Archivio mensile:Dicembre 2012

Friuli: sorpresa alle parlamentarie del PD, la De Monte la più votata

Le sorprese non sono mancate. Perché la voglia di cambiamento in politica è tanta. Anche all’interno degli stessi partiti. E allora i quasi 16 mila votanti (la metà rispetto alle altre primarie) del Pd che si sono recati ieri alle urne hanno espresso chiaramente il vento di novità. Per gli uscenti non è stato un successo. A Udine il senatore Carlo Pegorer è quarto, quinto il deputato Ivano Strizzolo. Buon risultato per il triestino Ettore Rosato che nella sua città ha fatto l’en plein. A Pordenone invece i renziani spazzano gli altri.

A Udine

In provincia di Udine la più votata è stata il sindaco di Pontebba Isabella De Monte con 2.228 voti, poi l’assessore al Comune di Udine Gianna Malisani 2.107, quindi Paolo Coppola pure lui nella giunta Honsell con 1.913 preferenze, Carlo Pegorer 1.823, Ivano Strizzolo 1.315, Rosa Ricciardi 977, Maurizio Ionico 924, Maria Marion 909, l’assessore comunale a Udine Enrico Pizza 807, Ilaria Celledoni 706. I votanti sono stati 7.360.

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Carnia di canti e fuochi la bella tradizione è qui

di GIANPAOLO GRI.

Anche la tradizione popolare porta doni nel periodo natalizio. Non sono vistosi come i pacchi che si confezionano nei centri commerciali; sono doni umili, nascosti ormai fra le pieghe della società dei consumi; hanno bisogno di attenzioni. Attenzione, come quella reclamata dal canto di questua natalizio piú prezioso e caratteristico della tradizione friulana: Atents duc’ quanc’ stàit a sintì / una cjanzòn ca fâs stupî:/ quan’ che nassé il nestri Signôr / lusiva una stela di grant sflandôr. /… Flurìvin i monts, i cjamps e i prâts / rosis e violis in quantitât… per chiudere, a modo dei cantastorie: Veso sintût, o auditôrs, / la biela istoria di chesc’ pastôrs? /L’à cumpunùda un simpliciòt /a di un biel sun d’un sivilòt … Quando l’antica linea melodica del canto, raccolta nel cuore della Carnia, a Ligosullo, venne resa nota per la prima volta nel 1895 agli etnologi dalla grande etnomusicologa russa Ella Adaiewski (che soggiornava volentieri in Friuli, nell’allora cosmopolita e colta Tarcento), quel testo aveva alle spalle almeno tre secoli di vita. Si era diffuso durante la Controriforma in ambito popolare in cento varianti; era divenuto il leit-motiv di una festa non immersa (come poi via via, nel corso del Novecento) nel Natale borghese e cittadino da godere al chiuso, nel calore domestico, sotto l’albero, ma ancora vigorosamente collettiva. L’emblema di quel Natale era la questua porta a porta organizzata dalla «gioventú» del paese: il corteo della Stella e dei Tre Re donava le strofe del canto e riceveva in cambio un pugno di sops; la reciprocità riannodava i fili dell’appartenenza comunitaria. Lo Staimi atents (o il Lusive la lune, come recita l’incipit di molte varianti friulane) canta una notte piena di fascino e di mistero, in armonia con il quadro complessivo delle credenze e leggende relative al tempo culminante dell’attesa. È la notte del mondo alla rovescia: c’è un Dio che si incarna lontano dalle città e dai potenti, ed ecco che i fiori germogliano sotto la neve, l’acqua dei ruscelli scorre al contrario, uomini e animali possono comprendersi. Per tradizione, la notte di Natale è il tempo in cui si trasmettono poteri e saperi straordinari; se guardi il correre delle nuvole con i piedi al centro di un crocicchio, scorgi il futuro. È la notte in cui non torna soltanto il Bambino; tornano anche i morti, in processione, a fare madins nelle chiesette fuori mano e fin su, alla pieve-madre di San Pietro di Zuglio, un’ora prima della funzione religiosa dei vivi. Proprio quest’antica dimensione funebre della vigilia e del tempo di Natale conservatasi nelle leggende friulane, insieme con il tema del rovesciamento (la festa degli Innocenti e la forza dei piú piccoli, capace di esigere la buina man dagli adulti; il sovvertimento dell’ordine in paese legata alla festa dei coscritti e dei cidulârs, e altro ancora) e la lunga durata delle credenze nelle figure mitiche femminili a governo del tempo della filatura (le tante varianti della «vecchia col fuso», della Redodesa, della Perchta, della vecchia impiantata sulla cima del palo che regge il pignarûl epifanico), richiamano il senso profondo di un’attesa segnata dalla speranza che si apra una fessura nella gabbia spazio-temporale in cui uomini e paesi sono imprigionati. È venuto di moda, in questi ultimi anni, il recupero delle «sopravvivenze pagane» che avrebbero resistito all’interno del folklore. C’è chi le vede come radici carsiche o come reperti archeologici da individuare, estrarre dal terreno, ripulire ed esibire come fattori di rivitalizzazione dell’identità. Non è un buon modo di accostare le tradizioni. Il quadro dei simbolismi che caratterizzano in particolare il tempo delle Dodici Notti fra il Natale e l’Epifania non mostra stratificazioni e contrapposizioni: intrecci, piuttosto, e compenetrazioni. Il Natale cristiano, da intendersi come «festa lunga» che condensa l’intero ciclo cosmico (lo sapeva bene il mondo contadino: ognuno di quei giorni è uno dei mesi dell’anno che verrà, e occorre scrutare con attenzione i segni, come prescrive il rituale de lis calendis o mesàis) non nasconde e non nega i complessi cultuali precedenti segnati dai riti solstiziali e di inizio di ciclo; regala significati e vita nuova, invece, a una «foresta di simboli» al cui interno vengono trasfigurati i temi della luce e del fuoco, dell’albero e del ceppo, del dono e del contro-dono, con singolare intreccio di pratiche di previsione e propiziazione dell’abbondanza e della felicità: con la percezione, almeno, di essere parte di un disegno cosmico che conduce verso la luce vera e piena. Non è mai stato facile per le comunità umane sanare la contraddizione che vede da un lato l’esperienza del tempo ciclico di una natura che muore e rifiorisce, dall’altro quella di un tempo dell’uomo che invece soltanto declina. Io mi consolo cantando con gli amici il vecchio Stàimi atents e la buina novèla che annuncia. Sento che racconta un soffio di vita segreta che, nel cuore piú nero dell’inverno, percorre come un fremito la creazione, rinnovandola. Avverto che testimonia come meglio non si potrebbe la forza simbolica di questi giorni del calendario: una trama profonda capace di reggere al di sotto dei processi di trasformazione che hanno segnato la storia e che feriscono anche il nostro vivere contemporaneo.

Carnia: tagliati i bus per le frazioni di Ovaro e Comeglians

Dal 1° gennaio verrà sospeso, per mancanza di fondi, il servizio di trasporto pubblico locale aggiuntivo verso diverse frazioni di Comeglians e Ovaro. La Provincia ha da pochi giorni comunicato ai Comuni di Comeglians e Ovaro (ma anche a Arta Terme, Moggio Udinese, Paluzza, Pontebba, Resia, Tarvisio e Zuglio) la sospensione, dal 1° gennaio, del servizio di trasporto pubblico locale aggiuntivo. Lo rendono noto i sindaci dei due Comuni, Flavio De Antoni e Romeo Rovis, che osservano: «la spesa per il servizio, per i dieci comuni della montagna, della Provincia somma a 160 mila euro l’anno. La Provincia giustifica questo provvedimento affermando che sulla legge finanziaria regionale da poco approvata non compaiono tali fondi per questo tipo di servizio aggiuntivo». È certo, anche secondo i due primi cittadini, che i tagli regionali al servizio di trasporto pubblico comprendono anche questo servizio utilissimo per le persone che vivono nelle frazioni distanti dal capoluogo e non servite da alcun tipo di servizio pubblico locale. Nel Comune di Comeglians il servizio veniva garantito finora alle frazioni di Runchia e di Calgaretto, il lunedì e il giovedì, mentre a Ovaro il servizio era garantito, il martedì ed il venerdì, nelle frazioni di Lenzone, Liariis, Clavais, Cludinico, Cella Agrons, Ovasta, Luincis, Mione e Luint. «Tale servizio, funzionante da alcuni anni, – continuano i due sindaci – venne istituito in seguito alle numerose ed insistenti richieste da parte dei residenti delle frazioni». In questi anni, sia per De Antoni che per Rovis il servizio è stato organizzato in maniera ottimale dalla Saf ed «è risultato molto soddisfacente dall’utenza che lo sfrutta in maniera costante e numerosa. Questo servizio pubblico aggiuntivo è indispensabile» per i due primi cittadini che ne chiedono la prosecuzione per il 2013 e «per il futuro dei nostri territori di montagna». Esso, rimarca De Antoni, «dà la possibilità a quanti non possiedono mezzi propri di trasporto di recarsi presso i capoluoghi dal medico, in farmacia oppure per la spesa di generi alimentari. Molte volte queste persone sono anziane e vivono da sole nelle nostre frazioni ed i Comuni non hanno risorse per poter offrire e garantire questo servizio». Per Rovis e De Antoni si tratta di un “servizio sociale”. In questo senso lanciano un appello al presidente della Regione, Renzo Tondo, affinché trovi, nelle pieghe del bilancio regionale, i fondi per poterlo mantenere. «Purtroppo – osserva De Antoni – non è possibile nemmeno gestire con il volontariato questo tipo di servizio. Dieci anni fa tramite un furgone a 9 posti di proprietà comunale avevamo iniziato a offrire noi il servizio ma la legge non lo permette, se non occasionalmente». Tanja Ariis

Carnia: lettera natalizia della Amministrazione Beni civici di Priola e Nojaris

 

Riceviamo e pubblichiamo.

_latteria Sutrio «Proprietà Collettiva di Diritto Pubblico»

CARISSIMI COMPAESANI DI PRIOLA E NOJARIS,
sono trascorsi ormai sette mesi da quando le nostre Comunità hanno potuto finalmente eleggere il proprio Comitato di Amministrazione, ponendo fine al lunghissimo periodo di commissariamento. Le nostre Comunità hanno partecipato in maniera straordinaria al voto del mese di maggio, scegliendo a grande maggioranza il programma “Per i Beni civici di Priola e Nojaris” e affidandone la realizzazione al nostro Gruppo. La speranza e la fiducia suscitate in tutti noi da quell’importante traguardo sono ancora intatte anche se, purtroppo, nonostante la grande prova di democrazia e la chiara volontà manifestata, non è cambiato l’atteggiamento di quanti si oppongono od ostacolano il riconoscimento e la valorizzazione dei nostri Beni. Contro la storia e la cultura della Carnia e in opposizione ai principi sanciti dalla Costituzione di «Sussidiarietà», «Autonomia e decentramento» e valorizzazione delle «Formazioni sociali», a Sutrio come a Trieste, si tenta ancora di negare l’esistenza dei «Beni di proprietà collettiva della generalità dei cittadini» (Legge statale 278/1957 “Costituzione dei Comitati per l’amministrazione separata dei beni civici frazionali”), accertati nel 1936 dalla “Perizia Larice” e confermati nella “Perizia Del Fabbro”, il quale aveva chiaramente indicato, già nel 2006, i «Beni civici esclusivi» di Priola, di Noiaris, di Sutrio e quelli promiscui. Invece di tutelare questa realtà secolare, patrimonio comune ed elemento irrinunciabile della nostra identità, i soggetti a ciò preposti hanno invece stipulato un «Atto stragiudiziale transattivo», con l’intento di trasformare i nostri Beni civici da Proprietà collettiva in antistorici «diritti d’uso su terre altrui». Per restare fedele al mandato ricevuto dalla maggioranza dei Compaesani e ben sapendo che la «piena proprietà dei Beni civici è la condizione indispensabile per la gestione del patrimonio comune», il Comitato di Amministrazione ha presentato ricorso straordinario al Presidente della Repubblica contro il tentativo di impedire che i legittimi titolari gestiscano il proprio patrimonio. In questi mesi, siamo stati obbligati a sopportare attacchi continui e strumentali da parte dell’Amministrazione comunale, tesi ad ostacolare in ogni modo l’autonomia del Comitato, intimidendone i componenti. In compenso, a tutt’oggi, il Comune non ha versato nelle Casse frazionali e neppure disposto l’utilizzazione a favore della Comunità né dei proventi delle utilizzazioni boschive né gli affitti delle “servitù” imposte nel tempo alle nostre Comunità (“Promotur”, “Secab”, Protezione civile, Peschiera, ecc). Ma non ha neppure provveduto ad eseguire quei lavori sulle Malghe frazionali per i quali da anni ha incassato sostanziosi contributi e proventi civici. Fin dal nostro insediamento, inoltre, l’Amministrazione comunale ha esercitato in maniera quasi ossessiva la propria facoltà di vigilanza sul Comitato, tempestandolo di notifiche e diffide, interferendo anche nella vita privata dei Consiglieri e diffondendo accuse infondate ed offensive, in pubblico ed attraverso la stampa. Il Comitato ha segnalato questa situazione inaccettabile al Presidente e al Segretariato generale della Regione e al Prefetto di Udine ed ha ottenuto il sostegno del Coordinamento regionale e della Consulta nazionale della Proprietà collettiva. La nostra situazione, dunque, è all’esame di istituzioni e di organismi sovraccomunali e nazionali, deputati alla protezione e alla promozione dei Beni civici. Forti di questi sostegni, ci impegniamo a produrre, in breve, specifici documenti sui principali problemi che minacciano le nostre Proprietà collettive – in particolare, per quanto riguarda Demanio sciabile Tamai-Zoncolan, Malghe frazionali e Peschiera – e assicuriamo tutti i Compaesani di Priola e di Nojaris che il Comitato di Amministrazione non si sottrarrà in alcun modo al rispetto dei suoi compiti e delle sue funzioni e non tradirà mai il mandato ricevuto per la salvaguardia dei Beni civici delle nostre Frazioni e per lo sviluppo economico e sociale delle nostre Comunità.

A TUTTI, DI CUORE, BUON NATALE E BUON ANNO

per il Comitato di Amministrazione Adriano Riolino, Daniele Moro e Flavio Valle

Priola-Nojaris, 20.12.2012 

Carnia: capodanno 2013 in sicurezza, previsto un bus navetta di collegamento

di Tanja Ariis.

Capodanno: mega festa in città nel grande tendone riscaldato, raggiungibile in sicurezza anche dalle vallate grazie ai bus navetta gratuiti che collegheranno per tutta la notte la Valle del But e la Val Degano a Tolmezzo. Ma sarà possibile, grazie al pullman gratuito che vuole promuovere il divertimento abbinato alla sicurezza, partecipare anche all’altra grande festa in Carnia: quella di Ovaro. In città nel piazzale Ex Delli Zotti, di fronte alla stazione dei bus, il tendone sarà montato già domenica. Quella in programma il 31 dalle 21 fino a tarda notte è una serata pensata per tutti, con la musica di Radio Studio Nord, curata dai dj Eric Navarra, Giovanni Piazza e Cris Dj. Per tutta la serata verranno proiettati video dal megaschermo. L’evento è organizzato dalla Nuova Pro Loco Tolmezzo in collaborazione con la Consulta giovani, con il patrocinio del Comune, i cui riferimenti sono stati il consigliere comunale con delega agli eventi, Renzo De Prato, e l’assessore comunale Aurelia Bubisutti. Importante il contributo anche di Borgo Shangai. L’ingresso è gratuito. Il servizio bus è stato reso possibile grazie a Carnia Welcome. La linea 1 collegherà Tolmezzo ad Ovaro(partenza da Tolmezzo alle 21, fermata alla stazione di Villa Santina alle 21.15, arrivo alla piattaforma Spin a Ovaro alle 21.35 e poi di nuovo a Villa Santina alle 22.05 e a Tolmezzo alle 22.20 per poi rifare il giro tornando a Tolmezzo alle 23.40; per il ritorno partenza da Tolmezzo alle 3.30 e alle 4.30 verso Ovaro),mentre la linea 2 collegherà Tolmezzo a Paluzza (la prima corsa partirà alle 21 da Paluzza dalle scuole, con fermata alle 21.10 a Sutrio al Mister Zoncolan, dove pure è prevista una festa, alle 21.25 ad Arta Terme in piazza, per arrivare alle 21.40 a Tolmezzo ed alle 22.10 ripartirà da Paluzza per rifare il giro e arrivare a Tolmezzo alle 22.50; il ritorno è previsto alle 4 ed alle 5 da Tolmezzo verso Paluzza). Ad Ovaro alle 20 coi coscritti del 1994 ci sarà il “Lancio das cidulas” nel piazzale della scuola media e poi la grande festa alla piattaforma in località Spin dove i Dance of Popul animeranno il Capodanno Ovarese.

Tolmezzo: contributi ai volontari e alle politiche del lavoro da parte del comune

di Tanja Aris

La giunta comunale impegna 35 mila euro per la prosecuzione delle politiche del lavoro. Il Comune, in seguito alla crisi economica e occupazionale, ha avviato diversi progetti specifici a sostegno dell’occupazione e quindi del reddito familiare di molte persone rimaste senza lavoro. Le iniziative intraprese hanno coperto un vasto ventaglio di tipologie di persone disoccupate, anche sulla base dei bandi emessi dalla Regione che prevedono, in alcuni casi, la compartecipazione dei Comuni con fondi propri. Il Comune ha comunque integrato i fondi regionali anche al di fuori delle percentuali imposte dai regolamenti per dare maggiore spessore agli interventi a sostegno del lavoro in favore dei propri cittadini. La giunta nei giorni scorsi, ha ritenuto opportuno garantire ancora il proprio supporto a sostegno delle persone e delle famiglie in difficoltà economiche a causa della perdita del lavoro dovuta alla contingente crisi economica e ha quindi deciso impegnare per questo 35 mila euro. I beneficiari saranno individuati in seguito, in base alle iniziative specifiche che verranno programmate e realizzate.

Il Comune concede per il 2012 contributi per 10 mila e 900 euro a varie associazioni di volontariato operanti in ambito socio-assistenziale. In base alle richieste e secondo le specifiche indicazioni ricevute dall’assessore Cristiana Gallizia, sul riparto dei contributi a favore delle associazioni di volontariato per attività ed iniziative meritorie realizzate nel corso dell’anno che volge al termine, la giunta comunale ha deciso così di sostenere oltre una decina di associazioni di volontariato operanti sul territorio comunale. Nello specifico sono andati 100 euro all’“Associazione non solo Ciripà” di Bologna, 200 euro alla Sezione della Seima dell’Afds e 600 euro al Circolo cittadino del Centro diurno anziani. Vanno 800 euro ciascuna alle associazioni cittadine dell’Ado, dell’Acat Carnica, dell’Atsam Alto Friuli e della Cooperativa Sociale Davide, mentre ammonta a mille euro ciascuna il contributo per il comitato tolmezzino dell’Andos e per il Gruppo di Volontariato Vincenziano. Infine sono stati destinati 1.600 euro all’Associazione oncologica “Alto Friuli” e 3.200 euro all’Anffas Alto Friuli “Dante Collavino”.

Carnia: Sono 15 i “natalini” tra Udine e Pordenone; di Arta e Trasaghis quelli carnici

Sono ben 15 i neonati che hanno visto la luce il giorno di Natale nelle province di Udine e Pordenone.

Due fiocchi, uno rosa e uno azzurro, anche nell’ospedale di Tolmezzo: alle 9.42 è nata Estelle, di Arta Terme, ed esattamente tre ore dopo, alle 12.42, è toccato a un maschietto, Tomaso di Trasaghis.

Si chiama Vittorio ed è di Romans d’Isonzo il primo “Natalino” della provincia di Udine del 2012. Il piccino è venuto alla luce all’1.58 nell’ospedale di Palmanova.

 

 

Sempre nel reparto di Ostetricia palmarino si è registrato, in ordine di tempo, il secondo lieto evento della provincia: a emettere il primo vagito è stata, alle 2.49, Sofia di Mariano del Friuli.

A Latisana alle 12.20 è venuto alla luce un maschietto.

Ore di intenso lavoro nel reparto di Ostetricia dell’ospedale del capoluogo friulano

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Friuli: il governo nomina il Presidente Tondo commissario per la A4

Il governo nazionale ha comunicato in serata per le vie brevi al presidente della Regione Renzo Tondo di aver prorogato lo stato di emergenza della A4, affidando il ruolo di commissario al presidente medesimo.

“E’ uno splendido ma anche strameritato regalo di Natale”. E’ il commento del presidente Tondo subito dopo aver appreso la notizia da Palazzo Chigi. “Chi ha lavorato fino all’ultimo politicamente e mediaticamente contro gli interessi del Friuli Venezia Giulia e della sua autonomia – ha aggiunto Tondo – è ancora una volta servito: oggi con la proroga del commissario per la A4 affidata al presidente della Regione, ieri con la calendarizzazione del taglio dei consiglieri regionali; e l’elenco potrebbe continuare. Il provvedimento adottato dal Governo rappresenta anche la più importante conferma alla bontà della gestione commissariale”.

“Mi auguro che questa ennesima figuraccia – continua il presidente – faccia ritrovare al Pd del Friuli Venezia Giulia un minimo senso di responsabilità per il bene comune di questa regione, dei suoi lavoratori e delle sue imprese, che sono i veri beneficiari di questa proroga, che garantisce lavoro; anche se temo che il connubio tra la Roma dei salotti televisivi e questo Pd a trazione anti regionale sia ormai indissolubile”. “Per parte mia – conclude il presidente – continuerò nell’impegno per la comunità regionale rinunciando ancora una volta ad ogni compenso. Autonomia è responsabilità, come sempre”