Archivio mensile:Marzo 2014

Tolmezzo: l’Isis «Jacopo Linussio» cresce ancora, 361 le nuove iscrizioni

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Saranno complessivamente 361 gli studenti della Carnia e dell’Alto Friuli che, nell’anno scolastico 2014-2015, frequenteranno l’Istituto “Jacopo Linussio” di Tolmezzo. Ad iscrizioni concluse, si consolida l’incremento già iniziato lo scorso anno scolastico. Moltissimi studenti hanno scelto l’indirizzo Alberghiero/Enogastronomico della scuola professionale; quasi una ventina si sono iscritti all’Istituto tecnico e frequenteranno la nuova classe prima dell’indirizzo in Amministrazione Finanza Marketing, erede del glorioso Istituto autonomo “Michele Gortani”. «Ci teniamo a sottolineare – afferma la dirigente scolastica reggente, Lucia Chiavegato – che anche quest’anno abbiamo registrato un significativo aumento del numero complessivo degli iscritti, che passa dagli attuali 331 ai 361 del prossimo anno scolastico. Il dato, sommato al +15% registrato lo scorso anno, porta ad un complessivo incremento degli allievi dei nostri indirizzi del 24% in due anni». I dati forniti dalla scuola tolmezzina tengono conto del tasso storico relativo a nuovi ingressi, trasferimenti da altre scuole e non ammissioni. «In un momento di difficoltà del territorio, che si traduce anche in un progressivo calo demografico, i risultati che stiamo ottenendo devono essere motivo di orgoglio per l’intera nostra comunità», ha dichiarato la dirigente scolastica dell’Istituto “Jacopo Linussio”. «Ringrazio tutti i docenti, il personale di segreteria, gli assistenti tecnici e i collaboratori scolastici per l’impegno e la professionalità profusa nel lavoro di ogni giorno, garanzia della fiducia del territorio nei confronti della nostra scuola», ha scritto nella circolare diffusa al termine del periodo di iscrizione la professoressa Chiavegato, che ha riservato un ringraziamento particolare «a tutti quegli studenti che pongono serietà e impegno nel lavoro scolastico, premessa per futuri successi».

Ovaro: il Caseificio vince il ricorso per lo spaccio

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di Gino Grillo

Il Tar ha accolto il ricorso del Caseificio Val Tagliamento di Enemonzo e ha annullato la delibera del Comune della Valle Degano che concedeva in affitto provvisorio alla società Friulmont l’edificio di proprietà in località Chialina in Via Carnia Libera n. 86/A/B. La vicenda inizia verso le fine dell’anno scorso, quando l’amministrazione comunale apre un bando per la cessione dell’edificio che era dato in gestione a Friulmont per la vendita di prodotti agricoli, alimentari, zootecnici e artigianali con sede nel nostro territorio regionale. A tale decisione si era opposta la minoranza, ma soprattutto il mercato che ha lasciato andare deserta l’asta. La maggioranza ha quindi accettato in parte le proposte della minoranza emettendo un bando, con scadenza al 31 dicembre 2013, per l’affitto del fabbricato da destinare sempre a rivendita di prodotti locali. Fra le varie offerte la più conveniente economicamente al Comune era quella del Caseificio della Val Tagliamento, che veniva dichiarata aggiudicataria provvisoria dell’asta pubblica. Peraltro, nello stesso giorno, il responsabile del procedimento comunicava l’esclusione della ricorrente dalla gara, insieme a quella delle altre partecipanti, eccetto la controinteressata Friulmont in quanto l’offerta, a differenza di quanto indicato nelle modalità di partecipazione, risultava datata e sottoscritta solo sull’ultimo foglio dei due contenenti l’offerta, invece che su ogni foglio. Così il caseificio di Enemonzo veniva, in autotutela, escluso dalla gara, che veniva aggiudicata provvisoriamente alla Friulmont. Non si sono trovati d’accordo con questa interpretazione gli amministratori del Caseificio Val Tagliamento che ritengono «l’interpretazione ingiustamente restrittiva e illogica, dato che per foglio avrebbe dovuto intendersi la complessiva offerta di due facciate, sottoscritta e datata nello spazio dell’ultima facciata, contrassegnato dalla dizione “firma”». Le due tesi contrapposte, sostenute dagli avvocati Marco Marpillero ed Alessandra Pergolese per il Caseificio, da Teresa Billiani per il Comune e da Nadir Plasenzotti, Roberto Felcaro per Friulmont, ha visto il Tar del Friuli Venezia Giulia pronunciarsi favorevolmente al ricorso avanzato dal Caseificio e ha quindi annullato il verbale della commissione giudicatrice con il quale si escludeva dalla gara la ditta carnica che ha presentato il ricorso e la conseguente dichiarazione dell’azienda Friulmont quale aggiudicataria del locale di Chialina.

Paularo: Mauro Screm lascia il consiglio, al suo posto Vuerli

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di Gino Grillo.

Mauro Screm, capogruppo dell’omonima minoranza consiliare nel Comune della Valle dell’Incarojo, si è dimesso da consigliere comunale. Al suo posto è entrato in consiglio il primo dei non eletti della stessa lista, Giovanni Vuerli. Il consiglio comunale ha accettato l’altra sera le dimissioni di Screm che in una lettera ha spiegato i motivi della sua decisione. «È un passo che meditavo da tempo – ha reso noto l’ex consigliere – determinato dalla mancanza di confronto con parte della maggioranza al fine di trovare strade comuni per la risoluzione dei tanti problemi che assillano la nostra comunità». Screm si dice deluso dall’attuale sistema di amministrare il paese da parte di «una certa categoria politica che continua a tutti i livelli e in tutti i settori ad escogitare strategie e giochi di potere che non hanno come obiettivo il benessere della cittadinanza». Screm ha ringraziato quanti hanno riposto la loro fiducia in lui nell’ultima tornata elettorale e gli attuali consiglieri di minoranza esortandoli a continuare con la stessa tenacia la loro attività in seno all’amministrazione comunale. In consiglio Gino Veritti, capogruppo di un’altra minoranza, e Albano Fabiani hanno ritenuto che le dimissioni di Screm «dimostrino il fallimento della collaborazione con le minoranze consiliari e la mancata tutela da parte dell’amministrazione dei diritti di un cittadino». A sostituire il dimissionario consigliere, è stato cooptato Giovanni Vuerli, ingegnere di 47 anni residente a Tolmezzo. 

Tolmezzo: nasce la cooperativa per la gestione dell’Albergo diffuso

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di T.A. dal MV di oggi
Il Consiglio comunale ha deliberato all’unanimità la costituzione della società cooperativa di gestione dell’Albergo diffuso di Tolmezzo. Gli alloggi per complessivi 83 posti letto e la reception, in pieno centro, affacciata sulla Corte del Romitorio, sono pronti. Si punta a partire per l’estate. Il vicesindaco Gianalberto Riolino ha ricordato che la decisione di avviare il progetto risale al 2007 e che all’inizio le manifestazioni d’interesse erano 19 per oltre 110 posti letto, poi sono rimasti 10 privati più il Comune per totali 83 posti letto. Di essi 14 posti letto sono stati ricavati nell’ex scuola elementare di Fusea dal Comune che ha anche realizzato, in pieno centro città (tra Piazza Centa e Piazza XX Settembre), la reception, costata 130 mila euro, che ha due stanze, di cui una ad uso comune, e i bagni, realizzati in modo tale che potranno servire anche Turismo Fvg e Carnia Welcome, se alla fine, come sembra, in questo immobile potranno essere riunite anch’esse. I privati hanno realizzato altri interventi di Albergo Diffuso: due a Caneva, uno a Casanova, uno a Terzo, uno a Illegio, uno a Imponzo e quattro a Fusea. Il Consiglio comunale mercoledì ha deliberato di costituire, quale socio co-fondatore, la società cooperativa a responsabilità limitata, denominata “Albergo diffuso Tolmezzo Soc Coop a rl”, per la gestione dell’attività di albergo diffuso. I soci fondatori sono il Comune di Tolmezzo e i partecipanti al progetto, ossia Leonardo Rinoldo, Mady Anna Mazzolini, Graziella Dondoni, Francesco Pittoni, Daniele Tambosco, Silvano Rovedo, Mariagrazia Piazza, Maria Antonietta Mazzolini, Patrizia Mazzolini, Marco Pugnetti. Il capitale sociale ammonterà a 11 mila euro ed è rappresentato da 22 quote del valore nominale di 500 euro ciascuna. La società avrà sede legale a Tolmezzo in piazza XX Settembre n. 7. Il Comune partecipa attraverso la sottoscrizione di 2 quote del valore nominale di 500 euro cadauna e siederà con un proprio rappresentante nel Cda della società. Il Consiglio comunale ha dato mandato al sindaco di sottoscrivere l’atto costitutivo. Sul progetto sono stati investiti 300 mila euro da parte della Regione e 100 mila euro da parte del Comune e poi ci sono le risorse investite dai privati. Riolino ha sottolineato l’importanza dell’intervento di Albergo diffuso per Tolmezzo e la Carnia con benefici economici, di immagine e occupazionali.

Friuli: comuni sotto i 3.000 abitanti, torna il 3° mandato per i sindaci?

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«Arriva da Roma una conferma della nostra linea in tema di Province e Comuni. Il segnale più significativo è la calendarizzazione alla Camera della nostra legge voto che abolisce definitivamente le Province». Commenta così il presidente della V Commissione consiliare, Vincenzo Martines (Pd), l’approvazione del ddl per cancellare gli enti intermedi. Ma il democratico annuncia anche che entro l’estate sarà portata in Consiglio la legge sulle dimensioni e le funzioni delle unioni di Comuni, passaggio chiave della riforma degli enti locali voluta dal centrosinistra. «Il testo approvato dal Senato – continua il democratico – segue quanto da noi prefigurato con le leggi regionali approvate recentemente in materia, quella che ha trasformato le nostre Province in enti di secondo grado e quella sulle elezioni comunali». Una differenza però c’è. E non di poco conto, visto che il Consiglio regionale ha votato da poco il ritorno al limite dei due mandati per i sindaci, provvedimento legato a un fiume di polemiche. «L’unica grande differenza è che il governo ritorna ai tre mandati per i Comuni sotto i 3 mila abitanti. Noi invece confermiamo le nostre posizioni sul valore democratico del ricambio», conclude Martines.

Lauco: impossibile acquistare anche le sigarette

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È impossibile acquistare generi di monopolio in paese e il sindaco scrive al premier Renzi. «La nuova normativa – scrive Olivo Dionisio – del febbraio 2013 che disciplina il rinnovo dei patentini per la vendita dei tabacchi sta creando gravi problemi a tre attività economiche che operano da anni con efficienza e professionalità sul territorio del Comune». Il sindaco prosegue: «Sono stato informato dalle titolari dei tre bar che erano dotati del patentino, che l’Agenzia dei monopoli di Stato ha negato loro il rinnovo del patentino poiché non raggiungono il limite annuo minimo di 24 mila euro di prelievo tabacchi previsto per i comuni fino a 10 mila abitanti». Il sindaco, che aveva segnalato il problema ricevendo una risposta negativa dall’Agenzia dei monopoli di Udine, ha deciso perciò di rivolgersi al presidente del Consiglio Matteo Renzi, spiegando che i tre esercizi servono circa 800 abitanti distribuiti «su un territorio montano vasto con difficili collegamenti viari con il fondovalle». «È inutile – osserva il primo cittadino – attivare progetti e investire risorse pubbliche per il sostegno delle zone marginali e svantaggiate se poi vi sono normative che vanno nel senso opposto, ponendo sullo stesso piano comuni con poche centinaia di abitanti e comuni di 10 mila abitanti, senza prevedere inoltre alcuna distinzione circa la loro localizzazione e la loro situazione economico-sociale». «Ritengo – conclude Dionisio – che vi debba essere un quadro normativo complessivo, regionale, nazionale e comunitario, coerente e mirato specificatamente alle aree montane, che sostenga e sviluppi le peculiarità positive, che ancora ci sono e che sono numerose, riducendo al minimo le criticità».

Comeglians: il bosco “divora” i prati e circonda il paese

di Maura Delle Case.

L’appello di artigiani e industriali per l’aumento dell’esbosco in montagna è di appena pochi giorni or sono. Figlio degli allarmanti dati regionali che testimoniano l’ulteriore calo della quota annua di legname prelevato, precipitata ad appena 160 metri cubi su un potenziale annuo (pari all’accrescimento) di un milione. A quell’appello si aggiunge oggi il grido d’allarme degli amministratori locali, in particolare del sindaco di Comeglians, Flavio De Antoni, che denuncia il progressivo avanzare del bosco. Foto alla mano. Una serie d’immagini aree, scattate a intervalli di circa 10 anni l’una dall’altra, mostra l’avanzare della foresta. Un incedere capace di fagocitare porzioni sempre più importanti di superfici a prato: imponenti nel 1945, sono quasi del tutto scomparse nelle “ortofoto” del 2011 che mostrano il bosco lambire i centri abitati. Dal capoluogo alle frazioni. Quelle foto l’amministrazione comunale le aveva recuperate inizialmente per rintracciare l’esatta collocazione dei vecchi percorsi religiosi che un tempo costellavano il territorio. Cancellati in gran parte dall’avanzare del bosco, il Comune li voleva recuperare, non da ultimo a fini sportivi e turistici. A questo scopo aveva “commissionato” le immagini che sono andate poi ben al di là dell’obiettivo iniziale: hanno svelato sì la posizione dei sentieri – visibili nelle immagini del 1945, già meno 10 anni dopo fino a scomparire del tutto negli utili scatti –, ma soprattutto hanno certificato l’ingombrante, ormai soffocante presenza del bosco. «Che è avanzato a dismisura – denuncia De Antoni -. Le immagini, che per maggiore chiarezza abbiamo fatto colorare dallo studio di elaborazione cartografica Cigalotto-Di Giusto, lo mostrano bene. Ormai il territorio è quasi interamente interessato dalla foresta. Con il passare degli anni è cambiato tutto: paradossalmente, quando c’era meno bosco Comeglians aveva più abitanti e maggiore economia. È vero per il mio paese, ma in generale per tutti i comuni della Carnia». Eppure, come detto, i margini di prelievo sono ampi. In Fvg, si esbosca appena il 10% del possibile. Tanto che sono ormai non di rado gli austriaci a varcare il confine per venire a scipparci forse l’unico “petrolio”, oltre al turismo, di cui la montagna friulana può vivere. Del problema il sindaco De Antoni ha interessato la presidente della Regione, Debora Serracchiani, in persona. «Le ho mostrato le immagini durante una sua recente visita – racconta – così che potesse rendersi conto di quale emergenza rischiano i nostri paesi». Che, come detto, sono ormai accerchiati dal bosco. Il suo abbandono non significa solo impoverimento economico, ma anche rischio ambientale. «La foresta è ormai vicinissima alle abitazioni, in molti casi dannosa per viabilità e infrastrutture, così come per le colture, che spesso pagano il diffondersi incontrollato di specie faunistiche come il cinghiale, senza contare il contraccolpo negativo sul fronte turistico, bisognoso di costante cura e manutenzione del territorio», afferma ancora De Antoni che alla Regione chiede interventi risolutivi. Quello che il Comune, da sé poteva fare, l’ha già fatto. Si pensi alla gestione pluriennale dei terreni pubblici affidati alle imprese boschive. Una richiesta, questa, che gli operatori avanzano in modo pressante e che a Comeglians è già realtà. «Ci vogliono, però, risorse da investire sulle piste forestali – conclude il primo cittadino carnico -: solo così si potranno infatti abbassare i costi di chi opera nel bosco e lavorarci tornerà ad essere remunerativo». Tanto da far girare nuovamente l’economia locale ma anche fermare l’incedere, minaccioso, del bosco verso i centri abitati.

Gemona: la Cineteca del Friuli apre l’archivio infinito della memoria digitale

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di Melania Lunazzi.

Dalle macerie del terremoto del 1976 all’eccellenza internazionale. La Cineteca del Friuli raggiunge una nuova importante tappa lungo una parabola ascendente. A fine maggio sarà inaugurato a Gemona il Nuovo laboratorio digitale che ospiterà, in particolare, uno speciale scanner installato grazie a finanziamenti della Comunità europea e della Regione. Esso consente di trasporre nel nuovo formato l’intero patrimonio esistente in pellicola e su nastro. Il laboratorio digitale trasforma le fonti originali in files digitali e permetterà gradualmente la tradizione verso il futuro di un consistente patrimonio che ammonta a circa 30 mila filmati, di cui ben 16 mila pellicole. In Italia un simile apparato tecnologico è posseduto solamente a Bologna e dunque Gemona si fregia di un ulteriore fiore all’occhiello dopo l’importante traguardo toccato del 2008. Fu allora che venne completata la costruzione del deposito climatizzato Archivio Cinema Fvg, il deposito climatizzato cinematografico che oltre alle pellicole conserva anche gli audiovisivi e che per questi ultimi è l’unico esistente in Italia. Appare cosí lontana, oggi, l’immagine di quel gruppo di amici che si aggirava tra le rovine del terremoto in cerca di fondi – in un crowdfunding, che ora va tanto di moda, anticipatore dei tempi – per finanziare la costruzione di un cinema a Gemona. «Eravamo semplici appassionati di cinema – dice Livio Jacob, fondatore e direttore della Cineteca – e in quel modo riuscimmo a raccogliere due milioni di lire. Ma non bastavano per realizzare un cinema e cosí, su consiglio di Angelo R. Humouda, fondatore della Cineteca D. W. Griffith di Genova, abbiamo optato per una cineteca. Pian piano poi quello che era solo un hobby è diventato una professione». E in quasi quarant’anni di strada ne è stata fatta, da quel gruppo di amici. Alla prima raccolta di film muti sono seguite le donazioni di biblioteche di personalità del cinema della regione e altri archivi di cinema e così la cineteca si è trasformata ed è cresciuta, stando al passo con i tempi. «Siamo nati – dice Luca Giuliani, direttore del laboratorio digitale – proprio nel momento in cui gli storici, come Mario Isnenghi e Lucio Fabi, avevano cominciato a guardare al cinema come a una fonte storica; abbiamo attraversato tutte le fasi di evoluzione seguendo il passaggio all’audiovisivo negli anni Ottanta e oggi, con quello che abbiamo messo in campo, siamo pronti per l’online, per lo sharing e per il digitale comunemente inteso». Altro che archivi e polvere. Il passaggio al digitale, ufficialmente entrato in vigore dal primo gennaio 2014 e che significa in sostanza niente piú pellicole nei cinema, segna il passo di un cambiamento epocale, che ha previsto anche in tutti i cinema importanti adeguamenti strutturali. «Certo la qualità della pellicola – sottolinea Giuliani – rimane indiscussa, ma è comprensibile che anche il mondo commerciale del cinema per ragioni diverse, la prima economica, trovi piú conveniente spostare un hard disk via satellite che 35 chili di pellicola nelle scatole». Un’evoluzione naturale e necessaria, dunque, che porterà molte pellicole rare davanti a un pubblico sempre piú ampio, quello della rete. Intanto ora è già possibile vedere on line, sul canale You Tube della Cineteca, diverse riprese originali digitalizzate da pellicole girate durante la Grande Guerra. Sulla Grande Guerra, data l’imminenza delle celebrazioni, arrivano in Cineteca molte richieste ricorda Giuliani, soprattutto da filmakers indipendenti in cerca di materiale per l’anniversario. Tra l’altro a quegli anni datano le prime riprese in assoluto del territorio friulano conservate in Cineteca: «Sono immagini che abbiamo recuperato in archivi inglesi, francesi e americani e mostrano l’ingresso delle truppe a Codroipo, Palmanova e Cormons. Sono inedite: le faremo vedere a tutti». Altre chicche possedute dalla Cineteca provengono da donazioni pervenute grazie a una certa notorietà acquisita a livello internazionale, come il film proveniente da Israele presentato alla mostra di Robert Capa e ora due film italiani ritrovati in Australia, datati 1912 e 1914: «Saremo gli unici ad averli e uno dei due ha anche un certo interesse storico, è la Gabbia d’accaio di Roberto Roberti, il padre di Sergio Leone, l’unico film esistente a oggi di una lunga serie da lui fatta con L’Aquila film». Tra le ultime acquisizioni la Cineteca può vantare diversi archivi di rilevante interesse regionale e non solo, come l’intero fondo di Telequattro – con le prime apparizioni di Paolo Rossi e quelle di un’intera generazione di jazzisti friulani, oltre che una Prova del cuoco ante litteram degli anni Ottanta – e i materiali dell’agenzia giornalistica Alpe Adria. E con la creazione del deposito legale regionale, istituito nel 2004, la Cineteca attira i depositi legali anche da altre regioni, come quello della confinante regione Veneto, che porta alla Cineteca, istituzione senza fini di lucro, un ricavo annuale di ventimila euro.

Il coro “Giuseppe Peresson” di Arta Terme inizia festeggiamenti per il 50° Anniversario di Fondazione

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Il coro Giuseppe Peresson di Arta Terme nel corso del 2014 festeggerà il 50° Anniversario di Fondazione. L’intenso anno corale si apre con l’organizzazione di due concerti Quaresimali dal titolo “O CRUX AVE”, inseriti nell’ambito della manifestazione PASCHALIA 2014 promossa da USCI FVG. Il primo si terrà nel Duomo di Paluzza sabato 29 marzo alle ore 20:30 con la partecipazione e collaborazione della Corale Duomo di Paluzza.

Domenica 30 marzo alle 17:30 il concerto avrà luogo nella Chiesa di S. Paolo ad Illegio con la partecipazione e collaborazione della Cantoria Parrocchiale di Illegio.

Il programma presentato dal Coro Peresson porrà l’attenzione su alcune forme musicali liturgiche che da secoli rappresentano il linguaggio musicale della Chiesa e l’espressione sacrale di illustri musicisti e compositori: responsorio – graduale – sequenza – antifona – mottetto – inno.

Tolmezzo: 32a edizione del Trofeo internazionale di Judo “Città di Tolmezzo”

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di Anna Miniggio.

Palazzetto dello Sport di Tolmezzo riempito di voglia di Judo in occasione della 32^ edizione del Trofeo internazionale di Judo “Città di Tolmezzo”, che si è svolto sabato 22 e domenica 23 marzo. La manifestazione, patrocinata dal Comune di Tolmezzo, dalla Provincia di Udine, dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e dal Comitato Regionale del CONI, ha visto la partecipazione di 410 atleti provenienti da Austria, Belgio, Croazia, Italia, Slovacchia e Slovenia. L’A.S.D. Judo Club Tolmezzo, organizzatrice dell’evento, con 16 atleti si è classificata al 5° posto su 69 società con Azoto Alessandra 1^ classificata, De Giudici Elisa 2^, Biscosi Giorgia 1^, Moro Milena 3^, Corradina Davide 3°, Moia Federico 5°, Vuk Betty 2^, Arcaro Stefano, Doriguzzi Breatta Annalisa 5^, Zarabara Mattia 1°, Benegiamo Chiara 3^, Mari Lara 5^, Martin Emanuele 5°, Travani Tomat Piero 3°, Venturini Luca e Zarabara James 3°. Nel corso delle due giornate di gara sono intervenuti il Sindaco della Città di Tolmezzo Dario Zearo, l’Assessore allo Sport Francesco Martini, il consigliere comunale Mauro Valentino Biscosi, Lino Not della Comunità Montana della Carnia, il Vice presidente del Centro Provinciale Libertas di Udine Stefano Secco ed il Consigliere Federale Stefano Stefanel. Grande la soddisfazione degli organizzatori nell’accogliere sul tatami carnico affezionati amici e nuove conoscenze come le squadre provenienti dalla Slovacchia e dal Belgio.