Archivio mensile:Aprile 2014

Alto Friuli: nelle scuole aumentano i disturbi dell’apprendimento

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Aumentano nelle scuole di ogni ordine e grado dell’Alto Friuli i disturbi specifici dell’apprendimento (dislessia, ovvero difficoltà a parlare; disgrafia, cioé difficoltà a scrivere; discalculia, ovvero difficoltà a fare calcoli) e i bisogni educativi speciali. Il dato è emerso nel corso di una riunione organizzata dal Centro servizi scolastici Alto Friuli della Provincia di Udine su richiesta dei dirigenti scolastici del territorio montano.

L’analisi emersa nell’incontro è risultata preoccupante riguardo all’incremento dei casi di disagio certificati e non ai quali, purtroppo, non sempre è possibile fornire risposte adeguate a gestire le situazioni segnalate. Da parte delle scuole è stato evidenziato che mancano risorse utili a dare supporto a casi specifici di allievi che presentano tali disabilità. Un altro aspetto importante è dato dal fatto che non sempre il disagio viene riconosciuto, perciò le diagnosi sono tardive e in questo caso le scuole, i cui organici vengono assegnati all’inizio dell’anno, non hanno il personale sufficiente per far fronte a queste problematiche.

Il direttore generale dell’Ass 3, Beppino Colle ha chiarito la situazione organizzativa territoriale e riscontrato l’aumento della domanda. Per le criticità rilevate ha comunque lasciato intravvedere possibili soluzioni che diano risposta positiva all’accorata richiesta dei docenti e dirigenti, pur in un momento di previsione di una modifica del sistema sanitario regionale e di risorse da impiegare con oculatezza e secondo priorità.

Per affrontare le tante problematiche emerse, la Provincia di Udine e gli altri enti e soggetti territoriali coinvolti segnaleranno alla Regione la gravità del problema la cui priorità deve essere recepita dalla programmazione regionale da cui dipende quella locale.

Il consigliere delegato Luigi Gonano, a margine dell’incontro ha evidenziato che la montagna ha bisogno di risposte in termini di servizi alla sua popolazione a partire dai cittadini più giovani che necessitano di assistenza. Giovani, talvolta, fragili che richiedono un’attenzione particolare con progetti ad hoc anche nell’ambito della prevenzione delle dipendenze. Gli ultimi fatti di cronaca, purtroppo,  hanno messo in luce la complessità del problema. La Provincia di Udine si pone, quindi, in prima «fila», congiuntamente agli altri attori istituzionali, per definire percorsi e strategie più attenti alle esigenze segnalate, da ciò emerge che anche la Regione deve supportare e intervenire con finanziamenti adeguati non procrastinabili.

Gemona: proposte elettorali, coccodrilli acchiappa-turisti al parco di via Dante

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di Piero Cargnelutti.

Coccodrilli acchiappa-turisti al parco di via Dante. È una delle proposte più strampalate emerse in questi giorni nella cittadina fra i candidati che si preparano ad affrontare le prossime elezioni comunali del 25 maggio. L’idea è venuta a Renzo Boezio uno dei candidati della lista di centrosinistra Scelgo Gemona che sostiene Gian Paolo Della Marina: «Credo – ha raccontato Boezio – che la cittadina oggi abbia bisogno di qualcosa di particolare da offrire per attirare l’attenzione di più visitatori e per questo vi è la necessità di avere delle cose particolari, che incuriosiscano e che non ha nessuno: questo non significa che bisogna abbandonare il resto, nello specifico le nostre bellezze storiche e architettoniche o naturali, ma servono cose che diano un motivo forte per venire nella nostra città e valorizzare in particolare il centro storico. Se la Casa delle farfalle di Bordano richiama oltre 40 mila visitatori l’anno, con un’offerta di quel tipo Gemona potrebbe arrivare a 80-100 mila persone». Attualmente, da quando la scorsa estate il precedente gestore del parco di via Dante ha abbandonato quel compito, l’area non è particolarmente utilizzata come negli anni scorsi: il candidato Boezio ci vedrebbe invece una grande serra contenente piante amazzoniche, pappagalli, colibrì e soprattutto coccodrilli, ovvero qualcosa di talmente particolare da attirare l’attenzione in un punto della cittadina che si trova perfettamente al centro tra la parte bassa e il centro storico e che dunque potrebbe diventare una tappa fondamentale di una visita completa a Gemona. «Le corriere in visita alla città – dice Boezio – potrebbero partire da via Sottocastello, visitare il centro con tutti i suoi palazzi e arrivare infine a Sant’Antonio, la cui piazzetta fornirebbe anche un buon numero di parcheggi, e poi come visita finale visitare i coccodrilli, oppure viceversa, partire dal parco e arrivare in via Bini». Certamente, la creazione di una giardino amazzonico nel parco di via Dante avrebbe dei costi non indifferenti, vista la necessità di affrontare determinati investimenti per realizzare le strutture adeguate a ospitare una flora, e soprattutto una fauna di quel tipo, ma per Boezio non è un problema di soldi. «Credo addirittura – ha detto – che si potrebbero utilizzare quelli da spendere per la risalita del castello: ci vogliono cose diverse, che non hanno altre località per essere davvero interessanti agli occhi da chi viene da fuori e che in questo modo ne avrebbe davvero un motivo molto forte per venire da noi. Negli anni, quel parco potrebbe diventare una grande giardino, e poi non dobbiamo dimenticare che potrebbe rappresentare un esempio di foresta tropicale, luoghi che stanno scomparendo sotto l’azione dell’uomo».

Sutrio: sullo Zoncolan si girerà un film sui gregari eroici

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di Antonio Simeol.

Arriva dalla Lituania, terra di grandi giocatori di basket (si pensi allo “zar” Arvidas Sabonis”), ma anche di ciclisti, come Ramunas Navardauskas che lo scorso maggio vinse la tappa del Vajont al Giro d’Italia. Si chiama Arunas Matelis, è lui il regista del film che sarà girato durante la prossima corsa rosa. Anche, e soprattutto, sullo Zoncolan, la salita più dura d’Europa. È stata questa la notizia più bella arrivata dalla serata di presentazione del tappone che deciderà il prossimo Giro d’Italia che è andata in scena alle scuole di Sutrio. Sul mostro, dunque, si girerà un film. Lo produrrà Rcs con la collaborazione della film Commission. Il titolo? Per ora è solo provvisorio: “Gladiatori, il Giro d’Italia all’ultimo respiro”. Roba da epopea. Che non sarà quella dei capitani, dei campioni, come hanno spiegato ieri sera a Sutrio il regista lituano assieme al presidente di Fvg Film Commission, Federico Poillucci davanti a un ovviamente raggiante Enzo Cainero, ma quella dei gregari. Quelli che aiutano i big a vincere, che stanno nell’ombra, che fanno una fatica boia. Ma che senza di loro i campioni e le imprese dei campioni non ci sarebbero. Bellissimo che le riprese clou del film, girato da un documentarista di fama mondiale, val la pena ricordarlo, saranno girate sul Kaiser. Una montagnaccia per i ciclisti, ma altamente democratica perchè, all’inizio della scalata da Ovaro, gregari e capitani fanno la stessa fatica. Di più, sul Kaiser i gregari si prendono la rivincita sui capitani. Perchè spesso lasciano a loro la gloria (ma quello accade sempre), ma sullo Zoncolan anche l’immane fatica. Tirano fino ai piedi dell’erta i gregari (pensate a quello che hanno fatto Agnoli e Smydt nel 2010 per Basso sul Duron), poi “si riposano” sul mostro. «Io ho provato a farlo in bici stamattina lo Zoncolan ma solo per 1,5 km – spiega il regista –. Ho la pelle d’oca per quello che ho provato. Questa è più di una montagna. Sarà il cardine del film. Ringrazio la Film Ccommission Fvg primo fondo pubblico extra Lituania che ha finanziato il film». Lo Zoncolan diventa quindi anche location di un film. Musica per le orecchie del vicepresidente della Regione, Sergio Bolzonello, che ieri ha chiuso la serata di festa di Sutrio. «Questa è la strada giusta. Il 31 maggio e il 1 giugno avremo gli occhi del mondo puntati addosso. Grazie al grande ciclismo si girerà uno spot senza precedenti. E l’atmosfera è già elettrizzante. Ieri la palestra di Sutrio era piena. A sentire programmi, vedere filmati, ascoltare l’esperienza di campioni come Giorgio Di Centa, Valerio Bertotto, Gigi De Agostini, voci storiche come Bruno Pizzul o un allenatore come Edy Reja, rapito dalla magia del ciclismo e dallo Zoncolan. «È uno spettacolo senza precedenti, meglio del derby di Roma? Si». Uno spettacolo che ora finirà pure in un film.

Comeglians: cattura un capriolo di frodo, bracconiere denunciato

Un’importante operazione è stata compiuta dalla Polizia provinciale e dal Corpo forestale regionale (Stazione forestale di Forni Avoltri, in comune di Comeglians). L’azione congiunta, consistente in appostamenti, monitoraggi e sopralluoghi, ha portato a cogliere in flagranza di reato un bracconiere mentre si impossessava di un capriolo maschio deceduto, catturato con un laccio. Successivamente, gli operatori intervenuti hanno proceduto ad effettuare una perquisizione nell’abitazione della persona controllata al fine di reperire ulteriori elementi per la ricostruzione dei fatti. Durante il controllo, gli agenti hanno rinvenuto strumenti atti alla realizzazione di lacci e, nei pressi dell’abitazione, cinque lacci metallici pronti per essere operativi nonché una trappola a scatto per la cattura di fauna selvatica. Quest’ultimo materiale è stato posto sotto sequestro amministrativo. Nel corso della perquisizione è stata rinvenuta inoltre una carabina ad aria compressa, posta anch’essa sotto sequestro al fine di verificarne la regolarità.

Per il soggetto sottoposto a verifica sono stati ipotizzati i reati conseguenti all’avere esercitato la caccia in periodo di divieto generale e per aver catturato il capriolo con mezzi vietati. L’operazione di Comeglians è l’ultima di una serie di attività intraprese congiuntamente tra la Forestale regionale e la Polizia provinciale che hanno portato a importanti risultati nell’attività di prevenzione e repressione degli illeciti, soprattutto in materia venatoria.

Carnia: aspettando il Giro, via agli eventi collaterali

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di Antonio Simeoli.

Un mese, o poco più, e in Carnia ri-piomberà il Giro d’Italia, stavolta per il penultimo atto, quello decisivo. E come al solito, come accade dal 2003 quando la corsa rosa arrivò per la prima volta sullo Zoncolan, la Carnia si prepara ad accogliere il secondo evento ciclistico più importante del mondo con una raffica di eventi studiati apposta. La serata di Sutrio. Si comincerà domani alle 20.30 nella palestra di Sutrio per una serata organizzata dal Comitato tappa dello Zoncolan guidato da Enzo Cainero. Si tratterà di un vero e proprio omaggio ai campioni friulani del calcio, dello sci da fondo e del ciclismo accompagnato dal Corpo bandistico di Sutrio. L’appuntamento, presentato da Marina Presello, la signora di Cielo Tv, vedrà salire sul palco Gigi De Agostini, l’allenatore della Lazio Edy Reja, buon pedalatore, e Bruno Pizzul. I loro racconti saranno il cardine dell’evento impreziosito anche dal premio alla carriera che il Comitato tappa consegnerà a uno dei figli prediletti della Carnia, il bi-campione olimpico Giorgio Di Centa. Il tutto sarà inframmezzato dai filmati dei quattro assalti allo Zoncolan ormai entrati nella storia del ciclismo e dalle ricognizioni all’ultima parte del percorso del tappone carnico che si disputerà il 31 maggio. Conclusione affidata al vicepresidente della Regione, Sergio Bolzonello, che dallo scorso autunno con decisione ha preso per mano le cinque amministrazioni comunali dello Zoncolan e le sta conducendo nella difficile, ma allo stesso tempo affascinante, via del rilancio turistico della Carnia. I soldi della Comunità Domani mattina intanto il commissario della Comuinità montana, Lino Not, ha ri-convocato i cinque sindaci dello Zoncolan per importanti comunicazioni sulla richiesta di finanziamenti (30 mila euro) avanzata dagli stessi comuni all’ente intermedio proprio per l’organizzazione degli eventi collaterali alla tappa del Giro. Il commissario, non senza qualche critica ai comuni, aveva garantito meno della metà dei fondi. I sindaci domani scopriranno se i cordoni della borsa si saranno allargati. Altri quattro eventi Se ci saranno i soldi ecco che a Comeglians, venerdì 23 maggio, sarà presentato il volume sulla Panoramica delle vette di Patrizia Casanova e Dino Zanier, mentre condizionata ai finanziamenti è l’rganizzazuione di una serata inmusica per i giovani; a Ravascletto il giorno dopo ci sarà una gran fondo in mountain bike; il 31 maggio, il giorno della tappa, a Lauco sarà organizzata la scalata sempre con le bici da fuiristrada allo Zoncolan, mentre a Ovaro dalla vigilia della tappa sarà grande festa di piazza con la presenza di tutti e cinque i Comuni del patto.

Carnia: per la giuria il miglior salame è di Villa Santina, per il pubblico quello di Ovaro

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di Gino Grillo.

Non vi è stata condivisione di sapori fra la giuria tecnica e quella popolare nell’assegnare il titolo di miglior salame della Carnia. Per la giuria popolare ha vinto quello di Rinaldo Beorchia di Ovaro, per quella tecnica presieduta da Beppe Pucciarelli vince quello di Franco Mainardis e Fabrizio Ariis di Villa Santina; scelti fra i 34 norcini della Carnia. Centinaia di persone hanno preso parte alla festa rallegrata dalla musica di Aristide con ballo sul brear e passeggiate in carrozza trainate da cavalli. Mentre il premio della giuria popolare è stato scelto dal palato dei visitatori, che assaggiavano i vari salumi dando loro un voto secondo il loro apprezzamento, quella tecnica, della quale facevano produttori,norcini, allevatori, macellai e consumatori, ha tenuto conto dell’aspetto visivo del prodotto, della presenza di muffe, dell’odore e dei profumi, del gusto e del retrogusto finale, premiando oltre al duo Ariis e Mainardis, Edi Fabbris di Lungis di Socchieve, al secondo posto, e Giovanni Tomat di Uerpa di Lauco al terzo. La giuria ha espresso soddisfazione per la qualità media dei salami, stabilendo che «l’affumicatura è stata rispettata e interpretata nel modo corretto della tradizione nonostante l’eccessiva piovosità della stagione che ha causato problemi nella stagionatura». Una festa dei prodotti di montagna, salami e formaggio, che ha visto la nascita di una rete d’impresa tra il formaggio frant di Elio Matiz di San Juri con i biscotti Esse di Raveo dando vita a un nuovo prodotto da assaporare con miele e un calice di vino dolce.

Fagagna: l’Oasi da 10 mila visitatori resiste con 13 volontari

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di Simonetta D’Este.

Una giornata intensa e rilassante ha caratterizzato la sesta festa dell’Oasi dei Quadris a Fagagna. Molte le persone e le famiglie che hanno scelto di vivere una giornata in mezzo alla natura, assistendo anche in mattinata a due convegni, il primo sulla “storia naturale del Tarpan, progenitore del cavallo domestico”, con Fabio Perco della stazione biologica dell’Isola della Cuna come relatore, e il secondo sulla “biodiversità del Rio Lini” con Manuela Giovannelli del Museo friulano di storia naturale come relatrice. Nel pomeriggio, poi, si sono svolte le visite guidate all’oasi, che in un anno ha accolto ben 10 mila visitatori. La peculiarità di questo angolo di paradiso è la presenza di specie a rischio di estinzione che vivono in libertà: cicogne bianche (ciconia ciconia) e ibis eremita (geronticus eremita), che sono gli ospiti più famosi e rari. Gli esemplari di cicogna sono una cinquantina (la colonia più grande in Europa), mentre gli ibis una sessantina. Erano 90 fino a pochi giorni fa, ma una chiusura difettosa di alcune voliere ha permesso che una trentina scappasse. Oltre a queste due specie, l’Oasi raccoglie una collezione di anatidi: la casarca moriglione al cigno nero, tre specie di oche, due di alazavola e tre di anatre, il fischione europeo, la moretta tabaccata e molti altri. Ma l’Oasi accoglie anche una famiglia di konik: si tratta di un maschio e una femmina con una puledra, e dell’ultimo nato, Marius, nato un mese fa a Fagagna. Si tratta di una particolare famiglia di cavalli, che appartiene a una specie selvaggia, arrivata a ottobre da Trasaghis. «Siamo contenti di poter festeggiare l’Oasi – spiega il neo eletto presidente Marco Rustico -. È una struttura sorretta da volontari, nel direttivo siamo in tredici, e ognuno svolge il proprio compito, dalla manutenzione di tutti i giorni alla gestione del centro visite. Nel 2013 abbiamo avuto 10 mila visitatori, 1.700 scolaresche provenienti dal Friuli, ma anche dal Veneto e dall’Austria». Il nuovo direttivo ha intenzione di migliorare ulteriormente la struttura. «Abbiamo grandi aspirazioni – spiega Rustico – come la reintroduzione della gru europea, ma anche di vederci riconoscere il titolo di “area protetta”». Intanto, l’Oasi deve combattere per i problemi quotidiani, soprattutto ora che arriva l’estate: «ci servirebbero dei pozzi artesiani ma non possiamo affrontarne i costi. Al momento utilizziamo l’acqua del rio Lini, ma con il caldo il suo livello scende e siamo costretti a utilizzare la autobotti».

 

Bordano: Casa delle farfalle, c’è il bando sperando non sia tardi

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(p.c. dal MV di oggi))
Buone nuove per la Casa delle farfalle, dove, forse, almeno una parte della stagione potrà essere recuperata. È comparsa sul sito del Comune la pubblicazione del bando per l’assegnazione della gestione della struttura museale per i prossimi sette anni. Dopo le diverse settimane caratterizzate da numerose discussioni sul futuro della Casa delle farfalle qualcosa si sblocca: «L’amministrazione comunale – ci ha spiegato il sindaco Gian Luigi Colomba – ha fatto il possibile per velocizzare i tempi di pubblicazione e del resto gli iter sono questi se si vuole rispettare quanto previsto dalle normative. Ora manderemo gli inviti a tutte le ditte che si sono fatte avanti a febbraio quando abbiamo presentato il bando per la manifestazione di interesse e ci sarà tempo fino al 19 maggio per partecipare al bando: successivamente, la commissione competente si riunirà il 22 maggio e deciderà. Entro la fine del mese, si saprà a chi sarà affidata la struttura». Secondo il bando pubblicato sul portale comunale, i requisiti richiesti prevedono, per chi vi parteciperà, che abbia portato regolarmente a termine, anche solo attraverso i propri soci, amministratori o dipendenti, esperienze professionali di almeno tre anni nella gestione di attività scientifiche, didattiche o culturali. Oltre a ciò, si richiede in particolare in modo obbligatorio (pena l’esclusione dalla gara) un sopralluogo del legale rappresentante delle realtà concorrenti sulle aree e sugli immobili interessati ai servizi. Le date per effettuare i sopralluoghi saranno comunicate dal Comune a decorrere dal 5 maggio.

Portis: il paese fantasma diventa una “palestra” per i pompieri

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Quest’anno il vecchio abitato di Portis sarà il centro di un anniversario del terremoto friulano più che mai all’insegna della sicurezza. Portis, il borgo rimasto come tale all’indomani del 6 maggio 1976 dopo che il paese è stato spostato nell’attuale “Portis nuovo” a poche centinaia di metri di distanza per questioni di sicurezza, ospiterà infatti un’esercitazione del corpo nazionale dei Vigili del fuoco (su disposizioni dello stesso Ministero degli Interni), tesa a fronteggiare gli effetti di un sisma di entità pari a quello avvenuto nella stessa zona.

L’esercitazione è mirata a testare l’efficienza del dispositivo di soccorso nella fase emergenziale post sisma attraverso il Stcs (Short Terms Contromeasures System): in particolare, sarà attivato, in collaborazione con l’Università di Udine, un servizio tecnico con gruppi speciali per la valutazione delle criticità strutturali degli edifici e per la pianificazione dei primi interventi di messa in sicurezza.

La prima fase di questa importante esercitazione si svolgerà dal 28 al 30 aprile, durante la quale si procederà a una attenta ricognizione dei danni alle strutture attraverso il ricorso a sofisticate tecnologie e l’attivazione del “comando di cratere” a Portis, e il “comando operativo avanzato”, che sarà invece istituito nella sede dei Vigili del fuoco di Gemona. La seconda fase si svolgerà invece in pieno anniversario del terremoto, dal 5 al 7 maggio:

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Tarvisio: marcia tra ecologia e cultura sull’esempio di Compostela

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di Alessandra Beltrame

Partono oggi a piedi da Tarvisio e, a piedi, il 3 maggio raggiungeranno Venezia. Attraversando il Friuli dal Nord-Est a Sud-Ovest, passando il Tagliamento a Pinzano e sconfinando a Portogruaro. Più o meno 240 chilometri, senza contare i dislivelli. Sono i Rolling Claps, sassi rotolanti un po’ “furlans”, un po’ di Trieste (dove, ricordano, “clapa” vuol dire compagnia) e un po’ internazionali (c’è chi viene dal Portogallo). Non sono atleti, la loro non è un’impresa: scelgono il cammino come gesto culturale, si definiscono piuttosto viandanti, pellegrini laici. Marciano per conoscere il territorio e chi ci vive, calpestano la Terra perché è il modo piú antico (ed ecologico) per viaggiare. Certo, ci metteranno anche la fatica fisica, i dolori muscolari, il mal di schiena perché lo zaino è sempre troppo pesante, forse le vesciche ai piedi (anche se calzano buoni scarponi) e il rischio di prendersi un bel raffreddore se dovranno camminare sotto il diluvio. Un cammino è un viaggio vero: è pestare la strada, sentire la distanza passo dopo passo, mettere in moto le gambe a ritmo costante per ore e ore, stando bene attenti a dove si mettono i piedi sul sentiero. Però nulla spaventa i Rolling Claps: sono in compagnia e non hanno l’ansia da prestazione. Affronteranno gli imprevisti quando capiteranno, e comunque si sono organizzati bene: è mesi che progettano il viaggio, hanno studiato le tappe, cercato l’accoglienza, condiviso esperienze e consigli. D’altro canto, sono dei veterani: è il quinto anno, infatti, che un gruppo di eterogenei viandanti attraversa il Friuli a piedi. Erano in tre nel 2010, quando partirono da San Tomaso di Majano alla volta di Venezia. Quest’anno il gruppo oscillerà fra i 12 e i 16 a ogni tappa. San Tomaso è un luogo scelto non a caso (ma quanti lo sanno?): da questo paese, per secoli, sono passati migliaia di pellegrini, accolti nell’antico ospitale, che è stato da poco ristrutturato (ma non è ancora agibile per i pellegrini moderni, sic). Quest’anno i Rolling Claps hanno deciso di tornarci: lo visiteranno al termine della quarta tappa, il 28 aprile, ceneranno fra le sue mura e poi saranno ospiti dell’Associazione Amici dell’Ospitale di San Tomaso. Perché ogni tappa dei Rolling è un’occasione per conoscere, condividere, stringere amicizie, fare nuove scoperte. «Come per tutti i viandanti ciò che ci muove è la curiosità, verso l’ambiente e verso l’uomo» spiega uno dei fondatori, Luigi Nacci, fresco autore di Alzati e cammina. Sulla strada della viandanza (Ediciclo editore), che presenterà il 18 maggio a Udine al Festival vicino/lontano (libreria Ubik, alle 18.30). E prosegue: «Cerchiamo di stabilire contatti con le amministrazioni locali, le parrocchie, le associazioni, i singoli. Amiamo ascoltare le storie degli anziani che vivono nei paesini, i racconti di chi lotta per conservare le tradizioni, proteggere la natura. Partiamo ogni anno il 25 aprile perché per noi non c’è modo migliore per festeggiare la Liberazione e il Primo Maggio: in cammino». Nel 2011 sono partiti da Trieste, nel 2012 da Cividale, nel 2013 da Erto (nel cinquantenario del Vajont). La destinazione è sempre Venezia, città mitica, quasi un miraggio per i milioni di pellegrini che la raggiungevano a piedi dal Nord Europa. Come faranno i nostri Rolling: da Tarvisio (dove oggi, giovedì 24 alle 19.30 si ritroveranno in municipio dal sindaco), saliranno al Santuario del Monte Lussari, poi scenderanno a Valbruna (il 25, incontro alla Casa Alpina), percorreranno Val Saisera e Val Dogna (26, ospiti della casa comunale di Dogna), poi partiranno per Canal del Ferro, Chiusaforte, Resiutta, Carnia e Venzone (27); Gemona, Osoppo, San Tomaso (28), Lago di Ragogna, Pinzano, Spilimbergo (29), San Vito al Tagliamento (30), Portogruaro, Concordia Sagittaria, Sindacale, Marango (1 maggio), San Giorgio di Livenza, Cortellazzo, Jesolo (2), Cavallino, Punta Sabbioni, dove si imbarcheranno alla volta di piazza San Marco (3 maggio). Ma chi sono i Rolling? Ingegneri, giornalisti, guide naturalistiche, impiegati, poeti, biologi, insegnanti, liberi professionisti. C’è per esempio Donatella, che viene da Torviscosa e fa la fisioterapista all’ospedale di Udine. Ci sono i triestini Furio e Matteo, il siciliano Massimo, Sara che viene dalla Valcellina: in tutto una trentina, che si alterneranno nel viaggio. Perché, piú che la meta, conta il cammino. Se li volete seguire, sia virtualmente, sia fisicamente, unendovi per una tappa, il loro viaggio è in diretta sul sito rollingclaps.org e sulla pagina Facebook e su www.messaggeroveneto.it.