Archivio tag: udine

Friuli: MA_KE COMMUNITY, giornata dell’economia solidale del Friuli Venezia Giulia

MA_KE COMMUNITY

Giornata dell’economia solidale del Friuli Venezia Giulia: fare comunità capaci di futuro

sabato 9 giugno 2018

Nel 2017 la Regione Friuli Venezia Giulia ha approvato la legge “Norme per la valorizzazione e la promozione dell’economia solidale” (L.R. n. 4/2017).

La legge prevede la Giornata dell’economia solidale, un momento di confronto e valutazione dello stato di avanzamento delle pratiche in atto e in particolare alla formazione delle comunità territoriali e delle filiere produttive, pilastri fondamentali su cui si poggia la legge stessa.

Per questa prima edizione, proponiamo il tema “Fare comunità capaci di futuro” poiché solo attraverso la (ri)costituzione di comunità è pensabile la formazione di filiere produttive di economia solidale basate su patti fra produttori e consumatori.

La giornata, organizzata dall’Associazione di Promozione Sociale proDES FVG, si articolerà in momenti di confronto sui temi della sussidiarietà e democrazia partecipativa, con seminari e laboratori, e da situazioni conviviali grazie alla presenza di stand di associazioni e produttori vicini ai principi condivisi dell’economia solidale.

Per questo motivo invitiamo a discutere insieme:

– tutti i cittadini, singoli o associati che hanno a cuore la cura del bene comune, a come formare nei loro territori le Assemblee di comunità (la legge ne identifica 18, in base alle attuali UTI);

– i produttori e consumatori responsabili a formare le principali filiere produttive (alimentazione, vestire, abitare, servizi di comunità).

 

La prima edizione della Giornata dell’Economia Solidale del Friuli Venezia Giulia si terrà sabato 9 giugno p.v. nella cornice del Parco di Sant’Osvaldo, presso gli stabili del DSM, a Udine in via Pozzuolo 330.

  Programma

09.30 – 10.00 – Sala riunioni DSM

Accoglienza

 

10.00 – 12.00 – Sala riunioni DSM

Sessione plenaria

Saluti della Regione

Benvenuto del DSM

Saluti e introduzione a cura di proDES FVG

“Fare Comunità capaci di futuro” – confronto tra Pasquale Bonasora (Direttivo Labsus) e Luigi Pellizzoni (Università di Pisa)

 11.30 – 12.30 – Sala riunioni DSM

Assemblee di comunità e filiere di economia solidale – introduzione ai gruppi di lavoro a cura di Stefano Carbone

12.30 – 14.30 – “Chiosco Al Parco”

Pranzo

 14.30 – 16.30 –

Gruppi di lavoro – a cura di proDES

La giornata sarà animata dalla presenza di stand e attività laboratoriali.

Evento Facebook https://www.facebook.com/events/373260523172020/

Vai al  sito

Per informazioni 

3395862605 Gianluca De Vido

Carnia: il Comune di Arta regala a Udine l’abete natalizio

 

http://www.simfvg.it/doc/loghi/arta_terme.jpg

(g.p. dal MV di oggi)

Il Comune di Arta Terme dona l’albero di Natale al capoluogo friulano. L’abete è stato tagliato nei boschi della Carnia, a pochi chilometri di distanza dall’Austria da dove, generalmente, arrivava l’albero natalizio. Lo scorso anno quel viaggio e soprattutto l’installazione del mega albero austriaco avevano richiesto un investimento di circa 6 mila euro, troppo per l’assessore alle Attività commerciali, Alessandro Venanzi, che quest’anno per evitare di dover versare questa cifra ha accettato il dono dei boscaioli carnici. L’abete arriverà nelle prossime settimane e sarà allestito in piazza Duomo. In piazza Libertà, invece, troverà spazio un boschetto composto da più abeti di dimensioni più piccole. Ma non è ancora tutto perché in tempo di crisi è tornato alla ribalta pure l’albero tecnologico quello che, nel 2008, rovinò il primo Natale alla debuttante giunta Honsell. Quell’intreccio di ferri pieno di luci è stato installato in via Pradamano al posto del consueto abete austriaco che, generalmente, veniva donato dagli austriaci. «Quest’anno – spiega il vicesindaco Carlo Giacomello -, per motivi di salute, la signora austriaca non ha potuto mantenere l’impegno e quindi abbiamo ripiegato sull’albero tecnologico». Il collega Venanzi, invece, ci tiene a sottolineare che la crisi ha tagliato anche i doni: «Installeremo un unico albero in piazza Duomo, mentre in piazza Libertà dove è più complicato arrivare con i mezzi, creeremo una sorta di boschetto con diversi abeti alcuni addobbati altri lasciati al naturale». Il programma approvato dalla giunta Honsell, da Natale all’Epifania, prevede un centinaio di eventi in città. Concerti, animazione per i bambini e i tradizionali fuochi d’artificio dal colle del castello, allieteranno le festività agli udinesi. Lo stesso per le luminarie che, grazie alla collaborazione della Confcommercio, sono state installate in decine di strade del centro storico. Stesso copione nelle periferie dove le iniziative non mancheranno.

Udine: anche il vice-sindaco di Comeglians tra gli indagati per gli appalti del data center dell’Ospedale

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/d/d5/Datacenter.jpg

di Cristian Rigo.

Gli appalti per la realizzazione del data center dell’ospedale sono stati tutti pilotati. Con accordi clandestini e mezzi fraudolenti due dipendenti del Santa Maria della Misericordia avrebbero infatti favorito la Vem Sistemi spa, ditta che, pur non avendo i requisiti previsti dalla legge, si è poi aggiudicata i lavori da oltre 400 mila euro per il cervellone dove confluiscono e vengono registrate tutte le attività dei sistemi informatici.
Il regista occulto che si cela dietro l’intera operazione sarebbe però la Schneider eletric Italia srl, il colosso specializzato nella gestione dell’energia. Questa almeno la ricostruzione dei carabinieri del Nas di Udine coordinati dal capitano Antonio Pisapia che hanno eseguito diverse perquisizioni sequestrando computer e altro materiale informatico.

 Nel registro degli indagati sono finiti due funzionari dell’Azienda ospedaliera Santa Maria della Misericordia: il direttore della Struttura operativa complessa Tecnologia dell’informazione e della comunicazione Piero Pascolo, 54 anni, che è anche vicesindaco a Comeglians, e Alessandro Gigante (51), di Codroipo, responsabile della Comunication Tecnology della stessa Soc. Insieme a loro sono accusati di turbata libertà degli incanti anche tre imprenditori: il legale rappresentante della Vem Sistemi spa di Forlì, Maurizio Camurani (54), l’unico accusato anche di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico per avere attestato falsamente il possesso dei requisiti per partecipare alla gara, e Franco Qualizza (52) di Nimis, rappresentante commerciale della Vem.

Continua a leggere sul sito del MV

Udine: Compagno e De Toni vs il “Decreto del (dis)Fare”

«Non possiamo raggiungere gli standard europei se si sottraggono risorse al finanziamento degli atenei: l’Università di Udine già da anni si trova a fare i conti con un grave sottofinanziamento statale», dicono Cristiana Compagno e il neo eletto Alberto Felice De Toni. Che criticano l’emendamento al cosiddetto decreto del fare approvato alla Camera nei giorni scorsi e relativo all’introduzione di un Programma nazionale per il sostegno degli studenti capaci e meritevoli.

«E’ grave andare a prelevare i finanziamenti per le borse di studio dalla quota premiale che gli atenei si sono faticosamente conquistati sulla base dei risultati della ricerca, della didattica e del trasferimento tecnologico».

L’emendamento in questione, che ha già ottenuto il parere contrario della Conferenza dei rettori delle università italiane (Crui), ha proposto di dedicare al diritto allo studio il 4 per cento (pari a 250 milioni di euro) della “quota premiale” del Fondo di funzionamento ordinario, ovvero la parte del finanziamento statale alle università che viene distribuita in base ai risultati ottenuti dagli atenei nella ricerca e nella didattica. Questi maggiori contributi sarebbero gestiti dalla Fondazione per il merito, introdotta dalla riforma Gelmini ma mai avviata concretamente.

continua a leggere sul sito del messaggero veneto

Friuli: Università, De Toni – Pascolo – Sechi candidati per il dopo Compagno

di Giacomina Pellizzari

Il conto alla rovescia per l’elezione del nuovo rettore dell’ateneo friulano è iniziato. Al momento, l’unico candidato è il già preside della facoltà di Ingegneria, Alberto Felice De Toni, il professore che cinque anni fa arrivò al ballottaggio con il rettore, Cristiana Compagno. «Finora ho ricevuto solo la candidatura del professor De Toni» conferma il decano dell’università, Livio Clemente Piccinini, ricordando che il termine ultimo scade il 26 aprile, alle 12, e il 15 maggio dopo la prima votazione. Dopodomani, invece, alle 16.30, nelle aule A e B del polo scientifico dei Rizzi, si terrà l’assemblea del corpo elettorale durante la quale i candidati presenteranno i loro programmi. Come detto, finora l’unica candidatura ufficializzata è quella di De Toni, ma a questa potrebbe, il condizione è d’obbligo, aggiungersi quella di Paolo Pascolo, il direttore del Cirf che ha già annunciato di voler tentare la corsa verso palazzo Florio. Appare scontata anche la candidatura del prorettore, Leonardo Sechi, il professore di Medicina che, stando alla tradizione accademica, dovrebbe ricevere il testimone dal rettore uscente. Fino a pochi giorni fa Sechi era molto indeciso, la passione per la sua professione lo bloccava non poco, ma secondo indiscrezioni il rettore Compagno l’avrebbe convinto ad accettare la sfida. La possibile rosa dei candidati comprende anche i nomi di un altro professore di Medicina, Silvio Brusaferro, e dei già preside di Lingue e di Agraria, Antonella Riem e Roberto Pinton. Non è escluso, insomma, che nuove candidatura possano essere ufficializzate nel corso dell’assemblea o addirittura a maggio visto che dopo la prima votazione si apre un’ulteriore finestra. Il decano fa notare, però, che il regolamento prevede anche candidature di professori provenienti da altri atenei italiani. I giochi sono aperti e le riflessioni pure visto che i problemi sul tappeto sono diversi: dallo storico sottofinanziamento dell’ateneo friulano si passa ai continui tagli dei fondi statali e nonostante ciò alla necessità di aumentare la qualità e l’internazionalizzazione dei corsi per confermare i primati già conquistati. A tutto ciò va aggiunto il dibattito sulla necessità o meno di rafforzare l’alleanza con l’università di Trieste. In prima convocazione, le votazioni si svolgeranno l’8 maggio, in seconda il 23 maggio e in terza il 30 maggio, sempre dalle 9 alle 18. Il 5 giugno seguirà l’eventuale ballottaggio. Il rettore viene eletto tra i docenti ordinari con un numero di anni di servizio almeno pari alla durata del mandato prima del collocamento a riposo.

Aldo Rossi: curtes, all’Angolo della Musica di Udine si presenta il nuovo CD “Miôr fale curte”

P1020194T

Sarà presentato il 13 aprile alle ore 18.00 (giorno della sua uscita) all’Angolo della musica di via Aquileia a Udine, il nuovo CD di Aldo Rossi “Miôr fale curte” un album (richiesto “a gran voce” dai membri dell’”Aldo Rossi Fan Club” presente su FB) che è contemporaneamente un greatest hits, una raccolta di bravi nuovi e un modo per festeggiare i quasi 10 anni di “curtes” del cantautore friulano-carnico.

Ricordiamo che Aldo Rossi persegue una produzione costante nel tempo di due diverse tipologie di album: i CD di “curtes” e i CD “concept”:

 

  • Le “Curtes” sono state definite come delle “istant song” (canzoni istantanee) sono brani scritti e registrati sul momento (per lo più a tema satirico ) e hanno come argomento un fatto politico, sociale o culturale accaduto in Friuli o di livello nazionale. E’ l’equivalente musicale  di un articolo di cronaca, un modo per stimolare un punto di vista alternativo sugli eventi di cui si parla. Due sono i CD di “Curtes” pubblicati da Aldo: “Miôr curte” cjançons in mancul di 3 minûts” (2006) e “Curtes, ghitaris e curtìs” (2009).
  • Gli album “Furlan” (2008) e il doppio CD “La vite e la muart” (2011) sono invece le produzioni “concept” di Aldo Rossi, la cui peculiarità è che i testi di tutte le canzoni afferiscono tutte al medesimo argomento: la friulanità in “Furlan” e canzoni di vita e di morte nel doppio “La vite e la muart”; quest’ultimo album è scaricabile anche da “iTunes”.

 

“Miôr fale curte”  è una produzione anticonvenzionale in tutti i sensi: dalla custodia del disco in metallo assolutamente riciclabile come porta CD multiplo e che potrebbe fare una bella figura in una libreria, ai 27 brani ufficiali previsti  che diventano magicamente 28 non appena il supporto  viene inserito in un lettore di CD (non sveliamo la sorpresa sul contenuto della ventottesima traccia). Oltre a questo ci sono 2 bonus Track (la prima e la ventisettesima che non sono delle curte in senso stretto) e all’interno c’è pure un “bonus adesivo” che può fare da copertina al CD o essere collocato dove meglio si crede.

Dei brani contenuti 4 sono inediti e gli altri rappresentano i maggiori successi delle curte in questi 10 anni: Meteo Triestin –  Tocai a si po’ – La fine del mondo – Back in Friûl – Il mâl dal madòn – Briciola di pane – Put a none – Frico – La famee, tutti brani che hanno come spunto eventi o notizie di costume del Friuli o a carattere nazionale. Come sempre Aldo Rossi ha curato personalmente la composizioni dei testi e delle musiche, l’arrangiamento, la registrazione e il missaggio dei brani fino al mastering finale.

Anche le scelte di pubblicazione vanno assolutamente controcorrente: si torna al supporto musicale del CD, ma vengono abbandonati gli store digitali come “iTunes” o “Zune”; le canzoni contenute bell’album invece, sono già ascoltabili da quasi due mesi sul nuovo recentissimo “Friulian Streaming Music Channel”, raggiungibile all’indirizzo www.aldorossi.eu. Un canale su cui è possibile ascoltare tutte le canzoni passate e recenti di Aldo Rossi in “streaming audio” direttamente sul PC, sul tablet o sul telefonino, una sorta di “Spotify” personale che permette a chi si abbona di poter ascoltare per 24 ore al giorno in anteprima assoluta, tutte le nuove canzoni di Aldo Rossi (con i relativi testi anche tradotti) man mano che vengono composte e registrate, oltre a numerose “chicche” come ad esempio molte versioni “acustiche” di brani famosi che non saranno mai pubblicate su CD. Per Aldo Rossi il futuro dell’audio si chiama “Streaming” e sul “Friulian Streaming Music Channel” il futuro è già cominciato.

Per tutto il resto l’appuntamento è il 13 aprile all’Angolo della musica a Udine con la presentazione del nuovo CD “Miôr fale curte”.

Friuli: tutti i candidati alle provinciali nei collegi di Tolmezzo, Paularo ed Ovaro

 

Alle 12 sono scaduti i termini per la presentazione delle liste e dei candidati alle elezioni amministrative del prossimo aprile.

Andranno al voto gli aventi diritto della provincia di Udine per rinnovae i vertici di Palazzo Belgrado e i cittadini di sette comuni in provincia di Pordenone e sei in quella di Udine (nessuno nell’Alto Friuli):

 

Candidato Presidente Ovaro Paularo Tolmezzo
       
Fontanini – PDL MARA BEORCHIA DANIELE DI GLERIA RENZO DE PRATO 
Fontanini – Lega Nord LORIS GALLO LORENZO LONGO ROBERTO PECOL
Fontanini – MAF MARZIO ADAMI CRISTINA FALESCHINI GIORGIO LODOLO
Fontanini – UDC MARCO REVELANT MARIO REVELANT RENATO FANELLI
Fontanini – Fratelli d’Italia CRISTINA BARITUSSIO LUIGI GONANO MARCO MAIERON
Lerussi – Scelta adesso GIANNA CIMENTI ROBERTA PESAMOSCA GIANNA CIMENTI
Lerussi – SEL PAOLO QUERINI CLAUDIO PELLIZZARI MARCO CRAIGHERO
Lerussi – PD ERICA GONANO LUCA SCRIGNARO PASQUALE D’AVOLIO
Lerussi -Sinistra MAURIZIO POLLACCI ANNARITA DE CONTI STEFANO NONINO
Brini – Un’altra Regione PETRA ZANIER PETRA ZANIER ALBERTO AGOSTINIS
Simeoni – Front Furlan ROBERTO FEDELE MIRCO ROSSI VINCENZO GIANNATTASIO
       

 

Udine: il Comune ha individuato le possibili sedi per accorpare gli uffici del Tribunale di Tolmezzo

di Luana de Francisco

L’ex sede Inpdap di via della Prefettura e quella dell’ex segreteria generale straordinaria per la ricostruzione del Friuli di via Vittorio Veneto: è a queste due ipotesi logistiche che Procura e Comune stanno lavorando, in vista del trasferimento a Udine del personale in servizio alla Procura e al tribunale di Tolmezzo. Intanto, gli uffici ministeriali hanno da poco partorito la proposta finale della pianta organica dei pm e dei giudici di tutti i nuovi circondari d’Italia. Ossia delle circoscrizioni che la recente riforma della “geografia giudiziaria” ha riperimetrato, prevenendo per il Friuli, appunto, la chiusura della sede carnica e il suo accorpamento a quella del capoluogo, insieme all’assorbimento delle sezioni distaccate di Cividale e Palmanova. Un ampliamento epocale e capace di creare un unico bacino d’utenza con più di mezzo milione di popolazione residente. Per un totale di 36 giudici e 16 sostituti procuratori. Le ipotesi al vaglio. Al lavoro da mesi alla ricerca di una soluzione all’esigenza di nuovi spazi imposta dall’accorpamento delle funzioni, palazzo D’Aronco ha dunque individuato nei due centralissimi edifici la possibile sede per gli uffici e il personale giudiziario in arrivo dal resto della provincia. Si tratta di immobili di proprietà di privati, che il Comune acquisterebbe o affitterebbe a spese proprie, in ottemperanza alla legge che pone a suo esclusivo carico l’onere dei costi relativi al “Trasferimento del servizio dei locali e dei mobili degli uffici giudiziari”. Corsa contro il tempo. Scelta la sede – sempre che il progetto, già discusso con i vertici della Procura, vada in porto -, scatta il problema della tempistica. Il cronoprogramma, in questo senso, non sembra concedere margini a ulteriori tentennamenti. La data “capestro” è quella del prossimo 13 settembre, cioè la ripresa dell’attività giudiziaria dopo la pausa estiva. Da qui ad allora, dunque, si tratterà di iniziare e completare tutte le operazioni relative all’adeguamento degli spazi interni, il posizionamento e la messa in funzione dei cavi di rete e delle linee telefoniche, la definizione dei relativi contratti e, naturalmente, il trasloco dei mobili e dell’enorme mole di documenti. Calendario alla mano, la Procura ha indicato nelle prossime festività pasquali il termine ultimo entro il quale passare dalle proposte ai fatti. I vantaggi per la città. Anche perchè, altrove, la macchina organizzativa si è già messa in moto. Alle sezioni staccate di Cividale e Palmanova, i giudici hanno cominciato a fissare i rinvii dei processi in corso indicando alle parti la sede del tribunale di Udine. E anche a Tolmezzo, stando a recenti contatti con i colleghi udinesi, la prassi potrebbe diventare a breve la stessa. Considerata la portata del cambiamento in atto, intanto, c’è già chi, tra i commercianti e gli esercenti udinesi, ha iniziato a interrogarsi sui benefici effetti che la concentrazione di così tante persone in centro – oltre a magistrati e cancellieri, anche avvocati, testimoni e tutti coloro che, per una ragione o per l’altra, hanno a che fare con i vari procedimenti giudiziari – promette di avere sull’economia della città. Oltre, va da sè, alla crescita in termini di prestigio. Pianta organica ampliata. Difficoltà e incognite a parte, i segnali giunti da Roma attraverso la bozza di Piano ministeriale di revisione delle piante organiche premiano le migliori aspettative. Rivisto sulla base del nuovo assetto territoriale e della popolazione in esso ricadente (salita, per effetto degli accorpamenti, a quota 534 mila 206 residenti), il circondario di Udine si è visto assegnare 16 pm e 36 giudici. Cioè esattamente quanto risulta dalla sommatoria dei magistrati già presenti nel capoluogo e dei colleghi in arrivo, con la sola riduzione di uno (l’attuale procuratore capo di Tolmezzo), che per ragioni di incompatibilità ha già presentato domanda per l’applicazione in altra sede. A uscire in qualche modo penalizzata dalla razionalizzazione è Pordenone, che a fronte dell’assorbimento del bacino di Portogruaro, ha guadagnato un solo giudice (da 18 a 19) e visto invariato il numero dei pm (8). Bene a Gorizia, dove la squadra dei giudici sale da 11 a 12 e quella dei pm resta a quota 6. Tagli significativi, invece, a Trieste, con 4 giudici e 1 pm in meno (rispettivamente da 25 a 21 e da 10 a 9). La proposta sarà discussa dall’Associazione nazionale magistrati in un incontro organizzato a Udine giovedì prossimo.

Udine: Festival della canzone Friulana, Mogol presidente della giuria

Sarà Mogol a presidere la giuria del Festival della canzone friulana. Sabato prossimo, al Giovanni da Udine, Giulio Rapetti, in arte Mogol, celeberrimo paroliere che ha fatto la storia della musica leggera italiana, anche (ma non solo) nello straordinario sodalizio con Lucio Battisti, consegnerà il Premio della critica dedicato al patron della rassegna, Bruno Sincerotto, recentemente scomparso. Nulla è lasciato al caso. Mogol è autore di un brano epocale, 29 settembre, la data in cui la giuria decreterà la canzone vincitrice del festival, organizzato dai Comuni dell’Aster Noi Cultura, guidati dal Comune di Manzano. «Annunciando la sua presenza – ha detto il direttore artistico Valter Sivilotti –, Mogol ha dimostrato di apprezzare il festival e per noi è motivo di grande orgoglio, perché dà alla nostra vetrina una dimensione nazionale e non solo locale». Diciotto cantanti e cantautori che hanno passato le selezioni. A scegliere le canzoni vincitrici (in palio 3 mila euro per la prima classificata, 2 mila per la seconda e mille per la terza e il Premio della critica intitolato a Bruno Sincerotto) una giuria composta da Nicola Cossar (Messaggero Veneto), William Cisilino (Arlef), Andrea Ioime (Il Friuli), Renato Miani (Conservatorio Jacopo Tomadini di Udine), Andrea Flego (Radio Capodistria), oltre che dal pubblico e dall’orchestra. La serata si prennuncia di bel livello artistico. I cantanti, infatti, sono tutti già affermati e durante l’estate, inoltre, hanno frequentato due laboratori estivi. Grazie all’intervento dei docenti Franca Drioli, William Cisilino e Valter Sivilotti, gli interpeti in gara hanno potuto affinare la tecnica vocale, linguistica e compositiva e insieme al docente Walter Mramor si sono concentrati sull’interpretazione scenica. In contemporanea, sempre in estate, si è svolto il festival Atôr Atôr, un’anteprima della serata del 29 settembre, che ha visto i corpi bandistici di Manzano, di Corno di Rosazzo e di Pradamano esibirsi in altrettanti concerti con un repertorio di canzoni tratte dall’edizione 2010 del festival. «Il festival rappresenta un esempio di valorizzazione – ha detto ieri alla presentazione udinese il presidente della Provincia, Pietro Fontanini – della nostra cultura». Con una visione nuova. Perché «permette di recuperare la tradizione – ha sottolineato l’assessore regionale all’istruzione, Roberto Molinaro – con un tocco di modernità». A «rilanciare nel 2010 il festival, che vanta una lunga storia con la prima edizione nel 1959, i Comuni che aderiscono all’Aster» – hanno tenuto a rimarcare il sindaco e l’assessore alla cultura di Manzano, rispettivamente Lidia Driutti e Antonio Tessaro. E Dario Zampa ne fa fatto un po’ di storia: «La rassegna nasce a Pradamano su idea della Scuele Libare Furlane e grazie all’impegno di esperti della lingua e delle tradizioni friulane come i professori Domenico Zanier, Tarcisio Todero e il maestro Mario Argante. Nel giro di pochi anni diventa la manifestazione musicale più importante di tutta la regione, tanto da richiamare non solo cantanti locali, ma anche protagonisti come Enzo Tortora, Wilma De Angelis, Enrico Montesano, Gino Bramieri, Cochi e Renato e tanti altri». Dalla nascita il festival ha contribuito a promuovere le tradizioni friulane, le storie degli emigranti, il senso dell’identità. E oggi sta al tempo con i tempi. Ricordate come mitiche le tre serate estive di spettacolo che si tenevano a villa Giacomelli di Pradamano. Nel 1977 la rassegna arriva al Palasport Primo Carnera di Udine per poter contenere tutto il pubblico, sempre più numeroso. L’ultima edizione al palazzetto è datata 1986. Nel 2010, come si è detto, il rilancio grazie all’interesse dell’Aster e dell’imprenditore Bruno Sincerotto.

Ed ecco gli artisti pronti a salire sul palco. I Carnicats con la canzone Agrima di Andrea De Candido, Chiara Di Gleria con Il cîl tal mâr di Nicoletta Lizzi e Maurizio Tatalo, Vanessa Di Bortolo con Il nestri timp (… e’l poeta strac) di Matteo Comar e Andrea Tomasin, Giulia Daici con la sua Tal cîl des acuilis, Franco Giordani con Prove a dîmi tu di Luigi Maieron, Maria Bertos con la sua Alc che nol è, Sara Simondi con Ven aiar di Cristina Mauro, Serena Finatti con la sua Da l’uman mateâ, Nicoletta Lizzi con la sua Sium sence reson, scritta insieme a Dario Di Lorenzo, Irene Dolzani con Musiche e je di Ennio Zampa e Giuliano Michelini, Aldo Rossi con la sua Strie, Annalisa Conte con Hacker garber di Stefano Moratto e Mauro Punteri, Eliana Cargnelutti con la sua Timp par dismenteâ, Laura Furci con Pinsîr di Ennio Zampa, Rocco Burtone con la sua Difindin il furlan, Claudia Grimaz con Dal balcon a ven binore di Luigi Maieron, Elsa Martin con la sua Sbilf e Stefano Fedele con la sua Nissun. I cantanti in gara saranno presentati da Dario Zampa e Marina Presello, con l’accompagnamento della FVG Mitteleuropa Orchestra e della East Cargo Band, con la direzione tecnica della Pregi di Renato Pontoni e la direzione artistica di Valter Sivilotti. La serata del 29 settembre è a ingresso libero, ma su prenotazione. Per assicurarsi un posto a sedere, è possibile chiamare il Comune di Manzano al numero 0432-938376 e 0432-754617 e quindi ritirare i biglietti direttamente in Comune negli orari di ufficio oppure direttamente a teatro entro le 20. Dalle 20 in poi, infatti, cadrà la prenotazione e i posti saranno assegnati alle persone in lista d’attesa.

Udine: “Uno per due” si paga la metà per la mostra della Casa Moderna

La formula per invogliare le coppie a visitare la fiera della Casa Moderna è quella del “Uno per due”. Presentando alle biglietterie il depliant promozionale, infatti, due persone entreranno con un unico biglietto. Spenderanno, insomma, 8 anziché 16 euro. «Lo scorso anno abbiamo registrato una leggera flessione di pubblico» ha ammesso la presidente di Udine e Gorizia fiere, Luisa De Marco, sottolineando il fatto che il costo del biglietto, rispetto alla passata edizione, è rimasto invariato. Lo stesso vale per il prezzo degli stand che, come detto, all’interno non supera gli 80 euro al metro quadrato. L’obiettivo insomma resta quello di fare squadra per invogliare i produttori e i rivenditori a investire sulla fiera. Da qui la costituzione del tavolo per il rilancio del settore casa-arredo-abitare al quale siedono, oltre alla presidente De Marco, Roberto De Martin di Federlegno, Andrea Cumini di Federmobili, Mauro Damiani dell’Unione artigiani, il presidente dell’associazione agenzie immobiliari, Lino Domini, l’amministratore delegato del Catas, Angelo Speranza, e il presidente di Asdi sedia, Giusto Murig. Ultimo, ma non per importanza, il responsabile delle relazioni istituzionali Friuladria-Credit-Agricole, Giovanni Lessio, la banca con sede a Pordenone che sponsorizza la fiera di Udine perché auspica in una fusione con l’ente fiera della Destra Tagliamento. «Tra i due poli stanno nascendo momenti di contatti e Friuladria li aiuterà a dialogare» ha assicurato Lessio nel definire «significativa» la presenza della banca, «questo significa – ha aggiunto – che l’istituto di credito crede al mondo delle fiere» e per questo auspica che tutti gli attori di Udine e di Pordenone si trovino attorno a un tavolo per definire i termini di una possibile collaborazione.