Archivio mensile:Maggio 2010

Regione fvg: se il bilancio regionale fosse una torta, Trieste avrebbe la fetta piú grande

di Beniamino Pagliaro dal MV di oggi

Se il bilancio regionale fosse una torta, Trieste avrebbe la fetta piú grande. La metafora può aiutare nell’analisi della spesa regionale, in totale oltre 4 miliardi e 200 mila euro (dati relativi al 2008), «pesata» territorio per territorio in base al numero di abitanti. Dalla sanità ai trasporti, dalla cultura all’istruzione, il capoluogo regionale “mangia” in proporzione piú degli altri, nonostante il minor numero di abitanti. La spesa regionale annuale complessiva dedicata alla provincia di Trieste, divisa per il numero di abitanti, rivela infatti che per ogni triestino la Regione spende 3.981 euro, mentre 3.346 euro «vanno» a ogni friulano, 2.911 euro a ogni goriziano e 2.792 a ogni pordenonese.
La spesa pubblica. La crisi del debito e le conseguenti misure restrittive dei governi europei hanno riportato drammaticamente d’attualità la necessità di ridurre la spesa pubblica e riuscire allo stesso tempo a far ripartire l’economia. La formula potrebbe non riuscire nella sua magia, considerato il peso delle contaminazioni pubbliche nell’economia nazionale. Ma il punto uno, la priorità, con un federalismo annunciato sempre alle porte, è fotografare la spesa pubblica per progettare un futuro sostenibile. In Friuli Venezia Giulia la musica non cambia: il bilancio di una Regione di confine deve riuscire a sostenere il benessere in città e campagna, la vita dei paesini di montagna e lo sviluppo delle infrastrutture, incoraggiare l’industria e i servizi. In pochi chilometri il panorama cambia radicalmente.
Le risorse. E allora, nel momento in cui si pare obbligati a ridiscutere la quantità delle risorse, vanno prese in considerazione qualità e distribuzione delle stesse. Una prima analisi della spesa regionale nel 2008, divisa per il numero degli abitanti di ogni provincia, traccia un quadro netto: su nove macro-settori di spesa, in ben cinque di questi il bilancio regionale premia i triestini. Alla base di questo squilibrio ci possono essere ragioni storiche, differenze demografiche, radici profonde, e quindi i numeri non possono emettere, così, sentenze. Ma, dice Mauro Travanut, vicecapogruppo del Pd, che sta lavorando all’ipotesi di portare la questione in Consiglio regionale, «guardando questi dati si capisce che c’è un grandissimo lavoro da fare».
Investimenti. Udine (gli udinesi) primeggia per gli investimenti regionali in attività economiche, gestione del territorio e sussidiarietà, alla luce del grande numero di enti locali del territorio. Trieste «si prende» invece i trasporti (156 euro a persona all’anno a fronte dei 33 di Udine), lo sport e la cultura, l’Istruzione, la grande fetta della sanità (46% del bilancio della Regione) e la protezione sociale. A Gorizia va il primato della spesa per la tutela ambientale, mentre Pordenone chiude in bianco. Il peso della sanità merita attenzione: per ogni triestino la Regione spende 1.988 euro, cifra che scende a 1.545 euro a Udine e a 1.300 a Pordenone e Gorizia.
Le differenze. Travanut non pensa a misure estreme. Però, dice, «non si può pensare di mantenere uno status di differenza così evidente. Prima di andare incontro a temi così grandi come quelli del federalismo va messo a punto un flusso di denaro non così squilibrato».

Cividale: l’Associazione Schioppettino di Prepotto, organizza la “Cena sul prato”

di CRISTINA BURCHERI

Giugno apre il periodo estivo e quello dei primi raccolti. Nel Friuli di una volta, fenomeni atmosferici quali la siccità, le tempeste, la grandine… in grado di mettere a repentaglio quei prodotti agricoli che dovevano assicurare la sopravvivenza della famiglia e il benessere della comunità preoccupavano i contadini. Se, sul litorale, i pescatori propiziavano la stagione di pesca con processioni di barche (molto nota è la processione dei Santi Vito, Modesto a Crescenza – nota anche come Festa di San Vio – che si tiene il 15 giugno a Marano Lagunare), a terra il santo più invocato era San Giovanni, protettore delle semine, colui che nella sua notte, il 24 giugno, “battezza” con la rugiada erbe e fiori. Nelle Valli del Natisone era diffusa la credenza che il santo benedicesse solo le case che trovava ornate di fiori.
Anche quest’anno la Kmecka zveza-Associazione agricoltori di Cividale del Friuli, in collaborazione con ristoratori agricoltori e l’Associazione Schioppettino di Prepotto, organizza la “Cena sul prato” che anticipa la magica notte di Sv. Ivan (San Giovanni), notte in cui le Valli del Natisone verranno illuminate dal kries, il falò del solstizio d’estate. La serata gastronomica, a base di erbe spontanee e prodotti agricoli valligiani, si terrà giovedì 17 giugno (dalle 20) a Stregna e saranno protagonisti i ristoratori di Stregna e San Leonardo: le trattorie “Sale&Pepe” e “Da Walter”, assieme agli agriturismi “La casa delle rondini” e “Il melo innamorato”. I piatti saranno abbinati ai vini dell’Associazione produttori Schioppettino di Prepotto, e anticipati da una degustazione di salumi, formaggi e primizie delle Valli del Natisone e del Torre, proposte da agricoltori locali. Un piatto tradizionale sono le marve (briciole, nel dialetto sloveno delle Valli), usate per accompagnare i salumi nell’antipasto. Le marve si possono preparare con diverse erbe: piuttosto frequente è la versione con il luštrih, ossia il levistico, il sedano selvatico.
Alla magica cena non mancherà l’accompagnamento musicale della fisarmonica e la preparazione sul posto di križaci e krancelni, le tipiche ghirlande e croci di fiori della notte di San Giovanni.
Per partecipare alla “Cena sul prato” è necessario prenotare al numero 0432 703119 o inviare un’e-mail a: [email protected] entro il 15 giugno. In caso di maltempo la manifestazione verrà rinviata al giovedì successivo.

Rosazzo: buon successo per la sesta edizione della rassegna di “Olio e dintorni”,

Ottimo bilancio per la sesta edizione della rassegna “ Olio e dintorni ”, che nell’arco di tre giorni ha richiamato a Villa Maseri – a Oleis – e all’abbazia di Rosazzo quasi quattromila persone tra esperti, addetti ai lavori ed estimatori dell’olio d’oliva: la kermesse si è conclusa ieri con un’intensa giornata, che ha coronato un percorso scandito da momenti conviviali (tutto esaurito alla “Cena con i vignaiuolo”), convegni, corsi di potatura, assaggi guidati, test sensoriali, laboratori d’assaggio e dimostrazioni sul binomio benessere-olio d’oliva . Momento clou – ieri appunto – l’assegnazione del premio “Olio dell’Abate”, finalizzato a promuovere la cultura dell’olio in Friuli Venezia Giulia e a valorizzare le peculiarità dell’intera filiera elaiotecnica. Ventuno, complessivamente, le aziende che hanno partecipato all’iniziativa, dall’intero territorio regionale: le rispettive produzioni sono state valutate da una commissione tecnica – composta dal professor Lanfranco Conte, della facoltà di Agraria dell’Università di Udine, Ennio Scarbolo, dell’Ersa Fvg, dal perito agrario Giovanni Cattaruzzi, dall’agronoma Deborah Zuliani (in rappresentanza dell’Associazione produttori olio) e da Andrea Visentini, per l’Istituto tecnico agrario “Paolino d’Aquileia” di Cividale –, che ha visitato le ditte giudicandone l’operato in base a rigorosi parametri qualitativi. Il premio – una scultura dell’artista Andrea Caisutti – è andato all’azienda “Aleksej Mahnic – Poljana” di Sant’Antonio in Bosco, in provincia di Trieste: a consegnare il riconoscimento al sindaco di San Dorligo è stato il professor Attilio Maseri, alla presenza del primo cittadino di Manzano, Lidia Driutti, e dell’assessore provinciale Daniele Macorig (da cui è partita l’idea di una Dop per l’olio friulano). La proposta più suggestiva della giornata è coincisa, però, con la rassegna pittorica “Olivarelli”, ideata dall’acquerellista Renato Paoluzzi ed accolta dalla cornice di villa Maseri: campo libero agli artisti, con la sola condizione che utilizzassero una goccia d’olio d’oliva nella pittura. «Hanno aderito all’iniziativa 32 persone – rende noto Paoluzzi –, dal Friuli Venezia Giulia ma anche dalla Toscana». Spiccava, fra tutti, il nome del livornese Alberto Fremura, uno dei più noti vignettisti italiani, ma c’erano pure numerose personalità di spicco del panorama friulano. Le opere sono state donate all’associazione “Olio e dintorni” e rimarranno esposte, in forma permanente, nel foledor della villa.

Codroipo: ando di selezione per l’individuazione di n. 4 animatori per interscambio in Argentina

Progetto Integrato Cultura del Medio Friuli presenta un bando di selezione per l’individuazione di n. 4 animatori/trici giovanili che in seguito a un percorso di formazione artistica, linguistica e metodologica, si recheranno in argentina a svolgere un’esperienza di interscambio giovanile e animazione per bambini/e e adolescenti nell’ambito del progetto snait di cooperazione dal basso.· Il Progetto Integrato Cultura del Medio Friuli indice un bando di selezione aperto a tutti i giovani compresi fra i diciannove e i trentadue anni che abbiano già terminato le scuole secondarie di primo e secondo grado e residenti nei comuni di Basiliano, Bertiolo, Camino al Tagliamento, Castions di Strada, Codroipo, Flaibano, Lestizza, Mereto di Tomba, Mortegliano, Rivignano, Sedegliano, Talmassons, Teor, Varmo al fine di individuare e formare n. 4 animatori/trici – volontari con competenze artistiche, linguistiche e comunicative da impiegarsi nell’ambito di un’esperienza di interscambio giovanile e animazione per bambini/e e adolescenti nell’ambito del progetto Snait di cooperazione dal basso che opera in Argentina, nella comunità di Ferrari (provincia di Buenos Aires).

 
Modalità di svolgimento del corso di formazione, dell’esperienza di volontariato e erogazione di contributi
·        Il corso sarà finalizzato alla formazione di animatori/trici giovanili che possano investire sul campo le competenze apprese nell’ambito di laboratori artistico-educativi per bambini/e e adolescenti, dando così continuità all’attività di cooperazione dal basso allo sviluppo umano che da anni il Progetto SNAIT porta avanti nella località Augustin Ferrari, in provincia di Buenos Aires.
·        Il corso avrà la durata di 50 ore, ripartite tra formazione artistica, metodologica e linguistica e sarà tenuto da formatori del Progetto Snait che hanno già avuto esperienze di volontariato e animazione all’interno del progetto stesso.
·        L’inizio del corso è previsto per il mese di settembre 2010, avrà per lo più carattere intensivo. Il calendario dello stesso verrà definito in base alla disponibilità dei docenti e dei partecipanti.
·        L’esperienza di volontariato sul campo, prevista nei mesi di gennaio/febbraio 2011 (estate argentina), avrà la durata massima di 20 giorni durante i quali i volontari, in uno o più gruppi, saranno ospitati dalle famiglie già coinvolte nel progetto o in strutture messe a disposizione dalla comunità della località di Augustin Ferrari.
·        L’attività formativa è gratuita ma obbligatoria per gli animatori selezionati. Il costo del biglietto aereo sarà coperto per un ammontare di massimo di €. 600,00 totali a partecipante da fondi del presente progetto di interscambio mentre la quota residua sarà a carico dei partecipanti. Vitto e alloggio in Argentina saranno essenzialmente a carico del progetto.
·        Gli/Le animatori/trici selezionati/e seguiranno un percorso di formazione parallelo a quello che verrà proposto a Ferrari a n. 3 operatori/trici là individuati tramite analoga selezione che verranno ospitati all’inizio del 2011 in Friuli Venezia Giulia al fine di completare l’esperienza di interscambio e di conoscere le realtà di aggregazione locale. Gli/Le operatori/trici selezionati/e dovranno garantire la disponibilità ad affiancare ed accompagnare i loro colleghi argentini durante l’esperienza in regione.
·        È intenzione dei referenti del Progetto SNAIT e del Progetto Integrato Cultura del Medio Friuli di permettere un avvicinamento consapevole e graduale tra le parti, per questa ragione sarà organizzato un incontro in cui verranno fornite tutte le informazioni utili ai presentanti domanda, anche grazie alla presenza di volontari che in passato hanno contribuito al progetto.
 
Documenti e titoli
·        Tutti gli interessati alla selezione dovranno far pervenire i propri dati personali e recapiti, unitamente ad un curriculum vitae (con autorizzazione al trattamento dei dati personali in base a quanto previsto dalla L. 196/2003) riportante notizia dettagliata di eventuali precedenti esperienze di animazione, artistiche o scolastiche e eventuale livello di conoscenza della lingua spagnola, una lettera di motivazioni che illustri il perché dell’interesse a partecipare a questa esperienza e fotocopia della carta d’identità oltre a eventuali titoli che il candidato ritenga utile presentare.
·        Saranno ritenuti titoli preferenziali precedenti esperienze di animazione e educative e la conoscenza della lingua spagnola.
·        La commissione selezionatrice si riserva di richiedere attestazioni e titoli comprovanti quanto specificato sul curriculum vitae dei candidati. 
 
Modalità di selezione
·        La selezione dei candidati avverrà tramite colloquio successivo alla valutazione dei dati personali indicati nelle domande pervenute. Sarà cura del gruppo formatori scegliere le persone che al momento saranno ritenute più vicine alle esigenze, scopi e finalità del progetto. La decisione è inappellabile.
·        La partecipazione al corso implica l’accettazione incondizionata di tutte le norme contenute nel bando.
·        In caso di mancata partenza di un animatore selezionato, dovuta a problemi di salute o a cause di forza maggiore non prevedibili, subentrerà al suo posto il quinto selezionato e così di seguito.
 
Informazioni
·        Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi a dott.ssa Gabriella Cecotti – referente Progetto Integrato Cultura del Medio Friuli:
tel. 0432.824681, e-mail: [email protected]
 
Modalità e termine di presentazione della domanda
·        Da consegnare a mano o spedire (fa fede il timbro postale), entro lunedì 14 giugno 2010, a: PROGETTO INTEGRATO CULTURA DEL MEDIO FRIULI, C/O AREA ISTRUZIONE, CULTURA, TEMPO LIBERO E SPORT – VIA ITALIA, N. 1 – 33033 CODROIPO (UDINE).

Andrea Valcic: unità del Friuli e province, un dibattito aperto

Forse si è trattato solo di una prova, ma l’aver annunciato all’interno della manovra finanziaria del governo, la possibile cancellazione di alcune province, ha suscitato reazioni bellicose e immediati studi di possibili guerre di conquista territoriali per riuscire a raggiungere quota 220mila. A parte la curiosità della cifra , così simpaticamente sospesa tra due quantità più congrue, a parte il perchè non dovesse riguardare quelle confinanti con uno stato estero, per il Friuli può aver rappresentato un segnale importante. Non tanto per il dibattito ricorrente su l’utilità dell’esistenza stessa di questi enti, bensì sulla constatazione che gli assetti amministrativi statali sono sempre meno certi.
      Sino ad ora, ad esempio, si è sempre pensato solo ad una possibile divisione tra città metropolitana triestina e una sorta di unione delle province friulane.
      Non è detto che il Friuli, una volta ritornato alla sua autonomia, debba per forza organizzarsi in questa direzione. Determinata la sua unità, le forme di amministrazione potrebbero anche assumere connotati diversi, più flessibili e rispettosi della storia.

Regione FVG: al via il nuovo marchio “friuLIVEneziagiulia”

logo fvg

di RENATO D’ARGENIO dal MV di oggi

«Ospiti di gente unica» e l’aquila azzurra vanno in pensione . Da ieri sera la promozione turistica regionale ha un nuovo logo: il “timbro” FriuLi Venezia Giulia. Un marchio che gioca con la parola inglese Live, «vivi» o «dal vivo», creata con la parte finale di Friuli («LI») e quella iniziale di Venezia («VE») evidenziate in rosso.

Il nuovo marchio è stato presentato ieri sera, al Castello di Susans, dal presidente e dal vicepresidente della giunta regionale Renzo Tondo e Luca Ciriani , dal direttore della Turismo Fvg, Andrea Di Giovanni, dal responsabile Claudio Tognoni e dal direttore creativo di Fabrica – il centro di ricerca sulla comunicazione del Gruppo Benetton che ha vinto la selezione di idee – Omar Vulpinari. Un grande evento con circa 150 invitati per lanciare «una nuova stagione».
Il nuovo simbolo – costato alla Regione 30 mila euro (più altri 15 per la presentazione di ieri sera al castello di Susans) – sarà il simbolo dell’intera offerta turistica della regione e motore della promozione del territorio. Fabrica ha avuto la meglio su una ventina di agenzie regionali, nazionali e internazionali.
Il marchio. L’aspetto è quello di un timbro indelebile con evidenziata la parola “LIVE”, “vivi!” o “dal vivo”. Un marchio che, nelle intenzioni della Turismo Fvg e della Regione, dovrà rimanere impresso nella mente del turista e che collega idealmente tutta la regione in un unico messaggio: «Vivi il Friuli Venezia Giulia», ma anche «Friuli Venezia Giulia dal vivo». Questi sono, infatti, i significati del termine live in inglese: al tempo stesso un imperativo (vivi!, pronuncia liv) e un avverbio (dal vivo, pronuncia laiv). «La parola Live – ha spiegato ieri Di Giovanni – comunica così alternativamente al pubblico l’imperativo “vivi!” e l’espressione “dal vivo”, ossia un’esperienza da non perdere. Si tratta di un termine inglese ma oramai globale, diffuso in particolare tra il target giovanile ma immediatamente comprensibile a tutti, in Italia e all’estero. Un nome plurimo che racchiude un significato molteplice: vita, come la verità e l’emozione dell’esperienza diretta, dal vivo.
Colori e grafica. Il nuovo logo è «esempio unico e originale nell’ambito del marketing territoriale e della promozione turistica in Italia per il modo in cui ricava un termine globale, e dunque un messaggio rivolto ad un pubblico internazionale, dal nome stesso della Live crea infatti un nesso che lega le due realtà territoriali, il Friuli e la Venezia Giulia, e richiama la vita, le genti della regione, le diverse tessere che ne compongono il patrimonio storico e culturale. Il colore rosso (di LIVE) – è stato spiegato – vuole rimandare al calore umano caratteristico dell’accoglienza, mentre gli elementi angolari, da un lato gli conferiscono l’apparenza di timbro amplificando il valore di suggello di autenticità richiamando la valenza di un visto sul passaporto e quindi l’idea del viaggio, dall’altro vanno a identificare i quattro capoluoghi di provincia regionali.
Il materiale promozionale. Il nuovo logo porterà, inoltre, a un completo restyling dei materiali di promozione e accoglienza dell’Agenzia TurismoFvg che saranno identificati e uniformati con la nuova grafica anche grazie al progetto editoriale dello studio grafico di Marco Viola. Saranno realizzati in particolare due tipi di materiali, il primo di taglio promozionale declinato per cluster e per stagioni (con due cataloghi di promo commercializzazione per l’estate e l’inverno), il secondo di tipo informativo con mappe tematiche e geografiche.

Udine: anziani contro gli automobilisti maleducati, con sagome di gatti neri

anziani-gatto nero

Grosse sagome di gatti neri hanno accompagnato e ''tutelato'' stamani a Udine alcuni anziani sulle strisce pedonali , inducendo gli automobilisti a fermarsi davanti ai tradizionali 'portasfortuna'. L'iniziativa e' stata ideata dal fotografo udinese Gianfranco Angelico Benvenuto e ha coinvolto una decina di uomini e donne, che hanno inscenato la singolare ''performance'', alternandosi nell'attraversamento della strada.  Passandosi a mo' di staffetta le sagome, hanno voluto ironizzare sulla ''sensibilita''' dei guidatori, piu' acuta a volte nei confronti dei felini scuri che verso le persone che attraversano la strada. L'iniziativa e' stata sostenuta dal presidente della Provincia, Pietro Fontanini, che ha partecipato al singolare attraversamento. ''E' solo uno scherzo – ha spiegato – ma la sicurezza e' una cosa seria e la Provincia di Udine e' in prima fila per chiedere il rispetto di tutti i pedoni – ha concluso – sulle strisce pedonali''

FRiuli: l’addio amaro di Zanin dal calcio dilettanti

di Cesare Zanin vicepresidente Asd Talmassons

Era nell’aria, ed è successo visto che le regole in corso lo hanno permesso. Ma io non ci sto! E lo grido ai vertici del calcio regionale, rei di aver partorito regolamenti assurdi, nella fattispecie quelli relativi ai play-off e ai play out, fregandosene delle società calcistiche che sono i veri pilastri della loro casa (o casta?) e che celermente si stanno sgretolando. Punto il dito però anche verso le società, specie quelle che hanno un cosiddetto potere politico maggiore, le quali hanno accettato supinamente quest’impostazione di fine campionato . Prima di accorgersi che qualcosa non va, però, come succede normalmente in Italia, ci deve scappare il “morto” e il primo decesso (spero a questo punto non sia l’unico) è la società che qui rappresento e in cui presto la mia opera di volontariato per 12 mesi l’anno: l’Asd Talmassons. Ci è capitato, ma non per caso, di concludere la stagione regolare in testa alla classifica del girone C di seconda categoria con 63 punti, frutto di 19 vittorie, 6 pareggi e 5 sconfitte, vantando la miglior difesa del campionato con solo 22 reti al passivo, in compagnia della Pasianese con la quale siamo stati spalla a spalla per l’intero torneo. Si deve stabilire chi delle due squadre accede direttamente alla categoria superiore e chi invece finisce nel calderone dei play-off. Ci fanno disputare uno spareggio tre giorni dopo l’ultima domenica di campionato, dal quale esce vittoriosa la Pasianese dopo 120 minuti vibranti e sotto una pioggia battente. Ne usciamo, oltre che sconfitti, anche provati sotto il profilo fisico e morale, con due espulsioni ingiuste sul groppone inflitteci da una direzione arbitrale arrogante, incapace di calarsi nel ruolo senza essere protagonista a tutti i costi. Espulsioni che si trasformano in squalifiche da scontare la domenica successiva (tre giorni dopo lo spareggio) nella partita di play-off. Ma scusate, cari Burelli & Co, perché ci avete penalizzato per una gara che abbiamo dovuto sostenere in più rispetto alla squadra che avremmo affrontato agli spareggi promozione? E perché non ci avete concesso qualche giorno di riposo in più per il recupero fisico dei giocatori? Persino in serie A, dove questo gioco è professione, si spostano partite di campionato anche al venerdì per ritemprare le membra in vista degli impegni nei tornei europei del mercoledì successivo. Così abbiamo disputato la prima gara di play-off con il Bertiolo ad armi impari e la sconfitta subita ne è la prova. Una gara secca in cui ci siamo giocati una stagione intera condotta sempre al massimo delle nostre possibilità, contro una formazione che si è classificata al quinto posto in campionato, distante ben 16 punti: un abisso. Ora le rimanenti gare che ci attendono, anche nella migliore delle ipotesi, ci consentiranno di posizionarci nella speciale graduatoria stilata dai geni della Federcalcio regionale dall’8º al 16º posto, fuori da qualsiasi possibilità di accesso alla categoria superiore, mentre il Bertiolo nella peggiore delle ipotesi e quindi anche con una sola gara vinta, si piazzerà tra i primi 8 posti e passibile quindi di eventuale ripescaggio. Con quali stimoli andremo in campo per le rimanenti gare, che serviranno solamente a prolungarci l’attività con conseguenti costi di gestione? In un sol giorno è stato smantellato il lavoro di una stagione intera, tanto valeva a un certo punto dell’anno adagiarsi e attendere con fiducia i play-off. Spero vivamente che questa paradossale situazione si ripresenti ancora in altre sfide prima della fine della stagione e allora sì che ci sarà da ridere. Una vera e propria ingiustizia sportiva perpetrata ai danni non di una squadra, ma di una comunità, che non premia il più forte bensì chi ha tirato troppo presto i remi in barca. Vadano allora in campo per le rimanenti gare i signori che si sono inventati queste regole: noi il nostro campionato lo abbiamo vinto e la classifica lo testimonia. Per quanto mi riguarda ho deciso, dopo questo amaro epilogo, di allontanarmi da questo mondo pallonaro, dove ormai i meriti non sono più riconosciuti e perché sento che sarà comunque e sempre una lotta impari con i gestori del calcio regionale. Un grazie di cuore a tutti i ragazzi, al mister e ai suoi collaboratori, il cui impegno è stato encomiabile, e un riconoscimento non meno importante meritano tutti quelli che hanno contribuito, me compreso, mettendo a disposizione il proprio tempo. Io scendo a questa fermata.
 

Udine: salviamo il Centro sismologico e l’OGS

di LUANA DE FRANCISCO

Dal terremoto del 1976, tengono sotto costante monitoraggio il Friuli e l’intera area transfrontaliera. Ma da giovedì – cioè dal giorno in cui il governo ha deciso la soppressione dell’Ogs di Trieste –, è sotto i loro stessi piedi che gli esperti della sede udinese del Centro di ricerche sismologiche sentono tremare il terreno.

Proprio loro, che in tanti anni di attività hanno voluto e saputo allargare la propria rete di collaborazioni, fino a diventare il punto di riferimento per una sessantina di stazioni sismometriche sparse tra l’Italia nord-orientale e i Paesi confinanti , ora temono di vedere annullata, con un solo colpo di spugna, tutta l’operatività e la capacità di manovra che da sempre li contraddistingue.
«L’assorbimento dell’Istituto triestino di oceanografia e geofisica sperimentale nel Cnr (di cui il Csr rappresenta uno dei dipartimenti, ndr), previsto dalla manovra correttiva del governo, ci spaventa e preoccupa – afferma Paolo Comelli, direttore del Dipartimento che ha doppia sede a Udine e Trieste –. Il rischio è che in questo modo, con una riga o poco più scritta in una notte su un documento allegato alla manovra, si vengano a perdere la dinamicità e la snellezza operativa che soltanto una catena di comando corta, come quella che avevamo fin qui mantenuto, può garantire. Nessuno dice che le sinergie e gli accorpamenti non siano possibili – continua –, ma l’importante è che a farli sia chi ne ha la competenza. E il nostro ministero già da tempo è al lavoro con un’operazione che, entro quattro mesi, dovrà portare al riordino di tutti gli enti di ricerca» .
Ecco perché, da giovedì sera, anche i dipendenti di via Treviso sono in assemblea permanente e, da ieri mattina, davanti alla sede è stato affisso un cartellone di protesta. A Udine, la mobilitazione interessa una ventina di persone, tra tecnologi, ricercatori, tecnici e amministrativi. Gli stessi che, in autunno, contano di inaugurare la palazzina costruita accanto all’attuale sede e al traliccio attraverso il quale il Centro comunica – via radio, internet, Gprs e satellite – con i colleghi del Nord-est, dell’Austria e della Slovenia.
Comunicazioni che, naturalmente, non si interrompono neppure di fronte allo stato di agitazione in corso in queste ore. «Il servizio di allerta sismico alla Protezione civile e alle altre stazioni con le quali siamo in contatto – rassicura l’ingegner Comelli – continua a funzionare». Nè potrebbe essere altrimenti, vista la delicatezza del compito assegnato al Dipartimento. «I nostri sismografi – continua – misurano e trasmettono in tempo reale le vibrazioni del terreno al Centro, per la localizzazione delle sorgenti delle onde sismiche. In media, prendendo in considerazione soltanto le scosse percepite dalla popolazione, se ne registra almeno una a settimana». Quella più potente, per gli addetti ai lavori, è arrivata da Roma e ha per epicentro l’Ogs e tutti i suoi dipartimenti

Trieste: a chi dona sangue sconto sui biglietti per Fiorello ed Elisa

Prezzi dei biglietti ridotti del 25% per gli spettatori che doneranno sangue in occasione dei concerti di Fiorello ed Elisa a Trieste: è la proposta del Comune del capoluogo giuliano per sensibilizzare i cittadini sul valore e l'importanza delle donazioni di sangue attraverso i grandi eventi di musica e spettacolo .

Il "Fiorello Show 2010" è in programma allo stadio "Rocco" il 18 giugno, mentre il concerto di Elisa "Heart Alive Tour" è programmato per il 17 luglio in piazza Unità d'Italia. Lo sconto è previsto per coloro che doneranno sangue e per gli iscritti all'Associazione Donatori di sangue.

«Rispetto ad altre aree del Friuli Venezia Giulia – ha evidenziato il vicesindaco, Paris Lippi, presentando oggi l'iniziativa – a Trieste non c'è una grande predisposizione alla donazione di sangue e non si riescono a coprire le richieste. Ecco quindi che anche eventi e concerti possono diventare occasioni per sensibilizzare sull'importanza e il valore della donazione. Da qui l'invito a donare sangue beneficiando, per l'occasione, di questa speciale e sensibile riduzione dei costi del biglietto per gli spettacoli di Fiorello ed Elisa».