Archivio mensile:Febbraio 2008

Tutti sulla barca che la facciamo affondare.

Uno dei pochi record che non fanno gioire (quantomeno non tutti): quello del prezzo del petrolio, e quindi dei carburanti. L’oro nero ha raggiunto quota 102,64 dollari al Nymex, la borsa delle materie prime a New York. Una delle conseguenze più puntuali? Il prezzo del gasolio, che ha toccato in Italia il massimo di tutti i tempi a 1,341 euro al litro . Ma come la mettiamo con il nostro super-euro, anch’esso ai massimi storici sul dollaro? E’ possibile che la moneta unica, così forte nei confronti di quella americana, non riesca quantomeno a compensare gli aumenti del prezzo dei carburanti che noi paghiamo in dollari (tralasciando il discorso delle accise…)? 

Be la risposta è semplicissima: qui in Italia tutti stanno prendendoci in giro e fanno a gara a chi frega di + i consumatori senza che nessuno controlli o li tuteli. La scusa di una gelata (in Gennaio !) fà arricchire i commercianti dell’ortofrutta, poco tempo fa hanno fatto un bell’incasso i produttori di pane e pasta, i venditori di carburanti vari sono anni che ci marciano, le banche stanno dissanguando quelli che per comprarsi la casa hanno fatto un mutuo; le auto e le caldaie devono per legge fare dei controlli a cadenza annuale o biannuale perchè altrimenti i meccanici riparatori non ci vivono; gli apparecchi ortodontici dei nostri bambini pagano un affitto mensile al dentista e così via. Tutti ti fanno credito e poi per restituire i soldi l’usura è dietro l’angolo.

Ma veramente nessuno riesce a capite che distruggere economicamente le famiglie, non metterle più in condizione di avere un futuro, vuol dire  mettere la parola fine per tutti, sopratutto per chi ci vende la merce a questi prezzi? Siamo tutti nella stessa barca: la volete far affondare? Be sappiate che non si salverà nessuno!

Tiromancino: la canzone migliore del Festival.

Sono appena passati sul palco dell’Ariston i Tiromancino con il loro brano "Il Rubacuori"; non c’è che dire: è la canzone migliore del Festival e sono stati bravissimi Federico Zampaglione e soci a portarla fino lì, nonostante questo gli sia costato la rescissione del contratto con la loro casa discografica e l’ostracismo di non vedere pubblicato ilpezzo nella compilation del Festival. Una prova di forza del "potere" contro un brano dolcissimo che mette a nudo il potere nella sua criminale e devastante efferatezza.

E’ un segno dei tempi: l’attuale (lungo) periodo di sospensione della democrazia nella nostra società, passa attraverso l’epurazione di giornalisti, la politica con la "P" maiuscola affidata ad un comico, ed ora un gruppo tra quelli che ha venduto + dischi in assoluto in Italia negli ultimi anni, buttato a mare ed ostacolato all’inverosimile perchè dice le cose per come stanno veramente. Decisamente triste quel paese che deve affidare isuoi valori più alti a poche persone coraggiose nell’indifferenza generale.

Grazie Federico

Contrario al Friulano? Ma almeno, lo parli bene l’Italiano?

Davide Turello sul MV di oggi

I nemici del friulano non stanno facendo una bella figura. Non c’è un loro scritto che non sia pieno di pregiudizi, contraddizioni, arroganza ed errori nelle argomentazioni e nella lingua (indipendentemente da quella usata). Per cominciare faccio i complimenti a Mario Giacomello per i suoi “voli low-coast“ (invece di low-cost): ma certamente la colpa è dell’eccessiva presenza del friulano. Gli svarioni madornali di Paolo Rumiz invece sono già stati messi in rilievo. È tuttavia interessante notare che queste persone, in un qualche momento della loro vita, devono aver sentito nominare dei personaggi (Marchetti, Placereani, Bellina…) e si sono messi in testa, evidentemente senza conoscerli minimamente e con una buona dose di presunzione, che questi abbiano avuto le loro stesse idee. Tra questi, di nuovo, Rumiz che attacca la lingua friulana standard o koiné tirando in ballo Bellina e la sua traduzione della Bibbia non sapendo che Bellina non è mai stato contrario alla koiné, anzi l’ha usata con costanza nei suoi scritti. Inoltre, come cultura e pensiero politico si trova agli antipodi rispetto a Rumiz. Ancora più sconcertanti sono i frequenti riferimenti a Giuseppe Marchetti miranti a screditare la lingua standard o koiné (anche se in realtà contrari al friulano in genere). L’ultimo è quello di Corrado Medeossi nella sua lettera del 17 febbraio. Costui, avverso alla koiné, parla della “lingua melodica di pre Bepo”. Ma pre Bepo Marchetti scriveva proprio in koiné e ne è stato il primo e più convinto propugnatore! Nelle prime pagine della sua ben nota Grammatica friulana del 1952 parla addirittura delle varietà locali, tanto amate dagli pseudo-amici del friulano, come di «sterpaglia inestricabile» e di lingua comune come di «una forma atipica, che non può essere identificata esattamente con alcuna delle varietà attuali, benché nel complesso rispecchi le parlate centrali e quelle dei maggiori agglomerati di popolazione» e aggiunge che quasi tutti i maggiori scrittori degli ultimi secoli se ne sono serviti. Nel 1955 Marchetti scriveva su Sot la Nape: «Con ciò non si dichiara guerra alle varietà paesane né si tenta di soffocarle: esse resteranno vive nell’uso parlato e domestico di ciascuno; esse potranno essere anche riprodotte in iscritto a scopo di studio o per particolari esigenze di ciascun cultore; ma nell’uso, diciamo pure, ufficiale, nelle tornate della Filologica, nelle manifestazioni culturali o anche popolari che adunano friulani da ogni parte della Regione e – in genere – negli scritti bisognerà rinunziarvi…». Ma ciò che lascia amareggiati (anche se non sorprende più di tanto) è che Medossi, che travisa completamente Marchetti e parla di sperpero di denaro a favore del friulano, si dichiara socio della Filologica! A ogni modo spero che i nemici del friulano, che desiderano fare tanto sfoggio pubblico della loro ignoranza, continuino a inviare i loro scritti alla stampa. Così facendo si squalificano da soli.

Sarà anche oscura, ma stavolta l’hanno vista bene

Un gruppo internazionale di astronomi, coordinato da ricercatori dell’Università dalla British Columbia e dell’Istituto di astrofisica di Parigi del CNRS, ha scoperto la più grande struttura di materia oscura mai identificata. Con un diametro di circa 270 milioni di anni luce questa struttura taglia il cielo occupando un’area pari a otto volte quella della Luna piena. “Questi risultati rappresentano un notevole passo in avanti, è perché la presenza si una rete cosmica di materia oscura che si estende su distanze così ampie non era stata finora mai osservata” ha detto Ludovic Van Waerbeke, che ha partecipato alla ricerca.

Per identificare la struttura invisibile di materia oscura, i ricercatori franco-canadesi hanno sfruttato una variante della tecnica della lente gravitazionale, detta lente gravitazionale debole, che prende in esame le modificazioni apparenti dell’ellitticità di galassie indotta da deboli effetti gravitazionali di strutture di grande scala. Dall’esame delle proprietà statistiche delle distorsioni è possibile poi risalire alle proprietà dell’universo circostante e della possibile distribuzione della materia oscura lungo la linea di vista. “Questa nuova conoscenza è cruciale per la nostra comprensione della storia e dell’evoluzione del cosmo”, ha detto Van Waerbeke. “Questo strumento ci permettere di scorgere qualcosa di più circa la natura della materia oscura”.

La descrizione della ricerca e i risultati dettagliati saranno pubblicati in uno dei prossimi numeri della rivista Astronomy and Astrophysics

Una nuova stella a Gemona

È "figlia" di una studentessa di Gemona del Friuli la ventitreesima supernova scoperta dal Col Druscié Remote Observatory Supernovae Search (Cross), l’osservatorio astronomico di Cortina d’Ampezzo. Una supernova è un’esplosione stellare di incredibile potenza che si suppone possa innescare processi di formazione stellare. La nascita di una stella.

Dal suo computer personale collegato con il grande telescopio cortinese Elisa Londero, 26 anni, iscritta a Fisica della Materia a Trieste, si era accorta nei giorni scorsi che qualcosa di strano era accaduto in una galassia circumpolare nella costellazione del Cefeo. Era la prima immagine della nuova stella, battezzata SN2008ak, dalla luce prima debole poi più sviluppata. L’evento era stato colto nei primi istanti del suo sviluppo perchè quando la notizia è stata ufficializzata dal Central Bureau for Astronomical Telegrams (Cbat), il centro americano che concede il "sigillo di garanzia" alle scoperte astronomiche, la magnitudine era salita. Elisa è la seconda donna italiana, dopo Edi Dal Farra – sempre del Cross – a scoprire una supernova ma la prima ad effettuare la scoperta in modo del tutto autonomo. Dal novembre 1999, quando Cross ha avuto inizio, sono state effettuate oltre 110 mila osservazioni di galassie permettendo la scoperta di 23 supernovae ufficiali ed un pianetino, intitolato a Cortina d’Ampezzo.

«Ho controllato in modo autonomo le prime immagini il 21 gennaio e il 13 febbraio ho avuto la fortuna di individuare una supernova nella galassia a spirale UGC 2519 – racconta Elisa sul sito cortinese – Ovviamente per me è stata una soddisfazione enorme essendo la prima che scopro e dopo così poco tempo dall’inizio delle mie ricerche. Queste ultime prevedono un confronto tra le immagini di archivio e quelle riprese dal telescopio la notte precedente facendo attenzione a notare anche i cambiamenti più sottili. Credo che dai più sarebbe giudicato un lavoro terribilmente noioso, tuttavia l’ostinazione, la pazienza e l’attenzione impiegate vengono ricompensate».

I Masterclass di The Groove Factory Music Academy (a Udin!)

La scuola di musica The Groove Factory Music Academy organizza altri due interessanti appuntamenti per i musicisti. Domenica 2 marzo 2008 presso la scuola, situata nel Centro Commerciale Città Fiera di Torreano di Martignacco (Ud), si svolgerà il primo dei due appuntamenti dedicato ai bassisti. L’insegnante sarà Paolo Costa, uno dei più quotati bassisti italiani.

Nato a Milano nel 1964, a 12 anni Paolo Costa si avvicina allo studio della chitarra ma qualche anno dopo, a causa di un regalo sbagliato, scopre il basso e se ne innamora. Inizia così a studiare lo strumento da autodidatta. Alla fine degli anni ’80 comincia a registrare nei dischi di importanti artisti del panorama italiano come Eugenio Finardi, Mango, Nada, Giuni Russo, Ornella Vanoni, Teresa De Sio, e contemporaneamente suona in varie tournée. Da oltre quindici anni collabora con diversi cantanti e gruppi. Tra le collaborazioni più durature e proficue vanno citate quelle con Claudio Baglioni, Franco Battiato, Renato Zero, Francesco Renga, Eros Ramazzotti, Laura Pausini, Biagio Antonacci, Samuele Bersani, Loredana Bertè, Gigi D’Alessio, Mango, Roberto Vecchioni.

Il masterclass che Paolo Costa terrà presso The Groove Factory Music Academy consta di due incontri: il primo si terrà il 2 marzo e il secondo il 1° giugno. Gli studenti avranno così il tempo necessario per focalizzare le proprie lacune e correggerle; i progressi verranno poi verificati da Costa.

La domenica successiva, il 9 marzo, sarà la volta dei chitarristi che avranno l’opportunità di partecipare al primo dei quattro appuntamenti con Massimo Varini, noto chitarrista, produttore e arrangiatore.

Nato a Reggio Emilia nel 1970, Massimo Varini inizia la sua carriera professionale nel 1989. Ha collaborato con i più noti artisti, arrangiatori, produttori e musicisti italiani e di fama mondiale. Ha lavorato come fonico e programmatore in vari studi di registrazione; è stato ed è tuttora il chitarrista dei maggiori artisti italiani sia in studio che durante le tournée; è compositore, arrangiatore e produttore artistico e vanta numerosissime esperienze in spettacoli TV.

Massimo Varini è garanzia di successo: dal 1997 in poi molti dei progetti discografici ai quali ha partecipato (sotto varie forme) sono entrati in classifica e almeno una o più volte all’anno, tutti gli anni, le sue chitarre sono state nei primi posti delle classifiche.

Nel 1994 ha registrato nel suo home-studio il suo primo disco strumentale da solista, dal titolo “Progetto Fusione”, progetto che lo ha visto impegnato nella molteplice veste di compositore, arrangiatore, programmatore, fonico e polistrumentista. Del 1998 è il secondo lavoro; mentre nella seconda metà del 2001, insieme ad Andrea Rosatelli e Walter Sacripanti forma il Massimo Varini Trio.

Presso The Groove Factory Music Academy verranno presi in esame i quattro aspetti fondamentali per la realizzazione di una parte di chitarra: armonico/melodico, ritmico, estetico/timbrico ed esecutivo. Una parte verrà, inoltre, dedicata ad una panoramica sulla strumentazione utile al chitarrista e all’utilizzo dell’effettistica.

Per informazioni, si possono contattare gli organizzatori al numero 347 5397847, via mail all’indirizzo [email protected] oppure direttamente alla scuola presso il Centro Commerciale Città Fiera a Torreano di Martignacco (UD).

Gianrico Tedeschi a Tolmezzo

Dopo il debutto, in casa, a Cormons, le date a Gorizia e Udine, “La rigenerazione” sarà ospite anche dei cartelloni del circuito ERT. Fra le quattro date in provincia per la nuova produzione firmata da Artisti Associati di Gorizia e Stabile del FVG, segnaliamo l’appuntamento di Tolmezzo (giovedì 21, ore 20.30, al Teatro Auditorium Candoni). La messinscena di questa pièce di Italo Svevo è stata affidata ad Antonio Calenda, mentre l’interprete principale è Gianrico Tedeschi – già protagonista delle passate stagioni ERT con “Smemorando” e “Le ultime lune” – accompagnato da Francesco Benedetto, Gianfranco Candia, Fulvio Falzarano, Carlo Ferreri, Zita Fusco, Lidia Koslovic, Ivan Lucarelli, Sveva Tedeschi. Le scene sono di Pier Paolo Bisleri, le musiche di Germano Mazzocchetti e i costumi di Stefano Nicolao.

Come detto, lo spettacolo è co-prodotto dagli Artisti Associati e dallo Stabile di Trieste. Particolarmente significativo è il fatto che due realtà produttive della regione uniscano le forze per mettere in scena un testo di uno dei più noti autori del Friuli Venezia Giulia. Le caratteristiche dell’opera di Italo Svevo, ovvero la capacità di critica e di analisi delle debolezze dell’uomo in crisi, colto nella sua fragilità e inettitudine davanti alle cose della vita, sono presenti anche in questo “Rigenerazione”, suo ultimo e probabilmente più riuscito lavoro drammaturgico. La storia è quella dell’ultrasettantenne Giovanni (un Gianrico Tedeschi chiamato all’ennesima prova d’attore) ritratto nel momento in cui decide di sottoporsi a un’operazione che gli consentirà di ringiovanire. Un ringiovanire che non è unicamente sinonimo di rifiuto della vecchiaia ma attraverso il quale il protagonista vorrebbe recuperare la libertà dal rigore soffocante del suo matrimonio, dal conformismo della sua vita borghese: una situazione nuova di ampi orizzonti e mai vissuta prima. Una volta recuperata l’energia vitale Giovanni cambierà la sua vita o verrà richiamato, dalla propria consapevolezza, moralità e responsabilità, a mantenere il ruolo che la società gli ha costruito attorno?

Appassionato di teatro, Italo Svevo ha dedicato al palcoscenico tredici lavori a cui si affiancano annotazioni critiche, varianti e bozze. Purtroppo egli non ha avuto la gioia di vedere le sue commedie rappresentate: infatti, tutte – eccetto “Terzetto spezzato” messo in scena da Anton Giulio Bragaglia – furono allestite dopo la morte dell’autore.

Informazioni al sito www.ertfvg.it oppure chiamando l’Ufficio Cultura di Tolmezzo al n. 0433/487961.

Valcic e Onde Furlane par Talian

Ascoltare interviste in italiano durante le trasmissioni di Radio Onde furlane è già motivo di curiosità, aumentata poi dalla personalità degli interlocutori. Uno il regista Elio De Capitani, fondatore del Teatro dell’Elfo, l’altro Teho Teardo, giovane ed emergente musicista pordenonese. Se De Capitani non ha bisogno di presentazioni anche verso il gran pubblico che l’ha conosciuto soprattutto grazie alla realizzazione del pasoliniano Turcs tâl Fril, senza dubbio una tra le più importanti opere teatrali degli ultimi decenni, per la sua interpretazione berlusconiana nel "Il caimano" di Nanni Moretti. Teho Teardo invece è l’autore della colonna sonora di un film, "La ragazza del lago", girato qui da noi, che ha ottenuto un notevole successo nelle sale. Entrambi, pur con differenti toni e analisi, concordavano sulla bellezza, sull’importanza della lingua friulana. Mi veniva un po’ da ridere, pensando che solo poche ore prima le agenzie avevano battuto la notizia della bocciatura da parte del Consiglio dei Ministri della legge regionale che lo promuoveva. Torna dunque la domanda: «Perchè tanto accanimento contro la marilenghe?». Solo che visti i tempi e la statura dell’oppositore più che una domanda diventa un’ossessione. Preoccupa questa nuova e inattesa presa di posizione. Va ricordato che il ricorso è stato votato all’unanimità da tutto il Consiglio dei ministri, in un momento particolare: ad un mese dalle elezioni, con un governo dimissionario che avrebbe avuto tutte le possibilità di cercare una soluzione di compromesso con una legge promulgata da una regione a statuto speciale, amministrata dalle stesse forze politiche del centro sinistra. Ciò significa che quanti si sono opposti a Trieste, con diverse propaggini anche in Friuli, all’attuazione della legge stessa, hanno amici potenti, esercitano un’influenza profonda sul potere centrale. Sembra davvero strano tanto accanimento, curioso risulta il fronte composito che sfera l’attacco. Bisognerebbe capire cosa unisce Alleanza nazionale a settori del Partito democratico, il perchè di questa gara tra Maran e Menia per risultare il più feroce avversario del friulano a scuola. E ancora. Perchè il pesantissimo intervento dei vertici nazionali sindacali, perchè questa disinformazione che porta il Corriere della Sera, nei mesi scorsi ad ospitare l’intervento critico di Sergio Romano e a parlare poi di introduzione del "dialetto" a scuola?». Difficile rispondere, ma soprattutto la domanda andrà rivolta a chi si presenterà alle elezioni in Friuli. Usando la lingua che riterrà più opportuna.

Radio Sorriso

Sta andando veramente bene la mia avventura a Radio Sorriso e i feedback che mi arrivano sono tutti positivi 🙂 Da Tolmezzo era veramente difficile farsi un’idea di quanto sia amata e ascoltata questa Radio che copre interamente due regioni (il Friuli e il Veneto), parte della Romagna e ora anche parte della Lombardia. Il fatto poi che una emittente così grande dia spazio a chi come me, canta il lingua Friulana,  è veramente un plus, un punto di orgoglio.

Ne parlavo proprio con Paola Majorana qualche giorno fà: loro hanno capito perfettamente che valorizzare le diversità delle diverse culture e lingue locali è una strategia vincente sia per gli ascolti sia per attrarre investimenti pubblicitari, visto che l’emittente è in grado di splittare localmente la pubblicità.

Una cosa bella di quest’avventura è che tra le mie canzoni, faccio sentire agli ascoltatori di Radio Sorriso la sigla della manifestazione "Crazy bob"; contemporaneamente sulle frequenze del Friuli dell’emittente vanno in onda gli spot pubblicitari commissionati dagli organizzatori in vista della sesta edizione che si terrà il 6-7-8-9 marzo sul monte Zoncolan. Veramente una mossa azzeccata: in pratica siamo riusciti a far diventare nostra, cioè un pò "Friulana" questa grossa emittente del nord Italia 🙂

Fino al 31 Marzo mi potrete ascoltare lì ogni lunedì alle 15.00 e ogni giovedì alle 18.45. Grazie Radio Sorriso!