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Fallimento Coopca: nella vicenda finalmente c’è qualcuno che pensa ai soci

di Antonella Tarussio.
 
Il 13 luglio scorso si è verificato qualcosa di veramente importante per la Carnia (e non solo): dopo 4 anni di rabbia silenziosa, di disperazione dignitosa, di danni diffusi su persone e territorio, il gup di Udine ha emesso un’ importante sentenza nella vicenda CoopCa. I soci, prestatori e azionisti, sono stati accettati come parti civili nel procedimento contro gli amministratori, i sindaci e il direttore generale della storica CoopCa. La richiesta dei 95 soci promotori è stata considerata fondata per tutti i tipi di reati contestati. Adesso si vada avanti! I tempi e le procedure della giustizia sono lunghi ma i carnici sanno aspettare e… vigilare.Desidero ringraziare il “Comitato spontaneo di difesa dei soci” nelle persone dei signori Giuseppe Fabbro e Alberto Barazzutti per il continuo lavoro di tutela dei soci durante questi anni difficili.Fin dalle prime tragiche giornate del crac della CoopCa, in cui nessuno capiva veramente cosa stava succedendo e tutti eravamo sotto shock per la perdita economica, per la scottante delusione e per l’ amarezza di essere stati raggirati, si è costituito spontaneamente il comitato per la tutela dei risparmiatori attorno a dei soci impavidi e perseveranti che hanno tenuto le fila nel momento dello sbando, hanno cercato contatti con avvocati ed esperti, hanno organizzato incontri e dibattiti per accompagnare e sostenere i tanti soci travolti dall’ondata della procedura fallimentare e della perdita dei propri risparmi.Ringrazio il comitato per il continuo lavoro di difesa di tutti i soci e per l’ attività di ricerca , aggiornamento e diffusione delle notizie che da anni continuano a svolgere.Vorrei, invece, esprimere il mio rammarico per l’ esclusione dal procedimento giudiziario per omessa vigilanza sulla CoopCa della Regione Fvg, con tutto il rispetto per le istituzioni regionali e con il sommo rispetto per la magistratura. Le norme in materia di vigilanza sugli enti cooperativi (decreto 2 agosto 2002 n. 220 ) esprimono chiaramente che le Regioni a statuto speciale sono direttamente responsabili della vigilanza sul settore cooperativo, con dovere di ispezioni ordinarie e straordinarie per accertare l’ esatta osservanza delle norme dello statuto, l’ esatta impostazione tecnica, il regolare funzionamento contabile e amministrativo, l’ osservanza delle finalità mutualistiche.Mi chiedo se la revisione cooperativa da parte della Regione si stata svolta come da norma… e se sì perché non ha mai evidenziato anomalie di gestione dei risparmi dei cittadini. Questa attività di controllo è una funzione non a carattere politico, ma istituzionale!Inoltre mi è profondamente dispiaciuto constatare che in nessun programma elettorale ci fosse un accenno sulla vicenda CoopCa: forse perché non si è compreso pienamente quanto enorme sia stata l’ondata di impoverimento e sfiducia che ha sommerso il territorio, che non è solo carnico (troppo piccolo per contare ?) dopo il fallimento della CoopCa. Chiedo, con tutto il rispetto per le funzioni e per le procedure, che la Regione dia segnali positivi nella vicenda del crac della CoopCa (dove “Ca” sta per “carnica”) e che si occupi di questa terra bellissima, fragile e delicata, troppo spesso trascurata e ora stremata da macro e micro fenomeni di impoverimento, non solo economico ma anche morale. Ma la Carnia è anche uno scrigno di cultura e di saggezza, di creatività e di energia. E, soprattutto, sa imparare dalla storia. —

Tolmezzo: nasce lo sportello di prossimità, vicinanza al presidio giustizia

Nasce a Tolmezzo lo sportello di prossimità con finalità informative, di acquisizione e trasmissione di atti e documenti giudiziari per consentire al cittadino di presentarli, depositarli e ritirarli oltre che di verificarne lo stato della procedura. Una struttura che punta anche a ridurre l’impatto provocato alla chiusura del tribunale. A siglare l’accordo – che dà attuazione a quanto stabilito dal Protocollo Giustizia firmato il 6 agosto scorso dal ministro della Giustizia e dalla presidente del Friuli Venezia Giulia – oggi, nella sede della Regione, a Tolmezzo, sono intervenuti la presidente Debora Serracchiani, il presidente vicario del Tribunale di Udine Francesco Venier, il procuratore della Repubblica di Udine Antonio De Nicolo e il sindaco di Tolmezzo Francesco Brollo. “Quella odierna è un’iniziativa a cui stiamo lavorando da tempo – ha chiarito Serracchiani – e siamo particolarmente soddisfatti perché, pur non essendo riusciti a raggiungere, in questo momento, l’obiettivo della riapertura del tribunale di Tolmezzo che avevamo auspicato, oggi siamo in grado di rispondere ad un’esigenza di prossimità dei cittadini non solo di Tolmezzo ma di tutta la Carnia. Si tratta di un aiuto vero, alla comunità, di vicinanza al presidio giustizia”. Nel dettaglio lo sportello, che avrà sede nell’ex tribunale di Tolmezzo al secondo piano, fornirà informazioni di base e ogni altro strumento di facilitazione per l’accesso ai servizi giudiziari, anche attraverso l’installazione di una postazione per l’accesso assistito al portale dei servizi telematici del ministero della Giustizia. Fra le informazioni che i cittadini potranno reperire, quelle sulle amministrazioni di sostegno, le interdizioni e inabilitazioni, le adozioni di minori, le accettazioni e rinunce all’eredità oltre che la formazione di inventari successori, di tutela e di curatela, le iscrizioni nel libro fondiario a seguito di successione, gli strumenti di composizione delle controversie alternativi alla giurisdizione e l’acquisizione dei certificati del casellario giudiziale e delle comunicazioni inerenti le iscrizioni nel registro delle notizie di reato. La Regione metterà a disposizione i propri dipendenti che saranno formati attraverso corsi di formazione organizzati dal Tribunale di Udine e dalla Procura della Repubblica di Udine. Lo sportello utilizzerà risorse messe a disposizione dal Comune fra cui l’immobile, mentre saranno a carico della Regione anche tutte le spese di collegamento in via telematica. “Insiel spa si occuperà dell’assistenza informatica – ha riferito Serracchiani – e quella online sarà pronta entro fine gennaio”. Le competenze della procura secondo Antonio De Nicolo, riguardano da vicino la vita dei cittadini e vanno dalle richieste per ottenere un certificato penale alla necessità di conoscere i carichi pendenti o quali iscrizioni ci sono e per quali reati, chi è il magistrato che tratta la vicenda di chi è indagato o della persona offesa. “Per ottenere queste informazioni – ha spiegato – attualmente è necessario recarsi negli uffici della Procura a Udine ma l’auspicio è che, nell’arco di un paio di mesi, la persona interessata possa recarsi allo sportello di prossimità a Tolmezzo dove ci sarà un funzionario regionale formato da noi che prenderà in carico l’istanza e la inoltrerà in via telematica agli uffici nella sede centrale. La risposta verrà comunque sempre fornita allo sportello”. Una comodità per il cittadino, secondo Serracchiani, che non dovrà recarsi a Udine per acquisire le informazioni. Soddisfatto per l’accordo raggiunto anche Venier: “con questo protocollo otteniamo un buon risultato per assicurare una presenza di giustizia in Carnia, in un settore in cui i cittadini hanno un rapporto diretto con l’apparto di giustizia, non necessariamente mediato dai professionisti legali ed è molto sentito dalla comunità. E’ un aiuto, se pur contenuto, rispetto alla presenza di un ufficio giudiziario importante come un tribunale, ma noi crediamo in questo progetto e ci impegneremo per far funzionare quanto convenuto”. Il sindaco di Tolmezzo nel ringraziare le parti ha sottolineato come si tratti di un lavoro di squadra non scontato “in un territorio che si stava abituando a troppe chiusure e che ora vede un’apertura. In questo lavoro di squadra – ha precisato Brollo – utilizzare il termine prossimità significa che le istituzioni assieme riescono ad essere vicine ai cittadini, soprattutto in un’area che viene ritenuta periferica, e dà quindi una dimostrazione concreta dell’attenzione data alla zona”. Quando lo sportello di prossimità sarà attivo a tutti gli effetti, ne verrà data diffusa attraverso i siti web della Regione Friuli Venezia Giulia, del tribunale di Udine e anche attraverso quello della Procura in via di costruzione.

Tolmezzo: firmato protocollo per uno “Sportello di Prossimità” per le pratiche giudiziarie

Due protocolli d’intesa per “l’ottimizzazione del sistema giustizia” sono stati firmati oggi a Roma, in via Arenula, tra il guardasigilli Andrea Orlando e la presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia, Debora Serracchiani. Tra questi l’accordo che prevede, nell’ex palazzo di giustizia di Tolmezzo (il cui tribunale è stato soppresso nell’ambito della revisione della geografia giudiziaria), la creazione di uno “sportello di prossimità” finanziato con fondi comunitari. La Regione metterà a disposizione il personale necessario.

Il protocollo contiene anche altri contenuti. Nel dettaglio: “interventi per la giustizia minorile; iniziative di informazione e divulgazione della cultura riparativa e conciliativa; finanziamento delle borse di studio per i giovani laureati che svolgono tirocini nell’ufficio del processo; specifici progetti in materia di educazione dei giovani alla legalità e di prevenzione della devianza giovanile, con interventi mirati presso le scuole della Regione; collaborazione della Regione a progetti per la formazione dei giudici di pace; supporto organizzativo e statistico per lo studio e censimento delle buone prassi negli uffici giudiziari”.

“E’ un’occasione importante – così ha commentato la firma degli accordi il guardasigilli Andrea Orlando –, in cui si realizza una forma di sussidiarietà davvero avanzata, in cui le linee direttrici del ministero della Giustizia si sono trasformate in interventi concreti da parte della regione Friuli-Venezia Giulia”.  “E’ uno di quei casi virtuosi, purtroppo non così frequenti nel nostro Paese – ha proseguito Orlando – in cui i vari livelli istituzionali collaborano per andare esattamente nella stessa direzione: il risultato di questa sinergia si traduce in un risparmio delle risorse e un’ottimizzazione dell’organico arrivando all’obiettivo di dare servizi più efficienti ai cittadini”.
Soddisfazione ha espresso anche la presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia, Debora Serracchiani, la quale ha ribadito che con questi protocolli d’intesa “si consente alla regione di fornire maggiori e migliori opportunità ai cittadini, risparmiando risorse e mezzi”. Sia Orlando che la Serracchiani hanno congiuntamente espresso l’auspicio che l’intesa di oggi tra Ministero e Regione possa servire da modello anche per altri territori.

Oltre al guardasigilli Orlando e alla presidente Serracchiani, erano presenti alla firma dei protocolli il vice capo di Gabinetto del Ministero della Giustizia Barbara Fabbrini, il capo del Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria Mario Barbuto, il vice capo Renato Romano, il segretario generale della regione Daniele Bertuzzi e il sindaco di Tolmezzo Francesco Brollo.

Carnia: appello per la riapertura del Tribunale di Tolmezzo

di Franco D’Orlando Unione, Autonomista Alpina (già consigliere comunale di Tolmezzo).

Sul sito del Ministero della giustizia è stato di recente pubblicato che i tribunali di Trieste e Udine, occupando rispettivamente in graduatoria il 2º e il 9º posto, sono tra i migliori d’Italia per capacità di smaltimento dei processi al fianco di tanti piccoli tribunali come Rovereto che è al 1°posto. La Presidente del Tribunale di Udine ha evidenziato, con orgoglio, il risultato ottenuto “nonostante il recente accentramento del tribunale di Tolmezzo e delle sezioni staccate di Palmanova e di Cividale che ha comportato il trasferimento a Udine di migliaia di fascicoli senza incremento di organico…” e ciò grazie all’impegno dei vari collaboratori. Ci rallegriamo per i risultati positivi ottenuti che, trattandosi di giustizia, dovrebbero essere “la normalità”; ci dispiace constatare che l’accorpamento di Tolmezzo non abbia permesso al Tribunale di Udine di primeggiare del tutto anche se dobbiamo puntualizzare che da Tolmezzo sono scesi a Udine non solo fascicoli da trattare ma anche armadi, tavoli, sedie… e i giudici con tutto il personale al seguito. Se ci addentriamo solo un po’ nell’analisi viene spontaneo chiederci: come mai i Tribunali di Trieste e di Udine raggiungono in merito sempre ottime posizioni? Perché quelli di Gorizia e di Pordenone sono quasi da compatire? E perché su un terzo del territorio regionale è stato smantellato il relativo presidio di giustizia con la chiusura del Tribunale di Tolmezzo? A Udine e soprattutto a Trieste, sia per i tribunali che per le procure, l’organico è sempre stato cospicuo o perlomeno adeguato mentre per Gorizia e, in particolare, per Pordenone siamo ben lontani da quanto serve per impiegati, dirigenti e giudici. Il Tribunale di Tolmezzo, chiuso per attuare una riforma della giustizia detta “epocale” solo perché l’unica condivisa dai magistrati(in tanti per comodità molto contrari ai tribunali minori)e dai politici, ha sempre operato con buoni risultati in costante carenza di organico e con risposte tali comunque da poter garantire la sua indispensabile operatività in loco. Ci preme ricordare, visto che ora per Udine è considerato un peso,che la chiusura totale del Tribunale di Tolmezzo è avvenuta anche perché la Presidente del Tribunale di Udine signora Alessandra Bottan ha detto no alla possibilità di mantenere aperto il Tribunale di Tolmezzo anche come sede staccata di quello di Udine in ciò assecondata dalla Presidente Serracchiani, avvocato del foro di Udine. Importante, inoltre, è puntualizzare che il Ministero ha preso in considerazione solo l’attività dei giudici nei vari processi: i servizi giudiziari sono anche molto altro che i cittadini di questo territorio hanno difficoltà a perseguire, sicuramente con maggiori costi. Questa breve analisi ci porta, in conclusione, a chiederci: è equa, giusta, solidale l’amministrazione della giustizia nella nostra Regione a statuto speciale? Il Ministro della giustizia è al corrente di queste evidenti disparità? La Presidente Serracchiani vuol dare, in merito, risposte adeguate alla nostra specialità anziché fare sempre la “gnorri”? Siamo persone serie e vogliamo interventi conseguenti: per superare l’attuale ingiustizia nella giustizia nella nostra Regione, chiediamo l’urgente riapertura del Tribunale di Tolmezzo e una distribuzione più equilibrata degli organici in tutti i presidi giudiziari regionali.

Tolmezzo: nell’ex tribunale lo spazio per il “Presidio di legalità”

(t.a. dal MV di oggi)

Il Comune concede all’associazione “Presidio di legalità per l’Alto Friuli” tre stanze nell’ex palazzo di giustizia cittadino. Il Comune di Tolmezzo è proprietario dell’edificio che ospitava il Tribunale di Tolmezzo, soppresso il 30 settembre 2013 ed incorporato in quello di Udine. Il 30 dicembre scorso si è costituita l’associazione “Presidio di legalità per l’Alto Friuli”, che comprende undici avvocati del foro di Tolmezzo al fine di mantenere la coesione tra gli iscritti dell’ex Ordine degli avvocati di Tolmezzo, soppresso e accorpato a quello di Udine. L’associazione ha chiesto le stanze, prima utilizzate dal soppresso Ordine, per promuovere l’istituzione di un proprio “Sportello Giustizia”, perché vuole fornire gratuitamente informazioni al pubblico sul funzionamento degli organismi giudiziari, limitando così il disagio dovuto alla lontananza del tribunale di Udine. L’Ordine degli avvocati di Udine si è dichiarato disponibile a concedere in comodato precario l’uso dell’attrezzatura presente nei locali stessi (mobili, pc), ora di sua proprietà a seguito della soppressione. La giunta comunale, visto il servizio che verrebbe reso dall’associazione ai cittadini, concede in comodato gratuito sino al 30 settembre 2018 i tre locali. Se il Ministero di Giustizia dovesse esercitare la facoltà di disporre dell’immobile, la concessione sarà revocata di diritto.

Carnia: Tribunale respinge la richiesta di fallimento di ImmobilCoopca srl, ok al piano concordatario

Il tribunale di Udine ha respinto la richiesta della Procura di Udine del fallimento di ImmobilCoopca srl, l’immobiliare partecipata da Coopca.

Nel contempo lo stesso tribunale ha dato l’ok al piano concordatario presentato dal cda di Coopca.

La decisione del Tribunale ha scongiurato quindi il fallimento della cooperativa carnica, ridando speranza sia ai dipendenti, sia ai soci prestatori.

Ora la speranza è che altri acquirenti si facciano avanti con altre proposte di acquisto di punti vendite.

A questo link è possibile scaricare dal sito della Coopca il decreto di ammissione al Concordato Preventivo

http://www.coopca.it/it/news/decreto-di-ammissione-al-concordato-preventivo/

 

 

Aggiornamento 1

“Il via libera al concordato è un primo passo positivo, che apre alla possibilità di migliorare il piano di ristrutturazione delle Cooperative Carniche”. Lo afferma la presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani commentando la pronuncia del Tribunale di Udine in merito alla richiesta di fallimento di ImmobilCoopca srl e al piano concordatario presentato dal CdA delle stesse cooperative. “Le manifestazioni d’interesse che sono state avanzate da soggetti nazionali della cooperazione – aggiunge Serracchiani – sono state considerate concrete e credibili, e si può ritenere che la sentenza ne abbia tenuto conto. Il miglioramento del piano è un obiettivo per il quale la Regione, nell’ambito delle sue competenze, si è impegnata con grande energia, e proseguiremo in questa direzione nell’interesse di lavoratori, soci e prestatori”. Anche per il vicepresidente della Regione Sergio Bolzonello “siamo di fronte a un passaggio che dà speranza. Il lavoro da fare resta ancora molto e non sarà semplice, ma oggi rileviamo che non dobbiamo affrontare lo scenario in assoluto più negativo, come sarebbe stato il fallimento”.

Tolmezzo: nata l’Associazione “Presidio di legalità per l’Alto Friuli”, apriremo uno “sportello giustizia”

Il 19 febbraio 2015 si è tenuta in Tolmezzo la prima assemblea ordinaria dell’Associazione “Presidio di legalità per l’Alto Friuli” costituitasi il 30 dicembre 2014 a seguito della soppressione dell’Ordine degli Avvocati di Tolmezzo accorpato a quello di Udine in conseguenza del precedente accorpamento del Tribunale. L’Associazione ha come scopo principale quello di mantenere un nucleo che sia in grado di sensibilizzare i pubblici poteri e l’opinione pubblica sulla necessità che l’Alto Friuli possa riottenere la presenza sul territorio di un presidio di giustizia da parte dello Stato, quantomeno per i settori della giustizia civile e della volontaria giurisdizione, proponendosi come entità di supporto e di coordinamento per la riattivazione di alcune funzioni giudiziarie nella sede soppressa.
Ieri l’assemblea dell’Associazione, cui hanno aderito, tra gli altri, il dott. Vittorio De Liddo ed il dott. Enrico Cavalieri già, rispettivamente, Presidente del Tribunale e Procuratore della Repubblica di Tolmezzo, ha eletto il Consiglio direttivo nelle persone di Barbara Comparetti, Silvio Beorchia, Giacomino Di Doi, Laura D’Orlando e Michela Somvilla. L’assemblea ha sollecitato il neoeletto Consiglio ad attivarsi per l’organizzazione di uno “sportello giustizia” che possa per il momento limitare il pregiudizio determinato dalla soppressione degli uffici giudiziari locali e dalla lontananza della sede accorpante, fornendo all’utenza informazioni sul funzionamento degli organismi giudiziari e sulle formalità di accesso, ed inoltre a proporsi come possibile interlocutore ed ente di riferimento cui possano essere affidate funzioni di coordinamento e di supporto legate al ripristino di alcune funzioni giudiziarie sul territorio.
La chiusura del Tribunale di Tolmezzo e relativa Procura della Repubblica, risalente al settembre 2013, sta gravando infatti sempre più pesantemente sia sull’economia locale che sulle possibilità di accesso da parte dell’utenza.
L’Associazione è fermamente convinta che la Giustizia vada organizzata a servizio dei territori e delle cittadinanze insediate e non fine a se stessa e che l’abbandono dei territori non potrà che determinare un solco di incomprensione sempre più profondo con le istituzioni che la amministrano.

Tolmezzo: il comitato in difesa del tribunale, traditi dal palazzo

 

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Oggi alle 10 nella sala Kugy del Palazzo della Regione in via Sabbadini, a Udine, il Comitato per il tribunale di Tolmezzo illustrerà «le disfunzioni, le sperequazioni, gli aggravi finanziari pubblici e privati che la soppressione del Tribunale ha determinato». Secondo il Comitato le azioni a difesa degli uffici giudiziari tolmezzini fino ad oggi intraprese dal governo regionale sono state insufficienti, perciò le istituzioni e la politica regionale devono darsi da fare per riportarli in città, visto che il 13 settembre scade il termine per l’esercizio della delega conferita al Governo per la riforma della geografia giudiziaria e, quindi, per correggere la manovra che ha soppresso anche il tribunale tolmezzino. A distanza di meno di un anno dalla chiusura degli uffici giudiziari di Tolmezzo con accorpamento a quelli di Udine, «oltre agli ormai constatati aumenti di costi per la finanza pubblica (che la riforma dichiaratamente era finalizzata, invece, a contenere) – denuncia il comitato – oltre agli sproporzionati aggravi per l’utenza sia finanziari (il costo delle notifiche e delle esecuzioni mobiliari è addirittura decuplicato), sia per l’accesso agli uffici, oltre al desolante quadro socio-economico, sotto gli occhi di tutti, che la soppressione del Tribunale ha determinato al di là delle più pessimistiche previsioni che pur erano state fatte, si stanno già evidenziando negatività anche nelle performance, in particolare nei tempi di definizione dei procedimenti».

Tolmezzo: via al protocollo per definire la riapertura del presidio giudiziario

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Il Tribunale di Tolmezzo non riapre, ma almeno qualche servizio offerto dal Palazzo di giustizia carnico non cesserà. Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha concordato oggi con la presidente del Friuli-Venezia Giulia, Debora Serracchiani, sull’utilità di mantenere a Tolmezzo una serie di servizi a beneficio del territorio di riferimento anche in virtù della specialità regionale, dopo la soppressione del tribunale. Lo rende noto un comunicato della giunta regionale. Dopo la soppressione del Tribunale, seguita alla revisione delle circoscrizioni giudiziarie, la Giunta regionale è impegnata a mantenere a Tolmezzo un presidio giudiziario, nel quale svolgere alcune funzioni importanti per cittadini e imprese dell’area montana. Gli uffici del Ministero e della Regione metteranno a punto in tempi brevi il testo di uno specifico protocollo d’intesa, che consenta la creazione del presidio, definendone compiti e attività.

Tolmezzo: Tribunale, gruppo di lavoro Regione-Governo, si spera ancora?

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La presidente del Fvg Debora Serracchiani ha riproposto al ministro della Giustizia Andrea Orlando il tema del tribunale carnico, già portato all’attenzione nei mesi scorsi dell’allora ministro Cancellieri, sollecitando il rappresentante del Governo a valutare la sottoscrizione di uno specifico Protocollo d’intesa o di collaborazione dicastero-Regione. Un documento che il Fvg ha già sottoposto alla valutazione del ministero – ha sottolineato la presidente Serracchiani – affinché le strutture del Tribunale di Tolmezzo possano essere utilizzate in un prossimo futuro per la realizzazione di uno “Sportello giustizia” a servizio dei cittadini dell’area e in grado di assolvere a una funzione informativa e di assistenza su tutte le indicazioni di base e gli strumenti che possano servire alla locale collettività in materia di giustizia. Si tratta, ha affermato la presidente Serracchiani, di fornire Tolmezzo e la sua comunità di un supporto per quanto riguarda il sistema giudiziario, nel contempo andando ad offrire una risposta, ancora parziale, a un territorio montano che risulta già pesantemente penalizzato in termini di servizi collettivi. In tal senso Serracchiani ha proposto al ministro Orlando di operare, sulla base della legislazione vigente, proprio attraverso la stipula di un protocollo “ad hoc” o, eventualmente, anche attraverso norme di attuazione, da condividere nell’ambito dell’apposita Commissione paritetica Stato-Regione. Il ministro, ha fatto sapere la presidente del Fvg, ha condiviso quest’impostazione e ha già dato mandato agli uffici del suo dicastero di costituire un gruppo di lavoro ministero Giustizia-Regione al fine di valutare “tipologia e modalità” degli interventi da inserire in tale Protocollo.