Archivio tag: gemona

Carnia: spetta all’Alto Friuli il primato in regione per i bambini obesi

di Piero Cargnelutti.
L’Alto Friuli, il territorio con i bambini più obesi della regione. Nessuno forse lo avrebbe mai immaginato che nella zona montana e pedemontana del Friuli Venezia Giulia ci fossero i bambini più obesi, ma la fonte è più che ufficiale poiché proviene da uno studio condotto dal dipartimento di prevenzione dell’ex azienda sanitaria 3 Alto Friuli, prima che quest’ultima si fondesse con i territori della zona collinare e del medio Friuli con l’avvio della riforma sanitaria. Lo studio, intitolato “Okkio alla salute” è stato realizzato nel 2014 ma i dati sono giunti all’attenzione dei sanitari negli ultimi mesi dopo che erano stati inviati al Ministero per essere rielaborati. Ebbene, se in regione i bambini sovrappeso rappresentano il 24% rispetto al 31% della media nazionale, in Alto Friuli essi sono ben il 28%. Dunque, ben 4 punti percentuali in più rispetto alla media. «Sono dati che ci fanno preoccupare – spiega Paolo Pischiutti, responsabile del dipartimento di prevenzione dell’Aas3 – ed è chiaro che bisognerà lavorare per migliorare tale situazione, partendo dall’informazione poiché se da un lato il problema sono le abitudini alimentari, dall’altro è anche la sedentarietà perché bisognerebbe abituarsi fin dalla giovane età a bruciare quello che si consuma. L’indagine sull’obesità dei bambini viene fatta in modo frequente nel corso degli anni, ma nel caso di questo studio è stato possibile fare un’analisi più dettagliata». Ben 320 i bambini dai 6 ai 10 anni coinvolti nella realizzazione dell’indagine che i sanitari hanno condotto con la collaborazione di scuole e genitori, e la facoltà di Scienze motorie: si è trattato di 19 classi distribuite sul territorio montano e pedemontano. Ad analizzare i dati, si scopre che la percentuale più alte di obesità nei bambini, pari al 26%, si registra nelle località con popolazione superiore ai 10 mila abitanti, mentre nei centri più piccoli e periferici, si è ben al di sotto della media regionale con il 19%. In poche parole, stiamo parlando dei bambini residenti nei due centri di Gemona e Tolmezzo. «È certamente un dato significativo – spiega ancora Pischiutti – se si pensa che anche la percentuale di obesi, del 6%, corrisponde alla media regionale contro il 10% a livello italiano: eppure, calcolando il numero dei bambini sovrappeso, emergono 4 punti percentuali in più. Emerge anche che il problema è particolarmente presente in famiglie non agiate mentre in quelle con un certo reddito i bambini hanno meno problemi di questo tipo. Dunque, è anche una questione di informazione e di educazione a determinate abitudini di vita».

Friuli: «Gemona “scippata” di Scienze motorie con la nuova legge»

di Piero Cargnelutti.
«Laureato in Scienze motorie? No, basta un semplice corso per essere qualificati come referenti alla sicurezza all’interno delle strutture sportive». Ancora una volta, ne compare una che presto potrebbe finire sui banchi del consiglio regionale e che ha il fine di permettere anche a chi non ha ottenuto il titolo di laurea in Scienze motorie di poter gestire la sicurezza all’interno delle strutture sportive. Al centro dell’attenzione vi è la volontà dell’amministrazione regionale di modificare l’articolo 15 della legge 117 in materia di sport, nella quale si prevede che, in alternativa al laureato in Scienze motorie quale responsabile di una struttura sportiva possa esserci anche un’altra figura. Ancora non è chiaro di quale figura alternativa si tratti, ma per il mondo accademico il riferimento è palese, ovvero le persone che conseguono un brevetto attraverso i corsi realizzati dal Coni, corsi che permettono di specializzarsi in qualche disciplina sportiva ma non certo di avere la preparazione adeguata per garantire la sicurezza all’interno di una realtà sportiva. A denunciare il fatto è il consigliere regionale Roberto Revelant (Ar). «Dopo la promessa non mantenuta di finanziare in assestamento il corso di laurea di Scienze motorie e scienza dello sport, ora – tuona Revelant – con il disegno di legge 117 arriva il colpo di grazia che può mettere a rischio l’esistenza dei corsi stessi, vanificando gli investimenti fatti in tutti questi anni dalle diverse amministrazioni comunali e regionali che si sono succedute nel post sisma, che hanno cercato di consolidare i rapporti e valorizzare la struttura universitaria che ha sede a Gemona». Insomma, il problema si ripete. Già negli anni scorsi, nei vari provvedimenti legislativi regionali si era già corso il rischio di mettere in discussione la figura del laureato in Scienze motorie che affronta un percorso accademico e in buon parte finisce a lavorare all’interno di una struttura sportiva. «Poi ci si chiede – dice Revelant – come mai i nostri laureati se ne vogliano andare all’estero a cercare maggiori soddisfazioni, non vedendosi riconoscere le proprie competenze nel paese d’origine. Si vuole introdurre una nuova figura qualificata, attraverso un semplice corso, per il controllo delle attività motorie per la sicurezza dei praticanti nell’ambito delle strutture destinate a tali attività. È evidente la concorrenza sleale che si produrrebbe nei confronti di chi invece si laurea dopo anni di studi e percorsi professionali e di specializzazione». Oggi, il corso di laurea in Scienze Motorie ubicato a Gemona per quanto riguarda il triennio e a Udine per la specializzazione, conta ben 240 studenti e si tratta di un corso a numero chiuso che ogni anno registra molte richieste di ammissione. «Chiederò immediatamente alla presidente Serracchiani la disponibilità a convocare un tavolo di confronto con l’Università e l’Amministrazione Comunale di Gemona prima dell’arrivo in aula della legge, perché se questo atto vedesse la luce così come proposto dalla giunta, sarebbe la fine del corso di laurea, un altro atto grave – conclude il consigliere regionale Roberto Revelant – che farebbe traboccare l’acqua da un vaso già stracolmo».

Friuli: alleanza Carnia-Gemonese sulla prevenzione contro i tumori

di Tanja Ariis.
Gli assessori alla salute di Tolmezzo e Gemona, Cristiana Gallizia e Adalgisa Londero, annunciano assieme che la Torre Picotta e il Castello di Gemona saranno illuminati di rosa tutte le sere di ottobre per ricordare l’importanza della prevenzione nel tumore al seno. Tolmezzo ha scelto la Torre Picotta, ben visibile, e Gemona il castello, che, «fortemente lesionato dal terremoto e ora ricostruito, qui diventa simbolo – dice Londero – di rinascita della donna di fronte alla malattia e forte richiamo alla prevenzione». A far nascere questa alleanza Tolmezzo-Gemona è l’Andos (Associazione nazionale donne operate al seno)di Tolmezzo che organizza,in collaborazione con l’Aas3, l’”Ottobre rosa 2015” con tante iniziative. L’associazione opera su Carnia, Tarvisiano e Gemonese,ha 800 soci ed è fondamentale punto di riferimento e di supporto per le donne. Con la sua presidente, Sonia Piller Roner, punta a una maggiore sensibilità delle donne sulla prevenzione, per limitare ancor più nella zona la scoperta solo in fase avanzata di tumori al seno. Oggi capita ancora. Fondamentali sono i controlli: l’autopalpazione, le visite senologiche e la mammografia. Controlli che oggi molte donne non fanno. Eppure intervenire su lesioni microscopiche, ancora impalpabili dà prognosi molto più favorevoli. Per avviare un percorso in questo senso per tutto ottobre, telefonando ad un numero dedicato (tel.340 1077884),si potrà prenotare una visita senologica negli ambulatori degli ospedali di Tolmezzo e Gemona e si potrà scrivere a [email protected] per ogni curiosità. Per Gallizia la prevenzione, su cui si impegnano molto Regione e azienda sanitaria,è un’opportunità che noi donne dobbiamo saper cogliere. Intervenire presto dà chance terapeutiche notevolissime». Domani alle 15 al Palazeje di Tolmezzo si svolgerà un incontro sull’incontinenza urinaria, problema femminile diffuso e spesso taciuto: può colpire le donne in varie fasi della vita ed è in realtà risolvibile con una ginnastica appropriata. Il 10 ottobre alla Cjase dal Len di Sutrio si svolgerà una sfilata di moda in una serata di beneficienza organizzata dalla Proloco,che ha coinvolto Andos. Ci sarà una sorpresa. Il 28 ottobre a Gemona ci sarà l’incontro “Io,come Angelina Jolie?”. Il 31 a Paularo Federica Calzolari presenterà il suo libro”Tu…sei tante cose”, raccontando di sé e della propria malattia.

Gemona: area dell’ospedale allagata «Mancano le manutenzioni»

di Piero Cargnelutti.
La bomba d’acqua abbattutasi giorni fa anche sul Gemonese ha colpito l’ospedale San Michele, dove la pioggia è penetrata nelle coperture di un’area dell’edificio allagando i corridoi. Le forti precipitazioni che hanno caratterizzato l’inizio di questa settimana hanno lasciato il segno dunque anche all’interno dell’ospedale gemonese. In particolare, l’acqua è penetrata dal tetto dell’ala sinistra del San Michele interessando i corridoi del padiglione degli ambulatori, la zona del cup e l’area della nuova dialisi, che sono state oggetto di pesanti infiltrazioni, tanto da essere resi temporaneamente inagibili. Le infiltrazioni hanno significativamente danneggiato parte dei controsoffitti,degli infissi e dei lucernai, tanto che per fronteggiare il guaio il personale è stato costretto a predisporre mezzi di fortuna per la raccolta dell’acqua piovana come secchi e lenzuola. Nei giorni successivi, si è provveduto a rimettere le lastre di cartongesso rovinate dall’acqua ma il problema delle infiltrazioni resta ancora da risolvere. Proprio per questo, sulla questione sono intervenuti i due capigruppo di maggioranza in consiglio comunale Andrea Palese (Urbani sindaco per Gemona) e Giuseppe Turchetti (Gemona nel cuore) che hanno depositato un’interrogazione urgente al sindaco Paolo Urbani. «Purtroppo – dicono Palese e Turchetti – pare che si tratti di un problema ricorrente, che si ripete ogni volta che si registrano fenomeni di maltempo. Inoltre, ricordiamo che già nel dicembre 2012 la conferenza dei sindaci dell’allora Ass3 Alto Friuli aveva approvato il Piano 2013 (Pal), con il quale si destinavano 600 mila euro per interventi manutentivi di risanamento al tetto del San Michele». In poche parole, i due consiglieri comunali si chiedono se quei soldi, parte di un avanzo di amministrazione dell’Ass3, siano stati o meno investiti per le eventuali manutenzioni. Probabilmente, se così fosse, le infiltrazioni di lunedì scorso non si sarebbero verificate. «Non è giustificabile il fatto – dicono ancora Turchetti e Palese – che una struttura di recente costruzione presenti queste carenze manutentive. Per questo abbiamo scritto al sindaco affinché solleciti urgentemente la direzione generale dell’Aas 3 a provvedere all’eliminazione della problematica, considerato che le risorse ci sono».

Alto Friuli: Scienze motorie perde il biennio, a Udine i due anni di specialistica

di Piero Cargnelutti.
Dal corso di laurea in Scienze Motorie se ne vanno a Udine i due anni di specialistica. Una perdita per Gemona, che però vede il “numero chiuso” degli iscritti al corso di laurea aumentare da 70 a 90 e così nei prossimi anni a Gemona, se si perderanno una quarantina di studenti, se ne potrebbero avere 60 in più. La necessità di risparmiare ha imposto all’Università friulana la scelta di portare a Udine il biennio di specialistica poiché i corsi spesso sono condivisi con altre facoltà presenti nel capoluogo, ma l’accordo tra ateneo friulano, Comune e Provincia di Udine non solo salvaguarda la permanenza della facoltà di Scienze motorie a Gemona, ma la rafforza andando ad aumentare il numero di studenti che potranno seguire il corso. Il consiglio di amministrazione del Dipartimento di Scienze mediche biologiche ha infatti approvato la programmazione didattica per il prossimo anno in cui si prevede, per l’appunto, l’aumento da 70 a 90 posti per gli studenti che frequentano nella cittadina pedemontana il primo triennio della facoltà. «Appena abbiamo saputo – spiega il sindaco Paolo Urbani – della scelta di trasferire a Udine i due anni della specialistica con il rischio di perdere 45 studenti, insieme alla Provincia e all’Università abbiamo cercato di salvaguardare il corso. Ringrazio in particolare il rettore Alberto De Toni, e i referenti della facoltà Bruno Grassi, Claudio Bardini e Stefano Lazzer. Colgo l’occasione per ringraziare in particolare anche Enrico di Prampero, fondatore della facoltà e nostro cittadino onorario che anche stavolta è stato determinante per il mantenimento di una realtà molto importante per il nostro territorio che ci permetterà di sviluppare percorsi in seno al progetto Città dello sport ma anche nel contesto del nostro ospedale e in collaborazione con la direzione dell’Azienda Sanitaria». Da parte sua l’amministrazione comunale, oltre ad aver messo a disposizione dell’Università aule e spazi, insieme alla Provincia metterà a disposizione dei finanziamenti per consentire il significativo incremento degli studenti. «Dobbiamo ringraziare in particolare – spiega ancora Urbani – il presidente della Provincia Pietro Fontanini, l’assessore Beppino Govetto e il consigliere Stefano Marmai che con noi hanno seguito la problematica. Per quanto ci riguarda, siamo contenti che i risparmi effettuati negli anni scorsi ci abbiano permesso oggi di intervenire anche su questa realtà dopo che ci siamo impegnati per salvaguardare sia l’ufficio dell’agenzia delle entrate che il giudice di pace. Rispetto alla facoltà di Scienze Motorie, l’intervento del Comune era ancora più necessario visto che il corso attrae studenti in tutto il nord est».

Venzone: inaugurazione della pista ciclabile Venzone-Gemona del Friuli

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Il progetto Ciclovia Alpe Adria Radweg (Programma di cooperazione transfrontaliera Interreg IV Italia-Austria 2007-2013) è un esempio di cooperazione per lo sviluppo della mobilità sostenibile e nasce dalla comune volontà delle tre regioni partecipanti (Regione Friuli Venezia Giulia, Land Salisburgo e Land Carinzia) di individuare un itinerario ciclabile transfrontaliero che, congiungendo Salisburgo con Villaco, Udine, Aquileia e Grado, superi il confine fisico costituito dalle Alpi e realizzi un collegamento diretto tra la rete ciclabile centro europea e il mare Adriatico. Per ulteriori informazioni: www.alpe-adria-radweg.com e www.turismofvg.it/Terra-dei-Patriarchi/Ciclovia-Alpe-Adria

Nel Friuli Venezia Giulia la Ciclovia Alpe Adria costituisce la direttrice FVG 1 della Rete delle Ciclovie di Interesse Regionale (ReCIR). Per ulteriori informazioni: www.regione.fvg.it/ciclovie.

Sabato 30 maggio 2015 pedaleremo da Venzone a Gemona del Friuli inaugurando la pista ciclabile recentemente realizzata dalla Comunità Montana del Gemonese, Val Canale, Canal del Ferro.

Per raggiungere Venzone sarà attivo un servizio di trasporto gratuito di ciclisti+biciclette da Pordenone, Codroipo, Trieste e Monfalcone (per le modalità di prenotazione del servizio si veda alla fine dell’articolo).

Sarà inoltre possibile raggiungere Venzone da Udine utilizzando il treno Micotra (partenza da Udine ore 07.07).

Per ulteriori informazioni www.ferrovieudinecividale.it/progetto-mi-co-tra

Programma dell’ inaugurazione

Ore 9.30     ritrovo presso il Municipio di Venzone

Ore 9.45     Saluto delle autorità

Ore 10.30   In bicicletta lungo la ciclabile fino alla località Rivoli Bianchi, dove avrà luogo il taglio del nastro

Ore 11.30   In bicicletta fino alla  sede della Protezione Civile di Gemona, Via Battiferro, brindisi inaugurale

Gemona: quarantennale del terremoto, dal “cratere” 50 proposte

di Piero Cargnelutti.

Sono già una cinquantina le proposte arrivate in municipio a Gemona per l’organizzazione dei festeggiamenti relativi al quarantesimo anniversario del terremoto in programma per il prossimo anno. Si tratta delle proposte sollecitate dalla stessa amministrazione gemonese che aveva invitato i sindaci dei Comuni del “cratere” (oltre una quarantina si erano presentati di persona) e successivamente aveva incontrato anche le associazioni: al momento già 20 Comuni hanno inviato le loro idee, assieme a una quindicina di associazioni e realtà culturali e a tre artisti, mentre si attendono quelle di altre 7 amministrazioni comunali che hanno chiesto ancora un po’ di tempo rispetto alla scadenza fissata inizialmente al 31 marzo. Tra le curiosità, si segnala l’interessamento giunto dal Comitato regionale delle Pro loco con il presidente Valter Pezzarini, che ha ricordato come allora molti avvenimenti culturali siano stati interrotti dai tragici eventi, un tema che potrebbe rientrare all’interno di un eventuale convegno nel contesto di Sapori Pro Loco. «È un piacere – dice il sindaco Paolo Urbani – vedere questa buona risposta: in molti ci hanno anche scritto dopo aver letto sui giornali degli incontri che abbiamo organizzato. Per quanto ci riguarda, con la Provincia di Udine abbiamo già condiviso il percorso di divulgazione che si realizzerà all’interno delle scuole oltre ad aver già raccolto diversi sponsor mentre attendiamo che la Regione faccia le sue valutazioni e le sue proposte per condividerle insieme». A tal proposito, è in programma domani mattina, in sala consiliare a Venzone, l’incontro tra la presidente Serracchiani e i 137 sindaci del “cratere” in cui si parlerà proprio delle iniziative in programma per la commemorazione del terremoto. A seguire, ci sarà la presentazione del libro “La memoria di un evento”, pubblicato dall’Associazione Comuni terremotati e sindaci della ricostruzione del Friuli.

Gemona: writers colorano i sottopassi, maestri della Street Art ospiti di “Elementi Sotterranei”.

di Piero Cargnelutti.

“Elementi Sotterranei”, dieci anni alle spalle e già 5 mila metri quadrati di graffiti su Gemona. Si annuncia dunque la decima edizione del festival internazionale dedicato ai graffiti e alla urban art organizzato dall’associazione Bravi Ragazzi che ieri ha presentato il programma 2015 dedicato alle “Energie”. Conferenza stampa a palazzo Boton, alla presenza del sindaco Paolo Urbani e dell’assessore Marina Londero. Un traguardo importante questi dieci anni per i Bravi Ragazzi, durante i quali, con i loro colleghi spesso di fama internazionale (ne sono già stati ospiti 142), hanno impresso con le loro opere già 5 mila metri quadrati ridando colore e decorazioni a molti luoghi urbani nella capitale del terremoto friulano. «La decima edizione di “Elementi Sotterranei” – ha detto il presidente di Bravi Ragazzi Francesco Kerotoo Patat – è una tappa importante per la nostra associazione, per Gemona, per la regione per la scena delle arti urbane europea. Abbiamo deciso di festeggiare questo momento simbolico dal titolo “ESX” invitando sessanta artisti, tra cui alcuni nomi della scena mondiale dell’urban art e una rappresentanza dei partecipanti di ogni edizione, dal 2006 a oggi. Chiuderemo quindi il ciclo della riqualificazione dei sottopassi – prosegue Patat – e dei luoghi dove piú naturalmente si sviluppa la street art e il graffiti-writing, nell’ottica di uscire in futuro dai “sotterranei” per cavalcare l’onda dell’arte urbana mondiale promuovendo la decorazione di facciate di grandi dimensioni a opera di artisti urbani contemporanei». Quest’anno, “Elementi Sotterranei” si svolgerà dal 29 maggio al 7 giugno e sarà la volta di via Pecol in Piovega dove i graffiti andranno a occupare un superficie di 2 mila metri quadrati, con artisti provenienti da tutto il mondo e di fama mondiale quali i brasiliani D.Ninja e Does, la bielorussa Yu-Baba oppure nomi noti nel panorama internazionale della urban art quali i torinesi Corn79 e Vesod, i polacchi Robert Proch e Sepe, e l’olandese Telmo Miel. «“Elementi Sotterranei” – ha detto Cristian Sturi, artista e critico d’arte – non poteva nascere che a Gemona, vista la presenza preponderante di cemento nella cittadina dovute a normative collegate al post terremoto che creavano un appiattimento visivo». Il festival sarà anticipato dall’evento #InvasioniDigitali in programma domenica 26 aprile e realizzato con la collaborazione dell’Ufficio Iat mentre una vera anteprima di writing è fissata per le giornate del 1°, 2 e 3 maggio. Cinque artisti – Bonzai (Londra), Soda (Londra), Boost (Milano), Scarpa e Kerotoo (Gemona del Friuli) – dipingeranno i muri del sottopassaggio pedonale interno alla stazione di via Roma che collega le banchine dei binari; mentre dalle 14 del 2 maggio, all’interno della sagra di Campagnola, ci sarà l’appuntamento con i laboratori didattici e la musica dei Ragazzi del Commissariato degli Ipercussonici. E anche quest’anno, sotto l’egida di “Energie”, a cui è stato dedicato il festival, ci saranno incontri, laboratori per parlare si sviluppo sostenibile, riciclo, sovranità alimentare: «Abbiamo creduto in voi – ha detto il sindaco Paolo Urbani – dieci anni dopo siamo contenti di vedere che siete cresciuti con il vostro festival: crediamo anche che in una cittadina a volte “all’antica” come Gemona, “Elementi Sotterranei” sia una ventata di freschezza: contiamo su di voi e sui progetti dei giovani».

Gemona: si pensa anche a una fiction per ricordare i 40anni dal terremoto

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di Piero Cargnelutti.

Anche un film per celebrare il quarantennale del terremoto in programma per il 2016. È una delle tante proposte emerse nel corso dell’incontro tenutosi lunedì sera a palazzo Boton tra l’amministrazione comunale e le associazioni per discutere il da farsi nel periodo della ricorrenza, tra il 6 maggio e il 15 settembre 2016. Un film? Sì, una fiction di impegno sociale e nazionale in un periodo di crisi e sfiducia nel futuro, proposta dalla Sine Sole Cinema srl – Produzioni Cinematografiche che sta appunto sviluppando un film denominato “Orkolat”; al momento i proponenti starebbero vagliando la disponibilità della Regione dopo aver preso contatti nei mesi scorsi con l’amministrazione comunale e la Cineteca del Friuli a Gemona. Certamente, lunedì le proposte non sono mancate in un’aula di palazzo Boton gremita di rappresentanti delle associazioni gemonesi, ascoltate dal sindaco Paolo Urbani, dagli assessori Loris Cargnelutti e Marina Londero ma soprattutto da Enzo Cainero, a cui il Comune ha dato il compito di seguire l’organizzazione: «Ho abbozzato delle linee base – ha detto Cainero – per un programma territorialmente molto vasto che dovrà essere condiviso: vedrà Gemona come epicentro ma gli eventi saranno distribuiti in diversi territori. Queste consultazioni serviranno a raccogliere le idee per giungere infine a un programma da sottoporre alla Regione». Insomma, dalle associazioni e realtà culturali gemonesi proposte ne sono giunte diverse: dal recupero di alcuni archivi come quelli di Donato Maieron oppure Tito Canciani lanciato dalla Cineteca (che collaborerà probabilmente alla ricerca di materiale video da proporre nelle scuole) alla realizzazione di un francobollo su Gemona proposto dal circolo Filatelico numismatico gemonese per arrivare alla creazione di una sezione dedicata al terremoto del ’76 nell’applicazione informatica a cui l’associazione dei commercianti Con.Serva sta lavorando per promuovere il territorio. Non solo, l’Ana Gemona ha fatto sapere che il Gruppo Conegliano della Julia ha già espresso la volontà di organizzare a Gemona il suo raduno annuale, oltre a proporre il riconoscimento della cittadinanza onoraria alla Brigata Julia. E poi l’Afds che sta lavorando per l’organizzazione di un congresso provinciale, mentre la Parrocchia ha ricordato il ruolo fondamentale della Caritas, nata proprio a Gemona. Ora le associazioni hanno tempo fino al 31 marzo per consegnare ufficialmente le loro proposte: nel corso dei prossimi mesi, il grande evento internazionale che si vuole organizzare inizierà ad assumere via via contorni sempre più definiti.

Friuli: Zamparini e investitori russi lanciano gli elicotteri carnici

di Michela Zanutto.

Pioggia di rubli per la Konner helicopters di Amaro. Tutto merito di Maurizio Zamparini, patron del Mercatone Zeta, meglio conosciuto come eclettico presidente del Palermo Calcio. Ma quello dipinto ieri davanti agli studenti della sua ex scuola, il Malignani di Udine, è un affresco molto lontano dall’esonera allenatori conosciuto in tv. È un imprenditore capace di commuoversi respirando l’odore del laboratorio di officina meccanica in cui entrava ogni giorno a 20 anni. Un imprenditore che non si dimentica della sua terra. E anzi, guarda al Friuli Venezia Giulia per creare nuovi posti di lavoro. Esattamente come accade ad Amaro. Lì, nella dura Carnia, ha sede la Konner helicopters dove è nato il k1, l’elicottero ultraleggero di ultima generazione su cui Zamparini ha puntato gli occhi. E non soltanto. Perché grazie a una società creata con un partner russo, in Carnia arriveranno i fondi necessari a ottimizzare la produzione portandola da «dieci elicotteri l’anno a 300», spiega l’imprenditore. Complessivamente la partnership con gli investitori venuti dall’Est è forte di «un fondo da un miliardo di euro, destinato a investimenti nelle aziende italiane e in agricoltura», rivela il padre dell’Mz. La vocazione di Zamparini all’imprenditorialità arriva ancora prima del diploma. Studia da perito aeronautico senza però un reale trasporto verso la materia. «Ho scelto questa scuola – ha raccontato ieri – perché aveva e ha, serietà e caparbietà nella preparazione, ti faceva capire l’importanza di quello che stavi facendo. E ancora oggi vedo quello stesso entusiasmo». Il diploma arriva nel 1959 e «dei 19 compagni di classe, forse uno ha scelto la strada aeronautica. Metà è diventata imprenditore e metà direttore d’azienda». È ancora studente, quando nel fallimento di un lavoro di officina Zamparini trova l’illuminazione: «Ero negato – ammette – l’insegnante aveva chiesto di ricavare un parallelepipedo da un pezzo di ferro. Il mio, dopo molte tribolazioni, era una sottiletta. Quello del compagno di banco che aiutavo in italiano, perfetto. È stato allora che ho capito d’avere bisogno di esecutori per fare il mio lavoro». Le asperità sono il filo rosso delle fortune di Zamparini. Come quando a 27 anni resta senza lavoro (e con tre figli) perché i suoi ex soci svizzeri gli avevano “soffiato” la società di caloriferi fondata nel 1963. Da quell’impasse si reinventa venditore: «Ero piuttosto bravo – ammette – perché vendere è un’arte: non bisogna spingere all’acquisto, ma chi si ha davanti deve desiderare di comprare». È un Bignami di vita quello che Zamparini ha regalato ieri ai ragazzi del Malignani, grazie all’idea dell’Associazione degli aeronautici della scuola. «Anche se invecchio, ho sempre 20 anni nell’anima. Sono un vostro coetaneo», ha detto rivolto ai giovani. Amarcord a parte, il presente di Zamparini è il Palermo Calcio. «È un vizio – scherza –. Un vizio costoso, ma da cui è arrivata grande notorietà. Quello è il mondo dell’immagine. Voi qui avete Pozzo che è bravissimo. Anch’io cerco di fare lo stadio a Palermo, ma per il momento non abbiamo un euro di finanziamento dalle banche». E poi arriva l’excusatio che non ti aspetti dal presidente di una “piccola”: «Nel calcio non c’è corruzione, gli arbitri sbagliano ma non perché corrotti».