Archivio mensile:Ottobre 2014

Alto Friuli: due bracconieri cadono nella rete dei controlli

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Forse, c’entra anche la crisi, sta di fatto che l’uccellagione continua a essere un’attività illecita, redditizia, ampiamente praticata nella nostra regione. Puntuale ed efficace, però, l’opera di contrasto e repressione svolta dalla Polizia provinciale. Dopo le denunce dei giorni scorsi altri due bracconieri sono caduti nelle “maglie” degli agenti. Nella prima operazione è stato colto in flagranza di reato un 58enne di Comeglians, sorpreso nei pressi di uno stavolo con alcune gabbiette contenenti uccelli da richiamo. Sono state anche rinvenute una ventina di panie invischiate conficcate al suolo per la cattura di volatili. La persona è stata deferita all’autorità giudiziaria per aver violato le norme che proteggono la fauna selvatica. La Polizia ha messo sotto sequestro le panie, mentre gli uccelli sono stati liberati. Va ricordato che, in un precedente intervento, effettuato sempre nella zona di Comeglians, la Polizia provinciale assieme al Corpo forestale regionale aveva denunciato un bracconiere per aver catturato un capriolo illecitamente, con un laccio. La seconda operazione ha avuto come teatro il comune di Gemona. A seguito di una serie di appostamenti è stato individuato in un campo di mais un impianto di uccellagione realizzato illecitamente. Il bracconiere, alle prese con un cardellino impigliato in una rete, ha tentato in un primo momento la fuga, poi, ci ha ripensato ritornando sui suoi passi. Già noto per fatti analoghi si è beccato un’altra denuncia per aver violato le norme in materia di protezione della fauna selvatica e per aver praticato l’uccellagione, catturato e detenuto avifauna protetta. Nell’impianto di cattura sono stati rinvenuti una cinciallegra e una cinciarella, e altri uccelli nella sua abitazione, senza anello o documentazione attestante la legittima provenienza. Le due operazioni sono solo le ultime di una serie di interventi della Polizia provinciale, portati a termine grazie alla costante presenza nelle zone più impervie del territorio. In particolare, nel corso dell’anno, sono stati effettuati 1.600 servizi di pattugliamento, di cui la gran parte finalizzati alla vigilanza faunistica e venatoria.

Carnia: «Panoramica da riaprire» tutti d’accordo

di Antonio Simeoli
La si può definire una sorta di rivoluzione Copernicana. Per anni, almeno sul fronte turistico, la Carnia è stata trainata dalla Regione o da manager illuminati; ora la Carnia alza la voce e chiede un’inversione di tendenza agli enti preposti anche in chiave turistica per rialzare la testa dopo un anno difficile. Ieri pomeriggio intorno alle 17 la giunta comunale del piccolo paesino di Comeglians ha approvato un ordine del giorno “pesante”. Si tratta di un piccolo Comune che però, garbatamente, alza la voce per chiedere in primis alla Regione di trasformare un suo gioiello finalmente in una risorsa per tutta la Carnia e non solo. Il gioello è noto, perchè se ne parla con continuità almeno dal 2011, da quando cioè, all’ultimo momento e facendo scoppiare furibonde polemiche, la tappa del Giro d’Italia che si concluse sullo Zoncolan evitò il Monte Crostis e la traversata della Panoramica delle vette per la bocciatura dei 7 spettacolari chilometri sterrati in quota da parte della giuria della corsa. Adesso, dopo tre anni in cui la Panoramica delle vette è stata presa d’assalto dai turisti di tutto Europa, proprio grazie alla “particolare” pubblicità arrivata dal Giro d’Italia, e soprattutto dopo un’estate in cui la strada è rimasta chiusa a causa di un piccolo smottamento, da Comeglians parte la richiesta di sistemare quei chilometri. Essenzialmente per due motivi. Il primo, il più importante. La Panoramica delle vette, e il monte Crostis, possono (e per Comeglians devono) rappresentare il fulcro dello sviluppo turistico della Carnia, terra considerata ancora incontaminata e per questo appetibile dai turisti di tutta Europa che proprio nella Panoramica, una strada a un passo dal cielo, vedono l’esaltazione di questo concetto. Il secondo, il più ambizioso, è quello di chiudere il cerchio apertosi nel 2011 portando, magari già nel 2016, una tappa della corsa rosa, il secondo avvenimento ciclistico del mondo, sul Crostis e sulla Panoramica delle Vette. Questa la sostanza dell’ordine del giorno approvato ieri da Comeglians, grazie all’intuizione del sindaco Flavio De Antoni. Ma l’odg non sarà l’unico. Perchè a questo se ne aggiungeranno nei prossimi giorni quelli di altri 16 Comuni della Carnia. Tutti uniti (finalmente) nel chiedere che la strada già dalla prossima estate possa essere messa in sicurezza e valorizzata. Eccola la rivoluzione Copernicana. Partita da Comeglians, il piccolo paesino con sopra una delle strade più belle d’europa. E le foto che si possono ammirare anche sul sito web del Messaggero Veneto ne sono solo una piccola dimostrazione.

Sauris: in primavera ponte chiuso 3 mesi e a Sauris si arriverà solo dal Pura

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di Gino Grillo.

La prossima primavera l’accesso al Comune di Sauris avverrà per il passo Pura. La popolazione è stata infatti informata sulla necessità di chiudere per due mesi e mezzo la strada provinciale che sale da Ampezzo per permettere la messa in sicurezza del ponte sul Lumiei, vera opera di ingegneria degli anni Trenta. L’incontro è avvenuto nel Kursaal alla presenza del sindaco Piero Gremese, del vicepresidente della Provincia Franco Mattiussi e dello staff tecnico di Palazzo Belgrado. L’investimento comporterà una spesa di un milione 500 mila euro. Si sono così illustrate le opere che prevedono due tipologie di intervento. Il primo interesserà il rifacimento della banchina che sarà allargata. «È il punto più pericoloso – è stato detto – in quanto le due fasce laterali stanno cedendo». «La Provincia – ha affermato il sindaco – ha dimostrato senso di responsabilità ascoltando e accettando le indicazioni dei presenti, in quanto la strada del Pura, unica alternativa verso il fondovalle, diventa difficoltosa per i camion, quelli del prosciuttificio Wolf, e per le corriere. Saranno posti in essere, da parte della Provincia, accorgimenti, quali orari condivisi di transito e semafori, per permettere a Sauris di vivere la propria vita di paese, tenendo conto delle esigenze del commercio e del turismo». I lavori verranno iniziati allo scioglimento della neve e saranno terminati per il mese di giugno. Il secondo intervento avverrà durante l’estate, ma sarà effettuato con la viabilità aperta in quanto si interverrà mediante funi sulle strutture delle arcate site sotto la carreggiata. «Dopo questo – ammette Gremese – rimane un ultimo punto nero, sul ponticello che precede il grande manufatto del 1930, dove sussiste il grosso movimento franoso di Nauledi». Ma per questo non si potrà contare sulla Provincia. «Occorrerà trovare i 2 milioni di finanziamento – chiude il sindaco – da altre parti».

Carnia: fiumi sotto controllo, aperti 10 cantieri in tutta la regione

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La presidente della Regione Debora Serracchiani, in qualità di Commissario straordinario per interventi di mitigazione del rischio idrogeologico, ha visitato ieri il cantiere per il ripristino della sicurezza nella sponda sinistra del torrente But, nella frazione di Cadunea. Si tratta del decimo cantiere avviato dalla nomina, a luglio, di Commissario per l’attuazione dell’accordo di programma per interventi urgenti di mitigazione del rischio idrogeologico. In questi mesi sono stati approvati i progetti esecutivi di dieci interventi di competenza del Servizio regionale difesa del suolo per complessivi 2 milioni 350 mila euro, tra i quali rientrano anche i lavori lungo il torrente But che hanno un importo di 400 mila euro. «Il nostro è un territorio particolarmente fragile, quindi essere riusciti a avviare ben dieci cantieri da luglio a oggi è un motivo d’orgoglio», ha commentato Serracchiani, rivolgendo un ringraziamento agli uffici della Regione. «Il But è un torrente particolarmente violento quando è in fase piena e nel suo alveo ci sono dei manufatti che risalgono a una trentina d’anni fa e che sono stati distrutti dalla forza della corrente. Nei pressi degli argini ci sono numerosi insediamenti urbani e metterli in sicurezza è dunque un’urgente esigenza. Oggi intervenire significa mettere in sicurezza questo territorio, i cittadini e rendere meno fragile il Friuli Venezia Giulia», ha ricordato Serracchiani. La presidente ha fatto un sopralluogo ai lavori assieme al direttore del Servizio difesa suolo, Giorgio Pocecco e al sindaco di Tolmezzo, Francesco Brollo. «Quando chiediamo attenzione al territorio – ha affermato Brollo – intendiamo proprio che vengano messe in sicurezza le potenziali situazioni a rischio. Una di queste è proprio quella idrogeologica. Questo è un intervento fondamentale che permette ai cittadini delle frazioni di Cadunea e Imponzo fino a Tolmezzo di dormire sonni tranquilli». L’intervento in atto consiste nel ripristino di sei dei dieci pennelli, strutture realizzate una trentina di anni fa in conglomerato cementizio e che svolgono un’importante funzione di difesa idraulica. I pennelli danneggiati sono in uno stato di dissesto a causa dell’aggressione da parte della corrente e per la presenza di vegetazione spontanea che nel tempo ne ha compromesso l’integrità e la tenuta. I nuovi pennelli saranno realizzati “a scogliera”, dunque con tipologia costruttiva più efficace, in pietra proveniente dalla cava di Pramosio. Sull’argine sono previsti sfalcio della vegetazione e taglio delle alberature spontanee.

Tolmezzo: “Filo dei sapori” ottima affluenza e promozione piena

di Gino Grillo

La prima edizione de “Il Filo dei Sapori” va in archivio incassando l’apprezzamento del pubblico e la soddisfazione degli operatori. La scelta di portare in piazza i prodotti agroalimentari tipici della Carnia è stata premiata dalla gente che anche ieri sin dalla mattinata è arrivata in massa nel capoluogo carnico. Tutti soddisfatti per una manifestazione che il sindaco della città Francesco Brollo non ha esitato a definire “astronave del gusto”. Un evento che ha riscosso un grande successo anche sotto il profilo social, con migliaia di contatti e visualizzazioni sia su Facebook che su Instagram. Ieri andavano in scena la rapa di Verzegnis, la spremitura di frutta al torchio, il cren, i sidri. Spazio speciale alla produzione casearia con dimostrazioni della lavorazione del latte e della produzione del formaggio e della ricotta. Soddisfazione è stata espressa dal commissario della Comunità montana della Carnia, organizzatrice assieme alla città carnica e all’Ersa della rassegna. «Abbiamo registrato una forte affluenza di pubblico, e dobbiamo sottolineare la grande la soddisfazione degli operatori che hanno partecipato alla kermesse». «Crediamo molto nei prodotti tipici e nell’agroalimentare – ha concluso Not – e ci stiamo impegnando per far conoscere questa filiera a chilometri zero». Dopo il tutto esaurito fatto registrare dalle tre serate di Show cooking, durante questo fine settimana le piazze di Tolmezzo sono state prese d’assalto da chi ha voluto avvicinarsi all’agroalimentare e alla gastronomia “made in Carnia”. Affollate anche le presentazioni delle aziende della zona, con centinaia di persone che hanno avuto la possibilità di assaggiare i piatti tipici preparati live dai ragazzi dell’Isis Linussio.

Alto Friuli: «Ecco come Carniacque eviterà il fallimento»

di Michela Zanutto.

«Carniacque non rischia il fallimento». È il presidente Fabrizio Luches a prendere la parola dopo il rincorrersi di voci funeste. «L’equilibrio economico complessivo è garantito dagli introiti derivanti dalla tariffa», rimarca l’avvocato Luches. Ma con alcuni distinguo. Perché «i debiti verso le amministrazioni vanno saldati». Infatti, da quei debiti matura quasi un milione di euro l’anno di ratei (a farla da padrona sono Tarvisio e Tolmezzo che gravano per 100 mila euro l’anno ciascuno). Per fermare l’emorragia si useranno i fondi destinati agli «interventi». E questo mette la società davanti a un bivio: vivacchiare verso l’inevitabile sbocco al gestore unico oppure rilanciare Carniacque nel senso di una multiutility affermata. La spa che gestisce il ciclo integrato dell’acqua per 36 comuni montani opera in un mercato regolamentato. Questo aspetto, più specifici contributi destinati alla copertura parziale degli investimenti, assicurano la sostenibilità aziendale nel tempo. «L’unico vero problema è il debito verso i soci stessi, derivante dai ratei dei mutui a suo tempo contratti dai Comuni per la realizzazione delle infrastrutture esistenti, la cui restituzione richiede, in assenza di finanziamenti bancari, l’utilizzo di risorse attualmente destinate agli interventi», precisa Luches. Ecco perché il cda ha informato i soci della situazione. Una mossa strategica che punta all’«assunzione delle determinazioni necessarie, tenendo ben presente che il mandato ricevuto è quello di mantenere e valorizzare la risorsa a beneficio della collettività locale, individuando nuove linee di sviluppo e proponendo alle autorità competenti l’adozione di sistemi diversificati che considerino le peculiarità delle reti in territorio montano e delle attività produttive ivi insediate, in particolare la filiera della carta e dell’agro-alimentare», ricorda Luches. Quando parla, il presidente ha bene in mente l’orizzonte in cui si muove la spa. «Le soluzioni sono due – spiega –: o decidiamo di adagiarci alla normativa vigente che, se confermata in sede di conversione, porta dritto al gestore unico. Quindi lavoriamo per fonderci in Cafc. Oppure – e questa è la proposta di Luches – rilanciamo la multiutility. Perché la normativa terrà conto delle peculiarità dell’area montana e quindi, dopo il recepimento della Regione, possiamo mantenere Carniacque e ampliarne i servizi. La spa ha infatti un oggetto sociale ampio, che va dalla gestione dei rifiuti all’illuminazione pubblica, fino alle manutenzioni». Carniacque ha chiuso gli ultimi due bilanci in attivo. «La situazione finanziaria della società è verificabile da tutti, non solo presso il Registro delle Imprese ma anche dal sito internet istituzionale, dove Carniacque pubblica i propri bilanci completi già dal 2005 – sottolinea Luches –: da tali documenti non è possibile ravvisare un’impresa in fallimento, ma piuttosto la necessità di intervenire strutturalmente per la compresenza di diversi fattori, alcuni derivanti da caratteristiche intrinseche dell’attività, come la necessità di forti investimenti infrastrutturali, altri da errate previsioni costitutive».

Alto Friuli: due giovani vite spezzate, due comunità in lutto e il male oscuro che colpisce la Carnia

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Due vittime quasi nello stesso giorno, due vite spezzate; quella di una giovane madre di Paularo e di una donna di Ovaro. Due comunità sotto choc e il male oscuro che torna a colpire le valli della Carnia.

Paularo:

di Cristian Rigo.

La comunità di Paularo è sotto choc. Una donna di 31 anni, da marzo madre per la seconda volta, è precipitata dal ponte che collega Paularo alla frazione di Dierico, un volo di circa 60 metri che non le ha dato scampo. Il suo corpo è stato recuperato poco prima delle 9 dalla squadra del nucleo speleo alpino fluviali (Saf) dei vigili del fuoco lungo il corso del torrente Chiarsò, a circa 700 metri di distanza dal punto in cui era caduta. E in pochi minuti la notizia della tragedia era sulla bocca di tutti. Le ricerche sono scattate dopo che il marito, svegliato dal pianto del bambino di sette mesi che dormiva in una stanza con la madre, si è accorto che la donna era uscita di casa nel cuore della notte allontanandosi con l’automobile. L’uomo ha iniziato a cercare la moglie andando su e giù per le strade di Paularo in compagnia del padre fino a quando, dopo le cinque, ha notato l’automobile sopra il ponte sul Chiarsò. Della donna nessuna traccia, ma all’interno della vettura c’erano il suo giubotto e le scarpe da ginnastica. A quel punto il marito ha chiesto aiuto alle forze dell’ordine: i vigili del fuoco, il soccorso alpino della Guardia di finanza, i volontari del Cnsas, i carabinieri, gli uomini della forestale e la polizia del commissariato di Tolmezzo che ha coordinato le indagini, hanno battuto palmo a palmo tutta la zona. I soccorritori hanno subito individuato il punto della caduta seguendo la scia di rami spezzati, ma il corpo della donna è stato individuato soltanto verso le 8.30 e poi recuperato. Per gli inquirenti non ci sono dubbi: si è trattato di un gesto estremo legato a un momento di difficoltà della donna. Il marito ha perso il lavoro da poco a causa della crisi, ma ha comunque trovato un impiego con i vaucher dei contratti di promozione sociale attivati dal Comune e insieme alla moglie poteva contare sul sostegno delle rispettive famiglie di origine. La tragedia quindi non sembra avere nulla a che fare con possibili difficoltà economiche. «In una comunità piccola come la nostra – ha commentato il primo cittadino di Paularo, Ottorino Faleschini – dove ci si conosce un po’ tutti, si vivono le emozioni degli altri come fossero le nostre, sia i momenti di gioia che quelli di dolore e questo fatto ci ha sconvolto tutti profondamente anche perché parliamo di una giovane madre cresciuta qui insieme al marito. Erano una coppia affiatata e molto intima. L’unica cosa che possiamo fare adesso è stare vicini alla famiglia».

Ovaro

di Gino Grillo
Una donna sulla cinquantina è stata trovata morta nei boschi della val Pesarina. Originaria di un paese della Carnia, viveva con il marito a Ovaro. Il suo corpo è stato trovato nei boschi prossimi a Sostasio. L’allarme è stato dato dal marito che nella tarda serata di mercoledì, non vedendola rientrare, ha scoperto un biglietto scritto lasciato in bella vista a casa: poche parole, che invitava i familiari e le autorità a non cercarla, a lasciarla andare incontro al suo destino. Si sono così subito mobilitati i carabinieri della stazione di Comeglians, mettendo in atto le operazioni di ricerca cui hanno preso parte anche volontari della Protezione civile e del soccorso alpino della Finanza e dei carabinieri di Tolmezzo, i volontari del Cnsas di Forni Avoltri. Ampia l’area delle ricerche, in quanto al donna si era allontanata con la propria automobile. Le ricerche, vane durante la notte, hanno ripreso ieri mattina. Verso mezzogiorno l’auto della donna, è stata appunto trovata in località Sostasio. A poche decine di metri dalla vettura è stato rinvenuto il cadavere, in un piccolo dirupo nei boschi. Nell’auto vi erano diversi flaconi di medicinali. Impossibile stabilire esattamente, al momento, l’ora del decesso, in quanto la serata di mercoledì e anche la giornata di ieri sono state caratterizzate da temperature molto basse. Ottenuto il nulla osta per la rimozione del corpo, la salma della donna è stata composta nella chiesa di Sostasio a disposizione della famiglia.

Alto Friuli: corriere e bus, rivoluzione al via ecco le novità del bando unico

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di Anna Buttazzoni.

Montagna. Maggiore qualità del servizio. Flessibilità per le linee e le fermate. Sono le priorità inserite nel primo bando europeo per il trasporto pubblico. La pubblicazione scatterà a giorni e assegnerà il compito di migliorare il trasporto via corriere e bus dei cittadini, ma anche marittimo. L’investimento è da capogiro, «vertiginoso» è l’aggettivo utilizzato dall’assessore Mariagrazia Santoro. Ben un miliardo e 300 milioni è il gruzzolo complessivo che sarà garantito per dieci anni a chi vincerà la gara. «Siamo alla settimana decisiva per il trasporto pubblico su gomma e marittimo. Abbiamo confermato l’importo, vertiginoso – dice Santoro –, di 1 miliardo 300 milioni, 130 milioni l’anno per dieci anni, che significa la scelta precisa di mantenere negli anni la qualità e i livelli di investimento sul tpl in modo costante e in controtendenza rispetto alle altre Regioni. E poi sono fondi della Regione, che servono anche a garantire un parco mezzi efficiente che è il più giovane d’Italia. Il 75 per cento del punteggio da assegnare è sulla qualità, mentre il 25 per il ribasso d’asta. Ci aspettiamo quindi progetti qualitativamente elevati, che garantiscano flessibilità al servizio e garanzie di migliore erogazione». Se oggi, insomma, c’è grande difficoltà per modificare una linea o una fermata, dal prossimo anno non sarà più così. In ogni settore, dai servizi per la scuola al turismo fino ai pendolari. «È una grande novità e va riconosciuto – spiega l’assessore – il grandissimo lavoro fatto dalla Direzione con un impegno extra ordinario». Il bando è stato costruito per l’intero territorio e servirà a coprire circa 40/41 milioni di chilometri. «È il primo in Regione come servizio unitario, per un bacino dal mare alla montagna e una regia unica regionale. Una delle novità – dice Santoro – sono i servizi per la montagna, che finora avevano una gara separata e che hanno linee “deboli” che spesso venivano messe in discussione. Un esempio su tutti è il collegamento con Lusevera. Bene. Ora è tutto all’interno del bando, che dovrà garantirà maggiore qualità e flessibilità». Santoro cita poi, con orgoglio, il protocollo d’intesa firmato con le sigle sindacali per il trasporto su gomma. «È il primo in Italia con cui si esplicita la stabilità degli attuali livelli occupazionali, perché – spiega l’assessore – il personale ora in forza agli attuali gestori viene trasferito ai nuovi gestori, mantenendo i diritti acquisiti su retribuzione, anzianità e profili professionali». A gestire il trasporto in Fvg potrebbe anche arrivare un grande gruppo europeo. Impossibile dire oggi chi possa essere interessato. Il cronoprogramma invece è certo. «Le buste saranno aperte a fine gennaio in seduta pubblica, quindi – assicura l’assessore – in primavera avremo i risultati. Ricorsi? Sono possibili, vista la cifra di rilievo». Chiusa la partita su gomma e marittimo si aprirà quella per il trasporto ferroviario. Il bando, sempre europeo, sarà pronto entro fine anno. E varrà 600 milioni per 15 anni.

Tolmezzo: ecco l’albergo diffuso camere nelle frazioni e pure in un’ex scuola

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di Tanja Ariis.

Parte un nuovo albergo diffuso in Carnia: è quello di Tolmezzo, il più atteso vista la cronica carenza di posti letto nel capoluogo carnico. È già pronto ad accogliere i turisti anche in vista della prossima stagione invernale. I suoi 83 posti letto, tutti nelle frazioni, sono stati ricavati in rustici, antiche abitazioni e un’ex scuola sapientemente restaurati per i turisti. L’offerta si somma a quella esistente dell’unico albergo in città (il quale, se arrivasse una corriera di turisti in città, non riuscirebbe da solo a far fronte alla richiesta) e di b&b e affittacamere. La parte del leone di questo Albergo diffuso la fa Fusea con 42 posti letto, ma ci sono appartamenti anche a Caneva, Casanova, Imponzo, Terzo e Illegio. La reception si trova in piazza XX Settembre nella “Corte del Romitorio”. È qui che sabato alle 15 sarà inaugurato l’albergo diffuso di Tolmezzo, su cui si iniziò a ragionare nel 2009 e a cui partecipano 10 privati e il Comune, che ha realizzato la reception e 14 posti letto nell’ex scuola elementare di Fusea. La Regione ha contribuito con 300 mila euro, il Comune con 100 mila e poi ci sono le risorse investite dai privati sui loro edifici. È stata costituita la società di gestione, e ora l’albergo diffuso è operativo, dotato anche di un proprio sito web (www.albergodiffusotolmezzo.it, dove è possibile prenotare, come pure sul sito di Turismo Fvg o allo 043341613/3318028383). La filosofia dell’albergo diffuso, nato a Comeglians, è rivalutare il territorio e il patrimonio edilizio esistente, trasformandoli in una risorsa anche economica per le comunità locali. La casa tradizionale è un elemento essenziale dell’offerta turistica e dà l’opportunità al turista di trascorrere la vacanza in libertà, immerso in borghi antichi, a contatto con la vita del paese e la natura, ma con la comodità di un coordinamento centrale tipico dell’albergo, con una reception unica sempre disponibile. L’assessore Michele Mizzaro sottolinea che l’albergo diffuso di Tolmezzo vuole essere una porta per la Carnia, una promozione del territorio che punta alla condivisione delle risorse. Mizzaro descrive come molto motivati i soci della società di gestione. «Gli alloggi poi – dice – sono molto belli, frutto di un restauro notevole. L’albergo diffuso è una presentazione del territorio al turista, implementa l’offerta turistica». Mizzaro ringrazia l’ex assessore Gianalberto Riolino per il puntuale lavoro svolto sull’albergo diffuso. Spiega anche che resta in piedi, con l’ok della Regione, il progetto di portare nella stessa location della reception anche l’ufficio di Turismo Fvg e Carnia Welcome, semplificando così la vita al turista. Ma vanno reperite le risorse.