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Paluzza: 5 ragazzi carnici rappresenteranno l’Italia ai Campionati mondiali studenteschi di sci

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Dopo la consegna dei materiali e le raccomandazioni di rito del Presidente Luciano Bulliano sono partiti questa mattina alla volta de L’Aquila, sotto la guida della professoressa Paola Della Pietra, i cinque ragazzi, della Scuola Media Matiz di Paluzza, che rappresenteranno l’Italia ai Campionati mondiali studenteschi di Sci. I nostri fondisti dovranno far onore al titolo tricolore conquistato lo scorso anno da Luca Sclisizzo, Davide Di Bert e Christian Puntel, primato che è valso da lasciapassare per la fase finale dei mondiali.

I Campionati si svolgeranno nelle stazioni di Campo Felice, Ovindoli e Centomonti Lucoli (sci nordico), organizzati dall’Isf (International school sports federation) dal Miur e dall’Ufficio scolastico regionale per L’Abruzzo, dal 22 al 27 febbraio. In questi giorni L’Aquila e i paesi del comprensorio ospiteranno 550 atleti e circa 150 accompagnatori provenienti da 17 differenti nazioni. Le gare, che vedranno gli atleti misurarsi nelle specialità di sci alpino e sci nordico, si disputeranno mercoledì e giovedì. La manifestazione, l’edizione più a Sud d’Europa , si aprirà ufficialmente a L’Aquila martedì 23 febbraio alle 17, con la cerimonia in Piazza Duomo che darà il via alla kermesse.

I cinque fondisti Christian Puntel, Thomas Bellina, Simone Unfer, Massimo Gortan e Andrea Straulino, (ben quattro della Polisportiva TimauCleulis) gareggeranno con le squadre di  Austria, Belgio, Croazia, Russia, Francia, Slovacchia e Germania. Per i nostri ragazzi, tutti del 2002, l’impresa sarà ancora più ardua in quanto dovranno confrontarsi con gli atleti delle altre nazioni quasi tutti di due anni più grandi.

Le gare si disputeranno a Campo Felice mercoledì e giovedi. Mercoledì gara individuale di cinque km a tecnica libera, il giorno dopo si svolgerà la staffetta.

Dopo  i Campionati mondiali studenteschi, i nostri ragazzi saranno impegnati dal 4 al 6 marzo a Frassinoro (MO) per i Campionati Italiani e gran finale con i campionati nazionali studenteschi degli sport invernali che si disputeranno dal 7 all’11 marzo  in Friuli, Villach e Sappada. L’appuntamento per i fondisti sarà a Forni Avoltri il 9 e 10 marzo.

Friuli: Promotur non trascuri chi pratica lo scialpinismo

di Alberto Muzzolini Udine.

Una proposta per Promotur nDa tanti anni ormai faccio parte della categoria degli scialpinisti, quegli sportivi cioè che preferiscono risalire a piedi le piste innevate piuttosto che utilizzare gli impianti di risalita per poi godersi un’unica discesa guadagnata con le proprie forze. Siamo tanti e rappresentiamo una potenziale risorsa per gli operatori turistici delle località che frequentiamo ma di questo, in zona, nessuno si è accorto ed anzi i gestori dei comprensori sciistici regionali di Promotur da anni ci ostacolano con una serie di divieti incomprensibili quasi fossimo un pericolo pubblico. Di recente una minima apertura, in verità, c’è stata ma molto limitata ed utile, nella pratica, solo agli atleti che in questa disciplina si allenano per le competizioni. Sinceramente non capisco quale pericolo possa rappresentare uno sciatore che lentamente a bordo pista risale un pendio ma tant’è ormai nessuno rischia multe tra l’altro spropositate dal momento che nella vicina Austria ma anche in Veneto gli scialpinisti sono invece accolti a braccia aperte. Per fare un esempio nel comprensorio di Arnoldstein pagando 5€ si può risalire un tracciato a bordo pista opportunamente segnalato senza alcun rischio per chi sale come per chi scende. Mi permetto di suggerire a Promotur di non trascurare una categoria di appassionati delle nostre montagne che ha raggiunto ormai una consistenza numerica tale da essere appetibile per gli operatori economici dei comprensori sciistici regionali.

Friuli: Pellizotti escluso dal Giro d’Italia «Non so se ne correrò altri»

di Antonio Simeoli.
Due sospetti, molto fondati, una certezza: Franco Pellizotti, 38 anni compiuti da 4 giorni e la sua Androni Giocattoli Sidermec, non parteciperanno al Giro d’Italia 2016. Per il corridore nato a Latisana, cresciuto a Bibione ma carnico d’origine è una vera e propria mazzata. Il Giro d’Italia, come accade dal 2013, dopo il ritorno alle corse dopo la squalifica, è al centro della sua stagione, così come quella del suo team. Il ds Gianni Savio, infatti, è uno dei punti fermi della carovana rosa. Tradizionalmente ha il ruolo di proporre in corsa squadre agguerrite, infarcite di giovani rampanti (De Marchi e Rosa gli ultimi esempi) o di corridori da rilanciare (Scarponi e tre anni fa lo stesso Pellizotti), team professional capaci di ravvivare la corsa. Ma anche di farsi largo in classifica generale (si pensi al venezuelano Josè Rujano nel Giro 2011 o lo stesso Scarponi). E allora? La squadra italiana, una delle poche ancora in lizza, è stata esclusa ieri dal “listino” delle 4 wild card assegnate ai team professional che si aggiungono ai 18 squadroni Pro Tour (tra cui la Bmc e la Lampre dei friulani Alessandro De Marchi e Davide Cimolai) che devono correre per regolamento Uci. Dal 6 al 29 maggio, con l’attesissima Palmanova-Cividale in programma il 20 maggio, le 4 formazioni a invito che correranno il Giro saranno la Bardiani Csf, dell’allenatore friulano Claudio Cucinotta, la Nippo-Vini Fantini di Cunego e la Southeast-Venezuela di Pozzato, altra squadra tricolore e di diritto nel poker per aver vinto nel 2015 la Coppa Italia. Quindi tre team italiani (con pochi sponsor italiani, peraltro, come si evince dalle denominazioni) e il quarto straniero. Un anno fa era capitato ai polacchi della CCC Sprandi, fattisi notare per il roboante pulmann arancione e per poco altro in corsa, a maggio capiterà alla RusVelo griffata Gazprom, colosso mondiale del gas, e con bici Colnago. «Abbiamo voluto tutelare ancora il ciclismo italiano pur ponendo attenzione particolare alle altre richieste provenienti da tutto il mondo – ha detto il responsabile dell’area ciclismo di Rcs, Mauro Vegni -. Le scelte di quest’anno hanno dato spazio al movimento nazionale che, però, non può essere l’unico cui abbiamo l’obbligo di guardare. L’obiettivo dello sviluppo internazionale di tutte le nostre corse resta uno dei punti cardine». L’obbligo del Giro, per non venir ancora più schiacciato dalla potenza del Tour (e della collegata Vuelta), è quello di cercare visibilità e sponsor fuori dall’Italia. Ed ecco il primo sospetto: meglio scegliere i soldi del gas che far spazio al “romanticismo” dei team come quelli di Savio e Pellizotti. Altro sospetto: l’Androni la scorsa estate è stata sospesa per un mese dopo la positività di due corridori, Apollonio e Taborre, peraltro subito citati per danni dal team e dai compagni di squadra. «Non posso pensare ci abbiano esclusi per questo – spiega l’ex campione italiano Pellizotti – negli ultimi anni un team come la Southeast si è segnalata per diversi casi di doping eppure…». Ma la botta è stata forte. Non si consolerà per il fatto che Rcs ha aperto le porte al suo team per la Tirreno Adriatico (9-15 marzo) e la Sanremo (19 marzo). «Il Giro il 19 maggio passa due volte davanti al vecchio bar dei miei genitori, il mio mondo fino a vent’anni, l’arrivo della tappa è davanti alle mie scuole. Il giorno dopo la tappa friulana era adattissima alle mie caratteristiche. Ho 38 anni, non so se avrò altre occasioni di correre il Giro d’Italia». Che beffa. E intanto le squadre italiane sono sempre meno, gli sponsor anche. Fortuna che c’è il gas…anzi la Gazprom.

Carnia: intramontabile Giorgio Di Centa ritorna in Coppa del Mondo

di Giancarlo Martina.

Giorgio Di Centa ritorna a gareggiare in Coppa del Mondo. Domenica sarà al via della 15 km a tecnica classica che si correrà a Dobbiaco dove sabato è anche in programma una gara sprint a tecnica libera cui, però, non prenderà parte l’intramontabile carabiniere di Paluzza. A 43 anni, dunque, il bicampione olimpico di Torino 2006 (vinse gli ori della 50 km e della staffetta), sarà nuovamente protagonista in Coppa del Mondo, nonostante alla fine della stagione scorsa avesse deciso di abbandonare il circuito di gare più impegnativo, dove esordì, nella 30 km a classico di Santa Caterina Valfurva, l’11 dicembre del 1993, ben ventidue anni fa. «È stato il mio Gruppo sportivo a chiedermi di gareggiare a Dobbiaco – annuncia Di Centa -. Parteciperò, comunque, volentieri e con l’intenzione di dare il massimo di me stesso, come sempre. Sono sereno, nelle condizioni psico fisiche di fare bene, ma chiaramente non sarò in corsa per il grande risultato. Sarà una gara, per me, di quel che viene, viene, anche in considerazione che la pista di Dobbiaco non mi piace tanto». La possibilità d’essere mandato in pista nelle tappe italiane di Coppa del Mondo, Di Centa ce l’aveva anticipata di recente. Ed ora il momento è arrivato e si stanno avvicinando anche le giornate del Tour de Ski, dove il nostro campione ha sempre fatto molto bene. «In effetti, so che mi si vorrebbe al via anche di quelle gare di Coppa del Mondo, ma c’è ancora tempo per decidere. Comunque, farò tutto d’accordo con il Gs dei Carabinieri». C’è ancora tanta convinzione dei propri mezzi nel campionissimo di Paluzza che dalle prime gare di stagione ha ricevuto iniezioni corroboranti dalle due belle vittorie in Coppa Italia. Nella 15km tc di Santa Caterina il 5 dicembre e domenica scorsa nell’inseguimento di Dobbiaco. «Sono proprio contento per come stanno andando le cose in questa prima parte di stagione – afferma Di Centa -; le vittorie danno soddisfazione e sono contento anche perchè sono successi anche per il mio Gruppo Sportivo, con il quale ho svolto tutta la preparazione e dai risultati, posso anche dire che per tutta l’estate e l’autunno abbiamo proprio fatto un buon lavoro. Lavorare con questo team è stata proprio un’esperienza nuova e stimolante che mi ha dato molte soddisfazioni, consentendomi di pormi degli obiettivi da raggiungere». Del tutto dimenticati, dunque, i problemi alla schiena dopo l’operazione all’ernia del disco. «Finora va tutto bene. Sono costantemente seguito da massaggiatori e personale specializzato».

Tolmezzo: appello al Comune per dotare tutti gli impianti sportivi di un proprio defibrillatore

di Tanja Ariis.
Il Comune invii subito la normativa che dal 20 gennaio costringerà tutte le società che gestiscono un impianto sportivo ad avere un proprio defibrillatore e personale formato al suo utilizzo e si attivi per cominciare a munire di tale importante strumento almeno una parte degli impianti sportivi di proprietà comunale. A chiederlo è il consigliere comunale Francesco Martini, che richiama l’attenzione sul tema che solo nel capoluogo carnico interesserà, fa notare, una quindicina di società sportive e una decina di impianti di proprietà comunale (il Comune peraltro è proprietario anche di due palestre utilizzate dalle scuole in via Battisti e in via Dante), senza contare quelli privati e di proprietà della Provincia. Oggi, rileva, solo il campo di calcio cittadino e una palestra sono dotati di defibrillatore e questo solo perché i Veterani dello sport di Tolmezzo li hanno regalati alla Pallacanestro Tolmezzo e all’Unione calcio Tolmezzo. Martini rinnova così al sindaco Francesco Brollo la richiesta, che già gli aveva rivolto in consiglio comunale: inviare subito a tutti i dirigenti delle società sportive il testo della normativa, di modo che essi non si trovino impreparati di fronte a questa nuova incombenza. Sarebbe una piccola attenzione importante, visto che molti ignorano di doversi attivare, segnala. Il non dotarsi di defibrillatore potrebbe rivelarsi, in caso di incidenti, un boomerang per le realtà sportive tolmezzine, in quanto ricadrebbero su di esse e nello specifico sui loro dirigenti responsabilità anche di natura penale. In consigliere Martini ha accusato il Coni e la maggior parte delle federazioni di latitanza assordante sul tema, dove la normativa libera gli enti, ha protestato, dall’incombenza (il 90% degli impianti sportivi in Italia sono di proprietà di Comuni o Province) per riversarla sulle società sportive. Martini ha suggerito all’amministrazione comunale di dotare di defibrillatore almeno i suoi impianti, di modo che le società (in molti casi peraltro più società utilizzano lo stesso impianto) debbano provvedere solo a formare un loro addetto. Ha chiesto di cominciare almeno con cinque impianti. La spesa si aggirerebbe sui cinquemila euro (ciascuno di essi costa 1000-1200 euro) per il Comune. Martini ha chiesto di impegnarsi su questo fronte, piuttosto che assegnare piccoli contributi annuali a tutte le società sportive.

Friuli: momento difficile, ma Daniele Pontoni sta preparando un tricolore da sogno

di Antonio Simeoli.

Chi lo conosce ci ritorna ogni volta che può, chi non lo conosce nove su dieci se ne innamora subito. Sì, perché il Monte Prat è un posto incantevole. Prima un balcone sul Friuli, dal meraviglioso Tagliamento ai magredi, alle colline e via verso il marte; poi un altopiano incontaminato. Dove sono di casa i ciclisti. Mountain bike e ciclocross, grazie a un campione delle specialità che ha deciso di mettere le tende sull’altopiano per insegnare ai ragazzi a fare ciclismo: Daniele Pontoni. Il due volte campoione del mondo di ciclocross sta ora correndo quella che definisce senza paura la gara più difficile della sua carirera: organizzare i Campionati italiani di ciclocross sul Monte Prat. Due giorni di gare, il 9 e 10 gennaio prossimi, 800 concorrenti attesi, un centinaio di volontari da sovrintendere. Un lavoro immane che porterà per due giorni la frazione di Forgaria al centro del panorama ciclistico nazionale. «È un’esperienza unica, impegnativa, ma stimolante. I campionati italiani di ciclocross ritornano sull’altopiano di Monte Prat vent’anni dopo l’edizione 1996». Inutile dire come andò, in quegli anni, il tricolore di categoria lo vinceva sempre lo stesso corridore… «(Ride ndr) Ne ho vinti 16 nella mia carriera. Diciamo che la gara del Monte Prat la ricordo ancora bene. Vinsi con un distacco abissale, quasi tre minuti, mettendomi dietro i due rivali storici Davide Bramati e Claudio Vandelli. Ricordo tutto di quella gara, il percorso difficile, il grande pubblico». In quegli anni eri il ciclocross, in Italia e non solo… «Stavo raggiungendo l’apice della mia carriera, avevo già vinto il Mondiale a Leeds nel 1992, il 1996 iniziò meravigliosamente con quella vittoria. Durante l’estate poi partecipai alle Olimpiadi di Atlanta giungendo quinto nella prova di Cross country di mountain bike». Hai vinto due Mondiali, Superprestige, Coppe del Mondo, decine di gare internazionali, qual è la vittoria più bella? «Monaco di Baviera. Nesun dubbio. Nel 1997 arrivai da solo allo stadio Olimpiaco di Berlino. Io sono un grande appassionato di calcio, tifosissimo del Torino, vincere un mondiale in uno dei templi del calcio e dello sport in genere però…». Sono passati vent’anni da quel tricolore, non c’è più Pontoni, ma i friulani continuano ad andare forte. Perché? «Me lo sono chiesto tante volte. Ho una certa idea…Immaginate il friulano, gran lavoratore, tenace, abituato alla fatica, ambizioso. Ecco, mettetelo in bicicletta e il ciclocross è lo sport che lo impersona. Poi diciamo che la mia striscia di trionfi ha aperto la strada…». Tra i giovani c’è il nuovo Pontoni? «No, ma vedo correre ragazzi determinati e con grandi ambizioni. Prendete Sara Casasola: a 15 anni ha già corso con la maglia azzurra agli Europei. Per ora le gare sono un gioco, ma contiando così… Diciamo che potrebbe arrivare una geneazione di fenomeni». E poi altri ne arriveranno. Pontoni, in collaborazione con il Comune di Forgaria, da alcuni anni ha aperto sul Monte Prat una scuola di cicloross e mountain bike. Nell’ultima estate sono saliti per camp di allenamento quasi un centinaio di giovani dai 6 ai 22 anni. Si fa fatica in mezzo alla natura. Una meraviglia.

Carnia: atletica e doping Venanzio Ortis deluso, non mi riconosco in questo mondo

 

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di Antonio Simeoli.
Basta con le gare drogate dalla chimica. Non ha mezzi termini Venanzio Ortis, ormai quasi 40 anni fa, protagonista di una indimenticabile “primavera” di Praga: argento nei 10 mila metri e, una settimana dopo, oro, incredibile oro, nei 5 mila. Ricorda anche il controllo antidoping dopo quelle gare Ortis. «Semplice – scherza – dopo l’argento nei 10 mila riusci a far pipì subito liberandomi da quell’incombenza con l’antidoping, una settimana dopo sulla distanza mezza dovetti aspettare quasi due ore…un supplizio». Ma con una medaglia d’oro al collo l’attesa fu dolce. No, l’indimenticato mezzofondista non è caduto dal…pero. Non si meraviglia del bubbone esploso con il dossier della Wada, che ha tolto i veli sulle malefatte russe. «È vero, non ho incarichi dirigenziali nell’atletica, sono spettatore di questo mondo, ma sono spettatore interessato con ancora buoni contatti: la cosa era sulla bocca di tutti da oltre un anno. Si sapeva che prima o poi lo scandalo sarebbe esploso. No, non sono meravigliato per nulla». E la cosa rende ancora più tristi. Lo è Venanzio Ortis, un ex atleta che il mondo dell’atletica, quello che ha frequentato e amato per anni, proprio non lo riconosce. Perché? Non ha mezze misure: «Ora assistiamo alle gare con il sospetto che dietro ci sia del marcio. La chimica, queste ormai sono gare con la chimica che domina…la sensazione è quella». Tristezza, ma è così. L’atletica fa i conti con scandali continui: il dossier della Wada con i 400 nomi incriminati, prima ancora i sospetti sugli atleti cinesi sia alle Olimpiadi di Pechino del 2008 che ai Mondiali al “Nido d’uccello” dello scorso agosto. Quindi con un fenomeno come Gatlin che insidia il mito Bolt, ma non lo offusca (per fortuna) dopo che per quattro anni si era visto le corse in tv a seguito di una squalifica per doping. «Non sono più credibili queste gare – continua l’ex campione d’Europa – perché manca una crescita costante e graduale da parte degli atleti. Ai miei tempi c’erano tre categorie di atleti: i forti, i meno forti e quelli che crescevano, i giovani che passo dopo passo arrivavano tra i grandi e a, a suon di risultati, si collocavano in una determinata posizione nel panorama delle varie specialità. Insomma, barare era molto difficile, se qualcuno ci provava veniva scoperto». Ortis è sicuro di una cosa. Ed è forse ciò che gli consente ancora di appassionarsi a uno sport che lo aveva “rapito” sin dalle prime campestri in Carnia corse con la maglietta della sua scuola. «Non ho mai avuto la percezione di essere battuto da un atleta dopato, del resto i miei rivali li conoscevo uno a uno. No, questo lo posso dire con certezza: la chimica non dominava la mia epoca». Eppure Ortis correva nell’atletica dominata dagli squadroni dell’Est, cui si contrapponevano quelli Occidentali o anche gli africani, i dotatissimi (dalla natura) africani. «È vero – continua il campione originario di Paluzza – gli africani degli altipiani nella corsa dominavano anche all’epoca, ma poi s’è scoperto che non era sempre farina del loro sacco. Anche ultimamente la federazione kenyana ha avuto problemi col doping. Insomma tutto il mondo è paese». Già, il doping ai suoi tempi. C’era, ma era agli albori. «Ci allenavamo secondo i manuali del tempo, le ripetute etc etc…poi, verso la fine degli anni Settanta hanno cominciato a farsi largo nuove tecniche. Ricordo il test Conconi, che ha cambiato la metodologia di allenamento consentendo di avere un quadro chiaro della propria preparazione e dei progressi durante l’anno con il calcolo della soglia, poi…». Conconi da guru della medicina sportiva è diventato, con i suoi allievi (vedi il dottor Ferrari, quello finito nella bufera Armstrong, ma anche Schwazer, quello per cui l’Epo era il carburante sopraffino per i muscoli) un laboratorio del doping. Dall’atletica sudore e fatica all’atletica sudore-fatica e laboratorio il passo è stato breve. Uscirne ora? «Non saprei come – chiude Venanzio Ortis – ci sarebbe una soluzione: quella dell’educazione, della cultura per lo sport sano e pulito che deve partire dalle scuole, quelle in cui lo sport però sta sempre più scomparendo». Anche per questo un Venanzio Ortis, l’eroe di Praga, il Friuli e l’Italia lo stanno aspettando da quasi 40 anni.

Carnia: Alessandro Pittin “Atleta dell’Anno FISI” 2015

 

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Il prestigioso riconoscimento al finanziere carnico è arrivato grazia alla medaglia d’argento conquistata ai Mondiali di combinata nordica  ed è stato ufficializzato oggi a Modena nell’ambito della Fiera “Skipass” e premia la splendida medaglia d’argento conquistato dal finanziere carnico lo scorso febbraio ai Campionati Mondiali di combinata nordica di Falun, in Svezia.

 In lizza, ricordiamo, c’era anche la sappadina Lisa Vittozzi assieme alle compagne della staffetta bronzo ai Mondiali di biathlon di Kontiolahti, ovvero Dorothea Wierer, Karin Oberhofer e Nicole Gontier. Per la FISI Friuli Venezia Giulia è il quarto vincitore del premio dopo tre fondisti campioni olimpici: Gabriella Paruzzi nel 2004, Pietro Piller Cottrer nel 2005, Giorgio Di Centa nel 2006. Ad Alessandro vanno gli applausi del presidente del Comitato Franco Fontana, del consiglio direttivo e di tutto l’orgoglioso mondo dello sci regionale.

Carnia: il poligono di Tolmezzo diventa internazionale

di Tania Ariis.
Il poligono di tiro a segno nazionale del capoluogo carnico sarà ampliato con l’impianto di tiro per pistola e per carabina ad aria compressa, così da consentire di ospitare anche competizioni internazionali. È stata approvata all’unanimità dal Consiglio comunale la verifica di compatibilità urbanistica, perché l’intervento ricade in una zona (vicina al torrente But e al fiume Tagliamento) di pericolosità del Piano di assetto idrogeologico considerata media. L’assise ha esaminato la relazione del geologo Giovanni Pascolo presentata al Comune dalla sezione di Tolmezzo del Tiro a segno nazionale, che intende realizzare a proprie spese la nuova struttura. Il documento conclude per la compatibilità dell’opera. Le verifiche idrauliche svolte non evidenziano – segnala la relazione – sofferenze arginali del sito e le sezioni considerate sono state ritenute sufficienti al deflusso della portata di piena calcolate con adeguato franco sicurezza minimo degli argini. Sono state eseguite anche favorevoli verifiche di sifonamento e stabilità globale delle nuove opere. A monte c’è un argine del 1865 che è stato oggetto di recente manutenzione, a valle un argine oggetto di manutenzione da parte della Protezione civile nel 2006 e nel 2009 è stato realizzato un nuovo tratto di argine. Per Pascolo il sito risulta sufficientemente protetto da un’efficace sistema di difesa arginale e il pericolo di esondazione è poco probabile. In ogni caso il poligono verrà inserito tra i punti di presidio territoriale nel Piano comunale di emergenza di Protezione civile e sarà impedita la fruizione degli spazi durante le condizioni di allerta regionale con codice rosso (criticità elevata). La nuova struttura sarà realizzata accanto all’impianto esistente. Sarà a un piano, senza spazi interrati e avrà una superficie di 600 metri quadrati. Il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità anche la variante al progetto preliminare sull’intervento urgente di Protezione civile per la sistemazione idrogeologica del versante della Torre Picotta. «Si tratta – ha spiegato il vicesindaco Simona Scarsini – della sistemazione verso via Officina elettrica dove ci sono movimenti franosi abbastanza importanti e si proseguirà con il versante verso il museo carnico. In futuro, come ho detto al consigliere Valter Marcon, andrà preso in considerazione anche l’ambito sottostante agli scavi in Pracastello».

Timau: Orienteering 6^ prova del trofeo pole star , 3 podi alla Friuli Mtb & Orienteering

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La splendida giornata di fine settembre che la Carnia ci ha regalato ha spinto alla base del Passo di Monte Croce Carnico oltre 80 concorrenti attratti dai boschi dell’Alta Valle del But.
Una giornata migliore, dal punto di vista atmosferico e dei risultati, non potevamo immaginarla per una sfida quasi totalmente fra  Friuli Mtb & Orienteering e Semiperdo che hanno partecipato con quasi i 2/3 dei concorrenti. Interessante il doppio arrivo voluto dall’Aldo Moro che collaborava nell’allestimento della manifestazione: un arrivo predisposto dalla direzione di gara presso il laghetto che durante l’inverno rappresenta il serbatoio per la produzione della neve artificiale della pista di fondo, e quello di ‘visibilità’ presso la trattoria sede della Segreteria e che è servito da sfondo per le premiazioni, con l’arco gonfiabile che incorniciava il Pizzo Collina.
Apprezzati dai partecipanti i tracciati proposti da Alessandro Cecon che ha cercato di ‘spremere’ al massimo la potenzialità della carta, per una gara che rimane pur sempre promozionale.
Nella categoria del percorso Bianco si è imposta Marcella Poggioli mentre il primo posto nella categoria del percorso Giallo si è classificato Matteo Cominotto, entrambi della S.O.M. Queste categorie avevano una classifica unificata per maschi e femmine.
Penalizzata la presenza di ragazzi carnici dalla coincidente festa del Comitato FISI regionale a Forni di Sopra e da tornei già programmati di altre discipline, i colori di casa sono stati rappresentati e onorati al meglio dai fratelli timavesi Valentina e Simone Unfer, della Friuli Mtb & Orienteering, che hanno vinto nel percorso Rosso le classifiche femminile e maschile. Al secondo posto al femminile Ilaria Cimenti sempre Friuli Mtb & Orienteering davanti a Claudia Centazzo della S.O.M. In campo maschile dopo Simone si sono classificati nell’ordine Gilberto Bulfoni della Friuli Mtb & Or. che ha preceduto Flavio Mattioni della S.O.M.. In quest’ultima categoria purtroppo da segnalare l’infortunio occorso ad uno dei protagonisti, Stefano De Eccher. A Stefano i migliori auguri di ristabilirsi presto e lottare per conquistare il podio finale nell’ultima prova in programma a Ravosa il 29 novembre.
Nella categoria maschile del percorso Nero si è imposto Serhij Mukhidinov dell’Aldo Moro di Paluzza davanti al rappresentante della S.O.M. Alessandro Gaspari e Stefano Collodet della Friuli Mtb & Orienteering.
Ottima come sempre la collaborazione in loco dell’Aldo Moro con i dirigenti Daniele Sclisizzo e Sergio Matiz.
Alle premiazioni ha presenziato Federica Bulliano nella doppia veste di Assessore del Comune di Paluzza e di rappresentante dell’Asd Timaucleulis che partecipava all’organizzazione della manifestazione.
Come sempre un ringraziamento particolare a Mauro Unfer che ha gestito al meglio le problematiche organizzative in loco, a Marina Lovisotto che ha coordinato la segreteria e a tutti i soci che nei diversi ruoli hanno reso perfetta la manifestazione.
Per quanto riguarda il Trofeo Pole Star di cui questa manifestazione rappresentava la 6 e penultima tappa alcuni verdetti sono già stati emessi:
nella categoria Bianco sicuro vincitore Virno Nicolas anche mancando all’ultima prova. Nella categoria Giallo in testa Giovanna Chiarandini che come avversario può solo contare su un rientro di Jerman Alessio vincitore delle prime tre tappe e poi scomparso dal circuito. Nel Rosso Maschile la classifica è ancora saldamente in pugno a Stefano De Eccher, davanti a Gilberto Bulfoni, che ha concluso anche la gara dei Laghetti ma non scaricato la si-card. La direzione di gara si è riservata di attribuire il punteggio nel Trofeo se riusciremo a recuperare i dati vista l’eccezionalità dell’evento occorsogli. Nel Rosso Femminile, Marta Canal si è già assicurata la vittoria con ampio margine. Il Nero Maschile vive del duello sul filo di un pugno di punti fra Serhij Mukhidinov e Stefano Collodet in una classifica che vede quest’ultimo in vantaggio. Nel Nero Femminile è Alessia Ciriani a guidare la classifica con un vantaggio irrecuperabile in caso di presenza nell’ultima tappa da parte di Elisabetta Tadina.
Analizzate le categorie possiamo aggiungere che nessun verdetto è ancora stato emesso per quanto riguarda la classifica finale del Trofeo (il miglior punteggio raggiunto da un singolo atleta qualsiasi sia la categoria di partecipazione). Ma in lizza sono rimasti i tre concorrenti citati che conducono rispettivamente la classifica di categoria del percorso Rosso Maschile, Rosso Femminile e Nero Femminile.
Un motivo in più per partecipare ed assistere all’ultima decisiva prova di Ravosa.
Per quanto riguarda la nostra prossima organizzazione in Carnia è in calendario il 12 dicembre ‘Lanternes di Nodal a Paluce’. La concomitanza con la manifestazione di Telethon a Udine, il desiderio di partecipare con una nostra squadra e la sicura partecipazione di altre squadre della Carnia e della provincia che potrebbero sottrarre partecipanti alla nostra gara ci farà decidere in breve se anticipare l’evento a sabato 5 dicembre.

Come sempre risultati e classifiche su www.friulimtb.it