Archivio mensile:Gennaio 2013

Amaro: ecco Eurora un supercomputer ibrido firmato Eurotech

 

Cineca è uno degli enti nazionali all’avanguardia nel supercomputing e nel mettere a disposizione della comunità scientifica sistemi di elaborazione ad elevatissime prestazioni, con i quali poter completare studi sempre più complessi che richiedono tanto menti brillanti dei ricercatori quanto puro hardware per macinare calcoli. Il più recente sistema installato al Cineca nella propria sede di Bologna prende il nome di Eurora: si tratta di un supercomputer realizzato dall’italiana Eurotech che implementa alcune soluzioni tecniche molto particolari. La prima è la presenza di GPU accanto a tradizionali CPU, nella forma delle soluzioni NVIDIA Tesla basate su architettura Kepler di ultima generazione. La seconda è il sistema di raffreddamento utilizzato, basato su acqua.

La scelta dell’acqua non è così infrequente in supercomputer di notevoli dimensioni: permette di trasferire in modo più efficiente il calore generato dai componenti interni di ogni server, CPU e GPU in particolare, senza che questo comporti un aumento della temperatura interna del datacenter. Attraverso un sistema di condotti l’acqua riscaldata viene infatti portata lontano dai server, così che con radiatori di adeguate dimensioni il caldo accumulato possa venir ceduto all’esterno e il liquido raffreddato reintrodotto nel circuito di raffreddamento.

Tanto le CPU quanto le GPU di ultima generazione mettono a disposizione una notevole potenza di calcolo, a fronte di livelli di consumo che per quanto tendenzialmente in diminuzione sono unitariamente elevati. Ottenere consumi più contenuti permette sia di contenere il consumo complessivo dei server presenti nel supercomputer, voce di costo molto elevata nel mantenimento in funzione della struttura di calcolo, sia di ridurre i sistemi di dissipazione termica necessari per mantenere l’infrastruttura in funzionamento nei range di specifica.

Sino ad oggi Cineca ha potuto utilizzare un sistema indicato con il nome di Fermi, basato su architettura Blue Gene di IBM e posizionato al n°9 della più recente classifica dei top 500 supercomputer disponibili al mondo. L’evoluzione delle soluzioni Exascale nei datacenter prevede che nel medio lungo periodo i sistemi raggiungano potenze di elaborazione sempre più elevate, mantenendo i consumi all’interno dei livelli attuali. L’innovazione tecnologica deve quindi mirare a incrementare costantemente il rapporto tra potenza di calcolo e consumo dell’infrastruttura, mantenendo il consumo complessivo di quanto installato nel datacenter sul livello di quanto consumato dal supercomputer precedentemente presente. Nel caso specifico per Cineca l’installazione di Eurora prevede che il consumo complessivo rimanga sullo stesso livello del supercomputer Fermi, ponendo quale limite quello di 1 Megawatt di consumo complessivo.

Uno dei requisiti alla base dello sviluppo del supercomputer Eurora è stato quello di avere a disposizione un sistema di raffreddamento che non richiedesse l’utilizzo di sistemi di condizionamento, così da evitare che il costo di gestione ordinario del sistema dovesse prevedere anche l’energia richiesta per il raffreddamento del sistema ad aria o a liquido adottato. Questo ha portato all’utilizzo di un sistema a liquido che possa operare con liquido a temperatura ambiente, assicurando per questo differenti livelli di temperatura di funzionamento e di consumo associato dei componenti interni a seconda della temperatura esterna.

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Questa slide fornita da Eurotech evidenzia come un sistema di raffreddamento a liquido con acqua a temperatura ambiente assicuri una superiore efficienza, sia in termini di consumo del sistema sia di temperatura di funzionamento dei componenti rispetto ad un sistema ad aria in ambiente climatizzato a 23 gradi centigradi. Notiamo come pur con liquido a 50 gradi di temperatura, eventualità non da escludere durante la stagione estiva, il consumo complessivo di ogni nodo sia inferiore ad un approccio ad aria e la temperatura del sistema sia mantenuta comunque entro valori di specifica.

Eurotech certifica il proprio sistema Eurora per il funzionamento con temperatura del liquido di raffreddamento che può raggiungere come massimo 55 gradi centigradi. Un design di questo tipo, infatti, opera con un differenziale di temperatura tra acqua in ingresso nel sistema ed acqua calda in uscita dal sistema che è pari a circa 5 gradi centigradi: anche con liquido esterno a 50 gradi quindi il sistema può operare correttamente.

BlogdiAldoRossi: ecco i risultati del primo sondaggio sulle intenzioni di voto alle elezioni del 24/25 febbraio

Si è chiuso dopo 15 giorni esatti il primo sondaggio del Blog di Aldo Rossi sulle intenzioni di voto tra i lettori del blog. Siamo rimasti molto soddisfatti della vostra partecipazione e al di là di alcuni insulti arrivati nei commenti e di qualche candidato che si è molto arrabbiato per non aver potuto inserire il sui “Vota per me”, tutto è filato via liscio. Ricordo che i votanti erano convalidati attraverso l’IP e attraverso i cookie (sono stringhe di testo di piccola dimensione inviate ad un browser  e poi rimandati indietro al server ogni volta che il client accede alla stessa porzione dello stesso dominio) in modo da impedire doppie votazioni. Non abbiamo inoltre rilevato nessun momento di assembramento nel voto e la distribuzione statistica voti – date è risultata normale.

Deduciamo quindi che la maggior parte parte dei voti siano di frequentatori abituali del blog.

Ecco i risultati.

Alla seconda domanda “Alle prossime elezioni del 24-25 febbraio 2013 per eleggere i rappresentanti di camera e senato, quale coalizione voterai?”

 Il 47% voterà Grillo – Movimento 5 Stelle

Il 23% voterà Bersani – Vendola

Il 17% voterà Berlusconi – Maroni

Il  7% voterà  Monti – Casini

Il  6% voterà Ingroia – Di Pietro

Nella prima domanda “Alle prossime elezioni del 24-25 febbraio 2013 per eleggere i rappresentanti di camera e senato, tu voterai? E per chi?” la maggior parte dei voti è andata alla risposta

“Si voterò, per i nuovi movimenti che non hanno nulla a che fare con la vecchia politica” con il 64% dei voti.

 Mentre al secondo posto i partiti tradizionali con la risposta:
“Si voterò, per i partiti tradizionali premiando chi ha già bene operato per il paese”  con il 18% dei voti

 Quindi possiamo azzardarci a prevedere che nell’Alto Friuli (probabilmente alla Camera) i Grillini faranno la parte del leone, seguiti dai due principali schieramenti di Bersani e Berlusconi (testa a testa) e dai due “minori” di Monti e Ingroia. Una previsione che ci espone parecchio, ma del nostri lettori ci fidiamo !

 Grazie a tutti per aver partecipato

 BlogdiAldoRossi

Tarvisio: i Krampus protagonisti sul National Geographic

di Alessandro Cesare.

È una delle tradizioni più antiche e suggestive dell’arco alpino, che accomuna alcune località dell’Alto Adige, del Friuli Venezia Giulia, della Slovenia, della Carinzia e della Stiria. Si tratta dei Krampus, i diavoli impellicciati che hanno conquistato la copertina dell’ultimo numero, quello di febbraio, del National Geographic Italia, una delle riviste più importanti del panorama nazionale. I Krampus sono protagonisti di un servizio realizzato da Giovanni Kezich, con fotografie di Stefano Torrione, e dedicato ai rituali delle valle italiane, tra fuochi propiziatori, personaggi mascherati e raffigurazioni simboliche del “bene” e del “male”. I Krampus sono definiti “i demoni delle Alpi”, territorio dove, si legge nell’articolo, «le ragioni della comunità degli uomini vengono sempre contrapposte simbolicamente alle ragioni della natura. Così era mille anni fa e così, sulle Alpi, al cospetto delle grandi montagne e dei loro eterni silenzi, molto probabilmente sarà sempre». Il servizio racconta anche il Pignarul Grant di Tarcento e la Femenate di Casaso, ma l’attenzione si rivolge soprattutto sui Krampus, ai quali sono dedicate due immagini e diversi riferimenti testuali. La prima immagine, quella che appare anche in copertina, si riferisce alla sfilata dei Krampus del gruppo di Tarvisio Basso, che ogni 5 dicembre illumina con le fiaccole i boschi di Rutte Piccolo. «Un tempo incatenati dietro a San Nicolò – recita il testo – da qualche anno di Krampus (i diavoli) si sono emancipati, e conducono mascherate selvagge per proprio conto». Un’altra fotografia riporta invece la tradizione a Fusine, dove appare anche la figura di San Nicolò. «Il carro di San Nicolò – si legge nella didascalia dell’immagine – accompagnato da un angelo e da un diavolo in catene, apre in tutta la Mitteleuropa la stagione dei riti mascherati». Grande la soddisfazione di Egon Concina, presidente del gruppo Krampus di Tarvisio Basso. «Le foto sono state realizzate tre anni fa, quando tutto era reso più suggestivo da un’abbondante coltre di neve fresca – racconta Concina – ma sinceramente oramai avevo perso le speranze di veder pubblicato il servizio. E invece, questa mattina (ieri per chi legge ndr) ho avuto una piacevolissima sorpresa». E’ stato l’edicolante di Tarvisio ad avvisare Concina del servizio su National Geographic Italia: «Senza dubbio questa pubblicazione è motivo di grande orgoglio e appagamento per tutti noi – assicura il presidente –. La notizia si è sparsa in fretta a Tarvisio e tutti i componenti del gruppo sono rimasti entusiasti per la foto in copertina. Più di così non si poteva chiedere – conclude Concina – e anche per questo ho comprato più copie che potevo della rivista. Ho osservato per ore la copertina di National Geographic Italia, ma stento ancora a crederci» L’uscita della rivista è stata accolta con sorpresa dalla comunità tarvisiana, piacevolmente colpita dall’attenzione dedicata da National Geographic a una delle tradizioni più sentite sul territorio. «Queste sono le cose di cui si dovrebbe parlare – afferma il sindaco Renato Carlantoni – delle nostre tradizioni che riescono a occupare le prime pagine di grandi riviste, promuovendo il nostro territorio in maniera incredibile. Si tratta sicuramente di uno straordinario veicolo per far conoscere il Tarvisiano e le sue usanze».

Tolmezzo: sterilizzazione sbagliata, l’ospedale dovrà mantenere il bimbo

di Guido Surza.

L’ospedale dovrà mantenere fino al compimento dei 23 anni di età il sesto figlio di una mamma che, dopo il quinto parto, aveva scelto la sterilizzazione. Un intervento sbagliato dai medici tolmezzini, per il comportamento dei quali anche la Corte d’appello ha dato ragione a questa madre. La conferma della condanna è di questi giorni. Soltanto in parte la sentenza è stata riformata, facendo partire il calcolo degli interessi dalla data del sesto parto e non da quella dell’intervento di sterilizzazione avvenuto qualche anno prima alla nascita del quinto figlio. Per il resto, come scrivono i giudici di secondo grado, la prima sentenza del tribunale carnico «merita integrale conferma». Il giudice aveva stabilito 260 euro mensili per il mantenimento del bambino, ritenendo di fissare i 23 anni di età come momento della sua possibile autonomia economica. Trentamila euro andavano anche ai genitori, a titolo di danno non patrimoniale per violazione del diritto costituzionale alla autodeterminazione della persona. Nel totale di circa 150 mila euro c’erano anche diecimila per l’invalidità temporanea della donna. A differenza della sentenza di primo grado – dove il punto fondamentale fu la valutazione del cosiddetto consenso informato firmato dalla donna prima dell’intervento, con la precisazione che esso assume valore solo in presenza d’un intervento chirurgico eseguito a perfetta regola d’arte – nell’appello proposto dall’Ass 3 Alto Friuli si sono introdotti elementi come le imprecisioni della cartella clinica e la cosiddetta prova contraria

continua a leggere l’articolo sul sito del messaggero veneto

Raveo: 250.000 euro dalla Protezione civile per i lavori di ripristino, lungo il torrente Degano

Il vicepresidente della Regione Luca Ciriani ha firmato il decreto urgente di Protezione civile che finanzia con 250.000 euro i lavori, a tutela della salvaguardia dell’incolumità delle persone, lungo il torrente Degano, all’altezza di Esemon di Sopra, in comune di Raveo. A seguito delle piogge dello scorso autunno, infatti, si è compromessa la sicurezza degli abitanti di Esemon di Sopra a causa del rischio di tracimazione del Degano per le cattive condizioni degli argini in sponda sinistra.

Grazie ai fondi della Protezione civile, sarà possibile ripristinare, con una massicciata di massi di cava, l’argine stesso e mettere al riparo da possibili rischi di esondazione la popolazione della zona. Contestualmente, verranno effettuate delle opere di salvaguardia della locale condotta di depurazione dell’acqua, deterioratasi proprio a causa del cedimento degli argini dovuti alle forti piogge.

Forni di Sopra: la “Ski Krono Varmost”, “14° Trofeo Claudia Corisello”

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Venerdì 1 febbraio a Forni di Sopra si disputerà l’11a edizione della “Ski Krono Varmost“, spettacolare cronoscalata individuale in notturna di scialpinismo. La gara Vertical è una tappa del Circuito Regionale FISI, aperta anche ai non tesserati. Sono attesi 300 partecipanti da Triveneto, Austria e Slovenia.


La partenza “mass start” della gara avverrà alle ore 20 dalla stazione a valle delle seggiovie Varmost. Le iscrizioni si presentano online al sito www-for-adventure.it fino a venerdì 1 febbraio alle ore 12. Ritiro pettorali dalle ore 17.30 presso lo Ski Bar, di fronte alle seggiovie Varmost.


Le premiazioni si terranno alle ore 22 circa presso il serf-service di Malga Varmost (luogo della cena a quota 1750 metri). Il montepremi complessivo è di 1.400 euro, oltre a moltissimi premi tecnici ad estrazione.
La cronoscalata assegnerà anche il “14° Trofeo Claudia Corisello“: si tratta di una scultura lignea realizzata dalla Guida Alpina Mario Cedolin di Forni di Sopra in ricordo della giovane alpinista fornese scomparsa nel 1999. Questo premio biennale viene aggiudicato al concorrente del Corpo Nazionale Soccorso Alpino che più si avvicina alla media dei tempi di gara.
Regolamento ed aggiornamenti sul sito internet www.for-adventure.it

Predazzo: oro tricolore per Colloredo nel salto e Pittin combinata nordica

Alessandro Pittin

FEDERAZIONE ITALIANA SPORT INVERNALI 
COMITATO REGIONALE FRIULI VENEZIA GIULIA 

Doppietta friulana questo pomeriggio ai Campionati Italiani di salto con gli sci e combinata nordica. Sul trampolino grande di Predazzo, lo stesso che a febbraio ospiterà i Mondiali di sci nordico della Val di Fiemme, il tarvisiano Sebastian Colloredo ha vinto il quindicesimo titolo tricolore del salto (quinto il carnico Andrea Morassi), mentre il bronzo olimpico di Vancouver Alessandro Pittin ha conquistato la medaglia d’oro nella combinata. Quarto l’altro friulano Giuseppe Michielli.

Carnia: i comuni ribelli «Le nostre acque vogliamo gestirle noi»

di Gino Grillo.

Dopo la riunione indetta per ieri sera dai Comuni di Ligosullo, Cercivento e Forni Avoltri con le loro comunità su “Acqua nostra: decidiamo noi! e la Regione cosa fa?”, la discussione sulla gestione integrata delle acque passerà al vaglio del consiglio comunale di Cercivento, convocato per le 20.30 di stasera. L’obiettivo della riunione di ieri era «fornire una dettagliata informazione sulla nota controversia relativa alla gestione del servizio idrico che oppone i nostri tre Comuni all’Ato Friuli Centrale e a Carniacque». Presenti i sindaci Dario De Alti (Cercivento), Manuele Ferrari (Forni Avoltri) e Giorgio Morocutti (Ligosullo), la riunione è stata pure l’occasione per dare inizio ad una raccolta di firme «per assumere una partecipata e condivisa decisione per un ricorso alla Corte di Cassazione» avverso alla sentenza che ha visto i tre Comuni obbligati ad assegnare all’Ato e a Carniacque la gestione integrata delle loro acque. Il primo cittadino di Cercivento ha illustrato l’iter con il quale si è addivenuti alla sentenza del Tribunale superiore delle acque di Roma, sostenendo la tesi dei tre Comuni, che, com’è accaduto in Trentino ed in Piemonte, vuole che le amministrazioni comunali con popolazione inferiore ai 1000 abitanti possa gestire direttamente il ciclo delle acque. Morocutti ha spiegato come le piccole realtà, quali Ligosullo, con un impianti idrico modesto, possano facilmente gestire le acque, mentre a Ferrari è toccato il compito di investire del fatto la politica regionale. «Un’occasione per verificare il consenso delle nostre genti e per vedere se si vuole andare sino in fondo nella battaglia» ha detto Morocutti, con un occhio alle prossime elezioni regionali per conoscere quanti si spenderanno per legiferare sulla riforma delle ATo come proposto dal governo centrale. I vari comitati locali supportano la lotta dei Comuni.

Tolmezzo: a Palazzo Frisacco la mostra “Lamborghini Ski un mito carnico”

 

Organizzata dall’Assessorato alla Cultura e alle attività produttive del Comune d Tolmezzo in associazione con Turismo FVG, Promotur e Camera di Commercio di Udine in collaborazione con Anna Linussio, Snaidero Rino S.p.A., Comuni di Ravascletto, Forni Avoltri e Forni di Sopra, Scuola Italiana sci Zoncolan e Forni di Sopra.

Esposizione primo piano: presentazione di Jacopo Linussio fondatore della maggior manifattura tessile europea del Settecento, della vita di Jacopo Linussio, “creatore” della Lamborghini Ski, le tante storie dell’azienda e l’intervento di Rino Snaidero.

L’esposizione narrativa si svolge su una decina di totem trifacciali che espongono una trentina di sci tra cui alcuni molto rari. Alle pareti, una carrellata di fotografie, in gran parte realizzate da Jacopo Linussio, che mostrano momenti sulla neve nella prima metà del secolo scorso, vogatori e slittini.

Al piano superiore è presente un’esposizione complementare dal titolo “Luoghi di neve” che ripercorre, mediante fotografie e oggetti, la nascita del turismo e della pratica sportiva in Carnia e ripropone i passati e i nuovi campioni dello sci prodotti dalle montagne carniche.

LAMBORGHINI SKI, UN MITO CARNICO

La Lamborghini Ski, poi diventata Lamborghini Sci, è stata non solo un’azienda innovativa e storica dello sci ma l’epigono di quella meravigliosa avventura imprenditoriale legata alla Carnia e alla famiglia Linussio iniziata nel Settecento con la nascita della “Fabrica” tessile di Jacopo Linussio che diede occupazione a oltre 30.000 persone innovando sia il fashion che la gestione aziendale con soluzioni ancora attuali come l’homeworking.

Alla sua genialità imprenditoriale si attribuisce una parte importante nella nascita della tela jeans moderna che, grazie al suo intuito, diventa portabile ed economica. Persona molto pratica, a Venezia che lo vuole far nobile per i suoi meriti economici, risponde che preferirebbe gli fossero ridotte le tasse.

Con la Mostra “Da Linussio tessile a Linussio sci, Lamborghini Ski un mito carnico”, pertanto, si vuole ripresentare quest’imprenditorialità geniale incentrandola sulla sua figura e sugli sci prodotti da un altro Jacopo Linussio che, portando lo stesso nome dell’illustre avo, forse ne voleva emulare la grandezza industriale.

La Lamborghini Ski nasce a Udine, fondata da Giacomo Lamborghini agli inizi del Novecento.

Ha commissioni soprattutto legate all’esercito dal momento che questa pratica sportiva non è ancora popolare. Di lui si dice che fosse così bravo da essere coinvolto nella realizzazione dei pattini dell’aereo che doveva salvare i superstiti della sfortunata spedizione al Polo Nord capitanata da Nobile e riparatasi nella celebrata Tenda Rossa.

Alla sua morte, nel 1932, l’azienda è rilevata da Jacopo Linussio che, giovane e orfano del padre, cede l’antica tessitura e, da sportivo qual è (andava a Sella Nevea in bicicletta per dar sfogo alla sua passione, circa 50 km di forti salite su strade invernali e sconnesse), inizia la lunga avventura dello sci carnico progettando gli sci che finiranno per essere considerati al top non solo per l’eleganza ma per le innovazioni apportate.

Con Linussio, infatti, parte il multistrato. Si progettano i cosiddetti “sci di vetro”, i Kristall, la cui intuizione ricava dall’aver visto le prime botti in fibra di vetro nella cantina sociale di proprietà dei parenti della moglie, a Buttrio. Nasce il Fuego, forse lo sci più amato e noto.

Per testarli, non si va per il sottile ma, nelle belle stagioni, si scendono i ghiaioni o si fanno scivolare sull’asfalto, lo sciatore legato a una macchina che lo traina.

Quando sarà la Snaidero a rilevare l’azienda, si applicheranno anche le tecnologie macrocellulari usate per le ali del Concorde.

Con gli anni Settanta inizia la decadenza dell’azienda che viene ceduta all’imprenditore Rino Snaidero che tenta di risollevarla con investimenti anche cospicui e la creazione di una linea di abbigliamento. Ma la grave situazione economica, la siccità che incide sull’innevamento obbligano alla chiusura definitiva questo celeberrimo marchio degli sport invernali.

Per gli appassionati, Lamborghini rimane ancora oggi non solo un ricordo giovanile ma un’emozione ancora viva e tanti di loro conservano gelosamente questa brillante e tecnologica intuizione dello spirito carnico.

Friuli: 50 anni di autonomia, ma i beni civici aspettano ancora di essere riconosciuti

 

I Cittadini del Friuli e della Venezia Giulia, Autorità pubbliche e Politici di ogni schieramento, Consiglieri regionali e Sindaci, il 31 gennaio, festeggeranno il 50° anniversario dello Statuto di autonomia della nostra Regione, approvato con Legge costituzionale nel 1963. Noi custodi delle secolari autonomie civiche, tuttavia, a questa festa non potremo partecipare. Da 10 Legislature, infatti, in Consiglio regionale, prevalgono insensibilità e disinteresse per il Popolo dei Beni civici e l’articolo 4 dello Statuto di autonomia – che attribuisce alla Regione «potestà legislativa» in materia di «usi civici» – rimane tuttora inapplicato, per miopia politica e amministrativa.

 

Le Comunità della nostra Regione, dal Carso triestino e goriziano alla Laguna friulana, dalla Pianura friulana di qua e di là del Tagliamento alla Zona Collinare, dalla Montagna Pordenonese alla Carnia, fino alla Val Canale, attendono ancora, a distanza di 50 anni, il riconoscimento del loro ruolo, delle loro Proprietà collettive e della loro capacità di gestirle autonomamente.

Nella nostra Regione, i Beni civici aspettano ancora di essere riconosciuti come inestimabile «bene comune» di pubblico e generale interesse e i Comitati che li amministrano attendono ancora un pieno riconoscimento della loro soggettività e della loro operatività.

Fino ad oggi, infatti, il Legislatore regionale e gli Amministratori locali hanno impedito che i benefìci derivanti dal consistente Patrimonio collettivo ricadano sull’interà società regionale e statale, oltre che sulle popolazioni titolari.

In 44 Comuni delle Province di Gorizia, Pordenone e Udine, le Amministrazioni comunali continuano formalmente a gestire i Beni collettivi «in nome e per conto» delle Frazioni, anche se le Comunità potrebbero far da sé. Ma, in realtà, nella maggioranza dei casi, i Patrimoni collettivi risultano abbandonati al loro destino o utilizzati per funzioni incompatibili con la loro natura civica e con la loro valenza sociale e ambientale.

In altri 85 Comuni della Regione, gli accertamenti dei Beni civici sono ancora in corso, nonostante quanto previsto oltre 80 anni fa dalla legge statale 1766/1927 e nonostante l’alto costo degli uffici regionali che hanno questo incarico, sicché le Comunità non possono comunque amministrare direttamente le rispettive Proprietà collettive, sviluppandone appieno le funzioni e le potenzialità sociali, economiche e ambientali.

In alcuni Comuni della Provincia di Trieste, si continua a contrapporre l’anacronistico regime degli «Usi civici» ai diritti originari delle Comunioni familiari, siano esse “Jus” o “Srenje”.

Per queste ragioni, il Popolo dei Beni civici, il 31 gennaio, non festeggerà per uno Statuto disatteso e tradito e, in occasione delle prossime consultazioni elettorali, saprà giudicare chi rispetta e chi no i principi di «Sussidiarietà», «Autonomia e decentramento» e valorizzazione delle «Formazioni sociali» sanciti solennemente dalla Costituzione della Repubblica italiana.

LA VICìNIA

http://www.friul.net/vicinia.php

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protezion e avignî des propietâts coletivis in Friûl e te provincie di Triest zašcita in razvoj skupnih posestev u Furlaniji in na Krasu protezione e futuro delle proprietà collettive in Friuli e nella provincia di Trieste