranno mercoledì e giovedì. La manifestazione, l’edizione più a Sud d’Europa , si aprirà ufficialmente a L’Aquila martedì 23 febbraio alle 17, con la cerimonia in Piazza Duomo che darà il via alla kermesse.

I cinque fondisti Christian Puntel, Thomas Bellina, Simone Unfer, Massimo Gortan e Andrea Straulino, (ben quattro della Polisportiva TimauCleulis) gareggeranno con le squadre di  Austria, Belgio, Croazia, Russia, Francia, Slovacchia e Germania. Per i nostri ragazzi, tutti del 2002, l’impresa sarà ancora più ardua in quanto dovranno confrontarsi con gli atleti delle altre nazioni quasi tutti di due anni più grandi.

Le gare si disputeranno a Campo Felice mercoledì e giovedi. Mercoledì gara individuale di cinque km a tecnica libera, il giorno dopo si svolgerà la staffetta.

Dopo  i Campionati mondiali studenteschi, i nostri ragazzi saranno impegnati dal 4 al 6 marzo a Frassinoro (MO) per i Campionati Italiani e gran finale con i campionati nazionali studenteschi degli sport invernali che si disputeranno dal 7 all’11 marzo  in Friuli, Villach e Sappada. L’appuntamento per i fondisti sarà a Forni Avoltri il 9 e 10 marzo.

Paluzza: alunni delle medie in quota per “ascoltare” i cervi, l’esperienza ospiti per una notte in rifugio Pramosio

 

Ai giorni nostri la maggior parte dei ragazzi non sa che aspetto ha di preciso un cervo e tantomeno come sia il suo verso, il bramito. Il cervo è un animale selvatico, quindi, se desideriamo vederlo, la cosa migliore da fare è farci accompagnare da una guida alpina esperta nel bosco. Noi abbiamo fatto proprio così! Infatti la nostra classe si è recata in località Pramosio, in comune di Paluzza, per vivere l’esperienza dell’ascolto del bramito dei cervi; per l’occasione abbiamo anche passato una notte nello splendido rifugio Casera Pramosio, a 1561 m. Il bramito è un richiamo gutturale, cioè proveniente dalla gola, e viene utilizzato dai maschi da settembre a ottobre, per definire la propria posizione e per attirare le femmine. I cervi vivono il periodo degli amori in maniera stressante sia dal punto di vista fisico sia da quello mentale. Quando un cervo invade il territorio di un altro, per conquistare le sue femmine, lo sta sfidando a duello: i due incrociano le loro ramificazioni e iniziano a spingere, tirare e scontrarsi finchè il più debole, sconfitto, rinuncia e se ne va. In queste lotte i maschi possono addirittura morire a causa delle ferite. Alla fine di ottobre i cervi se ne vanno per conto loro e ritornano nei luoghi di origine, mentre le femmine si riuniscono in branco insieme agli esemplari più giovani e si inoltrano nel fitto del bosco per passare l’inverno in un luogo sicuro. Per riuscire a individuare qualche esemplare di cervo, ci siamo dovuti alzare molto presto la mattina e abbiamo camminato a lungo, cercando di mantenerci il più silenziosi possibile, perché questi animali hanno un udito piuttosto fine. Per alcuni di noi è stato un po’ faticoso, ma tutti gli sforzi sono stati ripagati quando la guardia forestale che ci accompagnava ci ha indicato un piccolo branco in lontananza e abbiamo addirittura udito alcuni bramiti.

Tolmezzo: Pio Paschini ”Avvocato di Galileo”

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(Ermes Dorigo ha tratto dal suo ricco archivio personale questo importante articolo su Pio Paschini, uscito sul Messaggero Veneto di sabato 7 novembre 1992, pensando di rendere un servizio utile alla conoscenza di un grande figlio della Carnia e delle vicende alla sua opera censurata dal Sant’Uffizio e tenuta nascosta per vent’anni )

Approssimandosi il terzo centenario della morte di Galileo (1942) l’Accademia Pontificia delle Scienze pensa di farne scrivere una biografia: secondo le intenzioni del suo presidente padre Agostino Gemelli «sarà efficace dimostrazione che la Chiesa non perseguitò il Galilei, ma largamente lo aiutò nei suoi studi. Non sarà però opera di apologetica, perché questo non è il compito di scienziati, ma di documentazione scientifica e storica». Come autore la scelta cade su Pio Paschini, professore di storia ecclesiastica e rettore dell’ateneo lateranense, e viene subito approvata da Pio XII. Dopo una lettura tecnica del professor Giuseppe Armellini, direttore dell’Osservatorio Astronomico Vaticano, l’opera dovrà essere data immediatamente alle stampe. Invece, finita di scrivere all’inizio del 1944, uscirà soltanto nel 1964. Paschini, friulano tutto d’un pezzo, è insegnante nel Seminario di Udine quando nel 1913 Pio X lo chiama a Roma, e in trent’anni di lavoro universitario ha modo di mettere in luce le sue doti di storico colto ed equilibrato. Avuto l’incarico di stendere la biografia, più volte incoraggiato da papa Pacelli e alleggerito dell’insegnamento, lavora intensamente soprattutto sulla miniera di documenti pubblicati dal Favaro. Confida all’amico don Giuseppe Vale: «Se anche da parte nostra fosse guardato con più coraggio e più serenità a esporre le cose come stanno e come vanno, quanto sarebbe stato più onesto e vantaggioso?». Scrive quindi un articolo sulla rivista dei laureati cattolici Studium dal titolo programmatico: “L’insegnamento di Galileo: non temere la verità “.

Una volta completato il lavoro, Paschini lo consegna a monsignor Angelo Mercati, prefetto dell’Archivio Vaticano e accademico pontificio; questi lo passa al cancelliere Salvucci il quale, dopo l’approvazione scientifica dell’Armellini, invece di mandarlo in tipografia, lo sottopone a una revisione “storica”, preoccupato perché i Gesuiti ne potrebbero uscire male.

Chi altri abbia impedito la pubblicazione ancora non si sa. Di fatto padre Gemelli se ne lava le mani: lasciando a monsignor Giovanbattista Montini un appunto con la rinuncia dell’Accademia a pubblicare l’opera, rimette ogni decisione alla Segreteria di Stato. Pio XII se ne preoccupa e chiede al Sant’Uffizio di esprimersi sull’opportunità di darla alle stampe. Il 15 novembre 1945 Gemelli consiglia a Paschini «di non pubblicare assolutamente la nota opera». Questi replica brusco: «Che c’è sotto a questa manovra? Lei deve ben ricordare quanta pubblicità s’è fatta quando me ne fu dato l’incarico… s’è compromesso il mio nome e ora mi si dice di ritirare quanto ho fatto… Lei mi disse allora che importava mettere in chiaro nel modo più imparziale l’attività dello scienziato, è quello che mi sono sforzato di fare… credo che chi mi dava l’incarico, colla approvazione del Santo Padre, sapesse bene quali fossero le difficoltà da sciogliere e quanto delicate le questioni da affrontare, perché su di esse appunto si desiderava una soluzione imparziale e serena».

Gemelli non risponde, e a Roma evita di incontrarlo. Allora Paschini si rivolge direttamente al sostituto Montini che lo riceve e gli legge la “sentenza” del Sant’Uffizio: poiché contiene l’apologia di Galileo, non è “opportuno” che il libro sia Pubblicato”.

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Schiacciato dal potere curiale, Paschini si chiude nel silenzio. Passa poi il testo a don Giuseppe De Luca, che si è offerto di pubblicarlo nelle sue Edizioni di Storia e Letteratura (ma poi nemmeno lui lo farà, giudicandolo scientificamente debole!). Nel 1957 Paschini viene sollevato dall’incarico di rettore. Avrà la gioia di vedersi riabilitare direttamente dal nuovo    papa Giovanni XXIII, che il 27 novembre 1958 si reca a visitarlo nella sua casa, perché infermo, e quattro anni dopo gli conferisce l’ordine episcopale. I due gesti assumono particolare significato allorché si consideri che nel 1913 concorreva alla cattedra lateranense di storia ecclesiastica anche don Angelo Roncalli, allora professore nel Seminario di Bergamo.

Prima di morire, il 14 dicembre 1962, Paschini affida il manoscritto a monsignor Michele Maccarrone, suo assistente e poi successore alla Lateranense, nella speranza che sia pubblicato. Per cautelarsi, questi si procura anzitutto il parere favorevole del gesuita Vincenzo Monachino, decano della Facoltà di Storia Ecclesiastica dell’Università Gregoriana. Quindi si rivolge all’Accademia Pontificia perché lo stampi: ne ottiene l’assenso, a patto che l’edizione venga curata dal belga Edmond Lamalle, storico della scienza e archivista della Compagnia di Gesù. Con queste credenziali Maccarrone si presenta a Paolo VI a fine luglio del 1963, dicendo apertamente che al Sant’Uffizio l’assessore monsignor Pietro Parente rifiuta l’imprimatur.

Le riserve vengono superate alla ripresa autunnale del Concilio Vaticano II, quando si dibatte lo schema su La Chiesa e il mondo. Anche per la richiesta formulata in una lettera collettiva degli scienziati cattolici, riemerge la questione della condanna del Galilei e della libertà della scienza. Fiutata l’aria nuova, la congregazione plenaria dei cardinali del Sant’Uffizio il 4 marzo 1964 delibera di autorizzare la stampa del libro di Paschini. Il Papa approva il testo, che vede la luce in autunno, nel quarto centenario della nascita di Galileo. L’imprimatur, rilasciato dal vicario generale di Roma il 30 settembre, comparirà nell’edizione del 1965.

I due volumi vengono presentati a Paolo VI il 5 novembre, e l’”Osservatore Romano” ne dà la notizia ufficiale, in prima pagina, nella rubrica Nostre informazioni, definendo l’autore «illustre e compianto». Alla successiva presentazione in libreria, Luigi Firpo esalta la «probità grande» di Paschini, mentre Luigi Salvatorelli considera l’opera «fondamentale per qualsiasi studio da qualsiasi punto di vista».

La storia tuttavia non è ancora finita. Il padre Lamalle nel fare la revisione del manoscritto non si è limitato, come sarebbe stato ragionevole, agli indispensabili aggiornamenti scientifici. Nell’introduzione, prendendo le distanze dal testo, sostiene di aver operato interventi «molto discreti»; in realtà si è intromesso un centinaio di volte per mutilare o integrare il contenuto, talvolta facendo dire al Paschini quello che non ha detto se dal Papa in giù la pratica Paschini viene considerata archiviata. Non vengono mosse censure, dal momento che non contiene errori dottrinali; sono i vecchi timori di brutte figure a riemergere, decretando il silenzio. Monsignor Alfredo Ottaviani, allora assessore al Sant’Uffizio, convoca l’autore per proporgli l’acquisto del manoscritto. Paschini sa che andrebbe a finire nel fondo di un magazzino e rifiuta: «Con qualche migliaio di lire intendevano mettere tutto a tacere E’ chiaro come la luce del sole, e non hanno piacere di sentirselo dire… In tutte le mie pubblicazioni mi sono proposto di procedere colla più assoluta imparzialità, e perciò mi è riuscito di sommo stupore e disgusto che mi sia rivolta ora l’accusa di non aver fatto altro che l’apologia di Galileo. Essa intacca infatti la mia probità scientifica di studioso e di insegnante»; 25.000 lire gli vengono comunque mandate da Montini con una lettera piena d’imbarazzo.

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Facendo giustizia di ogni furberia maldestra, è il Concilio a conferire a Pio Paschini i crismi di storico della Chiesa citando negli Atti finali proprio il suo libro su Galileo. Il 4 novembre 1964, per iniziativa di monsignor Arthur Elchinger, vescovo coadiutore di Strasburgo, la questione Galileo è portata all’attenzione dei Padri conciliari: sipario di «tragica incomprensione» e del conseguente abbandono della fede da parte di molti scienziati. E riemerge anche qui la divisione fra quanti vorrebbero che si continuasse a tacere e gli altri che intendono parlare apertamente. Il verbale del 1 aprile 1965 testimonia che è stato tolto il n. 40 della costituzione Gaudium et spes con il riferimento alla condanna di Galileo come errore da non ripetere. Il compromesso è invece al n. 36 della stessa costituzione: il libro di Paschini vi è citato in nota come indiretta espressione delle intenzioni conciliari e quale direttiva pastorale, mentre il testo dice finalmente: «Ci sia consentito di deplorare certi atteggiamenti mentali, che talvolta non mancarono nemmeno tra i cristiani, derivati dal non aver sufficientemente percepito la legittima autonomia della scienza e che, suscitando contese e controversie, trascinarono molti spiriti a tal punto da ritenere che scienza e fede si oppongano fra loro».“ “Schiacciato dal potere curiale, Paschini si chiude nel silenzio. Passa poi il testo a don Giuseppe De Luca, che si è offerto di pubblicarlo nelle sue Edizioni di Storia e Letteratura (ma poi nemmeno lui lo farà, giudicandolo scientificamente debole!).

Commenta l’autore: «Pretendere che ne dicessi male unicamente per fare il comodo loro, questo poi no. Se loro hanno fatto un grosso sproposito secoli fa (e non è l’unico), dovremmo commettere una disonestà noi oggi? E dire che mi si era raccomandalo di essere obiettivo, imparziale, ecc., ecc. Che i Gesuiti e i Domenicani non ci facciano bella figura…”. Se non addirittura il contrario, al fine di salvare la faccia ai giudici di allora e ai suoi confratelli gesuiti. Manca perfino una netta, e doverosa, distinzione formale delle varianti. Tutto questo sebbene un confratello di Lamalle, padre Domenico Grasso, scrivesse in “Civiltà Cattolica” fin dal 1952: «Il caso Galilei è un episodio che non vorremmo vedere scritto nelle pagine della storia della Chiesa». E monsignor Maccarrone, nell’edizione del 1965, avallerà le manomissioni di Lamalle. Ma gli altarini verranno tutti scoperti da un archivista, monsignor Pietro Bertolla, che metterà a confronto il volume col manoscritto originale, conservato nella biblioteca del Seminario di Udine.

Gemelli consiglia a Paschini «di non pubblicare assolutamente la nota opera». Questi replica brusco: «Che c’è sotto a questa manovra? Lei deve ben ricordare quanta pubblicità s’è fatta quando me ne fu dato l’incarico… s’è compromesso il mio nome e ora mi si dice di ritirare quanto ho fatto… Lei mi disse allora che importava mettere in chiaro nel modo più imparziale l’attività dello scienziato, è quello che mi sono sforzato di fare… credo che chi mi dava l’incarico, colla approvazione del Santo Padre, sapesse bene quali fossero le difficoltà da sciogliere e quanto delicate le questioni da affrontare, perché su di esse appunto si desiderava una soluzione imparziale e serena».

Gemelli non risponde, e a Roma evita di incontrarlo. Allora Paschini si rivolge direttamente al sostituto Montini che lo riceve e gli legge la “sentènza” del Sant’Uffizio: poiché contiene l’apologia di Galileo, non è “opportuno” che il libro sia Pubblicato”. E libro di Paschini vi è citato in nota come indiretta espressione delle intenzioni conciliari e quale direttiva pastorale, mentre il testo dice finalmente: «Ci sia consentito di deplorare certi atteggiamenti mentali, che talvolta non mancarono nemmeno tra i cristiani, derivati dal non aver sufficientemente percepito la legittima autonomia della scienza e che, suscitando contese e controversie, trascinarono molti spiriti a tal punto da ritenere che scienza e fede si oppongano fra loro».

Nel 1978, anno centenario della nascita di Paschini, si tiene in Friuli un convegno celebrativo. Nell’occasione, papa Luciani lo definisce «edificante figura sacerdotale e insigne cultore di storia ecclesiastica». L’arcivescovo di Udine monsignor Alfredo Battisti, che all’Università del Laterano lo ha avuto come relatore della tesi di laurea, ricorda quella pena sofferta «con magnanimità, con pazienza, da solo». Monsignor Pietro Nonis, professore dell’Università di Padova, poi vescovo di Vicenza, definisce Paschini «antesignano degli studiosi liberati finalmente dal timore che riconoscere un errore della propria parte dovesse procurare per forza una crisi della propria credibilità». Chi porta la responsabilità di aver ostacolato la pubblicazione «non ha reso un buon servizio né alla causa della scienza storica né a quella della religione cattolico-romana»; e chi ha censurato il testo ha compiuto «una vera e propria manomissione, scientificamente lesiva e moralmente illecita».

 

Carnia: per treni, bus e corriere, prezzi fermi e più sconti per famiglie e abbonati

Nel 2016 il costo dei biglietti del trasporto pubblico locale (Tpl) su gomma e su treno resterà invariato e aumenteranno gli sconti per gli abbonati, in particolare per studenti e famiglie. È la novità contenuta nella delibera della Giunta regionale che, su proposta dell’assessore alle Infrastrutture e Mobilità Mariagrazia Santoro, ha approvato il piano tariffario 2016 per i servizi Tpl automobilistici, tramviari, marittimi e ferroviari. Anche per il prossimo anno tutti i titoli di viaggio manterranno gli stessi prezzi del 2015 e verranno introdotte importanti novità sul fronte delle agevolazioni per gli abbonati, al fine di aumentare l’attrattività dei servizi di Tpl automobilistici e ferroviari. Come sottolinea l’assessore Santoro, “la Regione conferma la sua attenzione non solo alla qualità dei servizi di trasporto pubblico locale, con il mantenimento delle risorse investite che non hanno subito alcun taglio negli ultimi anni, ma anche all’attrattività dei servizi e al sostegno ai viaggiatori. Con alcune delle agevolazioni previste – prosegue Santoro –  il Friuli-Venezia Giulia anticipa alcuni provvedimenti a favore delle famiglie che il Governo sta definendo a livello nazionale”.

Tra i provvedimenti regionali vi è la previsione di un aumento degli sconti a partire dal secondo figlio per l’acquisto di abbonamenti automobilistici annuali per studenti appartenenti allo stesso nucleo famigliare (-20% per il secondo figlio, -30% per il terzo figlio e i successivi). Sono introdotte anche ulteriori riduzioni tariffarie, rispetto alle tariffe 2015, agli abbonamenti per studenti con validità 10 mesi, a decorrere o dall’1 settembre 2016 fino al 30 giugno 2017 o dal 1° ottobre 2016 fino al 30 luglio 2017, comprese le giornate festive, acquistati da studenti appartenenti allo stesso nucleo familiare, (-20% per il secondo figlio, al posto dell’attuale riduzione del 10% e -30% per il terzo figlio e i successivi, al posto dell’attuale 20%).

Sono inoltre previste le seguenti agevolazioni sempre per quanto riguarda i servizi automobilistici: aumento degli sconti per l’acquisto di abbonamenti extraurbano ed urbano in sequenza o sovrapposti (gli sconti passano dall’attuale 10% al 20%
per abbonamenti integrati tra le linee urbane ed extraurbane fra loro connesse e dal 40% al 50% per abbonamenti integrati tra linee urbane ed extraurbane fra loro sovrapposte); estensione dell’abbonamento per gli studenti impiegati in percorsi scuola-lavoro, senza ulteriori costi, anche alle tratte necessarie a raggiungere le sedi dell’attività, purchè la tariffa della nuova tratta non superi del 20% quella dell’abbonamento originario; maggiore flessibilità nell’utilizzo degli abbonamenti quindicinali (15 giorni a decorrere dalla data di vidimazione) e di quelli mensili e quindicinali da 3 e 5 giorni settimanali per due corse giornaliere.

Nel 2016 verranno inoltre introdotti l’abbonamento annuale studenti per i servizi ferroviari Trenitalia, utilizzabile per 12 mesi a partire da quello di acquisto e con un costo pari a 8 abbonamenti mensili, e ulteriori agevolazioni per l’acquisto di titoli di viaggio Micotra, il servizio transfrontaliero Udine- Tarvisio-Villaco svolto da Ferrovie Udine Cividale.

Quanto alle modalità di acquisto degli abbonamenti, per i servizi automobilistici la tariffa  è ridotta del 5% se l’acquisto viene fatto online. Le aziende di Tpl su gomma potranno inoltre estendere la sperimentazione dell’ cquisto del biglietto di corsa semplice tramite dispositivi mobili alle fermate, sia per i servizi urbani che extraurbani, oggi limitata ad Udine e Trieste.  La gran parte delle novità tariffarie entreranno in vigore dal primo gennaio, altre, come l’abbonamento annuale studenti ferroviario o la maggiore flessibilità nell’utilizzo degli abbonamenti quindicinali e di quelli mensili e quindicinali da 3 e 5 giorni, a marzo o a giugno 2016, al fine di consentire l’adeguamento dei sistemi di vendita.

Imponzo: con l’anno scolastico 2016-2017 i bambini andranno alla materna di Zuglio

di Tanja Ariis.
Con l’anno scolastico 2016-2017 chiuderà la scuola dell’infanzia di Imponzo. In virtù di un accorpamento, ormai inevitabile, tra le scuole della frazione tolmezzina e Zuglio, quest’ultimo comune manterrà la scuola dei più piccoli mentre gli alunni delle elementari scenderanno a Imponzo. Se ne parlava da anni, di fronte a numeri degli iscritti sempre più in calo. Già a fine 2010 il tavolo di lavoro organizzato dalla Provincia sul dimensionamento scolastico si orientava verso tale ipotesi. Nel 2011 la scuola dell’infanzia di Imponzo contava già solo 13 bambini. Gli iscritti alla primaria di Imponzo già nel 2010 erano 25, saliti a 30 nel 2011 e poi di nuovo calati. Per l’anno scolastico 2015-2016 a Imponzo sono stati iscritti alla scuola dell’infanzia 10 bimbi e a quella primaria 20. A luglio 2015 la Regione ha approvato le linee di indirizzo per il dimensionamento della rete scolastica con i relativi parametri: nei comuni montani le scuole dell’infanzia devono avere almeno 20 bambini, le scuole primarie almeno 30. Eccezionalmente si possono ridurre tali parametri fino al 15%, ma in seguito i numeri si devono riallineare ai parametri. La Provincia ha invitato i Comuni con situazioni di criticità già presenti dallo scorso anno e per le quali era stata chiesta la deroga, a indicare tempistiche e modalità per conseguire nell’anno scolastico 2017/18 le dimensioni numeriche stabilite dalla normativa nazionale. La scuola dell’infanzia di Imponzo, ha dovuto ammettere la giunta comunale tolmezzina, si trova ormai da alcuni anni con un numero di iscritti che rende il plesso assai sottodimensionato. Di questo passo, ammette poi, entro l’anno scolastico 2017/18 ci si avvierebbe alla chiusura sia della scuola dell’infanzia che di quella primaria. I servizi scolastici, sottolinea però, sono un cardine fondamentale nella vita delle piccole comunità e per questo si è cercata una soluzione sostenibile che garantisca sì la razionalizzazione dei costi, ma anche la permanenza del servizio scolastico in loco. Così, in sinergia con il limitrofo Comune di Zuglio, anch’esso con criticità in tal senso, ha deciso che dall’anno scolastico 2016-17 la scuola dell’infanzia di Formeaso accoglierà anche i bambini della scuola dell’infanzia di Imponzo e, viceversa, la primaria di Imponzo anche i bimbi di Zuglio. La giunta comunale di Zuglio si è già espressa in tal senso. Un’apposita convenzione fra i due Comuni sarà stipulata su servizi scolastici quali mensa, trasporto. L’assessore all’istruzione del Comune di Tolmezzo, Alessia Benedetti, ha sentito preventivamente in alcuni incontri pubblici la popolazione e la Consulta frazionale di Imponzo da cui la proposta è stata valutata positivamente.

Tolmezzo: «Io scelgo» all’Isis Paschini sperimentato un nuovo progetto di orientamento in uscita

All’Isis “Paschini” di Tolmezzo si è appena concluso il progetto «Io scelgo» di orientamento in uscita che ha coinvolto le classi del triennio dei quattro indirizzi liceali: classico, scientifico, linguistico e delle scienze umane. Il percorso, coordinato dal docente Riccardo Urbani, è stato elaborato d’intesa con la Consulta Giovani, l’Assessorato alla cultura e alle politiche giovanili e l’Assessorato all’istruzione del Comune di Tolmezzo, in collaborazione con il Centro di Orientamento Regionale di Gemona e l’associazione culturale “Econoise”. Il progetto, aperto anche agli altri istituti del capoluogo carnico, è nato per sostenere gli allievi nella scelta del proprio percorso post-diploma attraverso una serie di incontri e di supporti informativi e formativi sulle facoltà universitarie, sulle opportunità occupazionali, sulle competenze utili a pianificare una scelta consapevole.

La novità di quest’anno è stata l’apertura al territorio: grazie alla disponibilità della Consulta Giovani del Comune di Tolmezzo alcuni studenti universitari si sono messi a disposizione dei “colleghi” più giovani delle superiori durante una serie di incontri in cui sono state presentate le facoltà universitarie, i requisiti per accedervi, le peculiarità dei corsi.

Altra novità sono stati i corsi in preparazione ai test universitari: svolti alla fine dell’anno scolastico e durante l’estate, hanno offerto agli studenti delle quarte e delle quinte un’ulteriore possibilità per prepararsi, sotto la guida di un tutor, al superamento dei questionari di accesso alle facoltà a numero chiuso attraverso degli approfondimenti in alcuni ambiti disciplinari, quali logica, matematica, fisica, biologia, anatomia, fisiologia e chimica.

Con l’obiettivo di far “sperimentare” agli studenti una lezione universitaria tipo e per offrire ulteriori opportunità per una scelta consapevole, sono stati inoltre promossi due incontri con docenti dell’Università di Udine: Anna Zilli, professoressa incaricata di diritto del lavoro, e Luciana Travan, docente di anatomia presso la facoltà di medicina, hanno guidato i ragazzi nella comprensione di alcuni temi generali dei loro rispettivi campi di studio.

Gli allievi delle quarte e delle quinte hanno inoltre partecipato al “Salone dello studente” promosso dall’università friulana e a “Young”, vetrina delle professioni organizzata dall’Ufficio Scolastico Regionale.

Il progetto ha coinvolto anche i ragazzi delle classi terze, ai quali è stato proposto un breve laboratorio introduttivo coordinato dal Centro di Orientamento Regionale con sede a Gemona, con l’obiettivo di stimolare una prima riflessione sui temi dell’orientamento come dimensione trasversale della propria vita e come frutto di un processo di analisi “interna” (interessi, attitudini, capacità, valori, condizioni personali e familiari) ed “esterna” (ricerca e analisi delle opportunità a disposizione degli studenti).

Il Centro di Orientamento Regionale ha curato infine la somministrazione dei questionari “Sestante”, uno strumento proposto dall’istituto Alpha Test di Milano che assiste gli studenti nell’elaborazione di un profilo di orientamento mettendo in luce interessi, attitudini, metodo di studio.

Ovaro: risparmio energetico, lavori alle scuole per 500 mila euro

di Gino Grillo.
Il Comune della valle del Degano ha approvato in questi giorni il progetto per un intervento di edilizia scolastica finanziato dalla Regione con 500 mila euro. La scuola interessata a questo progetto di manutenzione straordinaria finalizzata al risparmio energetico è la media “A. Magrini”. La giunta comunale guidata dal sindaco Mara Beorchia ha deliberato di approvare il progetto esecutivo elaborato dallo studio Tecnocad Progetti Sas rappresentato dall’ingegnere Pierangelo Romanin con sede a Tolmezzo. «Si tratta – ha spiegato il primo cittadino – del completamento di un’opera che è rimasta incompiuta in quanto il Comune è vincolato dal patto di stabilità che gli impone di eseguire solamente lavori per un certo importo all’anno». Per questo intervento il via libera della Regione è arrivato lo scorso mese di giugno, quando è stato messo a disposizione dell’ente locale il finanziamento, quindi si sono dovuti attendere i tempi burocratici per la ricerca dello studio professionale cui affidare l’incarico di redigere il progetto. «I tempi tuttavia- prosegue il sindaco Beorchia- stringono per cui i lavori dovranno essere eseguiti entro breve termine. Questo comunque non comporterà disagi per le lezioni ».