Archivio tag: eventi

Osoppo: il 16 giugno terza conferenza sul tema della mobilità ciclabile in collaborazione con l’associazione Fiab

Risultati immagini per conferenza sul tema della mobilità ciclabile

Sabato 16 giugno nella suggestiva cornice del Forte di Osoppo si terrà la terza conferenza sul tema della mobilità ciclabile organizzata dai locali circoli Legambiente del gemonese in collaborazione con l’associazione Fiab di Udine.

Dopo aver affrontato il tema del completamento della ciclovia Alpe Adria nel corso del primo incontro tenuto nel 2016 ad Ospedaletto di Gemona e dopo aver esaminato l’anno successivo a Venzone il tema delle altre ciclovie previste nel territorio pedemontano, con l’incontro di quest’anno a Osoppo si vogliono studiare le possibili sinergie che potranno realizzarsi con la riapertura, anche in chiave turistica, della linea ferroviaria Gemona – Sacile e del suo intersecarsi in particolare con la ciclovia pedemontana FVG-3. Anche la recente approvazione della legge regionale in tema di mobilità ciclistica costituirà un’ulteriore elemento da esaminare insieme alle ulteriori modifiche intervenute nel quadro normativo nazionale in tema di mobilità dolce.

La conferenza/seminario di quest’ anno vorrebbe quindi, ripartendo da questi elementi, fornire ulteriori spunti di discussione e di confronto, in particolare tra gli amministratori locali e regionali, sui temi delle ciclovie e della mobilità dolce in generale esaminando quanto fatto e quanto è ancora da fare sul nostro territorio. Uno sguardo ampio da Alessandra Bonfanti, responsabile nazionale legambiente per le tematiche della mobilità dolce, oltre a portare un contributo di esperienze concrete aiuterà ad esaminare le due recenti leggi nazionali in tema di recupero delle ferrovie storiche e di sostegno alla mobilità ciclistica. I nuovi assessori regionali alle finanze e patrimonio e alle infrastrutture e territorio Barbara Zilli e Graziano Pizzimenti daranno una chiara indicazione sulle priorità che la nuova maggioranza regionale intende coltivare e promuovere sui temi della mobilità ciclistica e sullo sviluppo della linea ferroviaria Gemona-Sacile.

Ai rappresentanti delle associazioni, Alessandro Ciriani per Legambiente e Fabio Dandri per Fiab, il compito di esporre il punto di vista degli organizzatori attraverso due interventi incentrati non solo sull’analisi critica del presente ma anche sulle proposte concrete in particolare per quanto riguarda le opere necessarie da realizzare sul territorio della pedemontana.

Due esempi di possibile collegamento bicicletta-treno verranno poi portati uno dal professor Paolo Pittino attraverso un video realizzato dall’Istituto Comprensivo di Buja che illustra efficacemente un possibile utilizzo didattico di entrambi i mezzi ed uno verrà proposto dalla nota Azienda Roncadin di Meduno che, in un ideale colloquio con Davide Copetti rappresentante dell’associazione legambiente, formuleranno una ulteriore serie di possibili e concreti interventi realizzabili in occasione della riattivazione della linea ferroviaria onde svilupparne appieno tutte le potenzialità di utilizzo.

Infine una tavola rotonda permetterà un immediato confronto sui temi della mobilità dolce tra gli amministratori regionali e quelli locali rappresentati dal presidente dell’Uti del gemonese Aldo Daici, dal sindaco di Osoppo Paolo De Simon e dal rappresentante dell’amministrazione comunale di gemona assessore Davis Goi, confronto quanto mai necessario ad ogni livello per poter efficacemente coordinare e condividere gli obiettivi di miglioramento generale della viabilità ciclistica e ferroviaria nel territorio dell’Alto Friuli.

Alle associazioni Legambiente e Fiab il compito ovviamente di proporre, stimolare e, anche attraverso lo strumento ipotizzato del dossier annuale, controllare l’operato degli amministratori sul tema.

Un sobrio rinfresco permetterà di chiudere la conferenza assaporando la suggestiva bellezza del forte di Osoppo con immediata vista su tutto il territorio sottostante.

Tolmezzo: Presentazione del film ‘Cercivento. Una storia che va raccontata’

Venerdì 25 maggio, ore 20.00 presso Cinema David, piazza Centa 1.

Carnia: “La potenzialità delle Malghe comunitarie” convegno a Paularo e Arta Terme

 «Gestione e valorizzazione delle malghe in proprietà collettiva»: è il tema del convegno in programma a Paularo ed Arta Terme, domenica 13 maggio, nell’ambito della “Setemane de Culture furlane 2018” (www.setemane.it).

Su impulso della Comunità di Valle e Rivalpo, proprietaria di 4 malghe – Cason di Lanza, Cordin, Val Dolce e Valbertad –, il confronto si svolgerà in due sessioni.

Nel corso della mattinata, interverranno presso Palazzo Calice Valesio di Villa Fuori di Paularo, a partire dalle 9, Erik De Cillia del Commitato frazionale di Valle e Rivalpo (“La lungje lote pal ricognossiment dai ûs civics di Rualp e Val / La lunga lotta per il riconoscimento degli Usi civici di Valle e Rivalpo”), Claudio Peresson (“La vite di mont e las sôs potenzialitâts / La vita in Malga e le sue potenzialità”), Stefano Bovolenta (“Zootecnia di montagna e alpeggio: un rapporto imprescindibile?”) e Luca Nazzi (“Malghe collettive: la Comunità gestisce il suo storico patrimonio”), moderati da Ezio Banelli e Mario Pezzetta.

La sessione pomeridiana prenderà il via alle ore 15, presso l’Ex Albergo Savoia (Salone delle Feste di via Roma). Matteo Venier modererà gli interventi di Claudio Lorenzini (“Las monts in Cjargne: un caso storiografico”), Daniele D’Andrea (“La Magnifica Comunità di Cadore: una forma condivisa di gestione territoriale”), Roberto Micheli (“Montagne, pastori e animali: evidenze archeologiche e dati etnostorici a confronto”) e Gianfranco Ellero (“Gli usi civici come fattore identitario e considerazioni finali”).

Tolmezzo: “Maggio letterario”, terza edizione della rassegna letteraria d’incontri con l’autore

Al via la terza edizione di Maggio Letterario, la rassegna di incontri con l’autore organizzata dall’assessorato alla cultura del Comune di Tolmezzo, che porterà nella nostra città scrittori di livello nazionale spaziando dalla narrativa alla saggistica. Gli appuntamenti si svolgeranno dal 5 maggio al 22 giugno prevedendo 12 incontri tra presentazioni di romanzi e incontri incentrati su tematiche di forte attualità.

“Anche quest’anno abbiamo voluto portare nella nostra città una serie di autori di spicco proponendo dei momenti che possano favorire la conoscenza letteraria, avvicinare al piacere della lettura, proporre e stimolare riflessioni, creare momenti di confronto e dibattito. E’ anche attraverso lo stimolo culturale che un territorio si mantiene vitale e dinamico” dichiara l’assessore alla cultura Marco Craighero.

Il primo dei dodici incontri con gli autori si terrà venerdì 5 maggio alle 20.30 al Teatro Candoni di Tolmezzo. Ospiti saranno Beppino Englaro, Don Pierluigi Di Piazza e il dott. Vito Di Piazza che presenteranno il loro libro “Vivere e morire con dignità”, introdotti dalla giornalista del tg3 Marinella Chirico. Sarà un’occasione per approfondire e discutere in merito al tema del fine vita e del testamento biologico, anche alla luce della recente proposta di legge appena passata al vaglio della Camera dei Deputati.

Saranno poi ospiti a Tolmezzo la scrittrice Alessia Gazzola, dai quali libri è stata tratta la serie tv L’Allieva; la giornalista tv e scrittrice Francesca Barra; Matteo Bussola fumettista e poi scrittore, seguitissimo sui social; l’editorialista del Corriere della Sera Ernesto Galli Della Loggia; la sceneggiatrice cinematografica Ilaria Macchia, al suo primo romanzo, che presenterà anche il suo film Non è Un Paese Per Giovani; Franco Cardini, uno dei massimi storici italiani; la scrittrice armena Antonia Arslan e l’ex magistrato Raffaele Guariniello, famoso per le inchieste Thyssen e Eternit; oltre a due appuntamenti presso la biblioteca civica con Paolo Morganti e le pedagogiste Monica Nobile e Marina Zulian.

Molti i temi che verranno affrontati nel corso degli appuntamenti prevista: fine vita, la storia politica della nostra Repubblica, i rapporti tra occidente e oriente e la minaccia dell’Isis, la situazione della Turchia e i risvolti sull’attualità tra passato e presente, lo stato della giustizia in Italia e altro ancora.

Inoltre l’11 maggio presso la Galleria Cooperativa alcuni studenti delle scuole medie di Tolmezzo daranno vita alla “Biblioteca dei libri viventi” diventando essi stessi dei libri che interagiranno col pubblico raccontando delle storie.

Questo il calendario completo degli appuntamenti:

Beppino Englaro, Pierluigi Di Piazza, Vito Di Piazza “Vivere e morire con dignità”  5 maggio ore 20.30 Teatro Candoni 

Alessia Gazzola “Un po’ di follia in primavera” 10 maggio ore 18.15 Sala Riunioni Via Marchi 

Francesca Barra “L’estate più bella della nostra vita” 16 maggio ore 18.15 Sala Riunioni Via Marchi 

Matteo Bussola “Notti in bianco, baci a colazione” 20 maggio ore 16 Sala Riunioni Via Marchi 

Ernesto Galli Della Loggia “Credere, tradire, vivere. Un viaggio negli anni della Repubblica” 26 maggio ore 18.15 Sala Conferenze Uti 

Ilaria Macchia “ho visto un uomo a pezzi” 29 maggio ore 20  Cinema David

A seguire l’autrice sarà presente alla proiezione del film Non è Un Paese Per Giovani, di cui è sceneggiatrice.

Franco Cardini “L’Iphone e il paradiso” e “Il califfato e l’Europa” 1 giugno ore 20.30 Sala Conferenze Uti 

Antonia Arslan  “Lettera a una ragazza in Turchia” 6 giugno ore 18.15 Sala Riunioni Via Marchi

Raffaele Guariniello “La Giustizia non è un sogno” 9 giugno ore 18.15 Sala Conferenze Uti

DELLA BIBLIOTECA:

La Biblioteca dei libri viventi 11 maggio Galleria Cooperativa ore 10

IN BIBLIOTECA:

Paolo Morganti “Le Forme del Male” 15 giugno ore 18

Monica Nobile, Marina Zulian (associazione Barchetta Blu) “Qualche volta si può” 22 giugno ore 18

Tutte le informazioni sugli incontri sono disponibili nel sito internet www.comune.tolmezzo.ud.it oppure possono essere richieste all’Ufficio Cultura telefonando al numero 0433 487987–487961 o scrivendo un’e-mail all’indirizzo [email protected] .

Tiziano Dalla Marta: momenti di vita raccontati dal pennello della memoria

invito

 di Ermes Dorigo.

Dopo il successo  della Mostra del 1998  l’ultima – last but not least – produzione  pittorica, per una sua coerenza intrinseca, rimane ascritta ad una ‘pittura colta’- un figurativismo ben diverso da quello tradizionale, con un continuo rimando, attraverso citazioni e allusioni più o meno esplicite alla storia dell’arte – civilmente impegnata anche se ora, in questo suo viaggio conoscitivo, prevale una  tonalità più intima, più sul versante meditativo, morale che, in quanto tale, si fa etico, civile appunto. Il titolo non  deve trarre, quindi, in inganno: in realtà quello che l’artista fa è quello di donare la ‘sua’ memoria alla memoria della ‘comunità’: il morale torna ad essere sociale, ma un sociale speciale, perché così ravviva la fiamma del ‘suo’ amore per la ‘sua’ gente; non solo, ma  nelle sue forme si inserisce nella nostra tradizione artistico-letteraria di impegno etico-civile e nello stesso tempo si offre come esperienza paradigmatica di una biografia personale vissuta attraverso il filtro della biografia della storia (“Non ho ambizioni e velleità di protagonismo pseudo intellettuale. Probabilmente il mio animo, umilmente cristiano, mi ha sempre portato a vedere la mia vicenda personale dentro la storia, non al di sopra e al di fuori di essa”). Pertanto non si può non dire che quella di Tiziano Dalla Marta non sia una “pittura della memoria”, conservazione quasi sacrale e trasmissione del passato senza il quale – è un messaggio rivolto in particolare ai giovani – vengono meno le fondamenta per costruire un saldo e certo futuro di speranza.

Prima di procedere una breve notazione: talmente forte è il legame di Tiziano con la sua giovinezza – presenza viva e creativa dentro di lui – da firmare non T.D.M., ma M.D.T. (Marziano Della Titta) come lo chiamava un professore, storpiando il suo nome, quando, giovane, frequentava l’Accademia a Venezia.

Ma venendo nello specifico (“Un quadro può essere una medicina contro la malinconia  e quantomeno un momentaneo sollievo”)  delle qualità pittoriche e simboliche delle sue opere, si può osservare l’equilibrio compositivo e una costruzione quasi classica delle sue immagini (tipicamente rinascimentale è quella piramidale, un ascendente tre-quattrocentesco come nella Crocefissione), un sapiente equilibrio tra pieni e vuoti, e tra colori avanzanti e retrocedenti – per somiglianza, ma anche per opposizione -; e la ricchezza delle simbologie  e allegorie dei colori: il viola e il gelido azzurro del dolore e della pena del vivere contrapposti al caldo giallo e al verde della speranza, ma anche  della irriducibilità alla sofferenza e della non rassegnazione.

unnamed-1

Rispetto alla esposizione precedente – con diversi quadri con forti , surreali accostamenti di colori, quasi espressionistici -, si osservano ora la levità dei colori, il sentimento intimamente assorto dell’umanità rappresentata in fraterna amicizia che guarda serenamente il famoso “lassù” di padre Cristoforo – l’infinito amore per la moglie Caterina che ritorna continuamente -; la pace in pace con se stessa, indefinibile; la fertilità rigogliosa della natura – il di là non è di là, ma qua, lo odoriamo quasi –; un francescano Cantico delle Creature -; la sacralità del quotidiano; l’amore e il dono di sé.

E quel San Martino all’entrata non solo invita il visitatore ad assumere un atteggiamento consono all’atmosfera di religioso silenzio, cui invitano i quadri, ma è soprattutto un ulteriore omaggio alla Città attraverso il suo Santo protettore.

Infine, però, per ribadire comunque il suo indomito impegno civile, la sezione dedicata alla Resistenza in Carnia: il cerchio si chiude con il ritorno per ‘espressivismo’ della luce e dei colori alla prima esposizione.

——————————————————–

Tiziano Dalla Marta, architetto libero professionista, è nato a Povegliano Veronese il 9 novembre 1922. Dall’8 settembre ‘43 risiede in Carnia dove ha ricoperto importanti cariche pubbliche con grande impegno civile: Sindaco di Prato Carnico dal ’49 al ’55, di Tolmezzo per un decennio tra il ’55 e il ’65. Uno dei promotori fondamentali per l’istituzione della SEIMA.

Suoi scritti ed esposizione: La Carnia oggi sintesi della realtà so­ciale; Ordinamento regionale e pianificazione urbanisti­ca; Individuazione delle aree idonee alla qualificazione industriale, Tip. Carnia Tolmezzo, 1963; Individuazione delle aree idonee alla qualificazione industriale, Del Bianco Editore, Udine, 1965; Il volo del rondone, Campanotto Editore, Udine, 1993; Tiziano Dalla Marta, Pittore, Palazzo Frisacco, Tolmezzo, 1998; Il ritorno del Gismano, Andrea Moro Editore, Tolmezzo, 2004

 

 

Tolmezzo: Nadia Spangaro al Talent “Look maker academy” di Sky1, selezionata fra 200 professionisti

nadia
di Tanja Ariis
Anche una giovane parrucchiera Tolmezzina parteciperà su Sky1 a Look maker academy, l’Officina della bellezza, il talent show sui consulenti d’immagine. Nadia Spangaro è infatti una dei 40 finalisti delle selezioni che si sono svolte in questi mesi e che tra 200 partecipanti provenienti da tutta Italia hanno scelto anche la giovane titolare del salone tolmezzino, Fashion hair, in via Divisione Osoppo. Nadia ha 31 anni, ma da 16 lavora in questo settore. È originaria di Ampezzo e abita a Villa Santina. Ad agosto ha superato una selezione a Codroipo grazie alla quale ha partecipato a un’ulteriore prova, molto particolare, su una nave da crociera che attraversava tutto il Mediterraneo. Come gli altri concorrenti doveva trovare una passeggera a cui in un’ora di tempo doveva cambiare il look (trucco, acconciatura, abbigliamento con accessori) e presentarla alla giuria, che evidentemente ha apprezzato il suo lavoro. Nadia è felice di questa esperienza, che definisce, «emozionante, una bella soddisfazione. Sono tutti grandi professionisti – racconta – e la cosa che mi è piaciuta molto è che in quella settimana di crociera abbiamo fatto formazione su tanti aspetti: non solo capelli, ma anche trucco, abbinamento dei colori, moda». E a Tolmezzo, specie in via Morgagni, dove si concentrano diverse attività, tanti esultano per il risultato già ottenuto da Nadia. In questa zona della città vi è una particolare unione e un certo dinamismo dei commercianti, attivi su più fronti e non solo per Tolmezzo. Nelle ultime due estati, infatti, Nadia ha partecipato a sfilate in diversi alberghi della Carnia (nel 2015 all’Hotel Gardel di Arta Terme e quest’anno a La Perla di Ravascletto) con la titolare del negozio di abbigliamento Donnapiù (che le organizza e le ha ideate) e altri colleghi specie della via (ma non solo). Con queste iniziative, gratuite, vogliono dare un segno di vitalità e novità a questa terra. La particolarità, molto apprezzata dal pubblico (e anche dagli alberghi che le chiamano per intrattenere con questi eventi i loro ospiti), è che coinvolgono non modelle professioniste, ma donne comuni. Le bellissime “modelle per una sera”, che anche il tocco di Nadia rende tali, dal canto loro, rispondono alla chiamata sempre più numerose. In tante tiferanno per lei in questa bella esperienza che sta per iniziare. Le registrazioni del programma sono previste per febbraio.

Illegio: 40capolavori, un Caravaggio e un Bonatto Minella nella mostra “L’ultima creazione – L’idea divina del femminile”

di LICIO DAMIANI.
Fanno impressione, nell’affascinante e intrigante mostra di Illegio “L’ultima creazione – L’idea divina del femminile” (fino al 4 ottobre), diversi dipinti che narrano la spregiudicatezza e la sconcertante ferocia con cui alcune eroine della Bibbia straziano i nemici del popolo d’Israele per far trionfare il progetto divino. Ma i disegni di Dio sono misteriosi e possono passare, secondo le Sacre Scritture, anche attraverso il sangue, la crudeltà, il tormento. Nel contempo, la rassegna eleva inni intrisi di significati simbolici alla grazia e alla bellezza femminile, sia virginale sia ambiguamente seduttiva. È di rilevante spessore concettuale e di grande impatto spettacolare l’esposizione, comprendente una quarantina di opere, curata come tutte quelle che l’hanno preceduta da don Alessio Geretti con sorprendente ricchezza di cultura artistica, acribia critica, sapienza teologica, profondità spirituale. Uno dei primi personaggi nella sala d’ingresso, dedicata al guppo di donne sterili che, per intervento divino, avrebbero generato addirittura in vecchiaia, è “Rebecca al pozzo” (1848). Pervasa da un alone erotico per quanto idealizzato è affine nell’impostazione ad altre donne bibliche dipinte da Francesco Hayez – si pensi a “Ruth”, a “Betsabea al bagno”, a “Tamar”, alla “Maddalena” – prese a pretesto per esaltare la sensualità tattile del nudo mulíebre. Nelle due tele di Francesco Solimena datate 1710, “Rebecca e il servo di Abramo” e “Giacobbe e Rachele”, la freschezza d’invenzione, le scene scalate in profondità, la “liquida” e intensa qualità cromatica nella quale la luce calda scivola sulle carni ambrate, sui tessuti smaglianti, sulla corazza del guerriero che nella prima opera s’imposta di spalle con energico rilievo, rivelano influssi del napoletano Luca Giordano. Sofisticato pittore di scene sacre Pompeo Batoni in “Agar, Ismaele e l’angelo nel deserto” (1776) sembra preludere al neoclassicismo per il nitore compositivo e per la materia cromatica splendente come porcellana. La concubina cacciata da Abramo ha la grazia aristocratica di una dama settecentesca; la veste bianca dell’angelo è lievemente marezzata di ventosi fruscii. Inquadra l’episodio una scenografia boscosa d’Arcadia. Tra le donne “custodi della vita” è ricordata anche la cananea “Tamar” che, per far parte della religione di Abramo, volle sposare Giuda, il quarto dei figli di Giacobbe, e dargli un discendente. Mise perciò in atto un tranello, facendosi trovare da Giuda vestita da prostituta. Jacopo Bassano ha dipinto l’episodio nella tela “Giuda e Tamar” (metà del XVI secolo) con un realismo ruticano ispirato all’ambiente della campagna veneta. La fanciulla, coperta testa e spalle da uno scialle bianco che spicca sulla veste color sacco, siede sotto un albero, avvicinata dall’uomo in abito contadino. In pagamento della prestazione egli ha accanto la capra, resa con vivace e spiritoso piglio naturalistico. L’episodio si svolge in un paesaggio immerso e come fuso in una cupa luce naturale. La sezione successiva ha per protagoniste le salvatrici di Israele: “Giuditta”, “Giaele”, “Ester”. È il capitolo piú trucido in cui domina il personaggio di “Giuditta”. Geretti ne dà una lettura allegorica: «Nei diversi testi dedicati alla storia di Giuditta una tipologia interpretativa si è imposta, producendone una stabile icona: quella figurale, addetta a fare dell’eroina un emblema di Maria e una personificazione di umiltà e castità che trionfano, grazie all’aiuto di Dio, su orgoglio e lussuria». L’opera piú sconvolgente è la grande tela di Caravaggio, “Giuditta taglia la testa di Oloferne”, superbo e idolatra (1599-1600). Secondo il curatore della mostra la fanciulla «appare sconcertata del proprio gesto» e nel volto avrebbe impresso un moto di orrore mentre affonda l’affilata lama nel collo del generale. Ma l’interpretazione potrebbe anche essere diversa e alludere piú semplicemente a un teatro del sadismo, con la “bella Fornarina” – come la definisce Longhi – che, sotto un tumulto di rossi tendaggi, scanna, spinta da un oscuro impulso – sottolineato dai capezzoli eretti sotto la blusa bianca e dall’arcuarsi impetuoso del manto – il condottiero riverso e rantolante; il fiotto di sangue cola dalla gola; la vecchia serva, mezzana rugosa, sbigottisce davanti all’energia selvaggia della padrona. Il seguito della vicenda è narrato da Orazio Gentileschi in “Giuditta e l’ancella fuggono con la testa di Oloferne”. In un’atmosfera notturna da complotto risalta l’audace scorcio del volto della serva, bruno con gli occhi leggermente a mandorla, espressione di un carattere forte e aristocratico. Tra le molte variazioni sul medesimo episodio spiccano le due morbide opere di Giambattista Piazzetta, rispettivamente del 1715-1720 e del 1748. La seconda, addirittura, è allestita come uno spettacolo teatrale, con Giuditta che apre una sorta di sipario per presentare al pubblico Oloferne decapitato. Da parte sua Rubens organizza la macabra scena sullo sfondo di un drappo rosso. Pinturicchio invece, nella sezione della mostra che disserta sulla bellezza, idealizza l’elegante figura di “Giuditta” con delicatezza soffusa (1470-1512). Una gemma è il Pannello di cassone con storie di Giuditta, Dalila, Ester (1425-1450) attribuito a Giovanni di Paolo: nella terza formella spicca la regina sul trono panneggiata da una dorata veste serica; nella prima fluttuano tre preziose silhouettes di ancelle. “Ester” davanti ad Assuero è anche protagonista della grande tela di Sebastiano Ricci (1733) resa con uno sfavillante fraseggio sfrangiato. Il “botto” finale della rassegna è offerto da uno splendido quadro del quasi sconosciuto pittore torinese Carlo Bonatto Minella, “Giuditta si presenta al popolo” (1877). In un lussureggiante apparato scenico assiro-babilonese l’eroina appare su una scalea in regale veste candida: su un gradino sottostante siede l’ancella in tunica azzurra ricamata di stelle, a terra il sacco con la testa di Oloferne. Spira la lezione del Simbolismo di Gustave Moreau e di Odilon Redon passato per le arie dell’ “Aida” di Verdi.

Tolmezzo: Macuglia rientrato da Chicago aiuta a scoprire Galileo Galilei

La Biblioteca civica e il Comune di Tolmezzo hanno organizzato per domani, alle 17.30, “Un filo nel labirinto. Galileo, esploratore di cieli mai visti”, conferenza di Daniele Macuglia che si terrà al Centro servizi museali in via della Vittoria 2. Macuglia è tolmezzino, ha 30 anni e da cinque vive e lavora a Chicago, dove è ricercatore e assistente al Fishbein Center for the History of Science and Medicine dell’Università. In autunno ha tenuto il corso “Galileo Galilei: Science, Art, & Literature”, dove la figura di Galileo veniva esplorata non solo nel campo della scienza, ma anche in rapporto all’arte e alla letteratura, con un approccio multidisciplinare, per farlo conoscere a tutto tondo negli ambiti di cui si occupò. A maggio si recherà in Giappone. Macuglia è un bell’esempio di chi all’estero ha trovato, da giovane, l’opportunità di esprimere e vedere riconosciute le proprie capacità, possibilità che difficilmente nel mondo accademico si trova oggi in Italia. Egli ha frequentato il Liceo scientifico tecnologico Malignani a Udine, si è laureato con lode in Fisica all’Università di Pavia (specializzazione fisica atomica) e ha conseguito il diploma di licenza all’Istituto universitario di studi superiori sempre nella città lombarda.

Friuli: feste di zucca e formaggio insieme? L’alleanza non decolla

di Piero Cargnelutti

Festa del formaggio e festa della zucca insieme: un successo, oppure l’una va a nuocere all’altra in termini di affluenza di pubblico e visitatori? Sulla prima al momento è stato annunciato che si farà dal 16 al 18 ottobre, anticipata com’era già stato annunciato qualche mese fa rispetto a novembre per cercare di ovviare al possibile brutto tempo. Sulla festa della zucca, che già da due anni non è stata più organizzata per mancanza di contributi regionali, pare che a Venzone si stia lavorando per riproporla il prossimo autunno: lo assicurano sia dalla Pro Venzone che dall’amministrazione comunale con il sindaco Fabio Di Bernardo, i quali hanno già avviato diversi incontri per riproporre il grande evento gastronomico. L’idea di organizzarle insieme durante lo stesso fine settimana era invece emersa da Gemona, ma a Venzone la proposta non è stata accolta: «Non vi è alcuna volontà – spiega Duilio Fadi, presidente della Pro venzonese – di mancare alla proposta di collaborare con Gemona ma, in base alla nostra esperienza non crediamo che i conti tornerebbero. Voglio dire, ammettiamo che le due manifestazioni facciano 10 mila persone: non è che facendo le due feste insieme diventerebbero 20 mila, forse 12. Rispetto alla riproposizione della festa della zucca, ci stiamo lavorando: la Pro Venzone ha chiuso tutti i suoi debiti e ora stiamo valutando con l’amministrazione e le associazioni e verificando se ci sono i fondi necessari». Da parte sua anche il sindaco di Venzone Fabio Di Bernardo conferma: «È necessario far ripartire la festa della zucca se non altro per l’ingente portata economica che essa può avere sul territorio». A Gemona, come si è detto, si è scelto metà ottobre per Formaggio e dintorni, lasciando dunque la successiva e ultima settimana del mese a Venzone come da tradizione, ma il “no” dei vicini di casa lascia qualche perplessità: «Noi lo vedevamo – spiega Stefano Marmai, consigliere comunale delegato alle manifestazioni – come un modo per operare a 360 gradi condividendo spese per la promozione ma anche tante idee, dall’organizzazione di un treno ad hoc oppure un servizio di bus navetta. Sui numeri credo invece che una proposta del genere avrebbe permesso di raddoppiare le presenze durante quel fine settimana. Certamente, non possiamo obbligare nessuno e rispettiamo la volontà di Venzone: il nostro era anche un modo per lanciare un messaggio e condividere dunque una politica di promozione turistica che potrebbe avere degli effetti positivi sui nostri territori».

Udine: prova a vincere il concerto di Davide Van De Sfroos al Teatro Nuovo il 6/12/2014

Volete provare a vincere i biglietti per il concerto di Davide Van De Sfroos che si terrà al Teatro Nuovo Giovanni da Udine il 6/12/2014 con l’apertura del cantautore Aldo Rossi e  la partecipazione del musicista e scrittore Luigi Maieron? Niente di più facile: grazie alla collaborazione fra Messaggero Veneto e Azalea Promotion, la possibilità di vincere due pass di ingresso allo spettacolo è a portata di click, basterà rispondere in maniera personale e originale alla domanda

«Quale frase, augurio o proverbio in lingua friulana dedichereste a Davide Van De Sfroos?»

Facile no? Quindi adesso andate al link riportato qui di seguito, scendete in basoo fino al “commenti dei lettori”  e lasciate li la vostra frase o proverbio.

clicca qui per partecipare sul sito del Messaggero Veneto

L’autore della risposta/commento che riceverà più “Mi Piace” entro le 16 di lunedì 1 dicembre, si aggiudicherà due pass d’ingresso per lo spettacolo di sabato 6 dicembre al Teatro Nuovo Giovanni da Udine.