Archivio mensile:Luglio 2009

Forni di Sopra: la birra al gusto di bosco di Gino Perissutti

Una birra al gusto di bosco, aromatizzata con aghi di pino silvestre e gemme di pino mugo. E pure certificata. La birra di Gino Perissutti è infatti la prima birra al mondo ad essere certificata dal Pefc, l’associazione internazionale che promuove la gestione sostenibile delle foreste. E così la pizzeria albergo “Colon” di Forni di Sopra, da 40 anni punto di riferimento per gli amanti della birra in Carnia, tra un po’ inizierà anche a mettere sul mercato la birra al sapore di bosco.
Già, perché dopo aver girato mezza Europa alla ricerca delle migliori birre (in pizzeria si poteva scegliere tra più di 150 tipi provenienti principalmente dai Paesi dell’Est e del Nord Europa) e aver frequentato un corso all’università di Udine che gli ha permesso di conseguire il patentino di mastro birraio, Gino Perissutti ha iniziato a fare la sua, di birra. E ovviamente ha scelto una birra che potesse raccontare la sua Carnia. «Volevo legare la birra al territorio – racconta – e così ho pensato di utilizzare gli alberi». Insieme al luppolo e al malto Perissutti ha iniziato a utilizzare piccoli frutti, rami di pini e abeti per aromatizzare i suoi prodotti. E così nel suo piccolo laboratorio annesso al locale («il più piccolo del Friuli – assicura – considerato che produco al massimo 400 litri al giorno e in un anno non supero i 300 ettolitri») è nata la birra al gusto di bosco. «Ha un retrogusto resinoso e balsamico molto sfumato – racconta il mastro birraio della Carnia –. All’inizio la proponevo solo alla spina ai clienti affezionati, dallo scorso inverno ho iniziato a venderla anche in bottiglia e adesso la distribuirò tramite corriere».
Quella di Forni si Sopra sarà la prima birra al mondo certificata secondo lo schema internazionale Pefc per la certificazione forestale che porta il bollino della Aqa Certificazioni dell’Istituto agrario di San Michele all’Adige, prestigioso centro trentino di ricerca e didattica.
A livello internazionale è l’unica birra aromatizzata con prodotti forestali non legnosi. Tre sono le referenze di cui possono fregiarsi queste birre: hanno denominazioni molto originali, quali Haraban, Ulysses, Hopfelia, rientrano tra le birre ad alta fermentazione, quindi del gruppo ale, infine derivano da una tradizione medioevale presente nel mondo anglossassone: quando le birre non avevano una ricetta fissa e la materia prima doveva essere prontamente disponibile, per eseguire le varie aromatizzazioni durante il processo brassicolo, il mastro birraio si affidava infatti ad erbe e bacche presenti nelle praterie, nelle paludi e nei boschi delle lande scozzesi. Per la sua birra invece Perissutti sfrutta i boschi del parco naturale delle Dolomiti friulane.

Comunità Montane: la protesta a Tolmezzo il 06 Ago 09 con un Giro … Tondo


Dopo che  nella riunione di giovedì, l’esecutivo Regionale presieduto da Renzo Tondo ha nominato i commissari straordinari delle Comunità montane del Friuli VG  parte la prima protesta ufficiale e non poteva essere altro che in Carnia. Il comitato promotore composto da Pasquale d’Avolio e Massimo Peresson, ha indetto una manifestazione intitolata

DIAMO UN FUTURO ALLA SPERANZA
LA CARNIA NON TACE
 
Il commissariamento della Comunità montana della Carnia da parte della Giunta regionale (Presidente Tondo) in vista di una sua soppressione è un insulto alla democrazia di un popolo, che ha fatto della autonomia e dell’autodeterminazione una sua bandiera sin dalla Repubblica libera del 1944 e ancora prima.
Non accettiamo che un proconsole mandato da Trieste decida per noi.
 
Rispondiamo pacificamente a questa sfida per la DIGNITA’ DELLA CARNIA con un
 
GIRO…..TONDO
 
 
GIOVEDI’ 6 AGOSTO 2009
Alle ore 18
 
Nel piazzale della Comunità montana in
Via Carnia Libera 1944
 
 
Tutti i cittadini sono invitati a partecipare
 
I promotori
Massimo Peresson, consigliere provinciale di Udine
Pasquale D’Avolio, consigliere comunale di Paularo

Udine: Friuli Doc vietata agli esercenti


La kermesse di settembre sarà più friulana e anche più "astemia". E, stavolta, le leggi comunitarie non c’entrano nulla. Se la Regione ha assicurato che nelle sagre e nelle feste come Friuli Doc sarà possibile somministrare vino e birra in aree pubbliche , nonostante l’entrata in vigore della legge nazionale che recepisce la norma comunitaria del 2008, il Comune ha comunque inteso mettere in atto «misure – come si legge nella nota di Palazzo – per contenere gli abusi di sostanze alcoliche che hanno caratterizzato le ultime edizioni». Già da questo Friuli Doc 2009, in programma a settembre, all’esterno dei locali pubblici sarà vietata la spillatura della birra, la mescita di vino e di bevande, oltre alla manipolazione di alimenti.
      «Non è proibizionismo – ha assicurato il primo cittadino Furio Honsell -. Chi vuole promuovere i prodotti tipici lo potrà fare, ma gli esercizi commerciali potranno occupare il suolo pubblico solo per garantire maggiore spazio all’accoglienza, non per mescere alcolici. Per fare un esempio, se uno vorrà promuovere la birra locale lo potrà fare nell’apposito stand, come se vorrà promuovere i nostri vini, ma spillare birra generica fuori dai bar non fa parte di Friuli Doc. Puntiamo a promuovere i prodotti locali».
      Il vicesindaco Enzo Martines ha spiegato che, come si sa, «quest’anno non ci saranno ospiti stranieri: vogliamo riportare alle origini alcuni aspetti di questa manifestazione. Per Friuli Doc gli esercenti di Udine potranno chiedere l’ampliamento dell’occupazione di suolo pubblico, se ce l’hanno già, o chiedere l’occupazione di suolo pubblico per l’occasione. Ma fuori dai locali non sarà permessa la spillatura della birra e la mescita di vino e bevande: daremo il via libera a maggiori spazi solo per sistemare tavolini e sedie. Questo servirà a ingentilire l’iniziativa».
      Il sindaco ha assicurato che anche quest’anno sarà riproposta, per la gioia dei bambini dei centri vacanze, la notte in castello organizzata dalla Protezione civile per vedere le stelle cadenti agostane.

Le associazioni di categoria hanno già detto che si opporranno alla decisione in tutte le sedi e pare non abbiano nessuna intenzione di ritirare le bancarelle esterne ai locali. Starin a viodi!

Cividale: arriva la bandiera arancione del Touring

Il Touring Club Italiano ha assegnato al Comune di Cividale del Friuli (Udine) la Bandiera Arancione, il marchio di qualita’ turistico-ambientale che viene conferito a centri con un’offerta di eccellenza ed un alto standard nell’accoglienza. La Bandiera Arancione – la prima assegnata in Friuli Venezia Giulia – ha validita’ biennale ed e’ subordinata al mantenimento nel tempo degli standard di qualita’ definiti dal Club. L’iniziativa e’ stata promossa e sostenuta dal Consorzio per la Tutela dei Vini Doc dei Colli Orientali del Friuli. Venerdi’ 31 luglio il marchio sara’ presentato a Cividale del Friuli.

Gradisca: raduno annuale e dibattito su emigrazione e media


Gradisca d’Isonzo sarà lo sfondo sul quale si svolgerà l’appuntamento più importante dell’anno per quanto riguarda l’incontro tra i corregionali all’estero: sabato 1 e domenica 2 agosto Ente Friuli nel Mondo organizza, nella città fortificata, la sesta convention e l’Incontro annuale dei friulani nel mondo.  Sono oltre 1.500 le persone attese nella cittadina isontina, pronte a condividere un programma di incontri che va ben oltre la semplice convivialità. «Il momento decisamente più importante – ha sottolineato Giorgio Santuz presidente di Friuli nel Mondo – sarà sabato 1 agosto, quando ci troveremo a confrontarci su un tema cruciale per il futuro delle relazioni della nostra regione con il resto del pianeta: Comunicazione, Mass Media, Giornalisti e identità friulana nel mondo». Questo il titolo della VI convention alla quale parteciperanno, accanto all’assessore regionale Roberto Molinaro, il rettore dell’Università di Udine Cristiana Compagno, il sindaco di Gradisca d’Isonzo Franco Tommasini, Silvano Bertossi consigliere nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e Domenico De Sossi, presidente della Fusie, la Federazione Unitaria Stampa Italiana all’Estero.
      La Convention sarà animata dal confronto fra giornalisti stranieri di origine friulana (Victor Juan Braidot dall’Agentina, Paolo Canciani dal Canada, Nicolae Luca dalla Romania, Antonio Volpe Pasini dagli Stati Uniti), Bruno Pizzul in rappresentanza dei giornalisti italiani, e molti altri professionisti della stampa nazionale. La serata del sabato sarà dedicata alla cultura con un concerto offerto dalla Provincia di Gorizia alla cittadinanza di Gradisca d’Isonzo e ai friulani raccoltisi in città per questa importante occasione. Alle 21 presso il Nuovo Teatro Comunale infatti ci sarà il concerto del cantautore carnico Luigi Maieron intitolato “Radici in viaggio. A passo d’uomo fra musica e poesia”.
      Domenica 2 agosto sarà un’occasione per incontrare centinaia e centinaia di friulani provenienti da tutto il mondo, che si riuniranno a Gradisca d’Isonzo per confermare l’attaccamento alla loro terra e alla friulanità. A partire dalle 10.30 avrà inizio l’Incontro annuale dei Friulani nel mondo, partecipata occasione d’incontro, di confronto e di convivialità. Dopo il corteo con l’accompagnamento della Banda “San Paolino” di Aquileia, la deposizione di una corona ai caduti in ricordo di tutti i friulani morti nel mondo, ci sarà la messa celebrata nella Chiesa dell’Addolorata accompagnata dal Coro Vocale di Farra d’Isonzo che eseguirà la messa in friulano di Cecilia Seghizzi.
      Alle 11.45 ci sarà l’esibizione del Gruppo Folkloristico “Danzerini di Lucinico alla quale seguiranno gli interventi di saluto. Saranno presenti il presidente della Regione Renzo Tondo, Edouard Ballaman presidente del Consiglio Regionale, Pietro Fontanini presidente della Provincia di Udine, Enrico Gherghetta presidente della Provincia di Gorizia.

Friuli: lL’associazione Ari approva il piano per la previsione dei terremoti di Renzo Rossi

L’Ari, associazione dei radioamatori italiani, ha approvato il progetto per la realizzazione di una rete di monitoraggio dei precursori sismici elettromagnatici a livello nazionale ideato e proposto da Riccardo Rossi di Pozzuolo, responsabile e attuale coordinatore della “Rete sismica sperimentale del Friuli”.
      «Sono stati approvati quattro piani tra quelli presentati – spiega Rossi -; quello proposto dalla Fesn si è piazzato al terzo posto. Il nostro progetto sarà finanziato con una quota dei fondi dell’8 per mille destinati all’Ari nazionale. Sabato e domenica raggiungerò Parma per parlare con un altro radioamatore che sta stendendo un suo progetto, sempre legato ai precursori sismici. L’obiettivo dell’incontro è quello di realizzare una collaborazione». La Fesn è la prima rete sperimentale amatoriale europea, nata a seguito della tragica esperienza del terremoto friulano del ’76. Il fondatore e primo operatore ufficiale a costituire una propria stazione sismica è stato il direttore della rete, Giovanni Rotta, a seguito di una visita alla Psn americana (Public Seismic Network) coordinata dal progettista elettronico Larry Cochrane. Dalla sua abitazione, in Val Resia, Rotta ha iniziato, nel ’98, a rilevare i tracciati grazie ai costi divenuti accessibili a seguito dell’avvento del computer e di attrezzature elettroniche in grado di effettuare il “datalogger” ovvero la registrazione in continuo dei dati sismici. Le apparecchiature elettroniche necessarie sono state fatte pervenire all’epoca dagli Usa, dalla stessa Public Seismic Network. Successivamente, a seguito di contatti con altri appassionati residenti in varie zone del Friuli, è stato possibile costituire una piccola rete amatoriale e ampliare il sistema grazie a ulteriori contatti con appassionati.
      Attualmente la Fesn può contare su 9 stazioni dislocate sia in regione che nei pressi dei suoi confini. La Fens è affiancata nel suo cammino da una consorella denominata Iesn, cioè la “Rete sismica sperimentale Italiana”, nata successivamente alla prima esperienza tutta friulana. Tra i progetti l’installazione in regione di una rete di monitoraggio dell’attività elettromagnetica a bassa frequenza potenzialmente in grado di contenere segnali di origine sismica.
      «Lo studio – spiega Riccardo Rossi – si basa su precedenti indagini effettuate in prima battuta in Russia, poi diffuse in altre località da molti scienziati con diversi approcci. In Italia, il compianto professor Mognaschi dell’Università di Pavia è riuscito a dimostrare che la roccia, sottoposta a forti pressioni, è in grado di generare segnali elettromagnetici». Tra le recenti misurazioni anche quella di domenica scorsa, a Pian del Consiglio: «Mediante un rivelatore a scintillazione abbiamo registrato circa 90 scariche dovute al gas radon (particelle alfa) in tre minuti cronometrati. È solo un valore di partenza ma che potrebbe tornare utile in futuro per molte altre cose che si possono progettare».

Pordenone: assembramenti vietati in un’area della città


La sicurezza o le problematiche sulla sicurezza non hanno colore politico e questa è la volta del sindaco di Pordenone che non ha esitato ad emettere un’ordinanza piuttosto forte.  La decisione è sperimentale ed è previsto l’arresto per chi sgarra

Assembramenti vietati nel centro di Pordenone, anche se a fermarsi per strada sono solo due persone che pero’ urlano, hanno atteggiamenti aggressivi o anche solo limitano la liberta’ degli altri cittadini. A stabilirlo e’ un’ordinanza del sindaco della citta’ friulana, Sergio Bolzonello che ha disposto una serie di misure per il decoro urbano e la fruibilita’ di un’area del centro cittadino compresa fra piazza Costantini, via don Stuzo, via Rovereto e piazzale Duca d’Aosta. Nella zona – secondo le proteste delle famiglie che vi abitano – si era creata una situazione difficile a causa della presenza, sia di giorno, sia di notte, di gruppetti di persone, per lo piu’ giovani, che vi sostavano, spesso per ore, bevendo alcolici, imbrattando muri, strade e marciapiedi, urlando o infastidendo i passanti. L’ordinanza di Bolzonello vieta lo stazionamento e l’assembramento di persone che non consentono la fruizione degli spazi pubblici da parte di altri cittadini; vieta il consumo di bevande alcoliche in luoghi pubblici sia di giorno, sia di notte, ad eccezione degli spazi riservati agli esercizi pubblici; e, piu’ in generale, dispone il diveto di tutti i comportamenti che determinino il degrado dell’area e ne compromettano il senso di sicurezza. L’ordinanza prevede multe da 25 a 500 euro ed e’ applicata in via sperimentale fino al prossimo 31 dicembre.

Udine: la Provincia non fara’ piu’ parte dell’Uncem

Se mai ce ne fosse stato bisogno, ecco che la Provincia di Udine fa capire quanto fosse un "mors tua vita mea" la chiusura delle Comunità Montane. In pratica con la decisione di oggi, la Provincia di Udine non fara’ piu’ parte dell’Uncem, l’Unione nazionale Comuni Comunita’ enti montani. Francamente non se ne capisceil perchè    e questa  si spiega solo con la considerazione che la Provincia vuole la chiusura delle Comunità fondamentalmente per poter avere più funzioni e quindi poter sopravvivere come ente. La decisione – informa una nota – e’ stata presa oggi all’unanimita’ dal Consiglio provinciale. ”La Provincia – ha detto il presidente, Pietro Fontanini – aderi’ a questa associazione nel 1952. A distanza di oltre mezzo secolo si impone un cambiamento: alla luce della legge regionale 1 del 2006, infatti, sono gli enti di area vasta a rappresentare l’area montana. Recedere da questa organizzazione, a livello regionale e nazionale, comportera’ per questa amministrazione un risparmio annuo pari a circa 6 mila euro”. ”Un’altra motivazione – ha spiegato Fontanini – e’ legata al fatto che la Provincia non vi puo’ aderire in quanto ha dimensioni e ruoli diversi dalle comunita’ montane e dai Comuni”. ”Il problema delle Comunita’ montane – ha continuato Fontanini – e’ un problema di tutto lo Stato: si tratta di istituzioni che hanno fatto il loro tempo”

Paularo: cordoglio per la scomparsa tragica di Denis Valesio

Un alpinista carnico – il meccanico Denis Valesio, di 50 anni, di Paularo (Udine) – è morto per un malore mentre scalava il Grossglockner, la montagna più alta dell’Austria (3.798 metri).

Valesio, che era componente del Soccorso Alpino di Forni Avoltri (Udine) e caposquadra a Paularo, si è sentito male mentre si trovava nei pressi di un rifugio a circa 2.800 metri di quota sul versante sud del Grossglockner, al confine fra Carinzia, Tirolo e Salisburghese.

I quattro compagni con i quali stava scalando la montagna hanno tentato di soccorrerlo e un medico, giunto sul posto, ha anche tentato di rianimarlo. La salma è stata trasportata a Lienz, in attesa del trasferimento in Italia

Friuli: sagre a rischio an – alcolismo


Viene veramente da chiedersi "ma i nostri parlamentari a Roma, cosa fanno?" Dov’erano mentre il provvedimento Europeo veniva ratificato, cosa che ci mette nella bella situazione di mettere in piedi delle sagre o feste del tutto "analcoliche"?

Vino e birra banditi dalle sagre e dalle altre feste tradizionali organizzate su “suolo pubblico”. A cominciare da Friuli Doc. Non si tratta di uno scherzo, ma dell’ultima trovata dei legislatori. Quelli europei, in agguato contro i danni derivanti dal consumo di alcol. Il divieto, di portata devastante se si considera la miriade di iniziative già in programma su tutto il territorio, entrerà in vigore da mercoledì.

Da quel giorno, in altre parole, anche nella nostra regione non sarà più possibile vendere o somministrare bevande alcoliche su aree e spazi pubblici che non siano di pertinenza di ristoranti, bar e negozi. Qualche esempio, tanto per interderci. Nei chioschi e nelle bancarelle ambulanti, allestiti di volta in volta fuori dallo stadio, alle fiere paesane e nelle località di mare, il consumo di un panino, di un piatto di salsicce e polenta, di un frico e di altre specialità culinarie locali non potrà più essere accompagnato da un bicchiere di vino o di birra. Neppure uno. A meno, s’intende, di non portarselo direttamente da casa.

Stesso discorso per le tante e più o meno grandi manifestazioni organizzate da enti pubblici, associazioni sportive o di volontariato, ma anche enti religiosi e partiti politici. Comprese quelle caratterizzate proprio da un’impronta “enogastronomica”. Le più numerose, in una terra di vini come la nostra: da Friuli Doc ad Aria di Festa e da Itinerannia a La via dei sapori, senza contare l’infinità di sagre che, dall’inizio alla fine dell’estate, anima le serate dei paesi di tutta la regione, dal mare alla montagna.

Sulla carta, lo stop alla somministrazione di bevande alcoliche è atteso per mercoledì. Nei fatti, però, il provvedimento potrebbe diventare esecutivo soltanto in autunno, salvando in tal modo, almeno per quest’anno, tutti gli appuntamenti già in calendario. A ritardare l’entrata in vigore della legge comunitaria, la n. 88/2009 pensata e votata «per disincentivare la vendita illecita su aree pubbliche di bevande alcoliche e ridurne così i danni sull’o rganismo», potrebbero essere i tempi tecnici necessari a fare passare le correzioni al testo che il Parlamento italiano ha proposto, quasi in una corsa contro il tempo, dopo averla approvata a fine giugno in maniera evidentemente troppo frettolosa.

E, forse, dimenticando che la somministrazione di bevande alcoliche è già vietata per legge a chi non sia titolare di apposita licenza di pubblica sicurezza. Fino ad allora, comunque, il rischio è di rimanere paralizzati tra la certezza di una norma già passata, con tanto di divieti e relative sanzioni per i trasgressori (si va da 4 a 30 mila euro), e l’incertezza delle modifiche che tutti, dalle categorie degli esercenti (peraltro ulteriormente penalizzati visto il periodo di crisi economica) al popolo delle sagre, attende di vedere passare.