Assessori non patrocinanti

«Uno sgarbo istituzionale increscioso, un fatto disgustoso». Così il consigliere comunale di minoranza, Francesco Martini della Margherita, definisce il voto d’astensione di tre assessori della giunta Cuzzi sulla delibera di concessione di contributo e patrocinio a favore della Ads polisportiva Libertas Tolmezzo in occasione del trofeo giovanile di atletica leggera, dedicato alla memoria di Luigi Modena (approvato comunque lo scorso 2 aprile con i quattro voti dei rimanenti membri di giunta). «La manifestazione sportiva, in programma il prossimo 8 luglio, rappresenta ormai un evento consolidato negli appuntamenti sportivi che si tengono nel capoluogo carnico – ricorda Martini – le passate edizioni hanno fatto registrare la partecipazione di circa 300 giovanissimi atleti provenienti da tutta la provincia di Udine e per queste premesse la delibera pareva avere tutti i requisiti per essere accolta con la solita prassi, cioè con voti unanimi e palesi. Ma così non è andata – denuncia il consigliere, nella doppia veste di presidente della Libertas – Gli assessori Cacitti, Cucchiaro e Cuder si sono astenuti. Non dare un voto favorevole a questa iniziativa è un fatto incredibile, è un fatto per me disgustoso».

2 pensieri su “Assessori non patrocinanti

  1. MatteoTassinari

    L’astensione è una delle formule più subdole che possano esistere nell’agir politico. Non si può concepire il non voto per mere questioni di bottega e bassi interessi di vulgata.

    Infine ti segnalo quanto segue, se ti va. Ciao.

    Nulla di nuovo sul fronte occipitale

    Nella Repubblica delle Veline c’è un personaggio sconosciuto ai più, ma più potente di Maurizio Costanzo. Si chiama Lele Mora, è gay, vive in una mansarda spaziale (tre appartamenti in uno) con il nulla fatto persona, Costantino Vitagliano, l’uomo che ha guadagnato – dice, ma c’è da crederci – otto miliardi di lire da quando lo invitano in discoteca. Segno dei tempi. Mora fa l’agente dello spettacolo, quindi non fa un cazzo. E’ potentissimo in televisione. Va forte soprattutto in Rai, ma anche a Mediaset, dove impone ai capo-struttura vagonate dei suoi “protetti”. Si va da tutti i ragazzi del “Grande fratello” (inesauribile serbatoio di volgarità vacua) a Simona Ventura, che dice di valere dieci miliardi l’anno dei quali s’intasca il 20%. Due miliardi. Tutta salute. Poi ancora da Luisa Corna a Loredana Bertè, da Elenoire Casalegno (che l’ha trombato preferendogli un altro grande della storia, l’agente Franchino) ad Anna Falchi che l’ha liquidato con un fax di due righe da una beauty farm di Roma. Per un po’ d’anni ha fatto le percentuali degli incassi di Valeria Marini alla quale, recentemente, gli ha dovuto dire di no perché troppo impegnativa. Ha praticamente monopolizzato quasi tutti i partecipanti ai Reality-show. Altro orribile segno dei tempi e altri scippi di dignità, giustizia e pensiero. I fine settimana li passa con Julia Roberts, Ridley Scott, i figli di Gheddafi, Bruce Willis e chiunque altro capiti a tiro dalle sue parti, perché è sempre tempo per creare nuove cazzate. E così che va nella Bandana Republic più anomala del mondo governata, non a caso, da un tizio un po’ sopra le righe quando non ha il raffreddore, basso ma tosto, anzi pressurizzato se non compresso, che ha tre tv nazionali e interessi da tutte le parti… (continua su http://www.ilsatirosaggio.com).

  2. MatteoTassinari

    Ritengo l’astensione uno degli atti più disdicevoli che in politica (e non solo) si possa commettere. Rappresenta un po’ l’atteggiamento pilatesco, ce ne si lava le mani. Per interessi di bottega e guadagni in saldo, ci si tappa la bocca pur di non andar controcorrente e rimanere quasi nell’ombra. Urlate al mondo chi non vota, chi tradisce il proprio elettorato. Non entro nel merito della vicenda in quanto non la conosco, però in linea di principio la penso così. Ciao Aldo.

    Infine ti segnalo quanto segue, se ti va. Ciao.

    Nulla di nuovo sul fronte occipitale

    Nella Repubblica delle Veline c’è un personaggio sconosciuto ai più, ma più potente di Maurizio Costanzo. Si chiama Lele Mora, è gay, vive in una mansarda spaziale (tre appartamenti in uno) con il nulla fatto persona, Costantino Vitagliano, l’uomo che ha guadagnato – dice, ma c’è da crederci – otto miliardi di lire da quando lo invitano in discoteca. Segno dei tempi. Mora fa l’agente dello spettacolo, quindi non fa un cazzo. E’ potentissimo in televisione. Va forte soprattutto in Rai, ma anche a Mediaset, dove impone ai capo-struttura vagonate dei suoi “protetti”. Si va da tutti i ragazzi del “Grande fratello” (inesauribile serbatoio di volgarità vacua) a Simona Ventura, che dice di valere dieci miliardi l’anno dei quali s’intasca il 20%. Due miliardi. Tutta salute. Poi ancora da Luisa Corna a Loredana Bertè, da Elenoire Casalegno (che l’ha trombato preferendogli un altro grande della storia, l’agente Franchino) ad Anna Falchi che l’ha liquidato con un fax di due righe da una beauty farm di Roma. Per un po’ d’anni ha fatto le percentuali degli incassi di Valeria Marini alla quale, recentemente, gli ha dovuto dire di no perché troppo impegnativa. Ha praticamente monopolizzato quasi tutti i partecipanti ai Reality-show. Altro orribile segno dei tempi e altri scippi di dignità, giustizia e pensiero. I fine settimana li passa con Julia Roberts, Ridley Scott, i figli di Gheddafi, Bruce Willis e chiunque altro capiti a tiro dalle sue parti, perché è sempre tempo per creare nuove cazzate. E così che va nella Bandana Republic più anomala del mondo governata, non a caso, da un tizio un po’ sopra le righe quando non ha il raffreddore, basso ma tosto, anzi pressurizzato se non compresso, che ha tre tv nazionali e interessi da tutte le parti… (continua su http://www.ilsatirosaggio.com).

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