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Carnia: lo sciatore volante (speedraiding) debutta con multa sullo Zoncolan

di Gino Grillo.

Debutta sullo Zoncolan la nuova specialità dello “speedraiding”. Infatti, ieri pomeriggio sulla pista del Canalone, che porta dal monte verso Ravascletto, due sciatori di nazionalità slovena hanno inaugurato la disciplina dello Speedraiding con gli sci. Lo Zoncolan è stato una località antesignana per gli sport di volo libero sin dagli anni Settanta quando qui hanno iniziato a volare i deltaplani. Successivamente, per questioni di comodità, il loro posto è stato preso, anche se non del tutto, dai parapendii, cugini prossimi delle vele utilizzate per lo “speedraiding”. La normativa però è chiara: per questo tipo di discesa sci ai piedi serve una pista dedicata che il polo principale di Promotur non possiede. Così è dovuta intervenire la pattuglia della Polizia che ha intercettato uno sloveno di 41 anni, S.K. le sue iniziali, che dopo essersi fermato in fondo alla pista Canalone è stato sottoposto a una sanzione amministrativa che può aumentargli le spese di questa giornata sugli sci di ben 200 euro: a tanto, infatti, può arrivare la multa. Il suo collega, raggiunta la metà della stessa pista sugli sci, aveva già dispiegato la vela ma, vista la determinazione della Polizia a stabilire la sicurezza per gli altri sciatori, ha alla fine desistito dall’impresa, ripiegato la vela e sceso sugli sci, normalmente, risparmiandosi nel contempo i 200 euro di sanzione. Lo “speedriding” è uno sport di volo tipico della stagione invernale che fonde due specialità, lo sci e il volo libero. La vela dà maggiori possibilità di esibirsi in ampi salti superando ostacoli altrimenti impossibili da oltrepassare e con velocità maggiori. Nel contempo, però, può essere pericoloso se sulla pista si trovano altri sciatori che potrebbero essere colpiti dagli sci di questi “volanti” che nelle loro discese, come è accaduto ieri, rasentano le piste. Questa disciplina richiede un buon livello di conoscenza di entrambe le specialità, sia dello sci che del volo libero.

Ravascletto: aperte tutte le piste sullo Zoncolan anche per gli sci club

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 Lo Zoncolan da oggi avrà aperte tutte le piste. Ieri i tecnici di Promotur hanno sistemato e reso percorribile aagli sciatori la pista che scende dal monte Tamai. Oggi invece – notizia molto attesa soprattutto dagli agonisti – sarà finalmente aperta la pista Zoncolan 1, quella solitamente riservata agli allenamenti e sulla quale si svolgono tutte le competizioni del calendario della Fisi del Friuli Venezia Giulia. Nonostante le ultime precipitazioni nevose – peraltro compromesse, specie in basso, dalla pioggia caduta sabato – sulla pista 1 dello Zoncolan il fondo di almeno 40 centimetri di spessore è interamente composto da neve artificiale “sparata” con i cannoni. Un manto sufficiente sia per ottenere un ottimo fondo sciabile sia per consentire agli allenatori di “tracciare” piantando i pali di slalom speciale e di gigante senza incontrare il terreno sottostante. Da oggi quindi sarà possibile – per gli sci club e le varie nazionali che usufruiscono del polo carnico – programmare meglio gli allenamenti tutta la settimana. Ma saranno anche garantite le gare in calendario della Fisi Fvg che sulla Zoncolan 1 possono ospitare tutte le categorie consentendo di organizzare competizioni di slalom speciale, slalom gigante e superG. Ieri, come detto, è stata aperta la seggiovia più alta del polo dello Zoncolan: la Tamai 1, che sale in cima all’omonimo monte e che offre un panorama a 360 gradi che spazia dalle Dolomiti alle montagne friulane e dal quale, quando le giornate lo consentono, è possibile anche scorgere il mare.

Carnia: lo Zoncolan apre a Natale, Skipass prevendita lenta

di Maurizio Cescon
Arriverà il freddo. Già nel week end e sarà così possibile programmare l’innevamento artificiale sulle piste della montagna friulana. Semprechè non faccia capolino (ma al momento è un’evenienza ritenuta poco probabile) la neve, quella vera. Ieri alla presentazione dell’Agenda Fisi degli sport invernali, Regione, operatori e dirigenti sportivi erano ottimisti. La stagione dello sci potrà finalmente decollare, dopo lo stop forzato imposto finora dalle condizioni meteo sfavorevoli. Regalo di Natale, intanto, per gli appassionati. Da domani, oltre a Sella Nevea, si potrà sciare nella parte alta dello Zoncolan. Promotur e TurismoFvg hanno fatto il punto pure sulla prevendita degli skipass stagionali e a ore. Da un primo bilancio sembra che ci sia stata una piccola flessione rispetto all’anno scorso, che aveva fatto registrare il record. L’incasso, comunque, è di circa 600, 700 mila euro. Debutta il Kaiser. Domani aprirà la parte alta dello Zoncolan. Si potrà salire da Ravascletto con la funivia e dal versante di Sutrio con la seggiovia Valvan davanti al rifugio Moro. Arrivati al “Cubo”, attraverso il tornante ci si porterà sul versante che porta all’area del monte Tamai. Saranno quindi aperte le piste Tamai 1, Arvenis, Goles e Zoncolan 4 fino ai laghi con due seggiovie per risalire in quota. Aperto anche il “tappeto” del campo scuola vicino al “Cubo”. Promotur fra neve naturale e artificiale ha garantito in pista un minimo di 30 centimetri sulle piste. Per il rientro a valle, stessi impianti della salita partendo dal cubo. Niente da fare invece per gli allenamenti degli sci club, che ancora non possono usufruire della pista Zoncolan 1. Così domani e a Santo Stefano, poi la situazione dovrebbe migliorare. Per gli altri poli (Forni, Piancavallo, Tarvisio) bisognerà attendere il week end, ma da sabato le temperature scenderanno in modo sensibile e sarà possibile “sparare” con i cannoni. Economia e sci. Il direttore di TurismoFvg Bregant ha illustrato la nuova strategia: con la Fisi, la Federazione degli sport invernali e quindi con il grande popolo degli sciatori, dovrà esserci sinergia. «Lo sci è la base del turismo invernale – ha detto Bregant -. Noi abbiamo puntato sulle famiglie con lo skipass gratis per i bambini fino a 10 anni e invitiamo gli operatori a garantire l’ospitalità gratuita dei più piccoli. E’ una mossa che sta dando già risultati».

Zoncolan: gemellaggio “pazzo” nel nome della bici con il Monte Fuji

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di Antonio Simeoli
È iniziato tutto in febbraio con un pacco inviato dal Friuli in Giappone. Libri, qualche prodotto enogastronomico, un progetto. Che sta diventando realtà. I particolari saranno svelati giovedì a Udine dal vicepresidente della Regione, Sergio Bolzonello, e dal mittente del pacco, il manager, Enzo Cainero. I due hanno alzato una cortina di fumo sul piano, ma dalle nebbie si staglia, con i suoi 3.776 metri d’altezza, il Monte Fuji, il vulcano che si può scorgere addirittura da Tokyo lontana 100 km; la sacra montagna giapponese, la vetta innevata immancabile nei cartoni animati anni Ottanta. Ma cosa c’entra il Monte Fuji con il Friuli? Tanto, molto più di quanto si pensi. Perchè sarà il cardine del progetto di sviluppo turistico sulla direttrice Tokyo-Udine-Fvg assieme a un’altra montagna entrata ormai nel mito, anche se solo del ciclismo: lo Zoncolan. L’obiettivo è quello di legare le due vette da un gemellaggio solido e ha due sostenitori d’eccezione: la Regione, che da qualche tempo finalmente considera la montagna carnica come un’ambasciatrice di questa terra nel mondo, ed Rcs, la società che organizza il Giro d’Italia ormai di casa in Carnia (5 arrivi sullo Zoncolan in 11 anni, e tanto altro), sempre in cerca di nuovi mercati per crescere e “avvicinare” il colosso Tour de France. In sostanza in Carnia, già a fine agosto 2015 (Cainero ha già “prenotato” alcuni volontari della sua squadra senza però specificare il compito che avranno), verrà organizzato un evento, probabilmente stile gran fondo, che consentirà ai ciclisti giapponesi di cimentarsi con il Kaiser Zoncolan e conoscere la regione, spiagge e città d’arte comprese. Insomma, grazie al turismo-sportivo, i danarosi cittadini del Sol Levante potranno conoscere il Friuli e spendere in Friuli. Ma il piano prevede anche di portare un evento organizzato da Rcs, sullo stile delle gran fondo che da tempo il Giro organizza a Miami, per non dire a New York o persino in Israele, in Giappone, proponendo quindi agli appassionati italiani (e perchè no friulani) una trasferta proprio a Tokyio con l’obiettivo di affrontare in bici il Monte Fuji e visitare la splendida regione dei cinque laghi, una delle meraviglie del mondo. Il progetto sta decollando. Cainero domenica scorsa è tornato proprio dal Giappone dove ha incontrato i partner dell’iniziativa. Il manager è molto abbottonato, si è limitato a confermare che «in Giappone lo Zoncolan è già conosciuto come una montagna mitica e il ciclismo è uno sport in grande ascesa». Nemmeno un mese fa, se resto, il Tour de France ha organizzato una kermesse a Saitama con i più forti del gruppo, tra i quali il bujese Alessandro De Marchi, calamitando sulle strade migliaia di occhi a mandorla. Se centinaia ne arrivassero in Friuli richiamati dal Kaiser, i loro yen sarebbero una manna visti i chiari di luna del nostro turismo.

Sutrio: dopo la casetta i cartelli sulle salite dei ciclisti

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A.S. da MV di oggi

I nuvoloni neri, gli ennesimi di questo pazzo mese di luglio, hanno consigliato gli organizzatori ad annullare la tradizionale manifestazione Fasin la Mede, ma anche senza la “magia” del fieno ieri lo Zoncolan è stato raggiuto da centinaia di turisti. Attività ricettive piene, stand enogastronomici frequentati. Insomma, una domenica che dimostra ancora una volta come la montagna carnica sia una risorsa cui il turismo regionale deve aggrapparsi per rialzare la testa. I numeri che arrivano dal mare e pure dai monti non sono positivi, anche a causa del maltempo che sta togliendo giorni e giorni al calendario estivo delle vacanze, tuttavia lo Zoncolan dimostra come se i servizi ci sono, se c’è l’offerta, arrivano anche le presenze. In questo contesto ieri è stata significativa la breve cerimonia organizzata dal Comune di Sutrio per l’inaugurazione della casetta in legno posizionata dall’inizio del mese in cima allo Zoncolan, a quota 1.730, proprio dove per cinque volte, l’ultima il 31 maggio scorso, è arrivata una tappa del Giro d’Italia. Può un edificio in legno di pochi metri costituire una svolta nel turismo della Carnia? Sembrerebbe azzardato, invece non lo è. Perchè solo il fatto che la casetta sia diventata realtà dimostra come andare d’accordo tra comuni limitrofi, che per anni si sono ignorati o persino contrastati, è possibile. Sutrio, Lauco, Ravascletto, Ovaro e Comeglians, unendosi per realizzare il progetto della casetta, hanno dimostrato che l’unione in Carnia può davvero fare la forza. Ecco perchè ieri c’erano tutti i rappresentanti di quelle amministrazioni comunali. C’era l’organizzatore delle tappe friulane del Giro, e “inventore” dello Zoncolan, Enzo Cainero, che quella casetta la invocava da tempo, c’era il commissario della Comunità montana, Lino Not e, con il consigliere regionale Enzo Marsilio, non ha voluto mancare nemmeno il direttore di Turismo Fvg, Michele Bregant. Nella casa in legno, per quest’anno gestita dalla Pro Loco di Sutrio, infatti, si vende il merchandising con il marchio Zoncolan. «I gadget si stanno vendendo – ha detto Bregant – ma soprattutto la casetta sta diventando un punto di riferimento per gli appassionati e i turisti in genere. Ora dobbiamo continuare, ci vogliono ad esempio cartelli per i ciclisti sulle salite». A Comeglians sul Crostis ci sono già. «E allora copiamoli per le altre salite», dice Bregant. E mentre il direttore di TurismoFvg parlava, in vetta arrivava l’ennesimo ciclista piombato in Carnia per domare il mostro Zoncolan. Arrivato dall’Olanda apposta. Gli amministratori lo circondano, lo fanno sentire copme a casa. Lo fanno pesare per una foto. Lui si meraviglia di cotanta accoglienza. Indossa una mantellina marchiata Zoncolan. Poi si gira verso la salita ed esclama: «Incredibile, ce l’ho fatta!». Ormai lassù tra ciclisti, auto e moto, si calcolano oltre cento passaggi al giorno. Solo ieri in vetta, complice una gara non ufficiale, sono arrivati una cinquantina di atleti. Insomma, anche senza la Mede sullo Zoncolan ieri è stata festa.

Carnia: assalto allo Zoncolan, e la “casetta” funziona

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di Antonio Simeoli

Ci siamo, stavolta ci siamo. Dopo le cinque tappe del Giro d’Italia in undici edizioni, dopo che la montagna carnica è stata esportata grazie alla tv e al web in tutto il mondo ora lo possiamo dire: il turismo sullo Zoncolan sta decollando anche d’estate. E alla grande. Ne abbiamo avuta una prova sabato mattina. Sfidando il kaiser in bicicletta. Una sofferenza, specie per chi non ha nemmeno le gambe degne per lustrare gli scarpini ai big del pedale, ma ripagata da quanto visto sui 10,3 chilometri di salita da Ovaro, il versante celebre, l’ascesa più difficile d’Europa, e soprattutto ai 1.730 metri della vetta: uno spettacolo. Perchè lo Zoncolan, che solo il 31 maggio ha ospitato la tappa decisiva del Giro d’Italia vinto da Quintana, è ormai preso d’assalto da ciclisti, motociclisti e turisti in genere. Che arrivano da tutta Europa (e non solo) anche solo per vedere da vicino la montagna che fa parlare di sè da anni per la sua durezza, ma anche per la sua spettacolarità. Intanto la scalata. Già da Ovaro la musica è ancora più bella rispetto solo all’anno scorso. Due ciclisti provenienti dall’Emila Romagna infatti posano per la foto ricordo prima della partenza sotto l’arco voluto dal Comune. Poi la salita, abbordabile fino a Liariis e altri ciclisti. Due, tre, un altro nella piazzetta di Liariis. Un altro ancora sulla terrificante rampa iniziale, la porta dell’inferno, quella dove cominci a chiederti chi te l’abbia fatto fare a passare almeno la prossima ora solo con due compagni di avventura: la sofferenza e le pendenze costanetente sopra il 13 per cento. Metà salita, quota 1.200 metri, ancora due ciclisti in mountain bike. Vanno sù a fatica, ma hanno la tripla (beati loro). Cinquanta metri al bivio per Malga Pozof, per chi conosce la salita è una specie di oasi del deserto. Se lo vedi, dopo che ti sei convinto che non sia un miraggio ma la realtà, sai che il peggio è dietro le spalle. C’è un cicloturista friulano che, vinto dalla fatica, sta per mettere il piede a terra. No! Non adesso. Poi la strada concede la tregua desiderata, c’è persino un breve tratto di discesa pèrima della dura rampa che porta alla prima delle tre gallerie. A destra un panorama mozzafiato su Ovaro e le sue frazioni della valle. Quindi gli ultimi 500 metri. Ancora 4 ciclisti, tre escursionisti a piedi (che ti incitano) e una serie di Vespe lanciate verso la vetta. Gli anziani motori del mitico mezzo Piaggio fanno fatica, sbuffano, ma arrivano in quota. Ce ne sono almeno una settantina di motociclette. Arrivano da tutta Europa. L’associazione udinese “Vespa on-line” ha organizzato tutto: due giorni di raduno, sosta obbligata sullo Zoncolan, altre tappe enogastronomiche in Carnia e pernottamento sul Passo Pramollo, versante italiano. I motociclisti posano volentieri per la foto di gruppo. Incoraggiano i ciclisti che raggiungono la vetta. Incoraggiano e rispettano: riconoscono che la fatica vera l’han fatta loro. E poi si avvicinano, come i ciclisti, alla casetta che da pochi giorni i Comuni del patto dello Zoncolan (Ovaro, Sutrio, Lauco, Ravascletto e Comeglians) hanno fortemente voluto a due metri dal monumento al ciclista e all’effige dell’indimenticabile Franco Ballerini. La casetta è gestita, per quest’anno, dalla Pro Loco di Sutrio. Una volontaria vende i gadget con il logo Zoncolan: magliette, felpe, zainetti, illustra ai turisti possibili itinerari. In molti chiedono gli adesivi ricordo. Non ci sono, ma siamo sicuri che Turismo Fvg (e in particolare il direttore Michele Bregant) rimedieranno presto. Il panorama è impagabile. Si avvicina un cicloturista ligure. È arrivato (in auto) dalla Val Badia, il giorno dopo avrebbe fatto la Maratona delle dolomiti, «ma dovevo allungare fino sullo Zoncolan per vedere questa salita», dice. Meraviglioso. Ora davvero il Kaiser comincia a essere il motore del turismo in Carnia.

Carnia: la Provincia ha completato il restyling delle strade

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Asfalti rimessi a nuovo sulle strade provinciali interessate dal passaggio del Giro d’Italia. 250 mila euro il budget che la Provincia ha impegnato per eseguire la manutenzione sui tratti più consumati della pavimentazione delle strade sulle quali sabato e domenica prossimi transiterà la carovana rosa. Lavori effettuati per consentire al comitato organizzatore di predisporre al meglio la due giorni e l’accoglienza in sicurezza di corridori, staff e pubblico. I lavori hanno riguardato prevalentemente la sistemazione di buche, sconnessioni e il ripristino delle condizioni ottimali del manto stradale deteriorato a causa della stagione invernale particolarmente piovosa e delle manutenzioni non effettuate nel 2013 a causa del Patto di stabilità. L’intervento più consistente, per un valore complessivo di 100 mila euro, ha riguardato la sp del Lumiei: 50 mila euro sono stati destinati all’asfaltatura dei tratti più deteriorati del fondo stradale mentre con ulteriori 50 mila euro, risorse aggiuntive stanziate poche settimane fa, è stato messo in sicurezza un tratto dei versanti prospicienti la strada per prevenire la caduta massi. L’operazione ha interessato oltre 2 km della sp del Lumiei tra Sauris di Sopra e il confine con il Veneto. Qui è stata effettuata la pulizia dei versanti, i massi pericolanti sono stati rimossi e sono state posizionate le reti per contenere la caduta di materiale in strada. Le altre provinciali interessate dalla manutenzione straordinaria sono la sp Juliense (zona Majano-Buja); un tratto della sp Sandanielese nei comuni di San Daniele e Ragogna e alcuni punti delle sp “Glemonense” e “di Billerio”.

Zoncolan: la neve lentamente si scioglie, per il giro numerosi eventi a Ovaro

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(a.s. dal MV di oggi)

In quota si scioglie la neve, lentamente ma si scioglie. A valle si prepara la grande festa con gli ultimi incontri tra i commercianti di Ovaro, le associazioni e l’amministrazione comunale per dare adeguata cornice a quello che sarà un evento per la val Degano: l’arrivo della tappa del Giro d’Italia sullo Zoncolan (e questa non è una novità) nella penultima tappa dell’edizione che si sta correndo da una settimana, la frazione che assegnerà l’ultima maglia rosa. Capitolo neve Le notizie che arrivano da Stelvio e Gavia, esattamente come un anno fa, non sono rassicuranti. Lassù si correrà all’inizio dell’ultima settimana della corsa rosa, vale a dire il 27 maggio. Un anno fa, la tappa Ponte di Legno-Val Martello fu annullata per la troppa neve e il maltempo, quest’anno gli organizzatori l’hanno riproposta, ma si teme un altro flop: la neve è ancora alta, ed è normale a oltre duemila metri di quota nel mese di maggio sulle Alpi. Insomma, si spera nel bel tempo. Cinque giorni dopo la carovaana piomberà sullo Zoncolan. Sarà il 31 maggio. Sulla montegna friulana la neve è ancora alta, ma non in tutto “lo stadio naturale” più bello del ciclismo. Una settimana fa le pale meccaniche avevano liberato la strada dalle tre gallerie alla vetta, negli ultimi giorni è stato aperto anche il nastro d’asfalto che sale dal piazzale Moro, versante Sutrio, che sarà fondamentale per l’afflusso degli oltre 100 mila spettatori attesi. «La neve si sta sciogliendo, ormai l’anfiteatro in quota sul versante di Ovaro è libero dal manto bianco – spiega l’assessore dui Sutrio Daniele Straulino – ma anche da Sutrio le cose si stanno mettendo bene. L’80% degli spazi che saranno quest’anno adibiti a parcheggi a lato della strada dal piazzale Moro fino a un km dalla vetta è ormai libero dalla neve. Al Moro la neve non c’è più da tempo». Dunque, buone notizie. Una settimana di eventi Si inizia domenica dalle 10 a Ravascletto con una gara di mountain bike valida per Carnia Bike e Acsi Mtb, uno degli eventi organizzati dai Comuni del patto dello Zoncolan. Poi toccherà a Ovaro da lunedì 26 maggio con il concerto del gruppo corale filippino Madrigal Singers in collaborazione con il “Coro chei di Guart” nella chiesa della Trinità. Venerdì 30 da mezzogiorno via alla festa dei Comuni “del patto” tra enogastronomia e musica e festa in tutti i locali fino a tarda ora. Che sarà ovviamente replicata per i migliaia di spettatori attesi anche il giorno della tappa e pure quello successivo

Sutrio: sullo Zoncolan c’è ancora la neve, servono 1.500 volontari

Fine della prima galleria, lì la pala meccanica condotta dagli operai comunali di Ovaro si è ancora una volta bloccata ieri mattina. Niente da fare, alla fine del primo dei tre tunnel, simboli della salita dello Zoncolan, la troppa neve ha ancora una volta respinto chi cerca di spazzarla via. E alla tappa decisiva del Giro d’Italia mancano appena 28 giorni.

Il piano di intervento
È questa la grana più grossa che si trovano di fronte gli organizzatori della tappa del Giro d’Italia. Enzo Cainero ieri, anche per questo, ha chiamato a raccolta a Ovaro i rappresentanti dei 15 comuni carnici interessati al passaggio della Maniago-Zoncolan, da Cavazzo, il primo che i corridori incontreranno in Carnia, ai cinque comuni all’ombra del Kaiser.

«La neve in quota è un problema – spiega l’organizzatore della tappe friulane – sul Pura e a Casera Razzo la strada ormai è percorribile, ma sulla salita finale la pala meccanica si è fermata alle gallerie. La prossima settimana scenderemo dalla vetta con il mezzo grazie a Promotur, libereremo la strada e capiremo qual è la reale situazione. Dopo l’adunata degli alpini studieremo un piano d’azione più “aggressivo”».

Rischi che le decine di migliaia di spettatori attesi nello stadio dello Zoncolan, vale a dire sui prati dopo le gallerie negli ultimi 500 metri di corsa, possano trovare l’ostacolo neve?

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Sutrio: sullo Zoncolan si girerà un film sui gregari eroici

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di Antonio Simeol.

Arriva dalla Lituania, terra di grandi giocatori di basket (si pensi allo “zar” Arvidas Sabonis”), ma anche di ciclisti, come Ramunas Navardauskas che lo scorso maggio vinse la tappa del Vajont al Giro d’Italia. Si chiama Arunas Matelis, è lui il regista del film che sarà girato durante la prossima corsa rosa. Anche, e soprattutto, sullo Zoncolan, la salita più dura d’Europa. È stata questa la notizia più bella arrivata dalla serata di presentazione del tappone che deciderà il prossimo Giro d’Italia che è andata in scena alle scuole di Sutrio. Sul mostro, dunque, si girerà un film. Lo produrrà Rcs con la collaborazione della film Commission. Il titolo? Per ora è solo provvisorio: “Gladiatori, il Giro d’Italia all’ultimo respiro”. Roba da epopea. Che non sarà quella dei capitani, dei campioni, come hanno spiegato ieri sera a Sutrio il regista lituano assieme al presidente di Fvg Film Commission, Federico Poillucci davanti a un ovviamente raggiante Enzo Cainero, ma quella dei gregari. Quelli che aiutano i big a vincere, che stanno nell’ombra, che fanno una fatica boia. Ma che senza di loro i campioni e le imprese dei campioni non ci sarebbero. Bellissimo che le riprese clou del film, girato da un documentarista di fama mondiale, val la pena ricordarlo, saranno girate sul Kaiser. Una montagnaccia per i ciclisti, ma altamente democratica perchè, all’inizio della scalata da Ovaro, gregari e capitani fanno la stessa fatica. Di più, sul Kaiser i gregari si prendono la rivincita sui capitani. Perchè spesso lasciano a loro la gloria (ma quello accade sempre), ma sullo Zoncolan anche l’immane fatica. Tirano fino ai piedi dell’erta i gregari (pensate a quello che hanno fatto Agnoli e Smydt nel 2010 per Basso sul Duron), poi “si riposano” sul mostro. «Io ho provato a farlo in bici stamattina lo Zoncolan ma solo per 1,5 km – spiega il regista –. Ho la pelle d’oca per quello che ho provato. Questa è più di una montagna. Sarà il cardine del film. Ringrazio la Film Ccommission Fvg primo fondo pubblico extra Lituania che ha finanziato il film». Lo Zoncolan diventa quindi anche location di un film. Musica per le orecchie del vicepresidente della Regione, Sergio Bolzonello, che ieri ha chiuso la serata di festa di Sutrio. «Questa è la strada giusta. Il 31 maggio e il 1 giugno avremo gli occhi del mondo puntati addosso. Grazie al grande ciclismo si girerà uno spot senza precedenti. E l’atmosfera è già elettrizzante. Ieri la palestra di Sutrio era piena. A sentire programmi, vedere filmati, ascoltare l’esperienza di campioni come Giorgio Di Centa, Valerio Bertotto, Gigi De Agostini, voci storiche come Bruno Pizzul o un allenatore come Edy Reja, rapito dalla magia del ciclismo e dallo Zoncolan. «È uno spettacolo senza precedenti, meglio del derby di Roma? Si». Uno spettacolo che ora finirà pure in un film.