UniUD: niente elezioni, Compagno in carica fino al 2013


di DOMENICO PECILE

Il rettore dell’università di Udine, Cristiana Compagno, resterà in carica fino al 2013. La scadenza naturale del mandato triennale, con nuove elezioni, sarebbe stata il giugno 2011. La proroga è stata decisa dal ministro Gelmini per consentire che la riforma statutaria degli atenei venga effettuata in un clima non elettorale.

È il comma 9 dell’articolo 2 della riforma Gelmini a stabilire la proroga. Cita infatti: «Il mandato dei rettori in carica al momento dell’adozione dello Statuto (…) è prorogato fino al termine dell’anno accademico successivo Sono comunque fatte salve le scadenze dei mandati in corso previste alla data dell’elezione dei rettori eletti, o in carica, se successive al predetto anno accademico. Il mandato dei rettori i quali, alla data di entrata in vigore della presente legge, sono stati eletti ovvero stanno espletando il primo mandato è prorogato di due anni e non è rinnovabile». Ed è questo, appunto, il caso del rettore dell’ateneo friulano<

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Una norma, dunque, che “stabilizza” i rettori in carica in cambio del loro impegno a realizzare la riforma dello Statuto degli atenei. Statuto che dovrà essere riscritto entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della riforma, quindi sarà inviato al ministero che avrà due mesi di tempo per la validazione. Il cambio dello Statuto – spiega la stessa Compagno – riguarderà l’organizzazione e gli organi di governo nel rispetto di due principi. Primo: l’autonomia statutaria. Secondo: il rispetto dei principi di semplificazione, efficacia, efficienza e trasparenza dell’attività dell’ateneo. Il cambio di Statuto sarà realizzato da un'apposita commissione di saggi composta da 15 membri e presieduta dallo stesso rettore. Ci saranno anche 2 studenti, 6 componenti designati dal senato accademico e 6 dal Consiglio di amministrazione.
Ma qual è l’obiettivo di “cristallizzare” i rettori in scadenza? Quello, come detto, di evitare instabilità indotte da scadenze elettorali e consentire così l’avvio della riforma. «Pur in presenza di un cambio di Statuto così importante – precisa la stessa Compagno – nella riforma del nostro Statuto resterà invariato il nostro elemento costitutivo fondante del nostro ateneo che ha i suoi pilastri nel suo forte radicamento territoriale e nel ruolo di promotore dello sviluppo civile, sociale e scientifico del Friuli. Insomma, riprenderemo l’articolo 1 del nostro Statuto, che si rifà alla “filosofia” dei padri fondatori dell’Università di Udine».
Il rettore si dichiara poi assolutamente ottimista circa la capacità di cambiamento «di questa comunità universitaria. Molta strada – dice – è stata fatta in questi due anni, anche anticipando tanti aspetti della riforma, sia in termini di riassetto organizzativo sia di razionalizzazione gestionale». «L’università del Friuli – conclude il rettore – è davvero capace di affrontare sfide e cambiamenti di grande portata. La strada è tracciata e riusciremo non soltanto a portare le modifiche statutarie nei tempi richiesti, ma legheremo ancora di più il percorso di modernizzazione del nostro ateneo ai migliori standard internazionali».