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Socchieve: ecco l’albergo per il ciclista e il gemellaggio con Roma

(di t.a.)

 La Carnia e Roma si innamorano sul ciclismo. Domani alle 15 nella sala da ballo di Socchieve sarà presentato Gran fondo Campagnolo Roma for Carnia and friends, un’alleanza tra due corse ciclistiche: la Carnia Classic International Fuji-Zoncolan e la Gran fondo Campagnolo Roma, manifestazione ciclistica che a ottobre porta a Roma 5-6 mila persone che dai Fori Imperiali percorrono il centro città, raggiungono i Castelli romani per dirigersi infine alle Terme di Caracalla. Alla Carnia Classic il 28 agosto a Tolmezzo ci sarà uno stand sull’evento e il 9 ottobre alle Terme di Caracalla nel villaggio commerciale della Gran fondo Campagnolo saranno presenti anche Carniabike e un angolo dedicato alla Carnia, alla sua offerta turistica ed enogastronomica. Un’occasione notevolissima di promozione del territorio in una delle gran fondo italiane più importanti. Domani alla presentazione di questa nuova alleanza, nata dall’iniziativa di Emiliano Cantagallo di “Pendenze pericolose”, saranno presenti anche il presidente del Comitato organizzatore della GF Campagnolo, Gianluca Santilli (membro pure della commissione antidoping del ministero), Enzo Cainero e Carnia Welcome. Emiliano ha 41 anni, metà romano e metà socchievino, un anno fa ha mollato Roma, il suo posto di lavoro fisso, ha rilevato il bar Alla Rosa a Socchieve, che ha rinnovato (ha anche ristorantino con cucina romana) e ne ha trasformato l’albergo in “Pendenze pericolose”, la prima “Stazione Ciclistica” d’Italia: 14 posti letto riservati a ciclisti con bici da corsa con tutti i servizi e le attenzioni immaginabili a essi dedicati. Ha già prenotazioni fino ad agosto. Lui e “Pendenze pericolose” sono stati scoperti da Santilli mesi fa e tra i due è nata una bella sinergia e l’idea del gemellaggio. Emiliano crede nella Carnia e nel verbo fare e sta creando diverse collaborazioni anche con operatori economici locali. Il 2 giugno Bike channel, canale di Sky, sarà a Socchieve per “Pendenze pericolose” e la Carnia.

Socchieve: con l’avanzo di amministrazione il Comune paga la metà della Tares

COMUNE DI SOCCHIEVE

di Tanja Ariis.

La Tares rischia di far chiudere bar e ristoranti del paese? Il consiglio comunale decide allora di pagare, con l’avanzo di amministrazione la metà della tariffa (che riguarda i rifiuti, e i servizi definiti indivisibili, gestiti dal Comune e utilizzati da tutti i cittadini, come illuminazione pubblica, polizia locale, manutenzioni del patrimonio comunale e gestione dei cimiteri) per questi locali che hanno anche un ruolo sociale in questi contesti. Le tabelle ministeriali infatti impongono parametri che, indipendentemente dal volume d’affari, presumono la produzione di un certo quantitativo di rifiuti per le diverse tipologie di utenze e tra le più penalizzate vi sono appunto bar e ristoranti. Ma nei paesi di montagna per i piccoli locali, specie di questi tempi, il giro di affari è molto limitato, riuscendo talvolta a malapena a coprire le spese, e ritrovarsi a pagare con la Tares anche 10-12 volte di più rispetto a quello che pagavano, fino al 2012, di Tarsu significherebbe per molti esercizi chiudere. Così il consiglio comunale nella seduta di mercoledì ha affrontato la questione, protraendo la discussione sul regolamento e le nuove tariffe Tares fino a oltre l’una di notte per arrivare compatto alla decisione: per evitare la chiusura di ristoranti e bar metà della Tares la paga il Comune con l’avanzo di amministrazione. «Le utenze domestiche – spiega il vicesindaco, Albino Toson – non si trovano con importi molto diversi da prima, il problema grosso è per bar e ristoranti che però nei nostri paesi hanno anche una funzione sociale. Il problema da noi, come in quasi tutta la Carnia è che già così le attività rischiano di chiudere, se poi gli si fa pagare con la Tares anche 12 volte quello che pagavano prima, chiudono di sicuro. Si può passare anche da 380 euro a 4.300 euro». «Abbiamo deciso – prosegue Toson – di intervenire pagando la metà della Tares con l’avanzo di amministrazione per questi locali». Il provvedimento riguarda le utenze non domestiche che superano il coefficiente di 5, che a Socchieve sono bar e ristoranti. «Ci mettiamo 12 mila euro – spiega ancora il vicesindaco –, con una media di mille euro ad attività per circa una decina di esercizi. È un modo per incentivarli, in fondo sono anche posti di lavoro». Il bilancio non ha apportato aumenti di imposte né ha operato tagli su assistenza e scuola. L’avanzo di amministrazione è di circa 150 mila euro. Di essi, «circa 100 mila euro l’anno – spiega ancora Toson – derivano da malghe e dal taglio dei boschi di proprietà: tagliamo dai 3 mila ai 5 mila metri cubi l’anno che consentono di valorizzare, con una gestione oculata, la risorsa bosco e di trarne anche benefici in termini economici».

Socchieve: nuova segnaletica e l’Anas inventa paesi, ecco Medes per Mediis e Pisone per Preone

_cartelli socchieve

(t.a. dal MV di oggi)

Ci sono nomi di paesi inesistenti e chilometraggi sbagliati sulla cartellonistica stradale della variante di Socchieve, inaugurata a maggio. La prossima settimana ci sarà un sopralluogo con l’Anas che dovrà correggere le indicazioni. Anche perché alcune sono già diventate barzelletta: è il caso del cartello che era stato posto al bivio per Nonta e che recitava invece “Monta” suscitando l’ilarità, ma anche lo sconcerto generale. È stato subito rimosso, ma qualcuno del posto ci ironizza ancora, sghignazzando: «Potevano lasciarlo, avrebbe creato se non altro curiosità per questo paesino di trenta anime, sicuramente avrebbe attirato un po’ di attenzione sulla nostra zona». Altri cartelli invece sono rimasti lì e alcuni contengono evidenti errori, come il caso segnalatoci dal lettore Michele Dorigo di Priuso, che chiede: «Dopo tanti lavori che meritavano, hanno anche costruito dei nuovi paesi?». Lo fa guardando il cartello che indica la direzione per Ampezzo e Medes (che però non esiste, mentre esiste Mediis) e quella per Pisone (sarebbe Preone). A confermare il caso Nonta e il pasticcio dei cartelli è il vicesindaco, Albino Toson, che evidenzia anche come molti chilometraggi indicati siano sbagliati con uscite segnalate a 3 km, quando sono a 500 m. Per il sindaco, Roberto Fachin, anche qualche indicazione di direzione va corretta, ma il problema vero che va risolto e sarà affrontato nel sopralluogo sono alcuni allagamenti che ora si verificano, quando piove molto, nella zona del bivio per Preone, specie sulla strada comunale laterale alla vecchia statale.

Socchieve: la ditta Vidoni consegna la nuova variante con due mesi d’anticipo

_socchieva

di Gino Grillo

Inaugurata la variante del Crivel: la montagna ora è più vicina. Sotto un leggero acquazzone Pietro Fontanini, presidente della Provincia, ha tagliato il nastro tricolore aprendo la variante costata 40 milioni alla viabilità sulla statale 52 nella val Tagliamento. Presenti alla cerimonia i dirigenti dell’Anas, cui competevano i lavori, a iniziare dall’amministratore delegato Pietro Ciucci, i sindaci di Socchieve Roberto Fachin, di Enemonzo Paolo Iussa e di Chiusaforte Luigi Marcon. Proprio a Chiusaforte poche ore prima si era inaugurata la galleria Fortezza di Chiusa e il viadotto Rio Molino. Presenti pure il senatore Sonego, i consiglieri regionali Enzo Marsilio e Renzo Tondo. «Una giornata importante – ha detto Ciucci – per il sistema infrastrutturale del Friuli Venezia Giulia. Oggi consegniamo, sotto la pioggia e con l’auspicio che questo porti fortuna, la variante di Socchieve, nel più assoluto rispetto delle tempistiche contrattuali, anzi con due mesi di anticipo. Un risultato di cui si va orgogliosi, tanto da dover ringraziare tutte le maestranze che sono state coinvolte nel progetto, dagli amministratori locali, ai tecnici delle strade, alla ditta Vidoni e ai suoi tecnici che hanno eseguito un’opera rispettando non solo il cronoprogramma, ma tutte le varianti ambientali che competono a questo territorio». Un lavoro che ha comportato la creazione di opere che presentano tecniche di pregio e che vuole essere di «stimolo per superare le difficoltà che oggi coinvolgono il Paese». Il sindaco Fachin ha esordito dichiarandosi soddisfatto di «quest’opera, pensata tanto tempo fa, che si sarebbe dovuta realizzare prima, per dare respiro ai comuni dell’alta val Tagliamento a monte della nuova struttura». Fachin ha illustrato brevemente l’iter politico del progetto che ha visto interloquire Anas, Regione e Comune incessantemente per predisporre un’opera che avesse rispetto dell’ambiente naturalistico della zona. «Ora a Socchieve dovremo pensare come attirare ancora la gente all’interno del nostro abitato, visto che il grande traffico passa all’esterno». A rassicurarlo Fontanini che si è detto propenso a predisporre un progetto di richiamo, magari in chiave gastronomica, per Socchieve. Il presidente della Provincia, dopo la benedizione di don Pietro Piller, ha magnificato l’opera: «Si viaggia in sicurezza e con tempi più rapidi, dando una opportunità al turismo di Forni di Sopra dove ci sono le Dolomiti, patrimonio Unesco dell’umanità. Finalmente l’Anas – ha terminato –, che sinora è stata molto presente a Trieste, è arrivata anche qui, in Carnia, con un biel lavor ben fat».