Archivio mensile:Dicembre 2009

Tolmezzo: la Consulta giovanile convoca musicisti e gruppi per il 5 gen 2010


di Alessio del Missier

Come forse già tutti voi sapete è stata creata, meno di un mese fa, una consulta giovanile a Tolmezzo. Siamo appena all’inizio ma le idee sono molte e le possibilità possono essere altrettante. Questo ovviamente anche per noi "musicisti"!!
Abbiamo bisogno di portare idee concrete, progetti seri per eventi, spazi e quant’altro.
Per questo crediamo che la cosa ideale sia fare una riunione tutti insieme, con tutti i gruppi attivi in carnia, in modo da poter sentire quali sono le esigenze di tutti e definire insieme un progetto serio! In questo modo possiamo avere voce in capitolo con il comune. In questo modo possiamo portare avanti le nostre idee.
Credo che la nascita di questa consulta possa essere qualcosa di veramente imporante per far sentire le nostre ragioni in comune e chiedo a tutti voi il massimo appoggio!
Questa è l’occasione per unirci come mai abbiamo fatto e spero sia l’inizio della fine(scusate il gioco di parole) delle mafie che da sempre esistono tra gruppi e gruppetti.
Concludo indicandovi luogo, data e ora.
Ci ritroviamo il 5 Gennaio 2010 al Caratel ore 20.30!
Sarebbe bello avere almeno un componente per gruppo, se volete venire tutti meglio ancora 😉

Vi saluto e auguro a tutti buone feste!
Consulta Giovanile

Londra: la formula per calcolare il parcheggio dell’auto

La sfida più grande dell’imminente periodo vacanziero – così almeno sostiene il 15% dei cittadini inglesi – è trovare un parcheggio; in particolare, un parcheggio della misura giusta.

Il dato proviene da una ricerca promossa da Vauxhall Motors, casa automobilistica inglese appartenente al gruppo General Motors, dalla quale si apprende anche che il 57% dei sudditi della regina Elisabetta non si fida delle proprie abilità di parcheggiatore e il 32% preferisce cercare un altro posto dove fermarsi, sia pure più costoso, qualora la prima alternativa non sembri di dimensioni accettabili non tanto per contenere l’auto, quanto per fare manovra senza andare a sbattere contro le macchine già parcheggiate.

Uno dei problemi maggiori, infatti, pare sia riuscire a stabilire con certezza se un parcheggio sia sufficientemente vasto da potervi far entrare l’automobile senza provocare incidenti.

Per risolvere la questione, Vauxhall si è alleata con il professor Simon Blackburn, matematico del Royal Holloway College dell’Università di Londra, il quale è riuscito a creare la formula che insegna a realizzare il parcheggio perfetto.

Detta formula prevede la conoscenza di alcuni parametri fondamentali, come il raggio di sterzata dell’auto e la distanza tra gli assi, ma anche l’ampiezza dell’auto vicino alla quale si vorrebbe parcheggiare.

Ottenuti i dati e risolta la formula si potrà realizzare un parcheggio da manuale senza colpire i veicoli adiacenti ma compiendo un’unica, fluida manovra, perché si saprà esattamente quanto sterzare e se lo spazio sia sufficiente.

Il professor Blackburn è convinto di aver trovato "l’occasione perfetta per mostrare come sia possibile applicare la matematica alla comprensione di qualcosa che tutti sperimentiamo".

Friuli V.G. : un nuovo corso di Laurea e varie iniziative per la prevenzione della salute dei cittadini


Un corso di Laurea Specialistica nuovo di pacca e diverse iniziative per promuovere stili di vita in grado di contrastare, nel lungo periodo, il peso delle malattie croniche: queste le iniziative messe in campo dalla Regione per far guadagnare anni di vita in salute ai cittadini
La Giunta regionale, su proposta dell’assessore alla Salute e Protezione sociale, Vladimir Kosic, ha approvato il testo del protocollo d’intesa che sarà sottoscritto tra la Regione Friuli Venezia Giulia e le Università degli Studi di Trieste e di Udine, con il quale vengono stabiliti i criteri e le modalità che regolano i reciproci rapporti in relazione all’attivazione, a partire dall’anno accademico 2009/2010, di un nuovo Corso di Laurea Specialistica/Magistrale interateneo in Scienze della Prevenzione.
Il documento, che fa seguito ad una specifica convenzione tra i due atenei grazie alla quale è già stato possibile effettuare una prova di ammissione e di valutazione dei titoli e avviare le attività didattiche, prevede che il corso, di durata biennale, si tenga ad anni alterni a Trieste e a Udine ad iniziare da Trieste, e che il diploma di laurea sia congiuntamente rilasciato dalle due Università.
Dal canto suo la Regione, oltre a contribuire con 70 mila euro annui, per le attività didattiche e di tirocinio mette a disposizione strutture e risorse strumentali degli enti del Servizio sanitario regionale e dell’Agenzia regionale per la protezione dell’Ambiente – ARPA.
L’insegnamento delle discipline previste dagli ordinamenti didattici è assicurato da docenti universitari nonché da personale del Servizio sanitario e dell’ARPA e da esperti esterni.
Il corso nasce dalla necessità di implementare le attività della formazione specialistica delle professioni sanitarie nell’area della prevenzione, alla luce dell’interesse, per il Friuli Venezia Giulia, di rispondere ai crescenti bisogni espressi in questo settore sia dal sistema sanitario regionale e dalle diverse realtà produttive del territorio, sia dagli operatori, interessati ad una formazione professionale e culturale avanzate.
Sono stati ammessi al primo anno di corso 25 giovani, in risposta ai bisogni formativi non solo del Friuli Venezia Giulia (15 posti) ma anche della Regione Veneto (10 posti), a seguito di un accordo tra le due amministrazioni regionali.

Le direzione centrali Salute e protezione sociale e Risorse agricole, naturali e forestali della Regione avvieranno, nell’ambito delle specifiche competenze, diverse iniziative per promuovere stili di vita in grado di contrastare, nel lungo periodo, il peso delle malattie croniche e far guadagnare anni di vita in salute ai cittadini.
Ne ha dato notizia l’assessore Vladimir Kosic, che ha spiegato come la collaborazione tra le due direzioni ricalca i contenuti di un protocollo d’intesa tra il ministero della Salute e quelle delle Politiche agricole nell’ambito del progetto "Guadagnare salute: rendere facili le scelte salutari", e si inserisce in una ormai pluriennale e consolidata politica per la promozione di stili di vita salutari, creando sinergie efficaci tra stato di salute della popolazione, stile dietetico ed utilizzo delle risorse alimentari del territorio.
In questo contesto saranno avviate azioni, anche di formazione e informazione, volte a sensibilizzare sulla rilevanza di una corretta alimentazione di qualità e ad orientare il consumo verso prodotti locali sani, provenienti da produzioni biologiche, tipiche e tradizionali.
Come ha precisato l’assessore, questi suggerimenti sono rivolti in particolare alla ristorazione scolastica.

Friuli: la riforma della promozione culturale in Regione

di PIERO COLUSSI *

A chi ritiene che, dopotutto, la finanziaria regionale non abbia penalizzato più di tanto il mondo della cultura – come sostiene, fra gli altri, il capogruppo della Lega Nord Danilo Narduzzi – ricordo che, nonostante i 6 milioni di euro reintegrati dal voto dell’aula, all’intero comparto mancheranno nel 2010 ben 17 milioni di euro. Dei 48,3 milioni del 2009 saranno disponibili solo 31 milioni : si tratta dunque del 36,2% di risorse disponibili in meno, sia per le attività sia per i beni culturali del Friuli Venezia Giulia. Anche se in questi giorni l’attenzione dei media e del consiglio regionale si è concentrata soprattutto sulle “preistoriche” Tabelle della cultura – che ci auguriamo siano al più presto cancellate – dobbiamo pensare che ci saranno meno soldi per il sistema delle biblioteche pubbliche, per i musei, per il Centro di catalogazione e restauro di villa Manin, per il Mittelfest, per le grandi mostre, per la tutela delle lingue minoritarie, per l’Arlef, per l’edilizia teatrale, per i conservatori musicali di Udine e Trieste, per gli ecomusei, per le leggi sul recupero e la valorizzazione dei beni culturali (archeologia industriale, architettura fortificata, eccetera). Si salvano, fortunatamente, solamente gli investimenti dedicati allo sviluppo del sito archeologico di Aquileia ora possibili dopo che nella scorsa legislatura è stata approvata la legge istitutiva della omonima Fondazione. Purtroppo, di tutto questo nel dibattito in aula se n’è parlato pochissimo: segno evidente che si tratta di cose ritenute, ahimè, di scarsa importanza. Venendo alle attività culturali – grazie anche alla straordinaria mobilitazione dei cittadini che a migliaia in tutta la regione hanno firmato l’appello al presidente Tondo contro i tagli alla cultura – va detto che il mondo del teatro alla fine è riuscito a limitare i danni con riduzioni oscillanti fra il 5 e il 15 per cento. Meno bene, invece, è andata a quello del cinema e dell’audiovisivo che si troverà a fare i conti con un severo -20,5% di risorse. Con risorse molto ridotte per il Fondo regionale degli audiovisivi, per la rete delle mediateche, per il progetto di circuito cinema che ha messo insieme ben otto sale dislocate nelle province di Udine e Pordenone. Le 118 associazioni ed enti inseriti l’anno scorso in Tabella e confermati – senza le necessarie verifiche previste dalla legge – anche per il 2010 vedranno riduzioni sensibili frutto della riduzione delle tre fasce di merito. La legge regionale 68/81 che sostiene con i titoli II, III e IV le attività culturali degli enti e delle associazioni che non sono in Tabella vedono un taglio significativo così come la legge regionale 3/98 che con 1 milione 150 mila euro perde il 55% della precedente dotazione. Questo significa che gran parte dei progetti e delle necessità delle associazioni culturali più piccole non potranno più essere presi in considerazione. La finanziaria 2010 prevede invece – e questo è senz’altro un segnale positivo – la rinascita sotto nuove spoglie dell’Orchestra Sinfonica del Friuli Venezia Giulia: infatti, per questo importante progetto è disponibile un finanziamento di 1.150.00 euro. C’è da chiedersi se davvero serviva provocare il ribaltone di quest’estate con la contestata e traumatica chiusura dell’orchestra e il tutti a casa della cinquantina di musicisti. Le prime mosse dei prossimi mesi ci permetteranno di capire tutto questo. Su un punto, però, sembra esserci una significativa convergenza: la necessità di completare il percorso di riforme sulla cultura avviatosi negli anni scorsi, ma rimasto ancora incompiuto. Per questi motivi ho proposto all’assessore regionale alla cultura Roberto Molinaro nel mio intervento in aula di programmare entro l’anno venturo gli Stati generali della cultura e dello spettacolo al fine di poter arrivare a un progetto di riforma riguardante la promozione culturale partecipato e auspicabilmente condiviso. Allo stesso tempo ho sottolineato il fatto che non è più rinviabile – pena il ripetersi di imbarazzanti dispute sui dati statistici come abbiamo visto fare fra il Teatro Rossetti di Trieste e gli altri enti della regione – l’istituzione dell’Osservatorio della cultura e dello spettacolo, strumento di analisi e di monitoraggio della vita culturale della regione già previsto, peraltro, nella nuova legge sullo spettacolo dal vivo approvata all’inizio del 2008. García Lorca ricordandoci che «la cultura costa, ma l’incultura costa di più», ci ha fornito la chiave di lettura più appropriata per affrontare con lungimiranza questa sfida per il futuro del nostro territorio, smentendo clamorosamente anche le parole del presidente della Regione Renzo Tondo che nel suo intervento a conclusione del dibattito sul bilancio si è detto nemico del “partito della spesa”, dove per spesa si riferiva, ahimè, proprio alla cultura. Forse bisognerebbe che qualcuno riuscisse a fargli capire che, forse, si tratta anche di una risorsa e di un’opportunità e non soltanto di un costo.

Tolmezzo: Elisa Del Fabbro, le auto con il siero nel motore

David Zanirato dal Gazzettino di oggi

Produrre biocarburante a partire dal siero del latte. Ad aver lavorato sull’innovativo progetto che trova fondamenta presso l’Università egli Studi di Pavia c’è anche la studentessa 22enne tolmezzina Elisa Del Fabbro, premiata con la medaglia d’oro nel novembre scorso assieme ai suoi 10 compagni di laboratorio, nientepopodimeno che al Mit di Boston durante la iGEM 2009 (International Genetically Engineered Machine), la student competition planetaria sulla biologia sintetica. Su 103 progetti presentati da parte di tutte le Università del mondo, la giuria internazionale ha assegnato circa 40 ori, 20 argenti e 24 bronzi. Oltre alla medaglia d’oro, il progetto pavese coordinato dal professor Paolo Magni ha ricevuto un premio speciale della giuria come miglior progetto in assoluto dell’area “cibo o energia” food or energy.
      «Un’avventura incredibile ed emozionante – racconta Elisa, ritornata a Tolmezzo per le feste natalizie – la coronazione di un lavoro molto impegnativo ma appassionante che ci ha coinvolto durante tutto l’anno accademico; in sostanza abbiamo affrontato la progettazione e ingegnerizzazione di un batterio capace di produrre etanolo (un biocarburante) a partire dal siero del latte, derivante dalla produzione dei prodotti caseari. Il siero del latte è uno scarto derivato dalla produzione di formaggi e altri prodotti di caseificio ed è classificato come “rifiuto speciale”, difficilmente smaltibile quindi dalle industrie del settore che in Italia non ha mai trovato delle metodologie di valorizzazione». «Una possibile soluzione – aggiunge Elisa – è quella di convertire il lattosio, uno zucchero, in etanolo ad alta efficienza, attualmente utilizzato come biocarburante in molti paesi europei. La nostra è un’alternativa perché vuole fare di un rifiuto una risorsa». Il progetto ora è in fase di ottimizzazione e sono numerose le società interessate al brevetto.

Azzano Decimo: l’addio a Matteo Molent


Dal MV di oggi

Non ce l’ha fatta, Matteo Molent, il ventunenne giocatore di basket pordenonese in forza alla Bluenergy Codroipo che era stato colto da un arresto cardiaco durante una partita, in campo lo scorso 20 dicembre al PalaBigot di Gorizia. Il suo cuore ha cessato di battere ieri pomeriggio all’ospedale di Udine e la famiglia , in un ultimo grande gesto di generosità, ha autorizzato l’espianto degli organi.
Molent era uno studente universitario modello alla facoltà di ingegneria dell’ateneo udinese, abitava a Tiezzo di Azzano Decimo, da due stagioni era un’ala di 202 centimetri in forza alla “Bluenergy Codroipo”.
Domenica 20 dicembre aveva perso i sensi in panchina, davanti agli occhi della fidanzata che era fra il pubblico, dopo essere stato richiamato dall’allenatore della formazione codroipese. Matteo era parso affaticato e aveva detto di non essere riuscito a esprimersi al meglio a causa del freddo che c’era al palazzetto isontino. Poi, improvvisamente, si era accasciato. Era intervenuto subito il medico sociale. Poi erano stati chiamati i sanitari del 118. Erano stati attimi concitati. Il giocatore era andato in arresto cardiaco. Dopo venti, interminabili minuti di massaggio cardiaco, il cuore aveva ripreso a battere e il giocatore era stato trasportato al pronto soccorso e poi in rianimazione al “San Giovanni di Dio”, dov’era stato ricoverato con prognosi riservata.
Tutte le fasi dei soccorsi si erano svolte in un silenzio surreale. Strazianti i volti dei compagni di Molent, steso davanti alla panchina e intubato per la respirazione artificiale. Quando il cuore del ragazzo aveva ripreso a battere e il giovane era stato trasportato in barella fuori dal palazzetto, la tensione del pubblico si era sciolta in un applauso liberatorio. Poi, naturalmente, gli arbitri avevano disposto la sospensione della partita.
Sembrava che Matteo, assistito dai familiari e da compagni e amici, che incessantemente avevano fatto la spola da Pordenone all’ospedale di Gorizia, potesse risvegliarsi da un giorno all’altro. Le condizioni di coma farmacologico in cui era tenuto si erano, tuttavia, protratte oltre quanto inizialmente preventivato. Poi un tentativo di risveglio andato male e il trasferimento nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Udine, dove ieri alle 17 è cominciato il periodo di osservazione in vista dell’espianto degli organi.
Ora di Matteo, studente e giocatore modello, restano i bei ricordi e tanti dubbi sul via libera alla pratica agonistica, dopo che l’ultima visita medica aveva segnalato anomalie che avevano determinato la necessità di ulteriori approfondimenti. Ma dopo aver tenuto per un giorno l’Holten (apparecchiatura utilizzata per riscontrare eventuali deficit del cuore), di fronte all’assenza di controindicazioni nei tracciati della macchina, Molent era stato restituito ai campi da basket. Su questo aspetto farà maggiore luce, nelle prossime ore, l’indagine che scatterà automaticamente a Gorizia all’ufficializzazione alla Procura della morte del ragazzo.

Zuglio: Giovedì la 31ª edizione della marcia della pace


Nella notte del passaggio tra il vecchio e il nuovo anno, giovedì, si svolgerà da Zuglio a San Pietro in Carnia la 31ª marcia della pace, che coinciderà con la 43ª Giornata Mondiale, e che, come tutti gli anni precedenti, prenderà lo spunto per la riflessione e per la preghiera dalla lettera del Papa Benedetto XVI, intitolata Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato. I promotori sono la Fondazione La Polse di Zuglio e il Centro Balducci di Zugliano , in collaborazione, tra gli altri, con la parrocchia e il gruppo Ana del comune carnico.
Il cammino, che muoverà alle 21 dalla piazza Museo di Zuglio, dopo il saluto di accoglienza di don Giordano Cracina, sarà guidato da monsignor Pietro Piller, parroco di Ampezzo e vicario foraneo. Durante il percorso sono previsti tre momenti di raccoglimento. Il primo con il contributo di Serena Vidoni, del Centro ecumenico de “La Polse”, con riferimenti a realtà della Carnia. Il secondo con l’intervento di Marco Iob del Cevi (Centro Volontariato Internazionale), con attenzione particolare alla questione dell’acqua. Il terzo è affidato a don Pierluigi Di Piazza, parroco di Zugliano e responsabile del Centro Balducci, che metterà in relazione le nostre comunità con quelle del mondo. Le riflessioni saranno precedute dalla lettura in lingua friulana di tre brani dalla lettera del Papa e seguite dal momento dedicato alla preghiera. Il cammino di pace confluirà nella concelebrazione eucaristica in San Pietro, presieduta dall’arcivescovo monsignor Andrea Bruno Mazzoccato. Seguirà un momento di festosa convivialità alla Polse.
I temi del cammino nella notte saranno, in particolare, i rapporti tra le comunità umane e l’intero eco-sistema. Il messaggio del Pontefice evidenzia le gravi responsabilità nella distruzione dell’ambiente, nell’usurpazione delle risorse, chiama in causa un modello di sviluppo inaccettabile perché disumano e distruttivo, afferma che la gravità della situazione attuale deve diventare un’occasione di discernimento e di una nuova progettualità. Il creato è dono di Dio e diventa responsabilità di custodia da parte dell’uomo: i beni sono destinati alla vita di tutti, non all’arricchimento di pochi e all’impoverimento della maggioranza. Sollecita, l’epistola, a una solidarietà inter-generazionale, pensando alle generazioni future, e a una solidarietà intra-generazionale in un nuovo rapporto di autentica cooperazione fra i paesi impoveriti e quelli industrializzati, quest’ultimi chiamati a verificare l’eticità delle opzioni, gli strumenti e le conseguenze. Le necessarie e urgenti scelte a livello economico e politico, locali globale, si debbono accompagnare alle scelte personali, familiari, di gruppo: di nuovi stili di vita, supportati da una nuova cultura da diffondere nelle scuole e nelle comunità. La Chiesa in questo ha una particolare responsabilità, in dialogo con le altre Chiese e con le altre fedi religiose.

Udine: i carabinieri diffondono il decalogo dello sciatore


Il Comando Provinciale Carabinieri di Udine, alle cui dipendenze operano le Compagnie Carabinieri di Tolmezzo e di Tarvisio, dove insistono tutti i principali poli sciistici della regione Friuli Venezia Giulia, invita utti i frequentatori delle piste da sci e dei luoghi di montagna ad attenersi al "decalogo dello sciatore", sancito dalla normativa nazionale nel 2005 con un decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

I militari dell’Arma ricordano che, come per tutte le emergenze, il 112 – numero europeo di pronto intervento ( riconosciuto anche dalle societa’ telefoniche austriache), al quale vanno segnalati anche i comportamenti "anomali "di altri sciatori che possono mettere a rischio l’incolumita’ di quanti fruiscono degli impianti da sci, e’ raggiungibile da tutta la catena montuosa del Friul. Il decalogo elenca rispetto degli altri, padronanza della velocita’, regole per il sorpasso, la sosta, la salita, il soccorso.

Inoltre, ricorda la segnaletica che deve essere apposta nelle aree sciabili attrezzate. Si tratta di regole di carattere comportamentale, gia’ previste dalla legge 24 dicembre 2003, n. 363, per favorire il miglior utilizzo delle piste da sci, evitare pericoli alle persone e prevenire danni. Regole che devono essere rispettate da tutti gli sciatori, anche al fine di non incorrere in conseguenze di natura civile e penale. Ed e’ per questo che il decreto obbliga gli esercenti delle piste a dare ampia informazione del decalogo agli utenti.

Friuli: il successo del BonFriûl di Sauris

bonfriul
Ottimi i riscontri ottenuti con i prodotti che riscoprono le antiche tradizioni dei norcini della Carnia. L’azienda Carnia Agroalimentare di Sauris, con il marchio Bon Friul nei i suoi stabilimenti a Sauris e Coccau (Tarvisio), sta riproponendo delle vere e propri delizie per i palati più esigenti. Grande interesse per il Friulone, ottenuto dalla lombata del maiale disossata, rifilata, per ottenere un filone di carne magra in concia di sale, pepe, ed erbe aromatiche poi affumicato. Un altro prodotto che riscopre le vecchie tradizioni è il salame Punta di Coltello, dove la consistenza grossolana di questo insaccato è dovuta al taglio del lardo, che viene lasciato a pezzi più grossi come da un taglio effettuato a coltello come avveniva nei tempi passati, l’affumicatura è leggera. Buoni i riscontri anche per la Pindula, una striscia di lonza di maiale magra, affumicata e speziata come dalla vecchia ricetta dei norcini della montagna Friulana. Non mancano i prodotti più tradizionali come il prosciutto Crudo di Carnia dolce ed affumicato, il salame della Alpi Carniche affumicato e dolce, la pancetta di Carnia stesa o arrotolata, il guanciale, lo Speck di Sauris. I salumi e prosciutti Bon Friul si possono trovare in alcuni negozi di alimentari, ristoranti ed osterie della regione. Inoltre nel Centro Commerciale Città Fiera di Martignacco c’è lo spaccio aziendale Bon friul che oltre ai salumi e prosciutti di produzione propria, propone anche altri prodotti dalla Carnia come formaggi, dolci , Cjarsons , frico, polenta. Per informazioni visitate il sito Www.bonfriul.it