Archivio tag: udine

Friuli: un bus “musicale” per promuovere le opere classiche

di Federica Barella

Un modo nuovo e originale per lanciare la campagna della nuova stagione di attività degli Amici della Musica. Un modo anche per conquistare una fetta di pubblico in più, per avvicinarla a una musica erroneamente ritenuta difficile, ma di fatto distante soprattutto dai giovani. Ed ecco allora la scelta degli amici degli “Gli Amici della Musica” di puntare tutto sul bus, il mezzo di trasporto più democratico e anche più usato anche e soprattutto dai giovani. Dopo la convenzione con la Saf autoservizi che mette a disposizione del pubblico dei concerti della stagione, un autobus di linea che garantisce il servizio di andata e ritorno, con anche il rientro dopo-concerto fuori dall’orario normale di servizio, ecco un’altra idea che si affianca al simpaticissimo slogan che da alcuni mesi si vede correre in città assieme agli autobus di linea “Ai concerti in compagnia, prendo l’autobus e via”. Il mezzo, che porterà ben evidente anche il logo degli Amici della Musica, la più antica società di concerti del Friuli Venezia Giulia, a partire dalla metà del mese di ottobre sarà una fonte di sorpresa e di interesse culturale svolgendo in contemporanea anche il normale servizio di trasporto sulle varie linee che dovrà seguire. Durante tutto l’orario di corsa del mezzo, a ricordare ai passeggeri di essere sul “bus della musica” non saranno soltanto le scritte e i vari depliant distribuiti un po’ ovunque, ma la musica che gli altoparlanti trasmetteranno. Infatti, sarà possibile ascoltare esecuzioni di artisti che sono stati ospiti della storica associazione, grazie alla raccolta di registrazioni dal vivo ed al gentile consenso degli stessi esecutori. «Verranno fatti ascoltare ai passeggeri non solo brani di musica classica dal più alto profilo, – spiega la presidente Luisa Sello, ideatrice di questa nuova campagna di marketing creativo -, ma anche di generi differenti, come jazz, canzoni d’autore o espressioni di culture a noi distanti. Sarà sicuramente un privilegio, per molti ascoltatori, tra cui anche tanti giovani che hanno avuto modo di sentire i concerti dal vivo. E sarà anche una scommessa riconoscere repertorio ed esecutori». Realizzare una campagna promozionale non è stato difficile. Visto che lo stesso presidente Saf Silvano Barbiero è rimasto conquistato dall’idea. «Salire su un autobus che propone il riascolto dei più bei concerti delle 90 Stagioni concertistiche, è sicuramente un’aspettativa che invita chi è stato a quei concerti, ma anche chi ci andrà dopo averne ascoltato le registrazioni». Il repertorio che sarà proposto sul bus della musica è vastissimo, visto la lunga vita della Società, e gli ascolti saranno sempre diversi. «E’ un modo per fare cultura, quella vera, – continua la creativa residente Sello –. Ed è un modo per supplire alle mancanze delle emittenti radiofoniche e televisive. Forse l’ascolto durante un tragitto urbano potrà trasformarsi in curiosità intellettuale ed un arricchimento. Molti sono stanchi delle novità che vogliono solo rompere con il passato. E allora perché non crearne una che riacquisti ciò che ci appartiene e che va valorizzato?». Ed ecco che Luisa Sello già lancia in anteprima quello che potrebbe essere il prossimo slogan degli MAici della musica, e non solo: «sento classico, vivo al massimo».

Udine: Honsell consegna al poeta Domenico Zannier il sigillo della città

di Ilaria Gianfagna.

«Un poeta che ha contribuito alla promozione della cultura, dell’identità e della lingua friulana». E’ Domenico Zannier che ieri ha ricevuto dal sindaco Furio Honsell il sigillo della città, il riconoscimento che l’amministrazione comunale conferisce alle personalità di spicco, secondo un’idea del compianto deputato Arnaldo Baracetti e del Comitato per l’autonomia e il rilancio del Friuli, in occasione del Friuli Doc, per la valorizzazione della lingua e della cultura friulana. «La sua produzione sterminata – ha spiegato ieri il sindaco in un’affollata sala Aiace – ci permette di riflettere anche sull’evoluzione del friulano. Cento anni fa le lingue parlate erano 10 mila, adesso sono poco più della metà. Il rischio è quello dell’impoverimento della cultura. Zannier, dal canto suo, ha contribuito a mantenere vivo il friulano». Per l’occasione, l’assessore alla cultura Luigi Reitani si è cimentato in un discorso in friulano, come non aveva mai fatto prima, spiegando come Zannier sia stato in grado di riempire di significato e valorizzare la lingua locale. «La sua poesia ha un respiro ampio – ha detto Reitani -, che la porta ad affrontare senza imbarazzo questioni filosofiche e teologiche di grande spessore. Zannier ci parla della nostalgia di infinito che è nell’uomo, della sua ricerca di una natura incontaminata, della sua tensione verso il divino. Ci parla dell’essere e del tempo. Fa tutto questo in una lingua a lungo giudicata povera e scarna, non adeguata a rendere la complessità del pensiero filosofico. Ma proprio sul piano linguistico le sue soluzioni sono pregnanti e sorprendenti». Anche l’università di Udine, per voce del rettore Cristiana Compagno, ha riconosciuto il valore di uno dei poeti più amati del territorio. «Zannier è come Friuli Doc – ha poi detto il presidente della Provincia, Pietro Fontanini, che si è complimentato con Reitani per il suo friulano -: un prodotto di origine controllata perché ha saputo diffondere l’insegnamento del friulano». Domenico Zannier si è dimostrato umile anche nel momento in cui ha ricevuto il sigillo della città: «Il mio sogno era quello di una poesia all’altezza del mondo – ha commentato – e saranno gli anni a venire a giudicare la mia produzione».

Udine: medicina, i candidati in crisi per domande di Biologia

di Giacomina Pellizzari

Maledetta Biologia. Le domande sui geni e sullo sviluppo embrionale hanno messo in difficoltà i 692 candidati che, ieri, al polo scientifico dei Rizzi hanno svolto il test di Medicina. Degli 806 preiscritti, per 106 posti, in 692 hanno risposto all’appello, 24 in più rispetto allo scorso anno. La tensione era alle stelle soprattutto tra le mamme rimaste in attesa dei figli per ore nei corridoi, tant’è che hanno avuto tutto il tempo di fare quattro conti per far notare che nonostante la graduatoria unica delle università di Udine, Trieste e Padova, i due atenei regionali sono più cari di quello patavino. A Udine e a Trieste, infatti, la tassa di iscrizione all’esame ammonta a 45 euro, mentre a Padova bastano 27 euro. E’ vero che in altri atenei italiani si arriva anche a 60 euro, ma in tempo di crisi, soprattutto le mamme hanno definito «ingiusta» questa disparità di trattamento: «Se nelle tre università c’è una graduatoria unica si dovrebbe pagare lo stesso importo, invece Udine è più cara di Padova». Detto questo, nessun rilievo è stato sollevato dalle commissioni impegnate

continua a leggere l’articolo sul sito del messaggero veneto

Friuli: salvate il soldato “Friuli DOC”

di Renato Schinko

«Friuli Doc è la vetrina del Friuli, non possiamo perdere questo evento». Le categorie economiche, affiancate dalla Camera di commercio, e gli operatori del centro storico fanno fronte comune per evitare di scrivere la parola fine sulla kermesse enogastronomica arrivata alla diciottesima edizione. A lanciare l’allarme sulla possibile cancellazione dell’evento è il Comune di Udine che ieri, per voce del vicesindaco Vincenzo Martines, attraverso il Messaggero Veneto ha in sintesi spiegato: «Dai 350 mila euro di finanziamento del 2008, ultimo anno della giunta Illy, si è arrivati ai soli 70 mila euro di quest’anno. Questa edizione, seppur con grandi difficoltà, riusciremo a organizzarla, ma per il prossimo anno, con simili presupposti, sarà difficile garantire un’altra kermesse. L’Ersa, la Camera di commercio e le categorie l’hanno capito, mentre la Regione, negli ultimi 4 anni, ha snobbato progressivamente l’evento». Ed è proprio il presidente della Camera di commercio di Udine, Gianni Da Pozzo, a dire: «Noi ci crediamo ancora e quest’anno abbiamo stanziato circa 35 mila euro per la kermesse, di cui 20 mila per fare promozione in Austria e in Slovenia. Siamo convinti che Friuli Doc sia la più importante vetrina delle nostre specialità locali, delle nostre imprese vitivinicole ed enogastronomiche. Ecco perché perderla sarebbe un grave danno non solo per la città, ma per tutto il Friuli, visto che la manifestazione funziona da sempre come richiamo turistico per l’intero territorio». E ancora: «Per le imprese friulane è un appuntamento irrinunciabile e, ribadisco, dobbiamo fare di tutto per non perderlo». Dello stesso avviso anche Franco Di Benedetto, referente dei pubblici esercizi per Confcommercio, che spiega: «La mia idea sarebbe quella di coinvolgere maggiormente nella manifestazione coloro che lavorano tutto l’anno nel centro storico, ovvero i tanti gestori dei bar della città che resistono nonostante la crisi e i tanti limiti di orari che vengono imposti. Ma Friuli Doc deve continuare a esistere. E’ troppo importante per Udine. Bisogna investire di più su un evento con un simile richiamo». Nelle edizioni più riuscite, infatti, la kermesse ha portato in città quasi un milione di visitatori. E le categorie economiche non riescono a comprendere come si possa snobbare Friuli Doc e dirottare i fondi su altre manifestazioni che, anche se dal punto di vista culturale sono più rilevanti, non riescono a registrare gli stessi numeri di presenze. Anche se c’è chi solleva un interrogativo, come il presidente regionale della Coldiretti, Dario Ermacora: «Un’ipotesi di chiusura preoccupa certamente. Ma credo che ci si debba anche chiedere quanto costi un simile evento, soprattutto in questo difficile momento economico. Certo, è una vetrina importante per tante aziende del territorio, ma, in fondo, resta pur sempre una grande sagra di città». Secondo il presidente di Confartigianato Udine, Graziano Tilatti, «il valore delle forze politiche si vede nei momenti di crisi. Quindi bisogna reagire, e organizzare Friuli Doc anche con poche risorse». Insomma, la preoccupazione c’è, ma da più parti arrivano anche gli appelli rivolti alla Regione affinchè il prossimo anno riveda le scelte di finanziamento. Ma, si sa, i tempi sono molto duri e trovare risorse non è facile. La kermesse comunque già in alcune passate edizioni era stata avvolta dalle polemiche. Fra l’altro, piazze, vie e monumenti erano stati imbrattati da schiere di giovani che avevano alzato un po’ troppo il gomito. Lo stesso Martines aveva dichiarato che a Friuli Doc si dovevano rivedere alcuni aspetti organizzativi per evitare gli eccessi. Ma ora i cambiamenti sono stati imposti dalle notevoli ristrettezze di budget.

Udine: Friuli Doc 2012 più povero, le piazze senza copertura

di Cristian Rigo

Quella in programma dal 13 al 16 settembre sarà l’edizione più povera di Friuli Doc. E così in piazza XX settembre e Venerio non ci sarà il tendone. Con le risorse attualmente diponibili (solo 70 mila euro contro i 140 dell’anno passato) il Comune non è in grado di sostenere tutte le spese anche perché l’amministrazione ha deciso di mantenere inalterati i costi a carico degli operatori. Dopo le polemiche dei giorni scorsi con la Provincia che ha annunciato l’intenzione di non partecipare alla festa per il mancato coinvolgimento da parte del Comune, il vicesindaco Vincenzo Martines e l’assessore al turismo, Franco Mattiussi si sono chiariti: la Provincia molto probabilmente parteciperà all’evento, ma Palazzo Belgrado non riuscirà a garantire i 60 mila euro di contributi dello scorso anno. «Anche noi dobbiamo fare i conti con i tagli – dice Mattiussi -, per cui anche se parteciperemo dovremo ridurre il budget nel rispetto del momento di difficoltà che stanno vivendo molte famiglie friulane». Per il via libera definitivo Mattiussi aspetta di incontrare il presidente Pietro Fontanini. Facile immaginare però che se lo scorso anno la Provincia aveva investito 60 mila euro potendo contare su un contributo regionale di 500 mila euro per il progetto di promozione Terra dei patriarchi, quest’anno che la Regione ne ha stanziati 250 mila, l’assegno per Friuli Doc non supererà i 30 mila euro. Quota 140 mila euro quindi resterà un miraggio. «Inutile nasconderci – ammette Martines – saremo costretti a ridimensionare l’evento anche perché manca meno di un mese all’inaugurazione. Il mio auspicio è che la Provincia partecipi, ma in ogni caso non intendiamo rinunciare a un evento strategico per la promozione dei prodotti di eccellenza del Friuli. Nei prossimi giorni metteremo a punto la logistica e spero anche la mappa definitiva». Per quanto riguarda San Giacomo infatti il Comune sta ancora valutando con la Soprintendenza e con l’Ersa come organizzare la kermesse. Di sicuro sarà disponibile via Mercatovecchio e tornerà anche piazza Garibaldi. Insieme agli standisti è pronta a investire nella manifestazione anche la Camera di commercio che ha già stanziato 20 mila euro per promuovere la kermesse in Austria e Slovenia. «Faremo la nostra parte come sempre – annuncia il presidente Giovanni Da Pozzo -. L’ente camerale ha sostenuto Friuli Doc fin dalla sua nascita perché si tratta di una manifestazione che non è rivolta soltanto agli imprenditori, ai commercianti e agli esercenti udinese, ma coinvolge tutte le aziende friulane e non solo che vengono a promuovere i loro prodotti di eccellenza. E dove ci sono gli interessi degli imprenditori anche la Camera di commercio è in prima linea». Quest’anno la Cciaa organizzerà diversi eventi nella sede del Friuli future forum di via Savorgnana e non è escluso che in caso di difficoltà, Da Pozzo decida ulteriori investimenti. «Se mancheranno risorse ci attiveremo per fare qualcosa in più – dice – magari potremo pagare la copertura di piazza Venerio. Le polemiche e i litigi politici non ci riguardano, pensiamo solo all’interesse delle nostre aziende e siamo convinti che Friuli Doc sia un’importante opportunità per l’economia del territorio».

Friuli: (a volte) ritornano le sagome anti-incidente della Provincia

di Cristian Rigo dal MV di oggi.

Le sagome anti-incidente stanno per fare ritorno sulle strade del Friuli. Ottenuti i chiarimenti del Ministero, la Provincia di Udine ci riprova. E punta sulle contestatissime sagome per cercare di ridurre il numero di incidenti nei punti neri della viabilità provinciale. Le prime sagome hanno fatto la loro comparsa nel mese di ottobre del 2010, ma pochi giorni dopo sono iniziate le proteste. La più clamorosa l’ha messa in atto il Fronte friulano. Alcuni simpatizzanti del movimento avevano infatti sistemato un cartellone con la scritta “vonde monadis” su diverse sagome. Quello che per Palazzo Belgrado doveva essere il simbolo della campagna sulla sicurezza stradale Easy foot, è stato invece definito da molti come «uno spreco di denaro pubblico». E le 50 sagome sono diventate il simbolo di questo presunto spreco. Tanto che quando, dopo poco più di un anno, sono state rimosse, il Pd ha presentato anche un esposto alla Corte dei Conti chiedendo come mai la Provincia non si sia accorta prima che le sagome erano troppo vicine alla strada, al punto da poter essere, sempre secondo l’opposizione, addirittura pericolose. «In realtà – precisa l’assessore Franco Mattiussi che ha ricevuto la delega ai trasporti dopo l’elezione di Fabio Marchetti a sindaco di Codroipo e quindi ha “ereditato” la responsabilità del progetto Easy foot quando di fatto era già concluso – non c’era stato alcun errore. Tutto nasce da un eccesso di zelo della polizia provinciale che ha chiesto un chiarimento al Ministero. E da Roma hanno ritenuto che per le sagome debbano valere le stesse norme previste per i cartelloni pubblicitari che devono essere sistemati a 3 metri dal ciglio stradale». Non tutte le 50 sagome – molte delle quali erano state anche danneggiate – quindi potranno essere riposizionate. «Contiamo di ricollocare almeno la metà – dice Mattiussi – e a chi le considera uno spreco dico soltanto che, se anche dovessero servire a salvare soltanto una vita umana, sarebbe un ottimo risultato». Per le 50 sagome Palazzo Belgrado ha investito 13.607 euro, 272 per ognuna.

Udine: per il sole24ore UniUD al settimo posto tra i 58 Atenei statali in Italia

 
Ansa. 
L’Università di Udine si piazza al settimo posto tra i 58 Atenei statali in Italia, e quella di Trieste la segue di poco – al 12° – nella classifica annuale compilata da Il Sole 24 Ore su dati del Miur.

La graduatoria come ogni anno è la «somma» di una serie di indicatori, risalenti all’anno accademico 2010/2011, messi a disposizione dal Ministero dell’Istruzione, da Almalaurea e dall’Istat. Per quanto riguarda i «talenti» (le immatricolazioni di studenti con voto uguale o superiore a 90), Trieste si piazza al 28° posto e Udine al 37°; l’attrattività verso studenti fuori regione o stranieri vede l’ateneo giuliano al 13° posto e quello friulano al 19°; per quanto riguarda invece la dispersione, ossia le mancate iscrizioni al secondo anno, Trieste ha una percentuale del 10,6% che la vede al 15° posto (in testa Tuscia e Iuav Venezia con nessuna mancata iscrizione) e Udine del 14,5% al 27°.

Per quanto riguarda il rendimento, valutato sulla percentuale di crediti sul totale di quelli messi a disposizione, i due Atenei regionali sono vicini (Trieste 22ª, Udine 24ª), così come per la laurea nei tempi (Udine 14ª, Trieste 18ª). Il tasso di occupazione a tre anni dal Titolo vede Udine al 13° posto (78,1%) e Trieste più indietro, al 34°(70,6%). Sul tema della ricerca, Udine è al 18°posto per disponibilità di fondi interni (Trieste al 44°), mentre Trieste è al 27°per quelli esterni (Udine al 34°).

Friuli: UniUD, nessun aumento delle tasse, agevolazioni per fasce di merito e agli studenti part-time

Per il terzo anno consecutivo nessun aumento delle tasse universitarie, che non saranno nemmeno adeguate all’indice Istat dell’inflazione; una nuova fascia di contribuzione a favore degli studenti in condizioni economiche disagiate, cioè con un Isee al di sotto dei 5mila euro; riduzione delle tasse di 400 euro e raddoppio della durata della carriera universitaria per gli studenti part time. Sono le principali misure a favore degli studenti dell’Università di Udine per il prossimo anno accademico decisi dal Senato accademico e dal Consiglio di Amministrazione dell’Ateneo che hanno approvato all’unanimità l’Avviso aggiuntivo al Manifesto degli studi, relativo a tasse, contributi ed esoneri per il 2012-2013. Il provvedimento, condiviso con il Consiglio degli studenti, prevede anche l’adozione di tasse comuni con l’Università di Trieste per i corsi interateneo con quella università; il pre esonero per la quota dovuta a titolo di tassa e contributo per chi chiede la borsa di studio Erdisu e rimborsi parziali su tasse e contributi per chi si laurea in corso.

Per l’a.a. 2012-2013, quindi, l’importo delle tasse va da un minimo di 480 euro (di cui 124,62 euro di tassa regionale e di imposta di bollo) relativo alla nuova fascia di costo introdotta quest’anno, a un massimo di 1525 euro. La prima rata, di 590 euro, è uguale per tutti e va versata al momento dell’iscrizione. L’importo della seconda dipende dalle condizioni di reddito e di merito e deve essere pagata entro il 30 aprile 2013. Ulteriori informazioni su tasse, contributi e requisiti per le riduzioni saranno disponibili sul sito internet d’Ateneo dal 16 luglio.

L’Ateneo friulano ha inoltre confermato i provvedimenti varati lo scorso anno incentrati sulla valorizzazione del merito, sull’attenzione alla famiglie e alle sempre più diffuse e variegate tipologie di studente non a tempo pieno. In particolare, le matricole che si sono diplomate con il massimo dei voti, 100/100, non pagheranno la seconda rata delle tasse, che viene ridotta del 75 per cento per i diplomati con un punteggio da 95/100 a 99/100. Analogo intervento sull’importo della seconda rata per chi ha conseguito brillantemente la laurea triennale e si iscrive al primo anno della magistrale. I laureati con 110/110 avranno una riduzione del 75 per cento, mentre per i laureati con punteggi leggermente inferiori la riduzione è del 50 per cento. Infine, seconda rata unica di 520 euro per tutti gli studenti lavoratori, autonomi o dipendenti, anche a tempo determinato.

«Nonostante i tagli ministeriali che dal 2008 stanno affamando le università e malgrado il nostro storico e grave sottofinanziamento – spiega il rettore Cristiana Compagno –, l’Università di Udine si distingue per merito nella didattica e nella ricerca a livello nazionale, e si sforza di distinguersi anche nella responsabilità sociale nei confronti dei nostri studenti e delle loro famiglie».

Negli ultimi tre anni le entrate dell’Università derivanti dalle contribuzioni studentesche complessive sono rimaste sostanzialmente invariate con, anzi, un calo dello 0.5% (pari a circa 93 mila euro) nel 2011 rispetto al 2010. Una manovra consentita, soprattutto, dalla crescita delle performance dell’Ateneo nella didattica e nella ricerca che hanno portato a un aumento della quota premiale del Fondo di finanziamento ordinario (Ffo) di 1,9 milioni di euro nel 2011 (+ 21,7% rispetto al 2010). Un risultato che pone l’Ateneo al nono posto nazionale per l’incidenza della quota per merito sull’Ffo rispetto al decimo del 2010.

«Il Consiglio degli Studenti– sottolineano presidente e vice presidente dell’organismo, Alice Buosi e Massimo Ceccon – esprime soddisfazione per la decisione di mantenere stabili gli importi delle contribuzioni studentesche anche per il prossimo anno accademico, nonostante lo scenario dei finanziamenti al sistema universitario italiano continui ad essere critico». All’amministrazione dell’Ateneo, spiegano Buosi e Ceccon, «va un plauso per il forte impegno prodigato per trovare una soluzione condivisa con l’Università di Trieste per la tassazione comune degli studenti iscritti a corsi interateneo». In questo modo gli studenti che scelgono questi percorsi pagheranno gli stessi importi indipendentemente dall’anno di immatricolazione.

Nonostante sull’Ateneo di Udine continuino ad abbattersi i tagli al Ffo, e nessuna delle istituzioni titolate abbia ancora posto rimedio all’ingente sottofinanziamento che ci penalizza nonostante il merito – spiega Ceccon, che rappresenta gli studenti nel Consiglio di amministrazione –, i forti segnali di incentivazione del merito e il non adeguamento al rialzo delle tasse studentesche sono decisioni delle quali andiamo fieri. Questi interventi rappresentano la miglior risposta a chi, inesperto della materia, ci imputa scarsa virtuosità».

«Ancora una volta – evidenzia Buosi, che è anche rappresentante degli studenti in Senato accademico – i Consigli degli studenti delle Università di Udine e di Trieste vedono accolte le loro richieste di collaborazione tra i due atenei al fine di migliorare i servizi e l’efficacia degli interventi rivolti agli studenti».

Udine: cordoglio per la morte di Valentino Valerio, figlio di Ottavio

 

Saranno celebrati oggi, alle 16, a Osoppo, i funerali di Valentino Valerio, morto all’improvviso sabato mattina nella sua casa di Udine. Aveva 69 anni ed era figlio dell’indimenticabile Ottavio Valerio, celebre rettore del collegio di Toppo Wasserman, nonché promotore e fondatore, assieme uomini come Chino Ermacora, Tiziano Tessitori, Lodovico Zanini ed altri, di Friuli nel mondo. Come il padre Ottavio, anche Valentino aveva speso le sue ultime energie a favore di quell’ente (Friuli nel mondo, appunto) che, creato nel 1953 nel salone del Parlamento in castello a Udine, continua tutt’oggi a mantenere vivi i legami con i friulani sparsi in ogni angolo della Terra. Proprio di questi “legami” si era occupato recentemente Valentino Valerio. Dai magazzini di Friuli nel mondo, infatti, aveva recuperato, selezionato e trasferito su cd ben 290 trasmissioni Rai (per un totale di 70 ore di ascolto) che il padre Ottavio, assieme ad altri curatori, come Chino Ermacora, Ermete Pellizzari, Dino Menichini e Ottorino Burelli, realizzava periodicamente e la Rai trasmetteva (in onde corte, dalle stazioni Rai di Roma 2) ai friulani nel mondo. Queste registrazioni, che ci fanno risentire, tra l’altro, le voci dei più noti scrittori friulani degli anni ’50 (a esempio quelle di don Giuseppe Marchetti, Lelo Cjanton, Dino Virgili, Meni Ucel, Riedo Puppo, Novella Cantarutti, Nadia Paoluzzo, Maria Forte, Alan Brusini e altri) sono state presentate proprio da Valentino Valerio, il 25 aprile scorso, sul colle di Santa Eufemia a Segnacco, nella giornata in onore di Chino Ermacora e dei friulani che hanno reso grande la Piccola Patria. I funerali di Valerio saranno officiati alle 16, nella chiesa parrocchiale di Osoppo. La salma sarà poi tumulata nella tomba di famiglia. Tutto l’ente Friuli nel mondo ha espresso alla signora Laura il proprio sentito “corot”.

Udine: parte la sperimentazione per la casa domotica

Nella foto: Fanizza e Honsell.

Schermi touchscreen, comandi vocali, segnalazioni acustiche per avvisare di perdite d’acqua o di fuoriuscite di gas, frigoriferi che avvertono che lo sportello è aperto. Tecnologie domotiche all’avanguardia perché le case siano più sicure e permettano più autonomia anche alle persone di una certa età  o con disabilità. C’è tutto questo e molto altro negli appartamenti del progetto Re-freedom, l’iniziativa di ricerca industriale co-finanziata dalla Regione e portata avanti dal Comune di Udine, Friuli Innovazione e Rino Snaidero Foundation, insieme con le associazioni di disabili di Udine chiamate a contribuire alla fase sperimentale per una partecipazione diretta dei cittadini con deficienze acustiche, visive o cognitive.
E proprio a conclusione dei lavori di allestimento di uno dei due appartamenti interessati dal progetto, il sindaco di Udine, Furio Honsell, e l’assessore alla Pianificazione territoriale e Agenda21, Mariagrazia Santoro, hanno assistito alla presentazione degli innovativi sistemi messi a punto dai ricercatori guidati da Felice Pietro Fanizza, direttore della Rino Snaidero Foundation, e alla presenza anche di Ernestina Tam, responsabile del coordinamento delle associazioni disabili provinciale di Udinee del direttore di Friuli Innovazione, Fabio Feruglio, e del team tecnico che sta lavorando al progetto.
“Si tratta di un progetto – spiega Honsell – che ho personalmente voluto come sindaco e come membro del Comitato tecnico scientifico della Rino Snaidero Scientific Foundation. Una progettazione, dedicata alle persone più fragili, congiunta tra vari partner e che considera la diversità come opportunità e come arricchimento. È l’ambiente, infatti, che rende disabili e non viceversa. Sono quindi molto lieto della collaborazione con Friuli Innovazione e con la Regione Friuli-Venezia Giulia che ha cofinanziato al 50% con il Comune di Udine questo progetto”.
Terminata la fase di allestimento, si tratta ora di testare tutti i dispositivi installati nell’appartamento al quinto piano di via Mantova, prima di giungere alla conclusione del progetto che interesserà anche un altro appartamento al piano terra in via Colugna, sempre di proprietà del Comune. Test che verranno effettuati anche “sul campo” con l’aiuto delle associazioni dei disabili, destinatari, nonché co-protagonisti in questa fase, dell’intero intervento.
“Sono molto contenta – spiega l’assessore Santoro, che ha seguito l’iniziativa insieme agli uffici di Agenda21 – di come si sia riusciti a coniugare innovazione, nuove tecnologie e partecipazione dei cittadini. Per gli appartamenti che saranno riservati alle fasce della popolazione più debole, infatti, sono state utilizzate delle applicazioni spesso non rintracciabili in commercio. Questo per poter offrire – conclude – il meglio a tutte quelle persone che hanno bisogno di assistenza direttamente a casa in un ambiente familiare, cercando così di diminuire il più possibile i casi di istituzionalizzazione in centri per anziani o case di cura, avvicinando sempre di più i servizi ai cittadini, come quelli già esistenti come No alla SolitUdine”.
articolo dal sito della Vita Cattolica