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Una coraggiosa politica energetica regionale

Logo del consorzio BIM Tagliamento

di Franceschino Barazzutti
già presidente del Consorzio del Bacino Imbrifero Montano (Bim) Tagliamento, già sindaco di Cavazzo Carnico

Ha fatto bene il neopresidente del Consorzio BimTagliamento, nonché sindaco di Ampezzo, Michele Benedetti a sollevare il tema dell’applicazione nella nostra regione dell’art. 11-quater (Disposizioni in materia di concessioni di grandi derivazioni idroelettriche) della Legge Nazionale 11. 02. 2019 n. 12 (Legge Semplificazioni), poiché il settore idroelettrico investe ampiamente e pesantemente quasi tutti i corsi d’acqua del territorio montano della nostra regione, per il quale il provvedimento legislativo può essere uno strumento per una positiva svolta radicale. Ma vediamo, per punti, che cosa prevede questo provvedimento legislativo iniziando dall’aspetto più importante qual è il trattamento delle concessioni: “alla scadenza delle stesse e nei casi di decadenza o rinuncia, gli impianti passano, senza compenso, in proprietà delle regioni, in stato di regolare funzionamento”. Questo è il dettato fondamentale. Al concessionario è dovuto solo un indennizzo pari al valore non ammortizzato delle opere autorizzate. Le regioni possono assegnare le concessioni così acquisite ad operatori economici mediante gara pubblica, (che significherebbe lasciare le cose come sono ora! ) o a società a capitale misto pubblico-privato (sarebbe una mezza misura! ) o a una propria società energetica (sarebbe la cosa giusta! ) come avviene con ottimi risultati nella Regione Autonoma Trentino Alto Adige. Conseguentemente i nuovi concessionari versano i canoni concessori alla regione e non più allo stato. Inoltre sono previsti canoni aggiuntivi da destinare al finanziamento del ripristino ambientale dei corpi idrici interessati dalla derivazione e misure di compensazione ambientale e territoriale da destinare ai territori dei comuni interessati dalla presenza delle opere idroelettriche Con questo provvedimento legislativo viene riconosciuta alle regioni l’importante facoltà di disporre “l’obbligo per i concessionari di fornire annualmente e gratuitamente alle stesse regioni 220 kWh per ogni kW di potenza nominale media di concessione, per almeno il 50 per cento destinata a servizi pubblici e categorie di utenti dei territori provinciali interessati dalle derivazioni. ” Tale obbligo è da tempo vigente nel Trentino Alto Adige. Di fronte a così importanti ed innovativi poteri attribuiti alle regioni, sorge la domanda: come mai la nostra Regione non ha ancora adottato la propria legge attuativa di quella nazionale entro il termine massimo previsto del 31 marzo 2020? Né risulta che sull’argomento tuttora siano state depositate in consiglio regionale proposte di legge di gruppi politici o di singoli consiglieri o un disegno di legge giuntale. Ogni ulteriore ritardo sarebbe grave e minerebbe la credibilità politica. Preoccupa il fatto che sugli interessanti scenari disegnati dalla legge nazionale regni il silenzio in particolare proprio nei territori montani sui quali principalmente grava l’idroelettrico, mentre dovrebbe essere oggetto di dibattito e di iniziative nelle sedi istituzionali, nei partiti, nelle associazioni, nelle comunità, e perché no anche nei bar, con la volontà di prendere nelle proprie mani il destino della propria terra, dove sono presenti storiche presenze di cooperative idroelettriche centenarie che hanno garantito e garantiscono condizioni favorevoli agli utenti e sono depositarie di una preziosa esperienza gestionale. Tra le varianti di assegnazione delle concessioni acquisite va considerata la preziosa e consolidata esperienza della Provincia Autonoma di Trento, che attraverso la propria società energetica “Dolomiti Energia” ed altre società pubbliche gestisce le concessioni, come fa pure la Provincia Autonoma di Bolzano con la propria società energetica “Alperia”. Province che hanno saputo e voluto ben utilizzare ed ampliare i poteri della loro autonomia. Altrettanto deve fare la nostra Regione, dove purtroppo spadroneggiano società energetiche esterne, i cui azionisti di riferimento – si noti – sono Comuni, enti pubblici che incamerano all’attivo dei loro bilanci i profitti realizzati dallo sfruttamento della nostre acque. È ormai indilazionabile che la nostra Regione a statuto speciale di autonomia costituisca quanto prima una propria società energetica a capitale pubblico per assumere via via le concessioni. Non si capisce perché la proposta di legge n. 193 avente per oggetto “Costituzione della Società Energia Friuli Venezia Giulia – SEFV”, presentata il 27. 02. 2017 dai Consiglieri Revelant, Tondo, Riccardi, Colautti, Violino, Marsilio, Ciriani e Zilli sia rimasta senza seguito. Forse per fermarla è bastata una letterina dell’Associazione dei derivatori “Elettricità Futura”? Occorre più coraggio politico. Tanto più che sono imminenti le scadenze del complesso idroelettrico della Val Tramontina di Edison, cioè della francese “Electricité de France”, costituito da 5 centrali, mentre nel 2029 scadranno le concessioni del sistema idroelettrico del Tagliamento della lombarda a2a costituito dalle centrali di Ampezzo e di Somplago. Un sistema dinosauro incompatibile e insostenibile in quanto ha privato di tutte le acque la gran parte della Carnia e sconvolto il lago di Cavazzo o Tre Comuni, un sistema che va rivisto. È tempo che la nostra Regione a statuto speciale di autonomia decida se vuole doverosamente svolgere una propria politica energetica autonoma anche ricorrendo alle moderne tecnologie o se invece vuole continuare a rilasciare concessioni per centraline speculative che inaridiscono gli ultimi ruscelli, incentivate fra l’altro con i certificati verdi pagati dagli utenti attraverso le bollette, e ad essere quindi colonia delle società multiutity esterne. Tanto più dal momento che l’idroelettrico sfrutta un bene comune per eccellenza come l’acqua che sta già diventando sempre più strategica e preziosa.

San Daniele: Tagliamento, le casse bocciate dal tribunale annullata la delibera regionale

(v.f. dal MV di oggi)

Il Wwf non esita a definirla «pietra tombale sulle casse di espansione che minacciavano il Tagliamento»: il Tribunale superiore delle acque pubbliche, con sentenza depositata il 9 ottobre, ha accolto i ricorsi presentati da Wwf, associazione Acqua e Comuni rivieraschi, uniti in un unico procedimento, contro la delibera della Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia dell’1 giugno 2007 che approvava il progetto preliminare relativo alla realizzazione delle opere per la laminazione delle piene nel medio corso del fiume. L’effetto della sentenza è l’annullamento della delibera in questione. «Lo spettro delle famigerate casse di espansione sembra dunque allontanarsi per sempre dal destino del Re dei fiumi alpini» commenta il Wwf, che lancia la terza edizione di Biodiversamente, il Festival dell’ecoscienza che si terrà il 27 e 28 ottobre, quest’anno dedicato all’acqua e alla più grande riserva idrica d’Europa, le Alpi, che vede proprio il Tagliamento, ultimo fiume selvaggio d’Europa, tra i protagonisti. Diverse erano state le violazioni di legge denunciate dal Wwf nel ricorso, «tra cui l’eccesso di potere della delibera della Giunta regionale per aver completamente travisato i reali esiti della Commissione regionale lavori pubblici che aveva esaminato il progetto. Durante l’ultima riunione dell’organo consultivo regionale del 9 febbraio 2006 era stato infatti espresso un parere sfavorevole al progetto preliminare da parte della maggioranza dei membri della Commissione, tra cui i cinque sindaci dei Comuni interessati – Ragogna, Pinzano, Spilimbergo, San Daniele, Dignano –, e il rappresentante della Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio». In attesa di conoscere nel dettaglio le motivazioni del Tribunale superiore delle acque pubbliche (copia della sentenza sarà disponibile a giorni), intanto canta vittoria il Wwf e con l’associazione anche i sindaci, che per oggi alle 13.30 hanno convocato una conferenza stampa in municipio a Ragogna. Fino a oggi, infatti, tutti gli atti che prevedevano la realizzazione delle opere di laminazione erano ancora validi: per questo il Wwf nei mesi scorsi aveva chiesto ufficialmente alla giunta regionale la revoca della delibera del 2007 e l’annullamento dell’accordo del 2006 con cui la Regione aveva conferito al Magistrato delle Acque di Venezia il mandato per la realizzazione delle opere. «Con questa sentenza – chiosa il Wwf – il Tribunale ha fatto quello che la classe politica non ha avuto il coraggio di fare. A questo punto la giunta regionale prenda atto di un tanto: si attivi insieme agli enti preposti affinché sia messa mano al Piano stralcio che ancora prevede la realizzazione delle casse sul medio corso del fiume. Ma sopratutto provveda urgentemente agli interventi sulla parte bassa del fiume, come già aveva previsto il Laboratorio Tagliamento».

Friuli: grande successo di pubblico al Conciert pal Tiliment 2012


foto di Francesca Candolo.

Un importante successo di pubblico e interventi incisivi e informati al Conciert pal Tiliment organizzato ieri dal comitato ARCA e Radio Onde Furlane a Pontaiba di Pinzano. L’evento, a difesa del Tagliamento minacciato dal progetto autostradale Cimpello-Gemona, ha visto la partecipazione di 1.000-1.500 persone, in forte crescita rispetto allo scorso anno, complice un tempo splendido che ha consentito di ammirare i panorami della pedemontana e percorrere letteralmente i fiumi Arzino e Tagliamento. Visite guidate hanno permesso di spingersi alla confluenza dei fiumi e sulla cima del monte di Ragogna, grazie anche all’attivo contributo del WWF.

La kermesse musicale, aperta alle 14 dal raffinato cantautore tolmezzino Matteo Segrado e chiusa alle 20.30, a sole ormai tramontato, dagli energici Truc, è stata condotta con la consueta competenza da Mauro Missana di Radio Onde Furlane, che ha curato la direzione musicale. Particolarmente nutrita, quest’anno, la presenza di musicisti carnici: oltre a Segrado, i giovanissimi rocker GBU, i MiG 29 over Disneyland – uno dei gruppi emergenti del rock indipendente italiano – che hanno presentato in anteprima il loro nuovo CD “Robis di fâ”, il cantautore Aldo Rossi, che con grande verve e franchezza ha catturato l’attenzione del pubblico, e infine l’intensa e emozionante cantautrice di Moggio Eleonora Cedaro, vera sorpresa della giornata, accompagnata dalla violinista Laura Comuzzi. Il rock friulano è stato invece rappresentato da Ulisse e i Ciclopi, vincitori del Premi Friûl 2011, dai potenti Pantan e dagli estrosi e suggestivi RuznoTone. Giuliano Baldin e Jvan Moda, voce dei Pantan e membro dei RuznoTone, hanno curato la parte tecnica.

Appassionati, com’era da aspettarsi, gli interventi che – novità di quest’anno – hanno inframmezzato le esibizioni musicali, da parte delle associazioni WWF, Legambiente e Tutela Ambiente Montano del Club Alpino Italiano, e dei comitati Per Altre Strade, Assieme per il Tagliamento, Movimento Tutela Arzino, No Tav Fvg, Comitato per la vita del Friuli rurale e infine del Coordinamento Territoriale Ambiente di Cordenons. Un saluto particolare è venuto dal sindaco di Pinzano Debora Del Basso che, assieme ai colleghi di Ragogna e Castelnovo e alle Province di Udine e Pordenone, ha patrocinato l’iniziativa.

In apertura e chiusura i consiglieri regionali Agnola e Colussi hanno sottolineato l’importanza dell’impegno assiduo dei tanti comitati e associazioni di cittadini a informare la popolazione, fatto che costituisce il sale della democrazia. Entrambi hanno richiamato il loro impegno contro il progetto autostradale e tutti quei progetti che, affrontati senza la necessaria trasparenza, generano un deficit di democrazia rivelandosi spesso privi del necessario consenso. Ma anche dei necessari requisiti, in primis quelli economici e quelli ambientali.

Il concerto è stata anche l’occasione per ribadire con forza che, mentre si ipotizzano discutibili opere di sviluppo infrastrutturale, si trascurano le infrastrutture esistenti, in particolare la ferrovia Gemona-Sacile minacciata di chiusura, eppure definita dal compianto regista Monicelli uno dei 100 più bei luoghi d’Italia.

Il Presidente di ARCA, nel ringraziare tutti (in particolare i musicisti che hanno suonato gratuitamente, Radio Onde Furlane, i tecnici, il grafico Alessandro D’Osualdo che ha disegnato il volantino, le associazioni e i comitati partecipanti, l’associazione di Manazzons, i comuni e le province che hanno concesso il patrocinio e i volontari di Arca), ha dato appuntamento per la terza edizione il prossimo anno.

Pinzano: un concerto per conoscere meglio la valle del Medio Tagliamento

Una giornata di musica sulla riva del fiume per celebrare il Tagliamento e difenderlo dal progetto dell’autostrada Cimpello-Sequals-Gemona. Il concerto è gratuito e si terrà domenica 26 agosto dalle 14 fino a sera a Pontaiba, presso Colle di Pinzano al Tagliamento, proprio alla confluenza tra l’Arzino e il Tagliamento.

Parteciperà il meglio della musica friulana, che ha aderito all’appello con entusiasmo assicurando la propria presenza gratuitamente:

Arbe Garbe, MiG-29 over Disneyland, Ulisse e i Ciclopi, Truc,  Aldo Rossi, Matteo Segrado, Pantan, G.B.U. – The Good, the Bad and the Ugly, Eleonora Cedaro, RuznoTone

Il concerto sarà un’occasione per far conoscere la valle del Medio Tagliamento, un tesoro paesaggistico e un ecosistema incontaminato, oggetto di studio di numerose università europee che hanno definito il nostro fiume “König der Alpenflüsse”. In questo tratto in cui il Tagliamento ha mantenuto il suo corso naturale (venendo preso a modello per la rinaturalizzazione degli altri fiumi alpini così da diminuire il rischio di alluvioni) si inserisce il progetto di costruzione dell’autostrada Cimpello-Sequals-Gemona, di cui la Regione Friuli Venezia Giulia dovrebbe ancora annunciare l’assegnazione (vedi l’allegato Timeline del progetto).

Secondo il progetto regionale di massima, il luogo in cui si terrà il concerto, appena a monte del ponte di Pinzano, dovrebbe essere occupato dall’uscita della galleria prevista sotto il territorio di Pinzano e da un alto viadotto che consentirà all’autostrada di superare l’Arzino e il tracciato ferroviario Gemona-Sacile. Da qui l’autostrada proseguirà in rilevato nell’area golenale del fiume fino in prossimità del ponte del Cimano, presso Cornino di Forgaria, dove con imponenti viadotti attraverserà nuovamente la ferrovia e il fiume Tagliamento per proseguire in direzione di Majano-Gemona. 

La manifestazione vuole replicare il successo dell’edizione 2011, che nonostante il tempo inclemente aveva richiamato un migliaio di spettatori, tra ambientalisti, appassionati di musica, friulanisti, cittadini preoccupati della minaccia che grava sulla valle del Medio Tagliamento e curiosi alla scoperta di un paradiso naturale ancora poco conosciuto.

Una novità dell’edizione 2012 sarà la presenza di numerose associazioni e comitati ambientali friulani, che interverranno brevemente nei momenti di cambio palco tra un gruppo e l’altro. Saranno presenti il WWF con il presidente regionale Roberto Pizzutti; Legambiente con il presidente regionale Elia Mioni; Tutela Ambiente Montano del Club Alpino Italiano; i comitati Assieme per il Tagliamento, che si batte per la tutela del Tagliamento e contro le casse di espansione; Movimento tutela Arzino, che si oppone alla costruzione di tre centraline idroelettriche sul torrente Arzino (sarà possibile firmare la petizione); Per Altre Strade, contro la progettata autostrada Carnia-Cadore; Comitato per la vita del Friuli rurale, contro l’elettrodotto aereo Redipuglia-Udine.

Il concerto sarà un’occasione per firmare la petizione del comitato ARCA contro l’autostrada, che ha superato le 5000 adesioni. Inoltre, sarà possibile partecipare all’edizione 2012 dei Luoghi del Cuore, il censimento dei luoghi italiani da non dimenticare organizzato dal FAI – Fondo Ambiente Italiano, segnalando in un’apposita cartolina la Valle del Medio Tagliamento.

Novità: con il WWF sul Monte di Ragogna. A integrazione delle attività della giornata, il WWF Friuli Venezia Giulia ha organizzato un’escursione guidata sul Monte di Ragogna, sull’altra riva del fiume rispetto all’area del concerto, fino al punto panoramico da cui si gode una magnifica vista della valle del Medio Tagliamento, per capire quale danno paesaggistico e naturalistico verrebbe causato dall’eventuale realizzazione dell’autostrada.

L’appuntamento è alle ore 10:00 a San Pietro di Ragogna, nel parcheggio vicino all’incrocio tra la provinciale 5 e via del Ponte. In alternativa, per chi voglia arrivare in auto, il ritrovo è alle 11:30 lungo la strada per il monte. Da lì al punto panoramico c’è una breve salita (40 m dislivello). Gli escursionisti potranno poi ridiscendere all’area del concerto, dove i chioschi saranno aperti dalle 13:00. L’escursione sarà guidata da Roberto Pizzutti, presidente del WWF Friuli Venezia Giulia. Tutte le informazioni sul sito www.comitato-arca.it

Si allega il volantino del concerto (grafica Alessandro D’Osualdo).

Per tutte le informazioni e in caso di maltempo consultare il sito www.comitato-arca.it

 

Come arrivare

Venendo da Majano-Flagogna, girate a sinistra dopo il ponte sull’Arzino e seguite le indicazioni al luogo del concerto. Arrivando da Pinzano, proseguite in direzione di Flagogna: all’altezza della frazione Campeis troverete le indicazioni al luogo del concerto. Se volete verificare la posizione del sito su Google Maps, digitate Colle di Pinzano al Tagliamento, il concerto si terrà presso il campo sportivo a destra dell’abitato di Colle, proprio sulla riva dell’Arzino.

I promotori

Il Comitato ARCA (www.comitato-arca.it) è un comitato di cittadini della Val d’Arzino e dei comuni contermini che si batte per uno sviluppo sostenibile del territorio e contro il progetto dell’autostrada Cimpello-Gemona.

Radio Onde Furlane (www.ondefurlane.eu) è da oltre vent’anni protagonista della rinascita della musica popolare friulana e di un uso vivo e contemporaneo della lingua friulana.

L’iniziativa ha il patrocinio della Province di Pordenone e Udine e dei Comuni di Ragogna, Pinzano al Tagliamento, Castelnovo del Friuli.

Per informazioni

Stefania Garlatti-Costa 388-613 0212

 

Storia del progetto di raccordo autostradale Cimpello-Sequals-Gemona

Il progetto di costruzione di una strada di collegamento tra Pordenone e Gemona del Friuli risale agli anni ’60, come soluzione al secolare isolamento della Val d’Arzino. Il progetto si è parzialmente attuato solo alla fine degli anni ’90, quando però la funzione dell’infrastruttura era cambiata: non più strada ad interesse regionale ma superstrada di comunicazione internazionale, parte del Corridoio infrastrutturale europeo 5 (Lisbona-Kiev) e come tale inserita nella legge Legge Obiettivo per la realizzazione delle opere considerate “strategiche e di preminente interesse nazionale”.

Infine, alla fine degli anni 2000, il progetto cambia nuovamente pelle, trasformandosi da superstrada a 2 corsie ad autostrada a 4 corsie a pedaggio, realizzata e gestita da ditte private secondo un sistema di project financing.

Quanto segue è in punti l’iter progettuale dell’opera.

1998

Viene inaugurato il tratto Piandipan-Sequals, di 28 chilometri, primo spezzone della superstrada (a due corsie senza intersezioni a raso) Cimpello-Sequals-Gemona

2003

A cura della Provincia di Pordenone, viene pubblicato il progetto preliminare per il completamento della superstrada Cimpello-Sequals fino a Gemona. A causa della difficile orografia del territorio coinvolto, il costo preventivato dell’opera è altissimo (stimato oggi in 400 milioni di euro), superiore alle disponibilità della Regione

2009

20 maggio: Autovie Venete, insieme alle imprese Rizzani de Eccher e Impregilo, presenta alla Regione Friuli Venezia Giulia uno studio di fattibilità per la progettazione, realizzazione e gestione, secondo lo strumento della finanza di progetto, del raccordo autostradale A28-A23 (Cimpello-Sequals-Gemona).

Lo studio prevede un investimento di circa 975 milioni di Euro con oneri totalmente a carico dei proponenti e, in cambio, il diritto d’esazione del pedaggio per 50 anni (10 euro per le auto e 18 per i camion più IVA).

L’opera comprende l’adeguamento a quattro corsie del tratto già realizzato tra Cimpello e Sequals ed il completamento da Sequals a Gemona di altri 30 chilometri

14 dicembre: con la Relazione della Direzione Centrale mobilità dell’Assessorato regionale ai trasporti viene evidenziata la mancanza del requisito di interesse pubblico per il progetto presentato

17 dicembre: la Giunta Regionale dichiara l’interesse pubblico alla realizzazione in project financing del raccordo Cimpello-Sequals-Gemona, richiedendone l’inserimento nello strumento di pianificazione delle infrastrutture regionali

2010

agosto: viene pubblicato un bando europeo per l’affidamento in concessione della progettazione, costruzione e gestione del raccordo Cimpello-Sequals-Gemona, sulla base della progettazione preliminare che sarà offerta in sede di gara

20 dicembre: scadenza del bando per la presentazione delle offerte di gara complete di progetto preliminare, scadenza prorogata con delibera della Giunta regionale al 18 febbraio 2011 e successivamente all’11 marzo 2011

29 dicembre: la Giunta Regionale adotta il Piano delle Infrastrutture di trasporto, della mobilità delle merci e della logistica, al cui interno è inserito il progettato raccordo autostradale

2011

15 marzo: apertura delle buste con le due offerte di gara pervenute alla Regione. A concorrere sono la Condotte Spa, attiva nel settore dell’Alta Velocità e partner dell’Impregilo nel progetto del Mose a Venezia, della Salerno-Reggio Calabria e del ponte sullo stretto di Messina, e il consorzio italospagnolo SIS-Sacyr, che si è aggiudicato la costruzione e gestione in project financing della superstrada a pedaggio Pedemontana Veneta tra Vicenza e Spresiano (TV)

2012

2 febbraio: consegna al Presidente del Consiglio Regionale di 3870 firme di cittadini che hanno aderito alla petizione promossa dal Comitato ARCA contro il progetto dell’autostrada. La petizione è appoggiata dai consiglieri Agnola (IdV), Colussi (Cittadini), Menis (PD), Narduzzi (Lega Nord) e Pustetto (SeL). Intanto la commissione regionale preposta allo studio e selezione delle offerte ha terminato i propri lavori ma le sue conclusioni non sono ancora accolte dalla giunta regionale e rese pubbliche. Nel frattempo, ARCA prosegue la raccolta delle firme

giugno: cambio di posizione del PD regionale in merito all’infrastruttura. Il segretario Debora Serracchiani, all’interno del dibattito sulla realizzazione della terza corsia dell’A4, afferma la sua contrarietà all’autostrada Cimpello-Gemona, che per il PD non rientra nelle priorità del piano regionale delle infrastrutture. L’assessore alla Viabilità, Riccardo Riccardi, ribadisce invece che si tratta di un’opera strategica, soprattutto in considerazione dell’iniziata costruzione della Pedemontana Veneta, e si dice quasi certo che entro il 2013 “si potrà riuscire a individuare il concessionario”, mentre il presidente della Giunta, Renzo Tondo, ammette che l’opera potrebbe richiedere un “supplemento di valutazione”. Intanto le adesioni alla petizione ARCA superano quota 5000