Archivio mensile:Settembre 2014

Sutrio: Stratex realizzerà l’avveniristico tetto del padiglione cinese all’Expo

Sarà Stratex, storica azienda friulana specializzata in strutture in legno lamellare, a realizzare il padiglione della Cina all’Expo di Milano 2015. Una commessa esclusiva (è la prima volta che la Cina partecipa a una fiera oltreoceano con un padiglione self-built) agganciata grazie al prestigio e alla qualità dell’azienda di Sutrio, riconosciuta a livello internazionale. Ma anche, e soprattutto, all’eccellenza dimostrata da Stratex all’interno del grande cantiere di Expo, dove si è distinta per la realizzazione, in perfetto crono programma, di tutte le architetture di servizio dedicate ai visitatori all’interno dell’Esposizione. Ristoranti, info point, ed edifici di accoglienza: chilometri e chilometri di strutture in legno completate da Stratex nei tempi previsti, che le hanno valso l’acquisizione del primo padiglione cinese in terra straniera. Senza dimenticare, poi, la forte impronta ecosostenibile dell’impresa friulana.

Il padiglione, infatti, avrà come tema “The Land of Hope” (Terra di speranza, cibo per la vita): con quasi 5.000 metri quadrati di pura ricerca stilistica, strutturale, ed emozionale, si tratterà della seconda struttura più grande tra quelle messe in cantiere dai paesi aderenti (la prima sarà quella tedesca). Un viaggio nel cuore della Cina, nella sua anima più tradizionale ma anche nella sua rapida avanguardia e propensione al futuro. Per questo, il progetto elaborato dallo studio internazionale Link-Arc – con sede a New York e vincitore in tandem con la Tsinghua University dell’apposito concorso, e in collaborazione con Bodino engineering –  ha immaginato nell’avveniristico tetto l’elemento di punta dell’intera struttura, vera quinta scenografica e immagine iconica della Cina a Expo 2015. Come una nuvola sospesa sopra un campo di speranza, la copertura, ricoperta da pannelli in bambù, in perfetto stile cinese, si sviluppa in un tetto ondulato, derivato dalla fusione del profilo di una città (sul lato Nord) con il profilo di un paesaggio (sul fianco Sud). Perché “la speranza”, appunto, è il frutto dell’armonia tra città e natura. Massima attenzione, poi, alla sostenibilità, come richiesto dagli standard di Expo 2015: il tetto è stato studiato a partire dal tipo di irraggiamento che riceverà a Milano, in modo da ridurre al minimo l’utilizzo di energia elettrica per l’illuminazione.

Ma spetterà agli uffici tecnici di Stratex l’ingegnerizzazione strutturale di tutto questo. Ecco perché la commessa da 2,5 milioni di euro, per l’azienda friulana, diventa unica più che per il valore economico, per il prestigio e la complessità ingegneristica dell’opera:  “Essere stati scelti per questa realizzazione è per noi motivo di orgoglio e soddisfazione, soprattutto per la particolare  complessità della struttura: un riconoscimento importante delle nostre capacità e della nostra tecnologia a livello internazionale. La cifra, seppur significativa, è superata di gran lunga dal prestigio di questa costruzione, impegnativa per quantità e qualità” spiega l’amministratore delegato, Angela Maffione. Si tratta, infatti di “una struttura lignea difficilissima, sia dal punto di vista produttivo che ingegneristico” che impegnerà tutto il comparto lamellare di Sutrio, mentre la divisione living di Palazzolo dello Stella rimarrà interamente dedicata alla produzione delle linea di case in legno ecosostenibili. Il China Pavilion sarà pronto entro gennaio 2015

Tolmezzo: a rischio anche il giudice di pace? Interrogazione in consiglio comunale

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di Tanja Ariis.
La Lista Zearo lancia l’allarme: dopo tribunale e procura, Tolmezzo rischia di perdere anche il giudice di pace in base a una proposta sul tavolo del Governo che riunirebbe i giudici di pace presso i tribunali. In questo caso dunque a Udine. Il consigliere comunale Dario Zearo, firmatario della relativa interrogazione che verrà discussa oggi in consiglio (convocato alle 18 per verifica degli equilibri di bilancio, modifica del regolamento sul funzionamento delle consulte frazionali, odg sulla riforma sanitaria e altro), rammenta che, a un anno dalla chiusura di tribunale e procura della Repubblica, il 13 settembre scadeva il termine perché il Governo adottasse alcuni correttivi. Zearo ricorda l’odg approvato dal consiglio comunale il 14 luglio per chiedere «ai competenti organi del governo nazionale e in special modo alla presidente della nostra Regione Debora Serracchiani di intervenire presso il governo stesso al fine di potersi avvalere(come fatto dalla Regione Valle d’Aosta e dalle Province autonome di Trento e Bolzano) dei correttivi che avrebbero consentito nell’ambito di apposite convenzioni, da stipularsi tra Ministero della Giustizia e le Regioni interessate, il trasferimento o la delega delle funzioni amministrative, organizzative e di supporto riguardanti la giustizia civile, penale e minorile con la conseguente riapertura degli uffici giudiziari di Tolmezzo». Zearo chiede ora se il sindaco abbia ricevuto risposte in forma ufficiale e se abbia inviato a Serracchiani la lettera annunciata per chiedere un incontro sul tribunale e con quale risultato. Zearo chiede poi a Brollo «se non ritenga urgentissimo intervenire non solo sulla presidente Serracchiani per scongiurare l’ipotesi di chiusura anche della sede del giudice di pace». Zearo fa presente, infatti, che nel consiglio dei ministri del 28 agosto «è stato esaminato il “pacchetto giustizia” e che alcune parti (minime) di questo programma hanno avuto un’immediata attuazione, mentre altre sono rimaste sul tavolo. Tra queste è rimasto in sospeso uno schema di disegno di legge di iniziativa governativa che prevede altra delega di riforma che andrà a incidere sui giudici di pace, per attribuire loro nuove competenze prevedendo che questi vengano inseriti presso il tribunale ordinario provinciale, con la conseguenza (se ciò sarà approvato) che Tolmezzo non avendo più il tribunale perderebbe anche quest’ultimo presidio giudiziario di prossimità». Sempre dalla lista Zearo arrivano altre due interrogazioni: una dal consigliere Valter Marcon che chiede lumi sulle intenzioni dell’amministrazione comunale sulla variante 6 al Prpc zona O di via Val di Gorto, in stallo, e una dal consigliere Gianalberto Riolino su lavori all’ex latteria di Cazzaso.
 

Prato Carnico: la Regione fermi le concessioni di nuove centraline idroelettriche in attesa del piano energetico

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Il Consiglio comunale di Prato carnico sulle richieste di nuove centraline idroelettriche lancia un appello alla Regione: sospenda il rilascio di concessioni nella montagna friulana fino a che non avrà approvato il Piano energetico regionale, in cui coinvolga davvero i Comuni e tenga conto anche della loro progettualità. Un progetto turistico su cui una comunità investe, ad esempio, può essere penalizzato se i corsi d’acqua sono sempre più simili a pietraie.

Per questo gli Stati generali della Montagna, si invoca, rappresentino una prima occasione per sviscerare anche questa questione, non più rinviabile. «La situazione già oggi è ipercritica – rileva il vicesindaco, Erica Gonan o- e più avanti si va con le concessioni, senza una corretta pianificazione, senza una visione d’insieme, e peggio è. Bisogna intervenire». I

l Consiglio comunale mercoledì ha approvato all’unanimità l’odg rivolto alla governatrice, Debora Serracchiani, e all’assessore regionale Sara Vito. Il sindaco, Verio Solari, lo ha trasmesso ai Comuni dell’Alto Friuli e della montagna pordenonese perché si uniscano con forza all’appello. Il proliferare di centraline idroelettriche sul territorio appare infatti sempre più fuori controllo.

Ogni progetto viene valutato a sé, senza una visione d’insieme: non c’è infatti un Piano energetico regionale che stabilisca se ci sono e dove margini per nuovi impianti. Il Consiglio comunale ricorda la direttiva europea a tutela della risorsa acqua, di un utilizzo idrico sostenibile e di una partecipazione dei cittadini a tali scelte. La montagna friulana, rammenta il Consiglio, «è già ora fortemente creditrice perché produce molta più energia di quanta ne consuma senza peraltro avere un ritorno diretto in termini di abbattimento dei costi energetici per i cittadini e le imprese ivi insediate».

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Gemona: vandalismi continui, ilparco di Piovega è a rischio chiusura

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di Piero Cargnelutti.

Parco di Piovega a rischio chiusura. Il motivo? I troppi e continui danni che l’area subisce da parte di alcuni vandali, e i cui costi di sistemazione cominciano a non essere più sostenibili. A farsi sentire sono i referenti dell’associazione Borc di Plovie, che dal 1996 gestiscono il parco intitolato a Maria De Carli e Carluccio Pittini e affidato loro in comodato dalla Parrocchia di Santa Maria Assunta, che ne è proprietaria: «Purtroppo – spiega Sergio Mardero, presidente di Borc di Plovie – non è possibile sostenere continue spese di sistemazione perché qualcuno si diverte a rovinare giochi, tavolini e la staccionata, che sono cose messe a disposizione di tutti: stiamo seriamente valutando di realizzare una rete attorno al parco per chiuderlo nelle ore serali, quando si verifica il maggior numero di danni». Già in passato, i volontari del Borc di Plovie si sono trovati con un tavolino bruciato, un azione che tra l’altro è stata tentata anche nelle ultime settimane. Ma non è finita lì: i vandali si divertono a prendere le immondizie dentro gli appositi raccoglitori e a buttarle in giro, oppure a utilizzare i giochi fatti per i più piccoli, distruggendoli. In base ai conti fatti dal comitato di borgata, ora ci vorrebbero circa 5 mila euro per sistemare di nuovo tutto: «Noi abbiamo sempre pagato – dice ancora Sergio Mardero – di tasca nostra i danni, utilizzando i soldi che l’associazione raccoglie in particolare con la sagra di Santa Lucia, anche quella frutto del lavoro di numerosi volontari: è vero che nel nostro statuto è previsto che tali fondi debbano essere utilizzati per la collettività ma ciò non significa che debbano essere sprecati andando continuamente a riparare i danni causati da persone poco rispettose delle cose e del lavoro degli altri». Il parco di Piovega, situato di fronte alla scuole elementari e dotato anche di una superficie per il pattinaggio, è un luogo molto frequentato soprattutto durante la bella stagione quando, attraversando via Dei Pioppi, capita di vedere spesso famiglie con bambini e persone che vi passeggiano. Il Borc di Plovie dal 1996 vi impegna ben tre volontari che settimanalmente si occupano di lavori quali lo svuotamento de cestini per i rifiuti e lo sfalcio dell’erba: «L’entusiasmo che ci ha accompagnato per tutto questo lungo periodo – conclude Mardero – ultimamente si è un po’ “raffreddato” a causa dei continui atti vandalici subiti, oltre a uno scarso senso civico generale dimostrato da una fascia di utilizzatori. Interpretando il pensiero del consiglio direttivo, da subito invoco un’inversione di tendenza e un maggior senso civico e di rispetto per le cose altrui e pubbliche in generale».

Verzegnis: al via i cantieri per la rimozione selettiva dei sedimenti presenti nel Bacino dell’Ambiesta

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Tutto è pronto per dare inizio ai lavori di rimozione selettiva dei sedimenti presenti nel Bacino dell’Ambiesta” (Lago di Verzegnis). A dirlo è l’assessore regionale all’Ambiente ed Energia, Sara Vito, che prima di far partire i cantieri ha voluto presentare il progetto esecutivo nella sala consiliare del Comune di Verzegnis, alla presenza del sindaco della locale comunità, Renzo Lunazzi, e del sindaco di Cavazzo Carnico, Gianni Borghi. La rimozione dei sedimenti nel Lago di Verzegnis in prossimità della diga di sbarramento è un’opera inderogabile, necessaria per mantenere l’impianto in sicurezza ed evitare l’ostruzione dello scarico e della presa. L’intervento, inoltre, è previsto da una specifica prescrizione dell’Ufficio Tecnico delle Dighe di Venezia. Vito ha sottolineato come il progetto definitivo sia frutto di un “percorso partecipato che ha coinvolto le Amministrazioni comunali, le organizzazioni di tutela ambientale, i comitati spontanei, il concessionario e gli uffici regionali in un lungo lavoro di perfezionamento e miglioramento del progetto originario”. Ciò ha consentito di individuare delle soluzioni tecniche innovative, tali da ridurre al minimo l’impatto sull’ambiente e sull’ecosistema. La rimozione dei sedimenti è, infatti, un’operazione delicata, che deve essere condotta correttamente per non causare danni ambientali. Per questo è importante il ruolo della Regione nel regolamentare nel dettaglio le modalità di asportazione dei sedimenti. “La Regione ha voluto che tutta l’operazione fosse il più trasparente possibile. Tutta la documentazione del progetto è infatti già presente sul sito web; inoltre, i cittadini verranno costantemente informati sull’andamento dei lavori tramite un bollettino periodico realizzato dai tecnici della Direzione Ambiente”. Nel corso dell’incontro il piano di rimozione è stato spiegato in dettaglio. Esso prevede il posizionamento nel lago di Verzegnis di una chiatta dotata di una pompa che aspirerà i sedimenti a 50 m di profondità. Il sedimento fangoso, opportunamente diluito, verrà scaricato a valle della diga nel Torrente Ambiesta, per poi confluire nel Tagliamento. Al fine di ridurre l’impatto ambientale è già stato attivato un sistema di monitoraggio con stazioni sull’Ambiesta, sul Tagliamento e sul lago di Cavazzo. Il sistema prevede l’acquisizione di dati in continuo sulla presenza di solidi sospesi e di ossigeno disciolto. Dal punto di vista operativo i lavori dovrebbero iniziare nei primi giorni di ottobre e concludersi entro il 15 dicembre, per non interferire con i cicli riproduttivi dell’ittiofauna. In conclusione l’assessore Vito ha voluto sottolineare “l’eccellente lavoro svolto da tutti gli uffici regionali coinvolti nella realizzazione del piano, impegno che continuerà fino al completamento degli interventi con una precisa e puntuale informazione al pubblico”.

Tolmezzo: campagna elettorale mai conclusa, lite Zearo Brollo Gallizia

di Tanja Ariis.

 Il consigliere comunale Dario Zearo ribatte al sindaco, Francesco Brollo, sul cda della casa di riposo: «Vorrei ricordargli che attualmente non ho nessun potere di nomina né tantomeno di “snomina” e che il cda fu nominato dal sottoscritto in pieno accordo con la giunta di allora, di cui faceva parte anche l’assessore Cristiana Gallizia, che piazzò alla vicepresidenza il suo capogruppo in consiglio comunale. Sarebbe interessante conoscere il suo attuale punto di vista». Gallizia risponde: «Il consigliere di amministrazione Gabriele Ioannone è stato indicato per il cda in quanto a ogni forza politica di maggioranza “spettava” una nomina, secondo le vecchie regole non scritte della politica locale che desideriamo cambiare. La nomina a vicepresidente è stata fatta per elezione all’interno del cda dell’Asp e non gli dava diritto a nessun emolumento aggiuntivo a quello già percepito come consigliere». Gallizia spiega d’aver fatto presente in una visita con Brollo alla struttura «a presidente, vicepresidente e direttore che un cda dovrebbe essere valido fintantoché rimane insediata l’amministrazione comunale che l’ha nominato. La rinuncia all’indennità non è retroattiva,sarebbe un gesto di eleganza politica, come quello di dare spontaneamente le dimissioni dalla carica, che non si possono imporre». Zearo denuncia: «Spiace che da 15 anni la sinistra tolmezzina e ora anche il sindaco Brollo continuino a inveire contro i componenti» succedutisi in quel cda, per il solo fatto che percepiscono un’indennità di carica, e non abbiano mai speso una parola di apprezzamento per l’ottimo importante lavoro svolto sia per la riqualificazione dell’immobile sia per i servizi offerti agli anziani ospiti. Brollo annuncia che nel consiglio del Bim il posto spettante al rappresentante del Comune lo cederà a un rappresentante del territorio. Cita Renzo De Prato da me inserito 5 anni fa nel consiglio direttivo del Bim. Se avessi ancora tale potere, rinominerei De Prato. Vedremo se la persona proposta da Brollo ne sarà all’altezza». Sulla presidenza del Bim, per Zearo, Brollo si è messo in linea «con la tecnica usata dai capi del Governo nazionale e regionale, dichiarando buoni intendimenti per ottenere consensi e poi agire con l’esatto contrario, vedi la presa in giro ai 24 sindaci della Carnia convocati a Tolmezzo alla vigilia del rinnovo della presidenza del Bim».

Tolmezzo: al via la “Carnia Classic Junior”

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di A.S.D. CARNIA BIKE

 

Domenica 5 ottobre a Tolmezzo la “Carnia Classic Junior” La gara, organizzata dall’ASD Carnia Bike, toccherà i paesi che gravitano intorno allo Zoncolan

La “Carnia Classic”, appuntamento ormai tradizionale del ciclismo regionale organizzato dall’ASD Carnia Bike, quest’anno vedrà protagonisti i più giovani. Domenica 5 ottobre, infatti, si disputerà la gara internazionale riservata agli Juniores sulle strade dei paesi che gravitano intorno al Monte Zoncolan.

La partenza avrà luogo alle 11.30 da Piazza XX Settembre a Tolmezzo e i ciclisti transiteranno ad Imponzo, Cadunea, Cedarchis, Zuglio, Terzo, Caneva, Piedim, Paularo, Treppo Carnico, Paluzza, Cercivento, Ravascletto, Comeglians, Ovaro e Villa Santina, con traguardo posto sempre in centro a Tolmezzo dopo 98 km e un dislivello di 1100 metri.

Al via oltre 100 ciclisti, ma le iscrizioni sono ancora aperte.

Amaro: grande partecipazione al primo incontro propedeutico agli Stati generali della montagna

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“Sicuramente è stata una iniziativa riuscita che ha catalizzato l’attenzione da parte degli amministratori, da parte delle categorie economiche e anche delle parti sociali. Noi siamo convinti che questo giro di incontri che facciamo su tutto il territorio serva per fare il punto rispetto alla fotografia dell’esistente, ma soprattutto ci servirà per indirizzare l’uso delle risorse, in particolare la programmazione economica europea. Vogliamo evitare gli errori del passato, quindi concentrare le risorse su alcuni settori prioritari dare le indicazioni da seguire anche nel campo della programmazione economica 2014-2020, al fine di evitare le lentezze burocratiche al fine di evitare le lentezze burocratiche e semplificare l’accesso ai bandi”.

Lo ha detto Debora Serracchiani Presidente della regione FVG al termine del primo “incontro propedeutico” agli Stati generali della Montagna che si è tenuto ad Amaro presso la sede dell’Agemont predisposto allo scopo di ricevere idee, proposte e soprattutto la condivisione da parte di tutti gli attori territoriali, di quelle che saranno le prossime azioni concrete di sviluppo delle terre alte che avranno carattere trasversale a tutti i settori economici della montagna.

All’incontro erano anche il vice-presidente della Giunta regionale Sergio Bolzonello che ha avuto il compito di chiudere la serata sintetizzando gli interventi, l’attuale presidente di Insiel Lorenzo Pozza che ha illustrato il grado di sviluppo del progetto “Ermes” nato per diffondere la banda larga e i sevizi alle imprese e ai cittadini ad essa collegati, mentre ha fatto le veci di padrone di casa il neo presidente di Agemont Michele Morgante.

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Filiere produttive, reti d’impresa, sinergia e promozione del territorio sono stati i temi su cui la Presidente Serracchiani ha chiesto che si concentrassero gli interventi dei partecipanti che si sono raccolti in particolare l’importanza della razionalizzazione dei fondi messi a disposizione dai bandi europei, sullo sviluppo della filiera legno con la necessità espressa a più voci che le concessioni boschive diventino pluriennali onde consentire una programmazione efficace alle aziende, lo studio di prodotti legnosi innovativi per inserirsi nel settore delle ristrutturazioni edilizie, una maggior sburocratizzazione per le aziende e la possibile nascita di zone a burocrazia zero. Molto interesse e condivisione degli astanti ha avuto l’idea in ambito formativo, della possibile creazione della “Scuola superiore dei mestieri” a cura dell’Università di Udine per recuperare le importanti manualità presenti sul territorio, riviste con l’inserimento dell’innovazione tecnologica e il supporto della ricerca per una più alta valorizzazione della professione nell’ambito dei mercati. Le sigle sindacali cisl cgil e uil dell’Alto Friuli si sono presentate unite a questo appuntamento recando proposte condivise concentrate principalmente sulle principali attività industriali della montagna carnica e sulla necessità della formazione per creare una “capacità trasversale di filiera”.

Infine la Presidente ha ringraziato gli astanti indicando il “Servizio coordinamento politiche per la montagna” della Regione per la raccolta di tutti gli interventi della serata e ha dato appuntamento a Tarcento per il prossimo incontro, che sarà incentrato sulla “Cura e tutela del paesaggio, sempre con uno sguardo alla montagna tutta, ma allo stesso tempo anche per rilanciare la montagna come risorsa” ha concluso Debora Serracchiani.

Ligosullo: «Il Comune di valle è più vicino», parola del Sindaco

di Gino Grillo.
«Finalmente la Regione ha preso una decisione giusta sulla riforma degli enti locali». Giorgio Morocutti, primo cittadino del comune più piccolo della nostra regione, quello che si era ricandidato proprio per chiudere il suo comune e unirlo con quelli della valle, plaude alla riforma dei Comuni proposta dalla Regione. Anche se il provvedimento della giunta Serracchiani deve ancora essere approvato in Regione, Morocutti ritiene che si sai sulla pista giusta. «La Regione ha fatto bene a far sparire gli Ato, Ambiti Territoriali Ottimali, costringendo dove necessario i Comuni, qualora i sindaci o gli amministratori facessero resistenza, ad accorparsi», ha detto. «Ritengo – ha detto – che una possibile unione di Ligosullo con Treppo Carnico e Paluzza sia la soluzione più logica possibile». Il sindaco prosegue portando un suo contributo «senza voler interferire con le decisioni delle altre amministrazioni» reputando che tre grossi comuni possano essere sufficienti per la Valle del But, Val Calda e dell’Incarojo. Le altre fusioni paventate potrebbero essere Paularo-Ata Terme e Zuglio, nella fascia media della vallata, mentre sull’altro versante dell’alto But i comuni che potrebbero unirsi sono Ravascletto, Cercivento e Sutrio. Questi ultimi due avevano già avanzato la loro richiesta, poi rigettata per motivi politici, alcuni i anni or sono. «La fusione con Paluzza e Treppo Carnico – ha proseguito il sindaco – sbloccherebbe i tanti fondi a disposizione di Paluzza per il patto di stabilità (la legge lo permette per i comuni che si uniscono) dando una boccata di ossigeno alla locale economia». Altri vantaggi sarebbero l’ottimizzazione delle spese, in particolare per il sociale, riguardo ad anziani e scuole. “Ora ci sono tre scuolabus, uno per paese, che girano mezzi vuoti, questi sprechi verrebbero necessariamente a cessare», ha detto.

Telefriuli: il Gazzettino cede le quote, gli imprenditori Calligaris e Benedetti interessati

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Il Gazzettino pronto a cedere la propria partecipazione, di maggioranza, in Telefriuli. In corsa per l’acquisizione di oltre l’80% del capitale dell’emittente udinese, una cordata di imprenditori guidata da Alessandro Calligaris, fondatore dell’omonima azienda, già leader degli industriali del Fvg, Gianpietro Benedetti, amministratore delegato del Gruppo Danieli, Luigino Pozzo, della Promec. Confermata – allo stato – la presenza delle due associazioni confindustriali di Udine e Pordenone, che sarebbero state le uniche a sottoscrivere l’aumento del capitale sociale la cui opzione è scaduta lunedì scorso. Dopo alcuni decenni, il quotidiano veneto avrebbe dunque deciso di lasciare l’emittente udinese, ritenuta evidentemente non più strategica. Considerazioni diverse, invece, in casa Confindustria – quanto meno udinese, perchè Agrusti parrebbe orientato a rinunciare all’operazione – che sarebbe interessata ad uno strumento di comunicazione, qual è la tv regionale, capace di darle voce anche nei confronti della politica. Si ipotizza anche della partecipazione, all’operazione, del settimanale Il Friuli.