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Tolmezzo: i gestori basta strumentalizzazioni politiche sull’albergo diffuso

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di Tanja Ariis.
Dalla Carnia si leva la richiesta di non demonizzare, strumentalizzando politicamente, l’albergo diffuso. È di qualche giorno fa un incontro a Tolmezzo sulla Carnia, dove se ne è parlato molto. Diverse le voci che si sono levate dal pubblico in difesa dell’albergo diffuso: non ci sono solo fondi pubblici, i privati ci hanno investito parecchio, l’albergo diffuso rivitalizza i piccoli borghi, portandovi turisti, crea indotto, comincia a creare una certa ottica di ospitalità. Ma un conto è correggerlo per migliorarlo, un conto è finire nel tritacarne dello scontro politico tra la governatrice Debora Serracchiani e il consigliere Enzo Marsilio. Lucia Miotti, presidente dell’albergo diffuso di Comeglians, «Certamente questo progetto – ha detto – non salverà da solo l’economia della montagna, però è uno dei pochi progetti o l’unico che esiste per ridare vita ai piccoli borghi della montagna». Con le sue seimila presenze nei primi otto mesi del 2016 (1800 solo in agosto) – chiede – Comeglians (500 abitanti), può perlomeno trovare il senso del progetto che ha sposato? Un caffè in più sarà stato venduto? Una spesa in più sarà stata fatta? Turisti arrivati anche da Austrialia, Stati Uniti. Su Booking.com, ha evidenziato, la struttura ha 9 come punteggio. «Parlo per me – ha detto – ma potrei dire la stessa cosa praticamente per tutti gli alberghi diffusi della Carnia (c’è alta qualità, ottimo servizio nelle recensioni dei nostri turisti)». Sulla scure che starebbe per scendere sugli alberghi diffusi lei dubita che la Regione vieti l’acquisto di tv e pc e il pagamento di lavoratori a voucher, ma anche che abbia mai pagato alle persone fisiche contributi per la gestione. Paola di Sopra, consigliere comunale di Rigolato ha evidenziato di aver portato quest’anno a Vuezzis (13 i residenti) 270 persone con l’albergo diffuso. Per Paola Schneider, “albergatrice classica”, l’albergo diffuso sta rivitalizzando i piccoli borghi della Carnia. «A Sauris – ha detto – funziona, fa funzionare i ristoranti, guai se non ce l’avessimo. Per cui, ben venga l’albergo diffuso». Bruno Soave, neopresidente dell’albergo diffuso di Paluzza, ha annunciato fin d’ora che non si ricandiderà. Motivo: insoddisfazione personale, perché, ha rilevato, «praticamente un presidente non ha nessun potere di decidere qualcosa, non può punire soci che non fanno quello che dovrebbero» e che con certi comportamenti fanno danni alla società stessa e al suo nome». Rivolto ai presidenti dell’albergo diffuso, ha detto: «Non ci saranno chance, se non ci uniamo. È inutile avere questi campanilismi di periferia e avere un presidente qui e uno lì. Deve esserci un presidente che comanda e ha poteri decisionali». Per Lucio Zanier dell’albergo diffuso di Socchieve, tutta la bagarre sull’albergo diffuso è frutto di una strumentalizzazione: i 120 posti letto occupati al giorno sono stati ricavati dai dati del 2014, pubblicati nel 2015 e questi calcoli derivano dalla somma del primo contributo che hanno avuto gli alberghi diffusi col secondo: «però questo calcolo è stato fatto, quando avevamo appena finito di costruire col secondo contributo. Tant’è vero che l’albergo diffuso di Socchieve, che è andato in funzione nel 2015, aveva in questi calcoli solo la spesa e nessun guadagno». Per lui la politica ha strumentalizzato volutamente la cosa.