Archivio mensile:Ottobre 2013

Friuli: dal 15 novembre 2013 torna l’obbligo di catene a bordo o pneumatici da neve

Dal 15 novembre torna l’obbligo per gli autoveicoli di utilizzare pneumatici invernali (da neve) o le catene a bordo sui tratti delle strade statali a rischio di precipitazioni nevose o formazione di ghiaccio. L’obbligo, come comunica l’Anas, sarà in vigore fino al 15 aprile 2014. I tratti della viabilità interessati delle strade statali sono il raccordo autostradale 13, dallo svincolo di Sistiana allo svincolo di Padriciano, il raccordo autostradale 14, dallo svincolo con raccordo 13 al Valico di Fernetti; la statale 54 “del Friuli”, da Cividale del Friuli al confine di Stato di Stupizza e da Cave del Predil al Valico di Fusine; la Ss 52 Bis “Carnica”, da Tolmezzo a Passo di Monte Croce Carnico; la Ss 13 Pontebbana, da Ugovizza al confine di Coaccu; la Ss14 “della Venezia Giulia”, da Basovizza al confine di Stato di Pese. Ovviamente, l’ordinanza emanata in attuazione delle norme attuative delle disposizione del Codice della strada, in materia di sicurezza stradale, deve ricordare agli automobilisti che l’obbligo degli pneumatici da neve nel periodo invernale vale anche per le strade regionali, provinciali e comunali dell’intera montagna friulana.

Ligosullo: sistemata la strada di Valdajer, così riparte il rilancio

di Gino Grillo.

L’amministrazione comunale intende rilanciare la località di Valdajer e il suo castello a scopi turistici. Sono stati portati a termine i lavori di sistemazione e messa in sicurezza della strada che dal capoluogo porta a Valdajer, dove si trova il famoso edificio, un castello distrutto durante il secondo conflitto mondiale del secolo scorso e ricostruito come albergo, che ora giace però chiuso e non operativo ormai da 4 anni. «Sono stati impiegati – ha detto il sindaco Giorgio Morocutti – 200 mila euro messi a disposizione dalla Protezione civile». Un lavoro necessario considerate le condizioni della strada dove, mesi or sono, un camion per il trasporto legname austriaco si è rovesciato a carico pieno. I lavori, eseguiti dalla ditta Morassi di Ravascletto, hanno comportato il rifacimento del manto stradale, l’asfaltatura e la sistemazione di alcuni muri di sostegno alla strada. «L’intervento – chiosa ancora il sindaco – è stato possibile grazie all’interessamento dell’onorevole Angelo Compagnon che è stato a ispezionare il sito». L’assessore al bilancio Maurizio Craighero prosegue chiarendo che la strada è stata liberata, sui lati, dagli alberi. «L’esbosco sulle due fasce perimetrali di alcuni metri, sia su terreni privati che comunali, è stato effettuato dall’azienda boschiva Umberto Cortolezzis di Treppo Carnico, sotto la supervisione dal Comune. La speranza – concludono i due amministratori – riposta da questa amministrazione comunale è senza dubbio quella di poter così aver tracciato le basi per un futuro rilancio turistico del polo di Valdajer, con le sue bellezze naturalistiche e l’utilizzo del Castello, auspicandosi che ancora qualche operatore del settore privato possa ritenere interessante un investimento in tale immobile ad uso turistico-ricettivo». La strada rimane anche al servizio di alcune malghe, site più in quota, una delle quali, Malga Valdajer, rimane aperta tutto l’anno.

Carnia welcome: missione a Roma per portare i turisti in Carnia


Chef Antonella Salon all’opera.

Prendere i turisti per la gola: questa la mission degli operatori che si sono recati a Roma alla tre giorni di alta cucina di Cooking for Art 2013. L’incontro è avvenuto nelle officine Farneto: qui Carnia Welcome e Cciaa, con il sostegno della Comunità montana della Carnia, hanno organizzato lo stand espositivo e presenziato all’importante manifestazione. A presentare i propri prodotti Consorzio Carnia (caseificio Sociale Alto But) e cucina di Carnia, mentre hanno potuto elaborare i loro piatti i ristoratori di Arta Terme: Antonella Salon, di Forni Avoltri Tiziana Romanin del ristorante il Sole, Fabrizio Casali e Sara Zanier per la Perla di Ravascletto coordinati dal Master Chef Daniele Cortiula che a sua volta ha presentato un piatto: flan di Formadi frant con crema di pere e riduzione di aceto di mele. Gli altri piatti presentati dai nostri ristoratori sono stati: Cjarsons alle erbe del ristorante Salon, muossot di Fagioli del Perla, gli gnocchi di pane allo speck del Sole. Tutti i piatti hanno esaltato e  valorizzato  il prodotto agroalimentare della nostra montagna. Alla tre giorni presenti pure il presidente di CW Massimo Peresson che ha presentato la Carnia sul palco mentre i cuochi erano all’opera, e Paola Schneider presidente di Federalberghi che ha presentato Sauris e l’offerta alberghiera carnica. Fra i tanti critici estimatori del mondo gourmèt Oliviero Toscani e Franco Vannucchi. Un particolare ringraziamento, da Peresson, all’ organizzatore Luigi Cremona e a Francesca Bruni «che hanno molto insistito per la presenza della Carnia a questo appuntamento».

Tolmezzo: Antonio Martini e le «Mura trecentesche da salvare nella piazza»

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(foto tolmezzo news)

(t.a. dal mv di oggi)

Antonio Martini, già presidente del consiglio regionale, plaude al progetto di riqualificazione di piazza Domenico da Tolmezzo e dell’area all’angolo tra le vie Lequio e Battisti, ma suggerisce attenzione ai due siti, perché serberebbero resti delle mura trecentesche della città che potrebbero essere valorizzati, non ostacolando gli interventi progettati, ma anzi dando a essi maggior pregio. Nella piazza, secondo il progetto del Comune, sarà demolito il vecchio container che un tempo ospitava un bar e al suo posto sarà realizzata un’area lastricata con panchine e spazi verdi, mantenendo l’albero di latifoglie. Un breve tratto di roggia sarà a vista (con una lastra di vetro come pavimento) con le sue pareti in pietra. Un’aiuola spartitraffico risolverà l’incrocio pericoloso tra le vie del Forame e del Fante e la piazza. Poi verso la piazza o sarà prolungata l’aiuola o sarà realizzata una sosta per i bus dei turisti. I parcheggi saranno mantenuti, ma organizzati diversamente. «Rivolgo il mio plauso – dice Martini – al progetto perché finalmente si mettono a posto i due siti, ma bisogna fare attenzione perché essi hanno ancora tracce delle vecchie mura trecentesche della città. Nell’area di fronte all’Alba (gelateria) era presente l’unica torre visibile nella parte storica del centro, la torre delle scuole. Ci sono ancora alcuni ruderi della torre, che era del ’300 o del ’500. Sarà da fare un sondaggio. Sono al limite del parcheggio perciò non si preclude l’intervento che vuole fare il Comune che potrebbe però valorizzare una testimonianza storica della città. Anche in Piazza Domenico da Tolmezzo attaccate alla Porta di Sotto, sulla sinistra in continuazione di via delle mura, nell’area Malagnini dove si vuole fare quell’area lastricata e verde, ci sono le mura trecentesche, basta scavare un po’. Sarebbe un bel giardino se in continuazione della Porta di Sotto mettessero in visione le vecchie mura». L’assessore comunale Valter Marcon dal canto suo spiega che sull’area tra via Lequio e via Battisti, dove ci sarebbero resti della vecchia Torre, si sta ancora valutando se destinarla tutta a parcheggio o farne in parte area verde valorizzando ciò che segnala anche Martini. Per la piazza, Marcon osserva che nel progetto preliminare già si prevede di mettere in risalto, in un breve tratto, l’architettura antica della roggia e che sicuramente si terrà conto poi di evidenze di elementi architettonici o archeologici che si dovessero palesare, ma che ad oggi non si hanno.(t.a.)Antonio Martini, già presidente del consiglio regionale, plaude al progetto di riqualificazione di piazza Domenico da Tolmezzo e dell’area all’angolo tra le vie Lequio e Battisti, ma suggerisce attenzione ai due siti, perché serberebbero resti delle mura trecentesche della città che potrebbero essere valorizzati, non ostacolando gli interventi progettati, ma anzi dando a essi maggior pregio. Nella piazza, secondo il progetto del Comune, sarà demolito il vecchio container che un tempo ospitava un bar e al suo posto sarà realizzata un’area lastricata con panchine e spazi verdi, mantenendo l’albero di latifoglie. Un breve tratto di roggia sarà a vista (con una lastra di vetro come pavimento) con le sue pareti in pietra. Un’aiuola spartitraffico risolverà l’incrocio pericoloso tra le vie del Forame e del Fante e la piazza. Poi verso la piazza o sarà prolungata l’aiuola o sarà realizzata una sosta per i bus dei turisti. I parcheggi saranno mantenuti, ma organizzati diversamente. «Rivolgo il mio plauso – dice Martini – al progetto perché finalmente si mettono a posto i due siti, ma bisogna fare attenzione perché essi hanno ancora tracce delle vecchie mura trecentesche della città. Nell’area di fronte all’Alba (gelateria) era presente l’unica torre visibile nella parte storica del centro, la torre delle scuole. Ci sono ancora alcuni ruderi della torre, che era del ’300 o del ’500. Sarà da fare un sondaggio. Sono al limite del parcheggio perciò non si preclude l’intervento che vuole fare il Comune che potrebbe però valorizzare una testimonianza storica della città. Anche in Piazza Domenico da Tolmezzo attaccate alla Porta di Sotto, sulla sinistra in continuazione di via delle mura, nell’area Malagnini dove si vuole fare quell’area lastricata e verde, ci sono le mura trecentesche, basta scavare un po’. Sarebbe un bel giardino se in continuazione della Porta di Sotto mettessero in visione le vecchie mura». L’assessore comunale Valter Marcon dal canto suo spiega che sull’area tra via Lequio e via Battisti, dove ci sarebbero resti della vecchia Torre, si sta ancora valutando se destinarla tutta a parcheggio o farne in parte area verde valorizzando ciò che segnala anche Martini. Per la piazza, Marcon osserva che nel progetto preliminare già si prevede di mettere in risalto, in un breve tratto, l’architettura antica della roggia e che sicuramente si terrà conto poi di evidenze di elementi architettonici o archeologici che si dovessero palesare, ma che ad oggi non si hanno.

Tolmezzo: altro incontro tra Sindaci, in stesura il “Manifesto della montagna”

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Seconda riunione nel giro di 15 giorni per i Sindaci dei comuni montani impegnati a trovare una linea comune per poter dare più forza alle azioni possibili per risolvere i problemi del vivere in montagna. E questo avviene senza che la diversa appartenenza a partiti politici possa in qualche modo essere d’intralcio, insomma le problematiche della gente al di sopra dei colori politici.

Se si sommano i 15 presenti alla riunione del 25 ottobre e altri 8 assenti e giustificati, i favorevoli cominciano ad essere un numero considerevole, considerando anche la presenza del Commissario della Comunità montana Not e di alcuni rappresentanti della Val Canale e del Gemonese. La contrarietà (o l’indifferenza) all’iniziativa sembra rimanere tale per i sindaci di Enemonzo, Socchieve, i due forni ampezzani, Sutrio, Bordano, Trasaghis.

Questo impegno si è tradotto nella stesura di un documento che ha visto la partecipazione anche dell’assessore Bubisutti delegata dal Sindaco Zearo, che in questo modo spazzano via le polemiche su un presunto disimpegno nell’iniziativa da parte del Comune di Tolmezzo.

Con questo manifesto i sindaci, amministratori, politici, forze sociali e cittadini della montagna Friulana, vogliono dimostrare il senso di unità e di orgoglio di un territorio, ricco di storia cultura e caratterizzato da una sua lingua. Il patto dei partecipanti al manifesto vuole partire dalla ritrovata unità per rendersi promotori della questione alpina e in particolare della montagna friulana a livello europeo, nazionale e regionale per dare un contributo all’attuazione della “ risoluzione del Parlamento europeo su una strategia macroregionale per le Alpi “, che il 23 maggio 2013 è stata approvata. E’ di fondamentale importanza l’impegno diretto della regione FVG sia direttamente ma anche facendosi parte attiva nell’influenzare le scelte politiche nazionali per individuare in concreto il contenuto da dare a quest’opportunità che ci viene dall’Europa.

La vera sfida oggi è mantenere la montagna diffusamente abitata, garantendo adeguato riconoscimento e opportunità occupazionali a chi presidia questi territori dal degrado e dai pericoli naturali, mantenendo il capitale paesaggistico-culturale su cui si fonda anche l’offerta turistica.

L’obiettivo primario deve essere quello di mettere al centro la montanità, attraverso il pieno riconoscimento della funzione sociale, economica ed ambientale svolta dalle popolazioni che vivono in montagna.

 

Carnia: riecco la Casa del popolo e Prato Carnico fa festa

di Tanja Ariis.

É stata una giornata di grande partecipazione e di speranza nel futuro ieri a Prato Carnico che ha festeggiato la riapertura, nel suo centenario(1913), della prima Casa del Popolo della Carnia, la seconda in regione, una delle primissime in Italia. La decisione di costruirla venne presa a Dortmund in Germania da emigranti valligiani e così mentre nella terra natìa lavoratori volontari la erigevano, i fondi giunsero da ogni angolo della terra dove si trovava un pesarino, un carnico. «La Casa del Popolo-recita il manifesto inaugurale del 1913-nacque col sacrificio di oscuri lavoratori e per virtù dello spirito di fratellanza che li accomuna. Essa sarà la sede naturale delle istituzioni laiche prefiggentesi la tutela giuridica, il miglioramento economico, morale ed intellettuale dei meno abbienti. La Casa del Popolo assurge così a simbolo della solidarietà di classe ed a vessillo di tutte le rivendicazioni operaie». Oggi come ieri essa è aperta a tutti per essere punto di incontro e di confronto per cittadini di ogni età, per stare assieme, discutere e cercare soluzioni ai problemi della Carnia. Accanto alle autorità, tanta gente, compresi i bimbi delle scuole e diversi emigranti tornati dall’estero, ha partecipato alla festa, indice di quanto la Casa del popolo sia tuttora significativa per la comunità locale. Ma c’è stato anche chi, pur senza origini carniche,ha comprato casa qui ed è tornato dall’Inghilterra apposta per l’evento. Ora l’edificio, restaurato dal Comune,diventa centro sociale e culturale per cittadini e turisti, con lo splendido salone storico, la nuova sede della biblioteca comunale(intatto l’archivio storico della Casa del Popolo), zona bar con cucina, cinque camere e un appartamento. Il sindaco, Omar D’Agaro, ha incitato tutti a rivivere questa Casa e la voglia di essere comunità. «La sbornia economica del secondo dopoguerra-ha detto-ci ha solo illuso ed ora siamo qui in questa epoca difficile. Se il tunnel è buio, dobbiamo tutti, assieme, accendere la luce». D’Agaro ha ricordato come nel 1900 il suo comune, oggi con 900 abitanti, contasse poco più di 3 mila persone e di esse un terzo fosse costretto a emigrare stagionalmente all’estero. Furono loro a importare nuove idee che impressero nella comunità la riluttanza ad ogni regime. Ido Petris di Pradumbli, il professor Claudio Venza e Gianni Nassivera hanno ripercorso alcuni tratti. Per Dante Spinotti (il cui nonno fece il suo discorso inaugurale alla Casa del Popolo nel 1913) questo evento come pure il laboratorio dei fratelli Leita a Paularo è un segno straordinario della vitalità che serba ancora la gente carnica. Un plauso da Spinotti va anche al restauro della Casa del Popolo, semplice, minimalista, molto elegante.

Trasaghis: disperso nell’ambiente un potente ratticida, avvelenati tre cani due sono morti

di Piero Cargnelutti.

Dua cani morti nella Val del lago e il terzo è stato salvato per poco. A determinare queste improvvise morti sarebbe un potente veleno che colpisce il sistema nervoso, solitamente utilizzato per neutralizzare topi e ratti che qualcuno ha dolosamente gettato nell’ambiente. È stato un cacciatore di Braulins, Gian Michelino Cecchini a dare per primo l’allarme: «Giovedì scorso – ci ha raccontato – mi trovavo a caccia nelle Gravatis, nella zona artigianale e ho notato sul percorso in mezzo al bosco come delle piccole aspirine, osservando che si trattava di veleno per topi». Immediatamente, Cecchini si è messo a raccoglierle e successivamente ha segnalato alla direzione della riserva di caccia di Trasaghis il fatto, consegnando quanto raccolto. Il cacciatore anche ieri è ritornato sul posto per verificare se era presente altro veleno da raccogliere: «Abbiamo portato il materiale raccolto – ha raccontato il presidente della riserva Luca Di Giannantonio – all’azienda sanitaria, dove ci è stato confermato che si tratta di un forte veleno per topi». «Difficile capire – insiste – chi sia l’artefice di questo atto, visto che si tratta di zone disabitate per quanto riguarda le Gravate, dunque non si capisce la finalità anti-ratti in un luogo che comunque è molto frequentata da persone che semplicemente vanno a correre con i propri cani: per questo ci teniamo ad avvisare tutti dei rischi che si corrono nel frequentare in questi giorni quei posti con degli animali». Dunque, pare farsi avanti il danno doloso, ma il veleno ha mietuto due vittime ad Avasinis, dove le piccole esche pare siano state trovate molto più vicino alle case: Thiago e Leo, un Golden Retriever il primo e uno Yorkshire il secondo, due bestie piene di vita che non ce l’hanno fatta. Un terzo cane, Giody, un bovaro Entlebuk, si è salvato grazie alla professionalità del suo veterinario che prontamente lo ha fatto portare in una clinica specializzata a Bologna. Per tutti i tre casi è stata esposta denuncia contro ignoti per “sospetto avvelenamento”. La notizia sta preoccupando la vallata: «Tutti e tre – ha scritto la Pro Avasinis sulla sua pagina facebook – erano sani, pieni di vita e di voglia di giocare, e di ricevere amore dai propri proprietari. Chi è stato? Perché l’ha fatto? È il gesto di un folle che non ha pensato nemmeno alle conseguenze: un bimbo avrebbe potuto fermarsi a giocare in quel maledetto luogo situato al centro del Paese».

Gemona: un privato realizzerà la pista d’atterraggio per il volo libero

di Piero Cargnelutti.

Buone nuove per il volo libero nel gemonese, i cui tanti praticanti potranno prossimamente contare sulla pista di atterraggio che verrà realizzata nei campi compresi tra via Paludo e via Uarbe. A realizzarla sarà un imprenditore locale, e ciò in base a quanto previsto da una convenzione approvata ieri dalla giunta comunale: in tale documento si prevede proprio che sarà il privato a realizzare la struttura, mentre il Comune provvederà a costruire il tratto di pista ciclabile che incrocerà proprio quel punto prima di collegarsi con il territorio di Artegna. Oltre alla pista di atterraggio sarà realizzato anche un ostello che darà alla nuova area, che sorgerà in prossimità del torrente Orvenco, anche una funzione di accoglienza: «E’ un’opera che ci eravamo impegnati a realizzare nel contesto del progetto Città dello sport – spiega il sindaco Paolo Urbani – e ora l’intervento di un imprenditore locale permette così un grande risparmio per le casse pubbliche. La pista ciclabile andrà a completare il tutto: a tal proposito, per quel tratto la Comunità montana ha già previsto una variazione di bilancio, mentre il collegamento con il centro storico è già stato progettato e il tratto via Dante-via Praviolai è in costruzione». La pista di atterraggio comprenderà un parcheggio, un’area camping e una struttura dotata di spogliatoi, un locale per la somministrazione di bevande con annessa cucina, infermeria e un ufficio informazioni con internet point e la possibilità di noleggiare biciclette. Dunque, in un’area caratterizzata dalla presenza di terreni agricoli e tanta natura sorgerà un piccolo polo sportivo per gli amanti del volo, che ormai sono migliaia ogni anno sulle montagne del gemonese e della Val del lago, motivati ancora di più dalle diverse competizioni di carattere nazionale e internazionale che sono state organizzate dall’associazione Volo Libero Friuli nell’ambito della Città dello sport. E di fatto, proprio i campi tra Gemona e Artegna sono già stati luogo di atterraggio nel corso degli anni per i piloti che si lanciano dal monte Cuarnan: «Vediamo con soddisfazione – dice il sindaco Paolo Urbani – che un progetto sul quale abbiamo creduto sta dando i suoi frutti, ancor di più per il fatto che un privato intende fare notevoli investimenti da migliaia di euro, andando ad aggiungersi ai tanti sponsor che credono nella Città dello sport, un progetto che avrà importanti ricadute economiche su tutto il territorio: anche il prossimo arrivo degli atleti della nazionale sudafricana, che saranno attivi anche in altri Comuni, è per noi un segnale che avevamo visto giusto quando abbiamo avviato un progetto che va a recuperare la natura per fare promozione turistica attraverso lo sport».

Roma: minacce alla senatrice De Monte e ai componenti della giunta per le elezioni

Una busta bianca con l’indirizzo scritto in stampatello e con un francobollo. Una delle tante che la senatrice friulana Isabella De Monte riceve ogni giorno. Questa volta, però, il contenuto della missiva è minaccioso, e si rifà al suo ruolo di segretario della giunta per le elezioni del Senato, organismo parlamentare chiamato a decidere sulla decadenza di Silvio Berlusconi. «Chi vive per l’odio e pregiudizio – si legge nella lettera, tra l’altro in una forma grammaticale non perfetta – di odio perisce. State pronti che da questa fine non vi salva nemmeno il padreterno».

Poche parole impresse in stampatello su un foglio di dimensione A4, con un computer, circondate da due immagini piuttosto eloquenti: nella parte alta dai volti dei quindici senatori di Pd, M5S, Sc e Sel che hanno votato a favore della decadenza di Berlusconi, nella parte bassa dai cadaveri del duce Benito Mussolini e degli altri gerarchi fascisti appesi a testa in giù in piazzale Loreto.

Un messaggio fin troppo eloquente, arrivato a tutti i componenti della giunta per le elezioni.

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Tolmezzo: titolo italiano per la Libertas a coronare quasi cinquanta anni di attività

(t.a. dal mv di oggi)

Mancava solo un titolo italiano per coronare quasi cinquanta anni di attività sul territorio della polisportiva Libertas Tolmezzo. Ed il titolo è arrivato nei giorni scorsi, anche se nella staffetta 4×100 metri maschile regionale, da parte di Sebastian Simonetti che con Micahel Fichera, Ferdinand Ugonna Egbo e Andrea Variola si è laureato campione italiano agli assoluti di categoria disputati a Jesolo. Il portacolori del club biancoazzurro tolmezzino quest’anno ha gareggiato a livelli di eccellenza andando anche a conquistare il nuovo record regionale della categoria cadetti sulla distanza degli 80 metri piani. Il quartetto del Friuli Venezia Giulia ha preceduto le compagini del Lazio,Veneto, Trentino Alto Adige, Puglia e altre diciassette regioni. L’assessore allo sport e animatore da sempre della Libertas Tolmezzo, Francesco Martini, è raggiante. «Risultati come quello ottenuto da Sebastian -afferma – ci riempie di gioia e soddisfazione e soprattutto ci fa ben sperare per il futuro. La volontà degli atleti, la capacità dei loro tecnici e un impiantistica di assoluta qualità saranno le componenti per essere sempre più vincenti. Tolmezzo e la Carnia dicono grazie a questo giovane atleta che nello sport ha tenuto alto il nome della Libertas e di tutto il territorio». La pista di atletica tolmezzina è stata rimessa a nuovo l’anno scorso e come impianto è una delle punte di diamante della città