Archivio mensile:Aprile 2012

Tolmezzo: Demetrio Condello ha chiesto il patteggiamento, potrebbe essere affidato ai servizi sociali

Il sottufficiale capo dei carabinieri di Tolmezzo  Demetrio Condello, ha chiesto il patteggiamento per detenzione di droga ai fini di spaccio e concussione. L’istanza di applicazione pena, gia’ concordata con il Procuratore capo di Tolmezzo, Giancarlo Buonocore, ammonta, secondo quanto si e’ appreso, a poco meno di quattro anni di reclusione. Il patteggiamento riguarda tutti i reati contestati, che vanno dalla detenzione e cessione di stupefacenti al peculato, ai falsi relativi alla simulata distruzione della droga e alla concussione. Detratto il periodo della custodia cautelare in carcere e ai domiciliari, la pena consentirebbe a Condello il legittimo affidamento in prova ai servizi sociali. La decisione sulla congruita’ della pena pattuita verra’ presa dal Gip il prossimo 4 giugno.

Friuli: ambiente, occorrono interventi e soluzioni condivise

di ALDO DAICI
Sindaco di Artegna

Le recenti notizie apparse dopo la denuncia di un consigliere regionale del presunto inquinamento di un rio affluente del fiume Ledra in Comune di Gemona del Friuli, così come le segnalazioni di possibili sversamenti anomali del depuratore di Osoppo, e, non ultime, le indagini in corso sullo scarico del depuratore Cipaf nei Comuni di Buja e Osoppo, ripropongono il tema dello studio e della gestione dei corsi d’acqua a livello di bacino. Si continua ad assistere a rituali vecchi, del passato, con esposti, denuncie, articoli sui media, su singoli episodi circoscritti, dimenticando che la soluzione va ritrovata in un contesto più ampio di bacino idrografico ovvero l’area omogenea dal punto di vista geografico ed ecologico. Le alternative esistono: porto l’esempio proprio del bacino del fiume Ledra cui si riferiscono i recenti fatti citati in premessa. Nel 2007 gli 8 comuni rivieraschi (Artegna Buja, Gemona del Friuli, Majano, Magnano in Riviera, Montenars, Osoppo, San Daniele), con un accordo di programma, in cui Artegna è il Comune capofila, hanno costituito la Consulta di Bacino, di cui fanno parte, tra gli altri, le Università di Udine e Trieste, la Comunità Montana del Gemonese, l’Ecomuseo delle Acque, l’Ente Tutela Pesca e il Comitato Ledra, con finalità di studio, proposte di interventi e salvaguardia degli ambienti fluviali del bacino idrografico. Si era allora arrivati alla constatazione (e la ritengo una conquista culturale) che ciò che succede su un singolo punto di un reticolo fluviale non possa essere visto indipendentemente da ciò che sta a monte o a valle dello stesso. In questi anni, grazie anche a contributi regionali, ora purtroppo interrotti, e a collaborazioni scientifiche con le Università, la Consulta ha prodotto diversi lavori, i cui risultati sono stati distribuiti a tutti gli enti interessati. Dal monitoraggio chimico e biologico del fiume Ledra e Orvenco, anche usando nuove metodiche all’avanguardia e con campagne semestrali, allo stato dell’arte di tutti i depuratori comunali, a proposte per il miglioramento e armonizzazione della gestione paesaggistica, alla realizzazione di una prima mappa di comunità. Poiché i risultati di questi lavori sono stati divulgati si può affermare che la situazione complessiva del bacino del fiume Ledra è sufficientemente nota a tutti gli istituzionalmente interessati alla materia. Di più, la Consulta si è da tempo proposta all’Arpa come partner scientifico sulle seguenti direttrici fondamentali: monitoraggio della qualità delle acque, misurazioni delle portate, proposte sulle criticità antropiche che gravano sul bacino, didattica e promozione delle buone pratiche di gestione dei corsi d’acqua. Nonostante questi temi siano stati condivisi con Arpa e si sia raggiunto un accordo tecnico, non si è ancora arrivati a trovare la soluzione amministrativa. L’attività della Consulta, che va rilanciata e sostenuta in primis dai Comuni aderenti, è ora concentrata, assieme a ricercatori dell’Università di Udine, sulla realizzazione di un modello per la valutazione delle portate lungo l’asta del fiume, ormai sconosciute da decenni, e, se si troveranno le necessarie risorse economiche, sulla realizzazione di stazioni fisse di monitoraggio delle portate e dei parametri chimici e fisici. Ciò porterebbe a implementare un modello che consenta di valutare gli impatti di qualsivoglia evento di tipo alluvionale, piuttosto che siccitoso o di sversamento di inquinanti o di modifica delle derivazioni d’acqua esistenti, ma anche considerare preliminarmente gli impatti derivanti sull’intero sistema di bacino dalla realizzazione di singole opere idrauliche, in termini di quantità e qualità delle acque. In conclusione, la Consulta si propone come partner, per la Regione, Arpa e quant’altri interessati, e come un modello da sviluppare a disposizione di tutti gli enti pubblici per presidiare il bacino del fiume. Intervenire sulle questioni ambientali è un lavoro lungo e meticoloso, in cui servono visioni condivise, costanza, metodo, risorse, chiarezza su chi fa cosa, e aggiungerei amore e passione.

Friuli: “Ville aperte” 2012, martedì attesi in sei comuni migliaia di visitatori

di Rosalba Tello

Torna martedì Ville aperte, manifestazione turistico-/culturale organizzata da Territoria Nordest che per un giorno mette a disposizione del pubblico alcune delle più belle dimore storiche del Friuli. Sei i Comuni aderenti – Buttrio, Corno di Rosazzo, Manzano, Pavia di Udine, Pradamano e Premariacco – che attendono per l’8a edizione migliaia di visitatori (oltre 6 mila il numero consolidato). L’appuntamento attira anche turisti austriaci, che con famiglie e gruppi friulani hanno potuto vedere arredi antichi, interni e giardini di magnifiche case di solito chiuse al pubblico. Un’originale idea per trascorrere il 1° maggio, anche fermandosi a pranzo nei locali convenzionati. A Buttrio spalancano i cancelli Casa Peruzzi, Castello, Giardino di Villa Billia de Concina dall’Asta, Villa Dragoni Danieli e parco archeo-botanico di Villa di Toppo Florio, con la possibilità di visitare anche il Museo della civiltà del vino. A Corno di Rosazzo

 

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Udine: novità, informazioni su orari e passaggi dei bus, ora con il “QRcode”

Interessanti novità per chi va in bus a Udine. Le informazioni utili per meglio utilizzare i servizi e le linee di trasporto pubblico si evolvono e si integrano, all’insegna della easy mobility, con nuove logiche e metodologie per integrare prima e in seguito sostituire i mezzi di informazione attualmente attivi con l’utilizzo di tecnologie all’avanguardia. Così, dal 30 aprile, gli orari “palina” del servizio urbano di Udine saranno progressivamente sostituiti con orari dotati di un nuovo layout, ma rilevante è un’altra novità: fotografando con lo smartphone il QRcode identificativo di ogni fermata riportato in alto a destra dell’orario “palina”, sarà possibile conoscere gli orari degli autobus relativi alle linee in transito presso tale fermata e, soprattutto, l’orario del loro prossimo arrivo. Si darà così una risposta puntuale alla domanda classica alla fermata del bus: è già passato? Quando arriva? Il software per leggere il QRcode può essere scaricato gratis da http://www.i-nigma.com e il servizio è accessibile attraverso una connessione mobile tramite cellulare. Nello specifico, in ogni fermata sono segnalati il numero della linea, la destinazione, l’orario programmato nei successivi 60 minuti e, se disponibile, il tempo (in minuti) del prossimo arrivo dei singoli autobus in transito: tutti i dati sono aggiornati con frequenza di 1 minuto. Si vuole così favorire l’utilizzo del trasporto pubblico per fare centro in libertà e sicurezza con l’autobus che vuole sempre più essere «uno di noi in città», utile e risparmioso specie in questo periodo con i costi in costante aumento. Inoltre, si vuol riservare grande attenzione all’ambiente, contribuendo a mantenere pulita l’aria, con gli autobus alimentati a metano i cui benefici effetti sono, tra gli altri, l’assenza totale di particolato PM10 (le famigerate polveri sottili). Da ricordare che Udine ha un primato: fin dagli anni ’80 ha sperimentato e messo in esercizio, prima in Italia, un bus per i servizi urbani alimentato a metano e oggi oltre il 75% dei veicoli in esercizio è movimentato con tale carburante: un contributo essenziale alla città che si colloca così ai primi posti a livello nazionale per qualità dell’aria. Sempre da lunedì 30 aprile cambiano pure percorso e orario della linea 11 (Cormor basso – Centro studi – Cavedalis – Garibaldi – Ferrovia – Valeggio – Laipacco) che, tra l’altro, incorpora la linea 12 che da tale data viene soppressa. Ogni altra utile informazione può essere richiesta al call center – telefono 800915303 con chiamata gratuita, all’info.point (sede Saf via del Partidor, 13) e, in tempo reale, su www.saf.ud.it.

Friuli: parte dalla Procura di Tolmezzo una maxi-inchiesta su “opere fantasma” a livello nazionale


Foto carnia.la .

La bufera nel mondo bancario fiorentino è scaturita dall’indagine avviata 4 mesi fa dalla procura di Tolmezzo quando la polizia di frontiera di Tarvisio sequestrò ad un automobilista diretto in Austria una valigetta che conteneva 350 mila euro in contanti. Bufera che si è concretizzata con una serie impressionante di perquisizioni in tre filiali del Monte dei Paschi di Siena di Firenze, Prato e Pistoia. Il blitz, effettuato da polizia e Guardia di Finanza, è stato disposto dalla procura di Tolmezzo, al lavoro dallo scorso gennaio su una presunta associazione a delinquere con ramificazioni anche in Toscana. Al centro degli accertamenti, una rete di imprenditori e faccendieri che attraverso società fittizie avrebbe ottenuto prestiti per 13 milioni di euro proprio nelle agenzie Mps passate al setaccio in mattinata. La banca, comunque, al momento risulta parte lesa. L’indagine è partita 4 mesi fa, quando la polizia di frontiera di Tarvisio ha sequestrato una valigetta con 350.000 euro in contanti ad un’automobilista diretto in Austria. Seguendo a ritroso il percorso dei soldi, gli approfondimenti del procuratore di Tolmezzo e della squadra Mobile di Udine hanno rivelato un collegamento con i finanziamenti ottenuti dal gruppo nei mesi precedenti. Gli investigatori si sono concentrati in particolare sul centro commerciale progettato nella zona di Santo Stefano Magra, in provincia di La Spezia, per la cui realizzazione era stato disposto un finanziamento di quasi 12 milioni di euro. Vista la possibile destinazione estera del denaro, la procura ha quindi aperto un fascicolo per associazione a delinquere finalizzata alla truffa e al riciclaggio di denaro. Intanto, le verifiche proseguono per dare un nome e un volto a tutti i membri del gruppo, e per ricostruire nei dettagli il domino di società fittizie usato per rendere credibili le richieste di denaro.

Campoformido: il centro faunistico lancia l’allarme per ricci investiti, «Salviamoli»

di Elisa Michellut

Le associazioni animaliste si mobilitano e lanciano un appello agli automobilisti affinché prestino particolare attenzione ai tanti cuccioli di riccio che, in questa stagione, escono dal letargo. Sono migliaia le bestiole che perdono la vita schiacciate dalle macchine. Scende in campo anche l’Associazione Italiana Difesa Animali Ambiente (Aidaa). «Mai come in questo periodo – spiega il presidente Lorenzo Croce – è fondamentale fare molta attenzione, specialmente nelle strade di campagna, per evitare di schiacciare i cuccioli di riccio che stanno muovendo i primi incerti passi. Migliaia di piccoli perdono la vita investiti dalle macchine che, troppo spesso, non si accorgono neppure che questi animaletti stanno attraversando la strada. Il riccio, molto diffuso nelle zone di campagna ma anche nei giardini di villette e condomini, è un animale di cui si parla poco, nonostante sia molto importante per il mantenimento dell’ecosistema delle nostre campagne. Viene considerato utile in quanto si ciba di lumache, uova di serpente, piccole vipere e larve di insetti considerate dannose per gli orti e i giardini. Insomma è un vero e proprio alleato per le piante del nostro giardino e la verdura del nostro orto. Chiediamo pertanto agli automobilisti di fare più attenzione». Alcuni incidenti sono purtroppo difficili da evitare ma un gran numero di investimenti devono essere attribuiti ad automobilisti incoscienti, come quelli che di notte sfrecciano sulle strade buie senza preoccuparsi della possibile presenza di animali, selvatici o domestici. I ricci investiti spesso subiscono gravi ferite che tuttavia possono essere curate da una mano esperta. «L’anno scorso abbiamo soccorso circa settanta bestiole – racconta Maurizio Zugliani, che gestisce il centro di recupero per la fauna selvatica di Campoformido – quest’anno siamo appena all’inizio. Il riccio è un animale abbastanza veloce, attraversa la strada rapidamente pertanto non è sempre semplice evitarlo, purtroppo. Certo chi è al volante dovrebbe sempre guidare con prudenza. Se malauguratamente capita di investire una bestiola soccorrerla è sinonimo di civiltà anche perché non è escluso che si possa salvare l’animale. E’capitato tante volte. Perché non provare?».

 

articolo dal messaggero veneto

Treppo Carnico: proteste per il taglio alla “austriaca” e la nuova strada di Zenodes

di Gino Grillo

Il taglio boschi e una nuova strada sono invisi alla minoranza e ai comitati. L’opposizione infatti non ha gradito la variazione al piano regolatore che prevede di costruire una strada e alcuni parcheggi a Zenodes e a Tausia dove si sta pure tagliando il bosco, in maniera ritenuta indiscriminata, da parte di operatori austriaci. Dennis Plazzotta, Adriano Plazzotta e Sonia Maion hanno richiesto un parere geologico inerente alla variante 1 del Comune della val Pontaiba redatto dal geologo Lucio Toniutti. Il contendere ha coinvolto anche gli abitanti delle due frazioni che a suo tempo inoltrarono una protesta sottoscritta da centinaia di cittadini all’amministrazione comunale di Maurizia Plos. In queste zone si intendono costruire parcheggi e una nuova strada. «A Zenodes – spiega Adrano Plazzotta – per costruire due parcheggi auto si distruggere un arco di una casa antica, mentre per la strada di Tausia si interviene su un terreno instabile». A suo dire la strada porterebbe a un fabbricato che già ha a disposizione una strada di accesso, sita sul retro del colle, mentre la variante prevede un accesso diretto «ma senza le necessarie infrastrutture per contenere il dissesto idrogeologico in atto che verrebbe notevolmente ampliato». Il dissesto riguarderebbe tutta l’area di Tausia, dove recentemente operatori del legname austriaco sono intervenuti «con tagli a fascia, senza procedere all’eventuale ripopolamento della zona mediante la piantatura di nuovi alberi». Sinora hanno tagliato solo due strisce, lasciando il terreno spoglio completamente: quando taglieranno le altre 10 previste lasceranno una zona scoperta facilmente preda da eventi atmosferici che possono causare franamenti». La relazione geologica ha rilevato, sul versante a monte il terrazzo interessato dalla variante, «diffuse evidenze di scivolamenti gravitativi della coltre detritica superficiale che nell’alluvione del 1986 hanno interessato le abitazioni poste immediatamente a valle». Lavori sono possibili solo per «interventi di realizzazione o ampliamento di infrastrutture viarie, ferroviarie e di trasporto pubblico, attuando contestualmente i necessari interventi di mitigazione della pericolosità».

Lignano: 28 Aprile si apre la stagione balneare 2012

Tutto pronto a Lignano Sabbiadoro per l’apertura ufficiale della stagione balneare 2012, fissata per sabato 28 aprile. A renderlo noto è il Consorzio Spiaggia Viva, ente che raggruppa 13 concessionari balneari di Lignano Sabbiadoro, Pineta e Riviera, per un totale di 35 stabilimenti, attivo dal 2001. Un momento molto importante quello dell’apertura ufficiale che rappresenta il coronamento di un lungo lavoro svolto durante i mesi invernali nella salvaguardia e il mantenimento della spiaggia, quest’anno soggetta a periodi di forte vento che ha creato qualche grattacapo in più agli addetti ai lavori. Da Sabbiadoro a Riviera, passando per Pineta tutto ora è pronto, in pochi giorni la spiaggia si ripresenterà rinnovata di tante opportunità di svago, relax e divertimento. Nel corso degli anni il Consorzio ha di fatto operato migliorando costantemente la gamma di servizi offerti in spiaggia con materiali sempre nuovi, animazioni, assistenza sanitaria, qualificati servizi di salvataggio, sorveglianza e sicurezza e la presenza di defibrillatori su tutto l’arenile, per permettere ai fruitori di poter godere in tranquillità la propria permanenza e l’accesso al mare, la cui acqua è certificata dalla Bandiera Blu. L’offerta di Lignano Sabbiadoro si rivolge in maniera diretta anche ai più piccini confermando la bandiera verde conferita dall’associazione Pediatri Italiani. “La possibilità di una vacanza per le famiglie deve rimanere una certezza – commenta la presidente Donatella Pasquin – la sinergia fra i miei consorziati, gli altri operatori e enti della nostra bella città ci permette anche quest’anno di poterci presentare ai turisti con una rinnovata offerta di servizi su misura per tutti, la via giusta per confermare Lignano come meta internazionale di primordine”.

Friuli: rinviata per motivi istituzionali la visita di Napolitano al 29 e 30 maggio.

Lo ha comunicato stamattina il Prefetto di Udine a Paolo Urbani, sindaco di Gemona, città quest’ultima che assieme ad Attimis e Tolmezzo si prepara ad accogliere il presidente.

La visita in Friuli del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, slitta al 29 e 30 maggio. Per sopravvenuti impegni istituzionali, la più alta carica dello Stato non potrà essere in regione, come programmato inizialmente, il 9 e 10 maggio, ma come detto arriverà alla fine del mese. Al di là dello slittamento di date, il programma della visita dovrebbe restare lo stesso e vedere il Capo dello Stato impegnato in tre tappe tra Porzus, Illegio e Gemona. Il giorno successivo dovrebbe essere a Pordenone.

Friuli: «Non con i miei soldi», l’importanza di un corso di alfabetizzazione finanziaria

 

di CLAUDIO CALLIGARIS

Sabato 14 aprile ho partecipato a un interessante incontro promosso dai soci di Banca Etica della provincia di Udine per presentare la campagna «Non con i miei soldi». Un’iniziativa volta a sensibilizzare i cittadini sull’uso distorto che spesso la finanza speculativa fa dei nostri risparmi. Uso che è senz’altro, almeno in parte, all’origine della gravissima crisi economica che il mondo intero sta attraversando. Ricordava un relatore che, mentre siamo disposti a visitare tutti i concessionari automobilistici della provincia prima di cambiare automezzo, quanti di noi si preoccupano di come sono investiti e utilizzati i risparmi che depositiamo nel primo sportello bancario che troviamo? C’è quindi un enorme bisogno di ragionare sull’economia, quella reale fatta di imprese e produzione, e sulla finanza, che invece è spesso movimento speculativo di capitale, che vive della speranza che dai soldi nascano, miracolosamente, altri soldi, altri guadagni. Questa illusione che in parte ha contaminato anche il cittadino normale, è alla base della speculazione internazionale che gioca sullo spostamento dei capitali, scommette su guadagni o perdite nelle borse, ma certamente depreda ricchezza, sposta capitali nelle tasche dei più ricchi persino riduce alla fame intere popolazioni speculando sui prezzi delle derrate alimentari, mina economie di intere nazioni. Così penso sia molto interessante una delle proposte che è emersa: sia il Comune di Udine a promuovere un corso di alfabetizzazione sulle regole dell’economia e della finanza. Rivolto ai cittadini per renderli coscienti dei meccanismi che regolano questo mondo. Lo sta facendo per l’orticoltura con i frequentatissimi corsi su come condurre l’orto (biologico), a maggior ragione potrebbe farlo su di un tema così importante. Sono sicuro della sensibilità che il Sindaco Honsell, presente all’incontro, dimostrerà anche su questo argomento. Penso però che sia evidente che per ottenere risultati concreti nel mondo della finanza il pur benemerito impegno dei singoli non sia sufficiente. Benissimo la testimonianza individuale, il chiudere un conto corrente non trasparente e aprirne uno etico. Però come ricordava un relatore dell’incontro, se chiedessimo alle prime 100 persone che incontriamo se preferiscono un deposito bancario etico, che quindi non specula, all’1 o 2% di interesse o uno non trasparente, che non si sa cosa farà dei nostri risparmi, però al 4 o 5%, ebbene la risposta, purtroppo, è facilmente immaginabile e la maggioranza sceglierebbe la seconda soluzione, anche se poi quei soldi potrebbero essere utilizzati per chiudere la fabbrica dove lavoriamo, anziché produrre nuova occupazione. Allora benissimo l’iniziale azione e testimonianza delle persone più sensibili e attente: la loro azione, come dire, rompe il fronte, fa intravedere nuove opportunità e possibilità. Poi però deve essere la politica ad intervenire, a definire nuove regole ed imporre comportamenti. Il presidente della repubblica, Napolitano, nel discorso di Capodanno, ha richiamato l’esigenza di combattere la finanza speculativa. Purtroppo nulla di tutto ciò è stato neppure ipotizzato in questi mesi. Bisogna richiamare le forze politiche ad essere coerenti, a attuare almeno alcuni provvedimenti. Bisogna colpire la speculazione, stabilire tasse sulle transazioni finanziarie speculative, lottare contro il mercato quando pretende di decidere il destino delle economie di intere nazioni (il caso Grecia è lì a testimoniarlo in tutta la sua tragicità). Altro che assecondare i mercati speculativi! Occorrerebbe una comune politica europea che, anziché foraggiare le grandi banche internazionali le obbligasse ad investire sui territori e non a speculare sui mercati. Una politica meno attenta al pareggio di bilancio, che stranamente è diventato di moda negli ultimi mesi mentre per decenni prima nessuno ne aveva mai parlato!, e più alle esigenze dei cittadini. Infine un’ultima annotazione sulla responsabilità dei media. Secondo me, enorme perchè è rarissimo leggere sulla stampa o ascoltare in televisione di questi argomenti, o meglio se ne parla ripetendo le solite banalità, in maniera estremamente superficiale senza mai approfondire e cercare di capire. Come vedete, volendo, c’è lavoro per tutti.