Archivio mensile:Luglio 2014

Alto Friuli: “Leggimontagna” avrà un’anteprima a Moggio

 

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di Gino Grillo.

Anteprima nel centro polifunzionale delle ex scuole elementari di Moggio, mercoledì 6 agosto, alle 21, con i filmati partecipanti al concorso letterario, giunto alla 9ª edizione per quanto riguarda filmati e video promossi nel contesto di Leggimontagna 2014. Interpretare l’essenza dello spirito alpino utilizzando linguaggi diversi, capaci di toccare le corde della memoria o di accendere la fantasia: è questo lo spirito che anima Leggimontagna, il premio di letteratura e filmati-video. Leggimontagna è una manifestazione voluta e sostenuta dall’Asca (Associazione delle sezioni montane del Cai – Tarvisio, Pontebba, Moggio Udinese, Tolmezzo, Ravascletto, Forni Avoltri, Forni di Sopra), con la collaborazione di diversi enti e con la partecipazione dell’Università di Udine – Laboratorio di cinemantica, della Cineteca del Friuli, del Gism – Gruppo italiano scrittori di montagna e dell’Associazione giornalisti di montagna. Al Premio letterario (sezioni narrativa, saggistica, inediti) e al Premio filmati-video (sezioni alpinistica e antropologica) abitualmente a concorso, da tre anni si è affiancato il Premio audiovisivi riservato alle scuole primarie (secondo biennio) e secondarie di primo grado delle aree montane del Friuli Venezia Giulia; quest’anno sono state invitate le scuole delle aree confinanti di Austria e Slovenia. I video trasmessi saranno “Chiedilo a Keinwunder” regia di Carlo Cenini ed Enrico Tavernini, italiano, e “Silbergeier” regia di Vladimir Cellier, francese, sottotitoli inglese. Gli altri appuntamenti saranno a Comeglians il 13 agosto, Forni di Sopra il 20 agosto e in settembre al cinema David di Tolmezzo.

Tolmezzo: interrogazione in Consiglio Regionale sulle nuove nomine all’ospedale

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«Quali sono le ragioni per cui, all’ospedale di Tolmezzo, la giunta Serracchiani decide di creare quattro nuovi posti per dirigenti, mentre ciò è stato vietato in tutti gli altri ospedali della regione?» A chiederlo con un’interrogazione alla giunta, è il consigliere regionale di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, Luca Ciriani. La Direzione salute ha rilasciato un’autorizzazione all’Ass 3 di Tolmezzo – rende noto il consigliere – per la creazione di 4 nuove figure dirigenziali. Tale autorizzazione, richiesta il 10 giungo scorso, è stata molto celermente approvata nella stessa giornata con l’indicazione di istituire due posti da dirigenti al momento già coperti da personale facenti funzioni; utilizzare la mobilità per confermare l’istituzione di un nuovo posto dirigenziale; stabilizzare una figura dirigenziale al momento della domanda a tempo determinato, trasformando il contratto a tempo indeterminato. Tutto questo – continua Ciriani – è stato fatto dalla Giunta Serracchiani giusto un mese prima della delibera dell’assessore alla Sanità, Maria Sandra Telesca, che di fatto blocca incarichi di vertice, dirigenziale, di strutture semplici o complesse e di dipartimenti fino all’entrata in vigore della nuova riforma sanitaria annunciata e non ancora discussa.

Carnia: canyoning a Sauris per riscoprire insieme le bellezze del Lumiei

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di Gino Grillo.

Il torrente Lumiei è stato il primo sito in regione nel quale si è sviluppata la specialità del canyoning, una disciplina per esperti che però molti si può affrontare se aiutati dalle guide che ad agosto propongono questa escursione nel torrente ogni mercoledì e ogni giovedì. L’organizzazione è curata dall’albergo diffuso di Sauris di Sopra (0433-86221) per il mercoledì e e di Turismo Fvg (0433-929290) per il giovedì. La guida alpina Riccardo Del Fabbro ci accompagna in questo itinerario insolito, che corre lungo un ambiente incontaminato per un paio di chilometri a valle dello sbarramento del Lumiei. La diga garantisce un costante apporto d’acqua al corso del fiumiciattolo, tanto da permettere così un’ ottimale discesa lungo il canyon. «Si scende dopo la galleria sita dopo il grande ponte sul Lumiei- racconta la guida- lungo un sentiero appositamente ricavato questa primavera». Si scende di 150 metri e si inizia con una calata di 25 metri che dà su un laghetto profondo 5-6 metri con una larghezza di una ventina. «Non occorre essere provetti nuotatori: la tuta in neoprene da 5 mm, quella dei subacquei, obbligatoria da indossare, ci tiene a galla da sola». Non bisogna però avere paura dell’acqua. Si susseguono quindi altre cascate e piccoli scivoli per un paio di chilometri. Il punto più interessate e suggestivo si trova in fondo a un canyon ove le due pareti, distanti tra di loro solo poco più di un metro, si innalzano per 150 metri, facendo scorgere sul fondo solo una tenue luce. L’esperienza termina più a valle: un sentiero accompagna i canyionisti dal greto del torrente sino all’agriturismo sulla strada provinciale del Lumiei dopo un’esperienza divertente e sicura a stretto contatto con la natura selvaggia e intatta. L’esperienza, rispettosa dell’ecosistema, dura circa 4 ore ed è alla portata di tutti. Necessari la muta in neoprene, il casco, guanti e calzerotti, zaino e barilotto stagno e scarpe da trekking. L’equipaggiamento si può anche prenotare agli organizzatori.

Legambiente: Carovana delle Alpi 2014, al FVG due bandiere verdi e una nera

Otto bandiere nere, assegnate a sei regioni del Nord Italia, per i danni causati alle Alpi da amministrazioni e società. Ad attribuirle è stata Legambiente, che nel suo annuale monitoraggio dello stato di salute dell’arco alpino ha conferito anche 10 bandiere verdi. In Friuli, Legambiente assegna una bandiera nera a Massimo Peresson, presidente della società Carnia Welcome, per le proprie affermazioni a favore delle manifestazioni motoristiche in alta quota.

In cima alla lista dei «nemici della montagna» però c’è la Lombardia, con 3 bandiere nere ottenute per «lo smembramento del Parco dello Stelvio», la mancata «regolamentazione dell’utilizzo di motoslitte nel comune di Schilpario (Bergamo)» e il «progetto invasivo» di un tunnel ai Piani di Artavaggio nel lecchese. Scelte di sviluppo locale «quasi unicamente orientate alla monocultura dello sci e impattanti sull’ambiente montano» riguardano anche Trentino e Valle d’Aosta, che incassano una bandiera nera a testa insieme a Piemonte (edificabilità di terreni a rischio idrogeologico), Veneto (attività estrattive). In Friuli Venezia Giulia Legambiente assegna due bandiere verdi. La prima ai Comuni della Valle del But per aver avviato un piano di azione orientato all’autosufficienza energetica; la seconda a Damiano Nonis di Mountain Wilderness per la complessa e spettacolare pulizia dell’Alta Valle dell’Arzino.

«La green economy può trovare un terreno di crescita estremamente favorevole nel tessuto socioeconomico alpino», dice Vanda Bonardo, responsabile Alpi di Legambiente. «Sempre più significativo è il numero di piccolissime, piccole e medie imprese, spesso supportate da virtuose amministrazioni locali, in grado di introiettare la sfida ambientale come fattore competitivo e di coniugarla con i temi della responsabilità sociale d’impresa e della centralità della persona».

Carnia: si annuncia un agosto a tutta archeologia

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di Gino Grillo.

Le necropoli longobarde di Cividale, una Zuglio inedita di età preromana e la Carnia in età del ferro apriranno la rassegna della stagione dell’Agosto archeologico a inizio agosto nell’antica Iulium carnicum e nella città di Tolmezzo. La sezione carnica della Società friulana di archeologia ha organizzato, in collaborazione con la sovrintendenza per i Beni archeologici del Friuli Venezia Giulia, l’agenzia Turismo Fvg, la Comunità montana della Carnia, la città di Tolmezzo, i Comuni di Ovaro e di Zuglio, e la Biblioteca civica “Pittoni” di Tolmezzo il “XXVI agosto archeologico”. La rassegna inizierà alle 18 del 1 agosto nella palestra delle scuole elementari del Comune di Zuglio con il saluto delle autorità. Interverranno il sindaco Battista Molinari, la coordinatrice della Società friulana di archeologia – Sezione Carnica e dell’Agosto archeologico Gloria Vannacci Lunazzi che introdurrà la Presentazione ed inaugurazione del XXVI Agosto archeologico. Angela Borzacconi, Soprintendenza per i beni archeologici della nostra regione, parlerà invece di Le necropoli extraurbane di Cividale in età longobarda. Sarà questa pure l’occasione per visitare il Museo archeologico che sino a fine agosto ospita tra l’altro la mostra “In viaggio verso le Alpi. Itinerari romani dell’Italia nord-orientale diretti al Norico” che illustra il tema della viabilità nel comparto più orientale dell’Italia romana, con particolare attenzione alle direttrici stradali di collegamento tra i territori di pianura prossimi alla costa adriatica e le zone poste Oltralpe. Sabato 2 agosto poi, alle 18, nella saletta multimediale di palazzo Frisacco, via Del Din 7, a Tolmezzo, Serena Vitri, già funzionario archeologo della soprintendenza per i Beni archeologici del Friuli Venezia Giulia, presenterà Zuglio preromana e l’età del ferro in Carnia alla luce delle recenti scoperte. Sempre nella città carnica il programma prevede un appuntamento per venerdì 8 agosto, con Tiziana Cividini dell’Università di Padova sul tema Sepolture e rituali funerari di epoca romana nel Friuli collinare, sempre alle 18 a palazzo Frisacco. L’ingresso è libero.

Carnia: da Roma arriva il via libera definitivo all’elettrodotto Wurmlach-Somplago

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Sei anni sopo il  deposito dell’istanza, il 3 luglio scorso sulla  Gazzetta Ufficiale n. 88 del 26 luglio è stata pubblicato il decreto del Ministero dell’Ambiente, di concerto col Ministero dei Beni culturali – Turismo con l’esito positivo della Valutazione di Impatto Ambientale per l’elettrodotto Wurmlach – Somplago. Si è conclusa quindi con esito positivo a Roma la procedura di Valutazione di Impatto ambientale relativo al progetto di elettrodotto a 220 kV “Somplago-Würmlach” per quanto riguarda il tratto italiano compreso tra la stazione elettrica di Somplago e il confine di Stato, presentato dalla Società Alpe Adria Energia Sp a (cordata Pittini-Fantoni-Burgo). Ok definitivo dunque alla compatibilità ambientale dell’opera che però dovrà sottostare, per essere realizzata, a ben 51 prescrizioni emanate dai Ministeri dell’Ambiente e dei Beni culturali, parte delle quali recepiscono quelle già a suo tempo segnalate dalla Regione Friuli Venezia Giulia. La principale di esse riguarda “l’interramento dei cavi nel tratto finale dell’elettrodotto, da Malga Pramosio al confine di Stato, per l’attraversamento della Zona di protezione speciale

Le prescrizioni obbligano Alpe Adria Energia a non costruire i piloni in zone tutelate dove vivono specie che nidificano, impongono uno studio sull’impatto acustico dei cantieri e sullo smaltimento dei rifiuti e il monitoraggio ambientale. Divieto, inoltre, di costruire pilastri nelle zone di dissesto nei territori dei comuni di Cavazzo Carnico, Tolmezzo, Laipacco di Paluzza e sull’alveo del fiume Tagliamento con spostamento dei tralicci sulla sua sponda sinistra.

Un occhio anche all’ambiente: si dovrà esboscare il meno possibile lungo il tracciato dell’elettrodotto e i tronchi dovranno andare a enti che utilizzano la biomassa, mentre i tralicci dovranno, vuole il ministero, essere dipinti mimeticamente. La sovrintendenza regionale potrà chiedere lo spostamento del tracciato qualora interessi aree di interesse archeologico. Contro il decreto ministeriale pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il 26 luglio si potrà presentare ricorso al Tar entro i prossimi 60 giorni e al Capo dello stato entro 120.

Dopo sei anni, ecco, dunque, la rivincita di Alpe Adria Energia, che aveva chiesto questo elettrodotto per diminuire le spese energetiche per le fabbriche degli industriali che compongono la società. A suo tempo c’erano state manifestazioni di piazza contro il progetto e il parere contrario dei consigli comunali. Da allora alcune amministrazioni sono cambiate, ma il fronte del no è rimasto unito. Francesco Brollo, sindaco di Tolmezzo, ha indetto una riunione di giunta per valutare l’impatto che l’elettrodotto avrà sul territorio della città carnica.

«Naturalmente – afferma – ci confronteremo con le altre amministrazioni per fare fronte comune». Non cambia rotta Cercivento, uno dei comuni più agguerriti nell’avversare il progetto. Luca Boschetti, subentrato nella carica di sindaco a Dario De Alti, non ritorna indietro. «Prenderemo atto – dice – delle disposizioni del ministero e concorderemo un’azione insieme con gli altri comuni e con i comitati del fronte del no».

Proprio a Cercivento Renato Garibaldi ha fondato il Comitato contro l’elettrodotto, che a suo tempo aveva portato migliaia di cittadini a manifestare in piazza. «Hanno dissotterrato l’ascia di guerra – afferma -, ma noi non ci stiamo. Val di Susa non ha insegnato nulla, si preferisce dare ascolto ai potentati finanziari ed economici e non alla gente. Qui, a differenza che in Val di Susa, non esiste alcuna pubblica utilità dell’opera, ma solo una speculazione privata di un gruppo di industriali. Non siamo disposti a sopportare e reagiremo di conseguenza».

Non manca un accenno all’Austria. «Verbund, l’ente energetico austriaco, ha respinto l’elettrodotto interrato, vedremo come accoglierà il fatto che il tratto di elettrodotto sul confine sarà sottoterra».

A sostegno della propria battaglia, il Comitato anticipa che il 9 agosto ci sarà una manifestazione della gente carnica e di quella carinziana. «Accenderemo dei fuochi – spiega Garibaldi – da Somplago fino a Wurmlach lungo il tragitto che dovrebbe avere l’elettrodotto, per dimostrare che la montagna è viva».

 

Arta Terme: torna la “Marcia delle quattro Chiese – IX° Memorial Lucio Cimiotti”

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Prenderà il via Sabato 2 agosto alle ore 17.00 a Piano d’ Arta (UD) la Marcia delle quattro Chiese – IX° Memorial Lucio Cimiotti, gara non competitiva aperta a tutti gli amanti di corsa o di camminata in montagna, organizzata dall’ associazione A.D.M. Amici della Montagna. Con questo Memorial l’associazione Amici della Montagna vuole ricordare e onorare la figura del compianto socio ed amico Lucio Cimiotti, persona conosciutissima e stimata nell’ intero mondo sociale, culturale e sportivo dell’Alto Friuli dove ha offerto la sua preziosa presenza e collaborazione in numerosi enti, associazioni, testate giornalistiche ed emittenti televisive e radiofoniche.

La competizione si snoda lungo un tracciato di 5,3 Km toccando tutte e quattro le chiese presenti a Piano d’Arta con partenza e arrivo dalla Chiesa arcipretale di S. Stefano. Il quarto trofeo, biennale non consecutivo, verrà assegnato e consegnato definitivamente al concorrente che vincerà per due volte, anche non consecutive, la gara. L’attuale record della competizione è detenuto da Franco Flavio della Carniatletica che nell’edizione 2010 ha completato l’intero percorso con il tempo di 19’ 07’’.

Il programma prevede:

  • ORE 15.00 Ritrovo ed iscrizioni sul piazzale della chiesa di S. Stefano a Piano d’Arta
  • ORE 16.45 Chiusura iscrizioni (N° max iscrizioni: 200)
  • ORE 17.00 Partenza in linea (tempo massimo ore 1,30)
  • ORE 19.00 Pastasciutta a tutti i partecipanti
  • ORE 20.00 Premiazione
  • ORE 21.00 Tradizionale lancio “das cidules”

Ravascletto: se la stagione estiva 2014 va a rotoli

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di Gino Grillo.

Turismo: se Forni di Sopra non ride, la Carnia piange. Ravascletto da anni eccelle soprattutto nel turismo invernale, ma rimane sempre necessaria la doppia stagionalità per “tirare avanti”. Vuoi per il ritorno pubblicitario del Giro d’Italia, vuoi per contatti affermatisi negli anni tra clientela e operatori, giugno ha retto. Il maltempo e soprattutto la crisi economica invece hanno messo in ginocchio anche la Val Calda. «Abbiamo avuto la disdetta della squadra di calcio del Venezia che milita in Lega Pro – racconta Sara Zanier dell’Hotel La Perla – 5 giorni di preavviso, a booking oramai chiuso, rappresenta una perdita non indifferente per le nostre entrate». Perse circa 600 permanenze in albergo, ma anche lo sprint e l’entusiasmo che squadre di giovani possono dare all’ambiente. «Il Venezia Calcio era un ospite storico, ancora dai tempi di Zaccheroni, Zamparini, quando militava in Serie A. Questa volta all’ultimo minuto hanno scelto una località più vicina a Venezia». Una perdita non solo di posti letto, ma anche di immagine che un ritiro di una squadra di calcio blasonata può dare grazie ai mass media. «Zanier comprende il momento, e si dice fiduciosa che i rapporti con il Venezia Calcio rimarranno ottimi e che la squadra tornerà all’ombra dello Zoncolan. Montagna che attira ciclisti, ma che non si fermano: lo dichiarano alla Pace Alpina dell’alpinista Sergio De Infanti. «Pizzeria e ristorante funzionano: non ci sono problemi. Mancano turisti che chiedono di pernottare ed il campeggio è praticamente vuoto». I turisti anche arrivano, ma il maltempo li fa desistere dal rimanere in loco. Più pesante appare la situazione in altre realtà: «Siamo già mortificati per conto nostro, non vogliamo rispondere sull’andamento della stagione: lo potete pure constatare voi stessi», ci dicono all’Albergo Bellavista della famiglia De Infanti. Il paese è deserto, mancano che i proprietari delle seconde case, molte delle quali messe in vendita. «D’inverno il turismo tiene- spiegano all’agenzia Immobiliare Rovis-Bellina – alcuni proprietario di seconde case, villeggianti in affitto vengono per sciare, ma ora, in particolare per la crisi economica, non c’è nessuno». «Nemmeno i proprietari di case, molte sono poste in vendita, ma nessun compratore si fa avanti, sebbene i prezzi siano molto appetibili». E la meteo di mette pure del suo. Il carnico comunque è mordace: «Nonostante tutto- ci dicono in molti- terremo duro: prima o poi cambierà».

Zuglio: Baston di Sant Pieri di Cjargne, la consegna dei premi

Debutta con tre riconoscimenti ad altrettante personalità che stanno dando prestigio alla Carnia la prima edizione del premio Baston di Sant Pieri di Cjargne, ideato dall’arciconfraternita dello Spirito Santo Pieres vives di San Pietro in Carnia. A ricevere l’artistico manufatto ligneo saranno, nel corso di una cerimonia che si terrà il 2 agosto alla Pieve di San Pietro di Zuglio in occasione della festività di San Pietro in vinculis, monsignor Tito Solari, Giovanni Canciani e Marta Francescatto. Le motivazioni ai premiati: monsignor Solari, 75 anni di Pesariis di Prato Carnico, perché si è distinto nel campo spirituale dedicandosi alla chiesa e alla difesa dei diritti e della dignità dei popoli oppressi e maltrattati dell’America Latina. Giovanni Canciani, 78 anni di Paularo, per l’impegno in campo culturale e artistico che ha lasciato un’impronta evidente nel museo della Mozartina, da lui ideato e realizzato a Paularo. Marta Francescatto, 70 anni distinta nel campo sociale e umanitario profondendo la sua attività, “tal cidin”, dedicandosi alle persone meno fortunate della Comunità Piergiorgio, prima a Udine e poi a Caneva di Tolmezzo.

Il premio Baston di Sant Pieri di Cjargne avrà una cadenza biennale.

Pontebba: nasce il parco archeologico sulla Grande Guerra

 

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di Davide Francescutti

Un parco archeologico sulla Grande Guerra sta sorgendo sui monti attorno a Pontebba, nella località di Gamischen, grazie al lavoro dei volontari dell’associazione “Quello che le montagne restituiscono” sorta come braccio operativo della pro loco per il recupero delle vecchie postazioni militari e trincee dell’esercito austriaco. Infatti Pontebba fu uno dei punti piú caldi durante il primo conflitto mondiale perché qui scorreva il confine tra Regno d’Italia e l’Imperialregia monarchia, con la cittadina divisa in due dal torrente Fella. «Per questo – ha dichiarato Simone Del Negro, ventunenne presidente dell’associazione che raggruppa una quarantina di soci di tutte le età – stiamo lavorando per completare i lavori di recupero entro il prossimo anno quando, il 24 maggio a cento anni esatti dallo scoppio del conflitto tra italiani e austriaci, vorremmo inaugurare il parco». L’attività dell’associazione è documentata su Facebook nella pagina “Quello che le montagne restituiscono” che ha già registrato oltre 660 “mi piace”. Nell’attesa, dall’8 al 31 agosto nel municipio pontebbano sarà visitabile la mostra “Parole di pietra”, dove si potranno ammirare le fotografie di tutte le epigrafi ritrovate nelle trincee dai volontari e documentate dal gruppo Ricerche e studi Grande guerra S-A.g. Trieste. «Abbiamo ritrovato epigrafi molto interessanti: tra le foto in mostra una rara di una targa in marmo bianco con la scritta in tedesco “Saldo nella fedeltà”, ma purtroppo è stata rubata da ignoti. Ma pensiamo di rifarla e metterla nella sua collocazione originaria». Nell’esposizione non solo le epigrafi ufficiali lasciate dai battaglioni di stanza a Pontebba (il 4° Fanteria e il 149° Landstürm) ma anche i primi ritrovamenti sulle semplici scritte vergate dai soldati. «Grazie al collezionista Davide Tonazzi – ha sottolineato Del Negro – abbiamo molte foto dell’epoca con la quale stiamo recuperando con fedeltà le trincee». Foto che, tra l’altro, hanno impreziosito ulteriormente la pubblicazione “La Nostra Grande Guerra”, acquistabile in edicola insieme al Messaggero Veneto, che racchiude gli articoli di Sergio Gervasutti “inviato virtuale” del quotidiano nelle vicende del conflitto. Nell’attesa che il parco apra ufficialmente i battenti, il 15 agosto alle 20 si potrà partecipare a una passeggiata storica per le vie cittadine con Armando Cojaniz. Inoltre dal 18 al 31 agosto la mostra, che è a ingresso gratuito, sarà allargata con l’esposizione di cimeli patriottici e propagandistici della Grande guerra. Infine il 31 agosto alle 20.30 convegno finale dal titolo “Pontebba, la terra di tutti e di nessuno”. «In quell’ occasione – conclude il presidente Del Negro – proietteremo immagini di Pontebba al tempo della guerra, con le numerose devastazioni, confrontate alla situazione odierna, il tutto a cura di Giuliano Rui. Sarà anche un modo per andare a riscoprire il nostro passato, visto che negli ultimi anni l’interesse per quella che era la Pontebba di allora, divisa tra parte italiana e austriaca, sta crescendo».