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Tita De Stalis: per la Carnia un amaro declino

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di Tita De Stalis, Ravscletto.

La Governatrice Debora Serracchiani non ha ritenuto necessario un Assessorato per la Montagna e ha quindi avvocato a sè tutte le tematiche che quest’area (la più diffusa della Regione), si porta appresso da tempi memorabili, ma, anzichè ricercare delle soluzioni, si fa tutto il possiibile per smontarla, pezzo dopo pezzo, e non con il il solo beneplacito di chi dovrebbe assemblarla per renderla compatta, ma lasciando che tutto scenda verso la pianura; ecco allora che si inventano le UTI, si lascia chiudere il Tribunale, Carnia Acque, che fu a suo tempo contestata, ora diventa una fonte di ricchezza per la CAFC, e nessuno, dei Serracchiani-boys, batte un chiodo, e se lo fanno, visto che appartengono ai novelli luminari, trAttano da polulisti coloro che hanno l’ardire di prendere le difese della gente di montagna. Anche Poste Italiane SpA, dopo aver rastrellato tutto il restrellabile, non si accontenta di tenere aperti gli Uffici tre mezze giornate alla settimana, ma ha pensato bene di ridurre le giornate di consegna della posta, cosicchè potrebbero esserci settimane, quelle in cui la prima consegna avviene il martedì, quella successiva sarà il giovedì, poi più nulla, fino al lunedì successivo. Ecco allora che chi si è abbonato ad un giornale quotidiano il giornale del venerdì, bontà sua, se lo leggerà il lunedì successivo (mica male, che ve ne pare?). Vogliamo parlare anche di sanità, facciamolo pure, anzi è doveroso: Tolmezzo, Gemona e San Daniele dovrebbero fare corpo unico con Codroipo; in effetti si tratta di un territorio che più omogeneo di così non potrebbe essere. Certo è che la Giunta Serracchiani è composta da persone di grande lungimiranza, tanto da non saper distinguere un “râv da un trâv”. Giunti al punto in cui siamo arrivati o stiamo arrivando, la mia idea di referendum per l’annessione all’Austria mi pare non solo giustificata ma anche saggia. Le tasse, vivaddio, le pagano anche i montanari, anche per le case chiuse, che non hanno nulla a che veder con la Merlin, case disabitate perchè non c’è gente che apra le finestre. Nell’ambito dello stesso comune e non si tratta, sia chiaro, di seconde case, a menochè uno non decida di abitare sei medi in una e sei mesi nelle seconda. Mi riferisco in particolare al mio Comune, in quanto la realtà la conosco molto bene, due anni fa o giù di li sono state chiuse le scuole elementari (17 alunni iscritti su 5 classi), ora con le Ut chiuderemo i Municipi (che fare di essi ?) e poi sarà la volta delle Chiese. Questo è l’amaro destino di una terra abbandonata a se stessa per lungo tempo, sono state fatti si, delle cattedrali nel deserto, anche per la megalomania di qualche Sindaco, ma l’abbandono della montagna, sia chiaro atutti, rappresenta un pericolo anche per la pianura, i disastri di questi ultimi tempi ne sono la riprova.

2 Risposte a “Tita De Stalis: per la Carnia un amaro declino”

  1. Sono d’accordo con quanto scritto da Tita,persona di esperienza, che tra l’altro è uno dei pochi a dire le cose come effettivamente sono

  2. Conosco TITA , ha perfettamente ragione, son ben 20anni che abito nella bellissima Carnia e posso solo confermare quanto ha scritto e sono d’accordo con lui.

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