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Tarvisio: flop della Tarvisio 2000 spa escono Comune e Provincia

 di Giancarlo Martina.
La Stu (Società di trasformazione urbana) “Tarvisio 2000 Spa” non esiste più dopo il ritiro degli enti pubblici, Provincia e Comune (decisione presa a maggioranza, con la sola astensione dell’indipendente Baraldo, dal consiglio comunale di Tarvisio). È questa la conseguenza della legge 147 del 2013, che regolamenta le società partecipate ponendo delle limitazioni, soprattutto in presenza di eventuali passivi dovuti alle inattività, non consentendo passività per tre anni consecutivi nella gestione. E la Stu di Tarvisio, figlia del bando vinto – a promuoverlo era stato il ministero delle Finanze -, nel 2005, vedendo così premiato il progetto studio proposto con un finanziamento di 309.000 euro, aveva proprio il fine di creare una compagine a capitale misto, pubblico e privato, per favorire gli arrivi di investitori indispensabili per attuare la riconversione dei tanti beni dismessi sul territorio comunale. Ma di fatto la Stu non è riuscita a intraprendere quelle iniziative per cui era stata creata. Soci della Stu – Tarvisio 2000, erano il Comune con il 10% delle azioni, la Provincia di Udine con pure il 10%, mentre all’80% ammontava la partecipazione dei privati. I siti da riconvertire in attività produttive anche per la crescita turistica della località, erano quelli dell’ex stazione ferroviaria di Tarvisio Centrale, dell’ex caserma Ge.ka.mot di Camporosso e degli ex autoporti di Coccau. Purtroppo, come ha spiegato il sindaco Renato Carlantoni, la crisi economica ha inciso pesantemente sui propositi, visto che il socio, un’ importante immobiliare veneta che era anche disponibile a realizzare il parcheggio interrato con 100 posti auto in via Vittorio Veneto, è andata in difficoltà fino al fallimento. Il progetto è piaciuto anche a una società molisana che è subentrata ai veneti nella società di trasformazione urbana. Ma l’azione di questa compagine s’è incagliata quando ha voluto acquistare dalle ferrovie l’ambito dell’ex stazione di Tarvisio, a causa di lungaggini burocratiche e liti giuridiche. In conseguenza negli ultimi tre anni la società ha prodotto soltanto spese. Il futuro di queste aree è ora in balia di possibili speculazioni? Il sindaco Carlantoni lo esclude. «Rimane valido lo studio di fattibilità delle riconversioni. La società Molisana proprietaria dell’ex stazione può proseguire con i suoi programmi, l’area Ge.ka.mot è di proprietà del Demanio, l’ex autoporto di Coccau è di Autovie Venete e l’area di Colma è dell’Anas. Chiaramente, da parte nostra c’è la massima disponibilità ad appoggiare attività imprenditoriali che portino sviluppo».

Tarvisio: benzina giù oltreconfine, la fuga dal Friuli in Austria

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di Giancarlo Martina.

Ora ci si accorge anche a livello nazionale che i prezzi dei carburanti in Italia non scendono quando cala il costo del barile di petrolio. Il costo della materia prima è pressoché dimezzato, ma benzina e gasolio sono scesi solo del 16%. Causa dell’alta tassazione dicono gli esperti, ma la gente sa benissimo che come il valore del barile tornerà a salire, puntuali scatteranno anche gli aumenti alle pompe. E in un paese di frontiera come Tarvisio, dove ci si confronta giornalmente con ciò che accade nelle vicine Austria e Slovenia, questo paradosso è ancora più evidente. Ebbene, oltre confine i prezzi seguono puntualmente, quindi, giornalmente l’andamento del mercato del petrolio, tant’è che ieri al distributore del comune di Villaco, il gasolio era a 0,998 euro e la super 95 a 1,058 e nel Comune, confinante con Tarvisio, di Arnoldstein la benzina era a 1,115 e il gasolio a poco meno. Nel capoluogo della Valcanale al distributore Esso, vicino ai campi di sci, la super con lo sconto regionale ieri era a 1,319 euro e il gasolio a 1,312 euro. Anche in Slovenia prezzi più vantaggiosi: super 95 a 1,268 e gasolio a 1,197. «Siamo stati sempre svantaggiati, ma mai come in questo periodo – afferma Giancarlo Monego gestore del distributore Esso -, purtroppo, noi cerchiamo di fornire servizi, di metterci a completa disposizione del cliente, ma non possiamo fare fronte a una simile concorrenza. C’erano migliaia di villeggianti in Valcanale durante le vacanze di fine anno, ma tutti prima di ripartire, il pieno lo hanno fatto oltre confine». Grave il danno per distributori della vallata, ma questo fenomeno incide sull’intera economia della Valcanale. La giunta comunale, da tempo si sta battendo perchè venga riconosciuta a Tarvisio l’attenzione dovuta per la sopravvivenza della valle. L’anno scorso aveva formulato anche il “Progetto Tarvisio”, presentato alla Regione. Il progetto prevede l’abbattimento delle accise per portare il prezzo nelle pompe di Tarvisio a essere concorrenziale con quelli praticati dai nostri vicini e anche l’introduzione di una fiscalità di vantaggio per le imprese produttive. «Il progetto è mirato – ricorda il sindaco Renato Carlantoni – a far invertire la tendenza di quanto sta accadendo da anni, ossia, che i costi dei carburanti che ora attraggono in Austria e Slovenia, dove chi va a fare il pieno approfitta anche per fare la spesa o per gustare un gulasch o la Sacher torte, possano diventare la nostra attrazione principale per calamitare, con la scusa del carburante a un prezzo migliore, i nostri vicini a vantaggio anche del commercio, della ristorazione e dell’occupazione. Infatti, nel raggio di 50 chilometri risiedono ben 216 mila austriaci e sloveni e solo 6.500 italiani. Perciò, si è stimato che con il nostro progetto, il vantaggio per lo Stato italiano sarebbe una cifra che oscilla tra gli 11 e i 15 milioni di euro l’anno». Purtroppo, nonostante, la presidente Serracchiani e l’assessore alle finanze Francesco Peroni, avessero riconosciuto la bontà del progetto, gli uffici regionali l’hanno bocciato perchè contrario alle direttive europee. «È triste che su un tema così importante si sia lasciata la risposta agli uffici – conclude Carlantoni -, ma noi insisteremo, perchè siamo convinti dei vantaggi che il progetto porterebbe al territorio».

Tarvisio: nasce il bob su rotaia che piace anche agli ambientalisti

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di Giancarlo Martina.

La stagione turistica invernale s’avvicina e a Camporosso, con la “benedizione” degli ambientalisti, è in piena attività il cantiere per la realizzazione della slittovia su doppia rotaia che, scendendo sul versante nord della Collina dei Combattenti, diverrà una delle maggiori attrazioni nell’area dello snow park di via Alpi Giulie. In un’area, come è noto, baricentrica del demanio sciabile, tra Tarvisio capoluogo e l’arrivo della pista Di Prampero. L’intervento a cura di Promotur, che lo finanzia, è in funzione del più articolato progetto Pisus che mira a migliorare l’offerta turistica da proporre alle famiglie. L’impianto in realizzazione consentirà di scendere su un percorso tortuoso – particolarmente studiato per assicurare emozioni e divertimento da ottovolonte soprattutto ai giovani che ne usufruiranno – dalla sommità della Collina fino all’interno dello snow park. Sarà un percorso di 900 metri di lunghezza, suddivisi in 650 metri di discesa e 250 metri di risalita e con un dislivello di 71 metri. «La slittovia, o Alpine Coaster, che sta realizzando l’agenzia Promotur, con cui il Comune ha già stipulato l’apposita convenzione – spiega il sindaco Renato Carlantoni –, è un impianto finalizzato al tempo libero di tipo sportivo che potrà divenire un fiore all’occhiello, dalla doppia valenza, invernale ed estiva, per il nostro comprensorio». Ricordo – aggiunge l’assessore al turismo Cimenti – che nel progetto Pisus è anche previsto che l’amministrazione comunale provveda, successivamente, alla realizzazione di 200 posti auto lungo via Alpi Giulie e accanto al negozio Lussari sport». Il circuito, con non meno del 6% d’inclinazione, permetterà la discesa per forza di gravità dei veicoli. La velocità potrà comunque essere regolata dal guidatore stesso dosando a propria scelta l’azione del freno. Dei dettagli tecnici è anche da segnalare che l’impianto sarà dotato di sistema di sicurezza anti-deragliamento. Attualmente sono in pieno svolgimento i lavori di realizzazione del rialzo della pista dell’Angelo per consentire il passaggio della slittovia sotto di essa, in una sorta di sottopasso. Mentre al disbosco in corrispondenza del tracciato dell’impianto sarà interessata una fascia di almeno 10 metri di larghezza. Nessun impatto ambientale significativo per il consigliere d’opposizione di Un’altra Tarvisio Enrico Toniutti. «Nel contesto della foresta questo disboscamento è un danno relativo, considerato che la slittovia serve a riqualificare gli impianti per il turismo». Marco Lepre di Legambiente precisa che questa situazione, assieme ad altre nel campo delle piste di sci, sarà vagliata in una prossima riunione».

Tarvisio: 2014 tartufi e porcini da record nei boschi

(g.m. dal MV di oggi)

Pare proprio che la tanta pioggia di questa pazza estate stia favorendo la “fioritura” di funghi, agevolata senz’altro anche dal ritorno del clima agostano e tutto ciò anche per la gioia degli amanti delle bella camminate, nei boschi. Ma a Lidia e Giorgio Veluscek, zia e nipote tarvisiani che avevano già riposto nel cesto alcuni porcini, il giro fra i prati, i boschi e le abetaie del circondario ha riservato loro una ulteriore piacevole sorpresa: l’incontro con due tartufi neri dalle belle dimensioni. È stato il comportamento di un bell’ esemplare di capriolo a incuriosirli. Hanno notato il cervide intento a scavare il terreno con le zampe e, avvicinatisi, la bestia ha lasciato loro il campo e anche quella che sarebbe dovuta essere la sua preda. Infatti, dalla terra sono subito affiorati i due tartufi, uno a testa, e Giorgio il suo l’ha prontamente portato al padre Angelo titolare della “Pregiatissima” spaghetteria di via Udine. Non pare sia proprio una prima volta per il tartufo di Tarvisio, ma senz’altro non è un incontro abitudinario. E la fortuna ha arriso anche a due amici gemonesi che, saputo del ritrovamento e soprattutto del luogo, si sono recati a loro volta dove era stato visto “scavare” il capriolo e continuando l’opera sono stati premiati da un tartufo, il terzo della serie, solo un po’ più piccolo. E solo il giorno prima, sulle pendici del monte Lussari, versante Camporosso, c’era stato un altro incontro fortunato. In questa occasione, un cercatore di funghi, il tarvisiano Roberto Frangella, s’è imbattuto in un porcino da… lustrarsi gli occhi. Si tratta di un bell’esemplare dal cappello di 91 centimetri di circonferenza e dal peso di 1,2 chilogrammi.

Tarvisio: la ciclovia Alpe Adria è un vero “paradiso” per gli amanti della bici

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di Giancarlo Martina.

La pista ciclabile Alpe Adria si sta dimostrando sempre più opera fondamentale dell’offerta turistica e sportiva di Tarvisio e della valle intera. Sempre maggiori sono le iniziative coinvolgenti amanti e sportivi delle due ruote favorite dall’attualissima infrastruttura, basti ricordare la recente AlpeAdria Bike Festival senza confini, organizzata dalle tre regioni contermini assieme al consorzio Consorzio di promozione turistica e al Gran premio Valcanale – Canal del Ferro svoltosi questo fine settimana sulle strade della vallata. In trecento, domenica scorsa, hanno partecipato alla Lussari Mountain Bike e domenica 10 agosto è in programma la Ciclotour senza confini che percorrerà tutta la ciclovia AlpeAdria da San Leopoldo di Pontebba fino in piazza Unità a Tarvisio. Inoltre, il 22 e 23 agosto si svolgerà la Rekreatur, manifestazione esaltante il ciclismo amatoriale, organizzata da un’associazione turistica slovena. «La cosa positiva di queste manifestazioni – afferma il sindaco Renato Carlantoni – è che vengono sempre coinvolti tutti i Comuni interessati al passaggio della ciclovia Alpe Adria e quindi viene dimostrata la sua funzione di unità territoriale con propositivi aspetti economici a vantaggio di tutta la Valcanale e il Canal del Ferro». Ma è anche evidente che, oltre a favorire lo svolgimento di manifestazioni, la ciclabile è anche giornalmente utilizzata da ciclisti, sportivi e non, da famiglie intere che frequentano massicciamente sia il percorso realizzato sull’ex ferrovia Pontebbana sia il collegamento tra questo e la Slovenia. «Si tratta – accenna il sindaco – di centinaia di migliaia di passaggi annui che, oltre al valore sportivo e ricreativo, hanno anche una forte incidenza sulle nostre attività imprenditoriali e quindi è con estrema soddisfazione che posso già anticipare che la provincia di Udine, visto questo successo, finanzierà la realizzazione del tratto mancante della pista ciclabile Alpe Adria, quello tra la galleria di Tarvisio Centrale – Coccau e il confine di Stato austriaco, sfruttando il sedime ferroviario già di proprietà della Provincia di Udine e che all’epoca non è stato possibile ultimare per mancanza di fondi». Si tratta di un intervento di circa 450 mila euro che permetterà di realizzare un tratto che consentirà ai fruitori della ciclabile di superare agevolmente l’abitato di Coccau e la galleria sulla statale 13. Infatti, sarà realizzato il passaggio nella galleria dell’ex ferrovia per proseguire, poi, andando verso il confine, sul ponte in ferro per ricongiungersi con l’attuale ciclabile, attraverso un sottopasso sempre sulla statale 13 all’altezza della vecchia stazione di posta, oggi adibita a ristorante. «Oltre a questo intervento – annuncia infine il sindaco Carlantoni -, è anche intenzione della Provincia prolungare il tratto di pista ciclabile, sempre sul sedime ferroviario abbandonato, tra Resiutta e Moggio Udinese, in modo da dare continuità a un tragitto che offre agli utilizzatori anche la possibilità di sfruttare il “Micotra”, treno che unisce Udine con Villaco e che è predisposto al trasporto delle biciclette con opportune fermate a Venzone–Carnia, Pontebba e Tarvisio».

Tarvisio: la rinascita della Acciaierie: ora si punta ai 120 dipendenti

di Giancarlo Martina.

A Fusine si lavora a pieno ritmo e in futuro sono previste anche ulteriori assunzioni che incrementerebbero la forza delle maestranze attuale che è vicina a novanta addetti. Ciò è stato confermato ieri mattina, nell’incontro in Comune fra il sindaco Renato Carlantoni e il presidente, nonché amministratore unico di Acciaierie Valcanale, Karl Schmid, per fare il punto sull’attività dell’azienda Tarvisiana subentrata alla Weissenfels Tech Chaine. «Visti anche gli articoli allarmistici apparsi sulla stampa locale – afferma il sindaco Carlantoni – abbiamo ritenuto che fosse giusto fare un aggiornamento su quanto stia accadendo a Fusine, dove sembra essere tornata una certa serenità, grazie soprattutto al rientro di 86 operai riassunti gradualmente, a scaglioni da gennaio». L’azienda, come ha spiegato l’amministratore Schmid, si occupa di produrre le catene di sollevamento per l’intero gruppo Pewag, la nota azienda austriaca del settore. «Stiamo parlando – precisa il sindaco – di quantitativi di circa 400 tonnellate al mese. Ma i programmi futuri, qualora arrivasse l’omologazione ufficiale, prevedono la produzione di anelloni da destinare alle piattaforme petrolifere off shore. E, se tutto proseguirà secondo i piani, Fusine potrebbe diventare il polo logistico per tutti i marchi del gruppo Pewag, con l’assunzione di ulteriori maestranze, fino ad arrivare, nella più ottimistica delle ipotesi, a 120 addetti». E nel momento in cui il Gruppo avrà la certezza della proprietà dello stabilimento, potrà provvedere alle manutenzioni sui macchinari, con investimenti dI centinaia di migliaia di euro. «Questo non può non essere un segnale positivo per il territorio – aggiunge Carlantoni – anche perché, a differenza delle gestioni precedenti, la Pewag opera nello stesso settore della ex Weissenfels e, con 55 aziende collegate in tutto il mondo, è ovviamente interessata al rilancio dell’azienda di Fusine, su cui sta investendo risorse ed energie». «In merito poi ai fallimenti cui la stampa ha dato spazio in questi giorni – conclude Carlantoni –, sarà l’autorità competente a decidere. Dal canto nostro, come amministrazione comunale, sigleremo presto il contratto di locazione degli immobili, parte dei quali sono di nostra proprietà, e offriremo la massima collaborazione per venire incontro all’azienda. Ringrazio Schmid e Pengg, per aver creduto nel marchio storico della Valcanale e le maestranze per la lealtà e l’attaccamento che, anche in momenti poco facili, hanno dimostrato verso il proprio lavoro».

Tarvisio: libere da alberi e dalla neve le piste ciclabili sono agibili

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Sono state rimosse le piante cadute durante le grandi nevicate dello scorso mese di febbraio e adesso le piste ciclabili del Tarvisiano sono quasi totalmente percorribili considerato che la neve si è sciolta soltanto recentemente. Insomma sono pronte proprio in tempo utile per gli appassionati della bicicletta che con la bella stagione cominciano ad affollare le piste del Tarvisiano. Rimane da liberare ancora un tratto della pista nelle vicinanze del confine di Coccau con l’Austria, ma anche per questo intervento, che richiederà soltanto alcuni giorni di lavoro, la Regione (sulla cui proprietà insiste in quel punto la ciclabile) ha assicurato che sarà ultimato entro venerdì 23 maggio. Vi provvederà il Servizio Gestione forestale e produzione legname – Direzione controllo attività produttive della Regione. A cura dell’amministrazione comunale sono stati liberati diversi tratti non percorribili lungo la ciclabile Boscoverde – Fusine. Ora, come ha reso noto il vicesindaco e assessore alle opere pubbliche Renzo Zanette, è in corso la gara d’appalto per assegnare i lavori di sboscamento delle aree adiacenti alla stessa pista ciclabile.

Tarvisio: liberate due linci nella Foresta nell’ambito del progetto «Ulyca»

Una coppia di giovani linci di 4-5 anni, muniti di radiocollare e provenienti dalla Svizzera, è stata liberata nei giorni scorsi dal Corpo forestale dello Stato nella Foresta di Tarvisio, nell’ambito del progetto «Ulyca» (Urgent lynx conservation action, ovvero Azione urgente di protezione della lince) per la conservazione dell’animale nelle Alpi Sud-orientali. Felino molto raro nelle Alpi – si contano in Italia circa una decina di esemplari – la lince eurasiatica è una specie protetta ai sensi della normativa nazionale. Il nucleo più corposo è in Friuli-Venezia Giulia e l’areale storico di appartenenza è la Foresta di Tarvisio, 24 mila ettari al confine con Austria e Slovenia, gestita dal Corpo foresta dello Stato. «Ulyca» è promosso dall’associazione «Progetto lince Italia» e autorizzato dalla Regione Friuli-Venezia Giulia e dall’Ispra, nel contesto di attività internazionali coordinate da un’organizzazione di esperti provenienti da tutti i Paesi alpini. Le prossime azioni toccano alla Slovenia, paese che ospita la popolazione «sorgente», anch’essa in grave declino. Le due linci liberate provengono dalla Catena del Giura, dove vivono esemplari che geneticamente sono particolarmente idonei a rinvigorire il nucleo tarvisiano

Tarvisio: marcia tra ecologia e cultura sull’esempio di Compostela

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di Alessandra Beltrame

Partono oggi a piedi da Tarvisio e, a piedi, il 3 maggio raggiungeranno Venezia. Attraversando il Friuli dal Nord-Est a Sud-Ovest, passando il Tagliamento a Pinzano e sconfinando a Portogruaro. Più o meno 240 chilometri, senza contare i dislivelli. Sono i Rolling Claps, sassi rotolanti un po’ “furlans”, un po’ di Trieste (dove, ricordano, “clapa” vuol dire compagnia) e un po’ internazionali (c’è chi viene dal Portogallo). Non sono atleti, la loro non è un’impresa: scelgono il cammino come gesto culturale, si definiscono piuttosto viandanti, pellegrini laici. Marciano per conoscere il territorio e chi ci vive, calpestano la Terra perché è il modo piú antico (ed ecologico) per viaggiare. Certo, ci metteranno anche la fatica fisica, i dolori muscolari, il mal di schiena perché lo zaino è sempre troppo pesante, forse le vesciche ai piedi (anche se calzano buoni scarponi) e il rischio di prendersi un bel raffreddore se dovranno camminare sotto il diluvio. Un cammino è un viaggio vero: è pestare la strada, sentire la distanza passo dopo passo, mettere in moto le gambe a ritmo costante per ore e ore, stando bene attenti a dove si mettono i piedi sul sentiero. Però nulla spaventa i Rolling Claps: sono in compagnia e non hanno l’ansia da prestazione. Affronteranno gli imprevisti quando capiteranno, e comunque si sono organizzati bene: è mesi che progettano il viaggio, hanno studiato le tappe, cercato l’accoglienza, condiviso esperienze e consigli. D’altro canto, sono dei veterani: è il quinto anno, infatti, che un gruppo di eterogenei viandanti attraversa il Friuli a piedi. Erano in tre nel 2010, quando partirono da San Tomaso di Majano alla volta di Venezia. Quest’anno il gruppo oscillerà fra i 12 e i 16 a ogni tappa. San Tomaso è un luogo scelto non a caso (ma quanti lo sanno?): da questo paese, per secoli, sono passati migliaia di pellegrini, accolti nell’antico ospitale, che è stato da poco ristrutturato (ma non è ancora agibile per i pellegrini moderni, sic). Quest’anno i Rolling Claps hanno deciso di tornarci: lo visiteranno al termine della quarta tappa, il 28 aprile, ceneranno fra le sue mura e poi saranno ospiti dell’Associazione Amici dell’Ospitale di San Tomaso. Perché ogni tappa dei Rolling è un’occasione per conoscere, condividere, stringere amicizie, fare nuove scoperte. «Come per tutti i viandanti ciò che ci muove è la curiosità, verso l’ambiente e verso l’uomo» spiega uno dei fondatori, Luigi Nacci, fresco autore di Alzati e cammina. Sulla strada della viandanza (Ediciclo editore), che presenterà il 18 maggio a Udine al Festival vicino/lontano (libreria Ubik, alle 18.30). E prosegue: «Cerchiamo di stabilire contatti con le amministrazioni locali, le parrocchie, le associazioni, i singoli. Amiamo ascoltare le storie degli anziani che vivono nei paesini, i racconti di chi lotta per conservare le tradizioni, proteggere la natura. Partiamo ogni anno il 25 aprile perché per noi non c’è modo migliore per festeggiare la Liberazione e il Primo Maggio: in cammino». Nel 2011 sono partiti da Trieste, nel 2012 da Cividale, nel 2013 da Erto (nel cinquantenario del Vajont). La destinazione è sempre Venezia, città mitica, quasi un miraggio per i milioni di pellegrini che la raggiungevano a piedi dal Nord Europa. Come faranno i nostri Rolling: da Tarvisio (dove oggi, giovedì 24 alle 19.30 si ritroveranno in municipio dal sindaco), saliranno al Santuario del Monte Lussari, poi scenderanno a Valbruna (il 25, incontro alla Casa Alpina), percorreranno Val Saisera e Val Dogna (26, ospiti della casa comunale di Dogna), poi partiranno per Canal del Ferro, Chiusaforte, Resiutta, Carnia e Venzone (27); Gemona, Osoppo, San Tomaso (28), Lago di Ragogna, Pinzano, Spilimbergo (29), San Vito al Tagliamento (30), Portogruaro, Concordia Sagittaria, Sindacale, Marango (1 maggio), San Giorgio di Livenza, Cortellazzo, Jesolo (2), Cavallino, Punta Sabbioni, dove si imbarcheranno alla volta di piazza San Marco (3 maggio). Ma chi sono i Rolling? Ingegneri, giornalisti, guide naturalistiche, impiegati, poeti, biologi, insegnanti, liberi professionisti. C’è per esempio Donatella, che viene da Torviscosa e fa la fisioterapista all’ospedale di Udine. Ci sono i triestini Furio e Matteo, il siciliano Massimo, Sara che viene dalla Valcellina: in tutto una trentina, che si alterneranno nel viaggio. Perché, piú che la meta, conta il cammino. Se li volete seguire, sia virtualmente, sia fisicamente, unendovi per una tappa, il loro viaggio è in diretta sul sito rollingclaps.org e sulla pagina Facebook e su www.messaggeroveneto.it.

Tarvisio: nevicate killer, morti cervi e camosci

Le grandi nevicate continuano a presentare il conto. Sono pesanti i danni subiti dai paesi ed è pesantissimo anche quello subito dalla Foresta di Tarvisio, con migliaia di alberi schiantati e la morte di molti animali, cervi, caprioli e camosci. Da gennaio a oggi, infatti, il personale del Corpo Forestale dello Stato e della Forestale regionale ha rivenuto le carcasse di 26 cervi, 13 caprioli e 2 camosci, quasi tutti morti per la fame a causa della difficoltà di reperire cibo.

Sono questi i numeri che ha fornito il sovrintendente capo del Corpo Forestale dello Stato, Dario De Martin Topranin, responsabile della Sezione naturalistica, il quale spiega anche che nel Centro di recupero della fauna, in località Cucco di Malborghetto, sono stati ricoverati 16 tra cervi e caprioli, 7 dei quali non sono riusciti a sopravvivere, mentre gli altri nove sembra che riusciranno a superare il forte debilitamento fisico, amorevolmente assistiti dalla signora Ilse, e potranno ritornare nel loro habitat.

Preziosa, dunque, l’attività del Centro di recupero, uno dei primi a nascere in Italia e voluto dal Corpo Forestale dello Stato, che ritiene, questo – come precisa l’amministratore della Foresta Fabrizio Terlicher – un obiettivo primario per aiutare la fauna selvatica in difficoltà.

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