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Grimacco: i 19 anni di Stazione Topolò-Postaja Topolove, la stazione di cultura nelle Valli

di Lucia Aviani

Siamo al preludio del ventennale: compie diciannove anni, con l’edizione 2012, Stazione Topolò-Postaja Topolove, laboratorio artistico senza precedenti e senza confronti, esperimento – carico di significati, sotto più profili – tradottosi in linfa vitale per un territorio ai margini; sfida sul cui successo, all’inizio dell’avventura, in pochissimi avrebbero scommesso: eppure oggi, in barba agli scetticismi, la manifestazione è conosciuta in tutta Italia e in Europa. E addirittura oltre, «posto che a Topolò – ricorda Moreno Miorelli, curatore della rassegna – si è interessata perfino la tv giapponese». È il simbolo, la Stazione, della lotta all’abbandono dei paesini montani, la dimostrazione che volere è potere. E che non servono budget importanti per “convincere”. Postaja Topolove è pronta a riaprire i battenti, a trasformare il minuscolo borgo del comune di Grimacco, ancora una volta, in oasi per letterati, poeti, musicisti. Debutto il 30 giugno, sipario il 15 luglio: a scandire la giornata d’apertura saranno l’incontro con il romanziere Veit Heinichen – giallista tedesco residente a Trieste: l’ultimo dei suoi best-sellers, Nessuno è solo, ha molti collegamenti con le vallate del Natisone –, la presentazione del libro Zverinice prijatelijce/Amiche bestioline (di Matjaz Pikalo, disegni di Cosimo Miorelli), Autodafé in concerto e, nella notte, Moderne stravaganze: sul palco Antonino Puliafito, al violoncello, e il pianista Rudy Fantin. Non basta: dal pomeriggio, e fino a domenica sera, in diversi luoghi del paese si rinnoverà il progetto ToBe Continued 2012, maratona concertistica (48 spettacoli in 24 ore) a cura dell’Officina Globale della Salute di Topolò. Completeranno il quadro un’installazione audio-video (La Roja) e il documentario Postajanja. Pezzo forte di domenica primo luglio sarà Krajica Vida, musical scritto da Davide Klodic su una leggenda della Benecija; verranno quindi proiettati Aleksandrinke, film di Metod Pevec, e il filmato Visual Rhythms. E sempre domenica s’inizierà (per concludersi sabato 7) Seven Days Practice, progetto di ascolto e improvvisazione – fra i boschi e le radure – a cura di Giorgia Minisini. Nei giorni successivi, poi, ci sarà un vortice multiforme: cantieri in musica, chiacchierata con il musicista Simon Longo, che vive a Londra ma ha trascorso l’infanzia a San Leonardo, presentazione de La Piperita («Non è una rivista, non è un blog, non è un diario…»), documentari, memorie visive e sonore dell’Italcementi a Cividale, persino – giovedì 5, al tramonto – la quinta giornata del Decameron. Ancora: cantiere di musica klezmer, cantiere “in riva al senso del tempo”, voci di poeti (Cristina Micelli, Miljana Cunta, Manuela Dago, Luigi Natale). Sabato 7 luglio sarà inaugurata la quinta ambasciata a Topolò, quella di Norvegia, «grazie alla quale – sottolinea Miorelli – la Stazione allargherà ulteriormente il raggio delle proprie collaborazioni: le nostre ambasciate, infatti, non sono elementi di facciata ma realtà operative, concrete». Da lunedì 9 a mercoledì 11 verrà allestito un “Teatro naturale”, laboratorio di fotografia per macchine di grande formato, condotto da Carlo Andreasi e Alessandro Ruzzier, e dal giorno 9 al 15 il musicista cileno Nicolàs Carrasco Diaz sarà anima del percorso A listening Topolò. E alla Postaja arriverà anche lo scrittore triestino sloveno Boris Pahor (venerdì 13), per presentare il libro Figlio di nessuno, scritto a quattro mani con la giornalista Cristina Battocletti. Sezione “corse folli”, infine: «Una particolarità, senza dubbio – commenta al riguardo il curatore del festival –, di questa edizione. L’esperienza della camminata su lunga distanza era stata avviata già lo scorso anno, ma stavolta si sdoppia». Non ci sarà, infatti, solo l’emerodromo Enrico Viola, che nel 2011 arrivò a piedi (anzi: di corsa, appunto) da oltre confine e che ora, invece, raggiungerà Topolò (il 15 luglio, ultimo giorno della manifestazione) dalla Carnia, lungo un itinerario destinato a toccare decine di borghi abbandonati. Perché a a lui si affiancherà Katja Muencher, protagonista di Walk-in-progress: dalla frazione di Grimacco l’atleta si spingerà – attraverso l’arco alpino – fino a Lucerna, raccogliendo lungo il tragitto storie, testimonianze, oggetti.