Archivio mensile:Novembre 2009

Kuusamo: Pittin nono in Coppa del mondo

di Bruno Tavosanis

Parte da Kuusamo l’opera di avvicinamento al podio di Alessandro Pittin. Ieri, nella seconda Gundersen di Coppa del Mondo di combinata nordica prevista in Finlandia, il diciannovenne di Cercivento ha conquistato uno splendido nono posto, suo secondo miglior risultato di sempre nella manifestazione.
      Una grande prova quella del finanziere, capace di recuperare quindici posizioni dopo il salto. Dal trampolino HS142, infatti, Pittin aveva chiuso ventiquattresimo con un balzo di 125 metri e un distacco dalla vetta di 1’29", con 51" guadagnati rispetto al giorno precedente, quando alla fine si piazzò diciannovesimo. Sui 10 km di fondo Alessandro ha trovato subito il treno giusto per andare a prendere gli inseguitori dell’imprendibile quintetto di testa.
      Il carnico è stato uno dei protagonisti di quel folto gruppo, portandosi in testa nella salita più impegnativa e guadagnando secondi su secondi. Poi ha tenuto bene nella seconda parte di gara, aumentando il ritmo nel finale e tagliando il traguardo nono, a meno di 1′ dal vincitore, il fenomenale finlandese Hannu Manninen. Curiosamente alle spalle di Pittin si è piazzato il tedesco Rydzek, classe ’91, secondo nella stessa prova ai Mondiali Juniores di Strbske Pleso, dominati dal friulano con due titoli.
      Il risultato di ieri giunge inatteso, perché la squadra italiana non si era praticamente allenata su un trampolino innevato e quindi Pittin, Bresadola e Bauer partivano svantaggiati rispetto agli avversari. La grande prova di Alessandro conferma ancora una volta le sue grandi qualità e ribadisce la convinzione che già in questa stagione possa puntare ad un podio, magari già nel prossimo fine settimana a Lillehammer, che ha sostituito nei giorni scorsi l’altra località norvegese di Trondheim. Anche in questo caso ci saranno due prove Gundersen (di fatto dalla passata stagione le sole previste: ovvero un solo salto e poi 10 km di fondo), alle quali parteciperà pure il tarvisiano Giuseppe Michielli, assente a Kuusamo.
      I tecnici azzurri, avendo tre posti a disposizione, hanno deciso di concedere una chance a testa ai loro ragazzi, con l’ovvia eccezione di Pittin, che il posto fisso ce l’avrà per ancora moltissimi anni.

Friuli: il maltempo del 30/11/09

Oltre cento millimetri di pioggia sono caduti nelle ultime sei ore nel Pordenonese e nell’Alto Friuli dove, stamani, una frana ha interrotto la strada regionale 52 ‘della Carnia’. I comuni di Forni di Sotto e Forni di Sopra (Udine) non sono raggiungibili da Tolmezzo (Udine), mentre allagamenti sono segnalati in alcune frazioni e nella chiesa del paese . Oltre che nella zona di Froni di Sotto (93 millimetri) – si e’ saputo dalla Protezione civile regionale – piogge abbondanti si sono abbattute nella zona di Claut (da 93 a 104 millimetri). La Protezione civile regionale – ha riferito l’assessore regionale, Riccardo Riccardi – e’ in stato di pre-allerta in tutta la regione, mentre squadre comunali sono gia’ al lavoro a Forni di Sotto, Tramonti di Sotto, Socchieve, Sutrio e Grado (Gorizia) dove alcune zone del centro storico sono allagate per effetto dell’acqua alta.

In considerazione della frana che sta bloccando la strada regionale 52 all’altezza di località Auza, la SAF ha organizzato due distinti servizi di bus-navetta tra Tolmezzo e Forni di Sotto e Forni di Sotto-Forni di Sopra. Mezzi e personale di Protezione civile aiutano le persone a superare l’area di frana.

Secondo le previsioni meteo comunicate dalla Protezione civile regionale, per le prossime 8 ore le precipitazioni si dovrebbero mantenere sugli attuali livelli. Tra le 18.00 e le 20.00, in conseguenza del passaggio di un altro fronte temporalesco, le piogge sembrano destinate ad intensificarsi.

La 52 “Carnica”, in gestione a FVG Strade, è stata chiusa  poco prima delle ore 10.00 in corrispondenza del Km. 45+100 in località Ponte Auza in comune di Forni di Sotto. La circolazione stradale viene deviata come di seguito descritta, segnala la stessa FVG Strade.

PER LA CORRENTE DI TRAFFICO DIRETTA DA VILLA SANTINA-AMPEZZO VERSO FORNI DI SOTTO: deviazione al Km. 19+518 della 52 a Villa Santina lungo la SR 355 per  Sappada-S.Stefano di Cadore-Lorenzago di Cadore-Passo Mauria-Forni di Sopra- Forni di Sotto.

PER LA CORRENTE DI TRAFFICO DIRETTA DA FORNI DI SOTTO VERSO AMPEZZO-VILLA SANTINA: deviazione per Forni di Sopra-Passo Mauria-Lorenzago di Cadore-S.Stefano di Cadore-Sappada-Villa Santina.

A seguito della chiusura per frana della strada regionale 52 “della Carnia” non sono raggiungibili da Tolmezzo le località di Forni di Sotto e Forni di Sopra. Si registra sul territorio del Comune di Forni di Sotto, a causa di violente piogge, come informa la Protezione civile regionale, una frana in località Sant’Antonio mentre nella frazione di Vico
si segnalano alcuni allagamenti, tra cui uno alla locale chiesa. Una decina di volontari di Protezione civile sono già all’opera.

Nelle ultime 6 ore, sottolinea l’assessore alla Protezione civile Riccardo Riccardi, che sta seguendo con attenzione la situazione
in atto nella montagna friulana, sono caduti oltre 104 millimetri di pioggia in località Casera Pradut e, sempre nell’Alto Pordenonese, 102,6 millimetri di pioggia a Claut.

A Forni di Sotto la pioggia caduta supera i 93 millimetri, sempre nelle ultime sei ore.

Gorizia: il comune stanzia fondi per i disoccupati


Il Comune è l’Ente pubblico più vicino ai cittadini, molto di più della Provincia o della Regione. E’ quindi abbastanza normale che anche in presenza di grossi problemi di cassa, i Comuni si attivino per stare vicino a quei concittadini maggiormente toccati dalla crisi economica. Quindi uno stanziamento di complessivi 50 mila euro è stato previsto dalla giunta comunale di Gorizia per i cittadini che hanno perso il posto di lavoro. I lavoratori in cassa integrazione e mobilità – informa una nota – potranno accedere a un contributo una tantum di 350 euro, che sale a 600 euro per i nuclei familiari i cui componenti non beneficiano degli ammortizzatori sociali. Altri 50 euro saranno riconosciuti per ogni familiare a carico del richiedente, residente a Gorizia almeno dal primo gennaio 2007.

Potranno usufruire del contributo i residenti nel territorio comunale che abbiano sub¡to la perdita delle entrate da attività lavorativa – dipendente o autonoma – a partire da gennaio 2008, che siano in possesso di Isee non superiore a 30 mila euro e che non abbiano un patrimonio mobiliare superiore ai 20 mila euro

Trieste: il vincitore del Premio Asteroide 2009


E’ First Squad-The Moment of Truth, del giapponese Yoshiharu Ashino, il vincitore del Premio Asteroide, assegnato ieri sera, alla chiusura della decima edizione di science+fiction, festival internazionale di fantascienza di Trieste, al miglior lungometraggio in concorso . ”Il film e’ un’opera di animazione globale realizzata tra Russia, Giappone e Canada – spiega la motivazione della Giuria,presieduta dallo scrittore Bruce Sterling – di cui va apprezzata la freschezza, l’intelligenza e l’inventiva”. Una menzione speciale ha meritato il film svedese Metropia di Tarik Saleh. Per quanto riguarda l’assegnazione del Melies d’Argento, la Nomination – indispensabile per accedere al Concorso europeo che decretera’ il vincitore del Melies d’Oro alla prossima edizione del Festival del film fantastico di Sitges – e’ andata al film The Children di Tom Shankland.

Udine: Del Savio contesta l’Università per le figure di assistente e infermiere veterinario


«Fate credere agli studenti che potranno diventare assistente veterinario e infermiere veterinario, figure che non esistono, non sono proprio riconosciute dal ministero. State continuando a illudere gli studenti». Lo ha affermato il presidente dell’ordine dei veterinari di Udine, Renato Del Savio, incontrando i vertici della facoltà di medicina veterinaria dell’Università friulana.
 Dal MV di oggi

«Noi abbiamo contestato fin dall’inizio la nascita di questa facoltà – ha ricordato Del Savio, dopo che gli erano state illustrate le novità nel piano didattico delle lauree triennali e magistrali – perchè è una realtà anomala. Voi stessi mi state dimostrando che i laureati in medicina veterinaria al massimo potranno iscriversi all’albo degli agronomi e, forse, a quello dei biologi. Ma di veterinario in tutto questo non c’è nulla».
Del Savio ha invitato a creare una struttura, tipo un dipartimento di scienze animali dedicato alla ricerca nel campo veterinario, all’interno della facoltà di agraria, che possa aspirare a diventare un’eccellenza di portata internazionale, vista la vicinanza con la Slovenia e l’ex Jugoslavia.
Tutti dubbi e perplessità avanzati da del Savio assieme ad altri veterinari della provincia, in occasione dell’incontro convocato dai vertici della facoltà di medicina veterinaria al polo dei Rizzi per illustrare le novità nel piano didattico delle lauree triennali e magistrali.
«Che cosa c’è di veterinaria in tutto questo?», ha domandato il presidente al termine dell’illustrazione da parte del preside della facoltà del progetto della nuova didattica che si articolerà in due corsi di laurea triennale (oltre alla triennale di biotecnologia sono stati definiti i curricula in scienze animali e assistente veterinario) e in due corsi di laurea specialistica (scienze della nutrizione che, teoricamente, permette l’iscrizione all’ordine degli agronomi, e agrozootecnia che potrebbe far accedere all’albo dei biologi). «In questo modo continuate ad illudere gli studenti che si iscrivono a questi corsi di laurea pensando di poter diventare esattamente quello che proponete loro, quando, invece, la realtà lavorativa è assai diversa».
Sull’assenza del mondo produttivo all’incontro (allevatori in primis) Del Savio è stato altrettanto duro. «Mi stupisco ancora, nel constare la mancanza di questi rappresentanti che dovrebbero dirci prima di tutto alla facoltà di quali figure professionali necessitano, altrimenti significa che non sono interessati ai profili professionali che qui dentro state preparando». E ha aggiunto: «Non potete pensare di mantenere in piedi la struttura accademica soltanto in funzione di logiche interne di sussistenza».
La ricetta dell’Ordine passa attraverso il ripensamento della formazione e l’allargamento del mercato (in vista di un proiettamento all’esterno dei prodotti regionali e della capacità di attrarre studenti stranieri). «Troviamoci – conclude Del Savio – con gli allevatori e domandiamo quali esigenze hanno: la realtà parla di situazioni di pesante crisi, di chiusure in varie parti d’Italia di veterinaria, di un mercato saturo, di cancellazioni dall’Ordine di decine e decine di veterinari che cambiano lavoro».

Friuli: per Monai grave aver privatizzato l’acqua,

Dal MV di oggi

«L’attuale scelta impostaci dal Governo italiano ha uno storico precedente: uno dei primi atti dopo il golpe del generale cileno Pinochet – absit iniuria verbis – è stata proprio la privatizzazione dell’acqua…». Cominmcia così la replica del parlamentare dell’Idv, Carlo Monai, all’intervento dell’europarlamentare, Giovanni Collino, che difendeva la liberalizzione dell’acqua con l’approvazione del decreto Ronchi.
Sul bene acqua, sulla sua disponibilità, sull’accesso universale, discute e si interroga il mondo da anni. Per l’acqua – argomenta Monai – si fanno le guerre. «Archiviarne rapidamente la sua privatizzazione, come ha fatto il Governo blindando il decreto Ronchi con il voto di fiducia che ha zittito il dibattito alla Camera, non è accettabile. In linea di massima – insiste – è auspicabile una maggiore concorrenza nei servizi pubblici locali, e non tanto per adempiere ad un “obbligo comunitario”, come argomentato dal Governo, posto che è proprio l’Ue a prevedere la liceità degli affidamenti diretti».
Per Monai, il problema dell’acqua privatizzata, semmai, è quello di averla equiparata ad altri beni di consumo, «con una disciplina univoca dei servizi pubblici locali che hanno, in realtà, notevoli specificità di settore, e in cui l’introduzione di spinte concorrenziali in una logica di mercato non si traduce sempre in un vantaggio per il cittadino. Questa eccezione è proprio rinvenibile nell’acqua: non è una questione ideologica, ma se qualcuno mette sul tavolo la concorrenza, cioè la dinamica fra una pluralità di operatori, e il mercato, non si può tacere sul fatto che le spinte liberalizzatrici disegnate da questo Governo nei servizi pubblici locali attuano delle vere e proprie privatizzazioni tout court, che prevedono solo onori, e non oneri, per le imprese private».
Per Monai, la riforma sarebbe stata più credibile se fosse stata affiancata da una disciplina sulla regolazione economica. «Questa riforma – insiste – non risolve i problemi dell’acqua: gli acquedotti sono monopoli naturali, parlare di liberalizzazione, imporre persino la privatizzazione del servizio, non garantisce affatto miglioramenti per l’utenza. Oltretutto, privatizzare una risorsa essenziale per la vita umana, quindi coessenziale ad un diritto fondamentale dell’uomo, e quindi così strategica, può essere rischioso. Quello dell’acqua, delle risorse idriche, è un settore vulnerabile: anche quando ci sono regole – ma la riforma del Governo ancora non le prevede – e non sono i privati a stabilire le tariffe, il loro lucro può conseguire dall’abbattimento dei costi del servizio o dalla selezione degli interventi più remunerativi, cui spesso si associa lo scadimento della qualità del sistema e la marginalizzazione delle potenziali utenze meno fruttuose. Senza contare i fortissimi interessi delle lobby delle multinazionali».

Tricesimo: è Friulano l’italiano ferito in Russia nello scontro tra treni

L’italiano rimasto ferito nell’incidente ferroviario del Nievski Express si chiama Armando Noacco, 58 anni, e è in buone condizioni, anche se ha subito la frattura del bacino, Armando Noacco, l’italiano rimasto coinvolto nell’incidente ferroviario del Nievski Express . Lo ha riferito all’ANSA il genero dell’uomo, Fabio Battoia,che ha parlato con lui al telefono dall’ospedale Valdaj di Novgorod. Battoia collabora all’azienda di Noacco, a Tricesimo (Udine), specializzata nell’esportazione di mobili e cucine. ”Sta abbastanza bene – ha affermato Battoia – anche se lamenta forti dolori. Lo sta seguendo il Console d’Italia e domani – ha aggiunto – dovrebbe venire trasferito all’Ospedale di San Pietroburgo”.

Nimis: convention in Friuli per le Città del vino


di CLAUDIO FABBRO

Hanno scelto il Friuli e in particolare Nimis, patria del passito Docg Ramandolo, i vertici nazionali delle Città del vino, per fare il punto sui problemi dl settore e individuare, assieme a luminari della scienza dell’ alimentazione e dintorni, le strategie per ridare dignità a un prodotto da troppo tempo demonizzato a causa di tanta disinformazione e proliferazione di iniziative – frutto di teoremi e risposte preconfezionate ad arte – che stanno devastando decenni di buon lavoro dei nostri viticoltori. Il coordinamento delle Città del vino Fvg organizza pertanto oggi, alle 10.30, un incontro sulla “Guida al bere consapevole” nella sala conferenze “Centro Antonio Comelli” in piazza XIXX settembre a Nimis. Tra gli argomenti trattati al convegno, che avrò l’onore di introdurre e moderare, il rapporto tra alcol e giovani e il valore culturale del vino, le normative nazionali ed europee, le proposte di legge in materia di prevenzione e lotta all’alcolismo, il ruolo strategico della filiera vitivinicola nel promuovere l’educazione al bere responsabile. Dopo il saluti del primo cittadino di Nimis, Danilo Gervasi, e del sindaco di Buttrio, Tiziano Venturini, coordinatore Città del vino Fvg, introdurrà i relatori: Gianpaolo Pioli, sindaco di Suvereto e presidente nazionale delle Città del vino. Alberto Bertelli, ricercatore presso il dipartimento di Morfologia umana e scienze biomediche dell’università di Milano e presidente della commissione “Vino e salute” dell’Oiv, nonché membro della consulta nazionale sull’alcol e sui problemi alcol-correlati del ministero del Lavoro, parlerà di “Alcol: uso e abuso, proibizionismo e prevenzione. Cosa fermenta in Italia e in Europa tra proposte di legge e campagne educative”. Francesco Orlandi, docente di Epidemiologia clinica nella scuola di specializzazione in gastroenterologia dell’università di Ancona e di Vino e salute nel corso interuniversitario specialistico di Scienze viticole ed enologiche dell’università di Torino, anche responsabile del settore Vino e salute per l’Accademia italiana della vite e del vino, relazionerà su “Il vino è moderazione: considerazioni di un clinico”. Dopo il dibattito, le conclusioni saranno affidate all’assessore regionale alle Risorse agricole, naturali e forestali Claudio Violino. Oltre agli amministratori delle Città del vino e ai vignaioli, sono stati invitati a intervenire sindaci, amministratori locali, parlamentari di Friuli Venezia Giulia e Veneto, organizzazioni e associazioni di categoria, Forze dell’ordine e quanti hanno a cuore questi temi. La memoria corre a un altro importante convegno scientifico al 35º Vinitaly di Verona, 5 aprile 2001, sul tema: “Vino e salute”, anche il vino bianco fa bene. I relatori furono Luigi Soini, direttore della Cantina produttori Cormòns promotrice dell’iniziativa, la dottoressa Ursula Fradera della Deutsche Weinakademie, la professoressa Conte dell’università Modena, il professor Bertelli dell’università di Milano e il professor Ronca dell’università di Pisa. I dati scientifici dello studio furono poi resi noti ufficialmente alla conferenza internazionale “Alcohol and wine in health and disease”, tenutasi negli Usa a Palo Alto, California, dal 26 al 29 aprile 2001. La ricerca fu resa possibile grazie al finanziamento della Comunità montana del Collio e della tedesca Dwa Deutsche Weinakademie. «In questi ultimi anni – osservarono i relatori – abbiamo sentito parlare più volte degli effetti benefici del vino, al di fuori dell’effetto alcol. Questa ricerca ha permesso di riscontrare che l’acido caffeico e il tirosolo (presenti anche nell’olio d’oliva) sono tra i principali protagonisti degli effetti benefici del vino bianco. Questi elementi sono stati riscontrati esaminando 5 vini bianchi tedeschi (Riesling, Germania) e tre vini bianchi dei Friuli (Tocai Friulano, Verduzzo Friulano e “Vendemmia Tardiva”, le cui uve sono state prodotte e vinificate con processo particolare dalla Cantina produttori Cormòns. Si è riscontrato che ambedue le sostanze sono dei potenti antiossidanti anche in piccolissime dosi e sono in grado di ridurre e modulare la qualità e quantità di pro-infiammatori, detti citochine, in molti casi responsabili di malattie quali l’artrite reumatoide e l’osteoporosi. Tali esperimenti confermano che anche per il vino bianco un moderato consumo può avere effetti benefici sulla salute, confermando così l’appartenenza a pieno titolo del vino bianco alla dieta mediterranea.

Friuli: Iacop e Marsilio vs “Mole il bevi”

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vignetta di Matteo Storti

di Enzo Marsilio e Franco Iacop

 La campagna "Mole il bevi" adottata dalla Provincia di Udine va a colpire soprattutto il prodotto vino facendo leva sull’immagine abusata e fuorviante dello stereotipo friulano-alcolista e beone che avrà fatto la fortuna di qualche comico e che non corrisponde di certo al grado di civiltà e dei veri valori del popolo friulano.
      E’ sicuramente utile, soprattutto se rivolta alle nuove generazioni, una campagna sul bere consapevole e intelligente che, invece di proibire, educhi al consumo moderato e consapevole di prodotti di qualità, soprattutto locali (e in particolare del vino) e denunci i pericoli del cosiddetto "binge drinking" (nel quale i veri protagonisti sono soprattutto superalcolici e cocktail) oggi di moda tra i giovani, cioè della vera piaga sociale che deve essere combattuta. La campagna che si vuole fare sortisce l’effetto di rendere ancora più drammatici i contorni di una crisi che colpisce in maniera pesante l’intero settore vitivinicolo.
      Mentre l’onorevole Fontanini intende tappezzare l’intero territorio con gigantografie proibizioniste in Regione i suoi compagni di partito, i consiglieri regionali della Lega Nord, si fanno promotori di un’iniziativa (mozione n. 34 del 25.09.2009) sull’innalzamento dei tassi alcolimetrici riguardo la guida in stato di ebbrezza.
      Come al solito l’unica realtà evidenziata resta l’incoerenza. Non sono importanti obiettivi e progetti mentre la “destra” non sa cosa fa la “sinistra”, conta di più seguire a tutti i costi il consenso e per farlo non si esita ad abusare delle armi persuasive e fuorvianti degli spot pubblicitari.

Povoletto: il ponte di Salt a rischio?


foto da friuliveneziagiulia.info

Il Fronte friulano per Povoletto ha scritto all’assessorato regionale ai Lavori pubblici, al presidente della Provincia Pietro Fontanini e al sindaco di Povoletto per segnalare «la condizione di grave precarietà in cui versa il vecchio ponte di Salt di Povoletto» e sollecitare un intervento per salvare la vecchia infrastruttura.
      «Il ponte – scrive Flaviano Clochiatti alle autorità – che è stato abbandonato circa 30 anni fa dopo lo spostamento della viabilità provinciale, ci risulta essere di proprietà del Demanio regionale e pur non assolvendo attualmente alcuna funzione di transito, meriterebbe di essere mantenuto in efficienza per concretizzare un collegamento ciclo pedonale interno all’area del Parco del Torre tra i Comuni di Povoletto ed Udine». L’idea, quindi, sarebbe quella di riutilizzarlo per le bici e i pedoni.
      Secondo Clochiatti «l’incuria a cui è stato lasciato presuppone il suo crollo entro le prossime imminenti piene del torrente che finiranno di erodere le fondamenta del pilone e della spalletta ora già pesantemente compromessi». Per questo il Fronte friulano auspica «un rapido interessamento delle Autorità preposte onde evitare un danno come quello già avvenuto una decina di anni or sono sul ponte nuovo, danno che per disinteresse o per lungaggini burocratiche è costato ai cittadini parecchie migliaia di euro. Salvare il ponte vecchio sarebbe un atto di sensibilità nei confronti di una vestigia ormai storica per Salt e Godia e una mossa intelligente per risparmiare futuri costi enormi sulla realizzazione del collegamento ciclabile tra i due paesi».