Archivio mensile:Dicembre 2011

Friuli: la stangata di Capodanno, lo strano modo di augurare buon 2012 con tariffe in aumento ovunque

Dai pedaggi autostradali alla luce, dal gas alla benzina: inizio d’anno sotto il segno della stangata per gli italiani.Dadomani, primo gennaio, sono in arrivo nuovi aumenti in bolletta enon solo: rincari che complessivamente toccheranno quota +2.103 euro a famiglia secondo l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori. Autostrade. I pedaggi registreranno un incremento del 3,51% sulla rete di Autostrade per l’Italia. La società precisa che l’adeguamento tariffario è il risultato di: +1,47% per l’inflazione, +1,99% per gli investimenti e +0,05% per la remunerazione di nuovi investimenti. Ma la stangata per gli automobilisti sulla rete autostradale riguarda Autovie Venete (del 12,93%, dovuti agli investimenti della terza corsia). Tradotto in cifre, l’aumento (variabile a seconda delle tratte, per effetto degli arrotondamenti) significa che in Friuli Venezia Giulia, sempre per un’autovettura, il tratto Palmanova-Udine Sud da 1 euro e 20 passa 1 euro e 40; il tratto Trieste-Udine Sud per unavettura passa da 2 euro e 90 a 3 euro e 30; quello Trieste- SanDonàdi Piave da 5 euro e 60 passa a 6 euro e 20. Sulla stessa lunghezza d’onda pure sulle autostrade della Val d’Aosta (sino al 14%). In controtendenza, l’A4 Venezia Padova, la tangenziale Ovest di Mestre e il raccordo con aeroporto Marco Polo, dove i pedaggi calano dell’1%, e il Passante di Mestre con un -1,18%. In sostanza, fa sapere l’Aiscat (associazione che riunisce le concessionarie autostradali), il rincaro medio al casello sarà del 3,1%. «Nel 2010 – ha precisato l’associazione a giustificare le cifre – le società concessionarie hanno realizzato investimenti per oltre 2 miliardi di euro, con un incremento di quasi l’11% in un anno ». Luce e gas. E da domani anche le bollette energetiche saranno più salate. Secondo quanto deciso dall’Autorità per l’energia, la luce registrerà un aumento del 4,9% e il gas del 2,7%. Alla base degli aumenti, ha fatto sapere l’Autorità, ci sono i persistenti rialzi delle quotazioni petrolifere e anche gli incentivi alle fonti rinnovabili. Per l’energia elettrica, «la famiglia tipo servita in maggior tutela, spenderà 22 euro in più su base annua mentre per il gas, a causa degli aumenti delle quotazioni del petrolio, la maggiore spesa sarà di 32 euro». Un’altra «batosta» per Federconsumatori che chiede «una rapida revisione delle norme che regolano l’erogazione dei bonus (sconti) alle famiglie in condizionieconomichedisagiate ». Benzina record. Intantonon si ferma la corsa della benzina. Le compagnie petrolifere hanno dato seguito all’aumento decretato da Eni, toccando un nuovo record storico a 1,724 euro al litro nei distributori Ip. Continue batoste contro le quali le associazioni dei consumatori aderenti a Casper hanno indetto uno sciopero del pieno per il 5 e il 6 gennaio.

Questi in sintesi gli aumenti in Friuli:

 

Ferrovie 
Per i servizi ferroviari gestiti da Trenitalia, su una tratta di 60 chilometri in seconda classe si spenderanno 25 centesimi di più.

Bus
Per il servizio di bus urbani, l’aumento dei ticket è di cinque centesimi. In tutta la regione, esclusa la provincia di Trieste, dunque, si pagherà 1,10 per il biglietto orario una zona o tratta, 1,35 euro per il biglietto orario senza limiti di tratta, 3,80 euro per il giornaliero. Gli abbonamenti mensili a una linea salgono dal range fra 21,80 e 22,90 alla forbice fra 23,05 e 24,25 euro. Nel capoluogo giuliano i biglietti costavano già cinque centesimi in più. Anche qui i prezzi vengono adeguati all’indice Istat, con le conseguenti maggiorazioni: per il ticket orario per l’intera rete di 60 minuti di durata si spenderà 1,15 euro, per il pluricorse 10,35 euro, per l’abbonamento mensile una rete 30 euro. L’abbonamento annuale, come nel 2011, costerà dieci volte il mensile, in tutto il Fvg. Vengono confermati, inoltre, gli abbonamenti scolastici fino ai 26 anni d’età; i nuclei familiari con più figli potranno ottenere uno sconto del 10% per l’acquisto di un secondo abbonamento e del 20% per il terzo. Ferrovie. In generale l’incremento dei prezzi si attesta sui 15 centesimi. La tariffa integrata Udine-Gemona, per la corsa semplice, aumenta di 15 centesimi, passando a 2,90 euro, cresce di conseguenza anche l’abbonamento mensile, da 47,25 a 50,05 euro. Sulla medesima direttrice, che arriva fino a Tarvisio, il ticket di una corsa semplice di 225,1 chilometri sale da 17,85 a 18,95 euro. Sulla linea ferroviaria Udine-Cividale si spenderanno 2,45 euro (contro i 2,30 del 2011) per una corsa semplice ordinaria e 43 euro (contro i 40,60 euro del 2011) per l’abbonamento mensile.

I nuovi ticket 
Le nuove tariffe del trasporto pubblico entrano in vigore domani ma gli aumenti, sul singolo ticket, sono contenuti: da un minimo di 5 a un massimo di 35 centesimi. Fa eccezione solo la corsa semplice per 225,1 chilometri sulla direttrice Udine-Gemona-Tarvisio, che aumenta di 1,10 euro. Il nuovo regime tariffario dei servizi di linea di trasporto pubblico locale automobilistico, ferroviario e marittimo, è stato approvato nell’ultima seduta dell’esecutivo regionale.

Telefriuli: a Effemotori ospiti Terpin, Tull, Marcon e Santillo

Non si ferma neanche durante le feste la trasmissione condotta da  Marco Angileri in onda su Telefriuli .

Venerdì 6 Gennaio, Sabato 7 e Domenica 8, ospiti a Effemotori

  • il pilota di Rally della Scuderia Gorizia Corse
  • Cristian Terpin. Il pilota triestino di Supermotard
  • Andrea Tull del Moto Club Aneip Olos.
  • Paolo Marcon pilota di Velocità in salita ed in pista con la Predator del Team 33.
  • Davide Santillo pilota stunt man del Ts Team.

Friuli: al via lo studio e monitoraggio della Protezione Civile sul rischio tsunami in adriatico

La Protezione civile del Friuli Venezia Giulia parteciperà, con il ruolo di partner operativo, su mandato dell’Amministrazione regionale, al progetto “TSUNADRIA – Tsunami early warning in the Adriatic”, volto a creare una rete di allerta in relazione ad un potenziale, ma peraltro improbabile, rischio tsunami. Il progetto – che si basa sulla condivisione di dati sismici relativi a tutto l’Adriatico e prevede anche il posizionamento di tre boe su cui saranno installate adeguate strumentazioni per monitorare la situazione del mare – coinvolge numerosi centri di ricerca che operano in Italia, compreso il Friuli Venezia Giulia, in Grecia, Croazia, Slovenia e Albania. “La Protezione civile della Regione – ha spiegato il vicepresidente della Giunta Luca Ciriani – sarà coinvolta in qualità di utente finale del sistema, per i test di allarme e l’integrazione delle allerte all’interno dei sistemi e delle procedure presso la Sala operativa regionale di Palmanova. L’Alto Adriatico non è una zona che presenta un particolare rischio tsunami, ma si tratta di un progetto che ha anche lo scopo di dare valore alle relazioni internazionali in tema di sicurezza per l’ambiente e per lo scambio di informazioni di carattere tecnico legate al rischio sismico. Le boe che verranno collocate forniranno inoltre un ampio spettro di dati ed informazioni sul nostro mare”.
Il progetto TSUNADRIA, che non prevede alcun costo per l’Amministrazione regionale, la quale mette a disposizione l’impegno della propria forza di Protezione civile, ha come soggetto proponente e Lead Partner l’Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale – OGS di Trieste. Vi collaborano la società Envirtech S.p.A. di Venezia, il NOA – Osservatorio Nazionale di Atene (Grecia), la facoltà di Scienze dell’Università di Zagabria (Croazia) e l’Università Politecnica di Tirana (Albania). Altri partner associati sono l’ARSO – Agenzia per l’ambiente della Repubblica di Slovenia con sede a Lubiana e l’Università della Basilicata con sede a Potenza.

Friuli: nel 2012 in biblioteca con la tessera sanitaria

dal Gazzettino di oggi

Una tessera unica, già nelle tasche di tutti i friulani, per accedere ai servizi bibliotecari di Udine e di 11 Comuni dell’hinterland. Dal prossimo 2 gennaio basterà esibire la tessera sanitaria regionale per prendere in prestito libri, cd e dvd o navigare in rete in tutte le biblioteche comunali che fanno parte del Sistema bibliotecario dell’hinterland udinese: Manzano, Martignacco,Pasian di Prato, Pavia di Udine, Pozzuolo del Friuli, Pradamano, San Giovanni al Natisone, Santa Maria la Longa, Tarcento, Tavagnacco, Tricesimo e, appunto, Udine. Con il nuovo anno, quindi, il codice fiscale diventerà lo strumento d’accesso per riconoscere l’utente, mandando in pensione le vecchie tessere d’iscrizione. A partire da gennaio 2012 tutti i nuovi iscritti saranno registrati con la tessera sanitaria, mentre gli utenti già presenti nel database della biblioteca, avranno tempo fino ad aprile 2012 per aggiornare i propri dati presso gli sportelli. In ogni caso chi, per motivi di età o di residenza, ancora non possedesse o fosse impossibilitato a utilizzare la tessera sanitaria, userà la vecchia tessera.

Friuli: feste a letto con la febbre, fila negli ambulatori e l’influenza deve ancora arrivare

di Alessandra Ceschia

Ambulatori affollati, file in farmacia e al Pronto soccorso. Mentre la campagna di vaccinazione antinfluenzale, fluita con scarso entusiasmo quest’anno, è ormai agli sgoccioli, le vacanze natalizie hanno messo a letto bambini e anziani, ma anche gente di mezza età con tosse, raffreddore, febbre, mal di gola, e, soprattutto, disturbi gastrointestinali. Secondo i dati forniti dal bollettino Influnet dell’Istituto superiore di sanità, nella settimana dal 19 al 25 dicembre, attraverso i 616 medici sentinella, l’incidenza delle sindromi influenzali in regione è dello 0,81 (su mille abitanti). A risentire del freddo sono stati soprattutto i più piccoli: fino a 4 anni si registra un’incidenza pari a 3,01, che scende a 0,87 per la fascia tra i 5 e i 14 anni, per arrivare a 0,50 per le persone di età compresa fra i 15 e i 64enni e a 0,61 per gli over 65. «Si tratta di patologie simil influenzali – chiarisce il dottor Raffaele Di Cecco, medico di base –. Sono malattie causate da rinovirus, citomegalovirus, norovirus o rotavirus, che sono responsabili del 70% delle sindromi etichettate come influenza, ma che, in effetti, tali non sono». L’ondata di influenza deve insomma ancora arrivare, complici le festività, gli scambi di auguri e la riapertura delle scuole. Il picco dovrebbe manifestarsi fra la metà di gennaio e i primi di febbraio. «È presto per stilare bilanci sull’andamento della campagna antinfluenzale – mette le mani avanti la dottoressa Daniele Gnesutta coordinatrice del Dipartimento di Prevenzione dell’Ass 4 –. L’impressione è che sia andata piuttosto a rilento, tanto che alcuni si stanno ancora vaccinando. La copertura ottimale viene garantita se la vaccinazione è effettuata prima che i virus comincino a circolare. Si ottiene dopo una decina di giorni e si protrae per un semestre. Stando ai dati che abbiamo a disposizione, la circolazione dell’AH1N1 variato, (nota come suina) risulta in netto calo rispetto allo scorso anno. Più consistente la diffusione dell’H3AN3, un altro sottotipo virale che provoca febbre alta, dolori muscolari e scheletrici e può provocare anche complicanze polmonari nei soggetti a rischio. Per questo insistiamo nel promuovere le vaccinazioni sia sulle categorie a rischio sia sugli ultrasessantacinquenni». Per il presidente dell’Ordine dei farmacisti della provincia di Udine, Michele Favero, «la vendita di vaccini quest’anno sembra registrare una flessione rispetto allo scorso anno. Quanto alle richieste più ricorrenti in questi giorni, riguardano essenzialmente la tachipirina per curare le sindromi febbrili, l’aspirina, i fermenti lattici e gli antidiarroici. Certamente c’è stato un aumento dei casi, ma non c’è alcuna emergenza». Dichiarazioni condivise dal dottor Mario Da Porto: «In realtà gli ambulatori già abitualmente affollati, in questi giorni sono ancora più pieni. Diverse le richieste di visite a domicilio. In media, riceviamo dalle 10 alle 15 telefonate al giorno da pazienti che accusano sintomi di tipo influenzale: 37-38 gradi di febbre, tosse, rinofaringiti, mal di gola, disturbi gastroenterici, nulla che le vecchie ricette della nonna con due o tre giorni di riposo, un bicchiere di latte caldo e miele non possano curare. Troppo spesso, però, i pazienti non hanno la pazienza di aspettare che la malattia faccia il decorso e si riversano negli ambulatori ai primi sintomi. E’ questo il vero problema».

Predazzo: nella combinata dei campionati assoluti italiani Pittin tricolore, Michielli argento

Splendida doppietta friulana ai campionati italiani assoluti di combinata nordica dal trampolino piccolo (Hs 106) disputati ieri a Predazzo (Trento). Il finanziere di Cercivento, Alessandro Pittin, ha confermato i pronostici vincendo gara e titolo, mentre il poliziotto tarvisiano Giuseppe Michielli, secondo, ha messo al collo l’argento. Altre due medaglie per la bacheca del comitato regionale della Fisi hanno assicurato i lussarini Roberta D’Agostina, che ha conquistato l’argento degli assoluti di salto femminile, pure disputati dal trampolino Hs 106 di Predazzo, e il giovane talento Federico Cecon, terzo e bronzo nei campionati italiani junior di salto.

Per Pittin, medaglia di bronzo olimpica di Vancouver, quello conquistato ieri è il sesto titolo assoluto. «Vincere fa sempre bene – commenta Alessandro -; sono contento anche perché noto che nel salto sto migliorando. Comunque, spero di fare ulteriori progressi per la prossima tappa di coppa del Mondo a Schonach».

continua a leggere l’articolo sul sito del Messaggero Veneto

Friuli: democrazia diretta e l’autogoverno popolare contro gli ottusi campioni della crescita continua

di DELIO STRAZZABOSCHI

Si è accettato un modello di sviluppo “paranoico”, basato sulla crescita continua, nel quale consumi sempre in aumento spingono la produzione indipendentemente dai limiti del pianeta e della natura. Ma se le persone non comprano più, le imprese producono di meno e licenziano anche lavoratori, perciò vendite e occupazione diminuiscono ulteriormente in un collasso totale e terrificante. Certo, ancora per un po’ i consumi cresceranno nei pochissimi posti nei quali non hanno ancora saturato ogni bisogno, ancorché falso. Poi, irrimediabilmente, sarà finita. Quel giorno non è lontano, anche perché il sistema delle banche e della finanza, intrinseco all’apparato industriale e nient’affatto sua degenerazione, ci crollerà rovinosamente addosso ancor prima dell’economia reale. Mai tante crisi contemporaneamente; ma se aspettiamo sarà troppo tardi e se ci arrangiamo da soli sarà troppo poco. Le voci che oggi gridano nel deserto però non vogliono trovarsi domani a condividere impotenti lo stesso beffardo destino degli ottusi campioni della crescita continua. Basterebbe solamente ricordare che dopo la caduta dell’Impero Romano, le città si svuotarono (Roma passò da due milioni di abitanti a 35mila) e tutti andarono a vivere nei villaggi, per poter sopravvivere grazie alla coltivazione della terra, peraltro di proprietà esclusiva dei latifondisti (nobili e clero). Nacque così l’organizzazione feudale, economicamente autosufficiente grazie a produzioni e consumi locali. Oggi s’ipotizza che, dopo il crollo del mondo industriale e “civilizzato”, gli abitanti delle città-panico potrebbero iniziare col saccheggiare i supermercati e subito dopo riversarsi nelle campagne alla disperata ricerca di cibo. Non riuscendo più a sopravvivere, userebbero il loro ultimo denaro per comprare armi con cui combattere i detentori dell’acqua, dei campi coltivabili, dei prati e dei boschi. Senza Terra non c’è speranza. Primo compito diventa quindi difendere il territorio dalla predazione di case e terreni privati da parte di ricchi cittadini, e dall’insensato oblio delle terre comuni da parte degli enti pubblici. Le proprietà collettive (amministrazioni frazionali e comunioni familiari) riprendano ovunque la gestione delle terre civiche, sia nei 46 Comuni nei quali ne è stata accertata ufficialmente l’esistenza, sia negli altri 93 che dal lontanissimo 1927 attendono la definizione, ancora oggi possibile, dei diritti collettivi. Proprio come in quel passato troppo presto dimenticato, solo la gestione associata della terra e delle risorse naturali saprà garantire la sopravvivenza delle comunità, grazie all’interscambio dei propri prodotti. Mezzi di sussistenza alimentare ed energetica per tutti permetteranno l’autoproduzione e l’autoconsumo degli altri beni: invece di comprare troppe merci di basso prezzo e nessun valore (prodotte in fondo al mondo, sfruttando uomini, donne e bambini), se ne acquisteranno di meno ma realizzate dal sarto e dal calzolaio della vallata. Una nuova consapevolezza traghetterà le persone dalla coscienza di classe (della condizione di sfruttamento del lavoro e della vita) alla coscienza di territorio (delle caratteristiche identitarie e patrimoniali del luogo). Preclusa ogni velleità a politici inetti, burocrati improduttivi, evasori fiscali e parassiti per genere, abolite proprietà e utilizzazione privata della terra e delle risorse naturali, l’emergenza contingente sarà vinta. L’azione dei soggetti “rivoluzionari” ovviamente ricreerà così le condizioni fondanti del territorio come spazio vivo e concreto da organizzare, attraverso la democrazia diretta e l’autogoverno popolare, per un nuovo futuro di lunga durata. 

Tolmezzo: intervista al sindaco Zearo che “traghetterà” la futura Unione dei Comuni

di David Zanirato dal Gazzettino di oggi

Prossimo a ricevere la nomina ufficiale di traghettatore della futura Unione dei Comuni della Carnia da parte del presidente della Regione Renzo Tondo, il sindaco di Tolmezzo Dario Zearo illustra al Gazzettino come intende affrontare il nuovo incarico. Sindaco Zearo, più soddisfatto per l’indicazione unitaria o più preoccupato per un ruolo che non sarà per nulla facile? «Sono onorato di aver ricevuto questa indicazione unanime e bipartisan da parte dei colleghi sindaci, sono conscio però che il compito sarà complesso, perché la sfida nel nuovo ente, per uno come il sottoscritto che ha partecipato in parte alla stesura della legge di riforma, è significativa. Non appena riceverò l’investitura provvederò a farmi affiancare dai 5-6 componenti la futura cabina di regia e dai 3 tecnici che andranno a supportarci, i nomi li ho già in testa e anche i primi interventi, penso alla questione dei rifiuti». A dispetto delle altre ex comunità montane, in Carnia su di lei c’è stato l’appoggio generale, un riconoscimento anche a Tolmezzo che così riconquista un ruolo centrale per il territorio. Ma basterà per mantenere solido questo argine che è sempre più a rischio cedimento? «Centrale ma non centralizzatore perché all’unitarietà sulla mia figura farò corrispondere rispetto per tutti i Comuni; ciò dovrà essere coniugato inevitabilmente sulla strenua difesa dei nostri presidi: dal Tribunale all’Ospedale che dovrà rimanere per acuti e di primo grado, passando alle altre strutture di assistenza come la Rsa e il Csm, senza dimenticare i corsi scolastici degli istituti superiori. Su questi punti non transigeremo, non molleremo». Per fare ciò occorrono però le risorse adeguate, ne avrete a sufficienza nel prossimo bilancio che andrete a predisporre con l’anno nuovo? «Siamo ancora nel limbo, in attesa di sapere le ultime misure del Governo. Stiamo provvedendo a tagliare alcune spese salvaguardando naturalmente però i servizi ai cittadini, non sono in previsione comunque aumenti alle tariffe e tasse comunali. Allo stato attuale ci mancano 380 mila euro per pareggiare il bilancio previsionale 2012, per 100 mila euro riusciremo a coprirli con i finanziamenti integrativi promessi per il Tribunale, per i restanti 280 mila ci sono state promesse risorse nel futuro assestamento di bilancio regionale del giugno prossimo». Siamo a metà mandato, il programma sta venendo rispettato? «Gli obiettivi per questo anno sono quasi totalmente raggiunti, a partire dall’iter per piazza XX Settembre, il cui progetto definitivo è stato approvato nei giorni scorsi. Anche sul fronte del supporto alle crisi occupazionali abbiamo attivato una ventina tra Lsu e borse lavoro, ma continueremo a vigilare perché quasi quotidianamente continuo a ricevere richieste di aiuto da parte dei cittadini in difficoltà». Nel frattempo i “crampi” in maggioranza continuano, vedi questione giochi d’azzardo. «È impossibile andare d’amore e d’accordo per cinque anni, ognuno ha le sue visioni, non esiste più la disciplina di partito e in consiglio si tende troppo ad andare sul personale, scollamenti ci sono non li nego, tra l’altro avviene anche in minoranza, ma per quanto ci riguarda credo continueremo a convivere positivamente».  

Ravascletto: la nazionale di slalom maschile si allenera’ sullo Zoncolan

 La Nazionale italiana maschile di slalom ritorna sullo Zoncolan. Gli azzurri, capitanati dal tecnico Jacques Theolier, saranno di scena sulle nevi carniche dal 2 al 4 gennaio 2012 per una sessione di allenamenti in vista della gara di Zagabria del 5 gennaio.     Saranno presenti sei atleti: si tratta di Giuliano Razzoli, medaglia d’oro alle Olimpiadi di Vancouver 2010, Cristian Deville (attualmente secondo nella classifica di specialita’ nella Coppa del Mondo e reduce dai podi di Beaver Creek e Flachau), Stefano Gross, Manfred Moelgg, Roberto Nani e Patrick Thaler.     Tutti si alleneranno su una porzione della pista ”Zoncolan 1”, appositamente preparata e dedicata a loro, e alloggeranno all’hotel ”La Perla” di Ravascletto.

Friuli: in Consiglio Regionale bloccati i fondi al film su Eluana, ma nessuno li aveva mai chiesti

Un’intenzione politica che diventa un autogol. I protagonisti sono 25 consiglieri regionali, su proposta dell’Udc. Con un ordine del giorno, approvato in coda alla Finanziaria 2012, i centristi, ma anche esponenti di Pdl, Pd, Lega e Misto, hanno chiesto l’impegno della Regione a non finanziare il film di Marco Bellocchio che si ispira alla storia di Eluana Englaro.

Un desiderata destinato a restare sulla carta. Perché, come spiega il presidente della Fvg Film Commission Federico Poillucci, una richiesta di contributo non c’è, il regolamento cui si riferisce l’ordine del giorno non è più in vigore e a stabilire i finanziamenti è una commissione composta da tre dirigenti della Regione. Che, per altro, seguono regole e criteri approvati dal Consiglio regionale nel 2010 e quindi dagli attuali consiglieri.

«Per il film “Bella addormentata” di Marco Bellocchio la casa di produzione Cattleya s.r.l – afferma Poillucci – non ha al momento presentato richiesta di finanziamento a Fvg Film Fund

continua a leggere l’articolo sul sito del Messaggero Veneto