Archivio mensile:Gennaio 2008

Giovanni Donada: via dalla banca, torno al mulino!

Dal MV di oggi

Lascia il lavoro in banca per proseguire l’attività storica della sua famiglia nel mulino di Baus. Degli 80 mulini esistenti in Carnia dopo la guerra, quello di Baus è uno dei pochi – si contano oramai sulle dita di una mano – ancora funzionanti. Una vecchia pergamena notarile ne segnala l’esistenza già nel 1514. Ma è dal 1700 che l’attività è condotta dalla famiglia Donada per cui nel 1968 Rino Donada, oggi 74enne, ha conseguito la medaglia d’oro. Il figlio Giovanni, 39enne, ha lasciato, dopo 18 anni, il suo lavoro in banca per seguire le orme del padre. La scelta tra il mantenere aperta l’attività secolare della sua famiglia o chiuderla definitivamente si è imposta quando nell’estate scorsa il padre, titolare del mulino, è stato costretto a rallentare l’attività per motivi di salute. Così Giovanni e il fratello hanno iniziato a interrogarsi sul da farsi. Dopo un’attenta analisi, Giovanni ha deciso. Il lavoro gli piace, è un orgoglio portare avanti la tradizione di famiglia e l’attività di mugnaio, questa professione d’altri tempi e a misura d’uomo, consente una vita dignitosa e un maggior spazio per gli affetti e la realtà locale cui è particolarmente legato.

Pochi giorni fa Rino Donada, dopo 62 anni di attività assieme alla moglie, ha così passato il testimone ai figli Giovanni, che vi si dedica ora a tempo pieno, e a Mario, che collabora col fratello nel tempo libero. Il prodotto di punta è la farina da polenta, macinata nell’assoluto rispetto della vera tradizione e con cereali di prima qualità. Il mulino è la stessa macchina dal 1957. Si macina oggi come una volta, con tempi lunghi che consentono di mantenere intatte le proprietà organolettiche del prodotto. Dieci anni fa si aggiunse poi la farina da polenta integrale con la crusca macinata sottile. Ma sono anche molti coloro che si recano, come un tempo, al mulino per farsi macinare i propri cereali.

Il sindaco di Ovaro, Lino Not, sottolinea l’importanza della scelta dei due fratelli per la comunità. «Questa – ha detto Not – è la dimostrazione pratica del mantenimento di una tradizione di famiglia e di un servizio al pubblico. Sono esempi da ammirare e sostenere. In tempi in cui il commercio subisce alti e bassi, le domande di contributo per migliorare e aprire le attività commerciali nelle frazioni qui sono ben 6 e quasi tutte di giovani. Di fronte a simili segnali positivi il Comune si impegna a dare una mano». La vicesindaco Lietta Dell’Oste complimentandosi con la famiglia Donada, ha sottolineato come la novità sia importante anche per l’albergo diffuso “Il Grop”, di cui è presidente e per cui il mulino, anche per il suggestivo ambiente che lo ospita, rappresenta certo un’attrattiva in più da offrire agli ospiti.

Sulla caccia mi astengo, ma il gettone lo prendo!

La legge sulla caccia è stata approvata con 22 sì, 15 no e 14 astensioni.

Il voto favorevole è venuto da Margh-PD, DS-PD e Cittadini per il Presidente.Contrari i Gruppi di Lega Nord e Alleanza Nazionale, a cui si sono aggiunti Piero Camber e Gaetano Valenti di Forza Italia, Alessandro Metz (Verdi), Bruna Zorzini (PDCI), Alessandra Battellino (IdV-SD), Luigi Ferone (Pensionati).Ad astenersi sono stati gli altri componenti del gruppo di Forza Italia, e i Gruppi di PRC-SE e UDC.

14 astensioni: un record … oltre 1 anno di discussioni per non riuscire manco a farsi un’idea  :-O

Aldo a Tolmezzo nella sede della Filologica

Venerdì 01/02/2008 alle ore 18 sarò presente alla "riapertura" della sede della Filologica Friulana a Tolmezzo. Canterò alcune "curtes" tratte dllo spettacolo "Ma ce vuelial dì jessi Furlans".  L’incontro in "Cjase Gortani" in via Del Din 9 sarà anche l’occasione per la presentazione dello "Strolic" e del Corso di Lingua e Cultura Friulana, insieme a Monica Tallone, Gloria Angeli e Ovidio Colussi.

L’asteroide ci manca …

L’asteroide “2007 TU24” domani 29 gennaio ci mancherà di appena 540000 km un inizia rispetto alle distanze astronomiche. Gli astronomi l’hanno battezzato “2007 TU24” ed è un asteroide, ovvero un gigantesco “sasso” (con un diametro stimato di 250 metri) che orbita attorno al Sole al pari dei pianeti. La sua traiettoria in rotta di collisione con la terra aveva destato non poche preoccupazioni nella comunità scientifica, dando corpo agli spettri tragici evocati da film del filone catastrofico negli ultimi anni.

Invece, almeno per questa volta, l’asteroide grazierà la terra e ci sfiorerà solamente, una distanza, enorme per la nostra vita quotidiana, è una “piccolezza” su scala astronomica (corrisponde infatti a circa 1,4 volte la distanza Terra-Luna). L’arrivo di “2007 TU24” aveva fatto discutere per qualche tempo gli addetti ai lavori, finchè gli astronomi del Jet Propulsion Laboratory di Pasadena hanno potuto misurare, lo scorso 23 Gennaio, con grande precisione tramite il radar di Goldstone l’ogetto e la sua traiettoria, migliorando così in modo significativo la conoscenza dei suoi parametri orbitali. E’ stato quindi possibile escludere in maniera definitiva che tale corpo celeste possa essere a rischio di impatto con il nostro pianeta ancora per molto tempo a venire (secondo i tecnici della NASA, possiamo stare tranquilli per almeno altri 2000 anni). L’asteroide “2007 TU24” venne scoperto l’11 Ottobre scorso dal telescopio robotizzato “Catalina Sky Survey”, e raggiungerà nel momento di massimo avvicinamento la decima magnitudine apparente, risultando quindi visibile anche attraverso piccoli telescopi amatoriali come un puntino di luce in rapido movimento tra le stelle (dall’Italia la notte tra il 29 ed il 30 Gennaio attraverserà velocemente le costellazioni della Giraffa e dell’Orsa Maggiore). 2007_TU24 è stato ripreso la sera del 27 Gennaio anche dalla specola dell’Associazione Friulana di Astronomia e Meteorologia (AFAM) di Remanzacco, nell’ambito della campagna di monitoraggio degli asteroidi potenzialmente “pericolosi” che l’osservatorio friulano conduce già da alcuni anni a questa parte. Al momento della ripresa, l’asteroide era ancora in fase di avvicinamento al nostro pianeta, trovandosi a circa 1.400.000 Km di distanza dalla Terra, in direzione della costellazione della Balena.

E a Cuffaro il cannolo gli finisce dritto dritto nel ….

Ha fatto molto male a Cuffaro, presidente della Regione Sicilia la festa a base di cannoli dopo la condanna a 5 anni nel processo sulle talpe alla Dda. Uno dirà, ma perchè? Forse i cannoli non erano buoni e hanno provocato un attacco di gastrite acuta? Forse la crema era avariata e ha provocato una gastroenterite con emissioni varie da una parte o dall’altra? Forse qualche boccone è andato per traverso provocando quasi un soffocamento? No nulla di tutto questo.

Festeggiare una condanna a 5 anni di galera gli ha fatto malissimo,ma non per problemi di tipo medico …  La cosa non è piaciuta per niente all’opinione pubblica e forse dovrà dimettersi, non per la condanna, ma per l’indignazione chei festeggiamenti hanno provocato. Evidentemente il cannolo gli è finito dritto dritto da un’altra parte e deve fare molto, ma molto male .-)

Contate (e ritrovate) le pecore

Le pecore erano fuggite in gregge, terrorizzate, quando, nei giorni scorsi, la zona in cui si trovavano, a malga Agareit, sopra Lauco, era stata interessata da un incendio boschivo. Probabilmente le bestie erano state spaventate anche dal passaggio dei mezzi utilizzati per le operazioni di spegnimento, così si erano inoltrate per la montagna fino a raggiungere quasi la sommità del monte Tamai, a 1900 metri di quota. Lassù, dove in questo periodo il manto di neve raggiunge il metro e mezzo di spessore all’incirca, tra il monte Tamai e il monte Arvenis, le pecore erano ridotte allo stremo, costrette a cibarsi rosicchiando la corteccia degli alberi. Ma ieri, profittando delle condizioni meteorologiche favorevoli presenti, sono state raggiunte da una squadra costituita da sei vigili del fuoco giunti da Udine, Tolmezzo e Tarvisio che le ha raggiunte a piedi, procedendo con le racchette da neve, per poi acciuffarle una per una e portarle in salvo. Ne sono state recuperate in questo modo, con estrema fatica, 26, mentre 6 o 7 si sono date alla fuga e sono rimaste ancora là. Per la nottata le pecore sono state sistemate a malga Tamai in attesa di essere portate a valle non appena possibile dal proprietario.