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Timau: i residenti non si arrendono, lettera con 401 firme per mantenere l’ufficio postale

di Tanja Aris

 L’ufficio postale di Timau ha chiuso definitivamente i battenti, ma i residenti non ci stanno e, come ultima operazione, hanno inviato 5 raccomandate con ricevuta di ritorno indirizzate al presidente della Regione Renzo Tondo, a quello della Provincia Pietro Fontanini, al prefetto Ivo Salemme, al responsabile provinciale delle Poste Maria Teresa Arillotta e al sindaco Elia Vezzi. Esse contenevano le 401 firme raccolte tra il 24 e il 27 dicembre a sostegno di una petizione promossa dal consigliere di minoranza Ottaviano Matiz che chiede di aprire un tavolo di confronto per trovare un punto d’incontro, rivedere la decisione, tenendo aperto l’ufficio postale almeno un giorno la settimana, potenziato magari a due nella prima settimana del mese per agevolare il ritiro delle pensioni. A Timau la notizia della chiusura del loro ufficio postale i cittadini l’avevano appresa a metà mese dalla stampa. La preoccupazione corre subito ai disagi che ne deriveranno soprattutto per una fascia di popolazione già molto provata dall’aumento delle imposte da pagare a fronte di retribuzioni rimaste invariate, ossia i pensionati, che spesso non sono automuniti e che per raggiungere l’ufficio postale più vicino dovranno per forza utilizzare i mezzi pubblici. Inoltre, si osserva nella petizione, l’ufficio postale di Paluzza dista circa 6,6 chilometri dall’ufficio di Tischlbong-Timau, quando la normativa parla di una distanza massima di 6 km.