Archivio mensile:Ottobre 2008

Treppo Grande: morto Alessandro Zanin, musicista e commercialista

Tommaso Cerno dal MV di oggi.
Il suo sogno da professionista l’aveva realizzato aprendo quello studio di commercialista in pieno centro a Udine dove lavorava ormai dal 2003. Ma il sogno di Alessandro Zanin si è infranto troppo presto , ieri pomeriggio, quando il male incurabile che l’aveva colpito qualche mese fa, se l’è portato via a soli 37 anni anni, appena compiuti lo scorso 16 ottobre. Una malattia senza speranza, che aveva aggredito Alessandro alla fine di aprile, quando i sintomi si erano manifestati all’improvviso, in una giornata di primavera, trasformando per sempre la sua vita. E lasciando, dopo pochi mesi, soltanto una flebile speranza, che si è spenta definitivamente ieri poco dopo le 15 all’ospedale di Udine.
La comunità di Vendoglio, la frazione di Treppo Grande dove Alessandro era nato nel 1971, così come gli amici e i colleghi di lavoro, moltissimi a Udine, si è stretta attorno alla famiglia Zanin, a mamma Arieda e a papà Severino, con il fratello minore Cristian; e alla compagna Maria Chiara Russo che con Alessandro condivideva tutto da otto anni. Una famiglia forte e unita che ha lottato sempre al suo fianco, da quel maledetto giorno di aprile quando tutto era cominciato. E che non si è mai arresa, nemmeno quando le diagnosi della medicina non sembravano più dare speranza.
Originario delle colline attorno a Colloredo, la vita di Alessandro Zanin era stata sempre divisa fra il suo paese d’origine, che amava, e la città di Udine, dove aveva studiato prima al liceo scientifico Giovanni Marinelli poi all’università degli studi, laureandosi brillantemente nel 1996 in scienze economiche e bancarie. E, in pochissimo tempo, superando anche l’ultimo scalino che lo divideva dal suo sogno di professionista, l’esame di Stato che aveva passato senza fatica e che gli aveva permesso di cominciare, giovanissimo, la carriera di commercialista.
E così, dopo il tirocinio e le prime attività, Zanin aveva tentato il grande salto. Ed era riuscito ad aprire uno studio professionale in proprio, nel centro di Udine, in via Mantica, a pochi passi dalla sede dell’università. Lì era impegnato, giorno e notte, nel suo lavoro. Da qualche anno si era trasferito a Udine, spostando la residenza poco lontano dallo studio professionale. Poi la terribile diagnosi. E la lunga, dura lotta per vincere la malattia, combattuta con la stessa riservatezza che l’aveva sempre caratterizzato. Scrupoloso, preciso fin nei dettagli fin dai tempi della scuola, gentile con i clienti, con cui aveva rapporti molto cordiali e che seguiva sempre anche fuori dall’orario di ufficio: così lo ricordano i colleghi commercialisti friulani, colpiti ieri dal lutto.
Ma Alessandro coltivava anche un’altra grande passione: quella per la musica e per la chitarra, il suo strumento preferito, che suonava fin da bambino e che mille volte l’aveva accompagnato nella vita, nella gioia e nel dolore. Musicista di talento, aveva deciso di non tentare la carriera professionistica, proprio per la voglia di lavorare come commercialista. Ma ieri il saluto ad Alessandro è arrivato anche da tanti circoli e musicisti friulani che lo conoscevano, oltre che da amici della politica, delle professioni e dei blog, che gli hanno dedicato pagine web per dirgli addio.
I funerali si svolgeranno venerdì pomeriggio alle 15.30 nella chiesa del Redentore, in via Mantica 27, a Udine.

Friuli: 28/10/08 pre-allerta meteo della Protezione Civile

La protezione civile regionale ha diramato alle unità presenti sul territorio il seguente sms: "Aggiornamento Meteo: peggioramento prossime 48 ore su Friuli Venezia Giulia piogge intense nella notte tra 28 e 29/10 specie su prealpi. Scirocco forte, possibili mareggiate. Si raccomanda massima vigilanza sul territorio". Questo messaggio segue  quello diramato ieri: 

Pre-allerta : Meteorologica
Zone interessate: –  Regione: FRIULI – VENEZIA GIULIA
Da pomeriggio 28/10 e per successive 48 ore su Friuli Venezia Giulia piogge abbondanti, localmente anche intense. Su costa scirocco forte, possibili mareggiate. Si raccomanda massima vigilanza sul territorio

Legge Gelmini: applicata in Carnia e Val Canale avrebbe effetti devastanti

E’ chiaro che è ancora presto e che i nostri massimi rappresentanti regionali hanno già espresso tutta la loro contrarietà al provvedimento: ma la simulazione degli effetti che la legge Gelmini sul territorio montano della regione, è roba da far tremare i polsi.   Ariis dal MV di oggi

I primi dati sul numero degli allievi per l’anno scolastico 2008-2009 nelle scuole primarie della Carnia e della Val Canale-Canal del Ferro fanno tremare, soprattutto in vista della riforma Gelmini. La bozza di piano programmatico non ammette infatti, almeno per ora, in zona montana classi di scuola primaria con meno 12 alunni.
Dal prospetto, fornito nei giorni scorsi a Tolmezzo dall’ufficio scolastico regionale a dirigenti scolastici e presidenti delle comunità montane dell’Alto Friuli, riferito all’anno scolastico 2008/2009, emerge che solo 5 scuole primarie su 24 in Carnia (i dati non riguardano Tolmezzo), avrebbero almeno 60 alunni, altre 19 dai 6 ai 52 alunni (8 scuole non raggiungerebbero le 2 classi, 3 le 3 classi).
A rischio anche molte scuole dell’infanzia: 5 non hanno i numeri minimi, 7 li hanno appena. Intanto giovedì, alle 15, nella Comunità montana della Carnia, ente da cui è stato organizzato, l’incontro tra i dirigenti scolastici degli istituti comprensivi della Carnia ed i presidenti delle associazioni intercomunali locali sulle possibili ripercussioni della riforma Gelmini sull’assetto delle scuole materne, elementari e medie della Carnia.
Seguirà un confronto serrato a livello locale e quindi il tavolo di lavoro per studiare e proporre soluzioni consone al contesto montano e condivise dal territorio. Ciò prima dell’approvazione dei decreti attuativi della Gelmini, così da poter far pesare, in qualche misura, le istanze ed esigenze della scuola montana.
Entro la prima metà di novembre si terrà anche l’incontro con i dirigenti degli istituti superiori organizzato dalle comunità montane della Carnia e del Gemonese, Val Canale, Canal del Ferro con la Provincia di Udine. Anche in questo caso, a stretto giro, seguirà un tavolo di lavoro per avanzare una proposta congiunta dell’Alto Friuli. Sui riflessi invece della formula Gelmini sulle scuole superiori l’incontro che riguarderà tutto l’Alto Friuli ed il gemonese si terrà probabilmente l’8 o il 10 novembre. Il presidente della Comunità Montana del Gemonese, Val Canale, Canal del Ferro durante la riunione organizzata giovedì scorso dalla Provincia aveva detto: «Sono preoccupato per i plessi, rischiamo una falcidia incredibile soprattutto in montagna, se non ci attiviamo subito. Dobbiamo fare pressione perché la Regione tenga conto della diversa condizione delle realtà montane. Le scelte devono saper essere razionali e tutelare la montagna».
Anche il presidente della Comunità Montana della Carnia, Lino Not, molto preoccupato, dice: «I plessi nei nostri paesi sono punti di riferimento di vita formativa e sociale. La loro chiusura è un segnale negativo per la gente che vive in montagna e va valutata caso per caso con delicatezza e attenzione».

Regione FVG: nasce il fondo di garanzia per le piccole imprese

Fondo di garanziaUn nuovo strumento a sostegno delle piccole medie e imprese: è il nuovo fondo di garanzia per le pmi, che verrà prossimamente istituito dalla Regione nell’ambito del Frie (il Fondo di rotazione per iniziative economiche). Il fondo avrà una consistenza iniziale di 10 milioni di euro.

L’iniziativa è stata presentata dal vicepresidente e assessore regionale alle Attività produttive Luca Ciriani nel corso di un incontro oggi a Trieste con i rappresentanti degli istituti di credito che operano in Friuli Venezia Giulia. Alla riunione erano presenti anche l’amministratore delegato di Friulia Federico Marescotti e i consiglieri regionali Gaetano Valenti e Maurizio Franz.
Il confronto ha portato alla decisione di costituire un tavolo tecnico tra Regione, banche e Confidi per elaborare il regolamento del fondo, che disciplini criteri, modalità e importi massimi di concessione delle garanzie. Il tavolo tecnico, inoltre, si propone di individuare procedure condivise, semplici e rapide.

“In questo momento di difficoltà è importante dare tutti assieme un segnale di fiducia agli operatori economici del Friuli Venezia Giulia”, ha commentato Ciriani che ha sottolineato il duplice obiettivo del provvedimento: favorire l’accesso al credito delle imprese  e abbassare i tassi di interesse.

La costituzione del Fondo sarà inserita sotto forma di emendamento nel disegno di legge sul commercio, all’esame dell’aula giovedì. Una soluzione adottata per accelerare i tempi (aspettando la Finanziaria regionale, il Fondo sarebbe stato operativo da febbraio del prossimo anno).

Moria delle api: le aziende tentano di far ritirare il dercreto sulla sospensione dei neonicotinoidi

In queste settimane alcune aziende produttrici di sementi per il mais stanno diffondendo comunicati e volantini agli agricoltori, nei quali si chiede agli stessi di fare pressione sulla Regione e sulle associazioni agricole di rappresentanza affinché si arrivi al ritiro del Decreto del Ministero della Salute che ha sospeso in via cautelativa l’utilizzo dei neonicotinoidi per la concia delle sementi.

Tali sostanze sono state sospese in via precauzionale, perché ritenute responsabili dei numerosi casi di moria delle api, prevalentemente nelle Regioni del Nord Italia (Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e altre).

“La Regione Piemonte è stata tra le prime, sin dalle prime avvisaglie, a farsi carico del problema della moria di api – spiega l’Assessore regionale all’Agricoltura Mino Taricco – Le analisi scientifiche, affidate all’Istituto Zooprofilattico su campioni prelevati secondo un protocollo formale approvato dalla Sanità, hanno accertato che i neonicotinoidi sono tra i principali responsabili della morte di migliaia di api, fenomeno che, oltre a danneggiare direttamente gli apicoltori, rappresenta una minaccia per l’ecosistema. Le api infatti sono degli insostituibili rilevatori dell’equilibrio ambientale. E’ su queste basi che ci siamo mossi presso il Ministero dell’Agricoltura e della Salute chiedendo, con le altre Regioni, la sospensione cautelativa delle sostanze nocive per poter individuare e rimuovere gli effettivi ambiti di contaminazione ”.

“Nello stesso tempo – prosegue l’Assessore – abbiamo incontrato i rappresentanti delle aziende produttrici di sementi dando loro la nostra disponibilità a un confronto costruttivo, nella consapevolezza dell’impatto economico di tale provvedimento. Abbiamo ribadito la nostra piena disponibilità, sulla base di modalità concrete che potessero portare al superamento del problema, a farci promotori presso il Ministero di una verifica sperimentale e, in caso di risultati positivi, di richiedere insieme alle altre Regioni la revoca del provvedimento. Il comportamento di alcune aziende che, invece di approfondire le modalità tecniche di superamento di un problema esistente, scientificamente e analiticamente provato, diffondono informazioni false e allarmistiche, ci lascia sconcertati.

Vorrei rassicurare gli agricoltori sul fatto che la Regione sta seguendo con grande serietà il problema della moria di api e della sospensione dei neonicotinoidi, per mettere in atto tutte le azioni finalizzate alla massima riduzione di impatto sulla produzione degli altri settori, in particolare del settore maidicolo. Credo il comparto abbia bisogno della massima collaborazione di tutti per trovare soluzioni percorribili e non di agitazione per la piazza che portano allo scontro di interessi senza sbocco.Una sperimentazione seria consentirà, tra l’altro, di accertare le cause della moria di api, un problema importante per la salute di tutti.”

 

Che cosa sono i neonicotinoidi e cosa prevede il Decreto di sospensione.

I neonicotinoidi sono principi attivi con cui vengono ricoperti i semi di mais (“concia”) con funzione di difesa del seme da insetti e parassiti. Il loro rilascio in aria nella fase di interramento si è dimostrato fortemente tossico anche per le api. Su 27 campioni di api morte analizzati dall’Istituto Zooprofilattico del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, 24 sono infatti risultati positivi a tali sostanze.

Alla luce di queste risultanze e ad analoghe rilevazioni in altre Regioni, e in seguito alla richiesta della Commissione Politiche Agricole a nome delle Regioni, il Ministero dell’Agricoltura ha richiesto al Ministero della Salute un intervento di sospensione. Il Ministero della Salute, sentita la Commissione Fitofarmaci, ha emanato il Decreto 17 settembre 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 221 del 29/09/2008) che stabilisce la “sospensione cautelativa dell’autorizzazione all’impiego per la concia di sementi dei prodotti fitosanitari contenenti le sostanze attive clothianidin, thiamethozam, imidacloprid e fipronil”. Analoghi provvedimenti sono già stati presi da altri Stati dell’Unione Europea.

Il caso dei bieticoltori: la sospensione dei neonicotinoidi va rivista.

Il Decreto Ministeriale citato (17 settembre 2008) estende la sospensione di impiego alla concia del seme bietola. Tuttavia, tale seme è “confettato”, ovvero avvolto da una sostanza inerte, che trattiene i principi attivi eliminando i rischi di dispersione ambientale. Inoltre la bietola viene raccolta prima della fioritura e la semina avviene in periodo che non coincide con la fase di attività delle api.

“La sospensione di utilizzo dei neonicotinoidi nel caso delle bietole appare ingiustificata – afferma l’assessore Taricco – e vanno accolte le preoccupazioni espresse dai bieticoltori. Lo faremo presente al Ministero augurandoci che in questo caso la decisione venga rivista, in quanto non sussistono condizioni di pericolo.”

La sospensione dei neonicotinoidi non è stata prevista per frutteti e vigneti in quanto non si sono registrati significativi casi di moria di api in prossimità di tali coltivazioni. I fenomeni interessano prevalentemente le coltivazioni di mais.

“Credo in questa fase – conclude l’assessore Taricco – serva grande buon senso e volontà di tutti, non di cavalcare gli opposti interessi ma di trovare soluzione a un problema che esiste. Noi non siamo contrari all’uso dei neonicotinoidi, in ogni caso ed in ogni modo, siamo contrari all’uso di neonicotinoidi quando questi causano moria delle api e contaminazione dell’ambiente. Vanno trovate soluzioni tecnicamente in grado di salvaguardare la produzione del mais senza distruggere le api. È il concetto che abbiamo espresso alle rappresentanze delle industrie sementiere, continuiamo a credere che questa sia la strada corretta per affrontare e risolvere il problema.

Volantinaggi, peraltro anonimi, e incitazioni allo scontro, peraltro basati su informazioni parziali e non veritiere, non ci pare siano costruttive. Spero veramente a breve possiamo ragionale su proposte concrete in grado di approntare soluzioni per la prossima campagna maidicola.

La produzione di miele in Piemonte, in un’annata media, è tra i 3 e i 4 milioni di Kg l’anno.

Baracetti: l’autonomia va difesa da tutti senza divisioni

L’articolo 26 della legge 546/1977 che istituisce l’università di Udine, fissa con chiarezza, come proposto da me e dai parlamentari friulani, le motivazioni e i compiti ad essa affidati dal Parlamento della repubblica.  Infatti esso dice: «L’università di Udine si pone l’obiettivo di contribuire al progresso civile, sociale e alla rinascita economica del Friuli e di divenire organico strumento di sviluppo e di rinnovamento dei filoni originali della cultura, della lingua, delle tradizioni e della storia del Friuli».
Anche se per qualche opposizione friulana al cosiddetto localismo, non passò l’appropriata dizione “Università del Friuli”, i compiti affidati all’ateneo chiariscono che il Parlamento ha voluto istituire qui da noi una sede universitaria chiamata certamente alla formazione generale delle giovani generazioni, ma nel contesto e al servizio specifico dell’intero territorio del Friuli e della sua identità. Vedi,in particolare, i poli universitari costituiti anche a Gorizia e a Pordenone. Il Parlamento, il governo e le forze politiche democratiche, nella prima legge per la ricostruzione delle zone terremotate del Friuli, accoglievano così, pur con gravi ritardi, una forte pressione che si era espressa dal basso con larghissima partecipazione dei giovani, della cittadinanza, delle istituzioni rappresentative, della Chiesa friulana dal clero all’arcivescovo monsignor Battisti, che seppero essere veramente non solo eredi spirituali del Patriarcato di Aquileia, ma anche interpreti dei diritti e della dignità del popolo friulano dei nostri tempi. Lo dico da laico e ci credo fermamente perché corrisponde alla verità dei comportamenti attuali e del passato. Oggi a Trieste, ma anche da noi, qui in Friuli, non sono pochi quelli che sottovalutano o negano l’esistenza dei valori dell’identità del nostro popolo. Certo, in 140 anni dell’unità del Friuli all’Italia, i frutti del centralismo, dell’annullamento e della compressione delle diversità regionali si sono fatti sentire e sono stati forti. Basta ricordare le multe che nell’era fascista venivano imposte nelle scuole agli alunni friulani o sloveni che si esprimevano in madrelingua o il divieto imposto alla Chiesa di pubblicazioni o cerimonie religiose che non fossero in italiano. O il clima generale tendente a liquidare la dignità della nostra lingua, a umiliarla e contenerla soltanto nel folclore, nelle mura domestiche o nelle stalle. Ma dalla Resistenza, dalla repubblica è nata la Costituzione che tutela le minoranze linguistiche, che riconosce istituzioni democratiche e legislative alle diverse identità regionali considerate fino al 1948 soltanto, come il Friuli, mere entità geografiche. Una Costituzione, insomma, che riconosce e valorizza come componenti essenziali dell’unità nazionale e ora anche europea, le diversità identitarie e anche linguistiche.
D’altra parte, per far crescere l’identità friulana non sono in atto fenomeni dirigistici o elitari imposti dall’alto. Basta ricordare le 125 mila firme per l’istituzione dell’università friulana raccolte nei paesi terremotati; le 50 mila firme del settimanale “ Vita cattolica “ per la Rai in friulano (che dall’aprile scorso ha iniziato trasmissioni sperimentali nella nostra lingua). E ancora i 50 mila cittadini dell’intero Friuli che hanno firmato la petizione per ridare al Friuli forme associative unitarie, come la Comunità delle province friulane, che potrà divenire un valido strumento di autogoverno per lo sviluppo della nostra terra. O il 70% dei genitori friulani che hanno dovuto firmare una domanda perché i loro figli possano nelle scuole parlare e studiare anche in friulano. O le migliaia di cittadini dei comuni del Portogruarese che, pur dopo due secoli dal regalo a Venezia di questa zona friulana da parte di Napoleone, sentono la loro identità friulana e vogliono il ritorno nella Patria del Friuli. O, per ultimo, il grande applauso degli industriali friulani che, al teatro Giovanni da Udine, hanno indirizzato alla donna di governo canadese che, orgogliosa delle proprie radici friulane, ha parlato in madrelingua. Ecco dunque che la battaglia di oggi che si combatte in Friuli, dal Goriziano, all’Udinese, alla Carnia, al Pordenonese per difendere e valorizzare l’autonomia e l’identità dell’ateneo del Friuli, anche nei confronti del governo nazionale e della giunta regionale, è una battaglia per la valorizzazione generale di tutto il Friuli, di tutto il suo popolo. Vogliamo affermare i nostri diritti in una regione che può rimanere anche unita, ma certamente non accentrata. Favorevole invece all’autogoverno e allo sviluppo delle sue due componenti principali: il Friuli e Trieste. L’università di Udine, che già ha dato al Friuli intero, è chiamata a dare ancora di più come prevede il patto firmato ieri tra essa e le rappresentanze dell’intero Friuli. A tal fine occorre però che le forze politiche friulane, sia di maggioranza che di minoranza, a Roma e a Trieste, facciano il loro dovere, lasciandosi alle spalle, per il bene comune, ogni divisione di parte.

Udine: Computer Fest 1 e 2 novembre 2008

E’ una fiera dell’elettronica che fa parte di un circuito di manifestazioni organizzate dalla rinomata azienda toscana Compendio Fiere srl la quale pone particolare attenzione alla scelta degli espositori e alla serietà degli stessi verso la clientela.

I settori merceologici presenti nella fiera sono l’elettronica, l’informatica, la telefonia sia fissa che cellulare, tv satellitare, antenne e radio apparati, oltre naturalmente a tutto quello che è editoria di settore.

Sono molte le novità, proprio per soddisfare un pubblico sempre più esigente e sempre alla ricerca di informazioni e articoli nei diversi settori che sono destinati ad un’ evoluzione e una crescita esponenziale.

Tutto infatti è proiettato verso una maggiore autonomia, vale a dire innovazione di energia e potenziamento del prodotto; quindi batterie che durano di più (ci si dovrà collegare sempre meno a punti fissi), capacità maggiore di memorizzazione dati, tecnologie avanzate per lavorare più comodamente e con maggiori servizi.

I visitatori si scambiano opinioni ed informazioni su prezzi, marche, utilità degli articoli; cercano tutte quelle cose che non sono facilmente reperibili nei negozi e le trovano ad un prezzo accessibile, telefonano agli amici per raccontare quello che hanno trovato, chiedono, comprano e se ne vanno carichi di acquisti e soddisfatti, pensando già a con chi andare alla prossima fiera.

La qualità e il risparmio sono gli elementi che contraddistinguono COMPUTER FEST DI UDINE, la ricercatezza degli articoli, il supporto dell’informazione, la disposizione dei punti di interesse e la dimostrazione nell’uso delle novità, sia che si tratti di kit di ricarica continua di stampa di ottima qualità, che di strumenti a bassa o alta definizione che possono essere usati dal professionista di settore e dall’ utilizzatore occasionale.

Importante il settore dedicato alla sicurezza, con circuiti di microtelecamere senza fili, nuovi sistemi di allarmi satellitari e il metal detector, con applicazioni nei vari campi.

Pannelli fotovoltaici per ricaricatori dei telefoni cellulari o quant’ altro, apparecchi multifunzione, mp3, attrezzature per i vari settori, digitale terrestre, modifiche e aggiornamenti per playstation, antenne satellitari, led, giochi per bambini e tanto altro.

Speciale Radioamatori 
Le fiere Compendio stanno diventando un vero e proprio riferimento tecnico, sia come importanza che come presenza di espositori del settore, per questa ragione grazie alla convenzione stipulata con l’associazione ARI di Busto Arsizio in tutte le nostre fiere, i Radioamatori, di qualunque sezione essi siano, regolarmente iscritti, hanno libero e gratuito accesso. Per usufruire di tale iniziativa è necessario rivolgersi alla propria sezione ARI , CISAR o della Protezione Civile e ritirare l’apposito Vaucer debitamente compilato e controfirmato dal Presidente della Sezione
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Sanità FVG: bonus-malus contro le liste d’attesa


Innovazione a volte vuol dire solamente metterci un pò di buon senso, ma applicata ad un comparto ultra-problematico come quello della sanità, sembra una rivoluzione.  Da martedì 4 novembre per alcune prestazioni diagnostico specialistiche erogate dagli ospedali triestini entra in vigore un sistema di bonus-malus : il cittadino che, senza preavviso, non si presenterà all’appuntamento fissato, sarà chiamato a pagare una somma pari a 25,80 euro, salvo cause di forza maggiore documentabili.
Sarà invece l’ospedale a doverlo risarcire con una somma eguale, qualora sia la struttura a non garantire la prestazione o non lo informi con il dovuto anticipo di variazioni d’orario o di giorno dell’appuntamento. Restano esclusi naturalmente fatti accidentali come la rottura di un macchinario o la malattia improvvisa del medico. Se il cittadino intende comunque sottoporsi all’accertamento l’ospedale provvederà inoltre a programmarglielo con procedura preferenziale.
Ad annunciarlo, oggi a Trieste, sono stati l’assessore regionale alla Salute e alla Protezione sociale, Vladimir Kosic, il direttore generale dell’Azienda Ospedaliero-universitaria, Franco Zigrino, e il responsabile informatico degli ospedali e dell’Azienda sanitaria triestini, Giuliano Blasetti.
Lo scopo dell’iniziativa, spiega Zigrino, non è però sanzionatario. Si punta invece a sensibilizzare la popolazione rispetto all’importanza e al valore delle prestazioni sanitarie, bene prezioso per l’intera comunità. Si vuole insomma ottimizzare il servizio, accrescerne l’efficienza, contribuire alla riduzione delle liste d’attesa. Troppo spesso infatti accade che all’ultimo momento il cittadino non si presenta, senza avvisare. E così saltano in media da 10 a 15 prestazioni su cento prenotate, con punte addirittura di 30, ha ricordato Zigrino. Prestazioni di cui altri pazienti avrebbero potuto beneficiare.
Si vuole dunque non punire ma dar vita a un patto tra istituzione e cittadino per migliorare il sistema salute. A stringere quella che l’assessore Kosic ha definito un’alleanza terapeutica tra operatori della sanità, da un lato, cittadini e associazioni dall’altro; con un’assunzione di responsabilità da parte di ciascuno, per garantire migliori opportunità a tutti.
La novità scatta in via sperimentale per TAC, risonanza magnetica e colonscopia, accertamenti che più di altri risultano soggetti ad abbandoni, che più di altri comportano tempi di attesa e che più di altri richiedono impegno in termini di costi, di apparecchiature, di personale, di organizzazione e di preparazione del paziente.
Si sarà informati delle nuove regole al momento della prenotazione. Pochi giorni prima l’appuntamento sarà anche ricordato tramite telefonata, E-mail o sms, a seconda del mezzo preferito dal paziente stesso. E se, nonostante tutto questo, non ci si presenterà all’appuntamento, sarà richiesto il pagamento del ‘malus’.
Parallelamente si potrà riscuotere agli sportelli Cup il ‘bonus’ di risarcimento, in caso di prestazioni non erogate o di variazioni non comunicate.
L’invito, dunque, rivolto da Kosic e da Zigrino ai cittadini/pazienti è quello di avere rispetto per gli altri, e comunicare – con ragionevole anticipo: due giorni per TAC e risonanza, cinque per colonscopia – l’impossibilità di presentarsi all’esame prenotato. Per questo vi è un call center, al numero 040 6702011, attivo dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 17.
Se l’iniziativa, che peraltro è prevista da una legge del 1995, avrà gli esiti sperati, potrà essere estesa ad altre prestazioni e alle altre strutture sanitarie del Friuli Venezia Giulia.

Udine protesta contro il decreto Gelmini: occupato l’Istituto Statale d’Arte G. Sello

foto palazzo selloLa prima cosa che hanno fatto gli studenti è stato informare il Preside e specificare che chi vorrà seguire le lezioni, potrà farlo nelle sedi distaccate dell’istituto di P.zza 1° Maggio a Udine. Queste modalità di comportamento degli allievi, che non trovano alcun riscontro in passate occupazioni delle scuole, significa una cosa sola: che la protesta è condivisa anche dai loro genitori e dalle altri componenti della scuola; e che sopratutto nessuno vuole cadere nella trappola di chi dice che tra di loro ci sono dei facinorosi. Ed è proprio questa la peculiarità della protesta anti-Gelmini del 2008: gli studenti hanno dalla loro le famiglie e anche gran parte del corpo docente; segnali non indifferenti per un governo sordo, che vuole andare avanti come un buldozer al grido del "non confronto".  Vi aggiorneremo sui prossimi sviluppi della protesta e se qualcuno degli "occupanti" del Sello o di altre scuole legge questo blog, informateci e postateci quello che state facendo in queste ore.

Dal MV di oggi

All’istituto d’arte Sello tutto è pronto per l’occupazione. Stamattina circa 300 studenti prenderanno possesso della sede di piazza Primo maggio dove fino a mercoledì organizzeranno concerti, dibattiti, corsi di fotografia, ma anche di autodifesa rivolto soprattutto alle ragazze. E in serata un centinaio di ragazzi stenderà il sacco a pelo per trascorrere la notte dentro l’istituto. Il programma è ricco di iniziative: trascorsa la mattinata a mettere a punto la logistica, gli studenti si allieteranno con la musica di Antonio Della Marina. In serata, invece, un’esperta in materia di lavoro terrà una conferenza sul rapporto scuola-lavoro e sulle esperienze sempre lavorative vissute dagli immigrati. Domani, invece, gli stessi studenti del Sello, dalle 10.30 alle 11.30, incontreranno il poeta Pierluigi Cappello, mentre dalle 14.30 alle 15.30, si confronteranno con Paolo Cantarutti di Radio onde furlane. E se il giorno seguente, dalle 8.30 alle 11, il giornalista Gianpaolo Carbonetto si soffermerà sul significato della protesta non violenta, nella tarda mattinata, dalle 11.30 alle 13.30, il direttore della Cei Youth orchestra, Igor Coretti, proietterà i suo video nelle aule occupate.
Nel corso delle tre giornate di occupazione, però, ci sarà spazio per gli approfondimenti ambientali e pedagogici, ma anche per gli happening che grazie alla creatività degli aspiranti artisti non mancheranno di stupire. E chi vorrà seguire le regolari lezioni potrà farlo nelle succursali di via Diaz e via Gorizia.
A vigilare sulla protesta sarà il gruppo di vigilanza, composto da alcuni minorenni, che avrà il compito di espellere tutti coloro che saranno trovati in possesso di sostanze stupefacenti e alcolici. Quella dei ragazzi del Sello vuole essere una protesta non violenta. Il dirigente scolastico, Antonio De Ruosi, infatti, continuerà a lavorare nel suo ufficio e quindi a tenere sotto controllo la situazione. Tant’è che i lavori di due commissioni didattiche già programmati per questa settimana non troveranno ostacoli tra i manifestanti.
L’attenzione è massima. Basti pensare che per evitare di accendere i fornelli, ieri, i ragazzi sono andati a fare la spesa e hanno privilegiato i piatti freddi a base di tonno. Ma anche la frutta e tanto pane e nutella. In ogni caso, i manifestanti possono contare sul sostegno di alcune mamme disposte a cucinare per loro.
«Abbiamo tentato – ripetono i ragazzi – di rendere legale una cosa illegale». In effetti si sono premurati di chiedere l’autorizzazione dei genitori per i minorenni che hanno aderito all’iniziativa e di proporre al preside un progetto per la valorizzazione della scuola che prevede momenti di intrattenimento artistico in centro con i bambini. Lo faranno finanziando le iniziative con quel che resterà del fondo occupazione. I ragazzi, infatti, per sostenere le spese di noleggio degli impianti acustici e alimentari si sono autotassati e hanno raccolto circa 850 euro.
Salvo cambi di programma, l’occupazione si concluderà giovedì con la partecipazione al corteo studentesco lungo le vie del centro. E da venerdì tutti in classe per seguire le lezioni.

 

Elettrodotto: la Regione preme, alcuni Sindaci rimangono nettamente contrari


L'Assessore Riccardi incontra nella sede del Cosint di Tolmezzo i rappresentanti delle amministrazioni comunali di Cavazzo, Tolmezzo, Arta, Zuglio, Sutrio, Cercivento e Paluzza e della Comunità montana della Carnia, ossia i territori interessati dai tracciati delle tre ipotesi di interconnessioni energetiche transfrontaliere. Dura la risposta di alcuni primi cittadini: «avendo già deciso per loro conto, ora stanno cercando di dividerci e di metterci in bocca decisioni che non abbiamo preso, in maniera di auto-giustificare quelle scelte ed in parte dandoci la responsabilità anche a noi».E' il sindaco di Cercivento Dario De Alti a polemizzare sull'esito del vertice con Riccardi in materia di elettrodotti, criticandone anche la sede, il Cosint anzichè la Comunità Montana. «Spiegano che sulla preferenza tra aereo ed interrato pari siamo, ma il sottoscritto per Cercivento, e con me i colleghi di Paluzza, Cavazzo ed Arta Terme abbiamo ribadito la nostra posizione di sempre, quella messa nero su bianco dal documento unanime della Comunità Montana, ossia quella di privilegiando l'ipotesi interrata. Zuglio addirittura è contro entrambe le ipotesi. Rimangono favorevole all'aereo Tolmezzo e Sutrio».«Non rinunciamo comunque al dialogo prosegue De Alti – per questo abbiamo avanzato all'assessore la richiesta di far convergere le due soluzioni e le due cordate in una unica, si riparte comunque da zero».Opposto invece il commento del consigliere regionale Luigi Cacitti, che seguì la trafila negli anni scorsi da vice-sindaco di Tolmezzo.

«Chiarezza e trasparenza da parte di Riccardi- dice l'esponente del Pdl- hanno permesso di arrivare finalmente al punto della questione; da apprezzare anche la responsabilità di alcuni sindaci che hanno lavorato per il bene del territorio, riuscendo ad ottenere rispetto alle ipotesi iniziali, delle modifiche sostanziali al tracciato aereo al fine di salvaguardare i rispettivi comuni». «Per altre modifiche progettuali mi impegnerò- conclude il consigliere- nei confronti della Regione per cercare di soddisfare tutte le esigenze, il compito ora a livello locale si sposterà sulle istanze e rivendicazioni nei confronti dell'infrastruttura prescelta, in ottica di risparmi per le bollette e di ricadute economiche per le popolazioni locali con relativi indotti».